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10.06.06

Giro d’Italia con vibrisse/ Un luogo dell’anima: Cupra Marittima (Ap)

di Gaja Cenciarelli

[Le tappe del Giro d'Italia con vibrisse - il titolo è stato trovato da Tonino Pintacuda (e qui) - saranno pubblicate ogni martedì e ogni sabato. E' arrivato materiale sufficiente a coprire fino al 11 luglio e altro materiale è stato annunciato. I testi saranno pubblicati rispettando le date di arrivo. Si coglie l'occasione per invitare tutti a partecipare a questa sezione che, se raccoglierà molto materiale, si trasformerà in una simpatica e affettuosa cartina geografica dell'Italia di oggi vista e disegnata dai lettori. bdm]

[tutte le tappe del Giro d'Italia]

Crepuscolo.jpgCredo che la mia anima vi abbia messo radici nel momento in cui ho aperto gli occhi di fronte al mare. L'ho sentita espandersi nel mio corpo, attraversare i miei piedi, scavare la terra e depositarsi sotto l'asfalto delle sue strade, sotto la sabbia, tra le palme, in mezzo alle bouganvillee. La prima volta che l'ho vista, benché non conservi alcun ricordo di quel momento, avevo solo un anno eppure so per certo che già le appartenevo. Un luogo dell'anima e non solo un nome. Cupra ha sempre esercitato su di me il fascino del sole, di una luce che illumina ogni angolo buio, che, talvolta, irrispettosamente, mette a nudo, espone. Io e il mio amato inverno di parole sussurrate, scritte, chiacchierate ci arrendevamo a un'estate di vita. E quando me ne andavo, quando ripartivo per Roma, infilavo in valigia tutti i colori che avevo assorbito per poi tornare a farli esplodere l'anno successivo. Non è che un paese, mi dicevo.

Eppure, quando ancora non era notte ma nemmeno più pomeriggio e io mi sedevo di fronte al mare che sembrava un foglio di alluminio scintillante e lievemente increspato dal vento, io mi sentivo al mio posto. Cupra non offriva molto: un grazioso lungomare con decine di alberghi, pinete e palme a profusioni, fiori profumati, un quartiere, magniloquentemente chiamato «Europa», che distava – dista - dal centro solo due o trecento metri ma che per noi ragazzi era come sconfinare in un territorio sconosciuto, e un paese medievale, Sant'Andrea,S_Andrea.jpg di una bellezza sconvolgente, come è sconvolgente il panorama che vi si gode. Cielo e mare infiniti, le case quasi indistinguibili da quell'altezza. Un azzurro omogeneo. Quando volevamo assaporare un po' di avventura, noi ragazzi ci riversavamo in massa a Sant'Andrea, inerpicandoci per la strada in salita, e passavamo di fronte a una chiesetta sconsacrata e al cimitero per fingere di spaventarci un poco. Del paese basso ricordo soprattutto Zeno. Un autentico fool shakespeariano dei giorni nostri, capelli lunghi e baffi bianchi ingialliti dalla nicotina, spesso ubriaco tuttavia sempre lucido, che quando ti si parava davanti ti inchiodava con le sue urla gioiose, i suoi salti – io avevo una paura matta di Zeno, ogni volta che lo vedevo venire nella mia direzione fuggivo, e ancora me ne chiedo il perché - e con le sue agghiaccianti verità. Scomode verità. Ricordo la sabbia bianca e il mare pulito. Ricordo i pattini e i pedalò, e il Delfino Verde, una piccola nave che costeggiava la Riviera delle Palme.panorama_da_S.Andrea.jpg

Ricordo con quanta sorpresa – io che credevo fosse una sorta di puntino invisibile noto solo a me – scoprii che Cupra ospitava la mostra di malacologia più importante d'Europa. Ricordo che nemmeno i miei amici ci credevano. Ricordo il molo su cui mi sedevo a osservare il mare, al crepuscolo, quando volevo prendermi una pausa dalla vita e mettermi in paro con i pensieri. Andavo troppo veloce, quei giorni. Ricordo la chiesa di San Basso, il monumento ai caduti, i nomi di quei morti che leggevo uno alla volta, come se evocandoli avessi potuto resuscitarli, o immaginarli in vita. Ricordo i pranzi, le cene, le gite a Ripatransone, a San Vincenzo, a Montefiore, a Campofilone, a Offida, a Urbino, alle grotte di Frasassi, a Loreto, a Recanati, ad Ancona, a San Benedetto del Tronto. Nella bellissima, soprendente Ascoli Piceno. Ricordo di aver imparato che il francescano Felice Peretti, papa Sisto V «er Papa tosto», era originario di Grottammare: vedevo il suo nome ovunque. San_Basso.jpgRicordo il profumo della tovaglia appena lavata e del caffellatte sul tavolo: non erano gli stessi che a Roma. Ricordo poi il verde così intenso, accecante, dei viali alberati e punteggiati di fiori; le piste ciclabili, il carnevale estivo con i carri, le maschere, i coriandoli, i fuochi d'artificio. Ora Cupra non è più così, mi hanno detto. Molte cose sono cambiate, e io non la vedo dal millenovecentonovantotto. Il molo su cui mi sedevo a guardare il mare è stato distrutto (sarà per questo che non sono più tornata?), la spiaggia si è ridotta, il paese basso, si è espanso. Hanno continuato a costruire case e alberghi e residence. Cupra non è più un puntino invisibile che conosco solo io. Ha strutture efficienti, è pronta a ricevere molti più turisti di quanti mai ne avremmo immaginati noi, innamorati della prima ora, ha anche un sito internet: www.cupramarittima.net. Non dico che sia peggio o che fosse più bella allora. Le cose si evolvono, il tempo passa e Cupra è, dura lex sed lex, diversa. E io mi conosco: talvolta stento ad accettare i cambiamenti. E ho deciso che almeno una cosa non dovesse cambiare, a dispetto delle evoluzioni e dei mutamenti: il mio amore per lei.

Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco, il giorno e l'ora: 10.06.06 10:36

Interventi

mmhh...a cupra non sono mai stato...ma a Offida, Urbino, Ancona, e la sorprendente Ascoli Piceno (davvero sorprendente), sì, sebbene poco, un giorno qui, una mattina lì...ma le Marche sono davvero una regione che meraviglia, e sorprende, chè davvero non ti aspetti. grazie per questo ritratto. ciao

Pubblicato da: andrea brancolini - 15.06.06 11:23

andrea, le marche sono bellissime, lo confermo. malgrado abbia passato tante estati a cupra, nutrivo un immotivato scetticismo nei confronti della presunta bellezza di ascoli piceno. mi sono dovuta ricredere. e da quel momento ho scoperto che ogni angolo delle marche conserva un fascino e una bellezza inaspettati. il conero è suggestivo, così come le grotte di frasassi... d'accordo, smetto. anzi, no... magari mi assumono alla pro loco di cupra:-D

Pubblicato da: Gaja - 15.06.06 11:33