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23.05.06
Giro d'Italia con vibrisse: Nogarole Rocca (Vr)
di Cletus
[Le tappe del Giro d'Italia con vibrisse - il titolo è stato trovato da Tonino Pintacuda (e qui) - saranno pubblicate ogni martedì e ogni sabato. E' arrivato materiale sufficiente a coprire fino al 20 giugno e altro materiale è stato annunciato. I testi saranno pubblicati rispettando le date di arrivo. Si coglie l'occasione per invitare tutti a partecipare a questa sezione che, se raccoglierà molto materiale, si trasformerà in una simpatica e affettuosa cartina geografica dell'Italia di oggi vista e disegnata dai lettori. bdm]
[tutte le tappe del Giro d'Italia]
Il ricordo di questa cittadina è strettamente legato per me a Giacomo Altieri. Costui, mio compagno d'armi in quel di Solbiate Olona, era di questo splendido paesino incastonato nella bassa veronese. Più volte, nel corso di veloci fughe dalla Caserma, fui ospite della sua famiglia, da anni stabilita nel paesino. Le viuzze brevi e contorte, i giochi delle ombre e delle luci ad accarezzare gli intonaci perlopiù scrostati e densi di storia delle antiche costruzioni, rimaste intatte, nei secoli, dalla smania modernizzatrice dell'uomo.
La quiete di un posto vissuto da poco meno di tremila anime, circondato da campi che si perdono fino all'orizzonte, deve la sua storia ad un complesso intreccio di alleanze e bisticci fra le Signorie del tempo, e fu per lo più contesa per la sua posizione strategica, di volta in volta, a cavallo delle varie guerre poi, fino a calmarsi e dare ricetto a famiglie essenzialmente contadine.
Passeggiando per i vicoli si giunge alla Rocca (oggi, di proprietà della Provincia di Verona) che fu fatta erigere dapprima come castello, poi con una sorta di clausola obbligatoria, spogliata dei contrafforti, e dell'immancabile canale che la circondava proteggendola dagli assalti degli invasori. Alcuni reperti d'arte si conservano ancora nelle sue umide sale. Altieri mi conduceva orgoglioso, nelle calde e afose giornate estive, per le sale, e una volta andammo fino alla sommità della torre. Il paesaggio, contrassegnato dagli agugliati campanili che, come un segnalibro, dicevano di frazioni, piccoli agglomerati a volte composti da poche case, dispersi sull'enorme coperta patch-work dei campi lavorati intorno.
Ricordo la quiete, soprattutto, la quasi totale assenza di rumori di auto, e il sonnacchioso sostare della corriera (che doveva riportarci in caserma) davanti al bar della piazza più importante del paese. Al suo interno, a tutte le ore del giorno, uomini anziani, chi disposto intorno ad un tavolo, intenti al gioco a carte, altri a fissare nel vuoto, il grande televisore piazzato, alto, sulla parete riempita di foto, soprattutto in bianco e nero, raffiguranti i rari passaggi del Giro d'Italia (non quello di vibrisse, intendo il ciclistico), con le foto di Gimondi ed Eddie Merckx che si giocano il traguardo in volata. Qualche foto di attore e la prima pagina ingiallita della Gazzetta dello Sport del 1982, quando, in terra di Spagna, la
nazionale conquistò il suo ultimo campionato del mondo. Con Giacomo ogni tanto ci sentiamo ancora, anche lui ha messo su famiglia e i suoi bimbi sono orgogliosi di crescere in un posto dove la natura è cosi presente nel loro quotidiano. Le aiuole fiorite e le strade tenute bene, dicono della familiarità di questa gente, onesta, lavoratrice, della loro attenzione alla terra, alla cura delle cose che le loro mani sono abituate a forgiare da secoli, geneticamente tramandate dai primi, coraggiosi, abitanti di questo calmo e laborioso paesino della nostra Italia.
Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco, il giorno e l'ora: 23.05.06 11:45
Interventi
Molto poetico. Viene voglia di tornare bimbi e di "crescere in un posto dove la natura è così presente". Mi ha colpito molto questo sguardo su un'infanzia circondata da tanta bellezza. Davvero toccante, Cletus.
Pubblicato da: Gaja - 23.05.06 14:32
Mi corre l'obbligo di dire che, in realtà, non ho mai messo piede in questo paese. Poi, però, subito dopo, di aggiungere anche che non ho voluto prendere in giro nessuno, né Bartolomeo Di Monaco, ne Mozzi, ne chiunque altro. L'unico rapporto che ho, un paio di volte l'anno con Nogarole Rocca, è passare vicino al suo casello autostradale, mentre percorro l'A22 Modena-Brennero. Mi è sempre piaciuto il suo nome. Adoro i nomi composti. La cosa che mi ha indotto a simulare una storia legata a questo paese, è al di la della pura goliardia, provocare una riflessione, su quanto andiamo leggendo, su queste pagine e altrove, intorno al concetto di "vero". La scrittura si fa gioco, per sua natura, di questo sottile (ma importantissimo) distinguo, fra ciò che è reale e ciò che non lo è affatto. Eppure, la storia è plausibile, ha un suo senso, nessuno potrebbe mai dubitare che sia inventata, salvo qualche depresso con una di quelle memorie enciclopediche, che conosce a memoria tutte le tappe del Giro d'Italia, dalla prima edizione, e conserva gelosamente, tutti i ritagli di giornale, con i traguardi di tappa, o un cittadino doc di Nogarole Rocca che potrebbe a buon diritto sostenere che nella piazza del paese non c'è nessun bar, ne tanto meno alcuna fermata della corriera, ne ancora alcuna famiglia Altieri, fra le poco meno di tremila anime che lo abitano.
Eppure, quale bar della piazza centrale di paese non ha la stessa "fauna" a popolarlo, sia nelle estate roventi, che, tanto di più, nei rigidi inverni ? E quale paese non ha delle rovine, delle testimonianze dei tempi andati, più o meno gelosamente custodite e/o manutenute ?
Nogarole Rocca, quindi, come capitale dell'immaginario, se non di tutti, sicuramente del mio.
E chiedo ancora scusa.
Pubblicato da: cletus - 23.05.06 21:34
Stante a quanto riveli nel commento, cletus, credo che tu non abbia interpretato bene lo spirito del Giro d'Italia di vibrisse. Peccato.
Bart
Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 23.05.06 23:02
L'outing di Cletus invece a me è sembrato onesto (altri avrebbe aspettato 10 commenti e soffiato sul fuoco del fake - scusate per l'involontaria - ma quando mai? - allitterazione); e soprattutto coerente con lo spirito di Vibrisse. Non penso che una "cianchetta" (sgambetto) di tanto in tanto possa fare tanto male al morale del gruppo.
Ezio
Pubblicato da: Ezio - 24.05.06 09:23
Vedi, Ezio, il "Giro d'Italia con vibrisse" vorrebbe essere la descrizione di città, di paesi, di luoghi, fattane dai lettori che vi hanno in qualche modo sostato, anche per una sola vacanza, nella loro vita (come facevano un tempo taluni viaggiatori) e che per essi hanno avuto un qualche interesse (anche negativo: si possono denunciare le storture dei luoghi, magari perpetrate in nome del progresso, come qualcuno ha fatto in un articolo ancora da pubblicare), ma di quel paese non si possono inventare strade, piazze, bar, che non ci sono. E', secondo me, una mistificazione, e pure un'offesa a quel paese, anche se avvolta da un afflato, come dire, poetico e immaginifico. Il "Giro d'Italia con vibrisse" non rientra nel genere fantasy, per cui uno punta il dito su una cartina geografica e decide di scrivere un articolo che riguardi il luogo su cui il caso ha fatto cadere quel dito. il "Giro d'Italia con vibrisse" non va inteso così. Il paese deve trovare riscontro, non solo nominale, nella realtà, oppure deve trasparire dal testo stesso che quel luogo ha ispirato all'autore, per taluni cause da spiegare, una certa fantasia, e quindi la si può anche raccontare, ma non ingannando la fiducia che ci concede aprioristicamente il lettore.
Questo scherzo, Cletus non lo doveva rivelare nel commento, semmai nel corso del testo, trovando lui una letteraria giustificazione che sarebbe stata senz'altro compresa, per esempio dagli abitanti di Nogarole Rocca. Le scuse non deve, cletus, ossia, chiederle a me (che sono stato ingannato) o a Mozzi, ma al paese di Nogarole Rocca.
E' chiaro che - come mi è già successo nel passato per alcuni - un tale comportamento mi indurrà a diffidare nel futuro dei contributi portati da cletus. Sono abituato per formazione a dare la piena credibilità a chiunque e a difenderlo perfino, fino a prova contraria. Dopodiché la mia posizione nei suoi confronti si rovescia diametralmente.
Si badi: nciò non significa che io sia contrario agli scherzi e ai giochi, ma essi vanno saputi fare e, naturalmente, mai collocati a sproposito e negli spazi impropri.
Bart
Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 24.05.06 11:20
Devo dire che a me il testo di Cletus è piaciuto anche dopo aver scoperto che era inventato. Sarà che tendo sempre a leggere tutto come un romanzo e che non mi pongo domande
sull'autobiografismo dei racconti. Che fosse vero o no, non cambia il mio
giudizio. Per me è una prova della sua abilità. Non so se abbia tradito lo spirito del "Giro", comunque è bello.:-)(modesta opinione, tolgo il disturbo)
Pubblicato da: Gaja - 24.05.06 19:27
Spett.le Rubrica "Giro d'Italia con Vibrisse",
chi scrive, facente funzioni di sindaco della cittadina di Nogarole Rocca, ha molto apprezzato la menzione all'interno della rubrica di Vibrisse, del nostro paese. Altresi, e con vivo rammarico, ci è fatto obbligo di far notare che Cletus, è stato davvero nostro ospite, per più di una volta, ma nelle patrie galere. Egli, soleva ridursi in condizioni tali, a causa libagioni a basi alcoliche, da richiedere la sua, pur temporanea, segregazione, nei locali della stazione, non dei bus ma dei Carabinieri.
Alla luce di tale comportamento, gravemente lesivo della nostra onorabilità di cittadina operosa e silente, abbiamo ritenuto di classificarlo, come si dice nel gergo diplomatico "persona non grata". Indesiderata, appunto, e vogliamo credere, nel solco della più benevola valutazione, questa sua, come una sorta di riparazione postuma. Grazie ancora per lo spazio concesso alla nostra precisazione.
PS. Ah, è del tutto volontario l'aver ignorato l'aspetto para-letterario, nonché vagamente echeggiativo, di tematiche che potremmo definire pirandelliane. Qui non si scherza !!! Abbiamo troppa paura di infrangere le regole, come suggerisce tutta la vicenda, con una sonora risata. Grasssie.
Pubblicato da: cletus - 24.05.06 20:09
Per me la questione è chiusa. Quello che avevo da dire l'ho detto, com'è mia abitudine. Non ne voglio a nessuno, come al solito.
Bart
Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 24.05.06 20:33
Caro signor cletus,
Ho letto quello che ha scritto su di me e mille emozioni mi hanno scosso fino alle fondamenta. Com'è possibile, mi domando, che un uomo sconosciuto sappia di me tante cose, che abbia indovinato tutto, tutto quello che c'era da sapere? Forse mi confonde con un'altra, mi sono detta. Le italiane, in fondo, si assomigliano un po' tutte, sa, per via della storia, le tradizioni, i costumi. Ma no, ero proprio io quella che lui descriveva così bene. Si sarà aiutato con delle foto, ormai ho parecchie foto in giro per il web, o con le mie biografie, le biografie vanno di moda, ma il risultato è sorprendente e supera ogni mia folle immaginazione. Tutte noi desideriamo essere nel cuore di almeno un uomo e lei, signor cletus, è un uomo che mi ha nel cuore.
Ormai, signor cletus, non resta che incontrarci. Quando va a Tortona, si, ho fatto una piccola indagine, convinca la sua accompagnatrice a fare una deviazione e venga a trovarmi. Non se ne pentirà e potrà verificare la veridicità del suo racconto. Poi, da cosa nasce cosa. Se sono rose fioriranno e io sono sicura che siano rose.
Nogarole Rocca
P.S. Non le nascondo che conto su di lei e sul sul suo aiuto, nel caso in cui da cosa nasca cosa e per la questione delle rose: ci sarebbero una scalinata sbilenca da sistemare e le facciate di alcuni edifici da restaurare,un lavoretto di pochi mesi o pochi anni.
Pubblicato da: Pamela Canali - 24.05.06 22:24




