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27.06.06
Prove di trasmissione per il digitale divino
di Roberto Danese
[Questo articolo di Roberto Danese è apparso nel manifesto di domenica 25 giugno 2006. tp]
Chi desiderasse una guida per le sue preghiere non dovrà far altro che abbandonare la fatua Playstation per il Praystation Portable Podcast. Lo studioso gesuita Antonio Spadaro indaga la rivoluzione di internet in Connessioni, edito da Pardes. Lodi, vespri e rosari virtuali. Con blog e podcast la chiesa cattolica amplia e aggiorna i suoi territori di missione.
Nel Fedro Platone sferra un violento attacco alla scrittura, colpevole a suo giudizio - rispetto alla parola detta - di «ingessare» la mente umana cancellando da essa la memoria, ma, soprattutto, di essere muta e immobile, incapace di dialogare col lettore. Il filosofo ateniese era di certo consapevole che il suo pensiero, analitico e astrattivo, sarebbe stato impossibile senza l'uso sistematico della scrittura, ma al tempo stesso si trovava probabilmente a disagio col libro perché aveva difficoltà a indagarlo, a trovarvi rapidamente le risposte di cui aveva bisogno, quelle risposte che Socrate a voce poteva dare immediatamente.
È possibile insomma che Platone avvertisse già l'esigenza di un «motore di ricerca» che non lo costringesse a scorrere da cima a fondo uno o più rotoli di papiro per trovare un dato o un'informazione.
Indici e segnalibri. Ci sarebbero voluti però parecchi secoli per giungere alla rivoluzione culturale che portò dal volumen, l'antico rotolo, al codex, l'antenato dei nostri libri: un passaggio cruciale che consentì finalmente ai lettori di «percorrere» un testo al di là della semplice lettura continua, grazie alla possibilità di numerarne le pagine (e quindi di stilarne gli indici) e, tramite i segnalibri, di avere una percezione visuale pressoché immediata di un brano particolare. Ed è da questo nodo fondamentale della nostra cultura, il passaggio dal rotolo al codice appunto, che inizia il viaggio di Antonio Spadaro attraverso le forme della cultura al tempo di internet nel suo Connessioni (Pardes edizioni, Bologna, pp. 178, euro 13).
Già in apertura di introduzione l'intraprendente studioso gesuita cita l'attacco del movimento futurista, e di Marinetti in particolare, al libro come «mezzo assolutamente passatista di conservare e comunicare il pensiero»: opinione discutibile forse, ma utile a focalizzare l'attenzione sul fatto che le tecnologie possono rivestire un ruolo decisivo anche sulla qualità della produzione e della trasmissione delle idee e del sapere. E infatti Connessioni non è un manuale che insegna a usare internet ai pochi operatori culturali che ancora non hanno dimestichezza col computer, ma si propone come una riflessione sull'impatto dell'informatica nel nostro modo di vivere la cultura, nelle scuole, nel mondo editoriale e della ricerca scientifica. Del resto, pare che non ci sia ormai più partita, con buona pace di tutti coloro che si inebriano del profumo di stampa delle pagine di un libro nuovo: la scrittura digitale ha portato a un'editoria digitale, e di questa editoria internet è la formidabile cassa di risonanza.
Una editoria senza editori. Il libro elettronico costa pochissimo, non occupa spazio, è indicizzabile in modo efficace, può essere diffuso rapidamente in tutto il mondo da chiunque, dà visibilità anche ai piccoli editori e agli autori che altrimenti sarebbero tagliati fuori dal mercato e infine può essere stampato e rilegato a richiesta in tempi irrisori, cancellando gli antiecologici sprechi di carta, i costosi depositi in libreria e gli invii al macero che troppo spesso ne derivano. (Lo stesso volume di Spadaro è concepito in quest'ottica: l'editore ne ha infatti realizzato una matrice elettronica, traducibile in carta stampata on demand).
Quello che però conta di più per lo studioso gesuita è la rivoluzione culturale che l'era digitale ha innescato, una rivoluzione che prefigura un mutamento sostanziale delle strategie editoriali e autoriali: una editoria senza editori e la nascita di testi senza libri, testi in progress, continuamente modificabili da chiunque in rete voglia intervenire su di essi. Ma gli sconvolgimenti che internet si appresta a provocare nel panorama culturale non riguardano solo i libri che verranno: ne è una prova il mastodontico progetto di Google Book Search che, a cavallo fra e-commerce e ricerca bibliografica online, digitalizza libri d'ogni sorta, tanto fuori diritti quanto ancora sotto copyright, con lo scopo di far ricercare l'utente nei loro contenuti per individuare il testo che gli interessa e leggerlo online, se consentito, oppure acquistarlo sempre tramite la rete. Progetti del genere hanno sollevato problemi non solo di carattere commerciale (con la rivolta dell'Association of American Publishers a difesa dell'ipoteticamente violato diritto d'autore), ma anche politico e culturale, perché rischiano di creare una egemonia da parte delle culture anglofone, soffocando grandi progetti europei di digitalizzazione di testi come Gallica della Bibliothèque Nationale de France.
«Qualsiasi ragionamento negativo sulla necessità di affinare i criteri di selezione delle letture e sulla eccessiva facilità di reperimento dei materiali non può risultare vincente», commenta tuttavia Spadaro, convinto che sia invece necessario raccogliere la sfida, incrementando non solo la presenza online dei cataloghi delle biblioteche, ma anche quella di testi digitalizzati, in modo da permettere una sempre più efficace diffusione e condivisione del sapere attraverso la rete. Una operazione che solleva però non pochi problemi, a partire da quello del diritto d'autore, la cui regolamentazione legale è assai ambigua in tutti i paesi del mondo e, soprattutto per quanto riguarda l'editoria no profit, richiederebbe studi approfonditi da parte delle grandi strutture accademiche. Non a caso, proprio il nodo dell'editoria elettronica e della legislazione sul diritto d'autore sarà uno dei punti focali del lavoro del Centro Europeo per l'Editoria, in via di costituzione presso l'università di Urbino.
Fondatore e animatore di siti di espressione creativa come BombaCarta e di riviste digitali come Gas-o-line, Spadaro è da anni un osservatore attentissimo delle evoluzioni della rete, e Connessioni quindi non manca di analizzare i fenomeni che più di recente hanno caratterizzato internet, dai legal torrents, nuove opere letterarie, musicali e d'altro tipo assolutamente libere da vincoli legali e a totale disposizione degli utenti (www.legaltorrents.com) a quel diffuso ircocervo della rete che sono i blog, dai podcast, documenti sonori e musicali (anzi, veri e propri programmi radiofonici) scaricabili dalla rete alle enciclopedie interattive come Wikipedia.
Ma le riflessioni più originali e sorprendenti di Connessioni si trovano nella seconda parte del libro in cui l'autore, reindossato l'abito talare, analizza la presenza - come indica il titolo del primo capitolo - di Dio nella 'rete'. Numerose sono infatti, in ambito cattolico, le risorse di internet, dai siti interattivi alle newsletter, alle pagine web di grandi istituzioni e biblioteche in campo religioso. Una costellazione che Spadaro esplora basandosi sull'assunto che «il cyberspazio, l'ambiente virtuale elettronico, è un mondo immateriale, ma ... un vero e proprio 'mondo'», dove «il navigante è coinvolto in una pratica concreta, non sta utilizzando un sistema di rappresentazione astratto». Così, oltre ai gruppi di preghiera online e alle cappelle virtuali, c'è spazio per lo scambio, per il contatto fra persone diverse e lontane che vogliono condividere il loro dialogo religioso (o interreligioso), utilizzando spazi per la comunicazione prima assolutamente impensabili.
Preghiere online. Rianalizzando le strutture descritte nella prima parte del volume alla luce dell'utilizzo in teologia, Spadaro arriva a sostenere, dati alla mano, che wiki o la blogosfera rappresentano per il mondo cattolico una opportunità reale, mentre - e in effetti non c'era da dubitarne - la chiesa cattolica ha già allargato la sua sfera d'azione al campo del podcasting. Presso la Pontificia Università Gregoriana, sono attivi studi che hanno portato alla realizzazione di podcasts di tipo religioso che hanno riscosso un notevole successo presso ecclesiastici in cerca di modi sempre più efficaci per diffondere la parola divina. Anzi, già si comincia a parlare di Godcasting o iGod. Chi dunque desiderasse una guida autorevole per le sue preghiere non dovrà far altro che abbandonare la fatua e terrena Playstation per tuffarsi nel Praystation Portable Podcast in cui veri ministri del culto offrono programmi di recitazione di lodi, vespri, compieta e rosario. E proprio a proposito del podcasting Spadaro lancia un guanto di sfida al mondo del clero cattolico, forse ancora in parte riluttante ad abbracciare con slancio le nuove tecnologie: «Visto il suo diffondersi a macchia d'olio, e considerato l'uso sempre più esteso di jukebox digitali, non sarà il caso che le persone impegnate nella pastorale facciano una riflessione attenta sul fenomeno e anche sul modo in cui approfittare di questo mezzo?».
Non stupisce dunque che l'appendice di Connessioni sia dal gesuita Spadaro dedicata a un libro come gli Esercizi spirituali di sant'Ignazio di Loyola: un testo letterario tradizionale, ma concepito per essere letto all'interno di una esperienza spirituale «virtuale» e in modo «interattivo», magari senza il supporto del computer, ma in un'ottica non molto diversa da quella che oggi governa la rete e i videogames. In campo cattolico (ma per fortuna non solo in quello), insomma, si potrebbe concludere che c'è qualcosa di nuovo nel web, anzi d'antico.
[altri articoli sullo stesso argomento: Apogeo, l'articolo sui blog comparso su Civiltà Cattolica, su Scene digitali]
Pubblicato da Tonino Pintacuda, il giorno e l'ora: 27.06.06 08:23
Interventi
interessante, veramente molto interessante.
Chi è roberto danese?
Pubblicato da: georgia - 27.06.06 10:16
Sinceramente non so, Georgia. Presumo (dopo un giretto per Google) che sia questo Roberto Danese qui:
http://www.unisi.it/ricerca/centri/cisaca/danese.html
La presunzione si basa sul fatto che tra le pubblicazioni elencate ce ne sono diverse che concernono l'applicazione delle nuove tecnologie alla didattica o allo studio dei classici.
Pubblicato da: giuliomozzi - 27.06.06 10:56
grazie
che cosa buffa però che sono i curriculum, sembrano tutte carriere da Leonardo da vinci.
Sono un po' patetici e ridicoli, soprattutto se uno sa come vengono fatti, se ci facesse il cucrriculum cipolla ... 'un ci basterebbe la rete ... e la cosa 'un vuol dire assolutamente nulla ;-).
Ad ogni modo l'articolo che hai postato (e forse anche il libro recensito) mi ha interessato molto perchè mi ha ricordato quanto diceva mcLuhan (in alcuni suoi geniali articoli sulla religione) su l'uso intelligente che la chiesa cattolica avrebbe saputo fare delle nuove tecnologie informatiche. Internet e la rete, naturalmente, non c'erano ancora ma leggendo i suoi scritti sembra quasi che già sapesse come avrebbero funzionato e i cambiamenti che avrebbe prodotto il suo uso.
I blog di splinder al momento (e da ieri) sono, a singhiozzo, tutti fuori uso, per manutenzione
geo
Pubblicato da: georgia - 27.06.06 12:57
L'articolo l'ha postato Tonino Pintacuda. McLuhan era un religioso, o mi sbaglio?
Pubblicato da: giuliomozzi - 27.06.06 13:02
sì era molto religioso, si era convertito al cattolicesimo, ma pubblicamente (insegnamento e pensiero) fu più laico che cattolico. però ha scritto alcuni geniali articoli, e anche saggi, sulla religione, sui rapporti tra cattolicesimo e media, che sono veramente profetici e di grande interesse, li aveva pubblicati Armando nel 1999.
Erano momenti d'oro, allora, per il cattolicesimo in america e canadà, Norma Miler lo ha anche scritto da qualche parte che tutto il pensiero pù "progressista" era, allora (poi NON più) concentrato fra i cattolici (da quell'atmosfera nasce anche la diffusione della teologia della liberazione nel sudamerica), il pensiero cattolico rispetto a quello protestante era a sinistra (molto spesso anche radicale) e proprio da questo poi nascerà la montatura dei pedofili cattolici (certo che i pedofili c'erano davvero, ma hanno montato tutta la faccenda sopratutto a fini politici) messa su da certe sette protestanti che si stavano facendo largo (e che appoggiarono addiritttura alcune dittature fra cui quella del guatemala) e colpirono i cattolici più evoluti e oggi sono quelli che hanno fatto eleggere busch e che stanno compiendo crimini insieme ai neocon in medioriente.
Gli scritti sulla religione di McLuhan sono, al di la di ogni fede, di grande interesse per chi è appassionato di internet e informatica e studia i cambiamenti che i media provocano su chi li usa.
Certamente Spadarò conoscerà bene quegli scritti.
McLuan è stato anche consultore al concilio vaticano II e aveva un programma per informatizzare tutto il vaticano, poi non so se abbia fatto qualcosa o meno, ma credo che i cardinaloni nostrani non lo vedessero di buon occhio, non hanno mai avuto grande simpatia per i cattolici intelligenti. ;-)
geo
Pubblicato da: georgia - 27.06.06 14:24
credo di aver capito male, tu forse intendevi chiedermi se era un prete?
No assolutamente no, per niente, aveva moglie figli e non credo mai avesse pensato di farsi prete ;-)
geo
Pubblicato da: georgia - 27.06.06 15:28
Non so dove, non ricordo quando, ma da qualche parte forse si era avanzata l'ipotesi di confessarsi in rete. O.O
Questo Dan Brown non l'aveva previsto. ^____^
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 27.06.06 17:05
@ Iannozzi
mi dai sempre l'avvio per derive palesemente O.T. ma tant'è...
Il mio vecchio padre spirituale, un gesuita alto e preparato come pochi dato che durante il rito della riconciliazione eravamo omertosi e silenti come solo dei bravi adolescenti possono essere sulle faccende riguardanti gli istinti sottopancia aveva redatto un test a risposta multipla sulle mancanze attuate nei confronti del decalogo di Mosé, c'era tutta una sezione in cui apporre x specificando tra i vari atti impuri commessi. Io e i miei amici dell'oratorio ci scialavamo a vedere la sua faccia quando inginocchiati uno dopo l'altro sfogliava le schede.
Ho rimosso questo fatto trasfigurandolo in un raccontino: http://toninopintacuda.splinder.com/post/7858942
Ma sempre da lui derivava la mia massima di vita:
- Padre, ho messo da parte la fede che avevo quand'ero un picciriddu. Quella bella fede che non mi faceva rompere la testa sul mistero della verginità di Maria o su altri dogmi come la transustanziazione... Sono nella merda, vero?
- la merda serve a concimare.
Pubblicato da: tonino pintacuda - 27.06.06 18:16
@ TONINO
Ma dove sarei OT?
Dal post: "Spadaro arriva a sostenere, dati alla mano, che wiki o la blogosfera rappresentano per il mondo cattolico una opportunità reale, mentre - e in effetti non c'era da dubitarne - la chiesa cattolica ha già allargato la sua sfera d'azione al campo del podcasting."
E io ho detto d'aver sentito che forse la possibilità di confessarsi on line. Parlo di divino nel web. Ma divino non è né il web né chi si fa divino. Rimango dell'idea nicciana che l'uomo ha inventato dio perché aveva bisogno di un dio, e non è stato un dio a creare gli uomini.
L'OT lo vedi solo tu te, come lo spirito celeste. Io ne sento solo l'afa addosso che fa presto - praticamente in un miracolo al contrario - a diventare sudore.
E: "dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori"
Adesso conto le mattonelle del mio bagno, tanto per capire se sono matto: al test per la leva militare te lo chiedono se le conti le mattonelle.
Stammi bene
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 27.06.06 23:18
Le derive OT erano le mie, non le tue. L'avvio però, ossia altri moduli per la "confessione" era tuo, mi sarò sicuramente, e non sarà né la prima né l'ultima volta, espresso male.
Il caldo avanza. Qui nell'Isola triangolare sfioriamo i 40 gradi.
Sempre interessante leggere i tuoi interventi, come potrò esimermi ora da contare le mattonelle del bagno?
Stammi bene pure tu.
t.
Pubblicato da: tonino pintacuda - 28.06.06 07:58
@ TONINO
Facciamola patta: io ho dato i moduli, e tu ti sei lasciato far cadere in tentazione. :-)
Non ti dico qui: più che il caldo, l'afa e lo smog. Una miscela terribile per le grandi città.
E' una domanda vera, c'è sul questionario della visita di leva - insieme a parecchie altre che son tutte da ridere. Poi ho fatto il servizio civile comunque, che è molto meglio e più utile alla società e a sé stessi.
No, non contarle le mattonelle: meglio leggere un buon giornale o qualche pagina d'un buon libro. Bisogna ottimizzare i tempi, sempre.
Abbracci
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 28.06.06 08:31
mi sembra un'ottima conclusione. Non potevo desiderare di meglio.
t.
Pubblicato da: tonino pintacuda - 28.06.06 15:29




