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11.06.06

Se in Francia la danno prenda un treno e ci vada

di Angela Scarparo

In Italia la pillola del giorno dopo è permessa dalla legge. Eppure, come spesso in Italia, una cosa è la legge, e un'altra diversa, sono gli usi, i costumi, le consuetudini. Diciamo così. "Qui c'è la chiesa, non è permesso, vai in Francia, se lì sai che puoi trovarla", si è sentita rispondere, in base alle consuetudini ataviche, una donna che il 9 giugno ha richiesto - come era suo diritto - in un'ospedale romano la pillola del giorno dopo. Non è solo l'atteggiamento del medico che ha detto questa frase, ai limiti della legalità - è permessa l'obiezione di coscienza, certo, ma devono essere garantiti i diritti di chi voglia rinunciare a una maternità non desiderata - a suscitare rabbia, visto che la pillola è permessa. Quanto il dover costatare quanto questo atteggiamento - l'essere ai limti della legalità e il pretendere che chi ti fa la critica non si debba impicciare, non debba rompere i coglioni, se ne debba andare, se non gli sta bene - sia diffuso.

A destra come a sinistra è tutto un dire, "Non ti piacciono le consuetudini? Non guardare!", oppure, "Noi, quelli che le consuetudini praticano, siamo la maggioranza! Si fa così. E allora, se ti va bene, bene. E se no delle due l'una: o la smetti con questa puzza sotto al naso o te ne va! Noi, la maggioranza, abbiamo deciso!", dicono, quelli delle consuetudini, involontariamente parodiando (la parodia de) lo schifoso-Schifani che faceva Neri Marcorè qualche anno fa. Si va dal grande al piccolo. Se un giornale non ti piace perché magari è il bollettino di mafie neanche tanto nascoste, e osi fare delle critiche può capitare che chi ci scriva, sentendosi colpito, ti risponda, "Non leggerlo se non ti piace. Leggine un'altro...". Così come, tutti quelli che fanno uso di pratiche clientelari, ti rispondono se glielo fai notare - e gli fai notare che in altri paesi le suddette pratiche sono molto più contenute - " Vattene in quei paese se non ti sta bene...". Non ho risposte. Non grido al nuovo fascismo. Mi limito a costatare un atteggiamento racchio, stupido, soprattutto in persone che hanno dei figli. Questa volontà uniforme e che uniforma, di raggiungere dei privilegi (potersi sottrarre alle leggi, o poter aiutare chi come il vaticano alle leggi si sottrae) questa diffusa uniformità di rincorrerli i privilegi (fossero pure pochi, stupidi e da niente), e dall'alto di essi, il dire, in modo neanche tanto sotterraneo, "Tengo famiglia, e se sto qua non ci rinuncio perché tu mi chiedi di essere ligio alle norme (o onesto, o giusto). Tanto fanno tutti così...". Questi atteggiamenti sono la ricetta vomitevole, per preparare il pastone che i nostri bimbetti mangeranno quando avranno l' età che abbiamo noi oggi.


Comunicato

Pubblicato da Angela Scarparo, il giorno e l'ora: 11.06.06 14:44

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