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02.06.06

Un'incazzatura al volo (il peggio del peggio dei modi di discussione in rete)

di giuliomozzi

Questa foto ritrae giulio mozzi incazzato. Cliccandovi sopra, apparirà Paperino incazzatoQuesta incazzatura al volo è rivolta a Giuseppe Iannozzi. Non ce l'ho con lui, peraltro. Me la prendo (occasionalmente e al volo) con lui per una cosa che lui ha fatto, e che considero esemplare di un certo stile di comportamento (e di discussione).
In breve. Pubblico ieri l'articolo che annuncia la nascita dei Monologhi della varechina. Un'ora dopo la pubblicazione dell'articolo, Iannozzi commenta: "I soliti nomi: ma non poteva esser diversamente. :-((( Insomma, meglio la nonnina della Candeggina. O meglio ancora le Donne di Atene. E meglio Jack e Jekyl e Mr. Hyde. Meglio Stevenson. Meglio 'Ciao amore, ciao'". Io gli rispondo dieci minuti dopo: "Giuseppe, fa' dei nomi. Proponi". Passa un'altra ora e Iannozzi mi risponde: "Io? proporre? No, non sia mai. Dovrebbe farli l'ideatrice e curatrice del progetto, Silvana Rigobon. O tu te, Giulio caro. Quello che vedo, che leggo sono i soliti. Ma se piace così, non vedo chi potrei mai esser io per fare nomi. Si sperava che... che ci fossero nomi nuovi, almeno in un .pdf Ma niente di male. Perlomeno così viene scaricato... il pdf, più se avesse contenuto nomi diversi e nuovi. [...]".

Ora, io mi sono incazzato al volo perché trovo che in questa risposta di Giuseppe Iannozzi si raccolga il peggio del peggio dei modi di discussione in rete (le cazzate vere, gli insulti, eccetera, non sono il peggio del peggio: sono il peggio e basta).

Il peggio del peggio dei modi di discussione in rete è il rifiuto di compiere un'azione. Diceva un vecchio motto: "Chi dorme non fa peccati". Se Iannozzi dice: "Io? proporre? No, non sia mai" è evidente che sceglie di dormire per non fare peccati. Peccato, per stare nei proverbi, che dormendo non si piglino pesci. Non lo nego: è davvero molto, molto gratificante, per chi è stato sveglio tutto il giorno a fare questo e fare quello, sentirsi dire: no, guarda, io preferisco dormire, così non faccio peccati. E' davvero molto, molto gratificante, per chi è stato sveglio tutto il giorno a fare questo e fare quello, sentirsi dire: guarda, sei stato sveglio, hai fatto dei peccati. Ovviamente Iannozzi non ha il dovere storico di gratificare me o le Varechine. Però, se Iannozzi si rendesse conto di quanto inutilmente insultante e offensiva sia una risposta come "Io? proporre? No, non sia mai", già sarei contento.

Il peggio del peggio dei modi di discussione in rete è il rifiuto di esercitare la critica, che prende la forma della sollecitazione del senso di colpa e/o dell'allusione a secondi fini. I nomi, dice Iannozzi, "dovrebbe farli l'ideatrice e curatrice del progetto". Altris verbis: Iannozzi fa intendere che l'ideatrice e curatrice del progetto sa benissimo quali sono i "nomi nuovi" che dovrebbero essere proposti; quindi, se non li ha proposti, ha avute delle ragioni per non proporli; e quali saranno queste ragioni? Eh? Quali saranno? Nient'altro che l'interesse, si presume, il beneficio della cricca, la mafia letteraria-editoriale, l'obiettivo commerciale (quale?), lo scaricamento del maggior numero di copie dei Monologhi, o che altro? Naturalmente Iannozzi, se veramente pensa (e se lo pensa, ne avrà le prove, presumo; o no? o lo pensa così, perché gli va di pensarlo, senza uno straccio di prova?) che l'ideatrice e curatrice del progetto sappia benissimo quali siano i "nomi nuovi" che dovrebbero essere proposti, non si cura di spiegare al pubblico (e, se lo facesse, sarebbe davvero una cosa interessante) quali sono le ragioni per le quali tali nomi vengono tenuti fuori dalla cricca varechinense.

Il peggio del peggio dei modi di discussione in rete è la deliberata (lo penso io, senza uno straccio di prova, che sia deliberata) confusione tra "nuovo" e "buono". Che me ne frega a me, che mi si proponga qualcosa di "nuovo"? A me interessa che mi si proponga qualcosa di "buono". Se poi questo "buono" è anche "nuovo", ben venga! A me interessa il "nuovo", perché nel "nuovo" può esserci del "buono": e solo per quello!

Il peggio del peggio dei modi di discussione in rete è lo scegliere deliberatamente (dico deliberatamente, perché una persona non priva d'intelligenza - come Iannozzi è - che ignori una cosa scritta ben chiara, può solo farlo apposta) l'interlocutore sbagliato. I Monologhi della varechina sono curati da Silvana Rigobon, e ospitati da vibrisse. Io non ho partecipato a nessuna scelta, ho vista la rivista solo quando è stata ultimata. Iannozzi invece intende palesemente assegnarmi un ruolo diverso da quello del semplice ospitante, quando dice: "[I nomi] dovrebbe farli l'ideatrice e curatrice del progetto, Silvana Rigobon. O tu te, Giulio caro". No, Iannozzi. Vibrisse è solo un veicolo per la Varechina, e proprio per preservarne la natura di pur veicolo non intendo esercitare alcuna forma di pressione su Silvana perché includa questa o quella autrice.
Questo non significa che io non voglia o non possa "fare nomi" (Pulsatilla? Xhara? Ma anche qui Iannozzi direbbe, già me l'immagino: uff, le solite note!). Questo significa che io ho tanto titolo a fare nomi quanto ne hai tu, Giuseppe; e se tu attribuisci questo titolo a me, lo attribuisci anche a te; se intendi attribuirlo a me e non a te, fai casino: fai un ragionamento incasinato.

Il peggio del peggio dei modi di discussione in rete è questa faccenda eterna dei "soliti noti". "Quello che vedo, che leggo sono i soliti". Uno fa, lavora, produce, s'ingegna, sfacchina, eccetera eccetera, e quando finalmente è riuscito a mettere il naso fuori dall'acqua e tirare un respiro, c'è uno che si sveglia dal suo sonno senza peccati e gli dà del solito noto. Ma vaffanculo. Uno si aggira nel mondo, cerca i suoi simili, incontra persone con le quali finalmente riesce a parlarsi, apre uno spazio, avvia un dibattito, comincia delle azioni comuni, e quando finalmente riesce a non sentirsi più del tutto solo e disperato c'è uno che si sveglia dal suo sonno senza peccati e gli dà del solito noto. Ma vaffanculo, veramente.

Il peggio del peggio dei modi di discussione in rete è il tirarsi indietro. "Non vedo chi potrei mai esser io per fare nomi", dice Iannozzi. Iannozzi, dico io, sveglia! SVEGLIA! Esci dal tuo sonno senza peccati, renditi conto che sono anni che fai, anche tu, un lavoro culturale in rete non privo d'importanza, renditi conto che puoi avere conoscenze, competenze, idee, pensieri, ipotesi, o che so io, diversi da quelli di altri, e interessanti e utili: e tira fuori tutto questo. Si tratta di donare, non d'altro.

Il peggio del peggio dei modi di discussione in rete è l'uso dell'impersonale. "Se piace così...". "Si sperava che...". A chi piace? Chi sperava? Un vero in forma impersonale non dice chi parla, non dice a chi si parla. E quindi colui al quale si parla diventa un soggetto indistinto, descritto solo allusivamente (la solita cricca dei soliti noti, più o meno) e quindi tremendamente (che cos'è, la solita cricca dei soliti noti, se non, in una delle sue più temibili incarnazioni, il POTERE?). Mentre colui che parla diventa, grazie alla forma impersonale, un "tutti". "Si sperava che...". Chi sperava? Tutti speravano, evidentemente: questo fa intendere Iannozzi. Il quale non ha capito, evidentemente, che quando si parla, si parla sempre a titolo personale.

Il peggio del peggio dei modi di discussione in rete è lo sbadiglio di chi sta per ripiombare nel suo sonno senza peccati. "Ma niente di male". Certo. Non me ne frega niente. Tu hai agito, io ti ho insultato dicendoti che non hai fatto altro che rafforzare te e la tua cricca di amichette solite note, e adesso tiro un bello sbadiglio e me ne torno nel mio sonno senza peccati.

Il peggio del peggio dei modi di discussione in rete è l'attaccamento al formalismo. In un successivo intervento, Iannozzi dice (rispondendo a me che avevo ribadito il "Fa' dei nomi. Proponi"): "No. Non propongo. Il post non invita a proporre. Se dovesse venire un post dove si invita a fare nomi di eventuali autori, allora proporrò. Mi piace la democrazia anche se da persona navigata so che è illusione o al massimo una prospettiva sbagliata!". Questa è la più grande, la più grandissima* cazzata. Giuseppe, se ti "piace la democrazia", dovrebbe piacerti l'intervento a sproposito, la presa di parola critica e propositiva in ogni momento e in ogni luogo. Democrazia non è parlare solo se interrogati, Iannozzi! Democrazia non è tenersi le informazioni e le idee e metterle in circolazione solo se si viene richiesti (e leccati, magari, o pagati). Democrazia è isagoria, è il diritto di tutti di prendere la parola nell'assemblea, il diritto formale (cioè stabilito dalla legge) e sostanziale (cioè reso effettivamente esercitabile dalle circostanze). Se democrazia è parlare solo se interrogati, Iannozzi, siamo fritti! Se non hai capito, Iannozzi, che la cosa migliore che la rete offre è proprio la possibilità di prendere la parola, anche a sproposito, anche se non interrogati, allora non hai capito niente, proprio niente. E' nei regimi totalitari, che si parla solo se interrogati! E' davanti alla polizia, che si parla solo se interrogati! E' quando si è bambini piccoli in una famiglia d'antan, che si parla solo se interrogati! Iannozzi, ti prego, se davvero "ami la democrazia", comportati come uno che la ama!

Ripeto: non ce l'ho con Giuseppe Iannozzi. Faccio riferimento ai suoi interventi solo perché li ho trovati davvero esemplari. Credo che l'anonimo che nel prosieguo di quella discussione ha ripetutamente insultato Iannozzi sia un vero deficiente (deficiente in quanto insultante, non in quanto anonimo). Non ce l'ho con Giuseppe Iannozzi, il cui lavoro spesso apprezzo; ma è proprio perché spesso ne apprezzo il lavoro, che l'apparire nei suoi inteventi di modi di discussione che sono il peggio del peggio mi fa incazzare.

Così, al volo.

* E lo so che "più grandissima" non si può dire.

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 02.06.06 10:54

Interventi

Hai scritto un post di quasi diecimila caratteri (spazi inclusi) "Così, al volo"? Chapeau, davvero. E complimenti anche per la gran bella incazzatura.

Pubblicato da: Luca Tassinari - 02.06.06 12:31

giulietti, ti voglio bene quando t'incazzi! :)

Pubblicato da: angela scarparo - 02.06.06 12:37

a parte gli sche'z'zi, gli scazzi e iannozzi: sono d'accordo con giulio su una cosa. si deve rischiare di non essere pagati. si deve accettare di non essere chiamati, leccati, domandati. anche perché se no si fa la figura (direbbe mio padre) di quei vecchi presidi di scuola, o di quelle vecchie professoresse che pensano "Nessuno mi chiama, i tempi sono cambiati!". invece nessuno li chiama solo perché hanno sempre detto cose poco interessanti. se li chiamavano da giovani forse era solo perché erano bravi a imporsi. che non significa bravi nel mestiere che si fa. giulietti volevo tacere, oggi. ma con te non è possibile. :)

Pubblicato da: angela scarparo - 02.06.06 12:48

A Napoli c'è un modo di dire : "stare sul cerasiello", sorta di posizione aventiniana dall'alto di un albero di ciliege. Non conosco personalmente Iannozzi, ma ne apprezzo il lavoro. In questo caso non il ruolo. Dunque evviva giulio che si è incazzato!
Dobbiamo "sporcarci le mani" per fare qualcosa, possibilmente di buono. E le mani bisogna sporcarsele nel giornalismo, nella letteratura, nella vita, pronti a pagare prezzi, a vincere o a perdere. Ecco da questo punto di vista lo "stare sul cerasiello" è una posizione che detesto. Qui a furia di dire "i soliti nomi" si finisce con l'usare la democrazia "per delega". La rete consente spazi di impareggiabile libertà, tant'è che qualche volta assistiamo a commenti stupidi.
Personalmente sono sempre contenta quando nascono nuove iniziative, e se devo dire delle cose, fare delle critiche ,le dico. E' l'unico modo per evitare "i soliti o le solite".
E' un po' come quando dicono che in Italia non c'è libertà di stampa. Affermazione che mi fa rabbrividire quando vedo giornalisti che non verificano nulla, non cerano nulla, si accontentano dell'ufficialità.Poi se una tantum c'è lo scoop pare un eroismo in nome dell'informazione. Certo esistono padroni, bande, poteri. Ma iniziamo individualmente a non lasciarci catturare da questa logica con silenzi, battutine, o stando sul "cerasiello". A guardare quello che succede, senza sporcarci le mani, per dormire sonni tranquilli, tranquill e pericolosi

Pubblicato da: stefania nardini - 02.06.06 12:58

Posso proporre un nome? In condizioni normali la signora in questione mi incenerirebbe, ma di fronte a questa sana incazzatura corro il rischio: Teresa Zuccaro, poetessa, blog a zycron.iobloggo.com, ha pubblicato il primo libro per le edizioni Sinopia Onlus http://www.sinopiaonlus.org/almondo.htm.

Un altro nome? "La Mina (stra)vagante" o Chiara De Luca, narratrice-poetessa-traduttrice ferrarese, edita da Fara e in rete su http://chiaradeluca.leonardo.it/blog.

Pubblicato da: GiusCo - 02.06.06 13:04

stefania, a proposito di sporcarsi le mani, riporto un appunto di Giorgio Manganelli che ho appena trascritto per altri scopi, ma che mi sembra possa stare molto bene anche qui:

«Bisogna arrivare a parlare di cultura come si parla di figa: diciamolo chiaro, se la cultura, se il pensare, non è vitale, se non impegna proprio le viscere (e non metaforicamente, perché il pensare è cosa totale come il morire, è un "fatto", un vero e tangibile oggetto), se non ha anche addosso qualcosa di sporco, di fastidioso, di disgustoso, come è di tutto ciò che appartiene ai visceri, se non è tutto questo, non è che vizio, o malattia, o addobbo: cose di cui è bene o anche necessario e onesto liberarsi (spogliarsi) totalmente». [scritto da Giorgio Manganelli il 25 ottobre 1952 nei suoi quaderni di "Appunti critici". Ora in "Riga 25", Marcos y Marcos, Milano 2006, pag. 76]

Pubblicato da: Luca Tassinari - 02.06.06 13:11

"Se non hai capito, Iannozzi, che la cosa migliore che la rete offre è proprio la possibilità di prendere la parola, anche a sproposito"

Cioè, secondo voi Iannozzi non l'ha capito?
Secondo voi Iannozzi è uno che NON prende la parola?
Secondo voi Iannozzi è uno che non interviene "a sproposito"?

Pubblicato da: domande un po' alla Mozzi - 02.06.06 13:20

di passaggio...c'è critica a critica. Dire "I soliti nomi" non è esattamente "esercitare il diritto di critica", è quasi un argomento di autorità (nel senso che c'è una tradizione che trasforma l'affermazione in vaga allusione; e un così alto grado di genericità non rende l'affermazione, a sua volta, confutabile). Se qualcuno vuole criticare una raccolta di racconti lo faccia per i contenuti, non per le firme (altrimenti accetti l'assurdo di non poter mai criticare nulla prima di aver letto il nome dell'autore)

Pubblicato da: Ivan - 02.06.06 13:35

ma iannozzi è un vero totalissimo coglione, questo lo sanno tutti, qualcuno in rete lo dice anche - quando non si fa imbavagliare dal perbenismo

Pubblicato da: frasco - 02.06.06 14:09

Grazie Lucaper la citazione.
Caro Frasco, o come ti chiami, il tuo è un esempio del rischio in rete,cioè leggere post come il tuo, al di là di Iannozzi è una questione di stile e rispetto. Gli argomenti si articolano come ha fatto Giulio anche usando qualche parola pesante. E ci si sporca le mani con il proprio nome ecognome

Pubblicato da: stefania nardini - 02.06.06 14:35

D'accordo con GiusCo sul primo nome, d'altronde è l'unico che conosco fra i tre. Teresa, vai!-)
Riguardo al resto, le critica dovrebbe essere sempre propositiva, altrimenti si va verso la sterilità. Per buttare giù un muro, alla fine, son bravi tutti, ma tirarlo su di modo che regga per anni, questo è altro. ciao!

Pubblicato da: andrea b - 02.06.06 16:12

Mi sento chiamata in causa, e copio incollo la risposta a Iannozzi che ho lasciato in un post precedente (quello incriminato, quello delle “solite note”, per intenderci).

«@ Giuseppe Iannozzi: Immagino che la tua sia una critica costruttiva: ne terrò conto in futuro. Per spiegare (non intendo giustificare) la scelta delle autrici presenti nel Numero Zero della Varechina, ti dirò semplicemente che il fatto che la rivista sia ideata e curata da me, mi dà una grandissima libertà editoriale. E di questa libertà editoriale ho approfittato a piene mani, per l’appunto, fin da questo Numero Zero. Con questo presupposto fondamentale, ho pensato di iniziare invitando autrici che hanno significato molto nella mia esistenza di lettrice e di blogger, negli ultimi due anni.»


La Varechina è nata da una semplice constatazione: si parla poco di autrici (in rete, nella stampa..). E invece di incazzarmi, ho pensato a una qualche iniziativa propositiva, che coinvolgesse le autrici che leggo, che stimo, che ammiro, per dare la possibilità ad altre persone di innamorarsi del loro lavoro (o, perchè no? di criticarlo). E’ evidente che l’obiettivo della Varechina è ANCHE (non solo) quello di allargare gli orizzonti, ma, ribadisco, coinvolgere QUESTE persone nel primo numero è stata una MIA scelta ponderata: ciascuna di queste persone ha contribuito ad allargare i miei orizzonti (di lettrice, di blogger, di essere umano).

La Varechina non intende diventare “Castrocaro_Concorso_per Voci_nuove_della_letteratura_italiana”. Certo, ben vengano le voci nuove (da sempre ho un debole per gli esordienti). Ma dovrei forse escludere le autrici che hanno al loro attivo più di dieci recensioni nella stampa? Dovrei escludere le blogger che sono linkate da più di 150 blogger? ché altrimenti si parla sempre delle solite note..

Il metro di giudizio che intendo utilizzare per la scelta delle partecipanti è LA QUALITA’. Punto.


Apprezzo le segnalazioni. Potete farlo in questa sede (ottimo, così stimoliamo un minimo di dibattito sullo scenario artistico al femminile, in Italia) oppure inviando una mail a varechina@gmail.com (o alla mia mail privata).
Seguite queste regole: siate concisi, spiegate I punti di forza della persona segnalata, possibilimente lasciate un qualche link “di assaggio” e firmatevi. Grazie.

A giuliomozzi® che ha sempre il coraggio di dire come la pensa, va tutta la mia stima.

Pubblicato da: silvana rigobon - 02.06.06 16:16

GiusCo, mettiti faccia al muro e di' la tua ultima preghiera :-)....

Pubblicato da: teresa z. - 02.06.06 16:22

Cara Silvana,
la rivista è veramente piacevole, l'ho vista in Pdf, e credo che tu e le altre abbiate realizzato un prodotto che ci voleva. Sopratutto un prodotto di donne.
Esiste la versione cartacea? Forse mi è sfuggito se è stato detto. E poi, al di là del tema trattato, mi piace questo passeggiare nella realtà.
Brave!

Pubblicato da: stefania nardini - 02.06.06 19:01

E' scomparso un post che avevo inviato in cui dicevo che ho dato un'occhiata alla versione Pdf e mi sembra molto gradevole. E, al di là dei contenuti, era ora che arrivasse un prodotto di donne che passeggiando nella realtà hanno la capacità di saperla raccontare
Brave e buon lavoro

Pubblicato da: stefania nardini - 02.06.06 19:06

Uhm, sembra la santa inquisizione.
Fortuna che sono solo un pretesto in tutto questo.
Comunque.
Risposta arriverà, non stasera, me ne dispiace, ma son di fretta, molto di fretta.

Però: non c'era bisogno di tutto questo "caso" che in realtà non c'è.

Vabbe'. Bisogna pure che ci sia fine a il peggio del peggio dei modi etc. etc. E io che pensavo che il peggio del peggio fosse tutt'altra cosa.

Buona serata

Giuseppe

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 02.06.06 22:27

@ GIULIO

non mi piace il pretesto, anzi non mi piace essere il pretesto per qualcosa che credo di non meritare.

Fa niente. Ieri ti avrei risposto pubblicamente con una lunga difesa. Oggi ho altro a cui pensare.

Tanto più che tra i commenti c'è un pasto di avvoltoi e corvi: ma niente di interessante o di intelligente.

Come già espresso con laconico commento: solo una inquisizione.
Se era questo il risultato che volevi ottenere con la tua incazzatura al volo, be', non sarò di certo io a negartela.

Non ho proprio null'altro da aggiungere.

Buon fine settimana

g.

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 03.06.06 10:24

Nel 2000, quando ho cominciato a conoscere le riviste Fernandel, Maltese, anche attraverso la rete (in rete c'era 'Tina), mi ricordo che un dibattito centrale nelle redazioni era quello dei "soliti nomi". Non si trattava di accuse di cricca, camarilla ecc, era proprio il problema - come mi spiegò Galiazzo - di un gruppo di persone che compariva su tutte le riviste, un 'giro'.
Insomma, cinque anni fa era inconcepibile che aprendo riviste diverse si trovassero gli stessi autori, questo perché ogni rivista doveva cercare un proprio percorso: buono e nuovo cinque anni fa erano inseparabili. Qualcuno può obiettare che c'era una specie di logica 'territoriale', forse è anche vero, però le offerte, anzi i doni (li chiamo così sinceramente perché i redattori lavoravano gratis o rimettendoci) erano diversi, c'era una qualità che toccava ambiti diversi, c'era più ricchezza.
Cinque anni dopo diciamo che basta il 'buono'.
Qui occorre un esempio. Leggo Nuovi argomenti e c'è Babsi Jones, su Lipperatura c'è un link a un pezzo di Babsi Jones, mi arriva Fernandel e c'è Babsi Jones sul ballatoio di casa circondata da un suo pezzo, apro i Monologhi della varechina e c'è Babsi Jones, su Nazione indiana intervistano Babsi Jones...
E' solo un esempio. Anche se a me la scrittura di Babsi Jones non interessa, sono felice che trovi un suo spazio, sono felice che una persona che vuole scrivere si realizzi. Però ai miei occhi, tutte quelle riviste e blog diventano fungibili e automaticamente perdono valore.
Chi fa una vera ricerca i rete? chi produce cose non fungibili?
Io mi sono fatto dei percorsi. I primi blog che apro sono quelli di Igort e Georgia perché trovo cose che non conosco. Faccio un esempio, non esiste un grosso lit blog in cui possa trovare qualcosa su Heidegger, o su Gipi, o su Michele Ranchetti, o sulla Ortese. Non esistono percorsi verticali, tutto è contemporaneo, attuale. Le poche cose 'verticali' di Vibrisse vengono da Di Monaco, e ora dalla bottega di lettura che a sua volta si apre al fumetto soltanto grazie a Brekane.
Ieri sera a Bellaria ho visto Paolini che intervistava Mengaldo. In cinque anni, forse per mia disattenzione, non ho mai trovato qualcosa di corposo su Mengaldo nei lit-blog... Sto tentando di dire che il 'nuovo' non sta per forza negli inediti, ma anche nelle riletture.
Non so, spero che questo post porti qualche spunto, non ho nessuna intenzione polemica.

Pubblicato da: andrea barbieri - 03.06.06 10:50

Giuseppe: se ho torto, mostrami il mio torto.

Frasco: il tuo insulto ricade su di te.

Pubblicato da: giuliomozzi - 03.06.06 10:54

ciao andrea. terrò sicuramente in considerazione le tue osservazioni, in futuro. grazie.
per amor di precisione, la rubrica sui blog nella rivista fernandel, la curo io. nella prima parte, che è stata pubblicata nel numero 2/2006, ho introdotto dei pezzi di babsi jones, manuela ardingo e nadia zorzin, specificando, nella presentazione, che queste tre blogger sarebbero state presenti nei Monologhi della Varechina. La rubrica si intitola "Confessioni di una blog dipendente" ed è strutturata – per mia scelta – in modo tale da presentare opere di blogger che ho letto in questi anni.
Parto dal presupposto che i lettori di Fernandel non sono per forza degli aficionados della rete.
E’ molto probabile che i nomi che leggerai in futuro nella rubrica sui blog di Fernandel siano dei nomi a te noti. Puoi andare nel mio blog personale e dare un’occhiata ai miei link: immagino riconoscerai molti dei blog.
Mi è capitato più volte di presentare dei blogger – anche conosciuti - davanti a un pubblico di lettori “forti” e di iniziare facendo una semplice domanda al pubblico: “quanti di voi sanno cos’è un blog?” Le mani che si alzano sono poche.
Il punto è questo: là fuori c’è un mondo che non è necessariamente quello che frequentiamo io e te, in rete. Un mondo di lettori esigenti e informati, che non necessariamente frequentano la rete, e a cui potrebbe interessare quello che succede in rete.
Pubblicare una rivista in pdf, che può essere scaricata da chiunque e letta anche da chi non necessariamente frequenta Vibrisse, Nazione Indiana, la ‘tina, il Primo Amore e il forum di Maltese Narrazioni rappresenta, per me, un passo in questa direzione.

Pubblicato da: silvana rigobon - 03.06.06 11:25

@ andrea barbieri
Per cortesia, che cosa vuol dire "fungibili" ?
Grazie .
P.S. Sono molto ignorante.

Pubblicato da: latrippa - 03.06.06 11:39

'Fungibile' significa 'sostituibile'. Mi era rimasta in testa la parola da un esame di economia: beni fungibili.

Pubblicato da: andrea barbieri - 03.06.06 12:05

Beh, Barbieri è fungibile. Lo fungherei con vero entusiasmo, dato che ripete sempre le stesse polemiche personali. L'anno scorso si scazzò con Babsi Jones, e se l'è legata al dito. Deve avere un dito gigantesco, vista la quantità di roba che ci ha legato.

Pubblicato da: max la memoria - 03.06.06 13:32

La risposta alla valanga di sciocchezze sostenute da Barbieri ce l'hanno in mail Giulio Mozzi e Silvana Rigobon, ed è tutto quello che posso fare per restare nei limiti del buon senso. A non risentirci.

Pubblicato da: Babsi - 03.06.06 14:45

Per me sono nuove, non ne ho mai letto nessuna, conosco solo di nome (e forse le ho lette) la Scateni e la Lipperini che sono due giornaliste, e della Cilento so che tiene una scuola di scrittura. Immagino che se Rigobon, che non conosco, ha fatto un libro con loro, abbiano un buon mestiere, che è una gran cosa. Mi stupisce un po' però che Rigobon parli di "scenario artistico", non sarebbe più giusto parlare di "scenario comunicativo", tanto per non far confusione e non confondere chi legge?

Non so, forse sono fuori moda ma per me artistico riguarda l'arte, cioè la poesia, le arti figurative, la musica e la letteratuta non di consumo, non di evasione. E lo dico senza il minimo disdegno verso la letteratura di consumo o di evasione, ma solo così, per non fare un'insalata mista.

Pubblicato da: temperanza - 03.06.06 15:14

Premetto: sono piuttosto incazzata.
A costo di ripetere quel che è stato già detto, sottolineo che il lavoro fatto dalle singole autrici di Varechina è stato gratuito, spesso in pur gioiosa sottrazione di tempi ad altre attività remunerate, svolto per condividere un progetto che ci piaceva e ci piace.
Ciò detto (e non è pochissimo), trovo tremendo che si accusi di presenzialismo persone come Babsi che MAI hanno chiesto di partecipare a riviste, libri, blog e quant'altro, e che sono sempre state chiamate da altri, e a questi altri hanno dato la propria disponibilità a dispetto di tutto.
Il giochino "perchè lei e non lei o lei?", trito e ritrito dai tempi della famigerata antologia, non porta da nessuna parte.
Avete delle alternative? Bellissimo. Fatevi la varechina che volete: non costa soldi, costa solo tempo, fatica, energie (positive). Mi impegno in prima persona fin da ora a segnalare sul blog tutte le Varechine alternative che verranno prodotte.
Questo non significa vietare di esercitare a chicchessia il diritto di critica: significa non confondere critica e maldicenza.
E significa, una volta per tutte: fate, e sporcatevi le mani in prima persona.

Pubblicato da: La Lipperini - 03.06.06 15:16

giulimozzi, perché se Frasco dice che Iannozzi è un coglione l'insulto resta pubblicato e se Dell'Utri - in un altro post - dice che qualcuno alle elezioni s'è finalmente trombato la Scarparo l'insulto viene cancellato?

Pubblicato da: mastella - 03.06.06 16:04

Dopo tre lunghe telefonate con Giulio, con Loredana e con Silvana, ho il dovere di spiegare una cosuccia che, pur navigando nel mare editoriale da parecchio, alcuni non hanno ancora capito. Non tutti hanno l'abitudine di far la questua, che è una pratica forse diffusa ma non mi appartiene. Io ho pubblicato su questo numero di Varechina su insisistenza di Silvana, e ha dovuto realmente *insistere*, ché io preferivo uscire sul numero che mi era più consono, il prossimo (ha come tema "la guerra"). Credo che "Varechina" sia un ottimo progetto. Sono stata contattata da Pozzi via Rigobon per Fernandel, si può chiedere a lui direttamente se io abbia mai mandato un mio pezzo con richiesta di lettura: la risposta è no; mi ha contattata lui chiedendomi cose mie da leggere, ed è sembrato interessato a un pezzo che era già stato pubblicato sul mio blog, che è semplicemente una preghiera funebre per mio padre in chemioterapia. *Non* ho scelto io l'introduzione né l'ho letta in anteprima, *non* ho scelto io la composizione grafica, e mi sono ACQUISTATA la mia copia personale per regalarla a mio padre che era in ospedale. *Non* sono mai stata intervistata da Nazione Indiana, che io sappia; i link che ricevo, li ricevo passivamente; io non ho *mai* chiesto a *nessuno* di riportare un link al mio blog: nel caso di campagne politiche organizzate (esempio: i referendum) si organizza un carteggio, a cui posso scegliere di partecipare, domandando di riportare tutti lo stesso appello, ma il link non va a me, bensì al sito che promuove l'iniziativa. Se esistono persone contattate da me con una QUALSIASI richiesta link, prego: si facciano avanti. Quale sia il problema di certi elementi, con lampante intento diffamatorio nei miei confronti, non lo so; "Max la memoria" sbaglia, fra me e A.B. non ci fu alcuno scazzo; A.B. lasciò un commento acido e completamente off topic su Lipperatura (stile di commento a cui non era affatto nuovo) dopo che uscì il mio 'cantico' su NA, insieme ai pezzi degli alri autori, e io, semplicemente, NON risposi. E' tutto in archivio: si può rileggere. Quanto a Nuovi Argomenti, ero felicissima di essere stata contattata da Mario Desiati, che è uno scrittore che stimo immensamente, e accettai con grande entusiasmo, pur sentendomi inadatta, perché avevo l'onore (ribadisco: l'onore) di debuttare accanto a nomi come Janeczek, Colombati, Saviano, ovvero quello che leggo con grande interesse e ammirazione. Si potrebbe e dovrebbe tener conto, se si capisse come funziona la mia testa anche e soprattutto di tutte le iniziative a cui vengo invitata e che gentilmente declino, per mancanza di tempo, di energie o perché non mi convincono. Vengo accusata da A.B. di presenzialismo, che è l'ultima delle mie strategie. La mia strategia, se dovessi seguire il cuore, sarebbe quella di domandare a Giulio Mozzi com'è che permette, in due giorni, di lasciare che sul suo blog alcuni autori (io, Lipperini) vengano insultati: forse non si accorge che è il modo migliore per far scappare a gambe levate le persone serie e sobrie per trattenere, nello spazio commenti, solo gli esibizionisti con capacità circensi. Giulio mi ha già risposto telefonicamente, e lo ringrazio: comprendo le sue posizioni e le sue teorie, ma io ho una sensibilità differente. Io, sul mio blog, tengo una politica assai diversa. *Difendo* gli autori che riporto, non uso il metodo "calderone": il sistema-minestrone, alla lunga, non paga in termini di qualità e di decenza: il rischio è che persone sobrie, che per capirci non sono quelle che lasciano 100 commenti settimanali su tutti i lit-blog e dicono la loro su tutto e di tutto pur di apparire, vengano penalizzate. Il resto della mia strategia, che segue i dettami della logica e non quelli del cuore, prevede che io abbia scritto venti righe in CC alle (bravissime) autrici di Varechina e a Silvana Rigobon, chiedendo loro che mi tolgano dalla lista dei nomi papapabili per i prossimi numeri: è stato un esperimento che non intendo ripetere: esiste una politica editoriale che *deve* andare oltre, ed è importante che il progetto viva e decolli per quello che realmente è: il nome "Babsi Jones" non aggiunge nulla alla validità dell'iniziativa. Con tutto che mi sono impegnata (gratis, ben intesi, come tutti/e) per aiutare Silvana anche in aspetti che gli 'esterni' ignorano (la reperibilità di certe autrici, la composizione grafica), io reputo INTOLLERABILE, e lo scrivo in maiuscolo, che qualsiasi cosa io faccia o qualsiasi contesto in cui io venga menzionata spunti un troll (sempre gli stessi 3/4, evidentemente afflitti da qualche rara forma di babsijonsite acuta) a dire sciocchezze e falsità sul mio conto. Resto stupita che il troll in questione non si domandi mai se semplicemente io vengo contattata perché la mia scrittura è ritenuta adatta o interessante o consona. Non è una gara, forse è una gara per il troll, se è una gara è una gara per ratti, e se il troll corre più veloce e vince, vince in quanto ratto. C'è differenza fra un blog di letteratura e cultura o una banale "sandbox" dove lasciar sfogare coloro i quali, altrove, non sono ben accetti perché incapaci di relazionarsi con gli altri: questi troll sono già stati ampiamente bannati da altre riviste e blog. In questo caso, il progetto "Varechina", invece di ricevere critiche costruttive, suggerimenti, disamine, ha sollevato il tipico polverone che serve solo e soltanto a chi non ha nulla da dire, e a chi non sa produrre che commenti sciocchi, con un buon numero di bugie incluse. Verrà distribuito, spero, un numero di Varechina "senza Babsi Jones", intorno al quale sorgeranno discussioni e disamine che le autrici, tutte brave, meritano. Un numero ad hoc per i circensi che hanno fatto dell'invidia, dell'acredine e del nonsense una specializzazione. Quelli che, come dice, Loredana, non si sporcano le mani, mai: sporcano tutto quel che trovano, perché non sanno "fare", ma "blaterare". Mi preme chiudere questo mio primo (e ultimo) intervento dicendo che io ho conosciuto Giulio Mozzi telefonicamente soltanto oggi, e lo ringrazio per avermi contattata, e che i miei rapporti con Silvana Rigobon si sono limitati a lunghe telefonate esclusivamente incentrate sull'organizzazione di Varechina. Per questo numero zero (sul quale, ripeto, io NON volevo uscire) ho suggerito solo il nome di Chiara Reali, e lo rifarei con grande convinzione, pur provando parecchia vergogna per aver coinvolto un'amica e un'autrice di grande livello in questo bailamme che non merita, che nessuna delle autrici merita. Ho finito, auguro a tutti quello che desiderano e/o meritano. Fate una cortesia: dimenticatevi di Babsi Jones. Ne sarei assai felice.

Pubblicato da: Babsi - 03.06.06 17:23

Confermo quanto scritto da Babsi, e cito testualmente dal mio intervento su Fernandel n. 2/2006:

"Di scoperta in scoperta, di folgorazione in folgorazione, mi imbatto nel blog di Babsi Jones (www.babsijones.typepad.com), un talento talmente sorprendente da farmi pensare, per un certo periodo, che dietro al nick Babsi Jones si nasconda un blog multiautore. E che le foto che accompagnano il blog siano una specie di copertura. I dubbi svaniscono quando ho modo di conoscere telefonicamente Babsi. La conversazione non lascia dubbi. Babsi è talento allo stato puro: è uno squarcio doloroso, uno sguardo che non abbassa gli occhi di fronte alle ferite aperte, e che non scende a compromessi."

Questo è il motivo per cui ho chiesto a Babsi Jones di partecipare al progetto della Varechina.
Permettetemi di essere sconcertata. Mi ero preparata a critiche di ben altro genere. Magari, che so, se cominciassimo a parlare della rivista? se qualcuno provasse a leggerla?

Pubblicato da: silvana rigobon - 03.06.06 18:23

Cavolo. Mi sembrate tutti un po' eccitati.

Pubblicato da: temperanza - 03.06.06 19:27

Rigobon, Varechina è una rivista mediocre, nel complesso. Speriamo tutti che migliori. Le raccomandate sono sempre esistite, le loro pessime figure anche, magari non ne sapevi nulla, Barbieri non è un cretino, basta fare due più due, ma perde tempo a criticare gente che davvero non sa scrivere, ma sa farsi pubblicità. Perde tempo, insomma.

Pubblicato da: sesto-troll - 03.06.06 21:23

Devo dire che è così mortificante leggere delle prese di posizione che mi paiono preconcette a riguardo di una rivista che è appena nata e che dovrebbe rendere tutti felici.
Si deve anche capire che il numero zero è il numero che segna solo il principio di un cammino, e mi pare di aver letto che le porte restano aperte ad altre collaborazioni. Alle autrici che si sono impegnate a far uscire il numero zero non dovrebbero essere riservati nient'altro che gratitudine ed elogi.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 03.06.06 23:41

Silvana, non ragionar di due o tre stupidi troll, sempre pronti a criticare quel che fanno gli altri essendo loro istituzionalmente incapaci di fare qualcosa di proprio. Viva la Varechina (prontamente segnalata sul mio blog) e tieni occhi e orecchie aperte: la grande rete è stracolma di donne talentuose! (e comunque il lapsus "papapabili" di Babsi è bellissimo).

Pubblicato da: Luca Tassinari - 04.06.06 00:01

Se non sbaglio Babsi Jones fu segnalata da Giuseppe Genna in un suo articolo. Me lo ricordo perché fu proprio questa sua evidenziazione a condurmi al blog di Babsi.

La trovo motlo interessante. Oddio, che si celi un blogger già conosciuto, non so fino a quanto ma il dubbio è lecito.

Un caro saluto

Fabrizio

Pubblicato da: Fabrizio Corselli - 04.06.06 00:33

Diciamo che se i Monologhi della Varechina hanno suscitato tutto questo casino (ed altri che io conosco, ma che per privacy restano miei) significa che c'era bisogno dei Monologhi della Varechina?
Non entro nel merito di nulla, né delle prime polemiche, nè delle risposte, né delle polemiche successive che sono venute a nascere.
Affermo soltanto che se un'iniziativa scatena un simile vespaio, l'iniziativa è di per sé interessante (senza alcun giudizio qualitativo).
E quindi andava fatta.

Pubblicato da: Roberto Tossani - 04.06.06 11:37

Prima si legge, poi si critica. Il problema sorge quando si pretende di fare il contrario. Questo dico sempre ai miei studenti. Ma voi siete tutti persone adulte, credo lo sappiate già.
Io Varechina l'ho letta e l'ho trovata bella. Per quel che può valere il mio parere.
Mi piacerebbe entrare nel merito: la scrittura al femminile, il mondo del lavoro visto da noi donne. Insomma, parlare di quello che c'è scritto e non solo di chi l'ha scritto.
Possiamo, per favore?

Pubblicato da: Rosanna Rota - 04.06.06 15:19

Ma è così interessante, la scrittura al femminile? In quanto tale, intendo. Il mondo del lavoro visto dalle donne? E non visto invece come problema di tutti?

Me lo chiedo sinceramente.

Diverso è interrogarsi sui punti deboli della scrittura delle donne, quelli mi interessano di più, ma ho l'impressione che la scrittura al femminile, se non un vero e proprio ghetto sia un recinto.

Pubblicato da: temperanza - 04.06.06 17:38

temperanza: diciamo che uno dei propositi della varechina è sollevare ANCHE questo tipo di questioni.
io sono arrivata al progetto della varechina non perchè ritenga che "la scrittura al femminile" sia diversa da quella "al maschile", ma perchè ritengo che non si parli a sufficienza di donne che scrivono (o che creano, nel caso di illustratrici, fotografe etc).
quindi né ghetto né recinto, ma al contrario, una proposta di apertura. il mio obiettivo sarebbe quello di far conoscere chi scrive in rete "fuori dalla rete". e far conoscere a chi frequenta la rete scrittrici fotografe etc che non utilizzano la rete come spazio per i propri lavori.

Pubblicato da: silvana rigobon - 04.06.06 18:29

@Rigobon

Far conoscere a chi frequenta la rete scrittrici e fotografe (ma anche scrittori e fotografi) che non la frequentano e viceversa mi sembra un buon proposito.

Ma perché si dovrebbe parlare "delle donne che scrivono"?

Io mi chiedo, quando leggo un testo, se è un buon testo o un testo di cui si poteva tranquillamente fare a meno.

Il genere dell'autore è un dettaglio.

Anzi, trovo che ci sono persino troppe scritture deboli di donne in circolazione, che si fruiscono tra loro, a fronte di scritture di uomini più forti (qui ci si potrebbe chiedere perché) e penso che sarebbe bene rendere forte la scrittura delle donne, o capire perché è debole, piuttosto che produrne di più.

Cioè, per esser franca, non vedo il vantaggio di fare antologie o riviste letterarie (ma naturalmente parto dalla premessa tacita che al centro di questa operazione ci sia interesse per la letteratura, perché se invece è per qualcos'altro mi taccio e non intervengo più) di donne.

Almeno fifty-fifty.

Pubblicato da: temperanza - 04.06.06 19:00

Per esempio, vorrei che tutte le donne che scrivono si astenessero per cinque anni dall'autobiografismo e cercassero di raccontare personaggi maschili, specularmente ai grandi personaggi femminili creati dagli uomini. Sono certa che se facessero questa "fatica" (perché lo è) la scrittura crescerebbe più forte.

E' una proposta un po' provocatoria, ma sono certa che i risultati sarebbero buoni.

Pubblicato da: temperanza - 04.06.06 19:10

Caro Giulio, sinceramente: se domani un emerito sconosciuto ti chiedesse di inserire il link e la promozione di una rivista on line con una linea editoriale interessante e originale, cosa faresti? La leggeresti o lasceresti perdere perché nessuno fa parte della "cricca"? Andiamo al di là degli insulti e delle mediocrità. Parliamo di onestà intellettuale, dote tanto rara, ahimé.
Grazie, Paolo

Pubblicato da: paolo - 04.06.06 19:14

ciao temperanza. cortesemente chiamami silvana, che mi sembra di essere ad un'interrogazione del liceo.. ;o))
anch'io parto dalla qualità del testo. sono partita da questo, con la varechina. mi sono detta: queste scritture meritano di essere conosciute.
capisco la tua perplessità sul discorso "uomini" o "donne". ti ripeto. è partito tutto da una semplice osservazione. di donne si parla di meno, e spesso non lo si fa proprio, in alcuni contesti (mi riferisco a certi convegni, ad alcune antologie etc).
magari il mio piccolo contributo potrebbe servire a qualcosa.
detto ciò, io leggo anche scrittori, evidentemente. la mia non è una battaglia contro gli scrittori. anzi, non è neanche una battaglia. è un'iniziativa propositiva.
non sto dicendo: non leggete gli scrittori. sto ricordando che esistono anche le scrittrici (e scusa se uso solo il termine scrittrici. sto parlando anche di illustratrici e compagnia).

Pubblicato da: silvana rigobon - 04.06.06 19:15

Caro Giulio, sinceramente: se domani un emerito sconosciuto ti chiedesse di inserire il link e la promozione di una rivista on line con una linea editoriale interessante e originale, cosa faresti? La leggeresti o lasceresti perdere perché nessuno fa parte della "cricca"? Andiamo al di là degli insulti e delle mediocrità. Parliamo di onestà intellettuale, dote tanto rara, ahimé.
Grazie, Paolo

Pubblicato da: paolo - 04.06.06 19:16

ciao temperanza.
ti segnalo due titoli.
cinzia zungolo, sotto questa cenere, flaccovio editore
michela volante, uno a testa, frassinelli.
in entrambi i casi le due autrici riescono ad entrare in un punto di vista maschile con risultati eccellenti.
ecco. questo vorrei che la varechina stimolasse questo tipo di discussioni.

Pubblicato da: silvana rigobon - 04.06.06 19:22

ok, Silvana, io considero istintivamente ogni nome e cognome un nick e ne prendo un pezzo a caso, per brevità, e invece la maggior parte di voi qui usa il suo nome vero, scusami;–))

Ma non ti sembra che la mia proposta di interdire l'autobiografia per un lustro potrebbe portare buoni frutti?

L'autobiografia è il ghetto di molte donne.

Pubblicato da: temperanza - 04.06.06 19:27

Non avevo visto il tuo commento delle 19 e 22.
Grazie del tip.

Pubblicato da: temperanza - 04.06.06 19:29

temperanza: se ti va, leggi i due titoli, poi fammi sapere, magari mandami una mail..
se hai nomi interessanti di scrittrici, ben vengano. sempre interessata.

Pubblicato da: silvana rigobon - 04.06.06 19:32

Giuseppe ha ragione da vendere.
Ho dato un rapido sguardo al progetto, ma non mi esprimo tanto su questo (per carità, amministratelo come vi pare).
Lo sbaglio che commetti secondo me è un altro: scrivendo un blog ti esponi alle critiche altrui e se reagisci così alle considerazioni di chi non è d'accordo ti conviene scrivere in un sito a porte chiuse. Se accetti che gli altri lascino commenti, devi poi accettare anche quelli negativi. Farne un affare di stato se qualcuno non è d'accordo, senz'altro non è elegante. Non è lo spirito di un blog, Sorry.

Pubblicato da: Artemisia - 04.06.06 20:35

M'intrometto per l'ultimissima volta in questo post: per me la questione è finita, finita nel senso che sta bene così.

Il comportamento di Giulio Mozzi non mi è sembrato molto bello... la mia risposta è stata più ironica e ben motivata nei dettagli. Ma finita lì. Poi chi vuole, qui, può dirmi troll, trollaccio, deficiente e quant'altro. Non posso star dietro a chiunque si sveglia con un suo personalissimo tiramento.

Una sola nota: io non ho espresso un giudizio sulla qualità di Varechina. Spero sia chiaro. Né ho detto di nessuna delle Autrici presenti nel numero zero di Varechina. Ho letto, tutti i Monologhi: non esprimo giudizi, perché non ne ho voglia. Finità lì.

Ringrazio Artemisia e quanti hanno espresso una loro impressione disinteressata su "un caso" che in realtà è un non-caso.

Buona fortuna alle Autrici e al progetto Varechina.

Giuseppe Iannozzi

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 04.06.06 21:39

Se ti fa piacere, Silvana,Cinzia Zungolo "Sotto questa cenere" è il libro che leggerò (come avevo promesso mesi addietro: sono lentissimo, come si può vedere) quando avrò finito il romanzo di Michele Lupo "L'onda della pellicola", che sto leggendo. I due romanzi sono entrambi voluminosi.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 04.06.06 22:06

vai bart! attendo la tua recensione, e non ti anticipo nulla. poi ci confrontiamo.

Pubblicato da: silvana rigobon - 04.06.06 22:45

Se Babsi rileggesse quello che ho scritto forse si renderebbe conto di due cose:
- non la accuso di presenzialismo, ma anzi sono contento che realizzi il suo sogno di scrivere, nemmeno mi sono sognato di pensare che fosse una 'questuante': penso esattamente il contrario, cioè che siano i redattori a cercarla ritenendo interessante la sua scrittura;
- quando dicevo che riviste diverse pubblicando gli stessi autori perdono valore perché non seguono un progetto tanto individuale da cercare autori propri, lo dicevo in modo assolutamente soggettivo, infatti ho scritto "ai miei occhi...", "io mi sono fatto dei percorsi...": forse esistono tanti buoni argomenti per sostenere il contrario.

Dette queste due cose, che mi sembravano chiare nel primo intervento, penso che anche Loredana sia meno incazzata.

Pubblicato da: andrea barbieri - 05.06.06 00:18

Per la persona che si è firmata "mastella": perché ci sono insulti più e insulti meno schifosi. Nessun criterio è giustificabile.

Per Paolo che mi domanda: "Se domani un emerito sconosciuto ti chiedesse di inserire il link e la promozione di una rivista on line con una linea editoriale interessante e originale, cosa faresti? La leggeresti o lasceresti perdere perché nessuno fa parte della 'cricca'?", rispondo: ovviamente linkerei, e cinque minuti dopo qualcuno si alzerebbe in piedi a dire che quellì là fanno parte della cricca.

Pubblicato da: giuliomozzi - 05.06.06 17:27

solo oggi leggo tutta questa discussione e sono veramente basita. ma siete impazziti tutti, ma davvero ve la prendete per queste cose????
Troppa emotività non si addice nè ad una scrittrice, nè ad una intellettuale, in rete o fuori dalla rete.
Sono state dette cose ignobili e terribili su opere immense figuriamoci se non può essere detta, in un blog, qualche scortesia su su varechina senza che i diretti interessati inscenino una sceneggiata incredibile e sopra le righe.
Andrea non ha detto nulla di offensivo. Io sono stupita anche per questo fatto che riscontro sempre in rete, andrea di solito dice le cose che pensa e tutti saltano su come punti da spille, lo linciano e gli lanciano improperi ... e a me sembrate tutti grulli.
In realtà andrea reagisce sempre abbastanza coerentemente a quello che legge e dice quello che pensa, può piacerci o meno ma è assurdo attribuirgli sempre secondi fini, invidie rancori e chi più ne ha più ne metta, del resto lo fa ovunque anche con me, nel mio blog, eppure io non ho mai pensato che ce l'avesse con me per motivi oscuri e torbidi penso sempre che dica certe cose per il fatto che pensa diversamente da me oppure perche inizialmente non mi ha capito bene.
Io i racconti di varechina li ho letti tutti, alcuni anche con attenzione.
In verità non tutti del tutto, nel senso che dopo la quarta riga se non mi avvincevano li ho lasciati perdere, ad esempio Stefania Scateni l'ho lasciata alla prima riga, perchè una che alla prima riga già va a far pipì (e usa la parola "pipì") io mi guardo bene dal continuare a leggerla ... e magari chissà cosa mi sono persa..., ma la lettura, da che mondo è mondo, è anche questo, è fatta anche di idiosincrasie e di pre-giudizi;-), prima che qualcuno si metta a dire bischerate io non ho avuto alcun scazzo con stefania, mai vista, mai incontrata e non sapevo che esistesse prima di scaricare il pdf e sia chiaro che non ho detto che il suo scritto sia brutto solo che non sono riuscita ad andare avanti, ragazze ok all'auto-bios-grafismo, ma andare addirittura a far pipi alla prima riga è troppo anche per la rete e per una lodevole iniziativa tutta al bios-logico femminile.
Per il resto in varechina c'è del buono e del meno buono, chiara reali ad esempio non è niente male e poi io varechina la salverei di sicuro per via dei disegni di nadia zorzin, i miei complimenti è bravissima e sopra la media (il resto resta tutto sotto, ma l'operazione è ugualmente meritevole e se anche non lo fosse ... sarebbe del tutto innocua è senza alcuna controindicazione.
La cosa più intelligente qui però l'ha detta temperanza (con cui non sempre simpatizzo) e cioè che le donne si allontanino, per un periodo, da questo autobiografismo scatenato clonato e senza freni e almeno le pipi mattutine ce le risparmino;-)
Anche se noi siamo più pigre mentalmente, il cevello delle donne è fatto per osare e per pensare senza parapetto e non solo per l'assetta del cesso, per il banale e il rimasticato andante e l'autobiografia in eccesso se non si è grandissimi come pruoust e pochi altri si rischia ... si rischia di assomigliare all'acqua rocchetta ;-)
georgia

Pubblicato da: georgia - 05.06.06 18:59

Secondo me Giulio Mozzi in questo momento sta dando delle testate contro il muro: con la rincorsa.

Pubblicato da: Lucis - 05.06.06 19:29