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01.08.06

"Io non voglio orpelli sopra e sotto e accanto alla mia opera"

di Aldo Busi

30.7.2006 Montichiari. Aldo Busi per Luca Niccolini, rif.: mia partecipazione al 'festivaletteratura' di Mantova, vale a dire alla pubblicità di un outlet in loco; e p. c. all'Ansa, alla "Gazzetta di Mantova" e al mio avv. Danilo Zucchiatti, Mi.

Mi fa arrabbiare oltre ogni umano scoglionamento il vedere che la mia presenza il 10 settembre è annunciata in rete con uno sponsor di cui ignoro tutto, tanto più che, secondo gli accordi telefonici, sarei venuto a titolo gratuito, che non ho disposto per un pernottamento a Vs carico - e nemmeno per una cena - e che avrei potuto spostarmi con la mia auto pagandomi pure il parcheggio. Io non voglio orpelli sopra e sotto e accanto alla mia opera, nel caso contrario non mi sarebbero certo mancate ben da tempo offerte economiche folli e quasi adeguate. No, Niccolini, così non si fa, io non sono uno di quei pezzenti tipici in listino che pur di apparire e scroccare un viagggetto e una pedanina non possono permettersi di scendere in dettagli, queste cose con me vanno chiarite e concordate prima, il Vs procedimento è ai miei occhi davvero ambiguo, per non dire criminoso, perché dimostra una totale mancanza di rispetto, anzi, un disprezzo sostanziale verso di me e le più elementari forme dicortesia in fatto di "ospitalità". Pertanto ritiro il mio nome, visto l'uso indebito che già siete riusciti a farne.
La invito a togliermi immediatamente dal Vs programma e dal Vs sito e a scindere il mio riverito, onorato, ambitissimo e normalmente salatissimo nome dal Vs evento cartaceo.

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 01.08.06 14:30

Interventi

Non riesco a capire. Non vuole orpelli uno che ha fatto della propria opera (meglio, della propria vita) un orpello?

Pubblicato da: lelik - 01.08.06 15:06

Mi sarei inalberato pure io nel mio piccolo.
Chissà quante e quante volte ho detto: non prendete da me se prima non vi "dò" consenso per iscritto. Mai una volta una...

Che dire? Ha fatto quello che andava fatto.

g.

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 01.08.06 15:08

Riusciremo a dormire questa notte?

Pubblicato da: fm - 01.08.06 15:10

la vera notizia è che busi naviga in rete. lui che ha sempre detto, anzi sbandierato, di non avere computer e nemmeno linea telefonica.

Pubblicato da: fr - 01.08.06 15:32

Poverino. La dubbia pubblicità Mediaset nelle puntate di Amici, fino ai materassi sempre di dubbia affiliazione ancora ancora li sopporta.
Perché farsi sfuggire un'occasione come questa per sembrare anche il più onesto oltre che il più bravo?
Rincara pure la dose e dice di tutti gli altri che sono sfigati. Non è troppo contento ultimamente Busi, troppi bravi scrittori in Italia fanno concorrenza.

Pubblicato da: elisadirivombrosa - 01.08.06 15:33

Cioè, busi era uno che utilizzava "Amici Libri" per vendere la sua collana "I classici" di Frassinelli...
Market(t)ing allo stato puro e anzi, di cattivissimo gusto...

Pubblicato da: andrea.nobili - 01.08.06 15:36

a-BUSI-vo

Pubblicato da: fm - 01.08.06 15:45

Che bello! Elisadirivombrosa ha bisogno della vigliacca maschera dell'ANONIMATO per dire contro Aldo Busi: ammmazza che fegato. Praticamente, cara, le tue parole valgono quanto il mio sudore sulla fronte: cioè niente.

"Amici libri" ha fatto, ha portato un po' di libri e di cultura nelle menti di tanti ignoranti, di tanti giovinastri migliorandoli. Il non saper riconoscere i meriti altrui è il cattivissimo gusto oggi imperante nei corridoi di quella che si mormora sia l'intellighenzia italiana.

g.

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 01.08.06 15:46

ai "tanti ignoranti" e "tanti giovinastri" consiglerei anche la visione di Mutande Pazze http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=15725 di Roberto D'Agostino. Perchè altrimenti rischiamo di cadere nel cattivo gusto non riconoscendo i meriti altrui.

Pubblicato da: fm - 01.08.06 15:55

Busi ad "Amici libri" ha fatto vendere fior di copie di Thackeray: autore grandissimo che in Italia pochi conoscevano, anche perché, malgrado sia considerato pari a Dickens nella storia della letteratura inglese, è autore troppo cinico per comparire nelle antologie scolastiche del Bel Paese. Ed io, ad uno che adopera la tv per far vendere copie di Thackeray - e non per dimenare il culo -, faccio tanto di cappello.

Pubblicato da: davide l. malesi - 01.08.06 16:01

mi piacerebbe sapere cosa farebbero davanti alle telecamere i vari savonarola. se parlerebbero di ciò che apprezzano -e sapendo quanto Busi apprezzi se stesso è ovvio pensare che si metta negli autori da segnalare- oppure del tempo, giusto per non essere tacciati di favoritismi verso chissà quale casa editrice o autore.
Busi è una persona che, comunque vada, qualunque cosa faccia, non ha tempo da perdere dietro parole piene solo di invidia.

Pubblicato da: Rael - 01.08.06 17:30

Francesco Marchetti: con Lei, sinceramente, avviare una qualsivoglia discussione seria non è possibile.
Ha il solo merito di firmarsi. La saluto.

Molti libri, tantissimi libri che altrimenti molti giovani non conoscerebbero nemmeno per sentito dire, sono stati promossi dal Signor Aldo Busi.
Purtroppo siamo in una italianetta meschina e sporca ab imis, quella del cattocomunismo più becero pecoreccio e bigotto.


g.

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 01.08.06 17:30

"quella del cattocomunismo più becero pecoreccio e bigotto".

questa affermazioe è priva di fondamente, secondo me Smascherata dalla realtà.
in Italia non ci sono, forse nemmeno tanti ce ne sono stati, germi di cattocomuismo striscianti o che ammorbano il territorio nazionale e la sue moltitudini.

con stima, Che altre cose le condivido con Iannozzi, e altre le ho condivise

b!

Nunzio Festa

Pubblicato da: Nunzio Festa - 01.08.06 17:45

@Giuseppe Iannozzi: massima stima per Busi, credo di averlo detto in passato. Non solo Thackeray, ma anche Mastronardi, dimenticatissimo e autore a me caro.
Tuttavia Busi è in questo caso ambiguo perché in quanto a pubblicità occulta...
Persona sensibilissima che stimo - ribadisco. Ma in questo caso trovo la sua reazione piuttosto spropositata.

Pubblicato da: andrea.nobili - 01.08.06 17:52

"Queste cose vanno chiarite e concordate prima". Questo è un punto.
Altro punto: Aldo Busi ha un "valore economico" (tra l'altro ragguardevole). L'outlet in questione avrà anch'esso un valore economico. Domanda: è l'azienda che sponsorizza l'incontro con Busi o è Busi che, di fatto, sponsorizza (nobilita ecc.) l'azienda?
Perché, se è il secondo caso, chi potrebbe negare (in una società di mercato) il diritto di Busi ad essere pagato da questa azienda (o dal Festivaletteratura, che prende a sua volta i soldi dall'azienda)?

Pubblicato da: giuliomozzi - 01.08.06 18:17

@ ANDREA NOBILI

Ma quale pubblicità occulta?
Mi pare che le copertine dei libri si siano ben viste. E non è proprio un crimine fare pubblicità a una collana di classici, per altro ottimamente tradotti a differenza di altre edizioni in commercio. Io non la vedo la pubblicità occulta, proprio no. Perché non c'è. Si vede che non c'è: i libri sono stati presentati, non occultati.

La reazione non è esagerata: giustificata.
Io avrei agito allo stesso modo.
E (parentesi personale) quando qualcuno ha preso materiali dal mio blog, in maniera non autorizzata, mi sono incazzato e poi non ho fatto niente: facciamo nomi e cognomi, Genna e Wu Ming. E Indymedia con una operazione a dir poco riprorevole. Ma sono stato fesso io a non fargli causa.

Ora: il Signor Aldo Busi non gradisce che i suoi articoli siano su questo sito, non mi sembra che abbia mai autorizzato alcuno a tradurli in questa sede, quindi è tutto detto.

Non è bello utilizzare il nome di qualcuno - di chiunque - senza il suo consenso. Per sponsorizzare poi.

@ NUNZIO FESTA

Con "cattocomunismo" intendo anche - e soprattutto - l'attuale governo Prodi, che a questo punto come l'ho salutato con timido entusiasmo (sperando che mettesse su un mattoncino per un reale cambiamento), adesso invece gli auguro con grande entusiasmo di cadere quanto prima. Ha già traditi tutti i propositi della campagna elettorale: e giustamente farmacie in rivolta così pure i taxisti. Senza contare che dall'Iraq non mi par proprio che i soldatini italiani si siano ritirati: c'è invece il solito D'Alema - quello della Guerra nel Golfo - che fa, che fa che cosa? Nicchia. Perde tempo. E poi l'indulto: adesso 12.000 fuori, pure quelli per reati finanziari. E la Chiesa: felice come una Pasqua per questo indulto. Ce ne sarebbero da raccontare. Allora: il cattocomunismo è questa schifezza qui, che serpeggia, che cova e fa finta di niente tranne poi gambizzare al momento giusto. Hai ragione caro Nunzio, non è solo cattocomunismo: è "cattocomunismo di stampo capitalista", un abominio.
Io la penso così.

Cari saluti, con stima

g.

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 01.08.06 18:57

Condivido in pieno sia la posizione di Busi, sia l'interpretazione di Giulio.
E' una delle regole fondamentali: se ti 'presto' la mia immagine mi informi prima su cosa ne vuoi fare, specialmente se è 'a gratis'. Non devi provare ad approfittarne.

Fa il paio con: se ne vuoi 'approfittare' non vengo 'a gratis' ma mi paghi.
Due regole fondamentali che giustificano a pieno titolo la posizione di Busi e l'intervento diretto non da baciapile.

Buona serata. Trespolo.

Pubblicato da: Trespolo - 01.08.06 19:44

D'accordo con Trespolo.

Pubblicato da: stefania nardini - 01.08.06 22:35

Aldo Busi per Vibrisse

Io non "navigo" in rete, siete solo voi a pensare di navigare da qualche parte non andando da nessuna parte, e non so cosa significhi nella misura in cui, non navigando già in nessun luogo geografico nel cosiddetto mondo reale, mi è indifferente ogni contesto posto fuori da un testo, che è sempre il testo di un'opera, mai di un citofono, di una lista della spesa o di un blog. La mia libertà di scegliere dove e come e in che modo apparire è mia in quanto cittadino e non il portato del mio essere Scrittore, che in quanto tale è entità ineffabile e anche impresentabile, e ha un cachet solo nell'equovivoco di poterselo permettere e a tempo perso di chiunque, soprattutto del mio. Che poi io, per mio capriccio, possa decidere di vendermi al miglior offerente, o anche al peggiore, sono affari umano-pratici che non riguardano me Scrittore, figuriamoci voi lettori o chiunque altro, incluso me che non ci sono neppure qui. Saluti. Aldo Busi.

Pubblicato da: Aldo Busi - 02.08.06 00:23

Equovivoco. Che tristezza. Meglio andare a dormire. O a far l'amore.

Pubblicato da: max - 02.08.06 01:29

come dargli torto.
andrebbe letto piuttosto che guardato in tivù. dopodiché, le critiche, sarebbero più azzeccate.

Pubblicato da: cristiano prakash dorigo - 02.08.06 09:42

Niente da ridire: Busi ha tutte le ragioni del mondo.
Eppoi uno sche scrive Seminario sulla gioventù e poi va dalla De Filippi a parlare di Thackeray fa anche della sua vita una piccola perla di genio.
Inarrivabile.

Pubblicato da: vella - 02.08.06 09:53

Sì, anche perché se c'è un romanzo che stigmatizza l'atteggiamento, e la forma mentis, di quelli che frequentano i programmi della De Filippi con la speranza di diventar famosi, ebbene: quel romanzo l'ha scritto proprio Thackeray.

Pubblicato da: davide l. malesi - 02.08.06 11:21

La speranza non la si dovrebbe negare a nessuno.
Così per la cultura.
Thackeray ha disegnato la società del solo Ottocento? scrivendo un romanzo a puntate, che diede il mal di fegato anche a Dickens? No, Thackeray ha scritto anche dell'Ottocento, degli uomini e delle loro vanità, che sono rimaste immutate nel corso dei decenni. Forse è proprio, e anche, questo il motivo per cui "La fiera delle vanità" è più attuale che mai. Thackeray, grande autore dimenticato da troppi, e che anche grazie a una pellicola cinematografica infima è stato rivalutato e riportato alla luce. Tra l'altro, Thackeray è anche autore di "Barry Lyndon", da cui Stanley Kubrick trasse un film tra i più belli e ispirati: film e libro, a mio avviso, da rivalutare con severa attenzione.

g.

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 02.08.06 11:54

Nel mondo anglosassone, Thackeray non è dimenticato affatto: è autore da antologia, ancor oggi ristampato con successo (e lo stesso in India, dove nacque, al punto che da quelle parti, un po' forzando la mano, molti lo considerano uno "scrittore indiano"). In Italia ebbe un suo momento di gloria quando fu tradotto da Anna Banti, scrittrice all'epoca piuttosto nota, e poi basta. La mia sensazione è che la cultura italiana proprio non digerisca il cinismo nelle dosi dispiegate da Thackeray. Quanto al film di Mira Nair, è un vero oltraggio, un delitto da galera.

Pubblicato da: davide l. malesi - 02.08.06 12:28

devo dire, pur non essendo famosa come lui, mi avrebbe fatto "un certo che" essere messa vicino ad una pubblicità: è come chi mi invita alla sua festa perchè porto la torta a tre piani.

I libri sono anche merce sì, però sono anche persone. Un po' di rispetto e cortesia. Diamine!

Per quanto riguarda "Amici", Maria De Filippi è una furbetta cretinetta e i suoi programmi sono noiosissimi, molte volte incosapevolmente grotteschi: quante risate quando li vedevamo con il mio amico che li guarda perchè vorrebbe diventare televisil-famoso, soprattutto per le sue imitazioni). Pero Aldo Busi al pomeriggio in Amici, diceva delle cose che mi interessavano e tanto di cappello a chi riesce a comunicare con me attraverso un mezzo così inflazionato e controllato. Ho perfino preso in prestito in biblioteca il suo libro rosa, mi pare, con il titolo a stelline: niente male. Semplice, basilare, comunicativo adatto con i ragazzini d'oggi. E riusciva a dire delle cose non stupide e in qualche modo, utili anche a me che ho 35 anni e la vocazione a fare la segretaria.

Pubblicato da: marta t. - 02.08.06 12:41

In India, in Inghilterra sì, anche in America: i romanzi di Thackeray sono di denuncia sociale, e credo che questo fatto gli italiani non l'abbiano proprio digerito: il successo dell'autore qui da noi è durato poco, molto poco. E solo adesso è stato ripreso in mano, si spera per esser letto e riletto, criticamente anche. La denuncia sociale di Thackeray è potente, è come un moderno Dante che non risparmia nessuno. D'altro canto la denuncia sociale attraverso la letteratura qui da noi ha avuto poco presa, indipendentemente dall'autore e dal tempo storico: si è sempre preferito il "ludico" fine a sé stesso a romanzi forti anche d'un messaggio sociale e/o politico. Tutti parlano di Pasolini, ma io mi chiedo quanti hanno letto veramente Pasolini? Ho l'impressione che molti lo citano solo perché ne hanno sentito parlare. Ho l'impressione che molti non saprebbero distinguere uno scritto di Pasolini da uno di Manganelli, ad esempio.

Io guardavo "Amici" solo per seguire i consigli letterari di Aldo Busi.

g.

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 02.08.06 13:42

Aldo Busi per Vibrisse
Montichiari, 2 agosto 2006

Il vostro moralismo è speculare solo alla vostra pochezza intellettuale, vale a dire non potrà mai ambire a nessuna levatura estetica, quindi tantomeno etica. Siete opinionisti da blog, grafomani del nulla, vivete di vite riflesse e quindi neppure di vita propria, che già, essendo solo una vita e basta, sarebbe ben poca cosa. Non capisco davvero come facciate a coltivare questa cocciutaggine logorroica, qui dentro, dentro questo spazio che ha un senso in questo momento solo perché ci sono io a dargliene uno, anziché andare a coltivare patate e piegare, se non il pensiero a una forma di intelligenza cortigiana qualsiasi, almeno la vostra schiena su un campo. Oh, le famose braccia sottratte all'agricoltura, oggi più sottratte che mai! Saluti, Aldo Busi.

Pubblicato da: Aldo Busi - 02.08.06 18:00

Intanto i miei complimenti al Busi apocrifo, i due commenti qui sopra sono una notevole imitazione/contraffazione. Bravo, chiunque tu sia!

Pubblicato da: alias - 02.08.06 18:46

Sarà lo stesso che faceva anche gli apocrifi di Iannozzi, un genio!

Pubblicato da: alias - 02.08.06 19:06

A me l'apocrifo non mi fa ridere per niente, è peggio d'un "thrillerino" col pallino del pannolino e del "pasolini" fra le gambe.

g.

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 02.08.06 20:11

Ma... siete sicuri sia un apocrifo?

Pubblicato da: dubbioso - 02.08.06 20:17

stasera riprendo in mano Vita standard di un venditore provvisorio di collant.

Pubblicato da: cletus - 02.08.06 20:41

Ovvio che sì: Busi non scrive così.

g.

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 02.08.06 20:58

Io c'ero cascato come una pera cotta, con entrambi i commenti. Mi sembravano molto verosimili.

Pubblicato da: dubbioso - 02.08.06 21:26

Busi uber alles.

Pubblicato da: cletus - 02.08.06 21:46

Invece è proprio Busi, visto che proprio due giorni fa Busi ha dichiarato (Ansa Cultura del 31 luglio, controllare per credere) che avrebbe passato la settimana seguente a girare per la rete per realizzare un articolo su web e letteratura per Vanity Fair in uscita a metà agosto. Sembra che vibrisse non sia il solo sito dove il nostro è stato avvistato.

Pubblicato da: Ano Nima - 02.08.06 22:22

E' un fake. Nient'altro.

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 02.08.06 23:58

invece è proprio busi. il suo stile da arricchito di paese parla chiaro. dopo aver passato la sua esistenza a smarchettare in tutti i modi per apparire in tivù adesso che nessuno se lo incula più forse proprio perchè, come lui stesso ha dichiarato, "a prenderlo in culo ci vogliono i coglioni", ragazzi che titolo!, lui sì che è un vero grande scrittore rivoluzionario, eccolo che ci prova perfino col blog, questa cosa da pezzenti. come s'è ridotto. ma non fa nemmeno pena a vederlo mentre si atteggia a dandy raffinato con la sua calza bianca che sporge dal pantaloncino sembra un caporale in pensione. con iannozzi che gli fa da attendente. tutto per una cena che il cafone con gran degnazione gli ha pagato.

Pubblicato da: gaspare amidei - 03.08.06 09:50

@ GASPARE

Guarda, potrei mandarti a prendertelo un caffè bollente che ti ustioni la lingua fino a provocarti minimo minimo una ustione di quarto grado per poi un conseguente necessario doveroso obbligatorio taglio netto della lingua.
Allora, Signor Gaspare, si faccia quel caffè: potrà poi scriverne, per un thrillerino e magari vendere pure un paio di copie agli amichetti suoi. Solo a quelli.

Si riguardi, cafonaggine sua compresa nel caffè.

g.

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 03.08.06 10:29

Aldo Busi per Gaspare Amidei e altri
montichiari, 4 agosto 2006


Lei non sa citare neppure un titolo di un libro alla lettera, figuriamoci se è capace di leggerne uno, figuriamoci uno mio -cosa che tra l'altro non è un mio problema, mentre lo sarebbe averla tra i miei lettori anziché qui nel mestiere per lei congeniale di scribacchino da blog. Iannozzi o Iannucci io non lo conosco, non so chi sia, ma pur nella simpatia che mi suscita mi sorprendo non riconosca uno stile, una forma, semplicemente perché firmando col mio nome (come avrei potuto firmarmi Laido Bus o Blu d'Oasi o Sub Dio o Diabolus o anche Tina Pica, giusto la mail è falsa ma solo in quanto non ne ho mai avuta una) dovrei risultare apocrifo a prescindere dalle parole che uso a mio esclusivo beneficio, in quanto anche per dare le perle ai porci occorre uno stile. Lo stile non è acqua ma resta se stesso anche se non è inchiostro, io sono qui, né più né meno ma forse ancor meno, le parole che uso e anche che non uso e a maggior ragione visto che potrei non essere io, davvero stupido pensare sia un altro che, oltre a avere l'impudenza di firmare col mio nome, abbia anche quella di imitare ciò che non è imitabile. Per me essere qui o incontrarmi davanti al cancello di casa mia o in un bar di Bogotà (dove tra l'altro te ne capitano di migliori) è un modo per disintroiettarmi a spese mie, è come avere un tamagoshi nelle mutande e eiacularsi via sapendo che qualcuno, leggendoti, potrebbe scambiarti anche per te stesso, ma una sega è sempre una sega a perdere, e non c'è bisogno di leggere tra le righe, basta sapere leggere e fraintedere nel modo giusto, e se tanto mi dà tanto perfino in un blog qualcuno saprà distinguere la lana dalla seta e la merda colata dalla cioccolata confezionata, perfino chi, non sapendo fare una sega, saprà riconoscerne una autentica e prendersi la schizzata d'autore senza batter ciglio, anzi ringraziandola poiché gratuita e non scalabile dalle tasse.
Cordialità,


Aldo Busi

Pubblicato da: Aldo Busi - 03.08.06 14:33

che noia che barba, che barba che noia...

Pubblicato da: sandra mondaini - 03.08.06 15:03

@ ALDO BUSI

Forse che in un mondo falso l'unico modo per risultare all'apparenza un poco veri sia quello di gettarsi nell'ingorgo caotico che è il falso, d'autore ovviamente! L'impudenza è purtroppo una divisa da molti usata: c'è chi si spaccia per santo e chi invece per inquisitore - ma anche per pazzo illuminato e invasato, giusto per non sbagliare da che parte stare oggi che destra e sinistra son confluite in un'unica fede -, per cui i nomi son contrassegno che poco vale in rete, così, in un certame iniziato e finito in un blog. Tutti si spacciano, pure per me, che son così modesto, anche se non è la verità la modestia nel mio caso: rimane comunque che i "falsi" e "i falsi d'autore" son tanti, e gliene frega niente della decenza così come dell'impudenza.

Uguali cordialità,

Giuseppe Iannozzi


@ SANDRA MONDAINI

Per favore, fuori dal mio letto: ha i piedi freddi come quelli della Signora delle Camelie.

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 03.08.06 15:16

iannozzi o iannucci sei il solito pirla. ma possibile che non riconosci lo stile del tuo divo. solo lui potrebbe scrivere "disintroiettarmi", e senza nessuna allusione sessuale. fa bene il caporale in pensione busi a disconoscerti e attento se gli capiti a tiro perchè potrebbe prenderti a calci nel culo come ha fatto, immortalato da striscia la notiza, con un povero pensionato forse perchè non appartenente al suo corpo d'armata - quello della calza bianca. giacchè come sempre il busi dalla calza bianca scrive: lo stile non è acqua. oddio da uno scrittore sublime come lei, o busi biancocalzato, noi porci ci aspetteremmo perle un tantino più rare!.

Pubblicato da: gaspare amidei - 03.08.06 15:35

Oh Gaspare, ma tu chennesai della classe?

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 03.08.06 15:50

Quello non è Busi, è un tarocco che si riconosce lontano un miglio. Però che a qualcuno venga in mente di venire qui a fare il fake fa capire molte cose sull'essere umano...

Pubblicato da: a.b. - 04.08.06 18:14

Se non è Busi, è comunque identico, inutile negarlo stizziti. Dev'essere un "remix" di frasi vere dette o scritte da lui in diverse occasioni.

Pubblicato da: Phil O'Logos - 04.08.06 20:02

E' un fake riuscito decisamente male. Senza classe. Amen.

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 04.08.06 23:24

A sentire Dagospia, pare che Busi sia incazzatissimo: è intervenuto su diversi blog pensando di dare chissà quali stoccate morali a questi poveretti, e invece dappertutto lo hanno scambiato per un fake, e non i suoi detrattori, ma i suoi ammiratori! Forse stavolta si rende conto che è ormai la parodia di se stesso.

Pubblicato da: relata refero - 05.08.06 01:30

Povero Relata: ma chi è Dago che fa la Spia? A chi?
Il gioco è bello sin tanto che dura poco: e io mi son già rotto da un po'. Scrivi un thrillerino, vedrai che forse occupi un po' di tempo: ma mi raccomando, rigorosamente a mano la scrittura, su fogli di carta vergine, e con la stilografica.

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 05.08.06 10:25

Aldo Busi per Gaspare Amidei e altri
montichiari, 5 agosto 2006

Sono sicuro di interpretare anche il pensiero di Giuseppe Iannozzi se affermo che, sia per me che per lui, a noi ciò che importa è la promozione dei nostri titoli di narrativa senza quella eccessiva compromissorietà implicita nell'appartenenza a clan di pagine culturali, premiolini, salotti eccetera. Il denaro, per Iannozzi niente e per me un'irrisoria somma finale, è del tutto, purtroppo, secondario rispetto all'attrito culturale contro le solite modalità cui miriamo per renderci visibili (per far sapere che esiste in Italia una letteratura malgrado l'Italia dei soliti media gestiti dalle solite mezzecalze di aspiranti scrittori mancati anche come giornalisti culturali). Miriamo facendo centro, mi si permetta di dirlo: la mia partecipazione ad "Amici" è stata una delle cose più amate e ammirate che io abbia mai fatto, e certo mi ha portato molti nuovi lettori in libreria.
Non ultimo, poiché nessuno si sta giustificando di niente ma siamo entrambi orgogliosi del nostro ardimento, il tocco deamicisiano: noi ci mettiamo a medio termine la faccia e alla lunga la fatica, altri ne godono, sia direttamente che indirettamente, subito.

Pubblicato da: Aldo Busi - 05.08.06 10:50

aldo torna presto!

Pubblicato da: maria de filippi - 05.08.06 17:28

Ma quanto l'avete fatta lunga.
Busi ha sostanzialmente ragione. Ha ragione anche nella superfice. Il resto conta zero.
Che Busi si venda o non si venda sono fatti suoi. L'unico problema è: è onesto con la sua scrittura? rispetta il patto con le parole?
Fuori da questa domanda il resto è immondezza.

ciao

Pubblicato da: raffaele ibba - 07.08.06 21:35

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