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20.08.06

Giancarlo Marinelli: Dopo l'amore (2002)

di Bartolomeo Di Monaco

[tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco]

Giancarlo MarinelliFranco, Mattia e Camillo sono tre "lupi", ossia ragazzi di periferia cresciuti sulle rive del Po, e trascorrono le ore libere dal lavoro alla "Rasca d'oro", una bettola frequentata da pescatori "che si grattano la testa e guardano con aria di sfida la strada deserta e, più in là, i turbini placidi e schiumosi del Po." Un po' si annoiano e così decidono di fare un salto al "Martes", un nuovo locale sorto "alle porte del paese", dove si esibiscono tre spogliarelliste.

Comincia con il desiderio del nuovo questa storia che già alle prime battute ci presenta uno scrittore che non si perita - un po' come ormai si usa fare oggi - di adoperare lui stesso espressioni nuove o gergali: "si inchiava sul soffitto"; "camerdaria l'asfalto"; "infraccava la testa"; "tastierate dita"; "zoppicare il respiro"; "sipariate all'altezza delle cosce"; "ciabatta le scale"; panoramica lo sguardo", "cerniera che lo 'spartacchiava' per tutto il corpo".
Come succede quando si va a caccia di novità, ci se ne innamora, e così accade a Mattia per una delle tre spogliarelliste, Jessica. Ciò gli complicherà la vita e il rapporto con i due amici.
Vi sono passaggi troppo aperti che manifestano alcune incertezze nella capacità di sintesi e di controllo, come nei momenti in cui Mattia, che frequenta Martina, di cui è innamorato l'amico Franco, si lascia andare a interrogativi e a comportamenti (con la stessa Martina, oltre che con gli amici) un po’ inutili e scontati. O quando Mattia, uscito dal “Martes" dove ha conosciuto il vecchio Angelo, va a trovare Franco. Anche i dialoghi hanno qualche debolezza. Ma la storia, pur denunciando tali limiti, riesce ad intrigare, soprattutto per la presenza, in certi momenti, di un'ambientazione, quella sul Po e la sua foce, che ci ammalia con la sua selvaggia bellezza, e accompagna sempre i personaggi: "un fiume che c'è dappertutto"; "Tutto, Mat, dipende dal fiume"; "I pescatori al Po rubano il pesce, mentre il Po ruba ai pescatori le parole e la voce...".
Jessica non c'è più al “Martes", è a Senigallia e fa la barista. Mattia la rintraccia e inizia una relazione con lei.
Ci si domanda che cosa ne sarà di Martina che, pur sapendo di non essere amata, si è concessa a Mattia, nonché di Franco, che di questo non sa niente, ed ora spera di poterla conquistare. Una tragedia ci darà alcune di queste risposte, e complicherà la vita di Mattia, che passerà da un dramma all'altro e non troverà più pace.


Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco, il giorno e l'ora: 20.08.06 07:30

Interventi

Di Marinelli lessi "Amori in stazione" o una cosa simile. Prosa adolescenziale, butterata d'aggettivi e paroloni, con barboni e drogati buoni (vittime della societa') e borghesi cattivi. Ho letto recentemente un altro libraccio simile, "L'Anarchiste", di Francesca Mazzuccato. Mi chiedo: perche' libri del genere vengono pubblicati? Se vendono un sacco,allora va bene; ma se non vendono, qual'e' il meccanismo che induce un editore a pubblicare qualcosa di oggettivamente, irrimediabilmente brutto?

Pubblicato da: Emanuele - 20.08.06 14:14

marinelli mazzuccato santacroce il culicchia dei romanzi... quanta gente con questi grandi editori che fa veramente piangere e nemmeno vende tanto... vai a capire

Pubblicato da: marioless - 20.08.06 17:56