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16.05.06
Vogliamo parlare di una giornata di maggio?
Si siamo proprio dentro quella casa. Quella bianca messa a metà tra il Tevere e Piazza del Popolo, è quella di Ricucci. Troppo bianco. Complice il sole della prima giornata già estiva, quegli intonaci immacolati fanno abbagliare.
Così, ci pensiamo noi a colorarla arredandola con i nostri striscioni.
Quelli che parlano di lui e i suoi amici che s’arricchiscono non volendo che ognuno possa avere una casa.
Quelli che parlano di noi che vogliamo colorare con l’arcobaleno l’abitare di questa città pretendendo che la casa sia un diritto. Riconosciuto e generalizzato per tutti.
I giornali scrivono che questo edificio dovrà essere un albergo. Sembra strano perché tutto fa pensare ad un ufficio.
Si entra da un portico che borda un giardino ritagliato all’interno di quello che all’inizio del’ 900 era una grande parco. Un palazzo dunque che, nato da una poderosa speculazione immobiliare sembra aver preso gusto a queste operazioni visto che è diventato la sede della Magister ( Ricucci appunto) leader in operazioni immobiliari, finanziarie lottizzative e cartolarizzazione su .. tutto il territorio nazionale. A sinistra un grande ascensore, completamente vetrato di forma cilindrica, rivaleggia con la struttura di una scala marmorea che avvolgendosi in una spirale raggiunge il piano superiore. Tanto marmo, tante colonne ( marmoree naturalmente levigate e lucidate come in una chiesa barocca) e tutto pavimentato in legno riquadrato da spessi bordi di marmo nero. Le pitture sono marmorizzate, stucchi dorati a volontà. Al piano terra ampi saloni in cui, poderose specchiere amplificano a dismisura le prospettive del giardino che- dimenticavamo- è curato in ogni particolare con alberi e foglie che sembrano essere stati addirittura pettinati. La luce filtra discreta, ma con il tramonto, dovrebbero entrare in funzione sei- sette grandi lampadari. Ognuno di questi fa pendere dal soffitto per almeno un metro migliaia do gocce di cristallo.
Sembra di essere dentro la scenografia del film il Gattopardo. Solo che non si tratta di trucchi cinematografici è tutto vero come le porte del piano superiore dove sono le stanze degli uffici. Porte di cristallo e acciaio, maniglie satinate, ed ancora: parquet, trionfo di stucchi, decorazioni, porte finestre verso altane e terrazzi ancora non arredati, ma che sicuramente non saranno dimenticati. Un impianto di illuminotecnica ( design d’autore) intercetta scolpisce contro soffitti che, come vele, misurano gli ampi spazi per il lavoro.
Un ambiente asettico - qui il tutto è rigorosamente bianco - per il lavoro sporco di buttare sulla strada chi magari da sempre abita un palazzo, per disegnare strategie per riempire di centri commerciali le nostre periferie, per arraffare le cubature private che in nuovo piano regolatore di Roma generosamente permette. Un ambiente ideale da aprire a tutti i cittadini romani. Action ha lanciato l’idea di farne un Museo della speculazione con annessa la casa dello sfrattato. Per vedere il tanto nero che oggi nasconde questa casa bianca.
Pubblicato da Angela Scarparo, il giorno e l'ora: 16.05.06 19:26
Interventi
lo vogliamo dire che in molti paesi del nord europa se lasci una casa sfitta per un tot di tempo, chiunque può entrarci e farci quello che gli pare? lo vogliamo ripetere? perché in Italia ci si scandalizza tanto all'idea di 'obbligare' i proprietari ad affittare? 'La libertà...', si dice. ma che c'entra la libertà con gli obblighi che ha qualsiasi 'essere sociale' qualsiasi essere che appartenga a una comunità più o meno grande? basta non essere proprietari e nessuno ti obbligherà a far niente.
Pubblicato da: angela scarparo - 16.05.06 19:51
Il problema non è affittare, ma la libertà di speculare, acquistare per "magia" luoghi che appartengono alla città. Tanti anni fa scrissi Roma Nascosta, una guida sull'inaccessibilità. Sapessi che ho trovai! Tu lo sai chi era, forse ancora oggi lo è, proprietario del Bosco Parrasio, sede dell'Accademia dell'Arcadia ?
Ma è solo un esempio, Angela. Roma è stata massacrata dalla cultura palazzinara e da questi nuovi ricchi che non conoscono rispetto. ma il discorso è lungo.
dunque ben venga il museo della speculazione immobiliare. Un bel capitolo sulle mafie.
Baci
Pubblicato da: stefania nardini - 16.05.06 20:05
Per anni, e forse ancora adesso ce n'è qualcuno, a Tor di Nona ci sono stati interi palazzi vuoti, sgombri, lasciati cadere a pezzi. Tor di Nona era terra di nessuno: la polizia non esisteva. La gente non osava passare per quelle strade. Qualcuno se ne ricorda? Case potenzialmente bellissime ma in effetti ormai fatiscenti perché i palazzinari non volevano affittare, perché ci avrebbero rimesso, mentre intere famiglie in tutta la città vivevano sotto i ponti o continuavano a essere sfrattate. Ma quelle case, no. Quelle erano case destinate a una clientela di lusso.
Pubblicato da: Gaja - 16.05.06 20:25
ciao Angela :-)
la provocazione è forte e divertente, un gioco per attirare l'attenzione su problemi veri e concreti.
ma partiamo da un dato di fatto: "quasi" tutti i consiglieri comunali, o "quasi" tutte le persone di giunta, compresi sindaco, segretari e via dicendo (ma perché non metterci anche qualche esponente di altre categorie, magistrati, guardia di finanza, consob e C.) darebbero un figlio, la madre e un rene per ottenere un monolocale in una reggia seducente come questa (e senza l'annoso problema delle spese di riscaldamento dei vecchi palazzi).
il bello è bello e seduce, anche se a quel giardino pettinato preferiremmo un angolo selvatico e pieno di carattare.
gli appetiti sessuali nei confronti delle belle dimore (entrare, muoversi, impossessarsene, sventrarle a volte, lasciarvi il proprio seme o depositarvi il proprio ovulo fecondo) sono compulsivi istinti lontani dalla ragion pura e ogni voce che rammenti la ragion pura è fastidiosa e removibile, come si fa con un cattivo ricordo. la forza della rimozione è proporzionale alla forza espansiva della voce e la lotta si può trasformare in guerra senza esclusione di colpi (i colpi peggiori abitano nel leggiadro inganno di dar voce e di veicolare questa voce, magari con uno sponsor ricco e compiacente che, mentre impone di usare magliette con il suo logo, compra quote di proprietà del palazzo).
ma basta fare il grillo parlante, se vincerete questa guerra verrò a baciare i piedi a tutti, senza pormi problemi sul lavaggio degli stessi, che quando la ragion pura vince, col ca--o che si fanno sofismi sull'odor di piedi! :-)
daldivano
Pubblicato da: daldivano - 16.05.06 20:40
Angela, quella di Ricucci è Magiste, non Magister, che è un'altra cosa!
za'
Pubblicato da: za' - 16.05.06 20:49
o che bello. tutte donne. chissà chi è il neutro 'anonimo actiano'? che bello quando dice delle piante pettinate. e dei lampadari (con le gocce) lunghi più di un metro. posso testimoniare? era proprio così.
za. grazie della correzione (attività devo dire in cui dimostri sempre uno zelo particolare) caro za, riferirò all'anonimo actiano se mai riuscirò a capire di chi si tratta. magari gli dico di scriverti. purtroppo per te credo che al mio invito non verrà dato alcun seguito :)
gaia. tor di nona, se parliamo della stessa cosa, (almeno una parte) fu occupata ( anni fa) e a rammentare quell'occupazione c'è ancora un asinello che vola, su una delle pareti. :) credo ci sia ancora un palazzo disabitato, quello con le finestre mmurate che si vede passando sul lungotevere. quello dici tu?
stefania, ma stai già a marsiglia? riferirò della tua sostanziale approvazione (da esperta e competente) del Museo della Speculazione.
daldi: ti assicuro comunque che sono dei gran bei piedi! :)
Pubblicato da: angela scarparo - 16.05.06 21:01
santo cielo, spettatrice e i cassonetti? due arie e due uscite, dove li metti?
quattro o cinque cassonetti in fila fanno una schiera (scelti magari davanti a un giardinetto o aiuola pedonale)
sto studianto una struttura di cassonetti sovrapposti uno sull'altro, sai? che magari ci esce pure il posto macchina...
perchè mi dò da fare io, ci ho inve-n-(t)tiva io.
paola
ci lamentiamo sempre! mah.
Pubblicato da: cara polvere - 17.05.06 13:04
cara polvere, più che altro andando avanti così, ogni cassonetto sarà un monolocale, e allora, devo dire, il tuo progetto sarà un successo sicuro! :)
Pubblicato da: angela scarparo - 17.05.06 13:48
impar condicio.
Pubblicato da: carlo - 17.05.06 14:45
ma sei carlo verdone di bianco rosso e verdone? :)
Pubblicato da: angela scarparo - 17.05.06 14:55
...oddio, la solita tonta! non avevo capito. be' carlo denunciam. sempre meglio che fare sti post striminiziti che fai! parla tesoro, sfogati baby! :)
Pubblicato da: angela scarparo - 17.05.06 14:57
Aho, e m'è sparito il body guard! Già non c'avevo il body! Mo m'è sparito pure lui co tutta la roulotte!
E' vero: la meravigliua portatile che era
http://non-toccate-la-scarparo,blogspot/com
non c'è più! Trimalchius! Rimetti a posto la roulotte :)
Pubblicato da: angela scarparo - 17.05.06 16:43
padrona angela, il volatile è fuggito qui http://www.arawak.it/arawak/user_images/caraibi_1.jpg
Pubblicato da: l'amico di Trimalchione - 17.05.06 17:30
angela io ti voglio bene. Ma Ricucci mi fa troppo pasta e ceci per volergli meno bene di quanto ne voglio a te.
Pubblicato da: carlo - 17.05.06 18:06
a giudicare dagli ultimi due post in giro ci sarebbe anche qualche uomo spiritoso (e quindi gradevole) :) buono a sapersi.
Pubblicato da: angela scarparo - 17.05.06 21:22
Padrona Angela... ho scoperto la mia vocazione: la performance.
Pubblicato da: Trimalchione-artista dell'arte povera - 17.05.06 21:54
che perfomrance, trimalk? esprimiti. esprimiti per favore anche sul problema abitativo, elemento precipuo di questo post. ho scoperto che a dar retta a tutti gli avventori che mi si presentano (non che tu lo sia, eh?) e a seguirli nelle loro aridaje ridanciane performace, mando la mia reputazione vieppiù a vaffanculo. d'ora in poi cercherò (per quel che riuscirò avendo avuto fino ad oggi un carattere fondato sulla solarità, per quel che mi riesce di trattenere dai raggi, sulla solarità dicevo, invece che sul lamento o sul mugugno o sul deprexcosmic, che fa tanto tendenx) di avere un'aria compassata e di comparire poco. Quindi trimalk, in fretta: esprimiti, tesoro, e soprattutto performa. perché l'arte sarebbe sofferenza? perchè? che voi dì? nun te basta la vita che è già sofferenza quella?
Pubblicato da: angela scarparo - 17.05.06 22:21
Le uniche persone con cui mi interesserebbe stare ora sono artisti e persone che hanno sofferto: quelli che sanno cosa è il Dolore, non mi interessa nessun altro.
Basta con il menarsela seduti dentro un ufficio con aria condizionata e il pc sempre con adsl e dire che ricucci magna i ceci, è come dire che io sono Kurt riemerso riemerso dalla mia pozza di sangue.
Performance live
Pubblicato da: Trimalchione-artista dell'arte povera - 17.05.06 22:43
Cara Angela, tra l'arte e la vita c'è differenza? E quale? E perché, se differenza c'è, perdiamo tempo a far arte, invece di creare vita?
Desidero ardentemente vivere per esplorare i nuovi sviluppi nell'arte della Vita.
Performance live
Pubblicato da: Trimalchione-artista dell'arte povera - 17.05.06 22:51
Ah... sul fatto che ti esponi, mi sa che hai ragione. Son tutti padri e madri di cuore in rete, borghesucci camuffati.... mo generalizzi diranno, mo offendi, diranno, mo esageri, diranno, che ne sai tu di me, diranno... non so nulla, dirò, ma so leggere.
performance live
the end.
Pubblicato da: Trimalchione-artista dell'arte povera - 17.05.06 22:59
Postilla.
il lemma "mo": deriva dal latino modo; usato nelle parlate dialettali del centro e del meridione. Attestato dal duecento in poi. Cara Angela, come vedi sono uno del sud.
:-)
Pubblicato da: Trimalchione-artista dell'arte povera - 17.05.06 23:11
trimalk, t'ho detto de parlà de abitare e me parli de arte. poi, se uno posta de arte, te me vieni a dire sicuro, "Ma io non c'ho casa!". allevare, dicevo della disperazione, allevare. bisogna allevare - non alleviare! se capisce che hai paura di lei e la vuoi fare fuori, s'incazza e te mozzica! - con pazienza la propria disperazione. se te la fai amica non avrà interesse - proprio - a farti del male. :) tutti pensano a farsi amici gli umani. invece gli umani dovrebbero pensare a farsi amici i fantasmi. e i fantasmi sono la disperazione e le amiche sue, sai no? capito quello hai capito tutto.
mo perchè vuoi stare con tutti quelli che hanno sofferto? io vorrei stare con persone che capiscono, che comprendono (le cose, le persone). certe volte la sofferenza diventa un modo di vivere come un altro.
a me piacciono quelli che ogni tanto si dimenticano che devono farcela. che possono farcela. che ogni tanto dicono, "Potrei farcela. E' sicuro. Ma voglio dire tutto. Raccontare tutto. Tutto così come è me secondo me". Così.
mo' perché vuoi insultare quelli del blog? che c'entra? madò trimalk. senti io sto leggendo un bel libro e mo me lo vado a leggere. lascia stare i blogger.:) lasciali campare.
Pubblicato da: angela scarparo - 17.05.06 23:36
Angela... in una battuta. L'amico Wilde mi diceva che dietro la Gioia e il Riso può esserci un'indole rozza, dura e insensibile. Ma dietro il Dolore c'è sempre il Dolore. La sofferenza, diversamente dal Piacere non porta maschere. La Verità nell'Arte non esprime alcuna corrispondenza tra idea essenziale e l'esistenza accidentale. Quindi, a mio parere, quando tu, padrona Angela, parli di case sfitte, tu fai ARte. Non parlo di realismo o di arte sociale, ma di arte che tocca l'essenza ultima di ogni vita umana. Quando parlo di vita, parlo di Arte; e viceversa. Non è romanticismo. È la Vita che è nell’Arte.
Credo di non aver offeso nessuno sul piano personale, e se l'ho fatto chiedo scusa.
Sul problema delle case a Roma, non so nulla. Da queste parti il problema case sfitte non c'è, se non in minima parte e, quindi, non ho un opinione reale e concreta sul problema da te posto.
LA roulotte è nello spiazzo Arcobaleno.
Pubblicato da: Trimalchione - 18.05.06 09:52
Trimalk, se dici che è arte il parlare delle case sfitte oltre che come bodyguard, autista, cuoco, segretario particolare, ti assumo anche come quello che mi scrive i discorsi! :)
Pubblicato da: angela scarparo - 18.05.06 11:55




