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26.05.06

Tutta l'Enciclopedia dell'autodidatta, tutto il Grande romanzo italiano del XXI secolo, e anche molto altro

di giuliomozzi

Clicca qui e scarica gratuitamente l'inchiesta di Davide Bregola sul Grande romanzo italiano del XXI secoloBene. E' da ieri in libreria il romanzo di Davide Bregola La cultura enciclopedica dell'autodidatta. E da ora è disponibile, in rete, il testo completo dell'inchiesta condotta da Davide, a partire dal luglio dell'anno scorso, sul tema del Grande romanzo italiano del XXI secolo, e via via pubblicata nel suo blog. "Il testo è stato rivisto e riscritto in ogni sua parte", spiega Davide. "Quanto alle lettere di autori e di critici, ho fatto una selezione tra quelle più rappresentative e funzionali".
Davide ha sempre parlato di questa inchiesta, e del testo che se ne generava, come di "paralipomeni" al romanzo La cultura enciclopedica dell'autodidatta. "Paralipomeni" (ci affidiamo all'edizione in rete del dizionario di Tullio De Mauro) era il titolo attribuito, nella traduzione greca dei Settanta a due libri dell’Antico Testamento che integravano fatti e vicende non narrate nei libri di Samuele e dei Re (nella traduzione italiana corrente, quella stabilita dalla Conferenza episcopale italiana, quei due libri sono chiamati Cronache). Per estensione, con il nome "paralipomeni" s'intende, spiega ancora De Mauro, "un'opera che continua, completa o integra altri scritti precedenti".
Abbiamo quindi, per così dire, un'opera divisa in due. Anzi: in tre, e fors'anche in quattro o cinque.

Una cosa fatta di tanti pezzi, ma che è una solo se tutti i pezzi ci sono

Questo è il libro. Se ci clicchi sopra, vedi l'autoreC'è il libro. Il libro sembra un oggetto finito, stabile. E lo è. Ma alcune parti del libro, anche prima che Davide avesse progettato il libro-in-quanto-libro, erano state pubblicate. In rete: nel blog di Marco Candida. In carta: nella rivista Nuovi Argomenti.
Ma dentro il libro sono finiti anche testi pubblicati da Davide nel suo blog; e anche testi pubblicati da altri (ad esempio nei commenti) nel blog di Davide.
E mentre Davide finiva e rifiniva il libro, iniziava l'avventura della grande inchiesta. E, in un modo o nell'altro, la lavorazione del libro influiva sull'inchiesta, e il progresso dell'inchiesta influiva sul libro...
Alla fin fine, a me pare che l'opera nel suo complesso (la somma di testi fatti apparire in blog o riviste, il blog di Davide, l'inchista, il libro) sia una cosa che riesce a essere una proprio perché è fatta di tutti questi pezzi, e perché ciascuno di questi pezzi sta in piedi per conto suo e insieme s'incastrano l'uno nell'altro.
Quando si parla di opera, s'intende qualcosa di fatto e finito. Questa di Davide è un'opera aperta: ma non solo aperta dalla parte del lettore (nel senso, come dice Eco, che il testo è lì, e il lettore ci fa quello che vuole), bensì anche aperta dalla parte dell'autore.
Siamo, in somma, dentro esperienze del nostro tempo.

Un'avventura ariostesca

Ma questa opera, questa somma di parti, alla fin fine che cos'è? Io dico: è un'avventura ariostesca. Giovanni Costa, protagonista del romanzo-libro, è un cercatore di verità (come i paladini, almeno in teorie - le donne li distraevano un po' - erano cercatori del Graal). I suoi percorsi, i suoi disagi, le sue interrogazioni, i suoi sbigottimenti - tutte le sue avventure, in somma - stanno dentro questa ricerca. Si potrebbero istituire facilmente paragoni tra situazioni del romanzo e situazioni ariostesche: ma anche tra le situazioni reali, dell'autore Davide Bregola, e le situazioni ariostesche. Ad esempio: ogni luogo di scrittura (blog altrui, blog proprio, rivista, libro...) è percepito da Davide come un Castello di Alcina, come un luogo nel quale, dopo un po' che ci si sta, ci si accorge che non si fa altro che girare e girare: un luogo chiuso. E quindi, da ogni luogo di scrittura, prima o poi, bisogna uscire.

Un continuo uscire

Credo che si possa descrivere così, il lavoro di Davide, da un bel po' di anni in qua: un continuo uscire dai luoghi della scrittura, non appena essi si manifestano per quel che sono: luoghi chiusi.

Ma adesso, per piacere

Ma adesso, per piacere, leggetevi un po' questo Grande romanzo italiano del XXI secolo, visto che è gratis. E poi, se vi va, fate un salto in libreria e date un'occhiata al romanzo.
(Se il libraio fosse sprovviso del romanzo, avvisatemi. Grazie.

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 26.05.06 12:09

Interventi

iBS lo dà già disponibile, ed io l'ho ordinato.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 26.05.06 15:45

Giulio, tu scrivi nel sito di Sironi: "Operetta morale, commedia, dramma sono gli ingredienti di questa autofiction con la quale Davide Bregola – già stimato dalla critica per il suo esordio narrativo di Racconti felici – si inventa un genere tutto nuovo, tra l’autobiografia e la fiction.".

Di innovativo c'è poco, caro Giulio, se ti riferisci al genere dell'autofiction. Di libri così la Francia è piena, pienissima, e da anni non si parla (quasi) d'altro, nei convegni e nelle riviste di critica letteraria.

Pubblicato da: max - 27.05.06 12:10

Caro Max, mi stai dicendo che di libri come quello di Davide la Francia è piena, o che così come l'ho descritto il libro di Davide sembra simile a libri di cui la Francia è piena?

Pubblicato da: giuliomozzi - 27.05.06 12:17

Scusa, Giulio, forse non sei tu ad aver scritto quelle righe sul sito. Ormai ti identifico con la casa editrice. Però vorrei sapere cosa ne pensi. Non riguardo al libro (ho già letto il tuo post) ma al genere.

Pubblicato da: max - 27.05.06 12:19

Max, quelle parole sono nel sito dell'editore; io sono il curatore della collana nella quale è apparso il libro di Davide; non ha importanza chi abbia scritte quelle parole (nello specifico, non le ho scritte io; anche se ho partecipato alla manipolazione redazionale del testo); io le ho condivise e approvate. Quindi me ne faccio carico come di parole mie.
Però, per capire che cosa mi stai dicendo, ho bisogno di una risposta alla domanda che ho fatta prima: ciò che tu dici è riferito al libro, o al modo in cui lo abbiamo descritto?

Pubblicato da: giuliomozzi - 27.05.06 12:46

Ma certo, l'autofiction è un genere di cui si parla molto in Francia, e il libro di bregola rientra esattamente in una tematica riconducibile al genere.In Italia però detto così, chiaramente, mai nessuno l'aveva fatto. Per cui Franza o Spagna purché...

Pubblicato da: L. - 27.05.06 13:42

Mi riferisco al modo in cui lo avete descritto, non al libro in sé perché non avendolo ancora letto non posso esprimermi (né forse può farlo L., a meno che non sia già riuscito a leggere più di duecento pagine nella giornata di ieri!). Intendevo dire che il genere dell'autofiction non è innovativo di per sé, e che mi sembra inappropriato presentare in questo modo l'opera di Bregola. Grazie in anticipo per la risposta.

Pubblicato da: max - 28.05.06 09:43

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