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19.05.06

Questa generazione di scrittori scomparirà? (Articolo che non sa bene dove andare a parare)

di giuliomozzi

La biblioteca del Liceo Scientifico Enrico Fermi di PadovaPrendete con le pinze quanto sto per dire. In queste settimane sto cercando alcuni libri italiani degli anni Settanta. C'è dentro un po' di tutto: libri diventati fondamentali, libri molto stimati al momento ma poi dimenticati, libri da molti anni nel limbo dei libri-che-non-si-sa-se-dovranno-passare-all'eternità-o-no, libri che fecero rumore alla loro epoca, libri il cui ricordo è nella memoria di tutti (anche se pochi li hanno letti), libri che ebbero successo commerciale, libri che non lo ebbero. Tutti i libri che sto cercando hanno una cosa in comune: non sono, oggi come oggi, e la maggior parte di loro da diverso tempo, disponibili in edizioni normalmente in commercio; e, per di più, non sono facilmente reperibili nelle biblioteche: perché poche biblioteche li hanno, perché quei pochi esemplari che ci sono sono sempre in prestito, eccetera.
Mi è venuta in mente una cosa.
Come fa a sopravvivere, una generazione di scrittori? Risposta: in tanti modi. Uno di questi modi è: entrando nelle biblioteche (poi ci sono: entrando nelle collezioni di tascabili, entrando nelle collezioni di classici, entrando nelle biblioteche in rete, eccetera).
Ma la mia generazione, mi sono domandato, nelle biblioteche, c'è?

All'interno del portale Internet culturale è fornito un servizio di ricerca bibliografica, cioè un sistema di interrogazione del catalogo collettivo delle biblioteche del Servizio bibliotecario nazionale (Sbn): "Oltre 2300 biblioteche statali, di enti locali, universitarie, di istituzioni pubbliche e private operanti in diversi settori disciplinari".

Ho provato a cincischiare un po'. Faccio un esempio. Da quali e quante biblioteche italiane è stato acquisito un romanzo di valore abbastanza sicuro (è stato pubblicato da un editore importante, è stato contestato ma anche molto lodato, ha un suo ambito di estimatori ecc.) come Gli Esordi di Antonio Moresco? Eccovi serviti:

Antonio MorescoBiblioteca nazionale centrale, Firenze, FI
Biblioteca comunale, Riolo Terme, RA
Biblioteca nazionale centrale Vittorio Emanuele II, Roma, RM
Biblioteca comunale Valla Aurelia, Roma, RM
Biblioteca comunale Cornelia, Roma, RM
Biblioteca civica Giovanni Canna, Casale Monferrato, AL
Biblioteca nazionale Sagarriga Visconti-Volpi, Bari, BA
Sistema bibliotecario urbano di Bergamo, Bergamo, BG
Biblioteca civica, Biella, BI
Biblioteca civica, Belluno, BL
Biblioteca comunale, Imola, BO
Biblioteca comunale, San Giorgio di Piano, BO
Biblioteca comunale centrale di Palazzo Montanari, Bologna, BO
Biblioteca del quartiere Navile, Bologna, BO
Biblioteca Natalia Ginzburg del Quartiere Savena/Mazzini, Bologna, BO
Biblioteca del quartiere Porto, Bologna, BO
Biblioteca del quartiere San Vitale, Bologna, BO
Biblioteca Sala Borsa, Bologna, BO
Biblioteca comunale Is Bingias, Cagliari, CA
Biblioteca comunale Gennaro Perrotta, Termoli, CB
Biblioteca civica Giovanni Ferrero, Alba, CN
Biblioteca civica, Cavallermaggiore, CN
Biblioteca civica, Cuneo, CN
Biblioteca comunale Aurelio Saffi, Forlì, FC
Biblioteca comunale Pellegrino Artusi, Forlimpopoli, FC
Biblioteca comunale F. Leopoldo Bertoldi, Argenta, FE
Biblioteca comunale, Copparo, FE
Biblioteca comunale Giorgio Bassani, Ferrara, FE
Biblioteca comunale Incontrarsi, Ferrara, FE
Biblioteca provinciale, Foggia, FG
Biblioteca nazionale centrale, Firenze, FI
Biblioteca comunale Antonio Labriola, Anagni, FR
Biblioteca comunale Luigi Ceci, Alatri, FR
Biblioteca della Fondazione Mario Novaro, Genova, GE
Biblioteca comunale Labronica Francesco Domenico Guerrazzi. Sezione dei Bottini dell'olio, Livorno, LI
Biblioteca comunale, Cori, LT
Biblioteca comunale, Monte San Biagio, LT
Biblioteca comunale, Palazzo Sormani, Milano, MI
Biblioteca nazionale Braidense, Milano, MI
Sistema bibliotecario urbano, Milano, MI
Biblioteca del Centro culturale polifunzionale Gino Baratta, Mantova, MN
Biblioteca comunale, Carpi, MO
Biblioteca comunale Daria Bertolani Marchetti, Formigine, MO
Biblioteca comunale, Mirandola, MO
Biblioteca Estense Universitaria, Modena, MO
Biblioteca comunale Francesco Selmi, Vignola, MO
Biblioteca comunale, Maranello, MO
Biblioteca civica Antonio Delfini, Modena, MO
Biblioteca comunale, Sorgono, NU
Biblioteca centrale della Regione siciliana, Palermo, PA
Biblioteca del Centro interdipartimentale di servizi di Palazzo Maldura dell'Università degli studi di Padova, Padova, PD
Biblioteca del Quartiere n. 6. Forcellini-Camin, Padova, PD
Biblioteca del Quartiere n. 5. Brenta Venezia, Padova, PD
Biblioteca comunale Giosuè Carducci, Città di Castello, PG
Biblioteca universitaria, Pavia, PV
Biblioteca comunale Giuseppe Taroni, Bagnacavallo, RA
Biblioteca comunale Torre S. Michele, Cervia, RA
Biblioteca comunale Luigi Varoli, Cotignola, RA
Biblioteca comunale Manfrediana, Faenza, RA
Biblioteca comunale Carlo Venturini, Massa Lombarda, RA
Biblioteca comunale Classense, Ravenna, RA
Biblioteca municipale Antonio Panizzi, Reggio Emilia, RE
Biblioteca comunale decentrata San Pellegrino, Reggio Emilia, RE
Biblioteca nazionale centrale Vittorio Emanuele II, Roma, RM
Biblioteca comunale, Cattolica, RN
Biblioteca civica Gambalunga, Rimini, RN
Biblioteca comunale, Santarcangelo di Romagna, RN
Biblioteca civica, Collegno, TO
Biblioteca civica centrale, Torino, TO
Biblioteca nazionale universitaria, Torino, TO
Biblioteca del Seminario arcivescovile, Torino, TO
Biblioteca comunale Luigi Fumi, Orvieto, TR
Biblioteca comunale, Terni, TR
Biblioteca statale di Trieste, Trieste, TS
Sistema bibliotecario urbano di Vicenza, Vicenza, VI
Biblioteca comunale, Soriano nel Cimino, VT
Biblioteca comunale Dante Alighieri, Tarquinia, VT

Non male, vero? Tuttavia, bisogna pur considerare che c'è biblioteca e biblioteca. Un conto è stare nella Biblioteca civica di Collegno, in provincia di Torino, o nella biblioteca del Quartiere Forcellini di Padova: e un conto è stare nelle biblioteche nazionali (dove peraltro ogni libro deve finire, per legge, credo); e un altro conto ancora è stare nelle biblioteche universitarie e delle fondazioni, cioè in quelle biblioteche che servono alla ricerca e allo studio.

Le biblioteche di quartiere o dei piccoli comuni fanno con una certa frequenza dei rinnovi: si buttano (o si svendono) i libri in cattive condizioni per fare pasto a libri nuovi (non necessariamente a esemplari nuovi dei libri eliminati: dipende, in genere, dalla frequenza del prestito: si rinnova ciò che è stato più richiesto). Altre biblioteche invece hanno la vocazione della conservazione assoluta: probabilmente è più difficile entrarci, ma una volta entrati non se ne esce più: si viene conservati in eterno.

Se non sbaglio a leggere l'elenco, le biblioteche universitarie che hanno in catalogo Gli esordi sono, in tutto, due: L'Estense universitaria di Modena e la biblioteca di Palazzo Maldura (facoltà di Lettere) di Padova. Due. Non una grande garanzia per l'eternità, mi pare. (Ma io non sono un grande conoscitore di biblioteche. Magari tra quelle elencate ce ne sono di anche più eternizzanti. Chi lo sa, magari, lo segnali nei commenti).

Una biblioteca civica di una cittadina o di un paese o una biblioteca di quartiere possono portare a un libro (dipende dal bibliotecario, più che altro) più lettori che una biblioteca universitaria: ma qui non mi interessa parlare del numero dei lettori. A me, qui, interessa la pura e semplice sopravvivenza di una generazione di scrittori. Non m'importa nulla, o quasi nulla, anche del valore delle opere: i libri degli anni Settanta che, come dicevo all'inizio, sto cercando in queste settimane, sono per lo più libri mediocri. Ma se io voglio sapere che cosa succedeva negli anni Settanta alla Letteratura Italiana, devo avere a disposizione tutto: non solo i libri belli o quelli sopravvissuti, ma anche tutti quei libri che possono servire a farsi un'idea, a capire quali pensieri circolavano, quali esperimenti si facevano, come funzionava il mercato, che relazioni c'erano tra il lavoro degli scrittori e quello dei mediatori culturali e quello del mercato, eccetera eccetera (tutto ciò, in somma, che compone quella "storia materiale della letteratura" di cui già parlai in un articolo troppo lungo).

Tra l'altro, un conto è la sopravvivenza di un singolo libro, e un conto è la sopravvivenza di una generazione. Mettiamo che la mia generazione, quella nata negli anni Sessanta, abbia prodotto 100 titoli di un qualche interesse (parlo, lo ricordo, di "interesse", non di "valore" - dando per scontato che il "valore" genera l' "interesse", e l' "interesse" può sussistere anche mancando il "valore"). Mettiamo che ciascuno di questi 100 titoli sia disponibile, come Gli esordi di Moresco nell'esempio fatto sopra, in 82 biblioteche. Abbiamo dunque in tutto 8.200 libri. Non pochi, a prima vista. Ma facciamo un conto.

Assumiamo (questo è solo un esempio, prendetelo con le pinze) che le biblioteche italiane siano 2.300 (tante sono quelle il cui catalogo è disponibile in rete attraverso Internet culturale). Se di questi 100 titoli ciascuna biblioteca ne ha 3 o 4, ecco che raggiungiamo la magica cifra, che poteva sembrare così alta, di 82 biblioteche per libro. Non conta solo il numero assoluto: conta anche la dispersione.

Ovvio: in realtà ci saranno biblioteche con nessun libro di questa generazione, e biblioteche con belle raccolte di libri di questa generazione. Ma mi sento di fare l'ipotesi che solo le biblioteche dotate di "belle raccolte" garantiranno un'effettiva conservazione. (Tra l'altro: bisognerebbe distinguere tra raccolte semplicemente ampie e raccolte organiche. Una biblioteca padovana che avesse tutti i libri scritti o curati da me, da Romolo Bugaro e da Massimo Carlotto, per il semplice fatto che il bibliotecario ritiene suo dovere tenere i libri degli "scrittori padovani", farebbe un figurone a livello di numeri: ma sarebbe insignificante dal punto di vista dell'organicità della raccolta).

A questo punto, mi viene da progettare un'inchiesta. Si tratterebbe di stilare un elenco di scrittori rappresentativi di una generazione (non necessariamente la mia) e di provare a verificare:
[a] la loro presenza assoluta nelle biblioteche italiane, eventualmente analizzando la distribuzione geografica per regione o per provincia,
[b] la composizione delle "raccolte" relative a questa generazione in un certo numero di biblioteche italiane significative.

Come (con quali criteri) si può comporre un elenco di scrittori rappresentativi di una generazione? Come si può comporre un elenco di biblioteche italiane significative? Chi ha proposte per rispondere a queste due domande, si faccia avanti. Di tutto questo, comunque, riparleremo.

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 19.05.06 14:18

Interventi

"Assumiamo (questo è solo un esempio, prendetelo con le pinze) che le biblioteche italiane siano 2.300 (tante sono quelle il cui catalogo è disponibile in rete attraverso Internet culturale). Se di questi 100 libri ciascuna biblioteca ne ha 3 o 4, ecco che raggiungiamo la magica cifre di 82 biblioteche per libro. Tuttavia, in ciascuna biblioteca vi saranno solo 3 o 4 libri di questa generazione."

non capisco.

Pubblicato da: monica - 19.05.06 17:09

100 titoli
ciascuno presente in 82 biblioteche
quindi in tutto 8.200 libri
le biblioteche sono 2.300
8.200 / 2.300 = 3,5
(Avrei dovuto distinguere tra "titoli" e "libri". Ora correggo).

Pubblicato da: giuliomozzi - 19.05.06 17:18

Vale anche qui?

http://libcat.uchicago.edu/ipac20/ipac.jsp?session=114805291P3SQ.48810&profile=ucpublic&uri=link=3100006~!7106307~!3100001~!3100002&aspect=subtab13&menu=search&ri=1&source=~!horizon&term=Moresco+Antonio+1947&index=AUTHORP

Pubblicato da: luca - 19.05.06 17:36

Conosco una piccola biblioteca della cintura torinese (non ancora inserita nel Sbn e quindi non risulta dall'elenco) che, per intelligenza e passione del bibliotecario, possiede l'opera omnia di Moresco e buona parte degli autori di "questa generazione".
Non c'entra niente ma era così, per dire.

Pubblicato da: fg - 19.05.06 17:37

PS Chiedo scusa per il copia-incolla sciagurato! :-/

Pubblicato da: luca - 19.05.06 17:38

Luca, il copia-incolla sarà sciagurato, ma il link funziona.

Pubblicato da: giuliomozzi - 19.05.06 17:43

guglando un po' si trovano un sacco di dati sulle biblioteche italiane, che forse possono aiutare per la seconda domanda. Per esempio qui: http://lettere2.unive.it/ridi/wplis02-1.pdf

Sulla prima domanda avrei una domanda: uno scrittore rappresentativo di una generazione deve far parte di quella generazione?

Pubblicato da: Luca Tassinari - 19.05.06 17:57

"Come si può comporre un elenco di biblioteche italiane significative?"

io risponderei così: per avere una raccolta di tutti i romanzi(purché pubblicati da un editore) della generazione degli anni '70, basta andare alla Nazionale di Roma o a quella di Firenze (poiché, con il deposito legale, l'editore è stato obbligato a consegnare un certo numero di esemplari di ogni titolo che pubblicava, esemplari che sono destinati proprio a quelle biblioteche) (la Nazionale di Brera va benissimo, ma ha uno statuto lievemente diverso). Quindi, chi fa una ricerca di questo tipo va in queste biblioteche perché trova tutto (e sono anche luoghi gradevoli).

Un elenco delle biblioteche significative, ecco questo è un quesito ambiguo. Significative di che cosa? Poiché, in Italia, per ovvie ragioni storiche, il patrimonio librario è estremamente parcellizzato, ogni biblioteca si definisce dai suoi fondi. La Trivulzio a Milano è molto significativa per chi studia il Cinquecento e totalmente insognificante per chi studia la generazione degli anni 1970. Era solo un esempio, per dire.

Pubblicato da: emma - 19.05.06 18:35

Il lapsus "Si buttano (o si svendono) i libri in cattive condizioni per fare pasto a libri nuovi" starebbe bene nell'ultimo libro di Bartezzaghi.

R4

Pubblicato da: R4 - 19.05.06 19:24

alla domanda difficilissima:
"Come fa a sopravvivere, una generazione di scrittori?"

... tolti i problemi pratici nel senso che oltre ad avere una stanza tutta per sè lo scrittore dovrebbe avere anche un accettabile doppio lavoro o un buon papà ricco... rispondo:

scrivere con aspettativa estroiettata negli anni a venire e cioè: scrivere per i posteri.
i posteri: multiesseri alieni perchè indefiniti.
appetibilissime prede.
una branchia della società con veloce ricambio
e degna di nota.
strato umano di ampio respiro e antropofuturibile e futurante.
i posteri danno agevolezza al tempo biologico (e non) dello scrittore.
il buon scrittore può insomma farsi i comodi suoi.
se crepa ieri oggi o domani non c'è alto rischio che rimanga deluso.
i posteri: mai in via di estinzione (a meno non si ripresenti un'altra era glaciale, o il sole esploda e si spenga... etc etc)
lo scrittore ha alte possibilità di essere rivalutato post-mortem e se non ha parenti prossimi il livello di apprezzamento è facile aumenti vertiginosamente (questione di diritti d'autore) oppure all'editore basterà far passare i canonici settant'anni (sono settanta? non ricordo...) perchè decada ogni diritto di rivalsa da parte del parentado.
ah. si. io scrivo per i posteri, senza tentennamenti. vivamente, lo consiglio a tutti, neh.
un saluto
paola

Pubblicato da: cara polvere - 19.05.06 19:24

Mah! Resterà un po' di polvere, fornse neanche quella di tanti scrittori di oggi. Nonostante le biblioteche e la vana speranza di una rivalutazione post mortem. Le biblioteche comprano di tutto, e i bibliotecari non sanno neanche che libri hanno: niente di strano, niente di male. Se gli chiedo Faulkner, allora subito me lo tirano fuori; se gli chiedo Dan Brown, uguale, anzi meglio di Faulkner; se gli chiedo Piperno, sospirano, e vagamente indicano un posto, come a dire, dovrebbe esserci, da quelle parti, mi pare d'aver visto la copertina; se gli chiedo Moresco o Genna, mi sorridono manco fossi da manicomio, cercano, guardano, me li tirano fuori, e fanno "non li conosco mica!". Se poi faccio il tuo nome Giulio, mi buttano direttamente fuori a calci nel sedere: "Adesso hai rotto! Cercateli i libri, se ci tieni tanto." :-) Rimarrà nulla, pochi autori, ma di quelli che hanno saputo fare della scrittura qualità con alte quote di venduto nel bene e nel male. Gli altri forse saranno ricordati da qualche nostalgico in qualche "collanina" a tiratura limitata: "collanina" che si rivelerà fallimentare, e che nel giro di pochi mesi scomparirà dai bancali delle future librerie dei prossimi vent'anni. Allora, questa generazione non sopravviverà: ha dato pochissimi romanzi di qualità con un venduto ragionevole.

Vado al cine, a vedere "Il Codice Da Vinci".

Saludos, e non dimenticatevi di voi stessi se potete. :-)

g.

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 19.05.06 19:50

Giulio, ho conosciuto tempo fa un bibliotecario molto in gamba, si chiama Franco Galato e qui http://www.anci.lom.it/QuickWeb/Siti/Gorgonzola/showpage.php?idwebpage=BibliotecaHOME trovi i riferimenti per contattarlo. Credo che sia la persona adatta per rispondere alle tue domande.

Pubblicato da: Nicolò La Rocca - 19.05.06 22:43

Mi viene da dire che non solo sono in prestito spesso sono ammucchiati/ammuffiti anche negli sgabuzzini dei municipi di paese... Mapi

Pubblicato da: Mapi - 19.05.06 23:52

Sono anche io d'accordo con Emma. In genere alla Nazionale di Roma e di Firenze si trova quasi tutto. Dico quasi perché quando ho dovuto affrontare la specializzazione in letteratura anglo-irlandese e avevo bisogno di un testo del 1820 (e relativa critica, molto più recente), sono obbligatoriamente dovuta andare al Gabinetto Vieusseux. Ecco, quella è una sede da tenere in considerazione se vuoi cercare qualcosa di specifico... ormai il mio è un legame affettivo (ho risolto una miriade di problemi al Vieusseux e ho evitato di impazzire. In genere devo dire che a Firenze, per i miei studi, ho trovato di più che a Roma). Non so se il suggerimento ti sarà utile. Tra l'altro, Luca Tassinari ha posto un interrogativo interessante: deve appartenere per forza alla generazione di cui scrive lo scrittore in questione?
Un'altra cosa: alla fine del 2005 ho tradotto un romanzo la cui protagonista era bibliotecaria. Sosteneva che nella sua biblioteca i libri meno richiesti venivano tolti dagli scaffali e, più in generale, dal prestito, dopo quattro anni. E quello che la amareggiava di più era che i libri che quattro anni prima venivano osannati come capolavori, ormai non erano che un'altra superficie dove la polvere (cara, carissima polvere:-))!!!) andava a raccogliersi. Questo tanto per riassumere.
Non so come funzioni in Italia, ma in effetti credo che se tu volessi ottenere un risultato significativo dovresti orientarti prevalentemente sulle biblioteche medio-grandi. Credo anche che l'eventuale presenza degli autori in questione nelle biblioteche di provincia non sarebbe altro che un'ulteriore conferma della loro rappresentatività. Ma prendi la mia opinione con il beneficio dell'inventario (per l'appunto!). Un saluto:-)

Pubblicato da: Gaja - 20.05.06 09:15

Cara polvere, mandami un tuo indirizzo e-mail. Sul tuo blog non l'ho trovato. Devo inviarti una cosina che può interessarti. Il mio recapito, quello che compare qui, è valido.baci

Pubblicato da: Gaja - 20.05.06 09:20

Alcune precisazioni tecniche: l'elenco delle opere di Moresco sembra tratto dall'OPAC SBN, che non è assolutamente esaustivo: la maggior parte delle biblioteche di pubblica lettura cataloga e mette in rete OPAC geografici a livello di sistema o provincia, non in SBN. Poi: la revisione delle collezioni generalmente esclude la narrativa (il cosiddetto sistema SMUSI per lo svecchiamento riguarda infatti saggi e manuali; un volume di narrativa se in ottime condizioni - perchè poco letto - non viene eliminato proprio in virtù dello stato chimico/fisico; un volume di narrativa a pezzi viene riacquistato perchè presumibilmente molto letto e richiesto). Infine: relativamente alla conservazione della memoria di un'opera letteraria, ho qualche dubbio intorno al fatto che le biblioteche di ricerca e d'ateneo (che hanno ricercatori ma non lettori) risultino più significative di quelle di pubblica lettura (che hanno gran copia di lettori ma anche ricercatori, essendo talvolta provviste di maggiori risorse e soprattutto ben altra libertà di acquisto).

Pubblicato da: scoiattolo - 20.05.06 10:36

gentilissima Gaja io da qui non riesco ad estrarre il tuo valido indirizzo.
clicco clicco ma mi si blocca il pc. mi escono a raffica incontrollabile decine di strane finestre e devo riavviare l'indemoniata macchina.
sperando nel mentre di non subire un transfert spiritual-elettronico con la suddetta apparecchiatura e aspettando l'esorcista:-), ti scrivo qui la mia mail
tenebraannosa@jumpy.it
dove mi potrai mandare "una cosina"... ecco.
che sono curiosissima... :-)
ringraziandoti per la solerzia e a buon rendere
paola

Pubblicato da: cara polvere - 20.05.06 10:45

Facciamo un piccolo riassunto, cara polvere:

- il tuo nick è: cara polvere;

- la tua e-mail: tenebraannosa;

ne deduco che la tua opera preferita non può che essere I sepolcri:-)

Scherzo, eh;-)

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 20.05.06 12:01

i sepolci semmai sono sicuramenti le dimore da me preferite a differenza dei loculi nei quali, ultimamente, per via dell'edilizia selvaggia e di scarsità di abitazioni, si sta un po'... come dire "a sandwich"... uno sull'altro ecco... esclusi gli attici, ovviamente.

qui potrà vedere dove abito adesso.
ho dovto spostarmi per motivi di estumulazione provvisoria in questo piccolo monolocale che ho affittato con contratto d'affitto ad uso temporaneo

http://www.bousquet.it/catalogo_urne.html
badi che è contrassegnato con la sigla---> 3u
mi dirà poi.
la saluto
paola

Pubblicato da: cara polvere - 20.05.06 13:09

ah... poi scappo che ho i tortellini sul fuoco...
io non scherzo, eh.;-)

Pubblicato da: cara polvere - 20.05.06 13:23

@ CARA POLVERE

Ma per commentare sul tuo blog, uno deve averci per forza la registrazione? :-(

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 20.05.06 13:32

Ho visto la tua dimora, paola, ma non c'è nemmeno uno straccio di buca per le lettere! E se uno desiderasse scriverti? Mica ti sarai già chiusa al mondo in quel vasetto nero nero...

A me piace il monolocale 2u. Sai dirmi quanto mi costerebbe l'affitto *temporaneo*? (l'animaccia nostra, infatti, poi s'invola...)

Bart
(perché non mi dài del tu?)

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 20.05.06 13:57

@Giuseppe:
tiscali è burocraticamente balordo e non so come si possa ovviare...:-( ho provato a cambiare l'opzione... ma niente. intanto, grazie del pensiero e se però ci tieni più su ho scritto un mio indirizzo pvt a Gaja e se vuoi posterò io sul blog il tuo intervento.

@Bartolomeo
a)è vero. non c'è la "buca" o "fossa"?:-)" per le lettere, però ho l'adsl...
b)mi sono chiusa nel vasetto da quando ho scoperto che gli ombelichi altrui non reggono il confronto con il mio... :-)))
c)non c'è problema. per l'affitto parlo io con il proprietario e se fa il duro si becca un esproprio proletario con okkupazione e senza nemmeno tentativi di ragionamento politico

Pubblicato da: cara polvere - 20.05.06 14:26

@Giuseppe:
tiscali è burocraticamente balordo e non so come si possa ovviare...:-( ho provato a cambiare l'opzione... ma niente. intanto, grazie del pensiero e se però ci tieni più su ho scritto un mio indirizzo pvt a Gaja e se vuoi posterò io sul blog il tuo intervento.

@Bartolomeo
a)è vero. non c'è la "buca" o "fossa"?:-)" per le lettere, però ho l'adsl...
b)mi sono chiusa nel vasetto da quando ho scoperto che gli ombelichi altrui non reggono il confronto con il mio... :-)))
c)non c'è problema. per l'affitto parlo io con il proprietario e se fa il duro si becca un esproprio proletario con okkupazione e senza nemmeno tentativi di ragionamento politico
paola

Pubblicato da: cara polvere - 20.05.06 14:27

"se fa il duro si becca un esproprio proletario con okkupazione e senza nemmeno tentativi di ragionamento politico"

Sarà opportuno chiedere una mano a angela, o pensi di farcela da sola?:-)

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 20.05.06 21:47

Cara polvere, messaggio recapitato. Spero che apprezzerai. Carina la tua casa... più o meno è grande quanto la mia:-))) Diamoci del tu, ha ragione Bart. Baci addamsiani.

Pubblicato da: Gaja - 21.05.06 14:15

@ Bartolemeo.

a pensarci bene... ehm...non ho mai espropriato niente. sono sempre solo stata espropriata... ehm.
meglio chiedere una manina ad Angela... si.
magari con la promessa di un invito a cena (... mi pare di bocca buona la Angela) ad assaggiare i miei ottimi tortelli tumulati al ragù dolente...

@ a Gaja: ho intercettato la bella recapitazione.
lieta che ti piaccia la mia casina... bella rotonda.. senza angoli.. come piace a me... un loftino.più o meno.
a presto
un saluto
paola

Pubblicato da: cara polvere - 21.05.06 18:28

"ad assaggiare i miei ottimi tortelli tumulati al ragù dolente..."

Dopo la pizza, i tortelli al ragù sono il piatto che più mi attira (ecco perché mi è venuta un po' di pancetta, ma da stasera ceno solo con un'arancia, per tutta l'estate. Ce la farò?); ma non ho mai gustato - ti giuro - la specialità di cui sopra, che a quanto intuisco cucini in esclusiva con una ricetta segretissima.
Quando verrò a stare vicino a te (sperando che Gaja e Angela non mi si mettano a fare concorrenza per fregarmi il posto - sei testimone che sono stato il primo a richiedere un tuo aiuto per ottenere l'ambito monolocale, che mi renderebbe tanto tanto felice), insomma, non mi vergogno a dirti con questa mia faccia da schiaffi, che vorrei che tu mi invitassi subito il primo giorno del mio arrivo colà.
Ci posso contare?
Puoi già chiamare qualcuno (tranquilla, pago io:-) ) per spolverare un po' l'ambiente.

A presto, dunque. Dì a chi comanda che pago qualsiasi cifra per l'affitto purché nel contratto ci sia scritto che la sua durata è strettamente legata a quella del tuo contratto. Non voglio perdermi, paola, una vicina come te.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 21.05.06 19:20

@Bart
La buona cucina, caro Bart, è musica per le mie orecchie! Anche io ho manifestato apprezzamento per il loftino di Paola, ci faremo buona compagnia e mangeremo piatti squisiti... (anche io sono una brava cuoca e un'OTTIMA mangiatrice):-))

@Dear Dust,
contentissima di averti fatto cosa gradita.
Baci a entrambi

Pubblicato da: Gaja - 21.05.06 20:10

Gaja, se tu scegliessi l'1u saremmo tutte e tre in fila ed io mi troverei in mezzo a due donne.

Fortunato oppure la morsa mi strozzerebbe? :-)

Inoltre, essendo in due a prendere due monolocali in affitto, avremmo un bel vantaggio, perché Paola otterrebbe di certo uno sconto discreto. Figuriamoci se poi dovesse venire a stare vicino a noi anche Angela!

Ovviamente, quando ci saremo trasferiti in blocco, ci metteremo a scrivere a sei mani, o a otto mani, una bella tappa del Giro d'Italia con vibrisse:-)

Bart

Perché non scrivete qualcosa anche voi, a due mani per il momento?

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 21.05.06 20:32

@ Bartolomeo
solo un'arancia a sera per tutta l'estate?
uhm... mi devo sbrigare a cercarti il monolocale allora... per l'invito contaci.

" Non voglio perdermi, paola, una vicina come te.

... se mi commuovo troppo rischio che la cara polvere mi vada in caro fango... ma grazie, eh:-)

@ Gaja: sei stata squisita e di parola.
cosa rara.

paola

Pubblicato da: cara polvere - 21.05.06 20:43

@Bartolomeo

la 1u! vedo che hai approfondito:-))))ma rido... rido...
scrivere. già.


Pubblicato da: cara polvere - 21.05.06 20:50

Comunque, Paola, ogni tanto una pizza, per sentirmi felice...

Per la tappa del Giro, resto in attesa, e con molta curiosità:-)

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 21.05.06 21:20

@Bart
grazie, scriverò senz'altro qualcosa. Grazie di avermelo chiesto. Posso parlare di un luogo a me particolarmente caro? Comunque direi, Bart, che potremmo finire tutti quanti vicini: quindi, okay, vada per l'1u! (baci)

@Paola
Ripeto: è stato un piacere. Non ho fatto niente di eccezionale. Un abbraccio cinereo.:-)

Pubblicato da: Gaja - 21.05.06 21:47

@ Bartolomeo

torino... punto vertice di due triangoli magici

Pubblicato da: cara polvere - 21.05.06 22:40

Certo, Gaja, che puoi scrivere su di un luogo a te caro.

L'invito è rivolto anche a te, Paola, ovviamente.

Abbracci.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 21.05.06 22:40

Giulio, la domanda che mi pongo è: ma dobbiamo proprio "ricordare" tutti gli scrittori e in tutte le biblioteche?
Se così fosse basterebbe che le biblioteche acquistassero tutti i libri pubblicati per consentire a tutti gli scrittori (e alle case editrici) di campare dignitosamente (e indipendentemente dai meriti letterari).
A me una selezione naturale pare più che opportuna; e sensata direi. O no? :-)

Buona notte. Trespolo.

PS: avrei voluto segnalarti il refuso del pAsto nel passaggio "si buttano (o si svendono) i libri in cattive condizioni per fare pAsto a libri nuovi", ma mi ha anticipato R4. Però il lapsus/refuso mi era parso assai simpatico.

Pubblicato da: Trespolo - 21.05.06 22:55

Gaja, forse abbiamo stabilito un primato! Abbianmo postato - ovviamente senza metterci d'accordo - nello stesso momento (22,40!).

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 22.05.06 07:24

Be', ma questa è telepatia, sono affinità elettive! Bellissimo. Non me ne ero accorta!

Pubblicato da: Gaja - 22.05.06 08:09

Bart, ma questa è telepatia, sono affinità elettive! Bellissimo. Non me ne ero accorta!

Pubblicato da: Gaja - 22.05.06 08:09

Ecco, anche io ho il mio bel messaggio doppio, adesso. Scusate.

Pubblicato da: Gaja - 22.05.06 08:10

a giudicare dai commenti pare che i tuoi quesiti, giulio, non interessino molto.. :(

Pubblicato da: tortella - 22.05.06 09:13

Qalche risposta al volo (spero che si vedano, dopo tanto giocoso chiacchiericcio).
Per "scoiattolo". Sì, l'elenco delle biblioteche fornite di quel libro viene dall'Opac Sbn (cioè dal portale InternetCulturale che ne fornisce la versione più aggiornata): come peraltro ho indicato nell'articolo. Che l'archivio Sbn non sia esaustivo, lo do per scontato: a me bastava fornire un esempio e sollevare una questione (c'è un archivio più esaustivo di quello? Se c'è, qual è?).
Mi risulta che nelle biblioteche "non di studio" (indico con questa formula generica le biblioteche di quartiere, quelle di pubblica lettura, quelle rivolte in somma al cittadino qualsiasi e non agli studiosi) si facciano anche generose eliminazioni di narrativa. Ho in garage quattro scatoloni di narrativa e poesia degli anni Cinquanta acquistati da una biblioteca che se ne sbarazzava.
Le biblioteche "di studio" garantiscono, credo e spero, l'eternità della conservazione. Ma le biblioteche "non di studio" garantiscono una possibilità effettiva di lettura (se ci sono quattro copie nelle biblioteche nazionali, cara Gaja, e nient'altro in giro per l'Italia, si può ben dire che quel libro è sopravvissuto: anche quando resteranno dei panda solo negli zoo si potrà dire che la specie è sopravvissuta; ma ci possono essere sopravvivenze più rigogliose, no?).

Caro Trespolo, la selezione naturale è una cosa naturale. Ma (è una questione che torna sempre) io vorrei distinguere tra due cose (che a me peraltro sembrano chiarissimamente distinte):
[a] Una cosa è mantenere a disposizione del grande pubblico una sensata (sempre discutibile, ma sensata) offerta delle "opere letterarie più belle". Qui, appunto, la selezione naturale fa il suo lavoro; talvolta - dal nostro punto di vista - si sbaglia (se le avessimo lasciato fare, se non ci fosse stato un eccezionale - nel senso che faceva eccezione: era un'individualità così forte da permettersi comportamenti antinaturali - perturbatore della selezione come Francesco Petrarca, probabilmente il nostro patrimonio grecolatino sarebbe assai ridotto...); ma il suo lavoro è, statisticamente, buono.
[b] Un'altra cosa è mantenere a disposizione di un pubblico non vastissimo ma nemmeno riducibile a dieci-quindici specialisti una scelta ragionevole (vedi che uso termini vaghi) di opere che la selezione naturale ha espulso dalla lista delle "opere belle", ma che possono essere utili dal punto di vista della storia culturale, della storia letteraria, della storia del gusto, eccetera.
Faccio il solito esempio. Alessandro Manzoni scrisse i Promessi sposi, che è un romanzo. Oggi a noi pare normale scrivere romanzi. Ma che un ricco e stimato nobile, già autore di odi e di tragedie in versi, si mettesse a scrivere un romanzo, all'epoca era una cosa tanto innovativa da parere a molti scandalosa (sarebbe come, per dire, se Claudio Magris si mettesse a scrivere sceneggiature per i fratelli Vanzina: mi spiego?). Il romanzo era un genere letterario misconosciuto, roba da donne con la testa per aria, accusato spesso di pornografia, eccetera eccetera. E, a dire il vero, se si leggono un po' di romanzi del tempo, ci si rende conto che questo giudizio non era del tutto immotivato.
Manzoni, dunque, decidendo di scrivere un romanzo, compie un gesto rivoluzionario. Questo noi oggi non possiamo percepirlo se non abbiamo un'idea della storia del romanzo. E, se vogliamo avre un'idea della storia del romanzo, bisogna che ci leggiamo, o che qualcuno (grazie!) si legga per conto nostro e poi ci racconti, una quantità di gran brutti romanzi...

Pubblicato da: giuliomozzi - 22.05.06 09:30

Assolutamente sì, Giulio. Certo che si può garantire una sopravvivenza più florida, anzi, è quello che ci si augura. Anche a me risulta che le biblioteche non di studio (come giustamente le chiami tu) eliminino i libri con una certa frequenza. Sono d'accordo anche con il tuo punto B (la risposta che hai dato a Trespolo, per intenderci). Certo, capisco che le biblioteche di quartiere non possano contenere di tutto e che si basino sul criterio della frequenza. Il "Codice da Vinci" (tanto per rimanere nell'attualità) sarà più richiesto de "Gli esordi", ma non credo abbia altrettanto valore letterario. Non so... non sarebbe il caso di operare certe eliminazioni cercando di non far valere sempre la legge del più "richiesto"? Altrimenti avremo sempre problemi a garantire una sopravvivenza decorosa a certe opere. Ecco, forse è questo uno dei dei nodi da sciogliere (ho scoperto l'acqua calda? Perdonatemi, ragiono a voce alta, a volte capisco e a volte spero che siano gli altri ad aiutarmi a capire):-)

Pubblicato da: Gaja - 22.05.06 10:08

mi sa che sarò confusa, pazienza.
si, forse è vero. si è forse rivolati un pò fuori tema, si è parlato di urne cinerarie..., si è scherzato un po' su...
OT? OT. ma mica poi tanto...
ho un po' paura che molte biblioteche diventino presto dei colombari cimiteriali e a noi, posteri e non, toccherà accendere un cero ad memoriam di un gigantesco patrimonio storico culturale, indipendentemente dall'età, dal valore affettivo didattico e da altri intrinsecamenti del - l i b r o - etc etc

p.s: anche a me è capitato di fare delle ricerche sugli anni settanta e non solo su dei libri ma anche sui fumetti... ho trovato ben poco e quel poco che ho chiesto mi è stato indicato con una faccia come avessi chiesto di riesumare le spoglie di frankestein.
potrebbe anche non essere solo un problema di una "distrazione" intellettuale
contemporanea ma fors'anche di un "revisionismo" oscuro operato da chissà quali polipastri? non lo so... butto lì, senza, appunto, volere andare a parare da qualche parte.
fatto sta che io ho una collezione di TOPOLINO degli anni settanta che nascondo pure quando fanno la consueta biennale derattizzazione nel mio condominio.
un saluto
paola


Pubblicato da: cara polvere - 22.05.06 13:01

... e poi.
in italia, paese che può permettersi di lasciarsi scappare una scienziata, anzi LA giovane scienziata - dirò il nome che ora mi sfugge - che è considerata tra le più eccellenti a livello mondiale e consente la si ghermisca senza opporre alcunchè agli stati uniti, (i quali subito le danno 4 milioni di dollari per i suoi progetti che stanno avendo risultati importantissimi)in fondo, generazione più, generazione meno... che differenza può fare? nessuno se ne accorgerà o forse si, uno. Busi, che ballerà dalla maria defilippi recitando magari arbasino (uno a caso senza offende re i molti altri) a ritmo di samba.
paola

Pubblicato da: cara polvere - 22.05.06 13:23

In SBN ci sono circa 2.300 biblioteche, ma il totale nazionale reale ammonta a circa 8.000. Le Regioni più attente ai servizi bibliotecari (es. Lombardia, Piemonte, Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia-Giulia, Emilia Romagna...) hanno link agli opac geografici locali sui propri siti. Un confronto con SBN relativamente alla diffusione, per es., della narrativa italiana contemporanea, dimostrerebbe che, per certe classi, SBN oltre a non essere esaustivo non è significativo. (Relativamente alla biblioteca che scarta e vende narrativa e poesia, sarei curioso di sapere quali motivazioni sono state addotte, considerato che lo scarto è una sdemanializzazione che richiede un sintetico referto per ogni volume eliminato).

Pubblicato da: scoiattolo - 23.05.06 09:50

Grazie per l'informazione.
Le motivazioni per scartare e vendere narrativa e poesia, nel caso che ho citato, erano: questi sono libri vecchi che nessuno legge, vendendoli facciamo spazio e prendiamo qualche soldo per comprare altri libri. Non ho idea di come la faccenda sia stata formalizzata (per dire: dei soldi che ho dati, non mi è stata fatta nemmeno una ricevuta).

Pubblicato da: giuliomozzi - 24.05.06 14:05

Eh, è triste che un bibliotecario motivi lo scarto con questioni di spazio (tra l'altro è l'argomento che, con opposta simmetria, talvolta gli amministratori adducono per NON scartare: "abbiamo ancora tanti scaffali vuoti, chissà perché il bibliotecario vuole buttare quelle guide turistiche degli anni '60, i libri sono tutti e sempre cultura..."). Così come è triste che l'acquisto debba basarsi sul denaro ottenuto con la vendita - presumibilmente in nero - dello scartato. Detto questo, tornando allo spunto iniziale e concludendo (per quanto mi riguarda): credo che in molte centinaia di biblioteche di pubblica lettura significative (in questo caso "significativa" non è un termine casuale o soggettivo, ma relativo alla teoria e alla prassi biblioteconomica e grossomodo definibile come struttura che possiede almeno 20 o 30 mila volumi, che ne acquista almeno un paio di migliaia nuovi ogni anno e che fa circolare annualmente- cioè presta - almeno il 70-80% del posseduto) le opere narrative degli autori italiani pubblicate negli ultimi 15 anni da editori dal calibro di, ad es. Mondadori al calibro di, ad es. Sironi, Pequod, Fernandel, sono presenti e si conserveranno per qualche decennio e che infine, nonostante l'esiguità degli spazi e lo smarrimento di certi bibliotecari, risulterano molto più abbondanti di quanto oggi siano le opere narative italiane degli anno '60 e '70. (In questa previsione non c'è l'ombra di un mio giudizio di valore, ma una solo una proiezione dei flussi di prestito già in essere: un romanzo italiano dei primi anni '90 dovrebbe essere già abbastanza "vecchio" e quindi circolare - o non circolare - quanto, nei primi anni '90, un romanzo della metà degli anni '70; ma così non è: in media circola molto di più. Forse che verso la fine degli anni '80 è si è verificata una discontinuità culturale più generale, che ha coinvolto anche la letteratura e i lettori, e che ciò che è sorto allora è ben lontano dall'essersi esaurito?)

Pubblicato da: scoiattolo - 24.05.06 22:15