« Giro d'Italia con vibrisse: Una scappatella fra i segreti di Mantova | Main | Pentesilea, Von Kleist e la donna come malattia della società »

30.05.06

Ah, la miserabile realtà!

di Georg Büchner

CAMILLE: Ve lo dico io, se non trovano tutto riprodotto in copie rabberciate, disperso in teatri, concerti e mostre d'arte, non hanno né occhi per vedere, né orecchie per sentire. Se uno si intaglia una marionetta da cui si vede pendere il filo che la tira e le cui giunture a ogni passo scricchiolano in versi giambici di cinque piedi, che carattere, che coerenza! Se uno prende un sentimentuccio, una sentenza, un concetto, e gli mette giacca e calzoni, gli fa mani e piedi, gli pittura la faccia e lascia che quell'affare si dimeni per tre atti finchè da ultimo o si sposa o si spara - un ideale! Se uno strimpella un'aria d'opera che riproduce gli alti e bassi dell'animo umano come una pipa di terracotta piena d'acqua e fa il verso all'usignolo - ah, l'arte!
Spostate la gente dal teatro alla strada: ah, la miserabile realtà!

Essi dimenticano il loro Signore per i suoi cattivi copisti. Della creazione che intorno e dentro di loro si rigenera ad ogni istante, ardente, spumeggiante e luminosa, non sentono né vedono nulla. Vanno a teatro, leggono poesie e romanzi, ne imitano le smorfie con le loro facce, e delle creature di Dio dicono, come sono banali!
I Greci sapevano quel che dicevano quando raccontavano che la statua di Pigmalione si era animata ma non aveva avuto figli.

DANTON: E gli artisti trattano la natura come David, il quale in settembre disegnava a sangue freddo gli assassinati mentre venivano buttati dalla prigione alla strada, e diceva: colgo gli ultimi sussulti di vita in questi scellerati. (Danton viene chiamato fuori.)

CAMILLE: Che mi dici, Lucile?

LUCILE: Niente, mi piace tanto vederti parlare.

CAMILLE: Mi senti anche?

LUCILE: Ma certo!

CAMILLE: Ho ragione? Hai capito che cosa ho detto?

LUCILE: No, veramente no. (Rientra Danton.)

Georg Büchner, La morte di Danton in ID., Opere, Mondadori, Milano 1999, p. 40

Pubblicato da Tonino Pintacuda, il giorno e l'ora: 30.05.06 18:26

Interventi

No, veramente non l'ho capito 'sto messaggio.
C'est la vie!

g.

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 30.05.06 19:39

da questo testo Paul Celan iniziò la sua dichiarazione di poetica "Il meridiano", un analisi completa la trovate qui: http://asterione.org/monografie.php?id=9

Pubblicato da: tonino pintacuda - 31.05.06 15:31

Pubblica un intervento




Vuoi che mi ricordi di te?