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25.07.06

Quanta e quale gente passa da queste parti (e: da dove viene; e: dove va)

di giuliomozzi

Non passa giorno senza che mi senta fare questa domanda: "Ma quanti sono i lettori di vibrisse?". La risposta più onesta che posso dare è: non lo so. In vibrisse è montato un contatore ShinyStat, ma i dati che fornisce sono, per me, difficili da interpretare (tra l'altro, non è per avere questo tipo di informazioni che ho installato un contatore in tutti gli appartamenti del condominio vibrisse).
Comunque, un po' di dati provo a presentarveli.

[Nota: sto cercando altri dati. Questo articolo potrebbe essere aggiornato nelle prossime ore o nei prossimi giorni.]

Quanti sono i lettori di vibrisse?

Mediamente, negli ultimi tre mesi, gli accessi a vibrisse sono stati 620 al giorno (di più nei giorni feriali, di meno il sabato e la domenica: come succede per tutti i siti). Se volete vedere la tabella, cliccate sulla tabellina.

Accessi totali

Ma, poiché è evidente che ogni giorno molti accessi sono effettuati sempre dalle stesse persone, quanti sono i lettori reali? Io non lo so. ShinyStat mi dice quanti sono ogni giorno, in media, i "nuovi visitatori" (cioè coloro il cui IP non si era mai visto prima): 172. Se volete vedere la tabella, cliccate sulla tabellina.

Nuovi visitatori

La faccenda è complicata dal fatto che chi usa certe macchine ha un IP fisso, che non cambia mai, mentre chi ne ha altre riceve un IP nuovo ad ogni accesso alla rete; tutti i clienti Fastweb (mi si dice) residenti in una certa zona hanno lo stesso identico IP (e quindi appaiono, agli occhi di ShinyStat, come un unico lettore). Eccetera. Tra queste cose non mi districo, e non ho neanche voglia di districarmi.

[Se non sapete che cos'è l'IP, leggete qui una spiegazione].

Infine, sempre solo per dare un'idea, posso presentarvi la tabella dei "visitatori unici mensili". Per vederla, cliccate sulla tabellina.

Visitatori unici mensili

Questa, in teoria, dovrebbe essere la cosa più simile a un'informazione sul numero dei lettori effettivi. Io la prendo per buona e con beneficio d'inventario: diciamo che se dividiamo per due tutti i numeri, forse ci credo.


Come si comportano i lettori di vibrisse?

Intanto: i lettori di vibrisse sono una cosa molto diversa dai "commentatori" di vibrisse. I commentatori sono visibili (alcuni, molto visibili; alcuni altri, decisamente troppo visibili; altri ancora, decisamente troppo poco visibili...), i lettori sono invisibili.
Non bisogna confondere la piccola truppa dei commentatori con il popolo dei lettori. Non bisogna confonderli né sul piano dei numeri (che, ripeto, m'interessa poco) né sul piano degli interessi. Non è detto che un articolo che scatena una furibonda discussione tra sei persone sia effettivamente un articolo più interessante di altri per il popolo dei lettori. Spesso è facile prevedere se un articolo avrà tanti commenti o no: basta, ad esempio, che contenga (o implichi) una presa di posizione politica (perché discutere sensatamente di politica, o di qualcosa che venga assimilato alla politica, oggi, in Italia, è impresa quasi impossibile, o forse proprio impossibile).

ShinyStat mi dice che chi passa per vibrisse si ferma a leggerlo, mediamente (una media sempre riferita agli ultimi tre mesi), per 4 minuti e 40 secondi. Che è, così a occhio, più o meno il tempo necessario a leggere un articolo non particolarmente lungo. Per vedere la tabella, cliccate sulla tabellina.

Tempi di lettura


Da dove vengono i lettori di vibrisse?

Il servizio più interessante fornito da ShinyStat (e pressoché da tutti gli altri contatori, ovviamente) è, secondo me, quello dei "referrer". In pratica, ShinyStat mi dice da dove viene la gente che passa da queste parti.
Ad esempio (i numeri che dico ora valgono per l'istante in cui scrivo, ovviamente; e sono in continua variazione), nel mese di luglio sono arrivati a vibrisse attraverso un motore di ricerca 474 lettori, il 3,37% del totale; di questi, il 94,3% attraverso Google (questa sì che è una posizione dominante!).
Questa percentuale così bassa, 3,37%, mi dice (credo): che vibrisse è letto soprattutto dai lettori abituali (lettori abituali di vibrisse e di quei siti che linkano vibrisse); mentre è raro che una persona in cerca di un'informazione su un argomento X càpiti in vibrisse guidata da Google.
Ma chi càpita su vibrisse, che cosa cercava?
Quasi tutti, l'88%, aveva inserito nel motore di ricerca la semplice parola: "vibrisse". Erano persone interessate a questo vibrisse qui? Erano persone interessate ai baffi del gatto? La verità è che non lo sapremo mai.

Più utile - la più utile in assoluto - è l'informazione sulla provenienza dei lettori di vibrisse da altri siti. Ad esempio, ShinyStat mi dice che in questo luglio vibrisse ha "ricevuto" lettori:
- da www.nazioneindiana.com: 260, l'8,94% del totale,
- da disturbopostraumaticoamaro.blog.tiscali.it: 134, il 4,61% del totale,
- da loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura: 144, il 5,35% del totale,
- da www.maltesenarrazioni.it: 95, il 3,27% del totale,
- da georgiamada.splinder.com: 90, il 3,09% del totale,
- da www.giugenna.com: 71, il 2,44% del totale,
- da ramona.clarence.com: 68, il 2,34% del totale,
- da www.sironieditore.it: 68, il 2,34% del totale,
- da www.voloindeltaplano.com: 57, l'1,96% del totale,
- da cletus1.clarence.com: 48, l'1,65% del totale,
- da www.azioneparallela.splinder.com: 42, l'1,44% del totale,
- da www.musicaos.it: 40, l'1,38% del totale,
- da www.giuliomozzi.com: 38, l'1,31% del totale,
- da top100.qix.it/metrics/blog/vibrisse-bollettino: 35, l'1,20% del totale,
eccetera. Dove il "totale" è il totale dei lettori che arrivano a vibrisse cliccando su un link posto in un altro sito: ossia, in questo istante, per il mese di luglio, 2910, su un totale di visitatori che è in questo istante di 19.230.
Attraverso altri siti arriva dunque a vibrisse circa il 15% delle visite. Attenzione, però: delle visite, non dei visitatori. Perché se posso immaginare che ad ogni visita "travasata" da siti come Nazione indiana o Lipperatura corrisponda un effettivo lettore, è più probabile che i "travasi" dai blog personali di Demetrio Paolin, Ramona e Cletus (che sono, tra l'altro, autori di vibrisse o della Bottega di lettura) corrispondano essenzialmente a visite di Demetrio, Ramona e Cletus. In sostanza (come faccio un po' anch'io), ci sono persone che usano la colonna di link del loro sito come se fosse un bookmark, un elenco di siti preferiti.

Queste informazioni, in realtà, sono utili non per i numeri alti, ma per i numeri bassi. Non m'interessa tanto sapere che vibrisse riceve un certo numero di visite tramite Nazione indiana (mi pare ovvio che sia così, e che la cosa sia reciproca). Mi interessa di più sapere che vibrisse è finito di straforo nella rassegna stampa di Castelvecchi (qui), o che è citato nella pagina dei link del Groupe de Recherche sur l'extrême contemporain (qui), o che un lettore è arrivato da Fantasy Magazine, anche se non si capisce come abbia fatto (qui).

Allo stesso modo è utile il servizio offerto da Technorati: servizio ottimo, e che in questi giorni si è ulteriormente evoluto. Da Technorati posso sapere chi ha citato e linkato vibrisse negli ultimi giorni o nelle ultime ore (prova). Se è vero che la rete è un luogo dove si chiacchiera in continuazione, è anche vero che il problema è sapere se ciò che tu dici viene ascoltato e magari ripreso da altri. Technorati dà buone informazioni, per quel che ci capisco, proprio per sapere questo.
Inoltre dice, sempre Technorati, di aver pescato in giro 990 link puntati verso vibrisse, disseminati in 217 blog.


Dove vanno i lettori di vibrisse?

Naturalmente sono interessanti anche i movimenti nella direzione opposta. Ad esempio, trovo interessante sapere che il 23,6% dei visitatori che giungono a Il primo amore tramite un altro sito (che sono il 9,2% de visitatori di Il primo amore) vi giunge tramite vibrisse (i dati sono pubblici, qui), più di quanti non ne giungano a Il primo amore da Nazione indiana e da Lipperatura messi insieme.

Lo scambio con Nazione indiana è sostanzialmente paritario. Potete dare un'occhiata a questa torta:

La torta di Nazione indiana

nella quale la fettina verdolina corrispondente ai lettori transitati da vibrisse a Nazione indiana corrisponde (vi prego di credermi, anche se qui il numero non si vede) a un 4,41%. Tanto per fare un paragone, i lettori che transitano da Lipperatura a Nazione indiana sono il 2,03%. Ricordo (scusate la pedanteria) che queste non sono percentuali sugli accessi totali, ma percentuali sul totale degli accessi che avvengono attraverso un link in altro sito.

Credo che vibrisse possa caratterizzarsi per essere un sito "smistatore", un sito che spesso e volentieri indirizza il lettore verso altri siti (cosa che Nazione indiana fa raramente, e Il primo amore non fa quasi mai). Potremmo dire, con un'allegoria da viaggio, che ci sono dei siti che sono come delle "fontane", alle quali ci si ferma per abbeverarsi, e altri che sono dei "crocicchi" dai quali si prendono diverse direzioni: Il primo amore o Nazione indiana sono tipici siti "fontana", vibrisse vorrebbe essere un sito "crocicchio". Lipperatura è a metà strada.

E' un indizio, forse, della natura "fontanile" a es. di Nazione indiana, e della natura "crocicchiale" di vibrisse, il fatto che i lettori che arrivano a Nazione indiana da Google siano più del 40% dei lettori che arrivano da altri siti (per vibrisse, ricordo, questa percentuale è solo il 3,37%). O forse solo è una conseguenza del fatto che i link che da altri siti puntano verso Nazione indiana sono, a quanto pare, di meno di quelli che da altri siti puntano verso vibrisse (768 link in 190 blog per Nazione indiana; per vibrisse, come ho già detto, ci sono nel momento in cui scrivo 990 link in 217 blog).

Ma perché Nazione indiana, che è un sito sicuramente più importante di vibrisse, ha meno link che lo puntano? (Sempre che io abbia capita bene la faccenda). Secondo me, le ragioni sono due:
- Nazione indiana ha fatto circa un anno fa un restyling importante. In conseguenza di questo, gli url (l'url è l'indirizzo di una pagina web: ad esempio, "http://www.vibrissebollettino.net/archives/2006/07/quanta_gente_pa.html" è l'url della pagina di vibrisse che state leggendo) di ciascun singolo articolo pubblicato in Nazione indiana è cambiato. Pertanto, qualunque link verso articoli di Nazione indiana inseriti in articoli più vecchi di un anno (circa) semplicemente non funzionano (io qui in vibrisse ho fatte tutte le correzioni, ma solo perché ci ho tempo da perdere).
- Fino a un anno fa Nazione indiana non aveva nemmeno una colonna dei link. Spesso ho visto pubblicati in Nazione indiana articoli che si riferivano ad altri articoli pubblicati in rete, ma senza nemmeno un link. Eccetera. In somma, Nazione indiana faceva (e fa ancora) un po' fatica ad adottare una "logica di rete" (giustappunto: è una "fontana" e non un "crocicchio"...).

Se vi interessa fare qualche confronto tra il funzionamento di vibrisse e quello di Nazione indiana, potete leggere in Nazione indiana questo articolo di Jan Reister e Maria Luisa Venuta.

Tra parentesi: mi diverte il fatto che in luglio, fino a questo istante, il sito di Massimo Adinolfi (Azione parallela) abbia ricevute 44 visite da vibrisse, e solo 39 dal sito di Massimo D'Alema (qui, il dato è pubblico). Mentre mi fa piacere che vibrisse contribuisca un poco al successo di Left Wing. Alla data del 26 luglio 2006 (questo post è del 25; ma sto inserendo aggiornamenti), risultano transitati da vibrisse a LeftWing, negli utlimi dodici mesi, poco più di mille visitatori: diciamo un'ottantina al mese, due-tre al giorno. E, tanto perché si capisca quanto questi numeri sono piccoli, questo basta perché vibrisse stia stabilmente tra i dieci siti che più contribuiscono a portare lettori a LeftWing (grazie a Massimo e a Francesco Cundari per i dati).


I movimenti interni al condominio vibrisse

Ovviamente, è abbondante anche il movimento interno al condominio vibrisse. Dove ci sono notevoli differenze. Il blog di Marco Candida, ad esempio, riceve da vibrisse il 60,9% dei suoi lettori provenienti da altri siti (il dato, ripeto, corrisponde a ciò che è nell'istante in cui scrivo; è comunque pubblico ed è qui), mentre quello di Davide Bregola riceve da vibrisse solo il 22,5% (i dati qui): evidentemente il legame che c'è tra vibrisse e Marco e quello che c'è tra vibrisse e Davide è fatto in maniera diversa.

La Bottega di lettura riceve da vibrisse circa metà dei lettori provenienti da altri siti, il resto arriva per lo più dai siti dei bottegai e delle bottegaie (24 in tutto), ossia degli autori e delle autrici che ci scrivono: ma un po' di lettori arrivano anche, ad esmepio, dal sito personale di Giuseppe Genna (qui, i dati sono pubblici). Ma per la Bottega (che è un sito dalla doppia natura: per chi partecipa e chi lo legge regolarmente, è un circolo di lettura; per chi cerca informazioni in rete, è una piccola miniera) sono particolarmente imporanti gli accessi via motore di ricerca; che sono, rispetto al numero totale di accessi, piuttosto abbondanti: da quando la Bottega esiste, circa il 20%. E chi è arrivato alla Bottega con un motore di ricerca, ci è arrivato cercando un nome di autore, un titolo di libro ecc.: e si può star sicuri che avrà trovato proprio quello che cercava (poi c'è sempre il solito che arriva alla Bottega cercando "foto di peni": ma questi sono i misteri della rete).

Sul blog Best Off, che sostanzialmente non funziona (o almeno non fuziona come io avrei desiderato) e su Piani alti, cultura bassa, che è appena avviato (ed è comunque un blog particolare, che impone una lettura piuttosto lenta), non credo di poter dire ancora nulla.


Il lettore tipo di vibrisse

Il "lettore tipo" di vibrisse, in sostanza, sembra essere uno che si fa vivo con regolarità, che ha inserito vibrisse nel suo elenco di "siti preferiti" (visto che poco più dell'80% dei lettori non arriva né da motori di ricerca né da altri siti), che frequenta altrettanto regolarmente quei siti ai quali vibrisse sembra "vicina" (Nazione indiana, Il primo amore, Lipperatura, Carmilla, Wu Ming Foundation, le varie incarnazioni dei siti di Giuseppe Genna: la famosa cricca dei blog "socialdemocratici" che da anni tiene in pugno la letteratura italiana).
Posso aggiungere che il lettore tipo di vibrisse spesso è un lettore silenzioso, spesso è infastidito dagli scoppi polemici, abbastanza spesso preferisce farsi vivo scrivendo direttamente a me o all'autore dell'articolo che lo ha interessato, evitando di gettarsi nella gazzarra dei commenti.
Peraltro, secondo me, il clima che si respira nelle discussioni in calce agli articoli in vibrisse è tutto sommato ancora accettabile. Ci sono stati mesi interi, ad esempio, in Nazione indiana, in cui qualunque discorso proposto veniva immediatamente mandato a puttane da una folla di perditempo (al 99% anonimi, ovviamente), tanto da costringere il gruppo ad azioni restrittive piuttosto serie.

Le informazioni nel dettaglio

Se volete godervi le informazioni nel dettaglio, cercate nella colonna a destra, in basso, il quadratino del contatore ShinyStat. Cliccateci sopra. Vi sarà chiesta una password. La password è: "vibrise" (con una esse sola). Negli altri appartamenti del condominio vibrisse ci sono altri contatori: non hanno password, sono gratuiti e forniscono un po' di informazioni in meno (nella Bottega di lettura, il link al contatore è a fondo pagina, dove in piccolissimo c'è scritto: "stats"). Entrando nel contatore di vibrisse con la password, il contatore vi tratta come se tutti foste me: vi permette quindi di fare cambiamenti e danni. Vi invito a non fare né cambiamenti né danni.

Che altro c'è da dire?

Mah, credo niente. Le informazioni in forma di numeri, e per di più di numeri sui quali è lecito avere qualche dubbio (tutti mi dicono che ShinyStat è poco affidabile, ma nessuno mi ha mai detto che un qualche contatore è credibilmente più affidabile di ShinyStat), sono difficili da trasformare in discorsi sensati. In questo caso, poi, si parla di numeri molto piccoli, quindi ancora più difficili da gestire.

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 25.07.06 10:06

Interventi

Ho girato la domanda

Pubblicato da: massimo - 25.07.06 14:41

E' strano e curioso, ma forse non più di tanto. Anch'io, proprio di recente, mi sono interrogata sulle statistiche di ShinyStat. Mi sono fermata sulle provenienze, o meglio sui Paesi di provenienza, stupendomi non poco di quanto il mio piccolo, anonimo blog, possa essere internazionale (globale?...). Se proprio devo crederci, alle statistiche... E come dicevo sul mio post, un discorso a parte meriterebbero le chiavi di ricerca, che sono tutto un programma: se posso capire certe forme di feticismo (il nome del blog può indurre a equivoci), mi chiedo invece come qualcuno, cercando "legata e imbavagliata", sia finito da me, che sono una persona che odia la violenza in ogni forma, come neanche Ghandi... Dicevo strano e curioso, Giulio, che ne parliamo quasi in contemporanea, ma, mi ripeto, non più di tanto: credo che una volta piazzatosi il contatore in casa, sia inevitabile, prima o poi, farsi domande su quanto esso ci rivela. Domande che, per quello che mi riguarda, non avranno mai una risposta, se non di pura, e tutto sommato piacevole, fantasia.... Chi passa di qua? Perchè ci passa? Perchè non lascia una traccia o un saluto? Ritornerà?...
Un saluto da una fedele lettrice che, per fortuna, non interviene spesso.

Pubblicato da: ramona - 25.07.06 15:46

Anch'io, che sono pigra e non ho buona memoria, uso spesso i siti di facile accesso per andare ad altri siti senza aspettare troppo e dover fare troppe manovre:–)

Quanto al fermarsi, non so se è così anche per gli altri, dipende spesso dai commenti. Io per esempio sono attratta dai modi dei commentatori, dai tic, dalle abitudini mentali molto più che dai post, anche perché in molti siti si postano cose già uscite sui giornali, o cose di per sé non particolarmente stimolanti, mentre gli esseri umani (si può dire? gli attori in rete:–)) sono più interessanti a volte di quel che dicono, o meglio il "come lo" dicono è più interessante ai miei occhi di "quello che" dicono.
Insomma, il teatro del mondo.

Pubblicato da: temperanza - 25.07.06 16:47

Ecco, avevo sempre apprezzato il fatto che Vibrisse dichiarasse da diecimila anni seicento visite giornaliere senza farsi rapire dalla numerite, tortite, diagrammite, proiezionite. Nulla da fare: l'epidemia portata da Reister ha colpito anche qui.
Scrivo delle cose scherzando, punzecchiando per vedere se qualcuno si sveglia, ironizzando in modo divertente - come quella dei blog socialdemocratici - e tragicamente si avverano.
Che ne dite di fare un gruppo di auto-aiuto per nostalgici della parola eversiva?

Pubblicato da: a.b. - 25.07.06 17:27

scusa andrea fammi capire. E' sbagliato dopo un tot di anni fare due conti capire chi legge, cercare di figurarsi le persone che passano giornalmente di qua. o in bottega. o negli altri siti del condominio?

è un po' come quando vai ad una presentazione di un tuo libro o di qualcosa di tuo e vedi delle persone. Non ti prende la voglia forte di conoscerle una per una (non fare il furbo non solo le belle ragazze) e chiedere loro perché sono lì, da dove vengono, perché sono venute, dove l'hanno saputo che c'era questo incontro etc etc.

anzi quella di giulio mi sembra un'analisi interessante, perché dà di vibrisse e del suo operato un'immagine diversa rispetto a quella che io mi aspettavo. Felicemente diversa.

Il fatto che ad esempio da vibrisse si passi a leggere N.I, Il primo amore, GiuGenna et similia mi pare significare che qui da queste parti, ognuno con il suo piccolo contributo, si cerchi di mettere in relazione e non di coltivarsi il proprio orto.

Un'ultima cosa (mia personalissima opinione): la parola può essere eversiva ma deve essere anche compresa per questo è importante chiedersi chi ci sta all'altra parte (monitor, carta, palcoscenico poco importa).

d.

Pubblicato da: demetrio - 25.07.06 18:49

Credo che Giulio, con questo post, abbia assolto a un compito che ogni tanto il curatore deve svolgere. Ben fatto.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 25.07.06 21:25

Demetrio, ti dico solo questo - anzi no dopo ti dico anche un'altra cosa - io so di essere tracciato nei miei passaggi da un blog all'altro. Pazienza se a tracciarmi è google o msn, meno pazienza se a tracciarmi è un lit-blog. Perché si è tracciati? perché si è ridotti a clienti del sito. Io a queste cose reagisco da stronzo e dunque seguo percorsi appositi per far perdere le mie tracce o per confonderle: cammino all'indietro, cammino nell'acqua, cammino sugli alberi ma non voglio essere tracciato. Non è escluso che prossimamente imposti ricerche impossibili su google per arrivare ai lit-blog socialdemocratici, non so tipo: lupo & mannaro & vibrisse, oppure cefalea & nazione & indiana. Ah ah!, già vi vedo a interpretare imperlati di sudore...

Chi pratica la parola eversiva lancia qualcosa senza sapere dove arriverà: una boetta in mezzo al mare, prima o poi la incroceranno. Mi ricordo un vecchissimo pezzo di Vibrisse sull'insegnamento della scrittura in carcere, mi pare fosse di Brugnolo. Ero rimasto folgorato, il pezzo era importante, era esemplare, insegnava a usare l'attenzione, a guardare per cogliere senso: l'attenzione è la preghiera dell'anima - mica l'orrore quotidiano della tv! Stampai il pezzo e lo feci circolare tra persone che conoscevo, anche tra assistenti sociali che lavoravano coi carcerati. Si poteva immaginare questa planata coi vostri numerini?

Pubblicato da: a.b. - 25.07.06 22:06

Una precisazione, nell'elenco dei lit-blog "socialdemocratici" non ho incluso Il primo amore: è una cosa che non mi passa nemmeno per la testa, ma da come mette le cose Giulio sembrerebbe.
O meglio lui vorrebbe falsificare il mio discorso sostenendo in trasparenza che dalla transumanza si capisce che ho creato una categoria sballata.
Ma a me delle transumanze mi importa zero, guardo ai contenuti.

Pubblicato da: a.b. - 25.07.06 22:54

a.b., tu hai dei problemi.

Pubblicato da: problemi - 25.07.06 23:37

Giulio, nel file robots.txt di vibrisse trovai scritto:

User-agent: googlebot
Disallow: /

Pensavo lo sapessi.
Indovina cosa significa?
:D

Da una pagina ufficiale di Google, la soluzione:
Google utilizza diversi user-agent [...]Googlebot: esegue la scansione delle pagine del nostro indice web [...] per bloccare completamente Googlebot, puoi utilizzare la seguente sintassi: User-agent: Googlebot Disallow: /

L'istruzione ha riflesso anche sui blog di Marco Candida, Davide Bregola, Bottega di Lettura e gli altri (cioè tutto quello che è "dentro" il dominio vibrissebollettino.net).

Sempre a disposizione, gratuitamente per te.
:D

Pubblicato da: gattostanco - 26.07.06 02:29

Grande Gattostanco!

Pubblicato da: Grande! - 26.07.06 05:04

Scrive Andrea Barbieri: "Chi pratica la parola eversiva lancia qualcosa senza sapere dove arriverà: una boetta in mezzo al mare, prima o poi la incroceranno".

Nel frattempo, prima che qualcuno la incroci, ci ammazzeranno tutti.

Se tu avessi, Andrea, veramente, un'idea del pericolo che incombe su di noi, credo che ti porresti il problema di compiere delle azioni efficaci, e non solo "gesti-seme" ( http://www.vibrissebollettino.net/archives/2005/09/la_restaurazion.html ).

Pubblicato da: giuliomozzi - 26.07.06 08:31

Il rimedio contro il pericolo (sarebbe bella una descrizione del pericolo su vibrisse invece degli articoli sulla blogger camomilla che scrive di fichi secchi) sta forse nel tracciare chi passa da Vibrisse? Nell'esibire le torte?
Ti ricordi che quando nacque Nazione Indiana (quella vera non la prosecuzione che mantiene il nome quasi uguale, quasi una Pepsi Cola o Premium Cola) si diceva che i numeri non bisognava guardarli, che bisognava pensare ai contenuti? Ora addirittura siamo all'esibizione dei numeri...
Non so, sto leggendo un po' di libri in questo periodo che agiscono - ribadisco: agiscono -facendo circolare idee: dove sono le idee qui?
Si possono vendere libri buoni come l'ultimo di Bregola invece che creando attorno a questo delle idee in modo che possa prendere il lettore, esibendo e ribadendo delle recensioni spesso brutte?
Non è ancora ora di dire basta?


Pubblicato da: a.b. - 26.07.06 09:54

In parole molto povere:
I motori di ricerca usano dei programmi per sondare e registrare la rete.
Google usa alcuni aggeggi per sondare la rete.
Googlebot è l'aggeggio principale. "Scansiona" la rete di sito in sito e di link in link.
Il file robots.txt permette al responsabile di un dominio di indirizzare questi aggeggi come meglio crede.
Il file è all'indirizzo sito.xyz/robots.txt.
Usando una sintassi standard è possibile evitare che gli aggeggi dei motori di ricerca mandati a scrutare la rete vadano a scansionare determinate directory o pagine o l'intero dominio.
Il file robots.txt presente nel dominio vibrissebollettino.net chiede all'aggeggio di Google di togliersi dai piedi senza fare alcuna scansione delle pagine presenti nell'intero dominio.
Anche gli altri blog ospitati sono influenzati da questa isrtuzione, perché sono parti, per così dire, dell'insieme di pagine web presenti nel dominio vibrissebollettino.net.

Gli arrivi da Google registrati da Shinystat sono (dovrebbero) derivare dal fatto che Google ricorda per un po' le visite passate e da altri fattori.

Probabilmente il file è stato modificato di recente per alleggerire un po' gli accessi e poi è stato dimenticato com'è. Dai numeri, direi intorno a metà Maggio (Vibrisse - percentuale provenienze motori di ricerca dati Shinystat: Aprile 9,48%; Maggio 6,42%; Giugno 3,97%).

Maqggiori info (in italiano e comprensibili):
http://www.google.it/support/webmasters/bin/answer.py?answer=40364

Pubblicato da: gattostanco - 26.07.06 10:06

andrea tu scrivi: "dove sono le idee qui?"

io ho letto qui
- una bellissima riflessione di Baldrati sull'ultimo libro della Rossanda.
- un interessante saggio di Spadaro.
- un altrettanto interessante intervento di Ivan

se vai su bottega e trovi la gente intenta a leggere d'arrigo.

io, di mio, ho provato a dire qualcosa sui romanzi che parlano del terrorismo e degli anni '70.

Le idee ci sono, i contenuti pure.

o queste cose non sono "eversive"?

d.

Pubblicato da: demetrio - 26.07.06 10:07

Non c'è nulla di male nel cercare di capire a chi ti stai rivolgendo, sapere se un tuo testo è stato letto da dieci o da diecimila persone, e in risonanza con quali altri testi e contesti.
Affidare alle acque messaggi in bottiglia è forse romantico, ma questa prassi non può essere brandita come l'unico modo di comunicare, non può divenire fondamento di una precettistica.

Qui si parla di "parola eversiva", ma la parola è eversiva se qualcuno la ascolta. L'aggettivo "eversivo" descrive un effetto della parola sulla realtà, ma la parola non ha alcun effetto sulla realtà se chi la pronuncia la pensa come un messaggio in bottiglia, in'do cojo cojo. Non c'è eversione senza *strategie* eversive. Non preoccuparsi della traiettoria della parola e della sua capacità di colpire il bersaglio non è una strategia eversiva.

Avere la possibilità di interrogare la realtà che la parola attraversa è tutt'uno col pensarla eversiva. Capire quante persone arrivano a leggere le tue parole e lungo quali percorsi si sono avventurate prima e dopo è un importante momento di verifica. Non è certo l'unico e forse non è il più importante: la comunicazione personale è più ricca, calda e soddisfacente. Il faccia-a-faccia è il vero momento rivelatore (e infatti, se incontrati live, molti "leoni da tastiera" che fanno i gradassi on line non hanno nemmeno il coraggio di guardarti negli occhi). Tuttavia, aggregare, analizzare e riscomporre dati non equivale a bestemmiare nel tempio dell'arte.

Pubblicato da: Wu Ming 1 - 26.07.06 10:26

Non avevo dubbi che WuMing 1 fosse un leone del marketing, e che gli piacciano i numeri.
Non so se si rivolgesse a me col leone da tastiera. Il problema è che a me di Bui non importa una emerita mazza, è una persona che non desidero incontrare (dando alla parola incotro tutti i possibili significati fino a quelli deleuziani). A Bologna ho visto chi volevo vedere, ho avuto piacere di conoscere Helena e Forlani, e anche di discuterci. Il collettivo cinesoide, preferirei di no. Ma se il numero 1 ha dei problemi, delle rimostranze, delle interpellanze, dei quesiti, delle mozioni, dei rilievi, degli appelli, degli insulti sono spesso a Bologna.

Pubblicato da: a.b. - 26.07.06 10:45

Anzi, visto che l'insultatore del gruppo è WuMing 3, mi aspetto un faccia a faccia con lui.

Pubblicato da: a.b. - 26.07.06 10:52

Mi riferisco al "miserabile" su lipperatura...

Pubblicato da: a.b. - 26.07.06 10:52

Non mi riferivo a nessuno in particolare, sono esperienze che chiunque di noi ha fatto. Pensavo a storie di Indymedia, di qualche anno fa, e non accadute a Bologna ma a nostre presentazioni in giro per l'Italia. Chi ti insultava pesantemente in rete e annunciava che veniva per riempirti di botte, al vederci diventava subito un agnellino.

Tuttavia, giudico significativo che al sentire l'espressione "leoni da tastiera" qualcuno si sia sentito chiamato in causa. Come recita la tipica risposta a chi si interroga lamentoso sulla paternità di un peto in ambiente chiuso: "La prima gallina che canta ha fatto l'uovo". Honny soit chi mal si pensa, e chiusa qui.

Solo un'ultima postilla: quando si è piccoli, si impara a "leggere, scrivere e far di conto". Non lasciamo che questa terza abilità si atrofizzi per il poco uso. La maggior parte dei letterati non sa fare le divisioni senza calcolatrice e a malapena ricorda le tabelline. Per non parlare di pi greci e altre "astrusità". Eppure le ha studiate a scuola, quelle cose. Avere un atteggiamento snob nei confronti dei numeri fa perdere quote di intelligenza e invecchia il cervello.

Pubblicato da: Wu Ming 1 - 26.07.06 10:56

WuMing, scrivi accusette generiche e se uno ti chiede a chi ti rivolgi tu rispondi no!no!, non sei tu, però...
Sul far di conto, dici una cosa divertente e falsa. Chiunque frequenti l'ambiente degli scrittori sa che uno degli argomenti top è "Tu quanto vendi?" I conti si fanno benissimo, altroché atrofia. E la critica alla cultura?

Pubblicato da: a.b. - 26.07.06 11:25

Un "rimedio contro il pericolo", Andrea, ad esempio, è cercar di capire se c'è qualcuno vicino a te. Dico: *un* rimedio, non certo *il* rimedio.
Pensi che sia futile, per chi parla, domandarsi se c'è qualcuno che ascolta?
Ti rendi conto che c'è una differenza tra domandarsi se c'è qualcuno che ascolta (ed eventualmente cercare questo qualcuno, fare conoscenza, magari fare amicizia e alleanza) e regolare il proprio discorso sulle aspettative di chi sta in ascolto (cioè fare del marketing)?

Sul libro di Bregola: ti sarai accorto che dei libri pubblicati dall'editore per il quale lavoro io pubblico in vibrisse le recensioni che appaiono qua e là (positive o negative, belle o brutte che siano). Quasi mai ne parlo direttamente io. E' una scelta le cui ragioni mi sembrano evidenti. Poiché non mi fido dell'oste quando mi dice che il suo vino è buono, èvito di mettermi nella parte dell'oste.

Scrivi: "Sto leggendo un po' di libri in questo periodo che agiscono - ribadisco: agiscono -facendo circolare idee". Se tu volessi scrivere di questi libri in vibrisse, io ne sarei felice. Puoi mandarmi degli testi o, se preferisci, ti do le chiavi d'accesso.

Pubblicato da: giuliomozzi - 26.07.06 11:37

Non era nessuno in particolare. Non sempre è necessario fare riferimenti specifici a persone precise, esistono situazioni ricorrenti e le si può descrivere con enunciati generici ("Quando piove, c'è chi gira con l'ombrello"; "CHI??? CHI???? FAI I NOMI!!!!!"), ma se qualcuno si identifica nel riferimento, se proprio ci tiene ad assumere quel ruolo, a puntare il dito dicendo: "Quello sono io! Sono io! Sono io!", faccia pure. Non posso né voglio impedirlo.

La domanda "Tu quanto vendi?" significa: "Quanti esseri umani in carne e ossa desiderano leggere quel che scrivi al punto da recarsi in libreria e privarsi di una parte del loro reddito pur di portarsi a casa le tue parole?". Non è una domanda stupida: il lettore compie un piccolo sacrificio per me, e il minimo che io possa fare è non fottermene di lui. Questa domanda dovrebbe porsela chiunque scriva e pubblichi.

Pubblicato da: Wu Ming 1 - 26.07.06 11:37

Una supplica: qualche anima pia potrebbe sistemare l'articolo in modo che non sia tutto in grassetto, commenti inclusi? Grazie.

Pubblicato da: Luca Tassinari - 26.07.06 11:48

Sistemato. Il problema era solo per chi usa il browser Firefox (credo).

Pubblicato da: giuliomozzi - 26.07.06 11:53

Le parole di Wu Ming 1 mi paiono più che sensate e da condividere.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 26.07.06 11:55

Una volta Raul Montanari mi disse: "uno scrittore, un vero scrittore, se dovesse scegliere fra il vendere un milione di copie e guadagnarci un euro, oppure vendere una sola copia e guadagnarci un milione di euro, sceglierebbe senza ombra di dubbio la prima ipotesi. Uno scrittore sogna di essere letto da più gente possibile, senza però arretrare di un solo milimetro dalla sua scrittura."

Chiedersi in quanti siano a leggerti non significa, sempre e solo, fare i conti in tasca a qualcuno o vedere chi ce l'ha più lungo.

Pubblicato da: gianni biondillo - 26.07.06 12:26

Io dai numeri mi sono fatto l'idea (che magari mi direte essere sbagliata) che Vibrisse vibrebbe anche senza commenti.
Forse è solo una sensazione.

Pubblicato da: Gianluigi Bodi - 26.07.06 12:59

Mi sono sempre chiesto chi legge vibrisse.
E' nei miei "preferiti".
Mi sento per lo più estraneo alla maggioranza delle discussioni che vengono fatte, però ci torno.
A volte trovo input interessanti per le mie fissazioni e perciò da qui parto per esplorazioni delle rete.
Oggi le fontane mi sembrano colme di acqua inquinata, ma col secco che c'è...

p.s.: quand'era "di carta" l'indirizzario di vibrisse era certo, forse anche il lettore.

Pubblicato da: l'apprendista - 26.07.06 13:09

"Qualcuno che ascolta."
Scrive Celan (Il meridiano):
Il poema è solitario. Solitario e in cammino. Chi lo scrive gli rimane inerente. Ma allora il poema non si colloca, proprio per questa ragione, dunque già a questo punto, dentro l'incontro - dentro il mistero dell'incontro? Il poema tende a un Altro, esso ne ha bisogno, esso ha bisogno di un interlocutore. Lo va cercando; e vi si dedica. Ogni oggetto, ogni essere umano, per il poema che è proteso verso l'Altro, è figura di questo Altro. L'attenzione che il poema cerca di porre a quanto gli si fa incontro, il suo acutissimo senso del dettaglio, del profilo, della struttura, del colore, ma anche dei "palpiti" e delle "allusioni", tutto questo io credo non è la conquista di un occhio in gara (o in concomitanza) con apparecchiature ogni giorno più perfette: è piuttosto un concentrarsi avendo ben presenti tutte le nostre date. "L'attenzione" - mi concedano di riportare qui, dal saggio su Kafka di Walter Benjamin, una frase di Malebranche-, "L'attenzione è la preghiera spontanea dell'anima".

Quindi l'ascolto è prima di tutto nel testo, come attenzione. E' solo perché un testo nasce dall'attenzione e porta attenzione che ci si può aspettare che qualcuno si metta in ascolto. La "Ballata delle banane secche" non è un testo che nasce dall'attenzione, non porta attenzione non può ricevere "ascolto" perché non c'è l'Altro neglio oggetti e negli esseri umani che prefigura.
"Fantasmi e fughe", o "La cultura enciclopedica dell'autodidatta" nascono dall'attenzione, portano attenzione sull'Altro, quindi incontro con l'Altro: su questo bisogna insistere per richiamare l'ascolto.
In questa prassi sono forse in gioco dei numeri? No, perché ascoltano i singoli - irriducibilmente singoli. Qui sono in gioco parole, idee, santa pazienza e fiducia nella parola.

Pubblicato da: a.b. - 26.07.06 15:59

Occorre saper pensare la moltitudine. Non necessariamente nei termini spinoziani (tendenza "negriana" o "virniana").

Uso la parola "moltitudine" - la qualità dell'essere molti - in modo intuitivo e selvaggio, per descrivere una condizione di cui tutti abbiamo avuto esperienza: quando si è in molti senza diventare una cosa sola. Se qualcuno ha una parola migliore, ben venga.

La moltitudine che intendo non è massa (la "folla" di Le Bon), ma interagire di singolarità. La moltitudine è "i molti", non "il blocco". La moltitudine è pluralità, polifonia, controtempi (come nell'improvvisazione di gruppo africana e afroamericana), non coro e monodia (come nel canto gregoriano, in cui le voci si unificano con pochissimo scarto, nella voce dell'ecclesia che dal basso si rivolge a una suprema autorità).

Si può stare insieme, lavorare insieme, essere considerati insieme, creare insieme, addirittura *contarsi* tutti insieme senza annullare le singolarità, anzi, facendo proprio della differenza, dello scarto, dell'irriducibilità il punto di forza.

Nel jazz ogni musicista suona l'assolo, lustrando la pietra preziosa della propria singolarità, e quell'assolo è incastonato nel diadema della creazione collettiva. Il resto della band lavora intorno a quell'assolo, interviene, lo contrappunta, lo valorizza, poi un altro musicista parte per la tangente, e accade la stessa cosa. Questo accade molte volte tutti i giorni in tanti ambiti collettivi.

Esempi di intelligenza collettiva che si esprime e si autoregola grazie a tanti contributi individuali di conoscenza e creazione sono la conversazione, una partita dell'Olanda degli anni Settanta, l'Open Source, i giochi di ruolo, i Machinima, Wikipedia, e in alcuni casi la comunità scientifica mondiale. Sono tutti casi in cui si riscontra collaborazione tra eterogenei.
L'intelligenza collettiva, infatti, riesce a manifestarsi solo se carburata dalla diversità. E' la conditio sine qua non. Senza diversità c'è solo ottusità collettiva, c'è la vecchia "psicologia delle folle".
Un chiaro esempio sono le "cascate di informazione" che gonfiano le bolle finanziarie finché non le fanno esplodere e danneggiano tutti quanti: derivano principalmente da un'eccessiva omogeneità degli operatori di borsa. Lo spiega molto bene James Surowiecki nel suo saggio divulgativo "The Wisdom of Crowds. Why the Many Are Smarter Than the Few", Doubleday, New York, 2004.

Se non si comprende questo, se non si pensa la moltitudine, si confonderà sempre lo stare insieme col fare massa (massa d'urto, massa di manovra), e - soprattutto - si rimarrà prigionieri di un'angusta dicotomia tra "individuale" e "collettivo", per cui tutto ciò che uno fa da solo sarebbe più "genuino" mentre quel che si fa in gruppo sarebbe in qualche modo "snaturante".

Come dimostrano le tristi vicissitudini del Brasile agli ultimi mondiali, non è il gruppo in sé a essere "snaturante" e a limitare il singolo, ma la scarsa propensione dell'individuo a collaborare con gli altri, ponendo così le basi per il malfunzionamento del gruppo, e quindi per la propria autocastrazione espressiva, che alla fine produrrà una separazione dal gruppo (il più delle volte lamentosa).

Presi uno per uno, i brasiliani del 2006 erano tutti campioni. Insieme, facevano pietà, ma non perché il gioco di squadra castri l'individualità: il Brasile, anzi, è sempre stato un magnifico esempio di gioco di squadra in cui l'apporto creativo individuale era premiato e ricondotto a una magnifica espressione collettiva. In questo caso, invece, gioco di squadra non se n'è visto: nessuno voleva tirare il calcio d'angolo (rinunciando così alla presenza in area e alla paternità dell'eventuale gol), tutti volevano tirare le punizioni etc. Si vedevano tutti quanti come grandi Autori, senza umiltà, e in questo modo - paradossalmente - rinunciavano a costruire la condizione in cui la loro singolarità potesse brillare. Sic transit.

Pubblicato da: Wu Ming 1 - 26.07.06 16:57

ab, ma non pensi che ci sia una certa qual differenza tra un poema e un blog in cui si discute di scrittura?
un blog, cioè una cosa che sta in rete, una cosa di cui flussi e percorsi è parte costitutiva.

peraltro, va detto che anche per i blog vale una vecchia regola: scrivi, e le parole troveranno da sole i propri destinatari (fa parte della natura costitutivamente "minoritaria" delle aggregazioni permesse dalla rete, fondate su affinità di vario tipo e mai "generalizzabili"). Ma questo non c'entra gran ché con l'uso che si fa normalmente dei contatori, dai quali il blogger comune cerca di sapere non tanto quanti visitatori ha (a parte un po' di vanagloria peraltro alquanto imbarazzante vista l'esiguità dei numeri di cui parliamo) ma chi sono, e i loro percorsi, come si diceva. Di questo del resto parla il post di Giulio, mi sembra di capire.

Pubblicato da: b.georg - 27.07.06 11:22

non c'è bisogno che faccia come wm, gli errori di grammatica li notate da soli :)

Pubblicato da: b.georg - 27.07.06 11:24

forse non era wm, insomma, qualcuno si correggeva, vabbè

Pubblicato da: b.georg - 27.07.06 15:52

@ a.b.

l'Altro non sopporta la selettività e Celan lo sapeva bene.

Quando si parla di Altro si dovrebbe sapere che l'Altro è dissimile da sè, non uguale, e che l'attenzione per applicarsi ha bisogno prima di un ascolto non pregiudiziale. Per questo si parla tanto di Altro, perché nominarlo non è affatto banale. Anzi, di solito si cerca l'identico per esserne rassicurati e resi più saldi nella nostra identità.

Io vedo molte contraddizioni a volte in quel che dici:–)

Pubblicato da: temperanza - 27.07.06 15:53

Moltitudine e massa sono la stessa cosa. Massa era fregatura già prima del 1917. Moltitudine è fregatura perchè ora ci si deve contare, e dopo si può essere "acquistati". Moltitudine di Toni Negri? O moltitudine di Giovanni Paolo II? Prego, è un telefilm: Un Corto-corto metraggio- Non parlo dei nuovi teologi "Fagioli" o i vecchi e cari mistificatori. E' appunto un telefilm, con ispettori, insegnanti, vittime, e spettatori. Ma "i" spettatori comprano e comprando spendono e spendendo portano soldi. Questo vile denaro. I movimenti si muovono, e muoviti che muoviti diventano simpatici e i simpatici sono anche educati. Primo, un uomo è un poco più, di un essere da "usare", da costruire, è qualcosa di assai misterioso ma è anche ragione, una ragione che non può essere commestibile, e venduta in pacchi suggestivi. Comunque, mi scuso per il tono (un poco impertinente) e leggo tra le righe che c'è un gran desiderio d'apartenenza, uno scivolare. Per me, è questione di intelligenza e onestà. Perdonate la presunzione.

Pubblicato da: michele - 27.07.06 20:46

Quod erat demonstrandum.

Pubblicato da: Wu Ming 1 - 28.07.06 00:42

Io vi leggo sempre. Non ho mai commentato, il più delle volte non è necessario nè utile.
Leggere è invece utile, sempre.
grazie.

Pubblicato da: Michela Murgia - 28.07.06 00:55

Sentite, a mio modo vi capisco tutti, in un certo senso vi voglio bene o comunque non vi voglio male, però non ce la faccio a ribattere: tizio qui dice una falsità, tizia là puntualizza l'inpuntuale dandomi dell'incoerente (cosa già capitata sul simulacro di NI). Dunque farei così, vi lascio in pace (a meno che non le spariate grossissime) e vedo se riesco con qualche amico a creare una camarilla che da un luogo della rete si rivolga a Voi (tutti) usando il tempo che serve e approfondendo gli argomenti, altrimenti a stare qui a sfruculiare sulle parole, a gonfiarsi di analogie grossolane, si pensano cose esili e sarei in contraddizione - questa volta davvero - con quello che desidero: cercare di recuperare un po' del peso delle parole (secondo le mie modeste capacità, si intende...).
Allora, quando farà fresco, sempre che siano scongiurati i grandi rischi di inFernet:
- l'ingrullimento (ovvero entri in rete intelligente e a forza di frequentarla diventi demente oltre a non leggere più nulla perché ti manca il tempo);
- l'intossicazione (ovvero te la prendi e ti porti l'incazzatira oltremacchina perché ti insultano o artatamente ti fraintendono),
dicevo, sempre che questi rischi non diventino effettivi, vorrei costruire un luogo della rete in modo che abbiate un interlocutore in più per tenere testa a tante facilonerie e aprire dove nessuno di voi è mai passato.

Con questo rispondo anche al gentilissimo Giulio che chiedeva di parlare qui di libri che agiscono sul lettore. Scusami, ma se me la sentirò vorrei che fosse insieme a persone con cui condivido una certa visione. Non che senta la tua visione estranea, per me tu sei uno dei migliori scrittori e hai tante altre grandi qualità (per esempio sei un mago del progetto editoriale e sei uno talent scout di italiani tanto per dirne due), però il problema è che non mi sentirei a casa mia. Dato che non ho nessun bisogno di apparire, sentirmi a casa è fondamentale. Scusami quindi.
buone vacanze a chi le fa

Pubblicato da: a.b. - 28.07.06 14:15

Ha vinto Lucio Angelini, insomma. Il 19 settembre 2005, sul suo blog, lo scrittore veneziano pubblicò questo

APPELLO AD ANDREA BARBIERI AFFINCHÉ APRA UN BLOG
TUTTO SUO
Più volte, benché supplicato da più parti, Tato Barbieri (diverso da Gato Barbieri) da Forlì si è schermito dicendo che non ha tempo. In realtà passa le giornate bighellonando per tutta la blogosfera (i più maligni dicono "soprattutto nelle ore d’ufficio"). In più sta insegnando a tutti quanti come si fa a ricevere visite ("Basta fare come Angelini!", squittisce ai quattro venti). Be’, secondo me è più che pronto per aprire un blog tutto suo e farci vedere che razza di contenuti saprebbe proporre lui. Altro che "Cazzeggi Letterari"! Insomma: il tempo ce l’ha, i ferri del mestiere anche, che cosa aspetta ad aprire l’attesissimo: www.titonco.splinder.com?
Personalmente, mi impegno a visitare il blog due volte al giorno, dopo i pasti principali. Giuro.

Pubblicato da: fan di Angelini - 28.07.06 14:34

a.b.

c'è un modo per farti delle obiezioni con cortesia o cmq senza astio?

Non pensavo né di essere stata scortese né di avere mostrato astio, se così ti è sembrato mi scuso.

Dico anche qui, come dico ogni tanto, che ho una immagine, come dire, annacquata, dell'identità delle persone che scrivono in rete e mi interessano prevalentemente le modalità e quello che (ai miei occhi, naturalmente) mettono in luce.

Se a te non interessa sentirlo non mi metto certo ad approfondire, in ogni caso buone vacanze anche a te.

Pubblicato da: temperanza - 28.07.06 16:13

Temperanza tu sei troppo buona nel chiamare la tua una "obiezione". Quel discorso che rivolgi a me dice che io ho dei pregiudizi (cosa che mi sta benissimo) che non mi consentono di capire l'altro (cosa falsa o perlomeno detta arieggiando i denti perché non so da cosa puoi dedurlo). Questo che tu consumi è il solito delittuoso spettacolino internettiano in cui si dicono cose immondamente esili con un ego gonfio come una mongolfiera. Perdite di tempo, che fanno da spalla a simulacri di blog che ami frequentare.

Pubblicato da: a.b. - 29.07.06 12:31

Andrea, rinnovo l'invito.
Io non conosco nessuna persona che condivida la mia visione.

Pubblicato da: giuliomozzi - 29.07.06 15:57

@ a.b.

per niente, io non penso affatto che tu abbia dei pregiudizi che non ti consentono di capire l'altro. Cosa te lo fa pensare? Non certo qualcosa che ho scritto nei tuoi confronti, tra l'altro abbiamo incrociato i commenti, se così si può dire, assai di rado.

La contraddizione che vedo in quel che dici (mi ritengo autorizzata a dirlo, a questo punto) la vedo nel tuo essere molto critico verso alcuni, anzi accanito, e nel vederti molto meno critico verso alcuni altri. E questo a parità di qualità, secondo me.

E lo dico perché spesso mi è parso di condividere alcuni tuoi giudizi su autori ormai storici, ma non ho poi trovato gli stessi criteri, ai miei occhi, ovvio, applicati ad autori contemporanei.

L'esempio concreto sta a mio avviso nella tua adesione senza crepe (poi magari le hai e sei critico anche lì, e forse io non me ne sono accorta) nei confronti del primo amore dove io ho letto testi non certo migliori di NI, per esempio, e dunque mi pare che in questa tua polemica tu dimostri di non usare un critirio univoco verso gli altri, se non verso l'Altro.

In che modo questo che penso corrisponda a un ego gonfio come una mongolfiera, non lo capisco bene, ma pazienza:–)

Pubblicato da: temperanza - 29.07.06 18:09

Ho letto anche il commento di Mozzi, concordo, neppure io condivido visioni, ho la mia, condivido magari -in senso lato- esperienze e giudizi.

Pubblicato da: temperanza - 29.07.06 18:12

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