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22.06.06
Tranci d'Orca
Sono già sei le frazioni dell'inedita lettura a staffetta del capolavoro di Stefano D'Arrigo sulla Bottega di Lettura.
Horcynus Orca è un libro con cui lottare, senza temere alcune lacunosissime pagine, personaggi come Ciccina Circé e il vecchio spiaggiatore che discetta della superiorità del vistocogliocchi sul sentitodire meritano un posto d'onore nella storia della letteratura italiana.
Giorgio Morale ha appena superato la seconda parte, mancano 500 pagine alla fine dell'impresa.
Come ha giustamente notato Paolo Di Stefano in un forum su corriere.it:
è un libro che "richiede un impegno, una costanza e un gusto per la parola notevoli".
La staffetta è stata segnalata anche su 24/7, dalla stessa penna che ha redatto questa imperdibile monografia su "I Miserabili".
[la foto è l'insegna della Libreria del mare di Palermo, anche qui]
Pubblicato da Tonino Pintacuda, il giorno e l'ora: 22.06.06 18:11
Interventi
Tranci di Orca nel senso anche di tranci di pizza?
Pubblicato da: cattivello - 22.06.06 18:33
"tràn|cio s.m.
CO fetta, porzione di una vivanda: t. di pesce, t. di torta"
Pubblicato da: tonino pintacuda - 22.06.06 18:35
Scherzo, eh?! Bella iniziativa.
Pubblicato da: cattivello - 22.06.06 19:07
Cioè: AA.VV. E' bello lo spirito di gruppo.
A me mi piace il Camilleri ma non più se lo legge il Fiorello. Anche i limoni e Montalbano non sono poi male.
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 22.06.06 19:09
@cattivello
Scherzavo anch'io. solo che la dieta iposodica, ipocalorica e senza lievito mi causa allucinazioni mistiche. Ho la pizza solo il sabato sera...
@iannozzi
perfettamente d'accordo. molto bella poi la parodia che Wu Ming 5 ha fatto di una tua possibile lettura di Free Karma Food.
Pubblicato da: tonino pintacuda - 22.06.06 20:01
Tonino, non credi di esser un po' OT?
Comunque: Wu Ming, nessuno del collettivo, ha mai avuto dal sottoscritto autorizzazione né a prelevare immagini né testi dal mio blog. C'è un disclaimer che parla molto chiaro: "© - Tutti i contenuti di questo blog possono essere riprodotti previo consenso scritto dell'Autore."
Nessuno del Collettivo ha mai ricevuto una simile autorizzazione, né io sono stato da loro contattato, né da Genna che ha poi rimbalzata la cosa sui suoi siti.
Fine. Qui non si parlava di Ming, ma di tutt'altro: il link rimanda anche a Camilleri, e io non ero in OT. Tu mi hai risposto con un OT. Ti ho risposto perché mi sento particolarmente buono. Ecco tutto.
Spero si possa tornare a quello che era l'argomento principe del post.
saludos
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 22.06.06 20:57
@iannozzi
recepisco e mi scuso dell'OT e non perpetuo oltre. ritornando On Topic, tu hai mai scritto nulla sull'Orca?
Pubblicato da: tonino pintacuda - 22.06.06 21:02
Io D'Arrigo l'ho letto con amore. Tutto. Ci tengo a sottolinearlo. Era un compito ma è diventato un amore. Ho amato anche Bufalino, Consolo, Fiore. Poi Silvana Grasso. Infine ho desiderato soltanto dimenticarli. Ma non ci sono mai riuscito.
Un quasi OT: chi si ricorda di Beniamino Joppolo? Chi ricorda il suo "Un cane ucciso"? Perché nessun editore - a parte, mi pare, la piccola Pungitopo - lo ripubblica? Era un piccolo capolavoro.
Pubblicato da: Nicolò La Rocca - 22.06.06 21:23
@ Nicolò
Mi spieghi meglio "infine ho desiderato solo dimenticarli"?
Mi ricorda una canzone di Jovanotti, del 99, il resto va da sé
"un giorno ho visto uno che leggeva al contrario
gli ho chiesto scusa che stai facendo
mi ha detto ho letto libri per tutta la vita e adesso io li sto cancellando
li rileggo tutti quanti al contrario dimenticando quello che so
e poi mi terrò ciò che mi resta il resto va da se non lo so..."
Pubblicato da: tonino pintacuda - 23.06.06 16:22
Bella la canzone di Jovanotti.
Intendevo dire che se sei un siciliano, un siciliano che scrive, devi fare i conti con una tradizione letteraria importante. Questa tradizione diventa ingombrante, rischia di tagliarti le ali. Allora devi cercare di dimenticare i tuoi riferimenti. Ma non ci riuscirai mai. Sai quante volte lotto con Sciascia? Vai via, via, gli ripeto. Ma lui entra dalla porta di servizio.
Salutami Antonio Spadaro.
Pubblicato da: Nicolò La Rocca - 24.06.06 00:36
@ Nicolò
Confermo, riferirò al tecnogesuita che per ora è negli States...
Pubblicato da: tonino pintacuda - 24.06.06 09:08
sono un siciliano che scrive, e le tradizioni con le quali mi devo scontrare sono di altro tipo (anche perché mi occupo di poesia mitologica), specialmente quelle classiche della Grecia antica.
La Sicilia ne è pregna.
:)
Ciao ciao
Fabrizio
Pubblicato da: Fabrizio Corselli - 24.06.06 12:31
[0.T.]
@ Fabrizio
interessantissimo il tuo blog. Si potrebbe pensare una collaborazione e/o con la rubrica "LE PORTE SCEE" di BombaSicilia, tutte le notizie sull'ultimo numero sono qui http://guide.supereva.com/scrittura_creativa/interventi/2006/05/256656.shtml
on topic
Il progetto editoriale Rizzoli preve la pubblicazione delle poesie introvabili di D'Arrigo, quelle incluse nel "Codice Siciliano" e quelle inedite. Intanto ho trovato "I fatti della fera" con un interessantissimo saggio iniziale, solo 10 euro, un preziosissimo BUR.
Pubblicato da: tonino pintacuda - 24.06.06 13:14
Caro Tonino, la tua proposta mi stuzzica. Già ieri avevo dato una occhiatina al sito; non ti dico adesso ma domani guarderò per benino il tutto. Così, sentendoci poi possiamo stabilire meglio i termini della collaborazione.
Per adesso la Professoressa Cetty Messina sta portando avanti uno studio mitografico sull'ultimo mio e-book "L'ultimo volo di Icaro e il Ciclo dei Vinti" (quella disponibile in download non è la versione integrale, per mia scelta).
Poi te ne darò notizia.
A presto e buon fine settimana
Fabrizio
Pubblicato da: Fabrizio Corselli - 24.06.06 13:42
Nicolò, la questione della tradizione - o dei modelli alti - è di lunga data. Ecco cosa dice Walser di Dickens: "Per tre mesi interi non ho fatto altro che leggere Dickens e a questo punto per me è finita, non ho alcun dubbio, e ho la profonda convinzione di essere spacciato. Sono disfatto, distrutto e annichilito e in ogni momento posso attaccare al chiodo la mia professione di scrittore".
D'altra parte, meglio avere modelli alti che modelli bassi. I pericoli, mi pare, sono diversi: i bassi o medi possono condizionare; i grandi, inimitabili, possono inibire. Per me D'Arrigo è uno di questi ultimi. Ma è un rischio che vale la pena di correre. E vale sempre il detto di Rilke: "Un'opera d'arte è buona, s'è nata da necessità".
Giorgio
Pubblicato da: Giorgio Morale - 24.06.06 19:23




