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20.06.06
Catania: diario del laboratorio
di giuliomozzi
[tutti gli articoli sul laboratorio di scrittura a Catania]
E' iniziato ieri il laboratorio di scrittura a Catania: e il gioco è stato subito pesante. I partecipanti sono stati divisi in coppie; a ogni coppia è stata consegnata una mascherina da saldatore oscurata con nastro isolante nero; ed è stato assegnato questo incarico: recarsi in piazza Carlo Alberto (sede del mercato), radunarsi davanti alla chiesa, indossare le mascherine, e partire camminando verso il mare. In ogni coppia, ovviamente, uno doveva fare da "cecato" e l'altro da "guida". Raggiunto il mare (o, comunque, trascorsi tre quarti d'ora), i componenti di ogni coppia dovevano scambiarsi le parti e tornare indietro. Appuntamento a mezzogiorno e mezzo, di nuovo difronte alla chiesa in piazza Carlo Alberto.
La buona notizia è che nessuno è morto.
Nessuno è morto nonostante il traffico (ma avevo scelta apposta una zona relativamente tranquilla) e nonostante il caldo (ma avevo scelta apposta una zona con strade non tanto larghe, quindi relativamente ombreggiate).
Durante l'esercitazione sono successe varie cose. Tra l'altro, avevo anche imposto l'obbligo di entrare, durante l'esercitazione, in un negozio o in un bar, ed effettuare un acquisto o una consumazione. Ovviamente negozianti e passanti si sono incuriositi. Però: "All'inizio avevo paura di andare a sbattere contro le persone. Poi però mi sono accorta che le persone ci evitavano; anzi, ci evitavano alla grande, girandoci intorno a distanza, come se fossimo degli appestati". "A noi nessuno ha chiesto niente. Nessuno ha fatto domande. Siamo stati trattati come persone normali. Sarà stata timidezza, rispetto umano".
Avevo suggerito di rispondere, a chi avesse fatto domande, qualcosa del tipo: si tratta di una scommessa, l'ho persa, e questo è il pegno. Una risposta che, così a occhio, poteva spiegare una situazione paradossale. Invece è successo di tutto. "Sa", le abbiamo detto, "lei ha avuta questa improvvisa malattia agli occhi... Ha cominciato a vedere delle macchie rosse... Sono tre giorni che deve girare così, poverina...". L'aspetto divertente della cosa è che, partendo tutti dallo stesso punto e nella stessa direzione, benché sparpagliati per vie parallele, diverse coppie sono passate davanti allo stesso negozio, hanno incontrate le stesse persone o, addirittura, hanno preso un limone al limone nello stesso chiosco di piazza Jolanda.
Che cosa abbiano pensato i catanesi della faccenda, non lo so.
Cose dette al pomeriggio, quando ci siamo ritrovati: "E' stato bellissimo! Camminavo, sentivo gli spazi attorno a me, capivo quando eravano in una via stretta, in una piazza, sentivo il movimento dell'aria".
"Non lo farò mai più".
"All'inizio avevo un po' di paura, poi mi sono sciolto, ho comincaito a stare attento agli odori. Si sentivano i panifici, i commisti, la signora che stava facendo soffriggere l'aglio...".
"Addirittura mi sono reso conto che, passando davanti a un portone, mi accorgevo se era aperto o chiuso".
"Certo che Catania deve essere un luogo terribile, per chi non ci vede! Nei marciapiedi c'è una quantità di ostacoli dei quali non mi ero reso conto finora".
"E c'è anche un sacco di gente che si mette lì, fuori della porta di casa, con le sedie, come al bar, sta lì a chiacchierare come fosse in casa sua".
"Io allargavo sempre le braccia, avevo bisogno di sentire in fianco a me una parete, per orizzontarmi, per riuscire a percepire lo spazio attorno a me".
"Noi invece abbiamo cercato di non toccare mai niente. Abbiamo camminato come nel vuoto. La passeggiata è stata una lunga linea".
Altre osservazioni. La completa perdita di certi pudori. Poiché il "cecato" poteva chiedere alla "guida" di spiegargli l'origine di rumori o di odori o di altre sensazioni, ma ovviamente tutti i "cecati" preferivano tentar di indovinare ed eventualmente chiedere conferma, capitava che uno improvvisamente cominciasse a strillare: "Ecco! C'è qualcuno con le scarpe di cuoio! Lo sento! Sento lo scricchiolio!", mentre il signore con le scarpe di cuoio, lì accanto, alzava lo sguardo un po' seccato, vedeva l'attrezzatura in faccia al "cecato", e non sapeva più ben che cosa dire.
Esercizi di scrittura: scrivere una descrizione del luogo attraversato senza fare cenno alla condizione nella quale lo si è attraversato; descrivere la relazione del "cecato" con la sua "guida". Poi un po' di discussione; ancora molto vaga, ma siamo pur sempre all'inizio di tutto.
In questo momento io sono nell'aula del Medialab, in piazza Dante. Stamattina abbiamo sfogliato La Sicilia, il quotidiano di Catania, e abbiamo individuati alcuni "fatti" avvenuti ieri in luoghi precisi della città (o comunque segnalati oggi dal giornale): l'uccisione di un rapinatore da parte del rapinato in via Pola, il sequestro di una sauna-discoteca dove circolava molta droga in via Platamone, il fallimento di un tentativo di furto a una banca da parte di una "banca del buco" in viale Africa, lo sradicamento degli alberi in piazza Europa (dove si farà un parcheggio), il passaggio di mano di una busta presumibilmente contenente denaro al bar dell'aeroporto (foto pubblicata all'interno di un articolo sull'inchiesta di Potenza). Ora i ragazzi (sempre in coppie) sono andati a visitare i luoghi, con il compito di: [a] stare un'ora sul posto; [b] scattare almeno venti fotografie digitali; [c] stilare un elenco dettagliato di tutto ciò che c'è nel luogo; [d] stilare un elenco di tutte le persone che stanno o passano nel luogo; [e] prendere nota di eventuali conversazioni o brandelli di conversazione uditi nel luogo; [f] cercare e descrivere eventuali tracce di quanto letto nel giornale.
Poi ci si ritrova qui. Ora vado a inseguire i ragazzi.
Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 20.06.06 10:24
Interventi
sei genialeeeeeeee! s.
Pubblicato da: sandrella - 20.06.06 12:23
io ci vado alle due, col sole che spacca le pietre. Non so ancora dove di preciso, ma ci andrò. Il tempo che mi leggo il giornale, cerco una notizia e vado. Spero che sia successo qualcosa vicino al mare, perchè oggi a Catania c'è davvero caldo ...
poi, ne parliamo insieme ...
Pubblicato da: francesco - 20.06.06 12:39
Speriamo che li ritrovi, i ragazzi...
Bart
Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 20.06.06 12:51
Procedo doverosamente a rosicare.
Pubblicato da: mauro - 20.06.06 13:39
Sto leggendo il tutto con molto gusto e posso anche "vederlo". Bella la scelta del luogo di partenza, così carico di sensorialità e poi vicino a quelle magnifiche mura. Anche per i catanesi sarà stato uno spaesamento ma loro mostrano poco, sono i milanesi del nord, discreti e dignitosi. Niente mandarini al limone tra le consumazioni? Sono una tradizione atavica. Buona continuazione.
Pubblicato da: barbara caputo - 20.06.06 14:22
Grande!
Pubblicato da: melpunk - 20.06.06 14:52
[...] www.vibrissebollettino.net che se non incorporasse casalinghe della scrittura mancata come Angela Scarparo, alla quale più che un computer per farla scrivere avrebbero dovuto dare un barboncino o un vibratore per farla tacere, sarebbe un sito con giovani intellettuali laboriosi [...]
Quiz dell'estate: queste parole attente e penetranti del 9 aprile 2006, da quale giornale provengono?
Pubblicato da: a.b. - 20.06.06 15:07
dallo stile, mi sembrano le intercettazioni di vittorio emanuele. ho indovinato?
Pubblicato da: barbara - 20.06.06 16:29
Eh, sì, Giulio, sei geniale. Ci sarà una ragione se tu sei il maestro, no? :-)
Devi esserti divertito da morire. Ma come ti vengono queste idee? La cosa del "cecato" mi ha fatto pensare ad un racconto di Covacich (te lo ricordi? nella raccolta intitolata "Anomalie") , che però è mooolto drammatico e per niente divertente.
Pubblicato da: Annalisa Bruni - 20.06.06 19:28
io ho fatto lo stesso esercizio una volta da cecato e l'altra da accompagnatrice durante un corso di aggiornamento sulla comunicazione tenutosi all'interno dell'azienda dove lavoro e pochi mesi prima lo avevo fatto alla scuola Holden: Lucilla Giagnoni (attrice)era l'insegnate. In tutte e due i casi in stanze ampie ma chiuse farlo per la strada deve essere una esperienza veramente unica. Lucia
Pubblicato da: Lucia - 20.06.06 23:30
L'articolo citato da a. b. (Andrea Barbieri) si può leggere anche in vibrisse:
http://www.vibrissebollettino.net/archives/2006/04/di_massimiliano_1.html
Pubblicato da: giuliomozzi - 21.06.06 09:22
quello che l'ha scritto, l'articolo, lui invece è un disoccupato cronico dell'intelletto!!!! bastano queste poche parole per rendersene conto.
Pubblicato da: barbara caputo - 21.06.06 11:01
Gran bel "esperimento"!
Pubblicato da: subliminalpop - 21.06.06 17:44




