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12.05.06
Il Premio Strega, i candidati
reporter: Mauro Baldrati
Sui premi letterari importanti, si sa, circolano malignità, sarcasmo: non rappresenterebbero la vera narrativa italiana, ma solo quella istituzionale, decisa dagli editori che contano; che sono gli stessi editori a decidere i vincitori, con pressioni, manovre sotterranee e una sorta di “manuale Cencelli" dell’editoria; le premiazioni, poi, avvengono in scenari che ricordano le sfilate d’alta moda, presentate da azzimati imbonitori televisivi.
Il Premio Strega, però, è particolare. Se non altro per la sua storia: è stato fondato da una grande scrittrice, Maria Bellonci, autrice di magnifici romanzi storici come Lucrezia Borgia, Rinascimento Privato; lei e il marito Corrado lo inventarono sessant’anni fa, nella loro casa romana, e la Bellonci vi ha dedicato anni di lavoro e di sacrifici.
Hanno vinto il Premio Strega, tra gli altri: Ennio Flaiano, Cesare Pavese, Elsa Morante, Dino Buzzati, Tomasi di Lampedusa, Paolo Volponi (2 volte, nel 1965 e nel 1991), Guido Piovene, Tommaso Landolfi, Primo Levi, Umberto Eco, Goffredo Parise, la stessa Maria Bellonci (dopo la morte). Insomma, il meglio del Novecento.
Quest’anno la presentazione dei candidati è avvenuta a Bologna, giovedi 11 maggio, nella sontuosa sala dello Stabat Mater dell’Archiginnasio. Sono undici, provengono da varie città d’Italia e sono pubblicati da grandi, medi e piccoli editori. Eccoli:
Massimo Cacciapuoti, di Napoli, infermiere, con L’abito da Sposa (Garzanti); di lui Segio Campailla, uno dei due proponenti al Premio, ha detto: “dei fardelli antichi, che pesano sulle spalle, alla fine si scaricano, esprimendosi".
Sergio De Santis, di Napoli, giornalista, con Cronache dalla città dei crolli (Avagliano); Raffaele la Capria ha detto: “c’è la caverna primordiale, e gli uomini della caverna. Solo che la caverna è Napoli".
Francesco Fontana, di Mestre, metereologo, con L’Imitatore di corvi (Feltrinelli); Maurizio Maggiani ha detto: “è la storia di un circo che gira la Germania portando carrozzoni di mostruose meraviglie, è la storia di una reclusione forzata che ridà allo spirito libero e sensuale di Fritz una dimensione inattesa".
Pietro Grossi, di Milano, con Pugni (Sellerio); Salvatore Nigro ha detto: “uno stile scuro e inconfondibile. I racconti i Pugni ritagliano storie di intima vita quotidiana, e le distruggono là dove tutto incalza e costringe a misurarsi con le incertezze".
Lucrezia Lerro, poetessa, con Certi giorni sono felice (peQuod); Vivian Lamarque ha detto: “Un lupo dentro la pancia di Cappuccetto Rosso. Un lupo vivo e tra i più affamati e spaventevoli che un lettore abbia mai incontrato".
Giuseppe Manfridi, di Roma, drammaturgo, con Cronache del paesaggio (Gremese); Alberto Bevilacqua ha detto: “C’è una aspirazione alla totalità di impronta musiliana".
Massimiliano Palmese, di Roma, autore teatrale, con L’Amante proibita (Newton Compon); Renato Minore ha detto: “mi ha convinto"; e Arnaldo Colasanti: “un libro semplicemente vero. Ne siamo entusiasti".
Claudia Patuzzi, di Roma, insegnante, con La stanza di Garibaldi (Manni); Vincenzo Consolo ha detto: “è scritto bene, in modo chiaro ed essenziale, comprensibile e mai banale, cosa rara ai nostri giorni".
Wilson Saba, di Roma e Bologna, attore, con Sole & Baleno (Il Foglio); Paolo Terni ha detto: “Il testo è abitato da un vero e proprio atto di fede, davvero furibondo e appassionato, una testualità forte, significativa, non autoreferenziale, processiva e necessaria".
Sandro Veronesi, di Firenze, scrittore, con Caos Calmo (Bompiani); Tullio de Mauro ha detto: “Dalla prima pagina del ‘surf’, di pagina in pagina, come tanti, sono stato trascinato dalla corrente del racconto; coglie, mi pare, il correre inutile, vuoto, che ci affligge".
Rossana Rossanda, giornalista, scrittrice, con La ragazza del secolo scorso (Einaudi); Dacia Maraini ha detto: “si scopre una persona tenerissima, anche fragile, ma capace di una amara e divertita ironia nel racconto dei propri abbagli e di quelli di tutta la sinistra, pur non rinnegando le ragioni di quelle scelte".
La presentazione è toccata a Maurizio Maggiani, il vincitore della passata edizione (che fu presentata nientemeno che da Gigi Marzullo). Di fronte a un pubblico delle grandi occasioni, col sindaco Cofferati, l’Assessore Guglielmi, il regista Maselli, Romano Montroni (e chissà quanti altri degni di essere citati, ma che il reporter outsider non conosce), coi suoi modi lenti, apparentemente distratti, a voce bassa (ed è stato subito ripreso dalla temibile Anna Maria Rimoaldi, la Signora del Premio, che è stata l’assistente di Maria Bellonci), ha rivolto ad ogni autore una breve domanda, basata su una parola che ha estratto da ogni libro. Alcuni hanno risposto in maniera pertinente, altri non ci sono riusciti (qualcuno era anche piuttosto emozionato) e si sono avventurati in una autorecensione del libro. Per esempio, ha chiesto a Claudia Patuzzi: “che cos’è una famiglia?" la quale ha risposto: “è una goccia che cade e tu ci stai dentro. Un bel giorno ti ritrovi a vivere una vita che non è la tua, che ti è stata imposta dalla famiglia, e nella goccia sono scivolati via i tuoi sogni". E a Sergio De Santis: “dov’è il disfacimento?" e lui: “nella città dei crolli, che sono crolli veri, materiali, di case e palazzi, e non metaforici, perché il cemento armato è un materiale deperibile, se non viene curato si deteriora, non è come il tufo, o la pietra".
Rossana Rossanda, purtroppo, era assente. Per lui ha parlato Ernesto Franco, il direttore editoriale di Einaudi, che ha detto del suo libro (che, si dice nei corridoi, se la vedrà nella finale con Caos Calmo – ma sarà così?): “Rossana viaggia con la sua ‘memoria reumatica’ lungo uno strettissimo sentiero che attraversa territori formati da ricordi, sogni, racconti, materiali parlanti".
E quando è toccato a Sandro Veronesi la domanda è stata: “che cos’è un dolore?" e lui: “una forma di ignoto. E’ un avversario terribile. Per definirlo, per capirlo, bisogna attraversarlo, e viverlo. Allora si scopre che il dolore è anche una paura che bisogna superare, perché ogni dolore nasconde un dolce domani".
All’uscita una simpatica sorpresa: era stato allestito un banchetto, con pile dei libri in concorso. Tutti a sfogliarli, e a chiedersi: ma dove si pagano? E poi saranno scontati? Macché scontati: erano gratis. Ognuno prendeva quelli che voleva. Ho visto braccia molto cariche. Io ho scelto La ragazza del secolo scorso, Caos Calmo, Certi giorni sono felice, L’imitatore di corvi, L’amante proibita, Pugni.
(Nella foto: Maurizio Maggiani presenta il libro di Sandro Veronesi)
Pubblicato da Mauro Baldrati, il giorno e l'ora: 12.05.06 00:29
Interventi
"Macché scontati: erano gratis."
Averlo saputo!
Bart
Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 12.05.06 07:51
sì. chissà perché, però, girano già le voci dell'ennesima vittoria annunciata
Pubblicato da: melpunk - 12.05.06 08:33
Per quel che può valere, io ho già letto Caos Calmo. Ne ho pure fatto una piccolissima e personale recensione al tempo sul mio blog.
Sarei contento per Veronesi se dovesse vincere, perchè il racconto oltre a prenderti e coinvolgerti è scritto veramente bene, e senza termini difficili. Si legge senza dizionario, e non è da tutti.
Saluti
Pubblicato da: matteo - 12.05.06 09:29
Il mio editore dell'epoca mi spedì al Premio Strega nel 1996. Sei mesi prima avevo letto, nel settimanale "Panorama", quale libro (non il mio) lo avrebbe vinto (un gran bel libro, peraltro: "Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo", di Alessandro Barbero). Perciò partecipai senza ansie: osservando, divertendomi e disgustandomi. Per capire di che qualità sia il premio, peraltro, basta dare un'occhiata al sito (http://www.strega.it/premio.html), dove il vincitore dell'anno scorso, Maurizio Maggiani, è chiamato Maurizio Baggiani.
Pubblicato da: giuliomozzi - 12.05.06 09:46
Quindi, Giulio, secondo te lo Strega è andato. Peccato. Avevo sperato in una cosa quanto meno discreta, e persino seria, per una volta. I libri comunque mi sembrano abbastanza interessanti, e gli editori non sono sempre i soliti. Adesso staremo a vedere se le previsioni di vittoria sono quelle giuste.
Bartolomeo: eri un po' scomodo però, da Lucca!
P.S. anche sulle pagine bolognesi dei giornali Maggiani era Baggiani. Ma si può?
Pubblicato da: MB - 12.05.06 10:25
MB
scusa l'intrusione: è andato, è andato
Pubblicato da: melpunk - 12.05.06 10:39
Sì, Mauro, sarebbe stato scomodo, molto scomodo, visto che sono diventato anche un pigrone.
Bart
Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 12.05.06 10:48
Io l'ho sempre detto: se non vinci un premio Strega, almeno uno, non sei nessuno.
C'è chi fa finta di non dargli importanza allo Strega, ostentando una sicurezza che non ha: ma solo perché sa che mai potrà vincerlo uno Strega, neanche corrompendo la giuria.
Allora io dico: lo Strega è davvero importante. E chi rimane si sa, è chi lo vince.
Giulio: scrivi un altro Giardino, e forse nel 2007 potresti vincere e salire sul podio degli immortali, il tuo nome accanto a quello di Pavese, pensa. :-)
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 12.05.06 17:12
Giuseppe, che lo Strega sia importante dal punto di vista editoriale è certamente vero. Si tratta di capire se vi è anche un minimo di serietà, e di trasparenza. Leggendo l'articolo uscito su La Repubblica martedi 9 maggio dall'eloquente titolo: "Lo Strega e i suoi veleni", dove a Anna Maria Rimoaldi vengono poste domande come: "E i giurati? Un buon numero di loro sono diretta espressione delle case editrici"; oppure: "E gli editori che raccolgono le schede dei giurati e poi le sistemano nell'urna?"; e ancora: "Alla vigilia del premio è tutto un fiorire di telefonate, pressioni. Raccontano di adulazioni, ricatti" qualche dubbio sovviene, anche se tutto sommato è un fenomeno inevitabile che vi siano manovre e pressioni. Comunque, se è vero che tutto è andato nella melma, per me è un dolore, perché lo Strega resta, nella mia fantasia, legato a quella meravigliosa scrittrice che era Maria Bellonci.
melpunk: perchè intrusione?
Pubblicato da: MB - 12.05.06 23:22
@ Mauro
Sicuramente ci sono delle pressioni: ma non è che non si sapesse, per vie ufficiose, già da parecchio tempo. Accorgersene oggi è un po' una ingenuità forzata.
Non conosco una giuria - e non dico per il solo premio Strega - che si possa dire affidabile al cento per cento: persino quella del mio oratorio è... diciamo che ha le sue simpatie, anche se poi a vincere un concorso parrocchiale a te vincitore te ne viene niente, a parte una pacca in più da chi fa messa. Per dire: una giuria che non abbia delle simpatie non esiste in nessun campo. Neanche in un capmpo di calcio: che odio come sport, tra l'altto, e che però in questi giorni mi ha fatto riflettere su quanta sporcizia c'è in campo.
Direi che è il caso di finirla con le ingenuità: a volte non vincono i migliori, ma solo i più simpatici alle giurie.
Alla fine è tutto un gioco di pressioni e ricatti, forse. Forse la bravura sta tutta nelle pressioni e nei ricatti. La mia impressione è che gli ultimi dieci anni dello Strega siano stati abbastanza una presa per i fondelli. Comunque spero ne esca vincitrice Rossana Rossanda o Veronesi: mi sembrano i lavori migliori.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 13.05.06 00:22
Sposto un attimo il discorso su di una facezia... il commento che avete postato di Veronesi sul dolore, nota a margine della presentazione dei finalisti... mi piace che alla fine dica "il dolore è anche una paura che bisogna superare, perché ogni dolore nasconde un dolce domani"...
Ecco, a parte la bellezza del pensiero mi fa piacere il finale perchè "dichiara" di aver letto il bellissimo romanzo di Banks "Il dolce domani", appunto, un romanzo così lieve rispetto al dolore di cui è carico che penso sia una lettura importante non solo per gli amanti del buon libro ma anche, e di più, per chi i libri li scrive o li vuol scrivere. Avendo avuto la fortuna di aver letto i due proprio nello stesso mese, pur essendo distanti qualche anno come uscita, avevo notato questa similitudine di atmosfere, direi di background. Insomma, chi ha letto Caos Calmo e vuole assaggiare un modo diverso e bellissimo di raccontare la stessa storia si accomodi con Banks che non rimarrà deluso. Saluti.
Pubblicato da: Klingo - 13.05.06 10:15
Non ho letto tutti gli ultimi 'premi strega'; ma almeno uno (non ti muovere) l'ho letto tutto, (con enorme fatica e perdita di tempo che nessuno mi ridarà); e un'altro (buio) ho tentato di leggere, frullandolo lontano dopo 20-30 pagine.
Caro giuseppe, siamo ben lontani dai livelli (oltreché dai tempi) di pavese.
Anche in base ai succitati esempi, non posso che sposare quel che dice il buon giuliomozzi: è un premio che non dà in sé garanzie di qualità.
Pubblicato da: ilpoveropiero - 13.05.06 17:09
Lo Strega non fa che esprimere la situazione della cultura in Italia. Per esempio il miglior libro di Maggiani non è stato quello premiato, naturalmente è una mia opinione, ma "Il coraggio del pettirosso". In ogni caso immagino "complicato" l'approccio, cioè la candidatura; Avere cioè la fortuna che un libro finisca nelle mani di uno dei membri del comitato. Come funziona? Boh!Mi piacerebbe saperne di più.Anche se da vari chiacchiericci immagino
Pubblicato da: stefania nardini - 13.05.06 20:05
perchè non c'è sironi nell'elenco? accardo non meritava? io dico di sì...
Pubblicato da: giuseppe - 13.05.06 20:09
Nessuno ha mai fatto nulla per cambiare le cose mi pare. Siamo sempre lì, il premio rispecchia fedelmente la nostra Italia di merda. E di galateo.
Pubblicato da: andrea barbieri - 13.05.06 23:05
Se si va a simpatia della giuria è tutto a posto, mi pare. In che altro modo si dovrebbe decidere un premio? Invece se a decidere sono solo le pressioni e i cosiddetti ricatti degli editori allora ha ragione Andrea Barbieri col suo lapidario "il premio rispecchia fedelmente la nostra Italia di merda. E di galateo." Io comunque sono un po' stufo di pensare che tutto debba sempre essere desertificato a morte dagli inganni, dalle truffe ecc. Forse la situazione è sempre un po' più complicata, e magari persino aperta. Sarò ingenuo, come dice Giuseppe. Teniamo anche presente che la politica, intesa non come partiti ecc, ma come alleanze, mediazioni, è ovunque, anche nell'editoria, e nella letteratura. Si dice che vincerà la Rossanda, ma non credo che a deciderlo sarà la mafia, credo che sia nelle cose, nei trend, come dire, nello spazio e nel tempo, credo che lo meriti fino in fondo, e quindi se ciò accadrà sarà una vittoria meritata.
Pubblicato da: MB - 14.05.06 00:24
@ MAURO
Per me la Rossanda merita lo Strega. Ma al di là di questo, se hai nel cassetto un libro bello, che potrebbe vincere dei premi, e per tanti motivi - che non starò ad elencare - finisci con il pubblicarlo presso un piccolo editore, sicuro è che non lo vincerai lo Strega. I piccoli editori ammessi allo Strega fanno un po' tanto da contorno, sono l'insalata intorno al caviale, ma quando poi si tratta di mangiare, tutti sul caviale, mica sulla lattughina! Servono: ed è già tanto arrivarci allo Strega pur senza vincerlo, per i piccoli editori che credo non abbiano una forza volitiva così come potrebbe avercela l'Editore E. E però devono ritenersi fortunati: anche fare da contorno, pur sapendo di non poter vincere, è qualcosa, una vetrina per l'editore e l'autore. Ma alcuni arrivano allo Strega, non lo vincono, perché non hanno quella forza volitiva che hanno invece i grandi editori, ed allora decidono di farla finita come editori: come è accaduto l'anno scorso. C'è invece chi va avanti.
Insomma lo Strega: devi essere lì con un libro bello e con un editore forte alle spalle, altrimenti inutili farsi illusioni. E' un po' come giocare in borsa, o a calcio: è la squadra che vince, insieme agli arbitri, tranne poi scoprire un casino in stile "calciopoli".
Buona domenica
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 14.05.06 09:30
Non ho capito, quindi sei anche tu dell'idea che lo strega così com'è ce lo meritiamo?
Pubblicato da: andrea barbieri - 14.05.06 09:56
Era Sartre che diceva che i premi bisogna saperli non meritare?
Pubblicato da: Rosanna Rota - 14.05.06 11:43
@ ANDREA
Caro Andrea,
sì, l'idea mia è quella tua. Mi sembrava chiaro.
Tutte le mie altre parole che ho messo nel discorso sono di contorno: la lattughina. :-)
Per fortuna sono non pochi gli scrittori che non hanno mai vinto lo Strega e né mai ci hanno partecipato, eppure... eppure nessuno negherebbe che sono scrittori con la S maiuscola.
Abbracci
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 14.05.06 13:21
Segnalo un errore nel pezzo: Pietro Grossi, autore di Pugni, è di Firenze, e lavora a Milano. Tutto qua. da toscano mi toccava notarlo, ecco. ciao.
andrea
Pubblicato da: andrea b - 15.05.06 19:27
andrea, grazie della segnalazione; comunque nella scheda della cartella stampa è scritto: nato a Firenze nel 1978, vive e lavora a Milano. Quel "vive" mi ha spinto a farlo milanese, anche se d'adozione.
Pubblicato da: MB - 15.05.06 19:48
sì, vive e lavora a milano. ma è uno molto "provvisorio", almeno nelle interviste. nel senso che, cito a memoria da un'intervista comparsa su Il tirreno (se non sbaglio), diceva che sì, "per ora, per lavoro, sono a Milano, dove c'è un po' più di fermento" o qualcosa del genere. e comunque un toscano rimane un toscano, anche se a San Francisco, eheheh. come un milanese rimane milanese, e così via. sono, come dire, regionalista. a parte questo, notavo come negli ultimi tempi autori e attori di teatro abbiano cominciato a scrivere romanzi e racconti, cosa che prima era più appannaggio di, che so, cantanti. forse è solo un'impressione. detto questo, manfridi l'ho visto recitare un suo monologo, davvero bello. sono contento che ci sia. ciao
Pubblicato da: andrea b - 16.05.06 20:17
faccio anche io una piccola incursione solo per dire che il libro di sandro (veronesi) mi piace moltissimo però è vero pure che non ho letto gli altri 10 (rossanda compresa) - vorrei essere un'amica della domenica per stare nel cuore della kermesse e mi piacerebbe un giorno concorrere con un mio libro per essere circondata da 400 lettori forsennati, essere presentata, chessò, da colasanti che potrebbe sfoderare il suo magico aramaico, o il tedesco dei poeti
chissà
chi vivrà vedrà
sundance
Pubblicato da: sundance - 06.06.06 22:09




