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25.08.06
Beppe Grillo, l'Ucoii, i quotidiani Riffeser, un paio di sillogismi, messaggi in codice
di giuliomozzi
Beppe Grillo ha pubblicato nel suo blog, ieri, il pezzo che qui ripubblico quasi per intero:
L’Ucoii, l’Unione delle comunità islamiche in Italia, ha pubblicato una pagina a pagamento su alcuni quotidiani. Ha paragonato Israele alla Germania nazista. I bombardamenti del Libano sono stati un grave errore che ha colpito i civili e creato dal nulla migliaia di nuovi terroristi. Ma Hitler è stato un’altra cosa. I confronti dell’Ucoii sui morti: Marzabotto uguale Gaza, Fosse Ardeatine uguale Libano sono improponibili. Molti ebrei, israeliani e non, hanno attaccato la politica di Israele in Libano. Nessuna autorevole voce musulmana si è espressa invece contro la volontà dichiarata di Hezbollah di eliminare lo Stato di Israele.
L’Ucoii non è da biasimare. Ha scritto quello che pensa. Ma quello che pensa non era pubblicabile. I giornali che lo hanno permesso andrebbero perseguiti per istigazione all’odio razziale a pagamento. Il grande alibi del multiculturalismo.
Nessun giornale italiano ha voluto pubblicare l’elenco dei condannati in via definitiva in Parlamento. Ho dovuto riparare all’estero con l’Herald Tribune. Nessun giornale italiano ha voluto pubblicare l’elenco degli sponsor della Nazionale di calcio con un invito al boicottaggio.
Se non tocchi i politici e gli interessi economici puoi pubblicare di tutto. C’è stata, è vero, qualche eccezione con le intercettazioni. Che hanno dimostrato che in torta ci sono tutti. Banche, partiti, aziende, giornali. [...] [leggi per intero]
I grassetti sono miei. Quello che segue è un minimo esercizio di lettura.
Prima affermazione. Grillo dice che "non è da biasimare" il pensare certe cose, né "scrivere quello che [si] pensa". Da "biasimare", anzi addirittura da "perseguire", è il "pubblicare" certe cose: e della pubblicazione non è responsabile l'Ucoii, che ha semplicemente proposto ad alcuni giornali la propria inserzione: sono responsabili i giornali. Non per nulla i giornali si riservano il diritto di rifiutare le inserzioni pubblicitarie: e, essendo soggetti privati, le rifiutano e basta; non hanno neanche bisogno di spiegare le loro ragioni.
Questa prima affermazione di Grillo mi pare ineccepibile.
Seconda affermazione. Grillo dice che "se non tocchi i politici e gli interessi economici puoi pubblicare di tutto". Attenzione. Grillo ha appena detto: "Nessun giornale italiano ha voluto pubblicare l’elenco dei condannati in via definitiva in Parlamento. Ho dovuto riparare all’estero con l’Herald Tribune". Ma sull'Herald Tribune Grillo pubblicò un'inserzione a pagamento: ne deduco che i giornali italiani avevano rifiutata a Beppe Grillo la pubblicazione di quell'elenco anche nella forma di inserzione a pagamento.
Ne deduco quindi che, a giudizio di Bepppe Grillo, l'annuncio dell'Ucoii, poiché è stato pubblicato - sia pure come inserzione a pagamento - da alcuni giornali italiani, non tocca né "i politici" nè "gli interessi economici".
L'inserzione, se non mi sono perso qualcosa per la strada, è stata pubblicata dai quotidiani del gruppo Riffeser: Il Resto del Carlino, Il giorno, La Nazione (suppongo nella loro parte comune, cioè il Quotidiano Nazionale); cioè da tre quotidiani schierati a destra. Non dimentichiamo che uno dei tormentoni polemici italiani di questi anni è l'accusa, rivolta dalla destra alla sinistra, cioè dall'attuale opposizione all'attuale governo, di essere antiisraeliani (a volte anche antisemiti), antiamericani, filoarabi, troppo tolleranti verso i fondamentalismi orientali ecc.
Non serve una gran dose di complottismo, credo, per immaginare che proprio quei quotidiani abbiano accettata l'inserzione proposta dall'Ucoii, mentre altri l'hanno rifiutata, perché consapevoli del fatto che essa avrebbe messo in difficoltà l'attuale governo. Così come si può immaginare (e cambia poco) che l'Ucoii abbia proposta l'inserzione proprio a quei quotidiani calcolando che essi avrebbero potuto, per la detta ragione, accettarla.
Ovviamente questo è un "lavoro sporco" che possono fare giornali "schierati" ma non troppo, come appunto quelli del gruppo Riffeser. Se l'inserzione fosse stata pubblicata nel Giornale o in Libero, sospetto che molti padani sarebbero scesi in strada con le armi (proprie e improprie): la avrebbero interpretata, e credo correttamente, come un invito ad attaccare il nemico islamico.
Un signore in treno, giusto ieri: "Ma figùrate! Che ròbe là, el le gà fàte scrìvere Berlusconi, perché ghé fazéva còmodo". Il signore era antiberlusconiano, come ho appurato. Un altro signore ha risposto: "Se zé stà lù, gièra un messàgio in còdice". Questo altro signore era filoberlusconiano.
Quali interessi economici tocca (positivamente, tanto da meritare essere pubblicata - al contrario delle inserzioni di Beppe Grillo) l'inserzione dell'Ucoii?
["Ma figùrati. Quelle cose là, le ha fatte scrivere Berlusconi, perché gli facevano comodo". "Se è stato lui, era un messaggio in codice".]
Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 25.08.06 16:46
Interventi
Su tutta la vicenda francamente ho capito ben poco. Indubbio che fatti che attengano ad un'area non immediatamente vicina (penso allo splendido disinteresse per i nostri dirimpettai della ex-jugoslavia…) lascino dormire serenamente un'Italia che sta tornando dalle vacanze, ancora intontita e non bene documentata. Dal punto di vista "legale" è fatta salva (sia pure ipocritamente, dietro alla formula dell'inserzione a pagamento) la libertà di opinione. Che poi siano delle belinate (per restare ad un termine caro a Grillo) o gocce di sapienza distillate, sta alla capacità del lettore di rendersene conto (o dev'essere bandita anche la capacità individuale di discernimento ?).
L'idea (e il vero oggetto del commento di Grillo) credo sia un'altra. Ossia, appunto, proprio la dissparità di trattamento che hanno ricevuto le "sue" inserzioni a pagamento (rifiutate) con queste, oggetto della questione.
Gridare al complotto, credo, serva a poco. Se fosse questo l'intento fatica sprecata, e non credo che meriti maggiore attenzione. Il gruppo editoriale che ha ospitato l'inserzione (venduto lo spazio sul giornale e generando profitto dall'operazione) ha fatto quello che avrebbe dovuto fare qualsiasi altro editore non schierato. Gli affari sono affari, e già il solo intento di fare dell'editoria un'azienda privata che genera (dovrebbe generare) utili è da lodare. Maggiori sono gli attori (editori) maggiore è la libertà di stampa (e d'opinione). I grandi "moloch" editoriali, con il loro sdegnato rifiuto vorrebbero, ipocritamente, far credere altro. Ed è molto strano che proprio Grillo non intraveda in questo (se mai ce ne fosse bisogno) un altro segno, con l'aggravante della "questione di opportunità", di un grande fratello editoriale, che non vuole disturbatori in cabina di regia, se non quelli strettamente a libro-paga.
Pubblicato da: cletus - 25.08.06 20:05
Ma ci sono editori non schierati?
Pubblicato da: giuliomozzi - 26.08.06 01:18
Saluterei come una grande iniezione di democrazia, la possibilità che ne esistessero di più.
Pubblicato da: cletus - 26.08.06 10:19




