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07.05.06

Giro d'Italia con vibrisse: Montuolo, il paese dove vivo

di Bartolomeo Di Monaco

[tutte le tappe del Giro d'Italia] [tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco]

Montuolo.jpgPer raggiungere Montuolo, dopo aver visitato la città di Lucca, si deve uscire da Porta Sant’Anna, costruita ai primi del ‘900, e prendere la Via Pisana vecchia, che è parallela, sulla sinistra, alla più nota Via Sarzanese, la strada diritta che ci compare davanti, appena varcata la porta. La si percorre per circa 5 chilometri finché si trova l’indicazione del paese.

Montuolo può essere raggiunto anche dalla Sarzanese, ma allora, giunti al principio del ponte sul fiume Serchio (che quindi non si attraversa), denominato Ponte San Pietro, si deve svoltare a sinistra e procedere sulla strada che fiancheggia il lato sinistro del fiume, detta via della Polveriera. Al termine ci si trova già dentro il paese.Montuolo3.jpg
Montuolo ha una storia antica. I primi documenti che ne parlano risalgono all’VIII secolo. Allora si chiamava Flexo, da un’ansa dell’Ozzeri (o Ozzori), il canale – antico ramo del Serchio - intorno al quale si ergeva un piccolo villaggio di agricoltori e di pescatori. A quel tempo l’ansa del fiume, che ora si trova di fronte alla chiesa, passava sul retro, avendo avuto il corso d’acqua varie modificazioni. La chiesa era pievania molto estesa e comprendeva, come si legge in un documento dell’845, paesi limitrofi che col tempo se ne distaccarono, come Cerasomma, Vicopelago, Gattaiola, Pozzuolo, Nave, Sant’Angelo in Campo, Fagnano, ed altri. Il distacco più importante fu quello della Pieve di San Giorgio di Vicopelago, del 989, che si portò con sé i borghi di Pozzuolo, Gattaiola, San Michele in Escheto. Dedicata, fino al tempo della dominazione longobarda, a San Martino, oggi la chiesa di Montuolo è intitolata a San Giovanni Battista. La modifica avvenne nel X secolo quando tutte le pievanie lucchesi dotate del privilegio battesimale e cimiteriale ebbero questo nome. Montuolo2.jpg

Nel 1000 scompare anche la denominazione di Flexo e compare quella di Montiolo, da cui poi Montuolo. La ragione sta nel fatto che, a causa delle guerre tra Lucca e Pisa, fu costruito un fortilizio sulla piccola collina – documentato fin dal 1164 – intorno al quale si radunò il nuovo borgo. Si deve ricordare che uno dei primi scontri armati tra Lucca e Pisa era già avvenuto proprio a Montuolo nel 1117. Montuolo, infatti, è distante circa due chilometri dal confine con la provincia di Pisa. Nel XII secolo la chiesa e il suo campanile assunsero la forma attuale, e nel XIV secolo la chiesa fu ampliata di due campate e l’altezza del campanile raddoppiata.
Le guerre con Firenze e soprattutto con Pisa indussero Lucca a dotarsi di torri d’avvistamento e di fortezze di difesa. Al momento del pericolo, la torre di avvistamento interessata accendeva un fuoco che, visto dalla torre più vicina, veniva replicato fino a giungere alle vedette della città, che facevano scattare l’allarme. L’operazione si concludeva assai rapidamente sì che i Lucchesi non poterono mai essere sorpresi dal nemico. Due fortilizi si trovavano anche a Montuolo, considerato punto strategico rilevante. Abbiamo già detto del fortilizio eretto in cima alla collina (Montiolo), da cui il paese ha poi tratto il nome. Un altro fortilizio, un vero e proprio castello, fu costruito sulla vicina collina, di cui si ha notizia in un documento del 1198. Intorno ad esso, che fu chiamato Castel Passerino, sorse un piccolo borgo di contadini, in tutto dipendenti dal castello, Borgo San Bartolomeo, dotato di una chiesina con lo stesso nome.

Purtroppo, Uguccione della Faggiola, signore di Pisa, riuscì a sconfiggere Lucca nel 1314, entrò in città, ne prese possesso e comandò di abbattere tutte le torri e i fortilizi che si trovavano nel territorio lucchese. Così, mentre non resta assolutamente nulla della Torre eretta sul piccolo colle di Montuolo, pochi sassi segnano oggi il luogo dove si ergeva Castel Passerino. Come è noto, sarà il grande condottiero lucchese Castruccio Castracani, a cui Niccolò Machiavelli dedicò uno dei suoi libri più famosi, a liberare la città dalla dominazione pisana. Di Castel Passerino, nel 1545 erano ancora visibili la piazza, il muro e il fossato.
Con l’avvento di Castruccio Castracani e poi della Signoria di Paolo Guinigi (1400-1430) l’importanza strategica di Montuolo venne meno. L’invenzione della polvere da sparo e di conseguenza le nuove armi che ne derivarono, la confinarono ad un ruolo meno significativo. Montuolo1.jpg

Oggi Montuolo è un paese moderno, ormai unito alla città da una serie ininterrotta di paesi, un tempo soggetti alla sua giurisdizione. Il sagrato della chiesa e la piazzetta dove sorge l’antico Bar Cucchena sono i punti in cui la gente si ritrova a giocare e a discutere. Invasa da nuove costruzioni, mantiene ancora intatta, tuttavia, la tranquillità di un tempo e anche la bellezza del paesaggio, che mostra a sud il profilo delle sue dolci colline, tra cui la Romagna, che fu un presidio di resistenza bizantina durante l’occupazione longobarda, e a nord, poco oltre l’Ozzeri, i doppi e maestosi argini adornati da superbe alberature, dopo i quali s’incontra il fiume antico, il Serchio, ricordato da Dante, quel fiume che ha dato nei secoli molto filo da torcere ai Lucchesi. Una leggenda racconta che fu San Frediano (venuto dall’Irlanda, e si dice fosse figlio di un re), vescovo di Lucca nel VI secolo, a deviarne il corso per tenerlo lontano dalla città.
Sulla collina di Cocombola, dietro casa mia, si trovano ancora, oltre ai resti di Castel Passerino, quelli di un eremitaggio (la Cella di Pietro Rustico) le cui tracce si trovano già in documenti del 1198. Poco distante, oggi sotto il comune pisano di Ripafratta, si trova, ormai in disfacimento, ahimè, l’Eremo di Rupecava (Lupo cavo), Rupecava.jpgla cui costruzione si perde nella notte dei tempi. Si dice vi abbia soggiornato addirittura Sant’Agostino che lì iniziò a scrivere il trattato De Trinitate. Quando si arriva all’8 settembre, festa dell’Immacolata, ancora si celebra lassù, in mezzo al folto bosco di castagni, una festa antichissima. La Madonnina, scolpita nel 1326 dal famoso scultore Andrea Pisano, non più conservata nella chiesetta dell’Eremo, fatto oggetto di atti vandalici, viene appositamente condotta sul luogo proveniente dalla chiesa di San Bartolomeo di Ripafratta, dove è custodita per il resto dell’anno.
Sulla collina di Cocombola sorge anche una sorgente di acque salutifere, che ancora oggi molti vengono a prelevare dai paesi vicini con damigiane e bottiglie. Il luogo è detto Polla del Bongi, dal nome di una celebre famiglia del passato. Una leggenda vuole anche che su quelle colline si trovino le orme del paladino Orlando che, posseduto dalla follia, ne abbaccò con passi prodigiosi le cime.


Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco, il giorno e l'ora: 07.05.06 19:27

Interventi


Puó darsi che quest'estate sia per una presentazione a Pistoia, Bartolomeo,non credo sia distante, vero ? Che calma odorante e brusio di insetti, quel canneto e il torrente, credo.
Non dirmi che non é il tuo tempio della lettura.

Pubblicato da: marino magliani - 07.05.06 21:55

Pistoia dista una quarantina di chilometri, collegata a Lucca dall'autostrada.

Quando sei certo, fammi sapere. Potremmo combinare una visita a casa mia per conoscerci. Sarebbe molto bello.
La mia e-mail è: bartolomeo.dimonaco/chiocciola/tin.it

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 07.05.06 22:33

Vivi in un posto molto bello e ricco di storia,mi piacerebbe visitarlo.
Ciao e grazie per questo splendido giro d'Italia, Lucia

Pubblicato da: lucia - 07.05.06 22:52

Lucia, il paese ora è un paese normale. La storia ha lasciato pochi segni. Invece è bello l'ambiente. L'Ozzeri scorre proprio davanti casa mia, al di là della strada. Dalla finestra vedo, appena più lontano, gli argini del Serchio. Dietro ho le colline dove posso passeggiare ed estraniarmi dal mondo.

Ho descritto all'inizio del pezzo come si arriva a Montuolo da Lucca; passato il ponte, al n. 4397, c'è casa mia, è la sola villetta che, sempre provenendo da Lucca, si vede sul lato sinistro della strada. Ha dei pini e una lunga recinzione. Se capiti da queste parti non ti puoi sbagliare. Se vedi parcheggiata una Fiesta bianca, è la mia auto, segno che sono in casa. Suona il campanello ed io ti aprirò con molto piacere.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 07.05.06 23:25

è un posto ideale per estraniarsi, sei veramente carino ad aprirmi la tua porta e se passerò un giorno da quelle parti suonerò il campanello.
Un caro saluto Lucia

Pubblicato da: Lucia - 08.05.06 16:42

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Pubblicato da: Fernando - 26.02.07 02:58