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22.06.06

Catania: diario del laboratorio

di giuliomozzi

[tutti gli articoli sul laboratorio di scrittura di Catania]

Si scrive Si discute Che pizza! Chi l'ha detto che il pc avrebbe fatto sparire la carta?
C'è anche un ominoEbbene sì. In un laboratorio di scrittura, prima o poi, bisogna mettersi a scrivere: se non altro, per dare un senso alla cosa. Noi abbiamo fatto così: nella mattina di ieri, tutti hanno trascritti e/o rielaborati i loro appunti. Nel pomeriggio di ieri, divisi in tre gruppi, abbiamo cominciato a elaborare un testo complessivo (un testo per gruppo). La domanda è: che tipo di testo? In verità, non ho dato delle indicazioni particolarmente precise ho offerto delle suggestioni.


"Immaginate", ho detto, "di avere un'orchestra e di disperdere gli orchestrali per Catania. Ogni orchestrale deve suonare un'unica nota, o al massimo un breve fraseggio. L'ordine è: che ciascun orchestrale può, e deve, suonare la sua nota (o il suo breve fraseggio) solo quando sia certo che nessuno degli altri orchestrali possa sentirlo". Una cosa un pochettino alla John Cage, per così dire.

"Poi immaginate", ho detto, "di radunare tutti i film che siano mai stati girati in Milano; di isolare da ciascun film le scene nelle quali i personaggi si muovono, a piedi, per le strade; e di costruire poi un documentario di un'ora, intitolato Le strade di Milano o qualcosa del genere, montando queste scene".

"Immaginate ancora", ho detto, "di raccontare ciò che avviene in Catania, in 100 punti diversi di Catania, in un dato giorno dalle undici e quarantadue minuti alle undici e quarantadue minuti e venti secondi. E di motare tutto qusto come un enorme videoclip".

Poi ho detto: "Avete più o meno un centinaio di pagine scritte. Pescate qua e là. Fate un lavoro di selezione e di montaggio. Potete usare dei personaggi: le persone pedinate, ad esempio, oppure voi stessi nell'esperienza di cammino alla cieca per la città. Potete puntare a costruire una vera e propria storia, oppure no. Vedete voi".

In questo momento tutti sono in piena attività. Scrivono, discutono, riscrivono, ridiscutono. Fuori c'è un caldo micidiale. Qui, nell'aula del Medialab, abbiamo accesi tutti i condizionatori che abbiamo trovati.

Quanto al pomeriggio, non so bene come lavoreremo: alcuni dei ragazzi hanno un impegno.

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 22.06.06 10:57

Interventi

Un punto mi sfugge. Che c'entrano "Le strade di Milano" con Catania? E' un refuso?

Pubblicato da: davide l. malesi - 22.06.06 11:35

Non è un refuso. Il mio era solo un esempio immaginario (ho presunto che ci siano più film girati a Milano che film girati a Catania).

Pubblicato da: giuliomozzi - 22.06.06 12:06

Mai venire meno agli impegni

Pubblicato da: fm - 22.06.06 13:01

Bella questa cosa Giulio, immagina che una volta, quando mio figlio occupo' il liceoe chiesero ai ragazzi attività socialmente utili per ripagare il torto, io, dopo essermi impegnata con la scuola, feci fare loro una cosa analoga, naturalmente in un contesto diverso. Forse la scrittura creatiava è istintiva, e fa parte del nostro vissuto. Te lo dico perchè mille volte me lo sono chiesta.
Senti,maestro, e ci piace chiamarti cosi', torna presto perché io e Gaja dobbiamo parlarti di una cosa
un bacione

Pubblicato da: stefania nardini - 23.06.06 00:39

Giulio, lascia perdere i laboratori e tiraci fuori un altro "Zar".
za'

Pubblicato da: za' - 23.06.06 00:48