« Giro d'Italia con vibrisse: La mia Viareggio | Main | Amori moderni, di Gilles Ascaride »

27.06.06

I canali di Marte, di Patrick McGuinness

di Gaja Cenciarelli

[Patrick McGuinness, I canali di Marte, a cura di Giorgia Sensi, con testo inglese a fronte, Mobydick 2006, euro 10,00 , pp. 80]

Guarda i canali di MartePrendo spunto da una recensione, tratta dalla New Welsh Review e citata nell'introduzione della curatrice, per inquadrare subito il filo conduttore di questa raccolta di poesie: l'altrove, il "lontano", l'irraggiungibile. Il titolo è estremamente significativo.
Patrick McGuinness è molto noto, nel Regno Unito. Non ho detto che è noto "in patria" perché per lui, a giudicare dalle sue peregrinazioni intorno al mondo e dalle sue origini, la patria dovrebbe essere un concetto relativo. McGuinness è nato a Tunisi da madre belga e padre irlandese. È cresciuto in Belgio e in Venezuela e la sua prima lingua è stata lo spagnolo, la seconda il francese (solo intorno ai sei anni ha imparato l'inglese). Nel 1977 era a Teheran durante la rivoluzione. Tra il 1986 e il 1987 ha vissuto in Romania, sotto Ceausescu. La sua compagna è gallese di madrelingua gallese, idioma che il poeta ha imparato pochi anni fa e a cui ha dedicato anche una poesia di questa raccolta.

McGuinness è uno studioso di Maeterlinck e Mallarmé. Ha curato e tradotto in inglese Pour un tombeau d'Anatole, raccolta di appunti e di frammenti in versi che Mallarmé scrisse in occasione della morte del figlio di otto anni, e in cui si avverte la lacerazione tra il poeta, che voleva confrontarsi e quindi accettare la morte del bambino, e il padre, che rifiutava di venire a patti con quella perdita.

Il fatto che McGuinness appartenga a diverse lingue mi pare uno dei motivi per cui la sua poesia sia, in gran parte, «allusiva, obliqua, sghemba», come sostiene la curatrice della raccolta. Il suo non essere «codificato» in un'unica cultura lo porta ad avere una visione del mondo che non abbia punti di riferimento univoci, definiti, riconoscibili.

McGuinness ha avuto la fortuna non da poco di essere tradotto da una formidabile Giorgia Sensi – insegnante di lingua e letteratura inglese all'università di Ferrara e che ha al suo attivo, tra gli altri, lo splendido La moglie del mondo di Carol Ann Duffy, tradotto con Andrea Sirotti (Le Lettere, 2002), e il poemetto L'adozione di Jackie Kay (Le Lettere, 2002).

Non deve essere stato facile tradurre McGuinness: il poeta ama giocare con la lingua, dar vita a immagini che lascia e riprende, creare fili conduttori in poesie che condividono una tematica comune: la "belgitudine", la marginalità, la morte intesa come scomparsa momentanea, come momento di transizione. Mc Guinness scrive poesie ispirandosi anche alla musica classica: The Fugue ne è l'esempio.

«Le fughe di Bach e l'esecuzione che ne fa Glenn Gould, sono per me una fonte continua di di meraviglia. Usano gli spazi tra le note come se si potessero comporre, come se fossero il materiale grezzo della musica. In un certo senso è quello che fa anche Satie. Non sono io che lo dico per primo: è quello che Mallarmé pensava della pagina bianca, quello che Beckett pensava del silenzio a teatro, e quello che WS Graham pensava del silenzio poetico: elementi della composizione, gli spazi non sono più neutri ma contribuiscono a costruire il significato».

* * *

La fuga

Di una fuga di Bach T.W. Adorno scrive: "È un'arte di dissezione: si potrebbe quasi dire di dissoluzione dell'Essere, posto come tema, e divenuto incompatibile con l'opinione comune che questo Essere si mantenga immobile e immutato per tutta la fuga" (Bach difeso contro i suoi seguaci).

Microscopico: un labirinto di cellule intorno a un
Nucleo di suono in propagazione,
Perduto nella galleria dei propri riflessi;
Che si allenta mentre si tiene, un piccolo motivo
Di DNA, mappa se stesso, come una foglia
Mappa l'albero su cui si trova a crescere.

La mente vacilla, mentre la sua vaga metafora,
Il corpo, si nutre d'aria,
Casualmente si risana mentre rimpolpa la propria pelle.
Non sono mai i Molti a stringersi nell'Uno:
Il filo si svolge, la trama si disfa,
Da cellula a solitaria cellula è un vortice di atomi.

La fuga non è i Molti che tendono
All'Uno, che dai propri frammenti
Formano un tutto che non può mai crescere
Meno, o meno rigoglioso. Vista a ritroso,
È alle parti a cui il tutto tende:
Ora l'attrazione del centro sembra fiacca, pigra,
Sebbene tutti i pezzi combacino
È il suono che si fa sconsolato.

In rotazioni minime suggerisce,
Primo, come il centro sia sotto sforzo
Ma tenga, come goccia d'acqua che ingrossi
Su una lama di luce; o altrimenti rispecchi
Liberazione, disintegrazione, gli specchi
Prosciugati dei loro riflessi, e i giochi
Della tua voce ti sfuggono;
Spiegando cosa, chiedono, consolando chi?

* * *

La morte sussurra piano

La morte sussurra piano: "Non sono nessuno,
non conosco nemmeno me stessa:
i morti non sanno di essere morti,
neppure che stanno morendo –
i bambini, almeno, o gli eroi, le morti improvvise.

La mia bellezza è fatta
di ultimi istanti – lucidità, un volto –
la bellezza di ciò che sarei io
senza di me. Poiché non appena sono
(che uno muore) cesso di esistere.

Così sono fatta di premonizioni,
intuizioni, brividi supremi.
Non esisto se non come idea.

Quanto agli altri, i vivi,
le loro lacrime, il loro lutto, ecc.,
è solo la mia ombra che li veste di nero."

(secondo gli appunti di Mallarmé per La tomba di Anatole).

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 27.06.06 12:15

Interventi

Straordinario ! Come il suo melange di idendtità che diventano linguaggio. Grazie Gaja.

Pubblicato da: stefania nardini - 27.06.06 12:39

"La mente vacilla, mentre la sua vaga metafora,
Il corpo, si nutre d'aria,"

Molto bello Gaja. Grazie.

Pubblicato da: maline - 27.06.06 13:13

Maline, Stefania, siete molto gentili: io mi sono limitata solo a scegliere un paio di poesie (devo dire che la raccolta è decisamente sopra la media, a tratti sorprendente). Il resto è opera di McGuinness e - fatemelo dire con un certo orgoglio di categoria - della bravissima traduttrice e curatrice. Ho citato non a caso "La moglie del mondo" (che Giorgia Sensi ha tradotto con Andrea Sirotti) e "L'adozione". Sono libri notevoli, di altissima qualità, di grande creatività e innovazione linguistiche, che avrebbero meritato ben altra sorte.

Pubblicato da: Gaja - 27.06.06 14:09

Bella recensione

Pubblicato da: Arthur Ponciarelli - 27.06.06 16:19