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21.06.06
I Troglos e le maestre del bon ton
Lezione 1: " 'Ragazze, o scegliete, o se la date a tutti piangete'. Questo da domani dovrebbe essere lo slogan di tutte le ragazze che aspirano a lavorare in tv." (Lina Sotis da Il corriere della Sera)
Qualcuno potrebbe per favore spiegarmi che cosa vuole dire, questa frase, soprattutto quella fra virgolette, che ho segnato in corsivo a rischio di non farvi leggere che caspita ci sta scritto? Quale slogan dovrebbe diventare fisso, per tutte le ragazze che lavorano in tv? Che cosa una dovrebbe scegliere? A chi darla? Di non darla in cambio di lavoro? A parte che in qualsiasi modo una lo voglia interpretare, quel piangete finale la rende quanto meno apocalittica, la frase, ma solo per una parte. Quella considerata più debole, chiaro. Non si capisce perché debbano piangere le ragazze e non i richiedenti della cosa-che-va-data. Potrebbero piangere per esempio perché da oggi in poi ci sarà qualcuno che farà un mazzo così a chiunque scambierà una cosa per un'altra. Ci siamo capiti, no? No, mai sia! Ci mancherebbe. Già si stanno apprecchiando i politici, per poterla richiedere per telefono e senza telefono senza che nessuno li vada a disturbare! Il problema non sarebbero le richieste, (e le ridate), sarebbero le intercettazioni! "La fofgna!", ha detto la signora (femmina, dice lei) Santanché, e siccome non si capiva che stesse dicendo, il giornalista ha chiesto, "Cosa?", e lei, alzando il labbro a mo' di tendina, per farsi comprendere: "E' una gogna!", ha pronunciato correttamente. Meno male. Comunque, la signora Sotis per chi non lo sapesse è una maestra di Galateo (e poi dice che una diventa un troione!)
Lezione 2. "Dunque se una signora la dà via per ottenere in cambio una comparsata televisiva, un programma, un ruolo da ragazza pon pon lo fa da una posizione di parità?" (Letizia Paolozzi da Liberazione*)
No, certo che non è in una posizione di parità. ma allora sai che possiamo fare? Da domani, possibilità di fare le pon pon e i pon pon, per tutti! E gratis! Ma non ci sono altri lavori da fare? Che è 'sta carità pelosa? E perché questa stessa carità pelosa non ce l'hanno 'ste maestre quando si tratti del loro compagno che fa le stesse cose del dirigente Rai? Come mai non ce l'hanno 'sto stesso scrupolo quando si tratta di condannare il professore un po' lungo di mano? Ma come mai ' ste ragazze invece di voler fare le troione non fanno le drogate, mi chedo io? Come fanno a non volersi suicidare subito, all'istante, davanti a cotanta lezione? Questa è una delle vere domande da porsi! Altro che! Andiamo avanti.
Lezione 3. "Scambio di che? Sesso e piacere o sesso e potere? La mercificazione della vita privata e pubblica è arrivata al punto da appannare questa cruciale distinzione nel nome". (Ida Dominjianni da Il Manifesto*)
Non ci credo che questa signora non abbia mai provato piacere a starsene seduta su uno scranno a impartire lezioni, magari a un pubblico in cui siano presenti anche maschi. Non ci credo neanche se la vedo.
E allora, per dirla tutta. Queste ragazze vogliono quello che anche le loro (forse inconsapevoli?) maestre fanno e cercano e vogliono, un posto al sole. Certo vogliono farlo coi mezzi che hanno, quelli che hanno a disposizione. Non vogliono parlare di filosofia, ma di calcio. Non vogliono insegnare storia, ma essere le protagoniste di una fiction storica. E non è che il fatto che la vogliano più facile significhi che la vogliano diversa. Parlo dell'ambizione. Vogliono essere qualcuno. Come qualcuno, cercano di essere le maestre di cui si (s)parla sopra, arrampicandosi, ahimé, sugli alberi, tutte le volte che si parla di 'sta roba!
Perché dico questo? Ma di che parlano queste signore? Che vogliono dire tutti questi salti mortali da parte di queste maestre del bon ton? Perché si ricordano che esistono le gggiovani donne, queste gggiovani, solo quando scoppia la buri(a)na? Che cosa è la 'mercificazione'? I Simpson, Il Grande Fratello, Sky, la Standa, la Kinsella, Versace? E ancora: una che vuole fare la pon-pon (che poi 'ste pon pon sono dell'epoca antidiluviana, e non ci stanno più da cent'anni) non è in posizione di parità, con un uomo, no, ma perché è sottosviluppata a voler fare la pon pon, uomo o non uomo che abbia davanti. E su questo, non ci sono scusanti.
Così come non hanno scusanti le maestre che non riescono a far passare uno straccio di modello di vita decente. D'altra parte la nostra spocietà ha un vantaggio. Siamo in democrazia. Tutti rimproverano tutti. Che è come dire, nessuno rimprovera nessuno. E' un tanto per parlare. Allora direi se è tanto per parlare, però, almeno cerchiamo di farci capire, e evitiamo i pipponi conditi dai luoghi comuni. Almeno 'ste due cose per favore, cerchiamo di farle. Anche perché una cosa è certa. Non saranno i pipponi di queste professoresse a fare cambiare idea sulla vita a quelle (e quelli) che vogliono solo pon-p(i)onare, e che per farlo sono disposte, (come si dice?) a tutto.
Sugli uomini non mi pronuncio, ma solo perché organizzerei per loro una bella rieducazione di massa a base di divieti di vedere il campionato e i mondiali. Tanto è questa l'unica cosa che davvero gli interessa, a questi. Pure se li metti in galera se ne fregano. Basta che c'hanno un televisore dove potersi guardare la tv, o un coso anche di carta per poter tirare quattro calci sono contenti, e anche se stanno nel cortile del carcere, loro sono contenti, i troglos (con tutto il rispetto per il trogloditi). Per loro, al di fuori dell'emozione calcistica, il resto, tutto il resto, è noia. Tutto un gran parlare, come in Sicilia 50 anni fa.
* Le citazioni degli articoli sono prese dall'articolo di Lina Sotis uscito sul Corriere della Sera. Ma, se non altro per dare un senso a tutti i soldi che spendo in quotidiani e al tempo che ci perdo dietro, giuro che quegli stessi articoli li ho letti per intero.
Pubblicato da Angela Scarparo, il giorno e l'ora: 21.06.06 14:29
Interventi
w le ragazze che la danno e che non necessariamente vogliono lavorare in tivvù.
ps: anche la letteratura assomiglia alla tivvù...
Pubblicato da: ugo - 21.06.06 16:55
ugo, tutto assomiglia alla tv. meno male, certe volte.
Pubblicato da: angela scarparo - 21.06.06 17:09
Spesso, troppo spesso, ho la sensazione che i soldi spesi in quotidiani siano spesi inutilmente e che il tempo speso a leggerli sia buttato. Secondo me, la frase evidenziata della Sotis significa: Se la dovete dare per raggiungere uno scopo, sappiate scegliere a chi darla, fatelo cioè con acutezza, senza sprecarvi con chi millanta per poi andarlo a raccontare in giro. Una perla di saggezza tipicamente sotisiana: facile, per lei che ha vissuto l'agiatezza come stato di default. Quanto alle telefonate, ho la sensazione che più sia potente o immanicato il parlante, più sia probabile la trascrizione delle sue conversazioni. Quindi anche a questo si deve stare attenti.
Poi: l'articolo di Liberazione sottolinea il problema della parità. Forse, la ragazza che si concede per ottenere un ingresso in tv pensa di fare un investimento: come uno che tenti un corso professionale per avere uno sbocco interessante. La posizione di parità rispetto a chi potrebbe procurarle l'entratura può esistere solo se quest'ultimo, poi, è davvero in grado di soddisfare l'aspirazione. Perché la posta, a mio avviso, in certi casi può diventare più grossa dei "quattro sacchi di soldi" del principe: se una ragazza arriva a mettere il piede nei posti giusti, può riuscire a portarne a casa palate, di soldi, con tutte le conseguenze per la sua vita futura. Lo scambio, quindi, non è tanto di "sesso e potere", ma di sesso e carriere, le quali tanto più potranno offrire quanto più le interessate saranno abili nel gestirle.
Degli uomini che usano questi codici di comportamento mi colpisce la volgarità: la vita e le persone guardate e trattate senza capirne minimamente il valore. E poi il brutale do ut des, che sembra non contemplare la possibilità di fare un favore per pura simpatia. Una volgarità che si riverbera puntualmente nel linguaggio riportato dai giornali. Forse, allora, la lettura dei giornali qualche utilità ce l'ha. (Su quest'ultimo punto, lo confesso: ho scherzato. Però i giornali quasi non li leggo, credo per pigrizia.)
Pubblicato da: paolo ferrucci - 21.06.06 18:06
angela, grandioso quell'"alzando il labbro a mo' di tendina".
Pubblicato da: Gaja - 21.06.06 18:49
Lisa Sotis, persona intelligente e di spirito che però non sempre apprezzo nei suoi interventi per una (pregiudiziale, lo ammetto) antipatia verso i suoi modi da gran dama sputasentenze, in questo caso mi sembra abbia scritto opportunamente. Leggendo con attenzione l'articolo si capisce il senso della frase "se la date a tutti, piangete". Vuol dire che, nell'ambito di un'inchiesta sulla cosidetta "concussione sessuale", se una la dà poi è meglio che pianga: ad esempio al telefono con un'amica lamentando di essere stata plagiata verso una simile azione. Piangere, insomma (la Sotis lo dice ironicamente) serve ad ottenere giuridicamente ragione sul porco promettente raccomandazioni e farlo accusare di concussione.
Ma si trattava di una provocazione. Che stavolta mi trova d'accordo, vista l'ondata ipocrita di sdegno piombata addosso a queste ragazze. Sono d'accordo in questi termini: provo tristezza e un po' di pena per le aspiranti vallette prive di talento che si accomodano nella citata "posizione orizzontale" (che, peraltro, nella storia, è stata assunta anche da dive come Marilyn). E dire che una è sottosviluppata perché vuol fare la pon-pon mi sembra banale... si sa, non tutti/e nascono cime, non tutti/e sognano di diventare, che so, scrittore, archeologo, scienziato. E certo, aggiungerei che non tutti/e hanno i soldi e le opportunità della Sotis e signore colleghe. E a proposito di soldi: mi chiedo quale differenza c'è tra queste vallette orizzontali e le signore senza arte nè parte che siedono nella postura corretta grazie ai soldi e al titolo del marito sposato per tali poco sentimentali motivi. E quale differenza c'è anche con gli uomini spiantati andati a nozze per simili ragioni?
Sempre di soldi si tratta, e allora come si può criticare la previdenza di chi, poco dotata di talenti oltre la beltà fisica, tenti di assicurarsi l'unico futuro che riesce a immaginare nel proprio limitato orizzonte? Se penso a questo, non mi scandalizza affatto la valletta burina che si tura il naso su un divano pensando che sta facendo l'investimento della sua vita. In un bellissimo film con Stefania Sandrelli, "Io la conoscevo bene", la protagonista era proprio una di queste ragazze, una della quale i bavosi presunti potenti parlano con sorrisi untuosi, dicendo di "conoscerla bene".
Ma immagino che sia comunque meglio essere una scemotta che nella vita ha come unico obiettivo la casa del grande fratello... che un principe con il sangue che forse sarà di colore blu perché è sporco...
Pubblicato da: isabella - 21.06.06 19:34
@Gaia, che te devo dì? La tendina è la mia ossessione!
@Ferrucci. Più che un attività utile, la lettura dei giornali mi pare un fare i guardoni con la scusa che ti stai informando. (Soprattuto perchè ci sono informazioni importanti che ai giornali non arrivano)
@Isabella, era la costruzione dello slogan che sinceramente non capivo. Quel 'o scegliete, o se la date a tutti piangete'. Scegliere cosa? Ma lasciamolo in sospeso, non urge risposta.
Io la conoscevo bene è un bellissimo film, ma parla di una che è troppo distratta e 'buona' per poter diventare davvero qualcuno. E'un film bellissimo che parla di una un po' tonta, delle difficoltà di una tonta, più che di un'arrampicatrice, o di una che vuole diventare.
No, sul matrimonio come assicurazione, o sulla posizione orizzontale come assicurazione pure quella, potrò sbagliarmi, ma non sono d'accordo. Sempre se ho capito bene io, quello che vuoi dire. Qui non si parla di diventare chissà che, qui si parla di fare cose quello che più ti piace. Se il tuo desiderio è di stare in posizione orizzontale e guadagnarci dei soldi, fallo. Ma come è per l'archelogia, non tutte possono avere questo desiderio. Diciamo così, per le indecise: cercassero di capire cosa davvero vogliono. E' un consiglio, solamente. Visto che qualsiasi cosa può diventare con la tenacia e la passione, un'arte.
Pubblicato da: angela scarparo - 22.06.06 00:13
@ angela
se una così http://orange.supercalendari.it/2005/gregoraci/foto_grandi/05.jpg
la dà credi che siano in tanti a dire di no?
Pubblicato da: granporc - 22.06.06 02:34
Scusa angela, il sito giusto è questo:
http://www.supercalendari.it/img.php?anno=2005&cartella=gregoraci&img=05.jpg&mese=mag2005
Pubblicato da: granporc - 22.06.06 02:38
Per quanto mi riguardo, io non LO dò a tutte.
Pubblicato da: Lucio Angelini - 22.06.06 05:42
riguarda
Pubblicato da: Lucio Angelini - 22.06.06 05:43
darla darla darla. voto a favore.
Pubblicato da: Lu - 22.06.06 07:38
@angie, ma è il modo in cui l'hai usata, stavolta, la tendina, che mi ha deliziato:-). concordo con tutto quanto dici.
Pubblicato da: Gaja - 22.06.06 07:46
Comunque neanch'io sono d'accordo con i matrimoni o il sesso usati come merce di scambio. Solo che la situazione non m'indigna, nel senso che penso: nella vita, si fanno scelte diverse, e si pagano quasi sempre in qualche modo. C'è chi paga perdendo la dignità e provando schifo (vedi il divano del produttore), o rinunciando alla felicità (vedi matrimoni di convenienza). C'è chi paga con la solitudine. C'è infine chi paga con una vita ricca di ideali ma povera di mezzi. E sono tutte situazioni abbastanza infelici.
Certo, sono d'accordo con te. Bisogna decidere. Che non vuol dire "decidere e accettare poi le conseguenze", una massima che non ho mai sopportato. Quale essere umano, per quanto abbia pensato alle conseguenze di una scelta, potrà mai evitare di soffrire quando quelle conseguenze diventeranno realtà? E soprattutto, quale essere umano, anche il più saggio, non ha agito in un modo "rischioso" sperando, sotto sotto, di farla franca, cioè di essere, alla fine, felice?
Pubblicato da: isabella - 22.06.06 11:51
@isa
"E soprattutto, quale essere umano, anche il più saggio, non ha agito in un modo "rischioso" sperando, sotto sotto, di farla franca, cioè di essere, alla fine, felice?". Vero. Hai visto il film 'nella morsa' di Ophuls? Parla di una che sposa un ricco, che si rivela un ubriacone. Parla di lei che dalla casa del ricco torna a vivere in una stanzetta con bagno (e senza manco la cucina). Molto melodramma. Molto b/n. Molto bello.
@lu
Lu, tu mi sei simpatica! ma quello che dici come può fare testo? tu se parlassimo di roba diresti, "Farsi farsi farsi!". se parlassimo di cibo diresti, "Gnam gnam gnam!". se parlassimo di bere diresti, "Gli glu glu!", così se parliamo di orizzonti dici, "darla darla darla!" :)
Pubblicato da: angela scarparo - 22.06.06 12:05
"Nella morsa" non l'ho visto ma amo il regista e anche il genere a metà tra noir e melodramma... cercherò di procurarmi il film da qualche amico cinefilo
Pubblicato da: isabella - 22.06.06 13:09
Tutta questa vicenda la trovo a dir poco stomachevole. Incominciamo dalle intercettazioni. Il mezzo di per sé lo trovo molto discutibile, mentre trovo assolutamente nauseante l'attegiamento dei miei colleghi giornalisti che pubblicano certe cose. Insomma ragazzi un minimo di deontologia professionale! Da giovane mi ribellavo di fonte al linguaggio di certi colleghi della cronaca quando arrivava la cosidetta "storia di pelo", un fatto in cui in cui c'era il sesso di mezzo e che "tirava". Ovviamentee non è difficile immaginare che il pelo in questione aveva una connotazione specifica. Ma io parlo di un'Italia che in cui c'era ancora un po' di innocenza. Un'Italia che sgranava gli occhi davanti ai delitti passionali, che si ritrovava nei grandi processi in cui storie di corna, amanti e vendette erano il"sale" di discussioni infinite davanti ai caffé.
Qui il problema che, al di là delle aspiranti velinare, prodotto di cui ha già detto Angela nella sua analisi che condivido, è che come donna, come democratica, e come garantista, mi ritrovo nella scomoda posizione di difenderla la velinara di turno. Si. Perché mi chiedo con quale diritto i media avrebbero dovuto svendere a mezzo mondo le sue questioni private? Ora lapartita è in mano alladose di cinismo di cui la velinara è dotata nel sapersi "vendere" anche un'umiliazione. ma questi sono fatti suoi.
E che terremoto nella vita di una persona, velinara o no, ingenua o cinica, una faccenda del genere?
Ma sono ancora più indignata da questo linguaggio da caserma. La do', la dà. Ma ci rendiamo conto? Si parla del sesso femminile, oggettivizzandolo all'ennesima potenza! Capisco che questo è stato il linguaggio usato in certe telefonate. Non capisco invece come possa essere ripreso in certi articoli ignorando che questo modo di fare maschile,stupidamente maschile, da velinari dei Palazzi, è un'offesa. Grazie Lucio per aver rigirato il tutto al maschile, se non altro l'ironia ci aiuta a reggere queste botte!
Il discorso serio, ancora una volta, è l'umanità, le persone che questa nostra società esprime.
Il signor Sottile, nel suo ruolo istituzionale, avrebbe dovuto usare più intelligenza, cautela, rispetto per se stesso visto che il ritratto che ne emerge attualmente è quello di un imbecille. E poi dico grazie ai mezzi di comunicazione ancora una volta, per l'aver spostato l'attenzione su una squallida storia di "pelo", come dicevano in cronaca quando ero giovane, assottigliando il fatto, quello vero, quello serio che riguarda la famiglia reale italiana. Che avendo già consegnato l'Italia al nazi fascismo ora si sta dando da fare per gettarla nella merda.
Bella immagine ! Delle donne, del paese, della politica. Una ciliegina sulla torta di un'informazione in cui tutto appare al contrario della realtà, con nani, ballerine, giocolieri, principi e adesso anche il mancato re.
Che bello !
Pubblicato da: stefania nardini - 22.06.06 14:24
Ovviamente condivido ogni parola anche del tuo intervento, Stefania. Qui si butta tutto sul "guascone", si tenta di far passare un atteggiamento volgare come "ingenuo" o "goliardico", senza pensare che alla base manca un rispetto di fondo nei confronti delle donne, e anche la capacità di "scandalizzarsi" di fronte a certe affermazioni, a certe logiche di potere, cosa che mi sembra tristemente sintomatica dei nostri - italici - tempi. bacio.
Pubblicato da: Gaja - 22.06.06 14:45
Cletus, sante parole! io non so' chi tu sia pero' la "casta" é terribile e sta massacandro il paese!
Abbiamo svenduto la politica alla magistratura. E, veline o velinari, questo è il problema. In Italia il sitema è cambiato, la politica la fanno i giudici.
Econ la compliità della sinistra. Una sinistra che si schiera sul discorso "ma noi dobbiamo guardare livello morale del Pese",come se poi avessimo bisogno delle intercettazioni per sapere dove stiamo finendo. I politici vanno mai a un mercato? Vanno mai a un duiscount dove la gente fa la spesa? No Cletus. Non ci va nessuno neanche i giornalisti. Io , purtroppo appartengo a quest'ultima "casta". E ti assicuro nessuno vive nella realtà.
E se ci vivessero , forse, non se ne acorgerebbero.
Il signor Sottile abita in molti ambienti.
Scusate sono incazzata e mi dispiace che su questo argomento non ci sono molti post. Fà bene Angela a pubblicare dei bei piselloni come ha fatto,inpassato.
Siamo un popopolo che ha bisogno del "Mela dai", "te lo do'"
Baci ragazzi
Pubblicato da: stefania nardini - 23.06.06 00:18
Intanto la velinona (beato il Briatore!) ora smentisce di averla data e ... accusa di "pressioni" il pm!!! E allora come la mettiamo? Tutto 'sto casino sul "me la dai" "te la do" casca come al girotondo? O forse le signore dei post si rammaricano per non averla data (in tempo)?
Pubblicato da: granporc - 23.06.06 00:44
granporc, sei il padre del granbiscott?
Pubblicato da: angela scarparo - 23.06.06 10:50
io non voglio fare testo. Ogni ragazza è seduta sul proprio tesoro, dal mio punto di vista.
Pubblicato da: Lu - 24.06.06 07:50
@ Angela
Certamente! Il granbiscott è addirittura "parte" di me. Gnam, gnam.
Ma non hai (avete) risposto: siete pentite di non averla data (in tempo)? Oppure l'avete data e adesso non volete che si sappia?
Saluti lardosi da granporc
Pubblicato da: granporc - 24.06.06 19:26
be', non so le altre. io parlo per me. la cosa di cui sono più pentita di tutta la mia inutile vita è di non aver scritto prima questo post. per avere occasione di parlarti, grancporc. te e questo gran bel pezzo di nick che ti sei scelto. se avessi saputo, 'azzarola, questo post l'avrei scritto a 14 anni. apposta per te. pur di poterti parlare.
e poi quel gnam gnam, così ben virgolettato, e la scritturina così precisina, mi fa pensare che sei sempre il solito grancoglion, invece che il solito granporc...
Pubblicato da: angela scarparo - 24.06.06 21:11




