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13.08.06

Il Giro d'Italia con Vibrisse

Clicca qui per scaricare il Giro d'Italia con vibrisseE' finalmente disponibile il file completo del Giro d'Italia con vibrisse, a cura di Bartolomeo Di Monaco. Un pdf da circa 450K: purtroppo, per ragioni di "peso", senza le immagini. [Così quei 150 visitatori quotidiani che in questi giorni, nonostante l'agosto caliente e il ferragosto imminente, si incaponiscono a passare da queste parti per vedere cosa c'è di nuovo, troveranno pane per i loro denti. Buona lettura. gm]

L'Introduzione di Bartolomeo Di Monaco

Il 7 aprile del 2006 compare su vibrisse un articolo di Tonino Pintacuda intitolato Giro d’Italia con vibrisse: Bagheria. Ha una epigrafe in cui l’autore dichiara di voler raccogliere la proposta lanciata dal sottoscritto qualche tempo prima. Nessuno, in quel momento, ha la più pallida idea che l’articolo sarà la prima delle molte tappe che costituiranno il Giro d’Italia con vibrisse, un’esperienza suggestiva conclusasi il 30 luglio, dopo un viaggio in giro per il nostro Bel Paese durato quasi quattro mesi.

Appare subito chiaro tra i collaboratori e i lettori di vibrisse che quell’avvio piace, e ci si attendeva che qualcuno desse il la all’iniziativa. Il giorno successivo, infatti, il Giro salta da Palermo a Lucca, il 9 aprile arriva a Mestre e nello stesso giorno anche a Porto Marghera, il 10 tocca un’altra grande città, Torino. Non vi è più alcun dubbio: il Giro è davvero partito e gli iscritti alla corsa sono tanti.

Il Giro ha già manifestato sin da queste prime tappe le sue principali caratteristiche: è una corsa anomala, non ci si presenta tutti insieme al nastro di partenza, non si corre per vincere, per tagliare per primi il traguardo e conquistare la maglia rosa, ma ci si impegna in una corsa solidale in cui ogni corridore consegna il proprio testimone al successivo, il quale, compiendo il suo percorso, sa già che troverà ad attenderlo un altro compagno che partecipa e vive lo stesso entusiasmo. Non ci si sente soli, ossia, e quando siamo lì che si attende di poter scattare, sappiamo che di lì a poco comparirà, con la più assoluta certezza, subito dopo l’ultima curva, il corridore che sta per consegnarci il testimone. Lo afferriamo e via a forzare i pedali per goderci pure noi il nostro paesaggio e consegnarlo, insieme con il testimone, agli occhi di chi ci attende e di chi ci legge. Sulla maglia, infatti, stanno non i soliti colori che siamo abituati a vedere in una corsa ciclistica, bensì le foto che si sono appiccicate sulla nostra maglia a mano a mano che con gli occhi scorrevamo il nostro paesaggio.Esso diventava, cioè, grazie alla nostra volontà, tutt’uno con noi e prendeva il suo posto, ancora una volta – come rinato da una risorgente memoria – nella nostra anima.

Ricordate quello stupendo film, mai tramontato, di Frank Capra, La vita è meravigliosa, del 1946? Vi ricordate quella piccola e tremolante luce che si accende nel cielo e si trasforma nell’angelo Clarence? Una cosa del genere è accaduta con il nostro Giro d’Italia. Ogni partecipante, nel percorrere la sua tappa, ha illuminato la sua città, il suo paese, il suo villaggio, le sue case, le sue strade, i volti dei suoi abitanti, e quando, il 30 luglio, il Giro d’Italia si è concluso, chi di noi si è messo a guardare la carta geografica appesa alla parete, ha visto che non era più la carta di prima. Vi brillavano i nomi di certe località, piccole o grandi non importa; pareva che una luce intermittente, tremolante, come quella di Clarence, le ponesse all’attenzione dei nostri occhi, e quasi ne uscisse perfino una voce, come delle parole appena bisbigliate, ma colme di gioia e di emozione, e, perché no?, anche di orgoglio. Li abbiamo illuminati noi, quei villaggi, quei paesucoli, quelle città, con la nostra corsa e con i nostri occhi affondati nella profondità della loro bellezza. Erano luoghi grigi, immalinconiti dal rumore e dal caos dei nostri giorni, e noi, con la nostra corsa, attraverso il testimone che ci siamo passati dall’uno all’altro, li abbiamo riportati alla luce, e al loro segreto, intimo, splendore; li abbiamo fatti diventare luoghi dell’anima.

[per rileggere tutte le tappe - e i commenti - del Giro d'Italia di vibrisse, cliccare qui] [la foto del Giro d'Italia viene da qui]

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 13.08.06 19:27

Interventi

Ah, l'amaro destino degli apripista e dei gregari, a Bagheria, dove tutto ebbe inizio non è stato concesso l'onore di essere una tappa!

Davvero un bel pdf, impaginato egregiamente.

Pubblicato da: tonino pintacuda - 20.08.06 10:48

Mea culpa, Tonino. L'omissione è dovuta al fatto che, non essendo passato da me il tuo file, non era contenuto nella apposita cartella che avevo predisposto.

Il pdf non è quello definitivo. Infatti, Giulio vi apporterà - appena rientrerà a casa - le correzioni che già ho segnalato.

Gli invierò il tuo articolo, prelevato da vibrisse, ed esso avrà l'onore che merita:-)

Scusami.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 20.08.06 16:58

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