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07.08.06

Come si fanno i bambini cinesi (e come il Corriere della sera comunica ciò che vuole comunicare)

di giuliomozzi

clicca qui per ingrandire la foto e leggere il testoDa qualche tempo sto conducendo un privato e del tutto non scientifico sondaggio. Tre o quattro settimane fa (dico all'incirca perché, mannaggia!, mi sono dimenticato di segnare il giorno) il Corriere della sera pubblicò un articolo di argomento cinese. L'articolo era annunciato in prima pagina, assai vistosamente, con la fotografia che qui a fianco è piccola e che, se ci cliccate sopra, diventa grande (così potete leggere la notizia in sintesi).
Ora, la notizia non m'interessa. Il mio privato e del tutto non scientifico sondaggio ha come oggetto la fotografia. L'ho ritagliata, l'ho fatta plastificare in copisteria (così non si rovina) e a tutti quelli che mi capitano a tiro la faccio vedere, e domando: "Secondo te, che cosa rappresenta questa fotografia?".

Quasi tutti guardano la fotografia, leggono la didascalia (avrei potuto non includere nel ritaglio la fotografia: ma ciò che mi interessa è l'effetto combinato delle due cose), ci pensano un momento e poi mi dicono più o meno: "Sai, è un po' imbarazzante. La prima cosa che ho pensata è stata che quelle bambine stanno sul nastro trasportatore di una catena di montaggio".
"Che cosa te lo fa pensare?", domando allora.
"Ma", è generalmente la risposta, "il fatto che si vede mezza bambina qui e mezza lì... con mani e piedi messi in quel modo c'è comunque un'illusione di movimento... Poi quella a sinistra ha un numero, come il numero di un prodotto che si fa in serie, sia pura in una serie limitata e numerata... Poi quella specie di plastica verde, lì... che pare proprio un nastro trasportatore...".
"Non pensi", ho domandato di solito a questo punto, "che l'idea dei cinesi 'in scatola di montaggio', 'prodotti in serie', sia un luogo comune del quale potresti essere caduto vittima?".
"E' sicuramente così", mi è stato sistematicamente detto, "d'altra parte un'immagine come questa sembra fatta apposta per tirarli in ballo e confermarli...".

Le persone alle quali ho proposto il ritaglio sono, all'incirca, una trentina. Credo che una o due non abbiano visto ciò che ci ho visto io e che ci hanno visto tutti gli altri.
Mi sento di poter dire, a questo punto (anche se la prova sperimentale, in questo caso, vale quello che vale) che quella fotografia veramente ritrae due bambine cinesi trasportate da un nastro trasportatore, presumibilmente in una catena di montaggio. Dove quel "veramente" significa che chi ci vede quella roba lì, non ci ha tutti i torti.

Allora. Non mi interessa sapere se i bambini cinesi siano fatti in catena di montaggio (anche se non credo: li faranno al modo solito, spero). Mi interessa farmi una domanda: se quella fotografia significa che i bambini cinesi sono fattti in catena di montaggio, perché il Corriere della sera l'ha piazzata lì in bell'evidenza, per "spingere" un articolo interno che parla appunto di bambini cinesi?

Mi rispondo: perché al Corriere della sera fa comodo che si pensi che i bambini cinesi sono fatti in catena di montaggio. E perché gli faccia comodo, è una domanda enorme.

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 07.08.06 00:18

Interventi

Aggiungimi tra i pochi dissidenti, perche' la mia prima reazione e' stata che facevano ginnastica. Sport che peraltro io associo spesso ad una catena di montaggio, non so bene perche'.

Pubblicato da: Luca - 07.08.06 02:20

Si abbia compassione, ho lavorato tutto il giorno oggi. "La mia prima reazione e' stata pensare che facessero ginnastica". Meglio.

Pubblicato da: Luca - 07.08.06 02:21

Vedi che succede, Luca, a star tra gente che un congiuntivo non lo concepisce proprio.

Pubblicato da: giuliomozzi - 07.08.06 07:35

Con quelle scarpine, potrebbe trattarsi di danza classica ma non è questo il punto. Il punto è che sembra - più che 'catena di montaggio' - un foto(s)montaggio, con la medesima bambina tagliata in due pezzi, come del resto la divisione tra 'cittadini' e 'campagnoli' opera un taglio in un corpo-generazione corpo-società. Se fosse solo questo, potrebbe essere considerata anche una "illustrazione" efficace. Se non avessimo assistito - in un passato non tanto lontano - al sensazionalismo sui bambini cinesi "vivisezionati". Il Corriere magari non puntava su queste "associazioni di idee" ma le ha lo stesso evocate. Ma guarda che caso...

Pubblicato da: Majara - 07.08.06 07:37

Vedo l'omologazione e la tristezza. Due metà che potrebbero combaciare sempre... no non mi piace quel che vedo!

Pubblicato da: Ilaria - 07.08.06 08:40

Leggo l'immagine così. Il taglio evidente ci dice che la foto è un particolare, molto probabilmente una palestra (il fondo è linoleum). Noi ne vediamo due ma in quella palestra ci sono molte altre bambine truccate, "numerate" e destituite della loro individualità. Il mondo della ginnastica è dominato dal principio della selezione, che porterà una manciata di quelle bambine ad essere campionesse e lustratrici della patria. La fotografia suggerisce blandamente che il principio della selezione delle atlete cinesi - all'insegna del costi quel che costi (chimica, allenamenti massacranti, umiliazioni) - verrà travasato nella società, dove non è un corpo predisposto a fare la differenza ma una "testa predisposta". Per una presunzione che ha del lombrosiano i burocrati cinesi (forse illuminati da test di psicologi occidentali, o forse grazie a propri dementi in loco) ritengono i bambini di città meglio predisposti di quelli di campagna.
Leonardo da Vinci è nato in campagna.

Pubblicato da: a.b. - 07.08.06 09:18

Giulio, ma come fanno a venirti certe idee anche col caldo? Interessanti le considerazioni che fai. Non ho letto l'articolo, ma il titolo e il sottotitolo (mica so come si chiama in giornalistichese quindi per me è un sottotitolo) mi suggeriscono due riflessioni ferragostane:

1) al Corriere avevano del bianco da riempire e non sapevano cosa metterci
2) dando per assodata la prima affermazione, fa comodo pubblicare notizie leggibili che confermino, senza troppa fatica per i lettori, gli italici luoghi comuni.

A noi, noi italiani intendo, han sempre fatto paura i paesi che si organizzano (è pur sempre una forma di organizzazione quella proposta, giusta o sbagliata che sia); siamo intimamente convinti, non ho mai capito il perché, che bastino disordine e genio per fare qualunque cosa.
Una simile non-notizia e la fotografia che l'accompagna mi paiono perfette: sia per riempire il bianco, sia per il periodo.

Forse si potrebbe provare a capire se e quanto, in periodo non ferragostano, trovino spazio simili non-notizie e magari con lo stesso obiettivo: non far pensare il lettore.

Buona giornata. Trespolo.

Pubblicato da: Trespolo - 07.08.06 09:47

Poi magari a chiedere a chi ha impaginato e scelto la foto risponderebbe che ci stavano bene i bambini "tagliati" e poi non aveva altre foto di bimbi cinesi.

Pubblicato da: a.b. - 07.08.06 10:00

La tua attenzione per questa foto, Giulio, mi pare sensata. Tu ci hai visto delle cose che sono nella realtà. In serie, tutto in serie... anche i bambini.
Io invece mi sono posta un paio di domande tecniche. Quando lavoravo al giornale il mio ruolo era anche la selezione delle foto. Il giornalista che ha passato questa foto perché ha scelto questa immagine? Un caso? No. Forse non ne aveva di più "eloquenti" sull'argomento quindi, qualità dell'immagine a parte, per lui era un messaggio. Due bambini lontani, divisi.Divisi come vuole oggi l'organizzazione sociale cinese.
Invece c'é un'altra cosa che mi colpisce. Quando si pubblcano foto di ragazzini europei si ammacchia il volto.Sui bambini cinesi non lo si fa.
Sono tutti di serie B ?

Pubblicato da: stefania nardini - 07.08.06 10:05

Ciao,
per il tuo sondaggio, la mia reazione è stata "due bimbe che fanno ginnastica".
Lo stesso per il luogo comune della ginnastica nei paesi comunisti/ex comunisti, l'associazione alla catena di montaggio e a trattamenti disumani mi è venuta in mente subito subito.
Ma, di solito il luogo comune ha delle basi "reali" (tra virgolette con tutte le avvertenze del caso). Le considerazioni di a.b. sono sensate.
La metafora "catena di montaggio" per i bambini cinesi secondo me ha una qualche ragione di essere, quindi. Perchè lì un poco stanno prorpio facendo così.

Pubblicato da: vella - 07.08.06 10:21

Non sono "divise". Sono bambine che fanno ginnastica quindi sono unite nello stesso mondo: quello della ginnastica (sono casomai divise dai bambini che non appartemgono a quel mondo perché non hanno la "predisposizione"). Sono tagliate (frammenti), non divise. Sono unite da un cesso di idea: che si debba primeggiare.

Pubblicato da: a.b. - 07.08.06 10:24

.. a me la foto piace molto: il senso è probabilmente quello afferrato da Majara: siamo portati a percepire la divisione in due parti del corpo della bambina come un 'errore', una forzatura, e nel nostro cervello ricongiungiamo le parti tornando all''ordine', giudicando così senza quasi accorgercene come un fatto nagativo la separazione classista, decisamente inedita, pensata nelle scuole cinesi. Però c'è anche un gusto diverso. La Nardini fa notare giustamente che teoricamente bisognerebbe velare il viso, ma quello che sottolineo è il 'taglio' (in tutti i sensi...) dell'immagine. E' disturbante - le regole, in effetti in parte desuete, dell'impaginazione classica non contemplano foto in cui si taglino in questo modo i corpi, i volti, le membra dei soggetti fotografati - e perciò interessante... soprattutto perché sul 'Corriere': sempre accorto nell'introdurre novità stilistiche.
Per quel che conta il mio piccolo parere, trovo l'articolo in sé meno interessante della scelta grafica, che ha un potere di commento 'ulteriore' affatto male...

Pubblicato da: marco v - 07.08.06 11:48

Una foto interessante. Classi separate; bambina "separata". Ma c'è anche, è vero, la catena di montaggio. Che cosa si insinua? Beh' il Corriere è il giornale degli industriali norditalici par excellance, di cui gli industriali cinesi sono, ormai, i più temibili avversari. Come pretendere che non vi siano attacchi demagogici diretti? Semmai il problema in uesto caso è che essi sono troppo diretti. In questo modo, il corriere scade a giornale di provincia, affidandosi alla retorica del popolino anziché a una qualunque analisi ponderata e più o meno condivisibile. La domanda enorme, caro Giulio, è come mai Milano stia diventando - o sia già diventata - tanto provinciale (nel senso deleterio del termine; s'intende che in generale la provincia è decisamente preferibile)...

Pubblicato da: jean_arthur - 07.08.06 16:41

Io avevo pensato a un saggio, o una gara, di danza (ci hanno le scarpine apposta, quella a destra almeno). Il nastro trasportatore non ce lo vedevo né prima né dopo aver letto che tanti ce lo vedevano, nemmeno sforzandomi. Questo mi consola abbastanza.

Pubblicato da: stark - 08.08.06 00:47

Molto interessanti le riflessioni, però a me pare che il risultato del sondaggio sia anche un altro: certi pregiudizi impediscono di guardare un foto per quello che è. A me sembra scelta bene. La notizia parla di classi separate. La foto, non solo inquadra lo spazio che divide le due ginnaste, ma congiungendo l'immagine della ginnastra di destra con quella di sinistra se ne ottiene una intera. Questa è la prima cosa che ho visto io, sinceramente.
ciao

Pubblicato da: nanni - 08.08.06 09:55

Concordo nell'analisi e mi butterei a pesce in questa enorme domanda che fai: perché il luogo comune che i cinesi sono fatti alla catena di montaggio? Io non credo che sia del Corriere soltanto, credo che sia un sentire comune. La mia analisi è che noi ci raccontiamo i cinesi come un popolo "disumano", un miliardo di automi che producono e si autoriproducono a macchina. Rilancio la riflessione per il ritorno dalle vacanze.

Pubblicato da: e.man - 08.08.06 12:15

secondo me questo foto è geniale. trasmette due messaggi, entrambi in linea, seppur a livelli diversi, col contenuto dell'articolo. primo messaggio (evidente): siccome le classi sono separate, scelgo una foto con due bambine fisicamente "separate", ovvero distanti tra loro nello spazio. secondo messaggio (più sofisticato): siccome le classi sono separate in base a un criterio razzistico (bambini di serie A e bambini di serie B, a seconda del luogo di provenienza), scelgo una foto che suggerisca anche una diversità di valore tra i soggetti rappresentati. abbiamo così una bambina, quella a sinistra, quella di serie A, di cui si scorge il viso; e un'altra, quella a destra, quella di serie b, a cui il viso viene "mozzato" e si scorgono solo le gambe. quel taglio all'altezza del bacino, per come ho interpretato io la foto, equivale a un bukqua, a una diminuzione della dignità di esistere, a un declassamento di umanità. sapere se le due bambine si trovano in una palestra o su un nastro trasportatore o su un prato sintetico secondo me è irrilevante. quello che conta, nella lettura della foto, è che una bambina è decapitata, l'altra no.

Pubblicato da: f - 08.08.06 17:14

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