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22.07.06

Giro d'Italia con vibrisse: Verona, la mia città d'adozione /2

di Rosanna Rota

Prima parte Seconda parte.

[Le tappe del Giro d'Italia con vibrisse - il titolo è stato trovato da Tonino Pintacuda (e qui) - saranno pubblicate ogni martedì e ogni sabato, ad eccezione dell'ultima, che uscirà domenica 30 luglio e concluderà il Giro. Il materiale pubblicato sarà poi raccolto in un pdf scaricabile. bdm]
[tutte le tappe del Giro d'Italia]

San_Giorgio_e_il_drago.jpgUn fantastico itinerario nella Verona medievale deve svolgersi, secondo me, di sera. Con le luci accese che si specchiano nell’Adige, la città assume un aspetto fiabesco che fa veramente pensare a principesse e draghi, come quelli raffigurati nel celebre affresco del Pisanello nella Chiesa di Sant’Anastasia . Passeggiare col buio sul ponte merlato di Castelvecchio, ammirare il fiume e la città dalle feritoie mi riporta indietro nel tempo, mi fa pensare a Dante che trova qui ospitalità e conforto, anche se il maestoso castello ancora non esisteva, ai suoi tempi...

Da Castelvecchio, se si vuole proseguire immersi in questo immaginario medievale, si possono scegliere due direzioni, entrambe suggestive: o seguire la passeggiata sopraelevata delle Rigaste,Ponte_di_Castelvecchio.jpg lungo l’Adige, per arrivare al quartiere di S. Zeno, patrono della città, o andare verso il centro, seguendo il tracciato dell’antica Via Postumia, oggi Corso Cavour, fino ad arrivare ai Portoni Borsari, dai quali si entra nel cuore della città medievale, col suo dedalo di stradine e con le sue innumerevoli chiese.
La basilica di San Zeno si trova fuori dall’antico abitato, dove sorse anche un’abbazia, tanto che ancora oggi il parroco mantiene la dignità di abate. La splendida pala del Mantegna è la grande attrattiva artistica della chiesa, ma io preferisco soffermarmi sulla popolarissima statua di S. Zen Che Ride, come viene abitualmente chiamata: la sua simpatica faccia scura ci rammenta che pare venisse dall’Africa... Quanti dei Veronesi contemporanei, fra quelli che guardano con astio agli stranieri sempre più numerosi, si ricordano di avere per patrono un nero, insomma, un immigrato? Capricci della sorte, o forse nemesi storica alla rovescia...San_Zen_che_ride.jpg

Se, invece di andare verso San Zeno, si sceglie di tagliare per il centro, si arriva presto a Piazza Erbe, il cuore di origine romana, rivisitato però in chiave medievale: la grande fontana di Madonna Verona, per esempio, ricicla una statua romana ed una vasca termale per il nuovo utilizzo, deciso nel XIV secolo. Questo spazio, come l’adiacente Piazza dei Signori, che i Veronesi preferiscono chiamare Piazza Dante in onore della statua posta al suo centro, brulica di vita notturna, specialmente nella bella stagione, quando i tanti locali con tavolini all’aperto ospitano Veronesi e turisti, uniti dal desiderio di godersi il fresco e le bellezze della città. I palazzi medievali, simboli del potere politico ed economico, la Torre dei Lamberti e i monumenti funebri delle Arche Scaligere troneggiano intorno, e una persona facilmente suggestionabile come me, nonostante la confusione, potrebbe veramente sentire uno strano effetto da “viaggio a ritroso nel tempo"...Torre_dei_Lamberti.jpg

Anche le chiese medievali sono innumerevoli e splendide, ma quella fra tutte che prediligo è San Fermo, che si può raggiungere, da Piazza Erbe, tagliando per la pedonale Via Cappello, dove la mitica Casa di Giulietta costituisce la meta obbligata, e un po’ troppo massificata, per una Verona medievale rivista però con l’occhio di Shakespeare. San Fermo, invece, è una strepitosa chiesa francescana a due piani, con un abside che inizia con una base in forme romaniche per poi innalzarsi in un gotico elegante e spettacolare che mescola il colore caldo del mattone con i merletti bianchi del marmo.Chiesa_di_San_Fermo.jpg

La chiesa si specchia quasi nell’Adige, nel punto dove sorge il Ponte Navi, così detto perché qui vicino esisteva, fin dall’epoca medievale, uno scalo delle merci. Ma dell’antico ponte ormai non resta traccia: è stato più volte ricostruito. Quello odierno permette però di godere di una vista mozzafiato: le luci della città si duplicano nel fiume, perdendosi all’orizzonte sia verso il Colle di Castel San Pietro che verso il mare.
La storia successiva di Verona è ben nota e attestata da tanti altri monumenti: l’ingresso nella Repubblica di Venezia, Napoleone, il Lombardo Veneto... eppure Verona rimane soprattutto la città celebrata da Shakespeare, romantica e sonnolenta, stupenda e pigra nell’accettare ogni novità, come fece a suo tempo con il mitico amore di Romeo e Giulietta. “Non c’è mondo fuor da queste mura", forse, è veramente il suo motto, sia in positivo che in negativo.

Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco, il giorno e l'ora: 22.07.06 10:35

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