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22.08.06
La grande migrazione
Sempre più il viaggio dei vacanzieri di agosto mi evoca la grande migrazione degli gnu africani, quando, ammassati in enormi branchi, si spostano alla ricerca di nuovi pascoli, di acqua, di terre vergini. Il viaggio è lungo, avventuroso, e irto di pericoli. Questi torelli dalle corna ricurve attraversano ampi territori, sempre accompagnati da orde di predatori che li attaccano, li feriscono, li divorano. Guadano fiumi e laghi, flagellati dai giganteschi coccodrilli che li afferrano e li trascinano sott’acqua; corrono per vaste praterie inseguiti da branchi di leoni, di jene, di sciacalli. Alla fine arrivano a destinazione, ma hanno pagato un prezzo elevato.
Così sono i vacanzieri di agosto, incolonnati sulle autostrade per ore e ore, ammassati nelle aree di servizio che scoppiano, in fila nei bar nella speranza di ottenere una brioche decongelata e un cappuccino con la schiuma semifredda.
Ma scendiamo un po’ nei dettagli, seguiamo un equipaggio-tipo di gnu ferragostiani in viaggio, il mio: io, che per cause di forza maggiore devo seguire il flusso della migrazione, parto il 30 luglio alle cinque del mattino, nella speranza di evitare la furia crudele del grande traffico, destinazione un villaggio segnalato da amici sul Gargano, tra Peschici e Vieste.
Speranza vana ovviamente. L’autostrada è piena, ci sono code a Riccione, ad Ancona, e vari rallentamenti e code brevi fino a Termoli. In complesso nulla di veramente tragico, a parte la quasi totale impossibilità di entrare in aree di servizio per fare rifornimento, sono così affollate che le auto aspettano in coda già prima dello svincolo, creando rallentamenti in autostrada. Dopo dieci ore di viaggio con gli occhi spiritati, con le auto quasi a contatto di paraurti (ma c’è qualche automobilista, uno solo tra milioni, che rispetta la distanza di sicurezza?) siamo finalmente al nostro villaggio. E’ un tre stelle, e un “villino", o bungalow, costa a noi gnu, nel periodo della grande migrazione, 1100 euro a settimana.
Poche storie comunque, bisogna sganciare tutta la pilla subito, non alla fine della vacanza, come si fa di solito. Ma come, ribattono i nostri amici, che vengono qua da anni, non era così in passato. Ed io faccio presente che è una procedura anomala, il conto si paga alla fine, no? Il ragazzo alla reception sospira rassegnato, allarga le braccia, dice che quest’anno è cambiata la gestione, si fa così. Stacchiamo subito l’assegno, malvolentieri; li avranno fregati, pensiamo, qualcuno si è sbafato una vacanza e poi non ha pagato il conto. Deve essere per forza così.
Il villino è grande, tre stanze più bagno, è per quattro-sei persone e noi siamo in tre. Stiamo comodi. Però l’acqua è salmastra, e la doccia è otturata. Inizia l’odissea della doccia. Telefono, il ragazzo dice che manderà “il manutentore". Passa un’ora, scarichiamo le valigie, sistemiamo la roba. Non si vede nessuno. Ritelefono, il ragazzo mi assicura che il manutentore è in arrivo. Passa un’altra ora, niente. Perdio, hanno voluto il grano anticipato, che storia è questa? Ancora non so che questo è lo stile, questo è il ritmo: pazienza, relax e tenacia. Lo scoprirò nei giorni seguenti. Esco a piedi, cerco una di quelle auto elettriche che ho notato all’arrivo, coi tipi dell’organizzazione che accompagnano gli gnu in arrivo. Ne becco una. La fermo. “HO CHIAMATO IL MANUTENTORE DA DUE ORE" dico con enfasi, perché sono stanco e ho bisogno urgente di una doccia, “MA NON SI VEDE NESSUNO! LA DOCCIA E’ FUORI USO!". L’uomo annuisce, dice che arriverà subito. Passa un’altra ora, e finalmente arriva. In tre minuti cambia il pezzo. Ahhh, una doccia... ma l’acqua non si miscela, o bollente o fredda. Mi irrito, perché ancora non so che questa è la regola. E’ così per tutti i villini. Lo imparerò i giorni seguenti. Pazienza, relax, e tenacia.
Ma iniziamo la vacanza. Il mare è bello ovviamente: l’Adriatico è particolare, è unico: calmo e gentile, caldo e accogliente, sa essere anche potente, agitato. Per questo è il mio mare preferito. La spiaggia è di sabbia, abbastanza profonda, certo non è Rimini ma neanche le lingue di sabbia della Toscana, o le microscopiche insenature cementificate della Liguria. Gli ombrelloni sono sistemati alla romagnola, tutti ammassati, ma è sopportabile. Ovviamente hanno sbagliato coi numeri, nel nostro è sistemata una famigliona di napoletani. Grandi trattative, alla fine tutto si risolve. Tutto si risolve sempre, ma imparerò presto che l’errore è la norma, bisogna conviverci.. Tutto va controllato con cura, perché tutto è un pressapoco, è un così così, è un forse, un quasi, un si vedrà: pazienza, relax e tenacia, da non dimenticare mai. Senza queste tre qualità lo gnu migrante è destinato a soccombere sotto gli attacchi dei predatori.
Ed eccoli, i predatori in azione: per il villaggio si aggirano tre o quattro ragazzini di 16-18 anni che indossano una maglietta azzurra e hanno la qualifica di “animatori". In spiaggia assaltano i bagnanti sdraiati sui lettini al grido di “VIENI AL TORNEO DI BOCCETTE!" E se lo gnu (assaltano soprattutto i maschi) dice mah, boh, ehm, loro si agitano, gridano “MA COME! GUARDA CHE POLTRONE CHE SEI! MA NON TI VERGOGNI? AVANTI!" Se poi lo gnu continua a nicchiare lo prendono per un braccio, lo tirano su di peso. Alla fine lo gnu ci va, li segue con aria afflitta, ma poi si diverte, perché in fondo sdraiato sul lettino si annoiava. Perché non si sa mai cosa fare, non si sa come passare il tempo. Le letture sono quasi inesistenti. Qualcuno ha Angeli e Demoni oppure uno di quei romanzoni usciti sulla scia del Codice da Vinci, storie sulla Sindone, sui monasteri, i Templari, con delitti e misteri, cose così. Ma non si legge. Forse nessuno legge più in questa parte di mondo. La lettura sembra estinta, a parte qualche quotidiano o i settimanali di enigmistica. Non vedo neanche una copertina dei soliti Wilbur Smith, o Ghisham, niente. Qualche tedesco (pochissimi) ha un libro in tedesco, ed è tutto. Ed è così anche nelle altre spiagge, che osservo durante le passeggiate, sempre all’erta per gli infernali racchettoni (ma non erano vietati?) o il gioco a pallone o a pallavolo o a boccette tra coppie di amici o di fidanzati, o di gruppi di marmocchi allo stato brado che mollano calcioni a più non posso incuranti di chi si azzarda a camminare sulla spiaggia.
Perché sono tutte uguali, le spiagge in gestione ai villaggi. I ragazzini-animatori strepitano ai microfoni che è l’ora del gioco aperitivo, dell’acqua-gymn; questo è l’aspetto più atroce: portano nella loro postazione una grossa cassa acustica, uguale in ogni spiaggia, che diffonde una musica a volume altissimo, distorto, tanto da danneggiare il timpano: urlano auguri e dediche, fanno i dj, i presentatori. Le musiche sono sempre le stesse, “ahi-ahi-ahi, un giorno ti innamorerai..." poi Calimero dance, tam-tam da discoteca, canzoni pazzesche tipo “ciapa la galéina, ciapa la galéina coccodè" (un cult dell’anno scorso ma ancora in voga, l’abbiamo canticchiata per giorni), poi l’onnipresente Gigi D’Alessio, e “Tricche ballacche la cammellata" che viene da un personaggio-trash di un reality, e altro ancora. Ai nostri amici capita un ombrellone quasi adiacente alla postazione degli animatori, mentre ne avevamo chiesto tre vicini, e si diffonde il panico. Impossibile sopravvivere vicino alla cassa. Parte una complicata trattativa, alla fine tutto si aggiusta, come sempre, basta avere pazienza, ed essere rilassati. E non prendersela. E guardare il mondo, questo mondo, come una gabbia di matti, e riuscire a riderne.
Io vado spesso alla torre di Sfinale, un posto incantato, magico, una scogliera meravigliosa col rudere di una torre di guardiamarina cinquecentesca: da qui domino tutte le spiagge, a una distanza di almeno un chilometro: arriva il rombo furioso delle musiche e le urla degli animatori, una aggressiva mescolanza di suoni che si accavallano, si confondono in una cacofonia surreale: è tutto così folle, estremo, inspiegabile. Penso alle spiagge deserte di Creta quando, negli anni Settanta, stavamo sdraiati nudi al sole a cercare di vivere bene il rapporto col mare, con l’amicizia, con l’amore. Erano angoli di paradiso terrestre, e la società dell’uomo, a quanto pare, non poteva certo tollerarlo. Doveva invaderle con la speculazione, il denaro, la volgarità, il saccheggio. Questo è il nostro presente, non c’è scelta, è andata così. Almeno ridiamone.
Riderne: non è poi tanto difficile. Alla sera, quando l’animazione si scatena, infuriano gli spettacoli, i concorsi, perlopiù copie di trasmissioni televisive; alla “coppia del villaggio" il marito deve piegarsi a novanta gradi, alla pecorina, mentre la capo-animatrice gli posiziona un palloncino sul sedere. La moglie deve farlo scoppiare con colpi di bacino, così si crea la scena esilarante della moglie che sodomizza il marito, e si ride con una sorta di ferocia; poi il marito si siede, la capo-animatrice gli mette il palloncino in grembo e la moglie deve farlo scoppiare gettandosi seduta su di lui. Ovviamente quella sadica della capo-animatrice cerca mariti smilzi e mogli molto robuste...
Comunque un angelo custode ci assiste, veglia su di noi. Per due giorni la capo-animatrice si becca la febbre, così la cassa in spiaggia tace. E’ un paradiso, si sente il rumore amichevole del mare. Poi arriva il maltempo, un vento furibondo che sembra L’Ora di Torbole sul Garda che flagella ogni giorno la spiaggia; fa un freddo cane, la gente non apre gli ombrelloni, e la cassa tace. Che pacchia! Ci sono lamentele, imprecazioni, perché il mare è mosso, non si riesce a fare il bagno. Per me è bellissimo, sulla scogliera della torre Sfinale i cavalloni si frantumano con schizzi altissimi. E’ meno bello per le bimbe ovviamente, che non riescono a nuotare, si raffreddano e si beccano pure il raffreddore, ma è superbo questo spettacolo della natura agitata che fa tacere i pazzi. Con un amico faccio lunghe passeggiate sulle scogliere ventose, le superbe, maestose coste del Gargano, che non hanno nulla da invidiare a quelle spettacolari, drammatiche della Liguria, né a quelle esotiche della Sardegna; selvagge, romanzesche, e lerce, assurdamente lerce, cosparse di rifiuti, bottiglie di plastica, sacchetti, bottiglie rotte.
Due settimane vanno via così, e bisogna rimettersi in viaggio. Partiamo di sera, alle 9, così nostra figlia può dormire tranquilla sul sedile posteriore. Il traffico è blando, il grande rientro inizierà la settimana prossima. Mi fermo in un’area di servizio per un breve pisolino, verso le due, poi si riparte. A Cesena mi fermo nuovamente perché ho bisogno di un cappuccino. Il bar ovviamente è parecchio affollato. Guardo una montagna di brioches dall’aspetto per nulla appetitoso, poi quando viene il mio turno ordino cappuccio e brioches. La signora mi fa: “abbiamo una promozione, se prende cappuccino e spremuta o succo di frutta la bioches è in omaggio". “Uh", faccio, ma sono confuso, stravolto, con una piccola folla dietro che pressa. “Va bè" faccio. Tre euro e cinquanta. Una ladrata ovviamente. Cappuccio e brioches sono circa due euro. Ingoio la brioches, assolutamente vomitevole, un cappuccio triste, insapore, e mi avvio alla macchina col succo alla carota Skipper in mano. Riparto. Dopo un’ora dico ma sì facciamoci il succo: lo guardo, penso a come fare per aprirlo, e mi accorgo che è scaduto.
E’ finita ora, gli gnu sono arrivati a destinazione. Scaricare, dormire, e poi gli ultimi giorni a Riva del Garda. Speriamo bene, o no?
Pubblicato da Mauro Baldrati, il giorno e l'ora: 22.08.06 18:32
Interventi
"ma neanche le lingue di sabbia della Toscana".
Premesso che il Gargano è meraviglioso, guarda, Mauro, che se vieni in Versilia, trovi spiagge molto belle e larghe. Eppoi, il sole lo vedi tramontare dietro il mare fino a tardi.
Bart
Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 22.08.06 21:48
In somma, dopo aver passato vacanze tribolate...e fughe dagli animatori..casa. E i nuovi pascoli, le terre vergini, l'acqua? Gli gnu migrano per necessità, noi più per forma. Forse. Spero bene per Riva del Garda, spero meglio. In bocca al lupo! (però magari quella torre valeva tutto il resto, eh?)
Pubblicato da: andrea branco - 22.08.06 22:01
già. l'uomo.
certo. i vacanzieri le fanno venire in mente le bellissime mandrie di gnu che niente hanno a che spartire con l'umana onda tellurica agostana che erra tra pericoli inenarrabili tipo autostrade che altre mandrie (a cosa vuole paragonarli? dica) di furbetti del quartiere hanno provveduto a lasciare a metà, e arriva a destinazione con lo stomaco sulla lingua.
già.
un paragone che umilia gli gnu, se mi permette.
un paragone da chi probabilmente non conosce un piffero della vita di questi grandi e nobili erbivori mentre invece quasi certamente ha frequentato i vacanzieri di cui parla.
solo gli uomini hanno la libertà di chiudere nella loro bocca gli animali, e estinguerli.
un saluto
paola
un saluto
paola
Pubblicato da: cara polvere - 23.08.06 01:30
già. l'uomo.
certo. i vacanzieri le fanno venire in mente le bellissime mandrie di gnu che niente hanno a che spartire con l'umana onda tellurica agostana che erra tra pericoli inenarrabili tipo autostrade che altre mandrie (a cosa vuole paragonarli? dica) di furbetti del quartiere hanno provveduto a lasciare a metà, e arriva a destinazione con lo stomaco sulla lingua.
già.
un paragone che umilia gli gnu, se mi permette.
un paragone da chi probabilmente non conosce un piffero della vita di questi grandi e nobili erbivori mentre invece quasi certamente ha frequentato i vacanzieri di cui parla.
solo gli uomini hanno la libertà di chiudere nella loro bocca gli animali, e estinguerli.
un saluto
paola
un saluto
paola
Pubblicato da: cara polvere - 23.08.06 01:31
Bart, sì, hai ragione, in Versilia ci sono anche spiagge ampie, in effetti avevo in mente soprattutto la Maremma, dove l'erosione del mare ha fatto sfracelli, però per me il concetto di "spiaggia ampia" resta legato alla Romagna, i lidi ferraresi soprattutto, dove per raggiungere il mare devi prendere un taxi...
Andrea, il promontorio della torre Sfinale, e il retrostante altipiano, è uno dei luoghi più belli che abbia mai visto.
Cara Polvere, di solito quando si paragona l'uomo a un animale, è sempre quest'ultimo a essere offeso, per i motivi che sappiamo: l'animale vive secondo natura, l'uomo la natura la distrugge (ovviamente l'uomo come specie, perché ci sono anche gli ecologisti e gli animalisti, come lei - e come me). Il paragone è unicamente riferito a un'immagine: il viaggio avventuroso, il branco ecc. Per il resto viva gli gnu.
Pubblicato da: Mauro Baldrati - 23.08.06 08:47
a me sono venuti in mente i lemming
ma anche le anatre o altri uccelli nel periodo di passo, che i cacciatori allegramente tirano giù a fucilate (qui pensavo agli scippatori che a napoli in questo periodo fanno affari d'oro con i turisti di "passo")
saluti
mel
Pubblicato da: Melpunk - 23.08.06 10:23
Bello. Quando comincia a piovere, tutto diventa più umano ed esteticamente apprezzabile. Anche al mare. Se poi c'è una torre da cui guardare lo spettacolo, meglio ancora. Complimenti
Pubblicato da: GiancarloTramutoli - 23.08.06 11:12
Ehi, ma sei di Riva? Lo scopro ora: io sto a Padenghe e sono spesso a Riva a litigare con l'ora, da pessimo velista lacustre che non imparerà mai...
Azzarola, la prossima volta che passo ci si fa una birra :-)
Buona giornata. Trespolo.
PS: per mia fortuna mai fatte le ferie ad agosto...
Pubblicato da: Trespolo - 23.08.06 12:33
Faccio parte delle popolazioni locali che vedono arrivare gli gnu a agosto a invadere spiagge e luoghi. Siamo contenti che l'invasione sia delimitata a agosto. Dal primo settembre, questi luoghi ridiventano umani, noi locali ci riappropriamo del luogo che viene lasciato, sempre, ogni agosto, sempre più distrutto.
Buone vacanze a tutti.
Pubblicato da: Roberta - 23.08.06 13:06
Oh, ma quanto siamo snob ! Addirittura gli gnu. Prima del 1936 non esistevano le ferie pagate: operai e impiegati passavano il ferragosto in città. Al massimo andavano in bicicletta fino a una roggia. Per questo erano tempi di feconda ispirazione letteraria: perché gli intellettuali non erano annoiati dalla vista di queste migrazioni becere e plebee, e dall'alto della loro torre d'avorio vedevano e ascoltavano soltanto i passeri solitari.
Pubblicato da: riccardo ferrazzi - 23.08.06 15:05
grazie per alcune belle risate che mi ha regalato questo pezzo. Non è solo divertente, è preciso sulle descrizioni delle vacanze di massa, le pazzie... davvero gradevole, perché pur essendo assai ironico riesce anche a essere garbato.
Pubblicato da: bartok - 23.08.06 17:11
grazie per la risposta.
un saluto
paola
Pubblicato da: cara polvere - 23.08.06 17:35
Ci sono alcuni spunti interessanti, grazie a tutti:
Melpunk, l'accostamento turisti/anitre giustapposto a quello cacciatori/scippatori è divertente e, credo, anche azzeccato.
Giancarlo, deduco che anche tu, come me, ami il mare d'inverno, col maltempo e le burrasche. Il mio passatempo preferito, quando ero alla Torre Sfinale (almeno una volta al giorno) era scrutare il mare e immaginare di vedere spuntare le vele dei pirati saraceni, per contrastare i quali furono costruite le famose torri del Gargano.
Trespolo, purtroppo non sono di Riva, che è un luogo in cui, un giorno, vorrei trasferirmi... comunque mia moglie è di Torbole, dove i suoi hanno una casa, e ogni tanto facciamo un'incursione (nel caso specifico andiamo da suo fratello, che vive a Riva). La prossima volta ti mando un'e-mail, magari ci facciamo uno di quei sentieri panoramoci sul lago, sopra Riva.
Roberta, ti ricordo che le distruzioni delle tue terre non sono tanto causate dagli gnu migranti, ma soprattutto dai vostri amministratori locali che hanno devastato il territorio con l'edilizia selvaggia (avrai presente meglio di me, immagino, i brutti alberghi che sono sorti sulle coste). Io vengo da una terra, la Romagna, la Riviera, dove le migrazioni sono ancora più massicce, in certi luoghi assumono caratteri di vera apocalisse, e in quanto a distruzioni non stiamo certo meglio: negli anni 50 e 60 hanno raso al suolo vaste, bellissime pinete per edificare mostri edilizi come Lido Adriano. Che vuoi fare, gli gnu portano plusvalore, hanno generato un businness planetario.
Riccardo Ferrazzi, anche quelli di prima del 1936 potevano stare zitti, perché prima di loro i bambini andavano a lavorare in fonderia a 7-8 anni (poi che questo avvenga anche ai giorni nostri in alcune parti del mondo purtroppo è un'altra storia); e loro stessi, quelli pre-pre 1936 potevano stare zitti, perché prima c'era addirittura lo schiavismo legalizzato, e così via. Il fatto è che siamo figli dei nostri tempi, e pensiamo, lavoriamo, critichiamo, combattiamo coi mezzi dei nostri tempi, per cambiarli. E ridere, caro bartok, è un'arma molto efficace per resistere.
Cara polvere, grazie a te.
Pubblicato da: mauro baldrati - 23.08.06 17:55
Mauro, vada per il giro sui sentieri panoramici, basta che poi rimanga anche il tempo per una birra ;-)
Buona giornata. Trespolo.
Pubblicato da: Trespolo - 24.08.06 11:04
Parole sante, Mauro, Parole sante. Le amministrazioni fanno l'impossibile per accogliere le orde senza curarsi spesso della bellezza del luogo. Se solo ricordassero che il turista viene qui per godere della bellezza del luogo, forse farebbero a meno di costruire mostri a uso e consumo di un certo tipo di gnu.
Pubblicato da: Roberta - 25.08.06 11:03




