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19.07.06
"No, caro Davide, non ci siamo"
[Stralcio dalla conclusione di un articolo che Andrea Temporelli ha pubblicato oggi nel suo blog, dove è possibile commentarlo. gm]
[...] Bregola si prende terribilmente sul serio quando impone, scopertamente, il ragionamento secondo cui lui (ovvero il suo alter ego Giovanni Costa, ma non può certo giocare a nascondino tra autobiografia e fiction secondo i suoi comodi, specie se il personaggio che ha creato ha così pochi filtri) è un eroe puro e romanticamente dannato, mentre tutti gli altri (tra cui anch’io, citato per nome e cognome) non sono che arrivisti disonesti, che hanno cattive intenzioni. [...] Si impone un giudizio morale pesante su persone che nemmeno si conoscono (pubblicando un libro che è semplicemente uno zibaldone maldestro, che mischia ruffianerie a cattiverie, non riuscendo nemmeno ad essere furbetto fino in fondo perché è terribilmente ingenuo). [...] No, caro Davide, non ci siamo. Per quanto la scrittura talvolta compia il miracolo di trasformare in oro anche le meschinerie dell’autore, giacché scrivendo sono proprio le nostre debolezze a diventare punti di forza, qui non ci siamo. [...]
Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 19.07.06 15:23




