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13.05.06
Giro d'Italia con vibrisse: Verona, la mia città d'adozione/1
di Rosanna Rota
Prima parte. Seconda parte.
[tutte le tappe del Giro d'Italia]
Verona è una città bellissima.
Soffocata, purtroppo, da un traffico insostenibile, che la rende uno dei centri più inquinati d’Italia, finché non si prenderà seriamente in considerazione un sistema di trasporti pubblici più razionale.
Eppure, anche così, riesce ad incantare. L’UNESCO l’ha dichiarata patrimonio dell’umanità: non questo o quel monumento, ma tutto il suo centro storico, che se ne sta comodamente adagiato in un’ansa dell’Adige ed è circondato da colline e da valli stupende, fra cui la più nota è sicuramente la Valpolicella, patria di molti vini notissimi. Per gli astemi, comunque, è il caso di ricordare che il dolce Recioto ed il principesco Amarone spopolano ogni anno al Vinitaly, grande manifestazione a livello internazionale (che contribuisce a mandare completamente in tilt il traffico cittadino, ma è anche parte importante dell’economia locale).
Nota per la leggenda dei due sfortunati amanti, Verona è assalita quotidianamente da frotte di turisti in pellegrinaggio alla casa di Giulietta... Un altro polo d’attrazione è costituito dall’Arena, dove ogni anno, nella bella stagione, si svolge una delle più famose rassegne di rappresentazioni operistiche.
Non si può raccontare tutta l’atmosfera della città in una pagina. Ci sono troppi monumenti, troppi angoli interessanti, troppa vita antica ma ancora presente, anche nelle pietre...
Facciamo così: per oggi descriverò a grandi linee ciò che resta della Verona romana, qualche altra volta cercherò di andare avanti col Medioevo ed oltre. Come nei programmi scolastici (tanto casco sempre lì...).
Ai tempi di Augusto, la città era un importante centro economico e militare, collegato con grandi strade consolari, prima fra tutte la via Postumia, che portava fino al mare. L’attuale piazza Erbe era il foro; esisteva già, appoggiato sul fianco di una piccola collina di fronte all’Adige, il Teatro Romano, uno dei meglio conservati al mondo, dove tuttora vengono rappresentati spettacoli di prosa, musica, danza. Entrarci è emozionante, ma lo è ancora di più calcare il palcoscenico... invidio mia figlia Francesca, che fra un mesetto lo farà per la seconda volta in vita sua, grazie ad una rassegna delle scuole di danza cittadine. L’unico problema è che lei fa danza moderna, a piedi nudi, e le prove generali alle tre del pomeriggio, con le tavole scure del palcoscenico arroventate dal sole estivo, diventano una vera tortura... ma le ballerine sono delle rocce, sanno cavarsela sempre! Assistere ad uno spettacolo nello scenario del Teatro Romano è un’esperienza unica: nelle pause si sente fluire l’Adige, qualche volta passa tranquillo il gattone che lì è di casa... L’acustica è perfetta, migliore di quella di tanti teatri moderni. Che sia per questa lunga tradizione che qui a Verona fioriscono tanti gruppi teatrali? Anche Giulia, l’altra mia figlia, è stata contagiata dalla passione dello spettacolo e frequenta uno di questi gruppi da ben quattro anni. Stavolta, al saggio finale, sarà Titania, la regina delle fate del Sogno di una notte di mezza estate... Ma per lei il palcoscenico del Teatro Romano è ancora un miraggio, perché è destinato soltanto alle compagnie professionali. Qui, per ora, si limita a fare da attenta spettatrice...
Se la posizione in cui è seduti è favorevole, dalle gradinate si può perfino sbirciare il Ponte Pietra, anch’esso risalente all’epoca romana, demolito nel ’45 dai Tedeschi in ritirata, ma in seguito ricostruito fedelmente all’originale. Duemila anni fa, in questa zona, c’erano anche altri edifici pubblici, come le terme (di cui resta un grande bacino che ora troneggia in piazza Erbe, alla base della fontana detta di Madonna Verona) e un circo, surclassato in età flavia (I secolo d.C.) dalla famosissima Arena, cioè l’anfiteatro simbolo della città, che sorge dalla parte opposta rispetto al foro. L’Arena ospita, come ricordavo sopra, molti spettacoli musicali e manifestazioni varie, grazie alla sua enorme capienza, ma anche al suo fascino unico. Ricordo ancora quando, liceale di belle speranze, venni dalla Toscana con i miei genitori per vedere Carla Fracci, al massimo del suo splendore, che interpretava Coppelia... In quell’occasione feci una cosa strana, che non ho mai raccontato a nessuno: alzai gli occhi al cielo e pensai che quelle stelle forse già vedevano l’uomo che avrei potuto amare... Sogni da adolescente romantica, pensai, sotto la suggestione della città di Giulietta e Romeo. Mi autobacchettai, dandomi della scema... Qualche anno più tardi, per uno strano intreccio di casi, ho conosciuto all’Università di Pisa uno studente veronese, che adesso è, guarda caso, mio marito... Autosuggestione? Preveggenza? Bah, io sono convinta che noi donne siamo tutte un po’ streghette.
Ma torniamo all’epoca romana: rimangono ancora anche due porte monumentali: Porta Borsari, che anticamente era sul decumano massimo (cioè la via principale della città all’epoca), ora Corso Porta Borsari, e Porta Leoni, sul cardo massimo (l’altra strada fondamentale, al cui incrocio col decumano sorgeva il foro). Completa il panorama dei principali monumenti romani il cosiddetto arco dei Gavi, che un tempo sorgeva sulla via Postumia,
verso la necropoli, dove attualmente si trova Corso Carducci, e che per fare spazio ad un ampliamento della strada è stato rimosso dalla sua sede originaria e collocato nei giardinetti a fianco del Corso. Questo fatto di prendere i monumenti e spostarli per far circolare meglio le macchine non mi piace niente, ma tanto nessuno ascolterebbe le mie rimostranze. Mi va già di lusso se le auto cominciano a fermarsi quando attraverso gli incroci sulla pista ciclabile, col mio velocipede (ci credereste? Nei cartelli stradali le bici sono chiamate così!).
Qua e là si trovano altri importanti resti di epoca romana: abitazioni, parti di mura difensive, parti di strada lastricata. In particolare, in Piazza dei Signori, sorge il complesso dei cosiddetti Scavi Scaligeri.
Niente male, vero? Ed è solo il primo itinerario...
Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco, il giorno e l'ora: 13.05.06 10:56
Interventi
Quello che hai scritto su Verona che è anche la mia città (io abito nella provincia) è molto bello e mi rende fiero di abitarci anche se qualche volta noi veronesi non ce ne rendiamo conto
Pubblicato da: pulce - 16.05.06 18:46




