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19.08.06
Conversazione dell'altro giorno con un giornalista (al telefono)
"Dunque, Mozzi, allora, lei ha questo suo blog, vibresse...".
"Vibrisse".
"Sì, vibrìss... Dove pubblica i suoi racconti, la sua vita privata, no?".
"No".
"Come no?".
"No. Vibrisse è un 'bollettino di letture e scritture', come dice la testata. E' una pubblicazione con una trentina di collaboratori. E' una rivista lettearia".
"Una rivista?".
"Sì".
"In che senso, una rivista?".
"Nel senso che i suoi contenuti sono più o meno quelli che potrebbe avere una rivista letteraria".
"Ah".
"Eh".
"Ecco, e poi, comunque, ci può scrivere chi vuole, no?".
"No".
"Come no? Ci sono i commenti...".
"Certo. Ora, chiunque ha ben chiaro - spero - che una cosa sono gli articoli che si pubblicano, e una cosa sono i commenti".
"Mi spieghi".
"Lei scriverà un articolo per il giornale, no?".
"Sì, sto facendo questa inchiesta sui lit-blog".
"Bene. Mettiamo che il suo articolo sia letto dal signor X, al bar".
"Mettiamo".
"Mettiamo che il signor X dica al signor Y, vecchio amico suo, vecchio frequentatore del bar: guarda che belinate scrivono questi qua".
"Belinate?".
"Sciocchezzuole. Lei di dov'è?".
"Di Como, perché?".
"Fa niente. Allora, il signor X e il signor Y cominciano a discutere, perché naturalmente quelle che sembrano sciocchezzuole a X non lo sembrano a Y, e poi nella discussione intervengono Q e W e K, e tra un aperitivo e l'altro si parla e si parla - finché si rompono e vanno tutti a casa. Dopo essersi detti cose magari interessantissime e notevoli, oppure no. Chiaro?".
"Chiaro. Ma che c'entra?".
"C'entra. Mi pare evidente, a questo punto, che l'articolo che lei ha scritto, o che scriverà, è una cosa; mentre le chiacchiere del bar sono un'altra cosa".
"Certo. Spero bene".
"Ecco. Nelle pubblicazioni in rete fatte con quella particolare tecnologia che si chiama 'blog', i cosiddetti 'commenti' stanno agli 'articoli' così come le chiacchiere del bar stanno al suo articolo nel giornale. Chiaro?".
"...".
"Mi sono spiegato?".
"...".
"Ehi! C'è vita da quelle parti?".
"Aspetti... Ho capito! Quindi 'Signor X' e 'Signor Y' sarebbero i nicknames! Giusto?".
Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 19.08.06 09:30
Interventi
- Giornalista?
- A chi?
Parla come badi, diceva Totò
(stamattina il bar è vuoto e la bottiglia ancora piena).
Pubblicato da: Giancarlo Tramutoli - 19.08.06 09:34
Le chiacchiere da bar sono molto interessanti, soprattutto quando c'è alcol in abbondanza nelle vene: si hanno degli incontri ravvicinati del terzo tipo mica male al bar, con scrittori editori e falliti in gran quantità. Poi ci si sveglia. O si muore di delirium tremens.
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 19.08.06 11:33
Bellissimo racconto, molto divertente e stimolante. Perché questo è un racconto vero? Uno di quei racconti ai quali si pone l'intestazione: i fatti e i personaggi sono di pura fantasia ecc. ecc.
Pubblicato da: Tittyna - 19.08.06 13:28
No, Titty, quella che ha scritto Mozzi è fiction. Ci tiene a certi particolari, della fiction intendo.
Se vuoi, sotto casa mia c'è un avvinazzato che fa discorsi simili, anche di più belli quand'è in vena. ^____^
No, Mozzi, non ti preoccupare: non ti sto dicendo che sei un beone. Quindi calmati. Respira e rilassati.
Sto invece dicendo che un avvinazzato che sta da mane a sera nel bar sotto casa mia racconta un sacco di storie: io l'ascolto perché è una fonte preziosa di idee.
Mozzi: ma perché i tuoi personaggi si chiamano X e Y? Non potevano chiamarsi almeno Tizio e Caio? Così sembra che... sembra brutto: ti immagini, io che chiamo una persona X, che poi è difficilissimo gridare X o Y. Cioè son nomi che a gridarli ti sloghi le corde vocali. Poi se hai un difettuccio di pronuncia, sai che penare è nominare X e Y: praticamente io che ho la “s” blesa, quindi difetto di pronuncia anche sulla X e la Y, per chiamare i tuoi personaggi sputo come un cavallo con il peperoncino cacciato nel deretano. :-) Prova un po’ a metterti nelle mie mutande… ^____^
Ah, stavolta le scuse, per qualsiasi cosa, te le porgo in anticipo: vedo già che sbuffi, quindi le scuse te le porgo adesso, per qualsiasi cosa abbia detto fatto pensato, e anche per tutto quello che non ho detto fatto e pensato. Insomma, dovrei esser in una botte di ferro, coi chiodi arrugginiti dentro però.
Ciao ciao
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 19.08.06 14:12
berrei uno spritz... cameriere!!!
Pubblicato da: luciano laremi - 19.08.06 15:48
Iannozzi, i miei personaggi non si chiamano X e Y. Quelli sono i loro nicknames. Ma l'hai letto il racconto? Loro si chiamano Laszlo e Tadzio. Bastava chiedere.
Pubblicato da: giuliomozzi - 19.08.06 19:14
Quel giornalista non avrà mai visto un gatto!... Non faccio ulteriori commenti. Piccola giornalista in fase di crescita.
Pubblicato da: Ilaria - 19.08.06 20:04
Mi accorgo ora che ho fatto sparire, insieme a un po' di spam (appena ho riaperti i commenti, si sono precipitati...) un commento di Giuseppe Iannozzi. Chiedo scusa.
Pubblicato da: giuliomozzi - 19.08.06 22:46
Un mio commento sparito?
Oddio! ^____^
E mo'?
Giulio, ma sicuro che non fosse un commento di spam? No, perché a volte, senza accorgemene, come adesso in questo preciso caso, scrivo tanto per farmi spudorata pubblicizzazione. :-D Però mi sa che non funziona. ^___*
Ciao ciao
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 19.08.06 22:55
Ah sì, Giuseppe? Davvero ti succede di postare tanto per farti spudorata pubblicizzazione? Ma guarda! Non l'avrei mai pensato...
Pubblicato da: giuliomozzi - 20.08.06 09:00
Piuttosto, dimmi perché su NI i miei commenti non passano: nemmeno uno, eppure erano proprio in tema, mica OT. Però erano riflessioni scomode, a questo punto penso questo.
Sai com'è che si dice: "Si nasce incendiari e si muore pompieri."
Ecco, adesso non rompo più le scatole.
Statemi bene Tutt*
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 20.08.06 10:56
Del funzionamento dei commenti in Nazione indiana, non ho mai capito nulla (e quel poco che ho capito, magari non ero d'accordo). Io comunque non posso intervenire.
Pubblicato da: giuliomozzi - 20.08.06 15:07
Non importa: se gli piace la censura, che stiano pure fra loro. I commenti vengono semplicemente letti prima di essere visibili a tutt*: i miei non erano graditi. C'è niente da capire. Scandaloso e grave comunque che simili comportamenti li adottino su NI. In ogni caso: non ho proprio voglia di impelagarmi nei giochetti di NI o di altri che si riservano di far uso della censura. Capitolo chiuso per quanto mi riguarda. In ogni senso con NI.
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 20.08.06 17:38
Caro Mozzi, le proibisco di prendere in giro i miei giornalisti!
Pubblicato da: debenedetti - 20.08.06 20:19
Iannox,
Sono appena tornato dal mare.
I commenti di NI, data l'estate e la prolungata assenza di molti di noi (soprattuttto Jan, il gestore "tennico" del sito), sono seplicemente in moderazione per evitare chilometri di spam.
Non c'è dietrologia, fidati. Nessuno legge "prima" i tuoi commenti e poi li epura. Anzi, semmai: se qualcuno nel retrobottega si accorge che alcuni commenti sono stati automaticamente decurtati li rimette in circolo (io l'ho fatto un sacco di volte). Pure alcuni miei commenti sono stati bloccati. Cosa devo pensare, che NI mi rema contro?
Evitiamo la dietrologia inutile, te ne prego.
Saluti, G.B.
Pubblicato da: gianni biondillo - 20.08.06 23:52
Gianni caro, io ti credo. Ma non credo a NI.
Allora, i commenti li ho lasciati intorno alle 9:20 della giornata di oggi, 20 agosto 2006. Sono passati tutti, tranne i miei. Un po' strano, o no? Tra l'altro non uno, ma due: diversi.
In fondo, non mi interessa neanche più partecipare alla discussione né ad altre su NI. O di altri lit-blog che promuovono la libertà d'espressione per poi... boh... lascio il boh per evitar polemiche inutili e che mi hanno ormai nauseato oltremodo.
Mi stanno bene le vacanze, mi sta bene che non si sanno adoperare gli strumenti di "filtro", o meglio di moderazione: però se uno strumento non lo sai usare, semplicemente fai a meno di usarlo, onde evitare fraintendimenti e figure un po' così, che fanno ridere.
Ora: la moderazione dei commenti è un giochetto da ragazzi. Ma se non si sa adoperare questo strumento tanto semplice, ripeto, onde evitare figure un po' tanto ridicole, meglio non usarlo.
Allora, riassumendo: non me ne frega, se sono rimasti incastrati i commenti, che rimangano là dove sono. In fondo è divertente così.
Io la Ferrari Testarossa non la so portare anche se un amico me la farebbe pure portare: ma, uno, io non ci tengo a schiantarmi; due, se mi schianto e sopravvivo non c'ho i soldi per una Ferrari nuova; tre, non intenzione di prendere sotto qualcuno per la mia incapacità a guidare una Ferrari. Ecco, lascio che guidi il mio amico e che c'ha i soldi e che sa dove metter le mani: io mi limito a far la parte del passeggero. Altrimenti niente.
Si vede che doveva andare così. Scusate, ma io la chiudo qui. E non venite a dirmi che non posso chiuderla qui, perché sennò mi incavolo. :-)
Doveva andare così, punto e fine.
Cari saluti,
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 21.08.06 00:07
Sono andato a veder su NI. I tuoi commenti ci sono (e non li ho rimessi io).
Pazienza, Giuseppe, pazienza... ;-)
Pubblicato da: gianni biondillo - 21.08.06 00:19
non sono male, come nickname: Signor X (alias Tizio), Signor Y (alias Caio)...
Pubblicato da: paolo beneforti - 21.08.06 10:59




