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06.06.06
Lettera aperta e chiusa a Giulio Mozzi
[Questo articolo che Giuseppe Iannozzi ha pubblicato sabato 3 giugno 2006 nel suo blog risponde alla mia incazzatura al volo. gm]
Caro Giulio Mozzi, se ti ho fatto incazzare, significa che, forse, ho raggiunto uno scopo: d’aver messo il dito nella piaga. Ma non mi chiedere che piaga, perché non la so bene nemmeno io. Insomma, sono un po’ tanto un provocatore: ma intelligente. No, non sono per la provocazione fine a sé stessa. Ma se facessi dei nomi, a che servirebbe? O meglio a che sarebbe servito? A niente, perché non c’era un appello democratico, aperto a tutti/e, di fare dei nomi. Adesso c’è una tua incazzatura immotivata e molto carnale, e mi si chiede espressamente di fare dei nomi, e potrei farli. O meglio: dovrei farli?
Ma prima una precisazione: Iannozzi - prima di rubare la battuta a qualche anonimo di passaggio o a qualche vano peripatetico - è in primo luogo un coglione, non totale, ma lo è. Non lo dico per falsa modestia. E’ quello che è: lui stesso me l’ha detto in un orecchio, come se io fossi capace di tenermelo per me il coglione! Illuso ‘sto Iannozzi: e però credo se lo immaginasse che alla fine l’avrei detto ai quattro venti. Sia come sia. [...]
Continua a leggere l'articolo nel blog di Giuseppe Iannozzi.
Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 06.06.06 09:05
Interventi
beh che tutto sia per fare uno straccetto di pubblicità ormai lo sanno anche le matricole appena arrivate in rete :-), altrimenti le signore non si sarebbero scaldate così tanto, mica sono grulle come sembrano.
Ma la pubblicità è cosa del tutto legittima e se è fatta bene ed efficace c'è pure da complimentarsi, e anche tu, daltronde, ti ci presti sempre con piacere ;-).
ma una cosa assai interessante l'hai detta, giuseppe. Cosa che io non sapevo. Che l'articolo sull'Unità sia senza firma. Mi sembra quasi impossibile, n sei sicuro?
Sono sistemi in uso sul Foglio, e solo quando il vetriolo è troppo anche per un giornale come quello.
Ma qui non si tratta di stroncatura anzi, quindi come mai è senza firma. Di solito la mancanza di firma è da attribuirsi automaticamente al direttore o al responsabile della rubrica.
E beh ....in questo caso non sarebbe proprio una cosa simpatica, anzi .... ma oggi tutto è possibile.
geo
Ma forse è solo una svista, firma sparita perchè c'è caduta sopra una goccia di varechina ;-)
Pubblicato da: georgia - 06.06.06 09:32
Georgia che regge il moccolo a Barbieri che regge il moccolo a Iannozzi che regge il moccolo a Georgia che regge il moccolo a Barbieri che regge il moccolo a Iannozzi che regge il moccolo a Barbieri che regge il moccolo a Georgia che regge il moccolo a Iannozzi che regge il moccolo a Barbieri che regge il moccolo a Iannozzi che regge il moccolo a Barbieri che regge il moccolo a Georgia. E tutti e tre avevano detto, più volte, che non avrebbero più scritto commenti su Vibrisse, e invece rieccoli, nella loro oceanica logorrea autoreferenziale :-)))
Pubblicato da: Il triangolo troll io l'avevo considerato - 06.06.06 09:43
non sono certo io che debbo fare la difesa d'ufficio di varechina, ma mi chiedo cosa ci sia di male. perché questa critica " a prescindere".
C'è una rivista nuova, che ha un'idea, che si propone di trovare uno spazio.
E come ogni rivista appena nata, per il numero "0" la curatrice avrà cercato tra le penne e le scritture che lei reputava migliori tra quelle che abitualmente leggeva, cosa c'è di tanto strano in questo?
Mi sembra che leggendo il comunicato di presentazione e il resto non ci sia nessuna pregiudiziale a nuove candidature, che ovviamente poi devono essere vagliate e accettate.
Anzi credo che diffondere e appoggiare l'iniziativa sarebbe utile proprio per darle maggiore visibilità così che le persone interessate al progetto e disposte a parteciparvi siano di più.
d.
Pubblicato da: demetrio - 06.06.06 09:43
15 dicembre 2005, Iannozzi scriveva così:
"Ti tolgo io dall'imbarazzo, Angela: me ne vado, da qui. E sai perché? Perché io ho la libertà, e nessuno me la può togliere. Voi avete catene. Tenetevele. FINE"
Pubblicato da: Lunghissimi adii - 06.06.06 09:45
3 marzo 2006, Iannozzi scriveva così:
"Stando così le cose, evitiamo discussioni ulteriori, per il semplice motivo che non ho voglia di perdere tempo su questa lavagna"
Pubblicato da: Lunghissimi adii - 06.06.06 09:46
E sicuramente se mi ci metto trovo anche il lunghissimo adìo di Iannozzi, e quello di Georgia.
Pubblicato da: Lunghissimi adii - 06.06.06 09:47
Come mai Iannozzi sul suo blog ha tolto la possibilità di commentare il post? Gli altri, a lui, la possibilità la danno.
Pubblicato da: curioso - 06.06.06 09:53
Ops, I did it again!
No, è che c'ho Britney Spears che mi ronza nelle orecchie. :-)
@ GEORGIA
L'articoletto su l'Unità non è firmato: me l'ha confermato pure Giulio, o EvilMozzi che si pappa lo Iannozzi. :-)))
Non è poi troppo grave che l'articolo non sia firmato: non è di certo roba da prima pagina. E però, se proprio si voleva cercare un pretesto, allora... be', già scritto nella lettera a Giulio.
Ma un'altra cosa: pubblicità è una cosa, pubblicizzazione un'altra.
@ ANONIMI
Gli altri commentatori non meritano risposte: e sì, mi spiace, ma con voi devo esser per forza di cose un po' tanto razzista. Se avessi un bel fucile a pallettoni, sicuro che vi sparerei nel sedere. :-) Con forti dosi di sale grosso. :-)
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 06.06.06 09:55
@ CURIOSO
Perché? Per evitare polemiche anche attraverso i commenti. Soprattutto quelle degli anonimi. Anzi, solo le loro - che sicuramente sarebbero venute. Ma tanto un BIP l'hanno piazzato in un altro post. E lì lo tengo, incorniciato. Soddisfatto, Curioso? Spero di sì.
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 06.06.06 09:57
con forti dosi di sale grosso.
:-) e sarebbe l'unico sale che si ritroverebbero nei paraggi della zucca.
Io non ricordo di aver mai detto che non avrei più commentato in vibrisse, l'unico blog dove ho detto una cosa del genere è lipperatura. Tra l'altro vibrisse è l'unico blog importante dove il padrone di casa non mi abbia pregato di allontanarmi ;-) (e non l'ha fatto per principio non certo per simaptia) ma non è per quello che sono qui a commentare, la rete permette di comementare anche dove non sei gradito (è un diritto e anche un dovere) a meno che non venga fatta scattare la moderazione, ma allora non è più una scelta:-) sono qui, come tutti, solo perchè l'argomento mi interessava e stop.
Una nuova e-rivista di sole donne che scrivono non poteva non interessarmi.
geo
Pubblicato da: georgia - 06.06.06 10:06
scusate c'è un errore che confonde, c'è un non di troppo.
volevo dire che se il gestore di questo blog non mi ha mai buttato fuori o neppure chiesto gentilmente di andarmene è per principio etico di rete e non per simpatia, questo gli va riconosciuto
geo
Pubblicato da: georgia - 06.06.06 10:10
L'articolo nell'Unità non è firmato, e non è da meravigliarsene. Il testo è costituito in buona parte dal comunicato della Varechina riportato tale e quale. Quando un quotidiano riporta tale e quale un comunicato stampa, normalmente il pezzo non viene firmato (a meno che non ci sia in giro un qualche collaboratore o praticante disposto a tutto pur di mettere insieme un certo numero di pezzi firmati). (Sarebbe più corretto informare il lettore che quel pezzo lì è un comunicato stampa. In Italia non lo fa nessuno).
Pubblicato da: giuliomozzi - 06.06.06 10:11
@ GEORGIA
Temo proprio di sì: però quel sale grosso se lo troverebbero nei glutei. Vabbe', se gli servirà per ragionare, meglio ragionar col sedere che non ragionar proprio. ^____^
Vero anche per me: Giulio non mi ha mai detto di allontanarmi, anche quando mi si è pappato in un sol boccone credendo di essere un Gigante Cattivo. :-)))
In realtà solo un blog mi ha invitato a sgommare: vabbe'. Non posso esser da tutt* amato né lo pretendo.
In ogni caso, al di là della mia polemica-lettera "aperta e chiusa", al di là della satira, I monologhi della Varechina sono discreti nella loro interezza (si intenda interezza come numero zero del .pdf)
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 06.06.06 10:15
@ GIULIO
Caro Giulio, se è stato considerato come "comunicato stampa", be', non solo l'Unità, ma ogni giornale, dovrebbe specificare che trattasi di un comunicato stampa. Che poi sia uso (ma sbagliato) in Italia pubblicare così, è un altro paio di maniche.
Le agenzie stampa dove son stato io mi hanno insegnato che i comunicati stampa vanno segnalati come tali: ed eventualmente evidenziare se sono stati operati tagli o che altro da parte dell'articolista. Forse sono solo stato fortunato.
Come per le notizie ANSA: un giornale, mettiamo il Colibrì, riporta una notizia, segnala fonte Ansa. O anche solo Ansa...
saludos
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 06.06.06 10:22
Giuseppe: Silvana e le altre ragazze hanno effettivamente diffuso un comunicato stampa. Quando dici: "se è stato considerato come comunicato stampa", qual è il soggetto?
Pubblicato da: giuliomozzi - 06.06.06 10:29
@ GIULIO
Caro Giulio, se chi (non posso sapere "chi" presso l'Unità) ha ricevuto il "Comunicato stampa", se un giornalista navigato o un pivellino o una segrataria o un galoppino. Qualcuno dell'Unità l'avrà ricevuto il comunicato stampa diffuso. Qualcuno.
Le ragazze dei monologhi OVVIAMENTE hanno operato nel giusto, hanno diffuso un comunicato. Se poi all'Unità hanno fatto come hanno fatto, speriamo che in futuro quando avremo davanti un comunicato stampa ci venga indicato come tale.
E' purtroppo una brutta abitudine passare i comunicati stampa e non indicarli come tali al lettore che ha in mano il giornale, che può esser di destra così come di centro o di sinistra o per il federalismo, ecc. ecc. ecc.
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 06.06.06 10:45
Non che la cosa sia poi così importante, ma ... veramente l'articolo è, o sembra, una recensione, e non un comunicato stampa, una breve recensione dove in fondo viene anche citato sommersamente Celati dove si parla di lavoro interpretato dalle autrici come cinema d'autore ;-), ma mi sembra che il concetto ci sia anche nell'introduzione.
E anche babsi quando ne da l'annuncio la chiama giustamente recensione.
Era quindi meglio firmarla, anzi era simpatico per chi l'ha scritta firmarla, se non è successo evidentemente un motivo ci sarà stato ;-). Forse era stata scritta dalle stesse ragazze (e qui saremmo in un conflittino d'interesse) sì è vero, ha ragione giulio spesso gli autori si autoscrivono le recensioni per i giornali dove ci sono amici (o i comunicati stampa che però sono pubblicità e vengono segnalati anche come impaginatura ecc.) è usanza abbastanza diffusa e credo che se ne avessi bisogno lo farei pure io, nulla di male, però con la rete (e soprattutto da gente che pratica la rete) si dovrebbe sapere che simile usanza rimane un po' meno .... impunita ;-).
geo
Pubblicato da: georgia - 06.06.06 10:53
Giuseppe, ma il soggetto della frase: "se è stato considerato come comunicato stampa", qual è? (qui sopra hai chiarito il complemento d'agente).
Pubblicato da: giuliomozzi - 06.06.06 10:55
Per Iannozzi
Ti scoccia essere stato preso a pretesto. Ma tu ci sei. Chi ha scritto quel pezzo su L'Unità (forse un collaboratore esterno alla redazione - ci sono, nei giornali, ed alcuni quotidiani, come mi sembra La Nazione, li usano anche per uscire quando c'è sciopero) invece, non è una buona base d'appoggio su cui costruirci qualcosa. Semmai, l'articoletto, può essere usato per denunciare il fatto che i giornali ricorrano a questi mezzi (ovvero collaboratori esterni che non si firmano - o non si possono firmare? non lo so). Come "pretesto" per Varechina...a me sembra debole.
A sparare nel mucchio, credo, si rischia di colpire persone innocenti, sparando a un bersaglio certo (in questo caso, a te) ci si assume la responsabilità di poter sbagliare.
Così era difficile prendersela con il giornale, come tirare nel mucchio.
Sparando a te, giulio può aver sbagliato, ma gli va dato atto che se ne è assunto la responsabilità.
Riguardo al tempo che, dici, hai perso a scrivere la replica, beh, magari finiva che lo utilizzavi per cose peggiori...scherzo. Bello scambio. Metterei un 15-15. Il prossimo punto?
ciao
Pubblicato da: andrea b - 06.06.06 10:57
Georgia, se confronti l'articolo dell'Unità con il post pubblicato in vibrisse ( http://www.vibrissebollettino.net/archives/2006/06/i_monologhi_del.html ) vedi che il testo è pressoché identico. Il post pubblicato in vibrisse è, in effetti, il comunicato stampa tale e quale (scritto da Silvana, che si è confrontata con le altre ragazze e con me). Se il comunicato stampa "sembra una recensione", è [a] perché è un comunicato stampa fatto con cura e pazienza, e quindi bene, e [b] perché chi l'ha messo in pagina l'ha mischiato con altre notizie in modo da dissimularne la natura di comunicato stampa.
Pubblicato da: giuliomozzi - 06.06.06 11:05
@ ANDREA
Possibile che l'abbia scritto un esterno. Possibile ma difficile: solitamente agli esterni affidano altre cose, quando gliele affidano. Parlo per la mia esperienza. Così come è possibile che l'impaginatore abbia fatto di testa sua: non è da escludere come possibilità.
Non è sparare nel mucchio, tra l'altro non ce l'ho con l'Unità, affatto. Evidenzio solo un problema purtroppo comune a tanti giornali in Italia.
Come ho già detto: fosse stata una notizia di prima pagina, non firmata, anche se comunicato stampa, allora sarebbe stato non grave, ma gravissimo. Così, per la pagina culturale, in un trafiletto, vabbe'. :-) Però se se Giulio voleva proprio un pretesto, perché me? ^_____^ Io ci ho riso anche su, non lo nego: mi sono incazzato anche e non lo nego, ma come vedi la mia lettera è nelle categorie satira e riflessioni. E poi sì, amo esser primadonna. :-)))
Però devo riconoscere una cosa a Mozzi, e lo faccio ora: a differenza di tantissim* altr*, Giulio mi ha mandato a BIP in pubblico, ma senza censurarmi in alcun modo né in pubblico per i miei commenti né in pvt. Altrettanto non posso dire almeno per un altr* tenutari* di blog. Comunque: non si puo' esser da tutt* amato. :-) E quindi sta bene così.
Io direi che nessun altro punto ci sia da aggiudicare: per me, a posto così. E pace come prima, con le nostre opinioni, divergenti anche. Però aperti a dialogare: e questo è veramente importante al di là delle polemiche e delle nostre proprie posizioni.
Saludos
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 06.06.06 11:18
scusate ma il problema qual è?
che un giornale abbia preso un comunicato stampa e l'abbia girato così come è?
scusate quale è la novità in tutto questo?
Soprattutto quando un comunicato stampa è esaustivo e ben fatto, lo si pubblica così come è stato scritto: risparmiando tempo.
Io penso, però, che l'intervento di giulio e la risposta di iannozzi avevano come cuore un'altra questione, che non riguarda "il modo" di pubblicare i comunicati stampa sui giornali.
mi sembra che il niccolo del problema fosse
[a] una persona che critica un'iniziativa dicendo: "ecco i soliti nomi".
[b] un'altra persona che dice: "allora fanne altri..."
[c] la successiva risposta: "perché dovrei?"
e su questo che ci si sta confrontando credo io, o sbaglio?
d.
Pubblicato da: demetrio - 06.06.06 11:18
Adesso urlo: IL TESTO CONCERNENTE I MONOLOGHI DELLA VARECHINA PUBBLICATO NEL QUOTIDIANO L'UNITA' E' TALE E QUALE IL COMUNICATO STAMPA DIFFUSO DALLE VARECHINE.
Se qualcun altro continua ad almanaccare su chi abbia scritto quel testo, m'incazzo al volo (e scrivo un pezzo di diecimila battute).
Pubblicato da: giuliomozzi - 06.06.06 11:25
MA IO AVEVO CAPITO....!!! :-)
d.
Pubblicato da: demetrio - 06.06.06 11:27
@ GIULIO
"Se (esso, il testo diffuso, quindi il comunicato) è stato considerato come "comunicato stampa"...
In effetti la frase è non molto chiara: me ne scuso, involontariamente sibillina.
Intendevo solo dire: ricevuto un comunicato stampa, se qualcuno (che fa parte dell'organico della testata giornalistica) decide di trattarlo come tale, allora specificare che si tratta di un "comunicato stampa" onde non dar corso a fraintendimenti.
In effetti il comunicato è scritto bene: parrebbe una recensione. :-)
saludos
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 06.06.06 11:29
no, un altro pezzo di diecimila battute al volo nooo...
poi ci toccherebbe emularti ^_____^'''
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 06.06.06 11:32
Allora quel testo è stato scritto da...nono, scherzo!-)
Adesso si può dire?
Tutti questi commenti sono in realtà un esercizio di scrittura a più mani. Si è preso a modello il dialogo di Carlo Coccioli riportato da giulio mozzi in un pezzo per la Bottega e si è cercato di fare lo stesso. Purtroppo Demetrio non era stato avvertito e ha cercato di rompere le uova nel paniere. Poi, come si sa, "un bel gioco dura poco". Ciao a tutti.
Pubblicato da: andrea b - 06.06.06 11:39
Bene. E adesso che abbiamo chiarita la faccenda che non c'entra, potremmo (se a qualcuno interessa) tornare al "nocciolo del problema", come riassunto da Demetrio:
"[a] una persona che critica un'iniziativa dicendo: 'ecco i soliti nomi'.
[b] un'altra persona che dice: 'allora fanne altri...'
[c] la successiva risposta: 'perché dovrei?' "
Pubblicato da: giuliomozzi - 06.06.06 11:41
giulio non metterti a fare le bizze coem tuo solito :-))))))
Lo avevamo capito tutti che era stato scritto da silvana e le ragazze (una delle quali vedo ora è pure responsabile della pagina culturale dell'unità).
Nulla di male anzi ... però siccome tutti sapevate che la "recensione/comunicato stampa" era stata scritta dalle ragazze allora non capisco perchè abbiate parlato di Recensione (con VOI intendo tutti gli interessati che ne hanno parlato)
E non capisco neppure come mai all'Unità (visto che una delle ragazze è dentro) non abbiano direttamente stampato l'Introduzione di silvana (come capita spessissimo per pubblicizzare libri o riviste). Sarebbe stata una cosa del tutto legittima, carina e pure firmata.
Boh ... è incredibile come ci si possa autosputtanare da soli per voler essere troppo furbi ;-)
geo
Pubblicato da: georgia - 06.06.06 11:44
Il "niccolo" :-) del problema posto da demetrio non ha alcun interesse per me.
Se i nomi sono sempre i soliti uno può anche farlo notare, ma lascia il tempo che trova.
Una volta detto però non vedo la necessità di fare altri nomi, tanto sarebbe la stessa zuppa o pan bagnato;-).
Una rivista non è mica un'antologia.
A una rivista di solito collaborano quelli che somigliano all'ideatore della rivista, che hanno i suoi interessi e i suoi gusti, non vedo perchè mai dovrebbero collaborarci altri (anche fossero putacaso vistosamente migliori), persone magari diversissime e con interessi opposti da chi ha progettato la rivistina, risulterebbe solo una insopportabile marmellata.
Poi se i collaboratori scelti scrivono pure bene non sussiste alcun problema e non vedo perchè dovrebbero essere sostituiti da altri nomi, però lo stesso vale anche se scrivessero male, perchè se a silvana sono piaciuti gli scritti nessuno ha diritto di interferire nelle sue scelte che non potevano che essere quelle.
Invece un giornale che stampa una autorecensione facendola passare per una normale recensione è cosa non molto corretta e sintomo dell'antichissimo malcostume del cartaceo (ma non solo a quanto pare) e su cui sarebbe molto interessante discutere perchè simile malcostume ha un effetto serra paralizzante sulla cultura.
geo
Però allegria che ... tutte queste polemicuzze son tutto grasso che cola per una iniziativa neonata
Pubblicato da: georgia - 06.06.06 12:04
Appunto, Georgia: parlava di recensione chi non aveva capito che l'articolo riproduce (nella parte che concerne la Varechina) il comunicato stampa (cosa di cui avevo dato avviso il 02 giugno 2006 a mezzogiorno e dodici).
Pubblicato da: giuliomozzi - 06.06.06 12:06
Iannozzi:
guarda fuori dalla finestra, e' estate.
Pubblicato da: carlo - 06.06.06 12:09
Tutta questa ostilità e ricerca di pretesti non può non avere qualcosa sotto. Non può, perché così com'è è troppo stupida e offensiva per l'intelligenza di chiunque vi assista. Prima la finta polemica sui "soliti nomi" (guardandosi bene dal commentare la rivista nel merito di quel che c'è scritto sopra), poi quella ancora più idiota su "recensione o comunicato stampa". Qui sotto c'è altro, e cioè litigi precedenti, acredini personali etc. I bersagli, infatti, sono i soliti di sempre, da parte di altri soliti di sempre.
Pubblicato da: Mario Schiano - 06.06.06 12:14
Georgia scrive:
"l'unico blog importante dove il padrone di casa non mi abbia pregato di allontanarmi ;-)"
E a te ovviamente, non è mai saltato il ghiribizzo di chiederti se per caso, forse ma forse, non avevi almeno un poco di torto tu e almeno un poco di ragione tutti loro, e forse ti eri posta in modo sbagliato ecc. Capita di essere considerati ospiti sgraditi su UN blog, ma quando succede in MOLTI posti, chissà, può darsi che... Ma niente, oh, è colpa degli altri e basta.
Pubblicato da: Mario Schiano - 06.06.06 12:18
Ecco il testo dell'articolo apparso nell'Unità.
"Onoro il braccio che muove il telaio, onoro la forza che muove l'acciaio", cantava Giovanni Lindo Ferretti. La parola è ora al "telaio": dopo l'exploit italiani dei giovani narratori del lavoro (da Andrea Bajani a Mario Desiati), ecco che anche le donne cominciano a dire la loro. Oltre all'antologia curata da Maria Jatosti e Rosetta Rerardi, della quale ci parla Adele Cambria in questa pagina, segnaliamo altre pubblicazioni recenti. Da domani è disponibile on line il numero zero de I Monologhi della Varechina (gioco di parole con i celebri Monologhi della vagina di Eve Ensler), una nuova rivista di letteratura e immagini ideata e curata da Silvana Rigobon, che si propone di offrire una stanza tutta per sé a donne che raccontano storie. Vi collaborano scrittrici, giornaliste, blogger, illustratrici, artiste, fotografe, autrici di teatro e di cinema. Il numero è dedicato al Lavoro in bianco e nero, interpretato dalle autrici come cinema d'autore: lavoro sommerso, immigrati clandestini, precariato, lavoro di strada, disoccupazione, sfruttamento, disparità uomo/donna, pubblico e privato, flessibilità. Le narrazioni di questo numero sono di Manuela Ardingo, Alice Avallone, Antonella Cicogna, Antonella Cilento, Babsi Jones, Loredana Lipperini, Laura Pugno, Chiara Reali, Silvana Rigobon, Stefania Scateni, Nadia Zorzin. La rivista, in formato pdf, si potrà scaricare gratuitamente presso vibrisse, il bollettino di scritture e letture curato da Giulio Mozzi (www.vibrissebollettino.net). Ancora una rivista. Il Circolo della Rosa e la Libreria delle Donne di Milano hanno realizzato un nuovo Quaderno dedicato al lavoro. Dopo Parole che le donne usano per quello che fanno e vivono nel mondo del lavoro oggi, uscito lo scorso anno, ecco Tre donne e due uomini parlano del lavoro che cambia, con interventi di Cristina Borderias, Lia Cigarini, Adriana Nannicini, Christian Marazzi e Sergio Bologna. Libri. Michela Murgia, giovane teologa di formazione, racconta ne Il mondo deve sapere (Isbn, pagine 123, euro 10) un mese di lavoro in un call center: una commedia-inchiesta, che fa ridere ma anche arrabbiare, che descrive un modello lavorativo a metà tra berlusconismo e Scientology. Ne Il momento è atipico (Terre di mezzo, pagine 112, euro 7) la sindacalista Marilisa Monaco, invece, ha raccolto le storie e le testimonianze di cinque lavoratori, atipici e dipendenti, per descrivere non solo le diverse condizioni di lavoro, ma anche la convivenza tra chi gode di diritti acquisiti e chi vive appeso a un contratto dopo l'altro. In appendice una guida ai diversi "contratti".
Pubblicato da: giuliomozzi - 06.06.06 12:22
@ CARLO
C'ho le nuvole fuori dalla finestra e venti gradi di afa. :-)
E poi, a me mi piace uscire durante le ore del crepuscolo: come un pipistrello. :-D
@ MARIO SCHIANO
Forse il padre del free jazz?
Ragionamento, il suo, fin troppo free. :-(
Improvvisare illazioni mica facile.
@ GIULIO
a.] hai mai pensato che fosse una provocazione? Lo sai - e mi conosci un po' - tanto per capire che era anche una provocazione. Però non eri tenuto a capire che si trattasse anche di una provocazione.
Sinceramente ci sono dentro nomi "grossi", nel senso che potrebbero attirare l'attenzione del pubblico deviando l'attenzione dalle Varechine nuove. Però di voci nuove, ne vedo poche. Tra cui Babsi Jones che - a pelle mi sta antipatica, qui lo dico e non lo nego - ha scritto un gran bel pezzo, e glielo riconosco. Non sarebbe stato meglio far sì che le Varechine fossero un po' di più, cioè di voci nuove?
Mi spiego ancor meglio: cioè di Varechine che non hanno pubblicati libri, ma solo su dei giornali o riviste al massimo?
b.] era un invito o un imperativo? Non mi è sembrato un invito, ma un imperativo, una quasi sfida. Se mi avessi detto: "Per favore, vorresti fare dei nomi?" Anche senza il "per favore". Cambiava tutto, in quel "vorresti" ipotetico, ci leggi l'invito, la cortesia. Ma tu scrivesti: "Giuseppe, fa’ dei nomi. Proponi." Un ordine.
A me gli ordini non piacciono: disubbidisco. :-)
c.] per quanto detto al punto [b], la mia reazione è stata piccata.
E poi ci siamo "piccati" entrambi, ma tu per primo. :-) Sì, sto facendo come i bambini a scuola, ma così non ci sono problemi di "comprendonio". Al che, io, un po' piccato e un po' ferito e un po' divertito in egual misura, ti ho risposto con la lettera. E tu, disubbidiente, pur sapendo che era "chiusa", l'hai riaperta. :-)))
E se non avete capito, m'incazzo al volo, ma le mie non saranno 10.000 battute, ma 100.000 almeno. ^_____^
buon appetito
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 06.06.06 12:58
No, il figlio di Cesare Schiano e Marta Pelizzotti. Mai coverto, il jazz.
Pubblicato da: Mario Schiano - 06.06.06 13:14
Schiano il \"padre del free jazz\"?
Non ripetiamo diffuse castronerie, su.
E\' un po\' come dire che Celentano è il \"padre del rock\'n\'roll\", o che Jovanotti è il \"padre del rap\".
Schiano è stato importante, ma dove e quando?
Dove: in Italia.
Quando: dieci-quindici anni dopo l\'album \"Free Jazz\" dell\'Ornette Coleman Double Quartet.
Pubblicato da: Wu Ming 1 - 06.06.06 13:23
Doverosa la precisazione di Wu Ming 1.
Pubblicato da: Baldrus - 06.06.06 13:33
@ WU MING 1
Sto ancor digerendo. Gnam gnam ^____^
Jovanotti è il padre del rap "commerciale" in Italia. Anzi, il re. Può non piacere, ma è altra cosa.
Il Signor G. è stato uno dei padri del rock'n'roll in Italia. Insieme a Celentano e tanti altri ancora.
Mario Schiano: il primo ad andare contro certi schematismi conformistici. Per me, e non solo, il padre del free jazz in Italia.
Mancava quel "in Italia". Ma era sottointeso, cioè si capiva.
Bene, peccato anzi: non è Mario Schiano, non quello lì. :-((( Sarà un bravaccio manzoniano, o come si dice oggi un troll. :-)
saludos
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 06.06.06 13:37
Pino D\'Angiò rappava in italiano, con grande successo di vendite e robusta presenza in tv, dieci anni abbondanti prima di Jovanotti.
Fu lui il padre del rap commerciale italiano.
I Flaminio Maphia riconobbero il debito nel 2005, riproponendo il suo hit del 1981 Che idea.
Il primo LP di Jovanotti (Jovanotti for President) risale appena al 1988.
Pubblicato da: Wu Ming 1 - 06.06.06 14:08
Giuseppe, ho appunto risposto a una provocazione con una sfida.
Tu non hai accettata la sfida.
Pubblicato da: giuliomozzi - 06.06.06 14:27
delizioso mario schiano, ma dove mai ho scritto che è colpa degli altri?
Dove mai ho fatto del vittimismo petulante?
non ho neppure scritto che è merito di giulio (perchè non lo è, solo che giulio ha il merito, questo sì, di saper interpretare la rete per quello che è).
E' chiaro che se una colpa esistesse, sarebbe "colpa" mia, mai messo in dubbio, anzi, però sostengo anche il mio diritto a pensare diversamente dai blogger della prima ora e soprattutto difendo il mio diritto, se mi va, di dirlo.
Mica crederai che mi chiedano di andarmene perchè dico le parolacce o sono litigiosa o polemica o perchè mi metta le e-dita nel naso, vero? :-)
.... altrimenti i blog sarebbero vuoti di commenti.
I commenti stupidi non danno nessuna noia a nessuno, la rete ne è piena e nessuno se ne fa un problema, non li legge e stop;-)
Per la cronaca, ma non chiedo a nessuno di crederci, io personalmente non ho alcun astio verso nessuno, tanto meno verso le ragazze di varechina (ma figuriamoci), che io sappia non ho litigato con nessuna di loro direttamente, forse ho ripreso silvana per l'espressione "del calibro di" riferito a persone decisamente di calibro diverso, ma mi sembra un po' poco per ritenerlo motivo di acredine (semmai sarebbe silvana ad avercela con me, ma credo che, se anche se lo ricordasse, se ne fregherebbe altamente).
Ad ogni modo a me se una cosa scritta mi piace anche se è scritta da qualcuno che, per motivi svariati (e ce ne sono) mi sta sul culo non faccio alcuna fatica ad ammetterlo, anzi. Naturalmente vale anche il contrario :-).
A volte a leggere certi commenti sembra di essere all'asilo infantile .... beh, schiano, se non la smetti stasera lo dico al mio papà che fa pugilato ;-)
geo
Pubblicato da: georgia - 06.06.06 14:30
Troppi sorrisetti e strizzatine d'occhio, non mi hai convinto.
Pubblicato da: Mario Schiano - 06.06.06 14:34
Georgia, non è vero che "i commenti stupidi non danno nessuna noia a nessuno" e che "nessuno se ne fa un problema". Per me i "commenti stupidi" rappresentano un costo: occupano spazio nel server (pochissimo), consumano banda (molta). Ovviamente sono più felice se i soldi che spendo per vibrisse servono a far circolare articoli e conversazioni intelligenti.
Pubblicato da: giuliomozzi - 06.06.06 14:41
caro giulio se lo dici ti devo credere però, mi sento anche in dovere di avvisarti che dal di fuori proprio non sembra visto che sei tu il primo a dare spago ai commenti più stupidi che ti postano ;-)
Ma si sa che, ahimè, tutto è relativo ormai, anche il concetto di stupidità, buona giornata.
geo
Pubblicato da: georgia - 06.06.06 14:45
Fammi un esempio, Georgia.
Pubblicato da: giuliomozzi - 06.06.06 14:48
avermi fatto questa domanda ad esempio ;-)
Ma potrei farti mille esempi proprio nelle ultime ore, ma ora davvero non voglio approfittare troppo del tuo ridottissimo spazio di server.
geo
Pubblicato da: georgia - 06.06.06 15:06
Georgia, ma hai un tic all'occhio destro?
Pubblicato da: Mario Schiano - 06.06.06 15:08
provo a tornare sul niccolo.
pincopallo (giuseppe non faccio il tuo nome solo perché non voglio farne un discorso personale, voglio provare a generalizzare un po') dice: che noia i soliti nomi.
Dicendo così sembra suggerire che Varechina ha pescato nella solita combriccola, tre la solite note, etc etc. In questo modo fa balenare nella mente di tutti che ci possano essere altre scritture, altre personalità che sono state lasciate fuori da Varechina. La ragione dell'esclusione, sembra dire chi parla dei "soliti nomi" non è da ritracciare nell'umanità della curatrice, che essendo di carne e ossa non può leggere tutto di tutti, ma nella di lei scelta di privilegiare la sua piccola "chiesa".
Uno che legge un commento così dice: beh, anche se non sono d'accordo sul processo alle intenzioni - perché dire "i soliti nomi" è un processo alle intenzioni - proviamo a fare degli altri nomi a proporre nomi diversi. In una parola proviamo ad essere costruttivi.
Prova insomma non a denigrare un prodotto, ma a migliorarlo.
Prova a non dire semplicemente no, ma anche a proporre qualcosa, a sporcarti le mani a prendere una posizione più complessa.
"Negare" è semplice: ci vuol poco a dire "no". Ci vuol anche poco a motivarlo un "no". Diverso è decidersi per una posizione costruttiva, in cui si prova per una volta a fare un discorso sul "merito" di una questione, misurandoci con la questione stessa
non sarebbe più utile?
d.
Pubblicato da: demetrio - 06.06.06 15:22
Georgia, a me è utile proporre gli articoli e seguire le conversazioni in maniera tale che i postatori di commenti stupidi non siano invogliati a partecipare.
Quindi, se tu sai riconoscere e descrivermi, o almeno indicarmi, miei comportamenti che attirano i postatori di commenti stupidi, fai una cosa che mi è utile.
Se non hai voglia di fare una cosa che mi è utile, non farla. Mica sei tenuta.
Ah, lo spazio sul server non è "ridottissimo". E' enorme. E i commenti ne consumano pochissimo: come ho scritto.
Pubblicato da: giuliomozzi - 06.06.06 15:29
@ GIULIO
La sfida, alla fine, m'hai costretto ad accettarla: sembravamo due highlander con spade ben affilate in mano. Ne resterà uno solo! ^____^
"Born to be kings, princes of the universe
Fighting and free
Got your world in my hand
I'm here for your love and I'll make my stand
We were born to be princes of the universe"
Chi avrà ottenuta la reviviscenza? ^_____^
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 06.06.06 16:16
Giuseppe, io però non ho ancora capito. L'intervento dal quale Giulio ha tratto spunto (pretesto) per "incazzarsi" con te riguardava la scelta dei soliti nomi da pubblicare su Varechina. Ora, che tu obietti che non si è voluto proporre qualche nome nuovo potrebbe pure starci; ma ciò potrebbe esere spiegato in mille modi (la Rigobon ha dei suoi canoni di "bravura" e quelli a seguito; oppure ha chiesto alle persone più vicine di darle una mano; oppure un motivo qualsiasi). La tua critica avrebbe potuto essere ben più efficace se avessi argomentato anziché defilarti. L'operazione Varechina è una faccenda di lobby, sono tutti un magna magna? E' questo che volevi dire? E allora dillo, perché la calunnia è un venticello, ma se assume la forza di una tormenta si chiama denuncia ed ha una dignità e un'utilità. Invece tu insinui subito l'idea che non si è voluto, quasi che una regia nemmeno troppo occulta abbia scientemente operato con l'intenzione di escludere altre autrici che, posta così la cosa, potrebbero essere (anzi, sono, altrimenti il discorso perderebbe di senso) migliori di quelle che invece sono state pubblicate.
E, a me che leggo ignaro, viene subito da domandarmi chi non ha voluto, perché non ha voluto, che interessi marcescenti si contorcono in questo sordido - o solo pigro o solo pavido, non ho capito bene - mondo che ha partorito Varechina.
Sinceramente, fossi stato Mozzi mi sarei incazzato anche più di quanto ha fatto lui, caro Giuseppe.
Non sono Mozzi, ma condivido appieno il j'accuse che ha lanciato usando te come pretesto. (E non te la prendere, devi starci, non fosse altro perchè Mozzi ha argomentato la sua posizione e tu no, e quindi hai perso il tuo turno di replica e a quel punto toccava a lui)
Ora, Giuseppe, perché?
Qual è esattamente l'accusa? Di avere escluso le migliori pur conoscendone, oppure di non averle neppure cercate?
E cosa c'entra l'Unità?
Poniamo pure caso che abbia piazzato lì il comunicato stampa per farlo credere un articolo. D'accordo, è deontologicamente sbagliato, ma a casa mia, se non pago la bolletta del gas, non vengono a tagliarmi la luce elettrica. E viceversa. Che è come dire, caro Giuseppe, che se te la prendi con Mozzi e la Rigobon per una cosa che fa l'Unità, domani potrai prendertela con me per una cosa che farà Demetrio Paolin (scusa Demetrio, ma è giusto per fare un esempio).
Cioè, caro Giuseppe, che la cosa non mi pare faccia poca differenza, in tutta questa faccenda di accuse nemmeno tanto sottintese (ma, ripeto, mi sfugge di cosa realmente accusi le persone interessate), sarebbe bene che si tenessero sempre presenti nessi causali e sequenze logiche, altrimenti si rischia il dialogo tra sordi.
E, perdonami, ma mi scappa di dirtelo e te lo dico, la tua lettera aperta e chiusa su Bio l'ho letta e riletta ma mi è sembrata la risposta di un sordo.
Però non ho capito se si trattava di un sordo che non ha voluto sentire la domanda.
Pubblicato da: mauro - 06.06.06 18:32
Iannozzi, pari una formichina che si esalta per aver morsicato l'elefante che l'ha schiacciata.
Pubblicato da: killbill - 06.06.06 18:43
@ MAURO
No, Mauro.
Calmo.
Respira con calma.
Io non ho mai parlato di "lobby" né di "magna magna".
Io ho detto "i soliti nomi": per cortesia, leggiamo le provocazioni per quel che sono e non per quel che non sono. Altrimenti ti sparo 1.000.000 di battute. Scherzo e non scherzo. Ma io ho detto: "i soliti nomi".
Non mi si mettano in bocca cose che non ho detto affatto.
Tu fai delle deduzioni tutte tue, un esagerato solipsismo che sa di calunnia: no, Mauro. Se queste sono le tue deduzioni, tienile per te. PER TE. Ma non darle in alcun modo addosso a me.
Se ti va di trarre delle conclusioni errate, fallo. Ma non venire a dirmi che sono le mie conclusioni. PERCHE' SONO LE TUE.
Giulio si è incazzato.
Abbiamo incrociato le spade.
Finita lì.
Abbiamo parlato e la testa ce l'abbiamo ancora sulle spalle.
A me di seminar zizzania proprio non mi va.
Né mi piace il tuo modo di portare avanti un discorso che puzza di carogna morta.
Ora, Mauro, io la mia posizione l'ho bene espressa: forse te la sei persa, forse non hai avuto la voglia di leggerla, o l'hai letta e non l'hai capita. Peccato, in ogni caso peccato.
Scusa: ma che vai dicendo? Dici: "Poniamo pure caso che abbia piazzato lì il comunicato stampa per farlo credere un articolo. etc etc."
Ti stai arrampicando sugli specchi. E mi stai annoiando tra l'altro.
Non poniamo proprio niente.
Non sono Spiderman, e sugli specchi io scivolo.
Forse tu sei Spiderman: buon per te.
MA IO NO, QUINDI NON CI PROVO NEANCHE A SEGUIRTI SUGLI SPECCHI.
Comunque mi prendo il tuo "je accuse" e finita lì.
Sinceramente, caro Mauro: il tuo (s)ragionamento non sta in piedi nemmeno con le stampelle. E però lo fai camminare sugli specchi. Buona fortuna. Ne avrai bisogno.
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 06.06.06 18:48
@ KILL BILL
E tu sei un anonimo: tutto detto.
Fatti passare il travaso di bile.
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 06.06.06 18:50
A me sembra che Iannozzi non stia argomentando niente. Insulti sì: "carogna morta" etc. Ma argomenti non ce n'è. Forse la risposta è qui?
http://it.wikipedia.org/wiki/Troll_(internet)
Boh, chi lo sa.
Pubblicato da: Mario Schiano - 06.06.06 18:53
iannozzi, non è così.
i giornali non usano scrivere questo è un comunicato questo è un dispaccio di agenzia.
quando un comunicato è giudicato attendibile lo si pubblica (solitamente non in modo integrale).
quando un comunicato non annuncia un avvenimento, un'iniziativa, ma denuncia, osserva, critica, allora si scrive (una nota di forza italia afferma che....)
i dispacci di agenzia.
se sono pubblicati pari pari si scrive ansa, agi, eccetera.
se sono lavorati (si pensi che oltre il 50 per cento delle notizie di Repubblica e Corsera sono tratte dalle agenzie) invece no.
insomma: l'Unità ha lavorato come si uda fare in qualsiasi redazione, credetemi.
non ho letto tutto e bene, comunque.
se una giornalista dell'unità è anche una collaboratrice di varechina io non ci vedo nulla di male. i giornali usano valorizzare i propri redattori e collaboratori, a volte eccedendo, e l'unità, ma questo lo dico a lume di naso, non mi pare sia un organo che ecceda.
sulla polemica.
io credo che se uno vuol fare una rivista è libero di chiamare a collaborare chi vuole.
ma credo anche che sia un diritto poter dire "oggesù, la stessa minestra".
saluti
Pubblicato da: remo - 06.06.06 19:06
@ REMO
Infatti, non usano scrivere "questo è un comunicato stampa", "questo è un dispaccio di agenzia": è un'usanza ma sbagliata. In Italia la usano tutte le testate questa usanza: si potrebbe migliorare la qualità dell'informazione, o no?
Ma se non si vuole, non si vuole.
Ci teniamo l'informazione che abbiamo: e finita lì.
@ MARIO SCHIANO
Che noia! Quando hai finito di rompere le scatole, non farcelo un fischio.
Buona serata
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 06.06.06 19:15
"In Italia la usano tutte le testate questa usanza"
Iannozzi, puoi fare qualche esempio di come funzionano le cose sui giornali di altri paesi?
Pubblicato da: Peppe Agnostico - 06.06.06 19:24
Il provocatore provocato.
Una curiosa situazione.
Pubblicato da: sonetti - 06.06.06 19:42
Sonetti, si chiama "chi la fa l'aspetti" :-)
Pubblicato da: Mario Schiano - 06.06.06 19:44
@ PEPPE AGNOSTICO
Mi chiedo chi sia tu... Kill Bill, Mario Schiano, etc. etc. etc. Ho questo sospetto. Un sospetto.
Hai solo da leggerti i giornali esteri: e ti trovi tutti gli esempi che vuoi.
@ SONETTI
Nooo, come posso esser provocato da un anonimo sempre uguale a sé stesso, cioè vigliacco e senza uno straccio di argomento in bocca se non l'insulto per l'insulto? Non ci investo neanche un capello.
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 06.06.06 19:48
No, non sono killbill, non sono mauro, non sono carlo, non sono remo, non sono nessuno dei suddetti :-) Sono uno a cui piace la precisione e apprezza poco le affermazioni un tanto al kg.
"Hai solo da leggerti i giornali esteri: e ti trovi tutti gli esempi che vuoi."
Ma poni il caso che il tuo interlocutore non sappia le lingue: mi fai un esempio, per favore? Un esempio. Anche piccolo. Fammi un esempio.
Pubblicato da: Peppe Agnostico - 06.06.06 19:53
La stampa inglese e americana si comportano esattamente come diceva Remo.
----
quando un comunicato è giudicato attendibile lo si pubblica (solitamente non in modo integrale).
i dispacci di agenzia.
se sono pubblicati pari pari si scrive ansa, agi, eccetera.
se sono lavorati (si pensi che oltre il 50 per cento delle notizie di Repubblica e Corsera sono tratte dalle agenzie) invece no.
----
Al posto di ansa e agi mettici reuters o associated press, ma per il resto tutto coincide. Sul New York Times - per dire un giornale a caso - troverai i dispacci ap del giorno prima, pari pari o rilavorati, non firmati.
Pubblicato da: Gualtiero Cronchiti - 06.06.06 19:58
Appunto. Proprio lì volevo arrivare :-)
Pubblicato da: Peppe Agnostico - 06.06.06 20:02
-----------------------
| |
/| /| | Per favore, |
||__|| | non date |
/ O O\__ da mangiare |
/ \ ai troll. |
/ \ \ |
/ _ \ \ -------------------
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/ | | | |\____/ ||
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* ___ c_c_c_C/ \C_c_c_c____________
Pubblicato da: please - 06.06.06 20:17
@ GUALTIERO
Dici:
- quando un comunicato è giudicato attendibile lo si pubblica (solitamente non in modo integrale).
- i dispacci di agenzia.
se sono pubblicati pari pari si scrive ansa, agi, eccetera.
Ah, ecco, si scriverebbe qualcosa: ansa, agi, eccetera eccetera. Quello su l'Unità - che è comunicato stampa - pubblicato per intero pari pari, come sarebbe stato considerato allora da quelli dell'Unità? Boh, il grande boh à la Jovanotti. :-)
Allora, visto che hai citato il New York Times:
http://www.nytimes.com/aponline/world/AP-Canada-Terrorism-Arrests.html
Ontario Terrorism Suspects Face Hearing
By THE ASSOCIATED PRESS
Published: June 6, 2006
Filed at 1:54 p.m. ET
Ohhh, c'è la fonte: almeno se mi dovrò incazzare, saprò che l'incazzatura sarà soprattutto per The Associated Press, e poi con il giornale che non ha verificata la notizia. Ma c'è tutto l'essenziale.
In Italia, invece si pubblica e basta.
Esempio, sul La Repubblica:
http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_1571686.html?ref=hprepnews
Ci fosse UNA indicazione UNA da dove viene 'sto aggiornamento.
Chi l'ha scritto? Quali tagli se ci sono stati sul testo? Da dove viene 'sta notizia?
Boh, il solito grande boh in stile Jovanotti.
Così anche Peppe Agnostico è felice ora che gli ho fatti gli esempi, anche se non parla le lingue. :-)
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 06.06.06 20:20
Se non si trova indicazione, spesso vuol dire che il testo ha subito rimaneggiamenti o tagli. Poi esiste anche la sciatteria, non dico di no, ma la regola non mi sembra difficile da comprendere. Se il dispaccio non ha subito tagli, proprio come sul New York Times, tra parentesi si può vedere da quale agenzia proviene il dispaccio. Ripeto, le prassi sono simili quasi dappertutto, la stampa italiana sarà più facilona ma non si discosta tanto da quella di altri paesi, sovente richiamata a esempio di qualità da chi nemmeno la conosce.
Un esempio da corriere.it, dispaccio Agr:
---------
06 giu 20:21 Calcio: Berlusconi, Il Milan ha sempre vinto sul campo
MILANO - Silvio Berlusconi, presidente del Milan, è tornato a parlare degli scandali del calcio: O è colpa di tutti o di nessuno. Stanno tirando dentro il Milan, ma noi abbiamo sempre vinto sul campo. (Agr)
Pubblicato da: Gualtiero Cronchiti - 06.06.06 20:33
Iannozzi, tra l'altro, confonde comunicati stampa e lanci d'agenzia. Quello di Varechina non proveniva da Ansa, ADN etc.
Pubblicato da: Peppe Agnostico - 06.06.06 20:36
ah ah ah ah roba da non crederci, ma guarda che razza di discussione portano avanti:-)
e poi giulio mi chiede di fargli qualche esempio.
Se la discussione è intelligente succede il finimondo arrivano cavalieri e valchirie a protestare, a chiedere l'esilio del commentatore e cazzate del genere, se invece è demenziale 'un gliene frega nulla a nessuno e ... piatto ricco mi ci ficco;-), tra l'altro si riconoscono anche bene i grulli che scivolano sulla cera con le pattine ... oh meno male che oggi è il 06 06 06
Pubblicato da: georgia - 06.06.06 20:44
@ GUALTIERO
Che in Italia si è molto ma molto ma moltissimo più faciloni non c'è dubbio alcuno:
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2006/06_Giugno/05/sandi.shtml
Per fortuna c'è la data, almeno quella. E per fortuna che si parla solo di un fenomeno (!) del marketing musicale, però in Primo Piano nella pagina degli Spettacoli.
C'è di che aver paura con un modo così di fare i giornali in Italia.
@ PEPPE AGNOSTICO
Tu hai problemi di comprendonio. ^____^
Ho forse mai detto che "quello" di Varechina provenga da Ansa, Adnkronos, Agr, o che altro? No.
Proprio per niente.
Giulio l'ha detto grosso come una casa che il testo l'hanno scritto le Varichine. Io l'ho capito, tu invece cerchi di seminare la confusione: non attacca.
Impara a leggere. Altrimenti prendi delle ripetizioni: se le vuoi da me, sono 25 Euro ogni 50 min.
Bene, direi che chiarezza è stata fatta, o no?
Buona serata
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 06.06.06 20:50
"ah ah ah ah roba da non crederci, ma guarda che razza di discussione portano avanti:-)"
Quella che hai avviato tu, Georgia. Rileggere il tuo primo commento, là sopra. Sei stata tu a montare un caso su una questione inesistente, ed è Iannozzi che porta avanti la gazzarra, nonostante tutte le controprove che non è successo proprio niente di inusuale.
Pubblicato da: precisione - 06.06.06 21:13
Caro Giuseppe, la mia respirazione è sempre stata regolare, grazie.
Altrettanto spero della tua.
Poi, purtroppo, deduco dalla tua risposta che la sordità è indotta.
Pubblicato da: mauro - 06.06.06 21:21
Iannozzi, non colgo la pertinenza della pagina del Corriere a cui mi rimandi. Si tratta di un articolo redazionale, non di un dispaccio di agenzia. A volte i redazionali si basano sui lanci, ma li integrano (o allungano) a piacimento, come in questo caso. Nel pezzo vi sono link e risorse multimediali (video). In ogni caso la fonte non sembra essere un dispaccio ma un articolo di The Independent, quindi la fonte risulta correttamente riportata.
Leggo sul tuo sito che sei giornalista professionista. Immagino tu sia iscritto all\'Albo del Piemonte. Queste cose dovresti saperle senza che venga a dirtele io.
Pubblicato da: Gualtiero Cronchiti - 06.06.06 21:32
ci-qu ci-qu... qua qua.
qua qua---> donna a pianeta terra terra. c'è nessuuunooo?
"Ma può anche capitare che uno scriva delle cose, appunto, pasticciate e inutili (e questo accade sovente) e non se ne accorga o non se ne voglia accorgere, il che è ben possibile, perché la carta è un materiale troppo tollerante. Le puoi scrivere sopra qualunque enormità, e non protesta mai: non fa come il legname delle armature nelle gallerie di miniera, che scricchiola quando è sovraccarico."
(Primo Levi)
aforisma che vale anche per me, ovviamente.
eh.
paola
Pubblicato da: cara polvere - 06.06.06 22:04
@ GUALTIERO
"In ogni caso la fonte non sembra essere un dispaccio ma un articolo di The Independent, quindi la fonte risulta correttamente riportata."
Sbagliato.
"Non sembra essere un dispaccio" ---> Non c'è dunque certezza, anche se il testo cita il The Independent nel corpo stesso dell'articolo.
Molto pià corretto dire: si potrebbe supporre che la fonte principale sia il The Independent. Ma non sappiamo se per scrivere il testo ci si sia rifatti ad altre fonti. Per quanto ne sappiamo, il testo potrebbe essere il risultato di più fonti.
"A volte i redazionali si basano sui lanci, ma li integrano (o allungano) a piacimento ---> a piacimento: appunto.
E non dovrei esser io a evidenziarti queste cose.
L'informazione italiana è quella che è: non perfetta, forse perfettibile. Ma c'è da lavorare, e molto: ma questa è solo la mia opinione.
Si potrebbero tirar su migliaia di esempi come per i già citati pezzi dal New York Times e da La Repubblica. Andare avanti così, fino alla nausea: non mi pare il caso.
Semplicemente: la stampa italiana in molti casi è più facilona rispetto a quella di altri paesi. Questo è il punto.
Saludos e buona serata
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 06.06.06 22:04
@ MAURO
Felice di saper che sei in buona salute.
@ PRECISIONE
Qui Quo Qua ^____^
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 06.06.06 22:06
Sicuro, Iannozzi? Conosci i tabloid britannici (Sun e Mirror)? Conosci la stampa popolare tedesca (Bild Zeitung)? E fatti salvi i pezzi da novanta come NYT o Washington Post, la stampa statunitense lascia molto a desiderare, anche a New York: il giornale più venduto in città è il New York Post, praticamente immondizia, e te lo raccomando il rispetto delle fonti etc. Guarda, è troppo facile dire che la nostra stampa è peggio delle altre. A volte è vero, a volte no.
Pubblicato da: Gualtiero Cronchiti - 06.06.06 22:09
Eppure io nel mio cuore, sono: rallentare bambini.
(Anne Sexton, l'Estrema abbondanza)
Pubblicato da: cara polvere - 06.06.06 22:10
Ho scritto:
Io guardo alla stampa italiana e ad un suo possibile miglioramento.
Comunque: a volte è vero, altre no. Su questo concordo. Non faccio di tutta la stampa italiana un fascio.
Noi non abbiamo neanche due pezzi da novanta, e nemmeno uno. Perlomeno io in Italia non ne vedo di testate da novanta.
Si può migliorare: almeno la speranza cerchiamo di tenerla viva.
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 06.06.06 22:40
Quel "Ho scritto:" --- da non considerare.
Mio errore di battitura.
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 06.06.06 22:41
Iannozzi, sei troppo modesto. Un pezzo da novanta del giornalismo italiano è senz'altro il tuo blog.
Pubblicato da: Sammy Barbot - 06.06.06 23:22
@ SAMMY
Grazie. Mi piace esser preso sul serio, da primadonna. ^____^
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 06.06.06 23:23
Però ti volevo chiedere: ma perché "Bio Giannozzi"?
"Giuseppe Iannozzi" allora è uno pseudonimo?
Pubblicato da: Sammy Barbot - 06.06.06 23:25
O era una bestemmia col refuso iniziale?
Pubblicato da: Sammy Barbot - 06.06.06 23:25
Era una preghiera inesaudita: che tu, Sammy, diventassi intelligente. :-)
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 06.06.06 23:53
Io sono il tuo cantante delle antille preferito. Ci hai passato i tardi pomeriggi, ad ammirarmi in "Piccolo slam". Eri in quinta elementare e non vedevi l'ora di vedere la sigla, e di sentirla. "Every little thing you do is magic" dei Police. Poi ti sorbivi tutto il programma, ammirava la mia calma virilità, ti facevi cullare dal mio accento, e arrivavi estasiato al finale, "Aria di casa mia / aria di libertà"...
Pubblicato da: Sammy Barbot - 07.06.06 00:23
No, scusate, ma le poesie sul blog di questo Iannozzi sono proprio sue? Non voglio essere cattivo, ma sono cose che si scrivono a quindici anni, se va bene. Credevo di dover leggere la potenza un nuovo Genna poeta (quel Genna poeta che si è suicidato, come poeta)e mi ritrovo il diario di... E' di fronte a queste cose che cade il palco, veramente, tutto viene destituito di valore e di senso.
Pubblicato da: Lele - 07.06.06 00:33
Non vi capisco, lo giuro sui miei due figli non vi capisco. Ma perchè tanta cattiveria anonima? Ma che gusto ci provate? Perche vi sforzate di fare del male a Giorgia e Iannozzi, che sfaccimma ve ne frega a voi di fargli del male? Quando anche li aavete colpiti , che cazzo vi torna?
Mi è capitato di essere stronzo, hai voglia. Però ero di faccia, ci rischiavo il culo. Per essere tanto meschino dovevo pomparmi con l'esaltazione, darmi le arie da uomo. Poi la sera andavo a letto, e ci restovo sveglio uguale.
Iannozzi è tosto, ancora ancora lo capisco. Ma Georgia, ma come fate? Sinceramente vi disprezzo, grandi come scrittori siete, e sarete, piccoli uomini.
gemte come voi non cambia, a strisciare ci ha prso gusto.
Pubblicato da: Lucis - 07.06.06 00:51
A strisciare ci avete preso gusto.
Scusate, non ho riletto. Sono stanco e anche abbastanza schifato.
Pubblicato da: Lucis - 07.06.06 00:53
@ LUCIS
Lucis, sono dei vigliacchi: non hanno coraggio né faccia. Hanno una littoria forza solo nell'anonimato. Una forza che non vale due lire, quella del fascismo e dello stalinismo: sono così, vigliacchi per natura elettiva. Strisciano ma non sono né vermi né uomini né fantasmi né riflessi: sono striscianti e basta.
Loro lo sanno che son dei vigliacchi: infatti non osano avvicinarsi al mio blog.
Ce l'hanno un ip. O sì che ce l'hanno: è come la targa d'un'automobile. Non si scappa. Alla fine non si scappa.
Non ce l'hanno il coraggio.
Sono striscianti e basta. Non hanno un IO o una parvernza di un io minuscolo0.
Ma consoliamoci: i loro libri giacciono sicuramente accatastati, invenduti, destinati al macero. O nei remainders: dove nessuno se li caga.
Quale peggiore punizione dunque per questi striscianti se non la certezza di sapere che non valgono nemmeno come striscianti per i remainders?
Sono schifato dalla loro vigliaccheria: non da loro. Dalla loro vigliaccheria, una malattia che non perderanno mai e che li accompagnerà per sempre.
La cattiveria ha una parvenza di premeditazione e intelligenza. Loro sono solo dei vigliacchi.
E tanto fa.
'Notte Lucis
giuseppe
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 07.06.06 01:15
Lucis che regge il moccolo a Iannozzi che regge il moccolo a Barbieri che regge il moccolo a Georgia etc. etc. Anche qui nulla di nuovo.
Pubblicato da: bontà loro - 07.06.06 10:13
Scusate, ma dov'è stato insultato Iannozzi, da questi cattivissimi anonimi? A parte poche eccezioni, si è parlato di giornalismo, di come si scrive su un blog, si è detto che certe polemiche sollevate da Iannozzi erano inutili e strumentali, si è invitato a smettere di trollare, si è chiesto a Iannozzi di approfondire affermazioni vaghe che aveva fatto. Se non potete sopportare questo, e dovete per forza appigliarvi al fatto che non conoscete nome, cognome e codice fiscale dell'interlocutore, siete alquanto messi male.
Pubblicato da: boh - 07.06.06 10:19
Io dico che sono perdite di tempo a prescindere, ma aggiungo che lo sputtanamento di un troll o di un metodo trollesco implica anche, occasionalmente, dimostrare che il trollaggio è un boomerang. Appunto: il provocatore che lascia mille commenti egocentrici e smodati alla settimana e prende di mira ora questo ora quello, si ritrova a essere il provocato e ben gli sta, e se uno decide di fare questo non può certo dare appigli ai troll, che ci mettono un nonnulla a fare le vittime e a coalizzarsi contro chi sta facendo bonifica (perdendo tempo, ripeto: i troll andrebbero ignorati e basta). Siccome loro stanno in rete ventiquattro ore su ventiquattro, hanno il tempo e la comodità di linciare il nemico di turno per mesi e mesi in tutti gli spazi commenti e forum. i bambini coi capelli e senza lo sanno fare molto bene e lo hanno già fatto diverse volte. Stavolta doveva toccare a Babsi Jones ma purtroppo non ha funzionato. In passato le scorribande partivano dagli spazi commenti di Nazione Indiana, lo abbiamo visto tutti e tutti lo sappiamo. Adesso si lamentano e piagnucolano, fanno gli schifati e per due battutine accusano gli altri di stalinismo, ma sono ridicoli, e ridicole sono le teorie del complotto. Ah, e si controlli pure il numero IP di questo commento, non sono lo stesso del commento sopra.
Pubblicato da: Alessandro Canzian - 07.06.06 10:38
@ Canzian e agli altri Troll
Mi puoi dare del troll quanto vuoi. Me ne frega niente di te come degli altri: sai perché? Perché io con il mio stupido blog ho più lettori di tutti quelli che pubblicano e i cui libri rimangono in deposito e che manco i remainders riescono a vendere tanto sono insulsi. Un discorso in generale su libri usciti nell'arco di un anno e che hanno venduto meno di niente. Questa la loro punizione, la peggiore, ineluttabile.
Per fortuna in Rete non si è tutti uguali: c'è gente responsabile, con la testa sulle spalle, che sa quando fare critiche costruttive e quando mandare a quel paese se è il caso.
Gli anonimi sono quello che sono: niente. La loro stessa vigliaccheria li condanna. Se avessero una faccia da mostrare, la mostrerebbero. Ma non ce l'hanno una faccia che possano mostrare. Ed allora io dovrei rispettare dei "cosi" vigliacchi, la cui faccia non c'è perché se la sono negata da soli?
Spiacente: simili "cosi" sono "cosi" e basta.
Non è la battutina qui o in altro dove: è la reiterazione continuata di battutine - di cui mi frega niente. Ma la reiterazione è uno schifo. Ecco il motivo per cui mi conservo sul mio blog tutti gli anonimi con i loro commenti sporchi. Me li incornicio. Ne faccio vanto. Per essere amato bisogna pure avere dei nemici sporchi e vigliacchi in questo mondo che grida d'esser quadrato e retto ma solo indossando la maschera dell'ipocrisia.
E vi regalo pure una poesia:
Ho pensato tantissimo a te.
Ci penso tuttora.
Sedevi immobile,
le mani intrecciate sul grembo
come una scolaretta.
Ti è stato concesso di piangere
perché hai mantenuto fede al tuo dolore.
Ti ho vista oggi
seduta nello stesso modo,
le stesse lagrime sulle tue guance,
come se mai ti fossi mossa
in tutti questi anni:
lo stesso brutto mal di testa
nell’occhio destro,
la stessa mosca
che cerca di fecondare le tue labbra.
Vecchia amica, sei un casino
sotto ogni punto di vista
eccetto quello dell’amore.
Non dite che non sono buono, perché son fin troppo tollerante. Rispondendo pure a quegli anonimi che non meriterebbero neanche lo sputo d'un cane randagio.
Saludos
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 07.06.06 11:28
Il mio commento di sopra si riferisce agli anonimi insultanti. Quindi non gli anonimi, non coloro che insultano, ma quelli che insultano in modo anonimo. Nel gorgo di sospetti, insinuazioni, ammiccamenti e pettegolezzi vari che tanto amate scambiarvi (in forma anonima) io non posso entrare perchè sono esterno all'ambiente: sono un lettore e basta. Non so niente di un prima, non so niente delle vostre certezze sul chi ha fatto cosa, non so nulla. E manco mi frega di saperlo.
Ci sono dei limiti. Iannozzi e georgia NON sono intoccabili. In tutta questa discussione, per me, Iannozzi ha torto marcio, e, credo, lui lo sa meglio di me. E' stato ed è il peggior Iannozzi.
Georgia di solito la salto, perchè mi innervosisce. E' veramente irritante.
Però ci sono dei limiti, tanto non giustifica. L'insulto anonimo è il trionfo del bamboccio, e lo sfogo dell'immaturo che non sa e non vuole prendersi le sue responsabilità. Frega un cazzo di sapere chi è con annesso codice fiscale: per me giulio mozzi è un nome, vale quanto boh o bontà loro o lucis. Però Mozzi e lucis sono identificabili e contattabili, gli altri no. Mozzi è Lucis, almeno in potenza, accettano di pagare il prezzo delle loro azioni, gli anonimi HANNO GIA' RIFIUTATO.
Pubblicato da: Lucis - 07.06.06 12:34
@ LUCIS
"E' stato ed è il peggior Iannozzi."
Non faccio ammiccamenti a nessuno né concessioni, neanche a Dio in persona se dovesse presentarsi davanti a me con una castroneria dicendomi di aver fede.
Se l'esser "contro" significa esser il peggior Iannozzi, allora ne vado fiero. Comunque hai ragione: non sono intoccabile. MA PROPRIO NESSUNO è intoccabile: meglio mettere i puntini sulle "i".
...comunque ho altro da fare. E direi che di tempo ne ho impiegato fin troppo in questa discussione. Troppo davvero.
Ma un'ultima cosa: gli anonimi non solo hanno rifiutato il dialogo e il prezzo delle loro azioni, ma si sono negati una qualsiasi faccia. Se non è terrorismo "in rete" questo, non so davvero come lo si potrebbe definire altrimenti.
Le nuove tecnologie, come Internet ad esempio, impongono anche la nascita di nuove forme di delinquenza e terrorismo: l'anonimato è un esempio.
Ma...
Ma ci sono anche anonimi che dialogano: ma i più non lo fanno, sparano a zero, insulti e basta.
Ci si dimentica di una cosa vitale: "la libertà di un individuo, con codice fiscale o senza, finisce dove inizia la mia." E' questo il torto? Domanda retorica. Da promemoria.
Sperando che si passi ad altri argomenti,
saludos
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 07.06.06 12:57
Posso concordare con Lucis sulla questione degli anonimi insultanti, ma distinguerei tra insulti veri e propri e semplici battute sarcastiche. Menarla sulla vigliaccheria di chi interviene per dire a Iannozzi di guardare fuori dalla finestra che siamo nella stagione estiva mi sembra veramente esagerato, inviterei le persone a contenersi e non creare casi dal nulla.
Sicuramente concordo con Lucis sul fatto che Iannozzi ha torto marcio e sta proponendo il peggio di sé.
Invito anche Iannozzi a fare i nomi e smetterla di insinuare e proporre teorie del complotto assurde. Cosa intende quando parla di scrittori falliti che non vendono nemmeno ai remainders etc.? Ci dica chiaro e tondo chi identifica come suo presunto persecutore, come Grande Vecchio, e ce ne fornisca qualche prova, altrimenti è tutto un gioco da quaquaraquà, infamante nel suo alludere a non si sa bene chi.
Secondo me la questione si riassume in modo molto più semplice: Iannozzi si copre di ridicolo e sempre più persone ci godono a pizzicarlo un poco, di passaggio. Lui si incazza ancora di più, e aumentano i pizzicatori, le battutine, la gente che ha voglia di farsi due risate.
Pubblicato da: Alessandro Canzian - 07.06.06 13:09
Ma Iannozzi (non mi viene di chiamarti per nome: Iannozzi è Iannozzi) il punto è proprio quello che segnali, non sei stato "contro".
Per me essere "contro" vuol dire mostrare, anche e soprattutto tramite provocazioni, un nuovo, diverso punto di vista. Poi, può essere giusto o sbagliato, ma comunque è stato un contributo.
Solo che tu non sei stato contro, hai detto solo no. E lo hai fatto nel modo più scontato e banale possibile, con un "i soliti noti" buono per tutte le stagioni. L'accusa è lanciabile a 360 gradi, va bene sempre e comunque, e va bene pure il suo contrario, avresti potuto dire, con altrettanta ragione "i soliti ignoti". Non sei stato contro, sei stato conformista, sei stato un "solito noto" (qui lo uso in senso diverso)
Quando sei cosi non mi piaci, ed è inutile che sbatti i piedi e ti dai le arie da lupo solitario, sei un intelligenza preziosa, è stimolante e piacevole leggerti, ma alle volte hai davvero bisogno di un iannozzi che ti iannozza a te. Però continuo a pensare che queste cose le sai quanto e più di me. E anche che hai ragione, questa discussione è andata troppo avanti.
Ciao
Pubblicato da: Lucis - 07.06.06 13:31
@ LUCIS
@ CANZIAN
Mannaggia s 'sti soliti ignoti! E a me a quando l'ho sparata 'sta provocazione.
Guarda, la battutina di guardare dalla finestra che è estate mi sta benissimo: anzi, magari ce ne fossero di più.
Comunque non è il caso di approfondire circa gli insulti a me e ad altri. Come già detto: me li tengo, quasi fossero medaglie al valore. Mettiamola così.
Circa lo stato dell'editoria: io ho fatto un discorso in generale. Finita lì. Vendono molto di più i classici che non i contemporanei: sarà anche una colpa - ben gradita - dei tanti giornali che allegano classici della Letteratura.
"Ci dica chiaro e tondo chi identifica come suo presunto persecutore, come Grande Vecchio, e ce ne fornisca qualche prova, altrimenti è tutto un gioco da quaquaraquà, infamante nel suo alludere a non si sa bene chi."
Le prove sono sul mio blog. Sono di una volgarità a dir poco oltraggiosa, oltre la scurrilità. Non sono battutine, ecco. Perciò li tengo quei commenti: esempio, "zargh:.
ti sborro sotto le palpebre." Alla faccia delle battutine. E poi BIP e BIP e BIP e BIP...
Comunque, se vi va di ridere...
Io mi sono stufato.
Scusatemi, ma se volete andare avanti, fatelo senza di me.
Buona giornata
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 07.06.06 13:58
ah ah ah ah ....
..mmmmmm ma bene! ...bene, bene, vedo che i post-e-coglioncelli hanno lucidato per benino i pavimenti, con le loro pattine sfilacciate, bravi, ora però ... ancora una spolveratina in alto sugli scaffali e poi potete anche tornarvene a scrivere ... si spera un po' meglio di quando sbofonchiate durante le pulizie;-)
...e poi giulio mi chiede di fargli degli esempi ... ma sì, sì lo so bene che scherza e che li conosce benissimo e pure gli piacciono.
Cose da e-pazzi!!!!!
geo
Pubblicato da: georgia - 07.06.06 14:47
Georgia, hai davvero un tic all'occhio destro! Continui a strizzarlo e non si capisce il perché.
Pubblicato da: Mario Schiano - 07.06.06 15:00
sì è vero ho un e-tic che è un tic come un altro, però tu smettila di starmi a fissare sbavando tanto non è a te che sto strizzando l'occhio ... ;-)
geo
Pubblicato da: georgia - 07.06.06 15:06
georgia, perdona la domanda, (che ha un suo non-senso) ma hai da fare domenica ?
Pubblicato da: cletus - 07.06.06 15:09
...no, perchè c'è un corso a Tortona e mi stavo chiedendo se volevi essere anche tu della partita. tutto qua.
Pubblicato da: cletus - 07.06.06 15:11
cari amici, la rete è anche un bel posto, ma a furia di girarci dentro forse si tende a credere che il mondo coincida con essa. di più: che coincida con quella parte di rete che si è adusi a bazzicare. allora, propongo questo: uscite per strada e interpellate 10 persone o - se volete un campione ancora più rappresentativo perché scelto tra gli internauti- spedite 10 mail a 10 persone del vostro indirizzario con appiccicati dentro questi nomi: Manuela Ardingo, Alice Avallone, Antonella Cicogna, Antonella Cilento, Babsi Jones, Loredana Lipperini, Laura Pugno, Chiara Reali, Silvana Rigobon, Stefania Scateni, Nadia Zorzin.
se qualcuno vi risponde dicendo "i soliti nomi" io mi mangio il cappello (come diceva rockerduck)...
Pubblicato da: paolab. - 08.06.06 09:55
cara paola quello che dici è verissimo ma sinceramente ancora più preoccupante e demoralizzante.
Secondo me si può (si deve) fare una rivista (in rete o fuori, di bit o di carta) con i "soliti noti".
Soprattutto il primo numero deve avere nomi che richiamino altrimenti risulterebbe un quasi fallimento, quindi la reazione di andrea era del tutto legittima e anche normale, se la guardi dal punto di vista di un frequentatore dei soliti blog, ma del tutto inutile se fatta da un "critico letterario", ma andrea ha solo espresso quello che pensava, senza altri fini innomnabili.
La reazione delle signore interessate è stata, proprio per questo, un po' ridicola e sopra le righe, righe provincialotte. Ma si sa che nei lit blog si pensa che, più sopra le righe si reagisce, e più il messaggio circola. Stavolta addirittura la reazione è rimasta nel blog dove era nata e si è allargata solo a uno o due blog delle interessate.
Ma perchè dico che quello che dici tu è sia vero che demoralizzante al contempo?
Perchè è vero che molti di noi hanno sbofonchiato, fa sè, gessssumaria le solite! ;-) Ed è anche vero che al di là del minuscolo stagno dei soliti litblog, e dei loro spazi di lavoro, nessuno le conosce.
Beh questo dovrebbe far meditare e farci capire quanto i primi, e considerati più importanti blog (che si autodefiniscono letterari), stiano spesso diventando niente altro che uno stagno melmoso e in via di decomposizione che si auto sponsorizza a vicenda ;-).
Forse aprire le finestre non sarebbe male, invece di rovinarsi il fegato in bischeratelle locali dando a destra e a manca degli invidiosi, come si usa fare solo negli oratori e ora nei litblog ;-)
geo
Pubblicato da: georgia - 08.06.06 10:50
Ma di cosa state parlando?
Pubblicato da: Nicolò La Rocca - 08.06.06 19:44




