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13.05.06
Vibrisse di carta?, 5 / Un po' di conti & tante altre cose in disordine
di giuliomozzi
[tutti gli articoli sul progetto "vibrisse di carta"]
La chiacchierata del 9 maggio con l'Editore interessato alla produzione di un vibrisse-di-carta è stata utile e istruttiva. Adesso metto qui un po' delle cose che ho imparate.
- Le edicole in Italia sono 40.000. Sono un formidabile veicolo distributivo ma, nel contempo, costringono a un'enorme dispersione.
- Per i periodici specializzati (e vibrisse-di-carta rientrerebbe in questa categoria) è ormai normale (non era così un tempo) avere delle rese attorno al 75-80% del distribuito.
- Un esempio di rivista confrontabile (dal punto di vista distributivo-commerciale) con ciò che potrebbe essere vibrisse-di-carta è Pulp: che distribuisce circa 15.000 copie e ne vende circa 4.500, con una resa sotto il 70% (cioè particolarmente buona).
- Un esempio di rivista non confrontabile con ciò che potrebbe essere vibrisse-di-carta è Stilos. L'Editore infatti ritiene che non sia opportuno produrre una rivista tipograficamente simile a un quotidiano (come è appunto Stilos). L'edicolante, dice l'Editore (che ha esperienza in materia di riviste), mette in mostra quelle riviste che abbiano un aspetto da riviste: un formato inferiore all'A4, una copertina a colori, eccetera. Stilos, essendo un "oggetto" completamente diverso, non può essere preso (dal punto di vista commerciale) come riferimento.
- Il minimo per uscire in edicola è stimato dall'Editore attorno alle 15.000 copie. Che peraltro non significa essere in tutte le edicole. Potrebbe voler dire esserci con due copie in 7.500 edicole (esempio: nelle città). Mi era venuto in mente di chiedere se è possibile, se ha senso fare una distribuzione nelle sole edicole delle stazioni ferroviarie; ma poi ci siamo persi in altri discorsi, e la domanda mi è rimasta in mente. (Perché questa domanda? Perché così, a chi chieda dove si possa comperare vibrisse-di-carta, si potrebbe dare una risposta precisa: "All'edicola della Stazione!").
- La proposta di partenza, da parte dell'Editore, è di fare una rivista in 48 pagine autocopertinata. Il formato sarebbe un pochino più piccolo rispetto a quello standard delle riviste, in modo da poter stampare tutta la rivista su un solo foglio. Un lato del foglio sarebbe in quattro colori, l'altro in nero.
- Per rivista "autocopertinata" s'intende una rivista in cui la copertina non sia stampata a parte e in carta più pesante dell'interno. Il vantaggio della rivista autocopertinata è che non ci sono i costi aggiuntivi della copertina (costi di carta, di stampa e di rilegatura). Lo svantaggio è che, se non si sceglie una carta pesantissima (e non è il caso di sceglierla), la rivisa risulta un po' più deperibile.
- Stampare tutta la rivista su un solo foglio (che poi viene piegato, tagliato e spillato) anziché su più fogli, comporta ovviamente un significativo risparmio.
- Una rivista senza colore non è, oggi come oggi, accettabile. Si può scegliere di avere il colore stampato su un lato solo del grande foglio che poi viene piegato tagliato e spillato; così si avranno metà pagine in quattro colori e metà pagine in nero. Ovviamente fare così costa meno che stampare tutto in quattro colori, e di più che stampare tutto in nero.
- Se metà delle pagine sono in quattro colori e metà sono in nero, ottengo una maggiore rigidità nella struttura della rivista. Non so come sarà piegato questo grande foglio che produce una rivista di 48 pagine ma, tanto per fare un esempio, un sedicesimo (= fascicolo standard prodotto piegando tre volte un foglio grande, ottenendo così 16 pagine) stampato a colori da una parte sola ha a colori le pagine 1, 4-5, 8-9, 12-13, 16, e in nero le pagine 2-3, 6-7, 10-11, 14-15. Se mi salta in mente di mettere una foto a colori a pagina 10, non posso farlo. Se non metto colore alle pagine 12-13, spreco una possibilità.
- Dice l'Editore che il costo di carta, inchiostro, stampa, piegatura e spillatura di una rivista con le caratteristiche di cui sopra (48 pagine, autocopertinata, metà a colori, 15.000 copie) sta attorno ai 7.000 euro.
- Il costo complessivo della rivista, secondo un calcolo che l'Editore ha fatto senza spiegarmene la ragione (ma ovviamente mi fido), è più o meno il doppio del costo di carta inchiostro ecc.: attorno ai 14.000 euro, quindi.
- Il costo per singola copia scritta, stampata e distribuita è quindi di circa 1 euro. Se si prevede di avere rese standard, tra il 75 e l'80%, il prezzo minimo deve essere di 4,5 euro (per confronto: Pulp, che ha se non sbaglio almeno 64 pagine in parte a colori e in parte no, e ormai si è conquistato un pubblico fedele, costa 5,5 euro).
- L'Editore è sostanzialmente disponibile ad assumersi il rischio, all'inizio, dei costi di produzione materiale della rivista carta, inchiostro, stampa, piegatura, spillatura, distribuzione.
- Il criterio, alla fin fine, è questo: l'Editore ci mette quei costi lì, e chiede a me una rivista che non costi nulla di redazione. Dopodiché, se le cose vanno bene e ci si guadagna qualcosa, si provvederà a pagare il lavoro di redazione; se le cose vanno male si chiude tutto e chi ci ha rimesso (denaro, lavoro) ci ha rimesso; se le cose vanno così così si valuta, si decide, si vede un po' come fare.
- Secondo l'Editore, in edicola ormai si vendono bene solo i "collezionabili". Si fa collezione di tutto: dai libri alle uova di ceramica, dai modellini d'automobile alla posateria. Ora, che cosa potrebbe offrire di "collezionabile" il vibrisse-di-carta? (Mah).
- Una cosa che non sono bene riuscito a capire è: quando l'Editore parla di una rivista che gli si dovrebbe dare "chiavi in mano", che cosa intende esattamente? Ovvero: chi fa la grafica di questa rivista? Chi la impagina? Chi produce il file che viene poi spedito in tipografia? Siamo stati insieme solo 8 ore, dovremo tornare su molti argomenti.
Il giorno successivo, cioè il 10 maggio, ho fatto due chiacchiere con Stefania Nardini, che ha alle spalle 25 anni di giornalismo ad alto livello (e ha anche pubblicato due libri: Roma nascosta e Matrioska). Parlando con lei ho imparate alcune altre cose (Stefania, dimmi se dimentico qualcosa o mi confondo):
- Per fare una rivista di 48 pagine bisogna inventarsi una "scansione". Si comincia con il "tema del mese", si prosegue con due pagine di "alleggerimento", poi si mette un articolo "di medio peso", poi si infilano delle "divagazioni", eccetera. Poi si parte dalla fine: alla fine dev'esserci un qualche "pezzo forte" (un racconto, ad esempio, o un'intervista lunga e "letterarie"), e così via. Per la prima volta da quando facevo le riviste dei parrucchieri e dei gelatieri, dei camionisti e dei mobilieri (cioè dagli anni Ottanta, quando lavoravo in Confartigianato) mi sono rimesso a fare disegnini di pagine. Semplici quadratini su un foglio, pagina 1, pagina 2, pagina 3, sinistra e destra, qui ci mettiamo una pubblicità, qui ci mettiamo la foto grande.
- Forse la formula del "fascicolo di recensioni" (come quello che c'è all'interno di Pulp) non è l'unica via percorribile. Io m'immaginavo di arruolare tutta la volonterosa accolita della Bottega di lettura, dando loro in appalto un tot di pagine, e togliermi così il pensiero. Ma si potrebbe, invece, decidere che in ogni pagina ci sia una recensione: il che comporterebbe testi di lunghezza fissa, piuttosto brevi, con uno stile non dico non-personalizzato, ma diversamente personalizzato rispetto a quello che si può usare in rete, eccetera.
- Fare un vibrisse-di-carta è davvero tutta un'altra cosa.
- Non si può parlare solo di libri. Solo di letteratura. Il nostro lettore va al cinema, ascolta musica, delle volte addirittura va fuori a cena. Bisogna trovare degli spazi adeguati, non generici, per un po' di "contorno". Che non deve peraltro essere un "contorno", ma diventare parte integrante del tutto.
- A Stefania l'idea di proporre a gruppi già esistenti e autonomi e produttivi di fare da "redazioni" di vibrisse-di-carta, affidando loro la produzione dei testi (non l'impaginaziò, s'intende) per determinate sezioni, è parsa sensata. Io già l'ho detto: chiederei ad esempio ai ragazzi di FaM di occuparsi della scelta del "racconto del mese", e/o ad Andrea Raos e Andrea Inglese di Nazione indiana di occuparsi delle pagine di poesia (dico queste cose senza aver presi accordi con nessuno: sono solo ipotesi nella mia capa). E bi o tri mestralmente, non ci starebbe bene un Medicine Show nel vibrisse-di-carta?
- Quindi, magari, se avete letto fin qui, provate a proporre gruppi, gruppetti, riviste, rivistine ai quali si potrebbe affidare l'onere (dell'onore ne parliamo un'altra volta) di produrre i testi per determinate possibili sezioni della rivista (e, naturalmente, vi invito a proporre sezioni).
Uf! Questo è tutto? No, ci sarebbe dell'altro (il discorso pubblicità, il discorso abbinamenti), ma ne parlo un'altra volta. Il prossimo appuntamento è lunedì, col copywriter di fiducia (che su questa faccenda ha scritto un articolo e una puntata del suo Dopo Carosello).
Ecco. Invito i lettori di vibrisse a dire che cosa pensano di tutto questo. Invito gli autori e i collaboratori di vibrisse a dire che cosa pensano di tutto questo. E se qualcuno avesse voglia di dire: "Io, in questa impresa, volentieri darei una mano", sappia che sono pronto a prendergli anche il braccio.
Corro, che ci ho un treno da prendere.
Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 13.05.06 10:57
Interventi
A invito rispondo: "io, in questa impresa, volentieri darei una mano" (ma lasciami il braccio destro, Giulio. Il sinistro te lo puoi pure prendere:)). Intanto ti dico questo. Poi rifletto e vedo se mi è venuta in mente qualche buona o assurda (che, conoscendomi, mi pare più probabile) idea. Ho lavorato più di qualche anno nelle redazioni di riviste letterarie (e no). Non posso vantare l'esperienza di Stefania Nardini, naturalmente, ma forse sono in grado di essere utile. Dico forse. Questo poi lo valuterai tu/voi. Quanto a una sezione da proporre, io inizio subito con una rubrica dedicata alla traduzione letteraria. Magari tagliata in modo da interessare anche i "profani", da stuzzicare la curiosità di tutti; magari con qualche intervista a traduttori noti di scrittori ancor più noti (penso, su due piedi, a Riccardo Duranti con Raymond Carver; oppure alla "triade" Duranti-Damiano Abeni-Ottavio Fatica con Elizabeth Bishop: c'è stato un incontro eccezionale a Roma, l'altro ieri sera su questo argomento). Anche io sono - se interessa il mio parere - d'accordo con l'"appaltare" eventuali sezioni di vibrisse di carta ad altri gruppi. Te lo avevo già accennato quella sera alla cena dei vibrissofili. Ci sono altre persone cui adesso sto pensando e che magari ti proporrò in privato di contattare. Magari non c'entrano niente, non hanno né la possibilità, né il tempo, né la voglia di occuparsi di questo progetto, ma non si sa mai. Un abbraccio, buon tutto.:*
Pubblicato da: Gaja - 13.05.06 12:05
Sempre pronto a dare due mani. Andando nello specifico del punto sulla rivista chiavi in mano, candido Luigi Bellanca per la realizzazione del menabò, è il grafico che ha realizzato anche il banner per BEST OFF, ha anche un sito-portfolio: www.g1ga.it
Detto ciò, l'idea del collezionabile è un tarlo incessante. Da una vita cerco le foto che fanno da copertina ai cofanetti dei Meridiani, gli abitanti di un'ideale repubblica delle lettere, per vedere le facce che ci stanno dietro alle parole. Che ne so, abbinare a uno speciale monografico su D'Arrigo anche la cartolina con la faccia segata di rughe dello scrittore delle fere. O pensare anche alla costa della rivista, di recente la Bonelli con Brad Barron, miniserie di manco ventinumeri ha pensato di realizzare sulla costa frammenti della faccia del protagonista che messi assieme creano tutto il faccione. Come era per il libro segreto degli gnomi della AMZ. Si potrebbe indire un concorso per un'opera grafica inedita da spezzare, ne sparo una, dodici pezzi, una per ogni costa e realizzare così il puzzle.
In quanto bottegaio rispondo con un sì incondizionato.
Pubblicato da: tonino pintacuda - 13.05.06 12:19
Giulio, sono bloccata a casa con un piede ingessato e ho un sacco di tempo per pensare.
- Infatti, proprio ieri, pensavo che non si possono ignorare musica e cinema, ma forse anche nel vibrisse on line. Magari privilegiando, per il cinema, quei film che sono tratti da romanzi. Ci vedrei bene una rubrica tipo "dal libro al film", che mi sembrerebbe in carattere con la linea generale.
- Mi piacerebbe l'idea di una rubrica culinaria, ma dal punto di vista letterario, per esempio le ricette che compaiono in letteratura (mi è venuta in mente Donna Flor e i suoi due mariti) o passi celebri su cucina e pasti, magari con accluse le ricette citate (penso a certi passi di Gadda, per esempio).
- L'unica cosa collezionabile che vedo bene nel vibrisse di carta sono i libri degli esordienti, o le ristampe di autori validi ma comunque poco noti al grande pubblico. Però non so se è fattibile dal punto di vista economico. Quello è un problema tuo :-)
- Ti serve qualcosa da una vecchia prof.? Se scegliete di distribuire qua e là le recensioni, potrebbe esserci una pagina così concepita: ogni mese, una recensione di un libro sulla scuola, più l'approfondimento di un tema legato al libro stesso, più un'eventuale scenetta (autobiografica)di vita scolastica. Se però il tema "scuola" ti affossa le vendite, amici come prima...
Intanto vado a scrivere qualcosa sulla Mastrocola: quando sono arrabbiata preferisco sfogarmi su di lei che su mio marito.
PS: ma passi la vita in treno?
Pubblicato da: Rosanna Rota - 13.05.06 12:36
Giulio, tu chiedi: quando l'Editore parla di una rivista che gli si dovrebbe dare "chiavi in mano", che cosa intende esattamente?
Probabilmente intende dire che devi consegnargli il file dell'impaginato della rivista (la grafica e l'impaginazione la devi fare tu, non Lui).
Pubblicato da: Cano - 13.05.06 12:42
Ti prego ti prego, mandamela più grande, così ti faccio accomodare meglio in treno e ricambio il link al post :)
manda qui alice.avallone@gmail.com
Pubblicato da: alice - 13.05.06 14:29
Ah, sono di fretta adesso, ma inizio a dirtelo.. "Io, in questa impresa, volentieri darei una mano" :)
Pubblicato da: alice - 13.05.06 14:31
Poiché intendo affrontare i libri così come sto facendo, ho l'impressione di non aver spazio sul vibrisse di carta. Non sono le recensioni (brevi fra l'altro) che possono stimolarmi ad un lavoro di questo tipo. Ed io, quando scrivo, voglio anche sentirmi appassionato e convinto del lavoro che faccio.
Altra cosa se questo mio modo, potrà essere accolto nel vibrisse di carta.
Non so in cos'altro potrei essere utile, ma se c'è qualcosa che posso fare, fammi un fischio, Giulio.
In ogni caso, a me può bastare lo spazio che mi metti a disposizione su questo vibrisse on line, e non ti ringrazierò mai abbastanza.
Bart
Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 13.05.06 14:56
se può servire, qua sto
Pubblicato da: melpunk - 13.05.06 15:01
Io in questa impresa volentieri darei una mano, un braccio o magari due.
Pubblicato da: cristina bottegal - 13.05.06 15:06
Io una mano la do volentieri. Forse posso contattare qualche fumettista per disegni e cose varie (anche se a gratis non so).
Sezione fumetti! Recensioni di volumi e di siti, segnalazioni, analisi di vignette! Tutto quello che vuoi!
ciao ciao
ale
Pubblicato da: brekane - 13.05.06 15:21
Coniglio Editore...
Che sorpresona... Giulio.
Ti confermo pubblicamente la mia adesione al progetto. Non confidando in una facile divisione dei compiti all'interno della Redazione di Vibrisse,
ti propongo una mia rubrica personale (mia e della mia crew), come quella che mi capita di fare per i quotidiani, ecc.
massi
Pubblicato da: massimiliano nuzzolo - 13.05.06 16:28
Visto l'invito, e visto che si pensa anche al contorno, e dunque anche a roba indigesta, la mano che darei io sarebbe: cerco e coordino (non so se trovo: cerco) un gruppetto di giovani sudiosi di filosofia (anch'io ho i nomi solo in capa, e son persone piuttosto sparpagliate nel paese) a cui dare un pezzettino che credi tu della rivista, su cui seguire: o nuove pubblicazioni in materia, o quel che si trova su quotidiani e riviste (specializzate e non).
Molto ci sarebbe da pensare su cosa mettere in pagina (il taglio la linea, come si dice) ma si può fare.
Sul collezionabile: non ho capito se intendi cose che si aggiungono alla rivista, o pezzi di ivista staccabili, estraibili.
Pubblicato da: massimo - 13.05.06 16:59
Io una mano la do volentieri. :-)
Pubblicato da: Marco - 13.05.06 17:53
Giulio, quando sento parlare di riviste letterarie io spero sempre di leggere qualcosa che graficamente abbia questa ispirazione
http://www.pulpworld.com/images/weta_2303.jpg
Sì, lo so, la grafica è decisamente anacronistica e il tema della rivista non c'entra nulla con un Vibrisse di carta. Però in edicola una copertina del genere mi attirerebbe molto. Insomma, se fossi un lettore medio di riviste letterarie Vibrisse mi parrebbe avere un "valore aggiunto" in più.
Molto fumettistica, secondo me.
Certo, si potrebbe obbiettare: "Ma si vuole fare una rivista o un fumetto?"
A, beh, se uno vuole metterla così.
In ogni caso, a disposizione.
Pubblicato da: mauro - 13.05.06 19:06
Che bella questa disponibilità e vivacità! Con Giulio del collezionabile non abbiamo parlato. Ma si puo' inventare qualcosa. Per esempio il racconto che andrebbe a chiudere ogni numero situarlo in modo tale da poterlo conservare, in modo che i lettori si ritrovino a fine anno con un'antologia, una raccolta , di testi vibrissiani.
Credo che il resto dei temi affrontati Giulio li racconterà la prossima volta. Aggiungo che mi piace molto, e l'avevamo anche detto, l'idea della cucina letteraria di Rossana. Penso al baccalà di Pessoa, per fare un esempio. Invece mi permetto di fare una piccola osservazione a Bart. Quando Giulo parla di recensioni in "pillole" non significa che tutte debbano essere cosi'. Esistono novità, fenomeni, ai quali non si possono dedicare trenta righe. Le "pillole" servono a dare più spazio agli autori non a decapitare recensioni più ricche.
Bella anche la proposta che riguarda il mondo della traduzione, che non limiterei soltanto agli italiani.
Dico a Giulio che invece dovremmo approfondire la questione esterofila. Insomma una finestra sugli autori stranieri.
Se mi ricordo altre cose lo dico. Per il momento mi sembra utile continuare a mettere insieme idee.
Ciao a tutti
Pubblicato da: stefania nardini - 13.05.06 19:08
Stefania, sono assolutamente d'accordo. Non era una proposta limitata agli italiani, ma solo espressa dal punto di vista di una traduttrice (dall'inglese) di madrelingua italiana, tanto per dare un'idea. È chiaro che l'ideale è (per chi ama questo mestiere, questa sorta di "artigianato letterario") abbracciare le traduzioni nella loro globalità. E complessità. Quanto al racconto che chiuderebbe il numero, talvolta si potrebbe anche (la butto lì) pensarlo a puntate... per "costringere" il lettore a rimanerci fedele! Un abbraccio, Stefania.
Pubblicato da: Gaja - 13.05.06 20:24
io una mano la darei volentieri..
Pubblicato da: silvana - 13.05.06 20:59
A me tutto sto fervore mette un po paura. Dove andrai a finire, Giulio ? A voler essere scettici ci vorrà un gran bel mazzo da parte di tutti e il fatto di coordinare le micro-redazioni, o le redazioni in sub-appalto, credo sarà il nocciolo della faccenda. Fra l'altro, e in puro delirio d'onnipotenza (quindi astenersi in advance dal criticare, …lo sto già dicendo io, che è un deliro, appunto), se per scommessa e dico per scommessa il tutto dovesse funzionare (si, sa a volte anche i miracoli riescono…non bisogna partire prevenuti, mai !) ebbene, se dovesse funzionare tutto il giochino, vedo splancarsi orizzonti inimmaginabili. Al di la, o meglio, nel solco del delirio di Ezio (radio, pod-cast et similia) penso all'appetibilità di un siffatto "prodotto" declinabile anche su un mezzo che è disperatamente alla ricerca di contenuti come la tv digitale (in chiaro e non). Corro troppo ? Guardate che quello che ha in mente Giulio, con quest'impresa qua, è solo l'inizio.
Se si riesce a mantenere inalterato "lo stile" ogni traguardo è, per lontano ed irragiungibile che sembri, a portata di mano. Ok, adesso rientro: quand'è che si comincia ?
Pubblicato da: cletus - 13.05.06 21:08
Stefania, se il lavoro del vibrisse cartaceo non preclude la possibilità di ospitare le mie letture, ok., meglio per me, e sono pronto.
La mia attenzione - avverto - è soprattutto rivolta nei prossimi mesi ad autori italiani: è un impegno che desidero assolvere (un proposito tutto mio, voglio dire) e al quale non voglio rinunciare per qualcosa che non farei con lo stesso entusiasmo.
Se c'è qualche libro, invece, che magari mi viene espressamente richiesto di leggere (anche di autore straniero) per pubblicare poi la mia lettura sul vibrisse cartaceo, anche su questo resto disponibile e assai felice di poter dare una mano.
Bart
Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 13.05.06 21:36
Una pagina va assolutamente riservata agli annunci letterari, tipo: "Giovane scrittore inedito conoscerebbe editore affermato per ore liete e pacs":- )
Pubblicato da: Lucio Angelini - 13.05.06 22:38
io potrei interessarmi della parte macabra laddovè
fosse necessario... che so... autopsie, rituali antichi, riti orfici, pillole magare, streghe, stregoni, santa inquisizione, mutus liber... (interessa?)
un saluto
Pubblicato da: cara polvere - 13.05.06 23:00
Disposto anch'io a dare una mano. Per gli allegati potrebbe essere una buona idea quella di Tonino: ritratti di scrittori - oppure la riproduzione di pagine autografe.
Pubblicato da: Giorgio Morale - 14.05.06 00:06
In allegato ad una rivista letteraria mi piacerebbe trovare un libro. Conservo ancora libri piccoli, stampati probabilmente nel modo più economico, che erano allegati molti anni fa ad una rivista femminile, non ricordo più quale. Non resisterei ad acquistare il tutto, se i libri fossero ormai introvabili. Mi piacerebbe possedere e rileggere, tra questi, anche i già letti ma persi in traslochi, oppure presi in prestito in biblioteca o da amici.
Se gli editori che ne possiedono i diritti non li ristampano, penso che sia perché non lo trovano conveniente e allora forse sarebbe possibile fare un accordo vantaggioso per le due parti, editore e rivista. Oppure limitarsi a quelli i cui diritti sono ormai scaduti.
Credo che questo potrebbe essere un modo per catturare lettori che non acquistano mai riviste letterarie.
Pubblicato da: Pamela Canali - 14.05.06 05:52
Grazie. Ora sono in giro (dalle parti di Belluno). Riprenderemo il discorso a breve.
Pubblicato da: giuliomozzi - 14.05.06 09:35
@Lucio
"Astenersi perditempo", però...:)))
@ cara polvere:
per i collezionabili, che ne dici di una serie di foto di lapidi di scrittori e letterati? Posso iniziare io con quella di Yeats: ce l'ho sottomano.:)))
Pubblicato da: Gaja - 14.05.06 10:25
Ho visitato, Gaja, la tomba di Yeats, ne ho impresso il ricordo nel mio libro "Cencio Ognissanti e la rivoluzione impossibile", insieme all'altra tomba che visitai, quella di Ruskin:
"Tornando all'Irlanda, mi sovviene un altro ricordo suggestivo. In un piccolo cimitero, a Drumcliff, vicino alla città di Sligo, ai piedi del monte Benbulben, è sepolto il grande poeta William Butler Yeats. È una semplice tomba nella terra, coperta di ghiaia bianca. C'è un cartello, all'ingresso del cimitero, che avverte che lì vicino, a sinistra di chi entra, c'è la tomba di Yeats, in cui è sepolta anche la moglie George. Nessuno la noterebbe, altrimenti. E ricordo l'altra umile tomba, che ha sempre un vasetto di fiori deposto sulla terra, di John Ruskin, lo studioso che tanto amò l'Italia, e Lucca in particolare, sepolto nel cimiterino di Coniston, nella regione dei laghi in Gran Bretagna. Questa grandezza ritornata all'ordinario ha una sua magia che mi stor-disce."
Bart
Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 14.05.06 10:50
Io ci sono.
Quando si andrà nello specifico, si vedrà insieme che cosa possa comportare questo mio esserci.
La sensazione, comunque, è che partendo da ciò che "è" Vibrisse ora, in quanto immagine/essenza del logo, (e di cui ho scritto nei commenti al post del copy di fiducia), si tratta di produrre un altro oggetto: insomma, se il logo è Armani un conto è la produzione-commercializzazione degli abiti, un altro quella del profumo (prendete l'esempio molto, molto con le pinze).
E comunque, se il logo Vibrisse entrasse nell'immaginario collettivo dei consumatori con una proiezione personale positiva, Cletus ha ragione nell'ipotizzare un orizzonte anche più vasto.
Pubblicato da: Roberto Tossani - 14.05.06 11:32
Scusate se chiedo qualcosa che magari è già stato chiesto. Ci sarà la possibilità di abbonarsi? In questo modo le copie da mandare in stampa potrebbero essere in un primo tempo di meno. Un po' come Stilos. Sono molto d'accordo sull'idea di allegare di tanto in tanto un libro. In ogni caso collaboro volentieri e soprattutto nel backoffice
Pubblicato da: annamaria - 14.05.06 11:37
In concreto, progettare una rivista include costi e manodopera, sono sicuro che tutte le penne di Vibrisse nella prima fase dell'impresa lavoreranno, come sempre hanno fatto, per passione senza bavagli economici. Più in là si penserà, come annota Giulio, a redazione e compensi. Pero' il lavoro di impaginazione, la progettazione in concreto di una rivista con logo e grafica caratterizzante è un LAVORO vero e proprio, una gigantesca impresa che richiede progettazione e remunerazione adeguata al lavoro intrapreso. Per capirci, se non si vuole scadere nella pessima qualità grafico-visiva che accomuna Gente e Dipiù con quei colori orrendi che incorniciano gli articolazzi. Nella questione chiavi in mano deve essere chiaro questo, noi ci impegniamo per il contenuto ma passando su carta anche il contenitore deve essere adeguato.
Pubblicato da: tonino pintacuda - 14.05.06 11:41
credo che una delle cose che abbia senso inserire in una rivista del genere siano dei libri, a puntate, o dei temi, sviluppati con dei racconti di vari autori, da numero a numero.
ma non so nulla di riviste, pertanto sono vage idee volanti.
auguri.
Pubblicato da: mattia - 14.05.06 12:19
Bart,
sono felice che tu abbia visitato l'Irlanda, che è la mia passione, l'argomento (letterario) della mia tesi di laurea, e la meta di cinque viaggi. Soffro di Mal d'Irlanda e ciclicamente devo tornare. La tomba di Yeats è intensa e incredibilmente eloquente nella sua semplicità. Il paesaggio che la circonda è mozzafiato - Benbulben lascia davvero senza parole. L'iscrizione: "Cast a cold eye on life, on death; horseman, pass by!" è quanto di più vero e yeatsiano si sia potuto scrivere su una lapide. Lieta di avere un'esperienza così splendida in comune con te. Baci
Pubblicato da: Gaja - 14.05.06 12:30
Cose che mi vengono in mente:
- usare un programma di desktop publishing che non presenti i vincoli (di costi, di pirateria, di dipendenza con un fornitore) di Adobe Indesign o Quark Xpress. Penso a Scribus, che permetterebbe di gestire autonomamente (Giulio) la preparazione materiale di ogni numero.
http://www.scribus.net
- progettare l'impaginazione e la grafica generali è un lavoro di una volta sola, all'inizio: il grafico di fiducia progetta, fornisce i file dei modelli e il manuale stile. Ogni numero viene preparato dentro questa gabbia, un punto di attenzione può essere la preparazione di immagini e fotografie.
- redazione e collaborazione virtuali: per non impazzire dietro a mille email e decine di errata corrige, mi doterei di un sistema di controllo di revisione e lo farei usare ai collaboratori. Si tratta di uno strumento usato nello sviluppo software, ma adatto ogni volta che si devono gestire file differenti da modificare in più persone, e chiusure in redazione (rilasci sw).
E' il tema di uno dei seminari che volevo preparare per quest'estate a Salecina.
Pubblicato da: jan - 14.05.06 12:44
appunti, così, a caso.
si stampa un giornale.
prima si registra in tribunale. direttore responsabile e amenità varie.
poi si sceglie la tipografia. particolare importante: il tribunale competente, in caso di querele, ha sede dove si stampa il giornale (occhio quindi ai chilometri).
edicole.
in italia ci sono vari distributore zonali.
alcuni hanno un magazzino dove vanno gli edicolanti a prendere i giornali, altri distribuiscono direttameente.
i piccoli giornali hanno un rapporto quasi quotidiano con i distributori. come vanno le vendite, dove è megli aumentare le copie e dove è meglio diminuirle.
quelli grandi hanno dei propri ispettori.
comunque: o si ha del tempo (non da perdere ma da investire con la distribuzione), oppure, solitamente, sono cavoli amari.
va risolto il problema: chi trasporta i giornali ai distrubutori?
giornali solo alla stazione.
può andare bene.
dico questo, però.
solitamente quando il tempo è brutto si vende di più negli ipermercati, quando invece è bello nelle piazze.
sistema editoriale.
penso non sia un problema, come accennato da qualcuno, la creazione di griglie abbastanza semplici. certo, occorrono delle minime nozioni di grafica: impaginare una rivista richiede determinati criteri
(abbinamento dei titoli, pesi di fotografie, retini, box eccetera eccetera: cose che si imparano in due ore e che poi si affinano: vedendo altri giornali).
per ora mi fermo.
remo
Pubblicato da: remo - 14.05.06 13:28
Idee in ordine sparso:
- redazione: necessiterà di un luogo fisico, o sarà, in misura più o meno ampia, telematica ? Propenderei per la prima soluzione, e, se fosse quella condivisa, occorre pensare anche a trovare una sede (presso l'editore, la saletta di un caffè, la casa di un redattore, il retro di una libreria...) e dove.
- recensioni: sono possibili, a mio avviso, scelte diverse che possano comunque coesistere all'interno della rivista. L'"appalto" di cui scrive Giulio alla "Bottega di lettura" non esclude la presenza di altri modi di "leggere" testi letterari: ad esempio, un conto sono le ultime uscite, un conto sono le riletture di classici del Novecento, che possono avere un respiro ed un'ampiezza diversi (perchè mai privarci dei contributi di Bartolomeo Di Monaco, sempre così interessanti e al tempo stesso gradevoli da leggere?).
- Testi letterari: interessante l'idea di Stefania Nobili di "estrapolare" in qualche modo i racconti (e le poesie ?)con la possibilità di raccoglierli autonomamente.
- Disponibilità 1: molto bello l'entusiasmo che il progetto ha suscitato, bello anche il numero delle offerte di collaborazione. Credo che poter contare su una rosa allargata di partecipanti all'impresa consentirà alla redazione di lavorare meglio e di distribuire in maniera ragionata i compiti ai collaboratori, riducendo magari un po'l'affanno con cui di solito si lavora alle riviste.
- Disponibilità 2: Giulio, se servo, ci sono.
Luigi
Pubblicato da: luigi preziosi - 14.05.06 16:37
Idee in ordine sparso:
- redazione: necessiterà di un luogo fisico, o sarà, in misura più o meno ampia, telematica ? Propenderei per la prima soluzione, e, se fosse quella condivisa, occorre pensare anche a trovare una sede (presso l'editore, la saletta di un caffè, la casa di un redattore, il retro di una libreria...) e dove.
- recensioni: sono possibili, a mio avviso, scelte diverse che possano comunque coesistere all'interno della rivista. L'"appalto" di cui scrive Giulio alla "Bottega di lettura" non esclude la presenza di altri modi di "leggere" testi letterari: ad esempio, un conto sono le ultime uscite, un conto sono le riletture di classici del Novecento, che possono avere un respiro ed un'ampiezza diversi (perchè mai privarci dei contributi di Bartolomeo Di Monaco, sempre così interessanti e al tempo stesso gradevoli da leggere?).
- Testi letterari: interessante l'idea di Stefania Nobili di "estrapolare" in qualche modo i racconti (e le poesie ?)con la possibilità di raccoglierli autonomamente.
- Disponibilità 1: molto bello l'entusiasmo che il progetto ha suscitato, bello anche il numero delle offerte di collaborazione. Credo che poter contare su una rosa allargata di partecipanti all'impresa consentirà alla redazione di lavorare meglio e di distribuire in maniera ragionata i compiti ai collaboratori, riducendo magari un po'l'affanno con cui di solito si lavora alle riviste.
- Disponibilità 2: Giulio, se servo, ci sono.
Luigi
Pubblicato da: luigi preziosi - 14.05.06 16:38
Luigi caro, mi chiamo Nardini, non Nobili. Correggo perchè Nobile o Nobili è la figlia di Vanna Marchi.
Evitiamo "malocchi"...
Ciao
Pubblicato da: stefania nardini - 14.05.06 17:18
Ma, ho inserito un commento - almeno credo - ieri notte verso l'una e trenta, ma non lo trovo.
L'idea iniziale di Giulio di riservare una rubrica alla stroncatura mi sembra ottima. Si è anche discusso sul fatto che le stroncature sono sparite ecc. A me viene in mente una rubrica che Stefano Tamburini teneva su Frigidaire, si chiamava "Red Vinyle", ed era puro vetriolo (era sulla musica); era una delle più seguite. Una cosa da fare sudare freddo gli scrittori, che penserebbero "oh anima immortale di Marcel Proust, ti prego, non farmi finire nella rubrica delle stroncature di vibrisse!" Assumerebbe una tinta quasi surreale, addirittura potrebbe essere una vampata situazionista. Però sono piccoli sogni, non so se sarebbe fattibile, né se qualcuno sarebbe in grado di gestirla.
Comunque, qua sto pure io.
Pubblicato da: Mauro Baldrati - 14.05.06 18:06
E perché no? L'attività giornalistica, sia pure in un settore specifico, non consiste nello sviolinare. Anzi. (Anche io ho perso il post di ieri sera, come è accaduto a Mauro).
Due o tre cose veloci. Per le questioni di distribuzione e trasporto esistono aziende che provvedono a tutto edè un problema che deve risolvere l'editore. Io continuo a pensare a un Vibrisse distribuito anche nelle edizioni di quotidiani locali, operazione possibile dopo il numero zero. Ne avevamo parlato con Giulio. La parte tecnica a cui si è accennato va presa in serio esame. Naturalmente gli abbonamenti vanno fatti, perché no ? Le belle energie vanno incanalate in settori specifici con dei resposabili ai quali va affidato il coordinamento, come in tutti i giornali. Restando sempre dell'idea di forniture "appaltate". Ma il coordinamento è indispensabile se no il rischio è l'anarchia o il sovraccarico di lavoro per una sola persona. E poi il mondo dei fumetti. Penso che non vada trascurato. (Vedi Giulio come si stanno riempendo le pagine ?). Fondamentale l'immagine che si dà al prodotto Vibrisse. Io sono d'accordo a qualcosa di poco classico, insomma frizzante come è stato proposto.
E poi le foto. Su questo varrebbe la pena discutere. Ciao a tutti
Pubblicato da: stefania nardini - 14.05.06 18:29
Io normalmente passo di qua per leggere, ma se servisse un contributo (non frequente) sulla letteratura della scienza o viceversa, sono qua.
Invece, "All'edicola della Stazione!": potrebbe essere anche una strada verso uno sponsor fisso (quello che Giulio già finanzia con i suoi viaggi qua e là per l'Italia, qualcosa potrebbe rientrare ;-) )
Pubblicato da: Vincenzo Della Mea - 15.05.06 08:15
Naturalmente ci sono... aspetto sviluppi. Un caro saluto,
Pubblicato da: Fabio Fracas - 15.05.06 08:41
Se posso essere utile contate su di me. Saluti
Pubblicato da: Carlo Capone - 15.05.06 11:15
Caspita, anch'io mi rendo disponibile! Se serve, chiama quando vuoi, Giulio!
Marco
Pubblicato da: Marco - 15.05.06 14:40
Disponibilità anche da parte mia, lettore lento part-time. Quanto a cosa potrò fare in concreto, attendo suggerimenti dalla cabina di regia.
Pubblicato da: Luca Tassinari - 15.05.06 15:18
arrivo tardi, come al solito. pensavo...e se vibrisse di carta facesse un po' come la posta di google? spiego meglio: la casella di posta di google si ha solo su invito di chi ce l'ha già.
Per una rivista cartacea...diciamo che c'è il primo numero, pronto per essere stampato. o giù di lì. su vibrisse on-line partono le prenotazioni, e diciamo che per tot giorni, diciamo due, si può prenotare il primo numero. chi ce la fa, è dentro, chi no, è fuori. a questo punto si stampano le copie necessarie e si spedisce la rivista. si dovrebbero abbattere costi di distribuzione, credo, ma non so quanto sia fattibile una cosa del genere. chi ce l'ha fatta a prenotarsi ha avuto da rispondere ad una domanda: vuoi abbonarti oppure no? e se uno si vuole abbonare, bene, altrimenti la volta dopo deve fare la stessa trafila. I primi numeri, con una tiratura, credo, limitata, acquisterebbero valore. sarebbero quasi delle rarità, chissà. questo funzionamento dovrebbe durare qualche numero, per farsi una base di partenza buona, per vedere anche come migliorarsi, per far vedere all'editore le potenzialità. inoltre, si avrebbe una cartina dei lettori, così da poter capire dove distribuire la rivista in modo maggiore, almeno inizialmente. pensavo una cosa del genere, ecco. ciao a tutti.
Pubblicato da: andrea b - 17.05.06 23:22
Andrea B.: sai che l'idea non é male? Per l'editore sarebbe cosa molto meno rischiosa. Mi viene in mente che si potrebbe coinvolgere l'intera galassia blog/internet, fare un mega lancio promozionale congiunto su tutti gli spazi cybernetico/letterari d'Italia.
Una campagna d'abbonamento, anche per sondare gli umori e vedere in quanti, potenzialmente, si abbonerebbero per un anno. Forse però un editore, se é abituato a lavorare in maniera classica, preferirà distribuire comunque capillarmente. O sennò si potrebbe pensare a una cosa mista: distribuzione SOLO in libreria (non in edicola, che sono molte di più) e abbonamenti.
Pubblicato da: Marco - 19.05.06 16:08
Per Andrea b: Mi sfugge come si possa pensare di aumentare la diffusione della rivista rendendo più difficile abbonarsi.
Ricordo che stampare poche copie costa più o meno come stamparne molte.
Che i primi numeri della rivista diventino delle "rarità", poco interessa all'editore. All'editore interessa vendere un numero di copie tale da almeno risarcire le spese.
Per Marco di Porto: sono d'accordo con la tua proposta. "Coinvolgere l'intera galassia blog/internet, fare un mega lancio promozionale congiunto su tutti gli spazi cybernetico/letterari d'Italia" è, infatti, la cosa più semplice del mondo. Basta prendere contatto con quattro-cinquemila blogger e qualche centinaio di siti associativi, istituzionali e aziendali: la qual cosa, come noto, si fa in cinque minuti.
La distribuzione solo in libreria è insensata. Le librerie che tengono riviste, in Italia, sono meno di 150. Di nuovo: come si può pensare di raggiungere più lettori restringendo il canale distributivo?
Pubblicato da: giuliomozzi - 19.05.06 17:41
Il potenziale acquirente di un vibrisse-di-carta é - siamo tutti d'accordo? - il "lettore forte": esattamente il genere di persona che frequenta, discute e commenta sui blog e siti letterari, che sarebbe raggiungibilissimo appunto tramite un mega lancio on line (che, come dici tu - non so se ironicamente! - forse da organizzare non é così complesso: in fondo basta una buona mailing list, e credo che lì a vibrisse ce l'abbiate). Però c'é un'altra categoria di lettori forti, soprattutto quelli più anziani o tecnofobici: ovvero, appunto, quelli che Lipperatura e Vibrisse non sanno neanche cosa siano, semplicemente perchè non hanno dimestichezza con Internet. Gente che comunque legge molti libri e, potenzialmente, potrebbe abbonarsi.
Come raggiungerli?
A mio modesto avviso mandare una rivista letteraria e "alta" in giro per le edicole é davvero un suicidio editoriale. L'edicolante prenderebbe vibrisse-di-carta, lo sbatterebbe in un angolo oscuro, e se ne dimenticherebbe. Inoltre é costosissimo.
Invece: é vero che le librerie che ospitano uno spazio riviste sono poche, però ci sono, e soprattutto sono assolutamente ben individuabili e conosciute, in genere, dal nostro target: i lettori forti, internettizzati o meno che siano.
Dunque, propongo la mia ricetta:
grande lancio online + apertura blog/sito "vibrisse-di-carta" + sondaggi online con richiesta di "esprimere un interesse a eventuale abbonamento";
distribuzione in librerie;
e poi: PUBBLICITA'. Discretamente forte, almeno all'inizio, e mirata, non sui giornali mainstream ma sulle tante buone riviste letterarie già esistenti - in questo modo si raggiungerebbero appunto quei lettori forti non internettizzati. L'investimento in pubblicità su piccole riviste secondo me di gran lunga costerebbe meno che un paio di giri di "prova" in tutte le edicole italiane.
Beh, insomma, ecco tutto.
Pubblicato da: Marco - 19.05.06 23:13
come dice Marco, penso che il possibile aquirente di un vibrisse cartaceo sia, perlomeno inizialmente, il lettore che già legge il vibrisse on-line. per questo non credo che, il fatto di lanciarlo inizialmente solo tra coloro che hanno accesso ad internet, sia così insensato, nè che renda la cosa più difficile per il lettore. Avere due-tre giorni di tempo, dopo che si è fatta avere una certa risonanza alla cosa tramite blog-siti eccetera, non mi sembrano così pochi. però non so quanto sia possibile effettuare una cosa del genere, e lo dicevo anche nell'altro commento. Era un'idea venutami dal fatto che gettare via il 70% di copie stampate mi sembra davvero uno spreco. Che poi stampare molte o poche copie sia, per l'editore, più o meno uguale, sì, è vero, ma avere magazzini pieni di copie invendute, mandarle al macero, non costa? non lo so, non sono un editore. sono cose che mi chiedo. Sulla rarità, ragionavo da lettore, ecco. Sapere di avere qualcosa che non tutti hanno potuto avere...vabbè. Un'altra cosa: mettendo due riviste in 7500 edicole si raggiungono davvero tanti lettori? Lanciando su internet, le sottoscrizioni potrebbero dare un'idea dei posti in cui la rivista potrebbe essere accolta meglio, forse, così da evitare che in delle zone le copie rimangano invendute, e in altre la richiesta sia rimasta insoddisfatta. Il lettore da edicola, di solito tende ad andare nella stessa. Poi certo, se davvero interessa cerca di girare un po'. Detto questo, potrebbe comunque esserci un lancio misto, sia per i lettori di internet, che per quelli d'edicola, diciamo così. Vibrisse è nata in rete, mi sembrava bello che i lettori della rete avessero la possibilità di poterne ordinare in maniera diretta la versione cartacea. Il commento precedente nasceva dal fatto che, secondo me, uscire in 7500 edicole con 15000 copie, sapendo da prima che ben più della metà torneranno indietro, beh, non mi sembra una cosa così sensata. Come sapere di avere 10 persone a cena e prepare da mangiare per 30-40, sapendo che al massimo, sorpresa, potrebbe arrivare 1, 2 persone in più. Se però le copie invendute fossero distribuite gratis alle scuole, questa sì, sarebbe una bella cosa. Allora questa proposta, le copie invendute alle scuole!! Le copie invendute alle scuole. Ma è una cosa fattibile? Chissà. ciao, e grazie per l'attenzione.
Pubblicato da: andrea b - 20.05.06 15:46
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Pubblicato da: Haden - 26.02.07 02:32




