« I lavoratori delle Librerie Feltrinelli | Main | Vibrisse di carta?, 3 / Bollettino, Portalino, Rivista »

03.05.06

Orpo! Avercene di tronchetti così!

di Angela Scarparo

roma_arcobaleno.jpg D'ora in poi non crederò più a Ghezzi, Muraro, Cacciari, Dominjanni. A Marramao e a Scalfari diciamo che non ho mai creduto molto. Diciamo così, va. Peccato. Molti di loro li amavo. Amavo Muraro, Cacciari, Ghezzi. Dominjanni no. Non la amo da quanto, tanti anni fa, nella redazione de Il Manifesto si è messa a gridare come solo certe donne meridionali sanno fare, "Se stai qui è perché conosci Franco Pipernooooo!". Non avevo voglia di risponderle.

Ero sì, l' amica di Piperno, ma ero troppo inesperta e esaurita anche solo per dirglielo. Ero troppo inesperta e esaurita (cose entrambe che poi mi hanno favorito nel tempo), sì, se no avrei dovuto chiederle, "E tu perchè stai qui, scusa?". Da quando una comincia a scrivere su un giornale perché si presenta da sola un giorno in una redazione, portando con sè il suo articoletto? Deve essere una pazza. Be' in realtà a me - essendo pazza - è capitato.
In ben due casi (ma non è di questo che voglio parlare) mi è capitato, ma di solito funziona così. Ti presentano. Funziona così nel senso che nessuno ci vede niente di male, se vieni presentata da un amico in una redazione e poi ti ci metti a lavorare. Certo, il massimo sarebbe poter lavorare senza dover essere presentata e senza dover andare a bussare. Ma si sa, siamo in Italia.

Bon. Scusate se parlo dei fatti miei, ma lo faccio proprio perchè non ho e non voglio avere una doppia morale. La doppia morale è quella per cui, per esempio, dici peste e corna di Telecom (per informarvi su Tronchetto e i suo affari, leggete L'affare Telecom) quando si tratta di scrivere dotti articoli sul capitalismo italiano, o quando devi rilasciare dotte dichiarazioni sul perché l'Italia vada a scatafascio, o e poi te ne vieni dalla gioia appena Telecom dà due soldi per un convegno, e naturalmente urli che "Sì, ci sono! Ci siamo!". Dunque il convegno è quello intitolato Primo festival di Filosofia promosso dal Comune di Roma, dalla Fondazione Musica per Roma e dal "Progetto Italia" Telecom (non ci taglieggia già abbastanza con le tariffe? che cacchio altro sta progettando il Tronchetto?). Ora, non è difficile dire peste e corna di Tronchetti Provera. L'hanno detto in molti: è un mago delle scatole cinesi - un meccanismo da furbetti dei quartierino per cui possiedi 30 azioni e controlli le 3000 di azionisti meno consapevoli e soprattutto e meno furbetti di te. Oppure dicono altri, fra cui anche qualcuno che partecipa ai convegni: non è che nel caso di Tronchetti Provera pure (oltre che nel caso di Berlusconi) potrebbe profilarsi il caso di un conflitto di interessi? Studiamolo, il Tronchetto. E giù articoli dotti. Oppure anche: è per caso Tronchetti Provera uno di quei capitalisti all'italiana che invece di reinvestire adeguatamente i suoi capitali taglieggia i cittadini facendo l'esattore d'imposte sui telefoni, e soprattutto, favorisce il precariato contro cui un giorno sì e uno si disperano molti di quelli che partecipano ai convegni? Tutte cosette così.

Ora, io mi faccio due domande. La prima: perché allora abbiamo cercato di cacciare Berlusconi? E' evidente che finchè vigeranno le doppie morali i Berlusconi (e forse anche giustamente, nel senso che ce li meritiamo ce li troveremo sempre tra i piedi) si rinnoveranno in Italia come i tronchetti della felicità fanno se tenuti nel posto giusto. La seconda: c'è davvero bisogno di assuefarsi a stare alla corte di qualsiasivoglia Re (io ammetto solo The King, ma non faccio testo, mi troverete fra tre anni sotto Ponte Sisto, intenta a compilare solitarie rime...) per organizzare un convegno per cui (certo, non prendendo gettoni di presenza) c'è bisogno sì e no di mille euro?

P.S. Massimo, stai all'erta! Mi risulta che Tronchetti Provera non sia distantissimo dall'agenzia immobiliare Pirelli. E mi risulta pure che abbia con il buon Veltrons un rapporto privilegiato. Quando dà i soldi per i concerti di Elton John (e quello giustamente viene, perché non sa chi siano, nè Veltrons nè Tronchetto) si mettono entrambi (Veltrons e Tronchetto, con mogli) in prima fila. Che dici, lo possiamo mettere fra uno di quelli che non vive a Roma, ma è uno dei proprietari virtuali di Roma? Anche grazie a Veltrons certo. Domanda: ma allora perché non glieli fa pagare molto di più i suoi possedimenti, il Veltrons? Perché non gliene chiede di più (e soprattutto perché non fa sì che tutti possano usufruirne almeno?) di sponsorizzazioni? Se Medioevo deve essere che Medioevo sia! Ma barbaro sul serio però. Almeno ci divertiamo!

P.S. (2) Avete visto, a che serve la lista Romarcobaleno? Per esempio a segnalare l' impudica amicizia fra Veltrons e Tronchetto. Vi pare poco? Avercene di tronchetti bel piantati nel territorio come noi!

Pubblicato da Angela Scarparo, il giorno e l'ora: 03.05.06 11:30

Interventi

Ora devo andare alla Scuola elementare di Montuolo, nella classe del mio nipotino Lorenzo. La maestra mi ha chiamato a raccontare la storia della rondine, Celeste, che ho allevato da piccola e ho fatto volare. Era l'anno 2000, tanto tempo fa!
Poi nel tardo pomeriggio, torno e ti leggo, battagliera come sei:-)
Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 03.05.06 14:16

Cara Angela, (siamo passati al tu, visto ?) volevo farti questa domanda. Tu usi e disponi delle chiavi di Vibrisse e pubblichi a tuo piacimento, loghi di organismi che si presentano alle prossime elezioni comunali di Roma, nonché altre tue considerazioni ed invettive di cui, ovviamente, ti assumi tutte le responsabilità, e dando per scontato che sia questa, di vibrisse, sia una sede adatta per tali esternazioni. Bene.
La domanda che voglio porti è questa: domani mattina, sempre qui, su Vibrisse, a firma di qualcuno che, anche lui, si assume tutte le sue responsabilità, appare un articolo dal tono e dal contenuto dichiaratamente negazionista. Tu che fai ? Cominci a fare i distinguo ? tipo…"ehi, ma questo sta negando uno sterminio, io parlo solo di politica e denuncio il malaffare del municipio". Ipotesi due, ti incazzi come un furetto (posto che abbiano tale capacità) e mandi due righe sdegnate al "dominus" ? Ipotesi tre, affetti tutto il savoir faire di cui disponi ed in nome di una reciproca libertà d'espressione, tralasci addirittura di commentare, preferendo lo sdegnato silenzio all'invettiva più tagliente. Ecco, per puro amore del paradosso, questa domanda è per provare a chiederti, ma intimamente guarda, che cosa continui a fare a pubblicare ste cose qui ?

Pubblicato da: cletus - 03.05.06 14:18

Le pubblico perché tanto fra 5 o 50 anni come molti di noi sarà morta. E' una prospettiva probabile, no? Allora, che si affannano a fare a leccare il culo in qua e in là, mi chiedo? E dopo scrivo. sulla base di questo minimo e fesso (come tutto ciò che invita a scrivere) presupposto. E' una prospettiva plausibile per una che voglia fare (ammesso che io ci riesca) la scrittrice, no? Almeno penso, mi sarò un po' divertita, mi dico. Poco? Molto? Che ne so? Siccome mi diverto solo quando non sono costretta a fingere, (cercando di informarmi, laddove posso, cercando di studiare che è un'altra cosa che mi diverte) cerco di (soprav)vivere non leccando il culo (Bart scusa!), e non raccontando(mi) frottole. Tutto qua. E'una scommessa che una pazza fa con se stessa, praticamente. E che un pazzo come Giulio Mozzi, (il perché chiedilo a lui) supporta. Non lo so. Basta?

Pubblicato da: angela scarparo - 03.05.06 14:32

Angela, sono tornato e ti leggo. Devo dire che Cletus dice cose ragionevoli, su cui non ci piove. Ma, ma... Tu sei una polemista speciale, secondo me, ed è come se portassi qui su vibrisse una Roma martoriata dal capitale e dalla politica (di ogni colore). Ci porti fatti che potrebbero essere raccolti da qualcuno (perché non lo fai tu?) per testimoniare il degrado di una convivenza che non è più civile ma scompone in classi la società: tra coloro che hanno il diritto di fare e disfare perché autorizzati dal denaro e dal potere (tanto economico che politico) e coloro che vivono solo di ideali e devono tutti i giorni battere la testa in un mare di delusioni. Lottare tutti i giorni per vivere dignitosamente. E quasi sempre non si riesce a raccogliere altro che rabbia e indignazione.
Non mollare!
Quando incontri Veltroni, dàgli un calcione per me:-)

Un'altra cosa sarebbe se ti mettesi a fare propaganda elettorale...

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 03.05.06 18:42

Bart, scusa il ritardo, ma stavo pulendo la moquette. Visto che a te piacciono i particolari casalinghi. Una cosa: scusa sono un po' tonta, non ho capito. Mi devo mettere a fare propaganda elettorale? O ti offenderesti se lo facessi?

Un'altra cosa: mi dispiace che le mie descrizioni diano idea di una città martoriata. Non è così. E' una città allegrona, Roma. Non martoriata. Una città solare in cui tutti solarmente e allegramente fanno, senza indugio e continuamente ottomilacinquecento compromessi. ma non cagatine. No. Cose tipo: sono persone di sinistra, ma lavorano fisse con gente di destra. non è moralismo. boh. se solo imparassi come si fa la smetterei di parlarne, diciamo così. Una città in cui tutti (e in questo senso, li capisco. io prendo gli autobus), appena 'smettono di prendere l'autobus' (lo uso come sinonimo di un miglioramento economico) hanno una sola paura: di dover ricominciare a prenderlo.

Roma è una città in cui i (giovani e vecchi) scrittori e scrittrici parlano di periferie senza andarci mai. E vanno ai convegni che gli 'scherani' - detto affettusaoemnte, eh? - di Veltrons organizzano apposta sulle periferie, sparando luoghi comuni, quando non vere e proprie cazzate, a raffica. ma non perchè siano scrittori stupidi, solo perchè sono bambinoni. come fai a parlare di una cosa che non conosci, se non la conosci?

Insomma no. E' una citta bella, perchè se non altro ti svela subito le sue contraddizioni. Tipo: ti piacciono le periferie? Se non ci vai e spari cazzate, poi, per quelli delle periferie non solo tu non esiti, ma se stanno in sala se non ti fischiano poco ci manca. Sicuramente, se hai un po' di senso critico, ti fanno vergognare di esserci andato. Oppure dici che ti piacciono i centri sociali e poi non ci vai? Quando ci vai per presentare un libro anche se cerchi simpatia e compllicità, giustamente nessuno te se fila de pezza. insomma, una città così. Una città in cui se tu dici che sei di sinistra e parli e fai cose di sinistra (non perché sei virtuosa, ma perché non ne sai fare altre, tipo scrivere su giornali di destra, girare con il macchinone, frequentare posti orrendi da ricchi e ricconi) prima o poi ti sentirai dire che 1. te lo puoi permettere e 2. sei una che se la tira. ma è anche una città in cui il cielo non ha mai (quasi ami) il colore della cacca di colobino. come è per esempio, a milano, dove ho vissuto.

Pubblicato da: angela scarparo - 03.05.06 19:14

Nulla da dire su quella bellezza di Roma che ancora resiste. Ma son convinto che è martoriata. Dovevate fare sindaco il grande Albertone. Oggi sarebbe stata assai più godibile.

Comunque, ripeto: non mollare!

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 03.05.06 20:20

L'altra notte, a Roma, qualcuno non ha dormito. Almeno credo. Non dev'esser facile prendere sonno dopo aver ucciso e tagliato la testa ad una donna dell'apparente età di 35 anni. Oppure no, magari invece, ha dormito proprio e della grossa. Sta di fatto che stamattina, e non vorrei esser stato in nessun modo nei suoi panni, un benzinaio, che presumo si sia alzato normale, dopo una nottata mediamente riposante, fatto una frugale colazione, ripromettendosi, se del caso, di integrarla con qualcos'altro, nel corso della mattinata, presa la sua macchina, oppure no, fatti i due passi a piedi nell'aria ancora fresca, ma luminosa di questi primi giorni di maggio, magari salutando l'edicolante, che so, il barista all'angolo, o il semplice netturbino, insomma, costui, poveraccio, andando ad aprire la sua benedetta pompa di benzina ha rinvenuto prima una testa mozzata e successivamente il corpo di una donna. Nei Tg dell'ora di pranzo, nazionali e non, hanno dato la notizia con particolare risalto.
Ora, non so se è l'arte dei media quella di enfatizzare fatti del genere. Sono anche consapevole dell'effetto "narcosi" che l'esposizione mediatica comporta, dove dietro voglio vederci l'esorcizzazione di cotanta violenza quasi a rendercela poi inoffensiva, immune, relegata nel confine innocuo della spettacolarizzazione.
Quello che so, che un fatto del genere mi porta a considerare, è che vivendoci, in questa città, un fatto del genere non lo trovo affatto anormale. Mi spiego: non ho elementi per disegnare un profilo psicologico dell'autore (o autrice ?) di un fatto come questo. Me ne guardo bene. Quello su cui mi soffermo a pensare, come un tarlo, uno di quei pezzettini di polpa di mela che ti si pianta fra i premolari e non ti molla, fintanto che non riesci con un abile colpo di lingua a liberartene, è che cazzo ci deve avere in testa uno/una per fare una cosa del genere. Deve averlo trovato normale ? E cosa può averlo portato a ritenerlo normale ? L'esposizione televisiva delle esecuzioni irachene ? Via, da noi non è (almeno, vado a memoria e suscettibile di sbagliare) cosi frequente rinvenire gente decapitata in giro. Il fatto rischia di poterlo diventare (normale et frequente) che deve far riflettere. Assorbiamo tutto. Con l'orrore e la morte poi, abbiamo un flirt non risolto.
Cose di questo tipo sono il punto di non ritorno, il territorio ultimo nel quale spingere la nostra fantasia assetata di sensazionalismo, abilmente educata al sensazionalismo. Fagocitiamo tutto, e dalle prime pagine dei giornali, se andrà bene, anche questa notizia seguirà la sorte delle altre, finendo relegata via via in brevi di cronaca. Trafiletti. Nulla di più.
Mi tortura ancora l'idea che l'autore, l'autrice, sia uno/a che possa deambulare tranquillamente in mezzo agli altri. Magari persona irreprensibile, benvoluta dai vicini, genitore esemplare e via col vento del "io lo conoscevo bene…." Come abbiamo sentito dire tante volte da quella gente senza volto che si materializza di colpo davanti alla possibilita' di passare alla cronaca, davanti alle telecamere digitali della prima troupe sensazionalistica capitata sul posto. Per grande che possa essere il rancore, l'odio, un atto del genere, (e per favore basta con le frasette di rito abusate…tipo …"d'inusitata barbarie" o "efferato delitto"), denota uno spregio che va al di la. E' questo che spaventa. La sezionatura di un corpo, e nemmeno di una parte a caso, che so, un arto, un organo sessuale, no proprio la parte che ci connota inconfondibilmente per ciò che siamo, ognuno di noi, la summa della propria individualità. Staccarla, ricorrendo ad una lama (come pare sia stata trovata nei pressi della scene-crime), magari mentre la vittima, rantolando, implorava tentando di difendersi con le mani da tanta rabbia omicida (le ferite rinvenute fra le dita sono li a dimostrarla, questa strenua, inutile difesa, da tanta ferocia). Ecco, chiunque sia stato, questo/a novello Dottor Jackill dovrà aver avuto i suoi problemi a prendere sonno stanotte. A noi, che attoniti registriamo la notizia, chiederci in quale benedetto humus culturale sia possibile sviluppare questa indifferenza, questa facilità da videogioco, sicuramente non gratuita (intendendo qui voler riconoscere uno straccio di motivazione reale: un amante rifiutato ? uno sgarro nell'ambiente della malavita ?). Sarà un bel rompicapo per coloro che si troveranno ad indagare, per tentare di risalire al colpevole. Quello che ci rimane, di una storia cosi, è la sensazione, spiacevole, che il rischio che ci diventi familiare (quest'esposizione acquiescente, dettata da scenari urbani e soggettivi degradati) la brutalità. Un rovescio della medaglia, uno specchio maledetto, nel quale abbiamo un terrore fottuto di gettare lo sguardo. Per capire, davvero.

Pubblicato da: cletus - 03.05.06 23:50