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02.06.06
Letteratura peccaminosa
L'analogia lettura-onanismo è una di quelle che stuzzicano.
Ci sono almeno tre modi per affrontarla. Il primo: onanismo e lettura hanno in comune la solitudine. E' una strada che si secca subito, non abbiamo neanche il tempo di iniziare a seguirla che già si spengono i lampioni e il nulla ci lecca le connessioni neuroniche. La solitudine abbraccia milioni di altri gesti: ci scaccoliamo da soli, ci togliamo il cerume da soli, siamo un'unica eccezione in un universo fatto di altri: nessuno può vedere lo stesso pezzo di mondo che vediamo noi, quello spazio visivo lo occupano solo i nostri occhi.
Strada senz'uscita, la lasciamo subito.
Secondo approccio: lettura come onanismo, entrambi generatori di piacere. E qua arriva subito Freud e il buon senso. Il piacere arriva quando cessiamo di lustrarci il piffero, lo scarico della tensione accumulata genera quella piccola morte che tanto piace ai francesi.
Non ci siamo, la lettura coincide con il piacere del lettore. Non siamo mai appagati, se il libro ci ha avvinghiato, smettiamo di leggere con una sensazione di incompletezza. E quando capita uno di quei libri dannatamente belli e veri, vivi, vitali chiudiamo l'ultima pagina con un senso di abbandono. Nessun adolescente segaiolo ha mai provato qualcosa del genere, ne sono sicuro.
Forse sono i preparativi che si assomigliano, il giovinetto in compagnia dei suoi brufoli progetta anticipatamente il momento in cui si regalera' quel piccolo piacere. Con aria solenne salira' sul water e prendera' da sopra lo scaldabagno i suoi giornaletti che gli sono costati infiniti padrenostri e almeno il doppio di avemarie. Aspettera' che la casa sia vuota e con fare ieratico iniziera' il suo rito.
Stessa cosa fa il lettore virtuoso: segue alla lettera i consigli che sbucano dalle prime pagine di "Se una notte d'inverno un viaggiatore", sistema luci, stacca il telefono, cuoce un osso al cane (pensa di mettergli un pannolino per evitare di essere disturbato da necessarie espletamenti corporali), pensa di mettersi il suo vecchio vasino scheggiato sotto la sedia per non perdere nemmeno per un secondo la concentrazione necessaria. C'e' un intero universo di luna che lo attende tra la prima e la quarta di copertina. Ama leggere e non vuole essere disturbato, questo lo spinge a soluzioni rozze ma efficaci: si e' tatuato nella memoria a lungo termine una bella frase di Benni e l'ha fatta il suo grido di battaglia. "Meglio un buon libro al cesso che un libro di merda in salotto". Lo sa bene. Marco Candida ha scritto un bel pezzo sulla funzione delle "orecchie" nei libri, il nostro lettore l'ha letto e ha ululato. Come si puo' piegare una pagina spezzando irreparabilmente la continuita' delle fibre della carta? Se esistono i segnalibri ci sara' pure un motivo...
Marco scriveva che un buon libro lo giudica retroattivamente anche dalla frequenza dell'orecchia. Se l'ha fatta troppo spesso, il libro era una fregatura. Un vero libro non ha bisogno di nessun segnale, si inizia e si finisce in un unico amplesso di carta e sospiri.
Ritorna Calvino e la sua bella analogia tra lettura e congresso carnale, la lasciamo sullo sfondo.
Il lettore famelico pure se non ci sono strombazzate o altri segnali si siede sul trono di porcellana e si chiude in bagno e legge, legge, legge in quella totale tranquillita'. Legge sino a quando le gambe sono un grumo di formicolii e crampi multipli. La quantita' di crampi ha la stessa funzione dell'orecchia di Marco, indica l'oggettivo valore del libro.
Ancora il problema e' li', galleggia senza essersi davvero rivelato. Affrontiamolo da un'altra prospettiva: lettura e onanismo, entrambi palestre di vita.
Bingo! Il giovincello brufoloso dopo aver messo mano tante e tante volte sul suo salsicciotto incomincia a desiderare di andare oltre, incomincia ad infilare la sua zucchina in torte fumanti (hollywood docet) e in altre amenita' comprate su internet con la carta di credito dell'ignara e dolce nonnina. Fa quegli esercizi senza temere la sindrome da post allenamento, ripensa al Tantra e a tutte le belle cose imparate sulle versioni illustrate del Kamasutra e si prepara al fatidico momento. Quando arrivera' sara' teso come un elastico ma bastera' ripensare alle follie fatte sulla tazza del cesso o durante l'ora di religione (con un complesso sistema di buchi nelle tasche dei jeans) per scacciare qualsiasi insicurezza.
Per la lettura e' lo stesso. Abbiamo gia' vissuto tutte le nostre esperienze piu' significative negli spazi bianchi tra una sillaba e l'altra. Il resto e' ricordare. Se una pagina c'e' rimasta tra l'amore e il cranio, essa ci accompagnerà in ogni momento della vita. Sara' mischiata al nostro DNA, sguazzera' tra i globuli bianchi e le piastrine. Tutte le belle bugie bucate che svenderemo a madri, padri, sorelle, zie, fidanzatine, ragazze, mogli e amanti le abbiamo gia' lette da qualche parte. La lettura e' stata la nostra stanza d'allenamento, ci siamo piegati come portafogli su divani e poltrone per entrare dentro la psicologia di quei mucchietti di parole e poi ci siamo buttati. La vita era lì, l'avevamo già vista riflessa in quelle pagine bianche e nere. I personaggi ci avevano regalato le loro dritte sul mondo. Erano storie nostre da spingere a fatica nella nostra storia. Lo stiamo ancora facendo. L'allenamento e' quasi finito. Possiamo aprirci all'incontro con l'altro e con l'Assoluto.
Pubblicato da Tonino Pintacuda, il giorno e l'ora: 02.06.06 13:05
Interventi
chissà perchè ho pensato sempre che tu fossi un prete. oggi ho pensato che mi stavo confondendo.
Pubblicato da: angela scarparo - 02.06.06 13:18
Allora questo pezzuncolo leggio leggio è servito a qualcosa. Angela, non ti preoccupare, da una vita me lo sento dire che ho una faccia da prete...
Pubblicato da: tonino pintacuda - 02.06.06 13:25
Mi scuso per l'intromissione e per l'OT, ma a proposito di Pintacuda e preti corre obbligo di ricordare Padre Ennio Pintacuda, credo scomparso pochi anni fa. Oltre che un grande sociologo e pensatore fu l'ideologo della cosiddetta Primavera Siciliana di fine anni 80, nonchè fondatore del movimento Città per l’Uomo e del partito La Rete. All'epoca, se ben ricordo, si attirò critiche. Un grande uomo.
Saluti
Pubblicato da: Carlo Capone - 02.06.06 13:58
carlo, va bene quel pintacuda lì. ma io sono stata dirottata su un fronte errato da bombasicilia. c'entra con l'efficace spadaro, no? tutto qui :)
Pubblicato da: angela scarparo - 02.06.06 14:36
Ciao Tonino. Per curiosità, mi sono ito sul vocabolario. E trovo: 1.Secondo la teologia morale, il peccato diretto a impedire la generazione della prole tramite pratiche anticoncezionali. 2. Masturbazione. e da un'altra parte: [sec. XVIII; da Onan].1) Pratica diretta contro la fecondazione.2) Sinonimo di masturbazione; più propriamente dovrebbe però indicare il coitus interruptus.
Io avevo sempre associato il termine alla pratica manuale solitaria. Così, oltre a darmi conferma della mia totale ignoranza, ho imparato qualcosa. Ma non volevo dire questo. Piuttosto, lettura e onanismo hanno anche lati negativi, in come una persona può prenderli, e cioè come sorta di fuga dalla vita, un ritrarsi in sè, illudersi nella finzione di un rapporto con un'altra persona nella sega, illudersi di vivere un'altra vita tra le pagine di un libro. Più che palestre di vita, esperienze di vita. Che hanno valori diversi a seconda di come vengono vissute. Lettura ed onanismo ti fanno desiderare altro, vivere ciò che hai cercato di provare, hai immaginato di provare, ma che non hai ancora vissuto. Vivere una cosa con altre persone è diverso che viverle da soli, c'è l'altra persona. Per dire, fai conto che uno suona, e suona davvero bene, prova e riprova a casa, poi deve fare un concerto, ed è una persona davvero preparata. Ma per quanto lo sia, salire su un palco e suonare, è diverso. Per finire, se la strada della solitudine, che indichi per prima, si secca subito poiché milioni di altri gesti si fanno da soli, beh, ci sono altre milioni di cose che sono..."palestre di vita". Tipo, la scrittura, l'ascolto di musica, l'arrampicarsi su una parete difficile, la partita di calcio, o di rugby...certo tu volevi mettere in relazione lettura ed onanismo...il fatto è che non riesco a spiegarmi. Mi sembra manchi qualcosa. Ci penso meglio. ciao.
Pubblicato da: andrea b - 02.06.06 14:38
cioè, la dico tutta. se qualcosa (fosse anche un'identica passione per i destini di bombasicilia) lega questo pintacuda qui a spadaro (ma forse mi sbaglio io), che dice spadaro di queste riflessioni così corporee, diciamo? si esprime in merito? come dire. posto che avvicinare corpi e lettere (di qualsiasi tipo siano) a me pare sia un utile esercizio. :) (non riesco a tenermi mezzo cecio)
Pubblicato da: angela scarparo - 02.06.06 14:40
Angela, manco un quarto( di cecio) ti tieni :-)
I gesuiti di Pintacuda - perchè Pintacuda era gesuita- fecero (fanno?) un grandissimo esperimento. Purtroppo non so fornirti dettagli, però, da laico, so come lavorano. Ho fatto da loro medie, ginnasio e liceo.
Pubblicato da: Carlo Capone - 02.06.06 15:03
esperimenti di che? :)
Pubblicato da: angela scarparo - 02.06.06 15:05
Politici. Se ricordo bene un laboratorio di idee e valori avanzatissimo. Pintacuda fu accusato di estremismo ideologico. Scusami ma altro non ricordo. Credo, e sospetto benevolmente, che Tonino Pintacuda ne sappia di più.
Pubblicato da: Carlo Capone - 02.06.06 15:09
Su Ennio Pintacuda:
http://www.asfor.it/sitonuovo/GIORNATAFORMAZMANAGASFOR/2005/CVRelatori/Pintacuda.htm
Per quanto riguarda il rapporto BombaCarta/BombaSicilia e Spadaro/Pintacuda tutto qui: http://www.bombacarta.com/kukuzze/
Pubblicato da: tonino pintacuda - 02.06.06 15:30
@ tonino pintacuda
E della masturbazione femminile che mi dici?
za'
Pubblicato da: za' - 05.06.06 11:49
@za'
non credo che cambi poi tanto all'impalcatura del discorso...
Pubblicato da: tonino pintacuda - 05.06.06 15:05
@ tonino pintacuda
Beh, mi pare un modo abbastanza semplicistico, quantunque elegante, per risolvere il problema!
za'
Pubblicato da: za' - 06.06.06 00:39
Si fa quel che si può...
Pubblicato da: tonino pintacuda - 17.06.06 17:34




