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17.05.06

e la presente / e viva, e il suon di lei…

di Antonio Spadaro

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(Sono istantanee scattate al volo col cellulare nella hall dell’Hotel Art+Tech presso il Lingotto nei giorni della Fiera del Libro.
Il senso del titolo del post lo tengo per me per adesso, anche perchè voglio lasciare testo e immagine alla libera lettura di chi passerà dal nostro sito.)

Pubblicato da Tonino Pintacuda, il giorno e l'ora: 17.05.06 18:02

Interventi

la più banale che m'è venuta in mente...una balbettante giustificazione all'affermazione, spesso fondata, che ultimamente, molta della roba che si pubblica sembra sia scritta coi piedi ?

Pubblicato da: cletus - 17.05.06 18:36

secondo me l'idea della performance è buona e intelligente.
battuta discreta cletus.

Pubblicato da: mattia - 17.05.06 18:49

un moderno mago houdini, lo scrittore: (mago anch'egli dell'impossibile).
"castrato" dalla censura, esiliato o semplicemente... vuoto e vittima di se stesso.
così.


Pubblicato da: cara polvere - 17.05.06 20:15

Le foto sono inequivocabili.
Nella prima lo scrittore anela ad occupare un posto qualsiasi, purché sia davanti ad una scrivania. E’ disposto a tutto, anche a castrarsi, ossia a rinunciare ai suoi due testimoni di tutta una vita.
Nella seconda immagine, lo stesso scrittore si piega ad omaggiare il direttore di turno, a mo di inchino giapponese.
Nella terza immagine abbiamo lo sviluppo della storia. Il nostro scrittore ha appena raggiunto, dopo svariati inchini, il suo obiettivo… scrivere per un’importante casa editrice. E inizia la sua carriera di scrittore che scrive con i piedi e senza più i suoi due testimoni.

Suggerimento all’artista: io avrei tagliato di netto le mani al modello, creando così un capolavoro surrealista.

Pubblicato da: Trimalchione-artista dell'arte povera - 17.05.06 20:32

Per rianere in tema di banalità: "Volli, e sempre volli, e fortissimamente volli".

Pubblicato da: rossella - 17.05.06 20:57

Oppure no. Il discorso si svolge in altro modo. Siamo di fronte all’originalità di un discorso profondo. Le catene che legano l’uomo che aspira alla libertà insita in una macchina da scrivere. Egli si piega agli avvenimenti, ma non si spezza. Umiltà davanti alla sofferenza. Pur di non tacere, il povero cristo si spoglia degli ideali calzati fino allora e scrive con tutta la pianta dei suoi pensieri il simbolo della libertà.
W l’arte, W la repubblica..

Pubblicato da: Trimalchione-artista dell'arte povera - 17.05.06 21:47

http://www.lattuadastudio.it/Artisti/Schwarzkogler/schwarzkoglerx.htm

per il signor signor trimalchione che vuole diventare un performer...:-)))

paola

Pubblicato da: cara polvere - 18.05.06 10:54