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17.06.06

Pubblicità / Quando i tuoi personaggi e i tuoi lettori ti scrivono

La scheda editoriale di Ma tu lo conosci Joyce?Se scrivi un romanzo, o una specie di romanzo, nel quale compaiono persone che effettivamente esistono nel mondo, possono succedere cose strane. Ad esempio, che un bel giorno i tuoi personaggi ti scrivano. E' quello che è successo a Giuseppe Braga, l'autore di Ma tu lo conosci Joyce?].
Gli ha scritto ad esempio Raul Montanari: "Caro Giuseppe, il libro è perfetto nel suo genere: spassoso, preciso, pieno di cose; l'ho divorato. Lo so che io esagero sempre, ma che ci vuoi fare? Non sarà Kafka, è Braga e va benissimo così. Farò quello che posso per aiutarlo, e tanto per cominciare lo pubblicizzerò nei miei corsi di scrittura, che adesso faccio solo a nome mio" [leggi tutta la lettera di Raul Montanari].
E gli ha scritto Marcello Baraghini, ovvero Mr. Stampalternativa: "Ho letto subito il tuo libro perché affronta problemi a me cari, come ben sai. L'ho letto tutto e mi sono divertito. Succede di rado, credimi" [leggi tutta la lettera di Marcello Baraghini].

E gli ha scritto Matteo Ninni: "Io c’ero. Sono testimone di buona parte di quello che in Ma tu lo conosci Joyce? il nostro Giuse racconta. La libreria Tikkun io l’ho vissuta. Le valige di Paraz’ zeppe di ritagli io le ho viste. Della Signora Dettaglio ho l’indirizzo mail. Ho conosciuto la simpatica ragazza che legge sempre lei e la bambina già vecchia, credo o comunque ho ben presente due esemplari della stessa razza. Io in questo libro mi sono sentito a casa. L’ho visto prima nella realtà di tutti i giorni, come un compagno di trincea di Rigoni Stern, o un collega delle poste di Bukowsky, o Alberto Granado in moto con il Che" [leggi tutta la lettera di Matteo Ninni].

Ma non tutti i lettori, ovviamente, sono soddisfatti. Ad esempio Remo Borgatti ha così scritto a Giuseppe Braga: "Ho acquistato e letto il Suo romanzo con l'intima convinzione (che era quasi una certezza) di trovarvi all'interno la conferma a molte se non proprio a tutte) delle opinioni che mi sono fatto dopo quasi quattro anni di frequentazione del mondo letterario-editoriale. Ebbene sì, fuorviato dalle parole di Matteo B. Bianchi (che ha definito il libro alla stregua di un dizionario pratico per aspiranti scrittori) e speranzoso forse oltre il lecito, ho divorato le Sue duecento e passa pagine con lo spirito di chi cerca qualcosa in cui identificarsi. Inutilmente" [leggi tutta la corrispondenza con Remo Borgatti].

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 17.06.06 15:10

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