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27.06.06
Amori moderni, di Gilles Ascaride
di Stefania Nardini
[Gilles Ascaride, Amori moderni, Fernandel 2006, pp. 96, euro 10]
Gilles era seduto sul sofà. Era una serata tra amici. A Marsiglia.
Avevo letto un suo libro, ironico, divertente, pungente, e finimmo col parlarne perché mi sbalordisce sempre un accademico, un sociologo, come lo è nella fattispecie Gilles Ascaride, con tanta voglia di scherzare con le cose della vita. E poi di scherzare con l’amore!
“Il mio sogno – mi diceva Gilles quella sera – è vederlo tradotto in italiano. La sola idea mi incanta...".
Disse proprio così. Con il desiderio di ritrovare nella nostra lingua le sue radici italiane, come tanti marsigliesi.
Ed ecco Amori moderni, pubblicato in questi giorni da Fernandel, a realizzare il desiderio di uno scrittore che nel suo temperamento, nel suo modo di prendere di petto la vita, ci mette tutta la sua italianità.“
Amori moderni è un insieme di racconti sul tema dell’amore, della coppia. Un viaggio nella fragilità, nella contraddizione, in quelle manie quotidiane che talvolta le storie d’amore partoriscono con una prepotenza indomabile.
“La verità è che se avessi una buona idea sull’amore non avrei scritto delle storie che hanno tra i personaggi degli oggetti. Certo se si amasse si vivrebbe meglio, è sicuro. Ma non è sempre così".
Piatto forte della raccolta è il Museo della mia vita. Storia di un abbandono e di un abbandonato, di un frigo vuoto, di bicchieri sporchi disseminati in un appartamento, di fotografie e pattumiere maleodoranti che per il protagonista rappresentano la memoria di un amore. E lui, con le sue paranoie, il lasciarsi andare come uno degli oggetti del “suo" museo, celebra il dolore con fare goffo e grottesco.
Gilles sembra aver spiato dentro la tana di un personaggio in cui le piccole ossessioni quotidiane si mescolano con il labirinto dei sentimenti.
Naturalmente da tutte le storie emerge una riflessione sulla condizione dell’uomo moderno, sulla sua solitudine e sugli effetti di questa condizione. Sul rapporto con le cose, con gli oggetti , così carico di significato tanto da dare un senso alla vita.
Gilles Ascaride è un uomo che osserva, che scruta, che si ferma sul particolare prendendo il tempo di cui ha bisogno. Senza fretta.
Ma tu Gilles come fai, di questi tempi, a essere ironico su un tema come l’amore?
Mi guarda sorpreso e sorridendo celebra il suo sarcasmo dolce - amaro.
"Senza amore non si è niente, ma senza umorismo si è ancora meno. Se non si puo’ ridere sull’amore… non resterebbe che gettaci dalla finestra!!".
Mi guarda, ride.
E, ripensando ai suoi racconti, sbotto anch’io in una risata.
“Per piangere c’è sempre tempo...".
Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 27.06.06 12:39
Interventi
Ho capito bene? Conoscevi Ascaride e hai trovato per caso questo libro tradotto in italiano? Dev'essere stata una bella emozione...
Pubblicato da: Gaja - 27.06.06 14:12
No, me lo ha detto lui. E quando una persona che merita realizza un sogno, io sono veramente felice. E poi il libro di Gilles è "terapeutico". Ciao Gaja
Pubblicato da: stefania nardini - 27.06.06 14:26
Teraputico? Interessante. In che senso? Nel senso che riesce a parlare d'amore con una certa ironia (cosa non facile) senza cadere nel ridicolo? Ciao Stefi.
Pubblicato da: Gaja - 27.06.06 14:42
E.C.: terapEutico. Scusate.
Pubblicato da: Gaja - 27.06.06 14:43
Si, e poi, ti assicuro, ognuno di noi ci si puo' ritrovare per qualche piccola cosa. Io il libro l'ho letto in francese, e mi sono divertita nonostante non sia la mia lingua. E già il ridere è una terapia, figurati quando l'argomento è l'amore.
Ciao Gaietta
Pubblicato da: stefania nardini - 27.06.06 22:51




