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14.04.06

Le sue storie da una botta e via ovvero sia Peccato non esserci stati

Mio padre aveva messo incinta mia madre sei volte e ogni volta lei aveva deciso di tenere il bambino. Sia io che i miei fratelli avevamo quindi ben chiaro che fra i nostri genitori una certa attrazione c'era.

Chelsea Handler non è una scrittrice e questo raccolta di racconti non se la gioca, per dire, con Alice Munro o John Berger o nessun altro del genere. E' una comica americana, fa tivù e monologhi da schiantarsi per le risate e, come dice l'autorevole Jay Leno , it's a terrific comedian and a hilarious writer. Ora, non è che in Italia manchino i libri scritti da donne con pretese comiche: quelli di Luciana Littizzetto, per dire, sono pubblicati da Mondadori e rimangono per mesi dei best seller. Ci sono però un paio di differenze per cui Handler è meglio di Littizzetto:
1) Handler è una bionda sfavillante di 31 anni, Littizzetto ne ha 42 e non sfavilla se non per il suo fidanzato o marito;
2) Handler fa ridere scherzando pesante, Littizzetto fa ridere quando dice le parolacce;
3) Handler ha il passo della sceneggiatrice che non è, infila una battuta dietro l'altra e ha il gusto del paradosso non triviale, che è invece sale e pepe della comicità littizzettesca;
4) Handler vive a L.A., California, Littizzetto a Torino, Piemonte.
Questa quindicina di racconti, ben tradotti dalla formidabile coppia Anna Maria Biavasco-Valentina Guani hanno purtroppo destato qualche perplessità nella sublime, ancora fascinosissima Giovanna Zucconi, che così ne ha scritto: "alla fine sembra pentirsi di tanta intraprendenza, ma mentre è nel pieno esercizio delle sue facoltà erotiche, assomiglia alla lontana a una David Sedaris in versione puttanesca e spensierata". Ora, Sedaris non piace a Sofri e il primo a parlarne in Italia fu Giuseppe Genna: un motivo buono per leggerlo e uno per starne alla larga. Se non che, poi, pregiudizi a parte, è un altro che fa ridere, e parecchio. La domanda può essere: ma che hanno da ridere gli americani? E che si ha da ridere qui in Italia? Niente, ma se l'alternativa è piangere, allora meglio di sicuro ridere, non importa se della grossa o in che altra modalità.
(Chelsea Handler, Le mie storie da una botta e via, Milano, Mondadori, 2006, pagg. 214, 15 euro)

Pubblicato da , il giorno e l'ora: 14.04.06 11:49

Interventi

Giovà, non mi è chiaro.
O meglio, mi è chiaro che la Littizzetto è la tua scrittrice preferita (ti farò mandare un caravan di suo libri direttamente a casa, ho agganci in mondadori, e non ringraziarmi) mentre non sei convinto di Sedaris e della Handler, giusto?
Ah poi Giuseppe Genna ti ringrazia per averlo scelto come buon motivo e Sofri ti querelerà presto. Giusto?

Pubblicato da: Raffi - 14.04.06 12:05

meglio ridere che piangere, sì.

meglio ricco e sano che povero e malato, sì.

e che il dio dei liguri porti il sole a pasqua

Pubblicato da: eiochemipensavo - 14.04.06 13:51

giovanni non centra niente, ma ho comperato la capria. e fatico a smettere.

invece venendo al dunque questo, di cui parli nel posto, è uno di quei libri che mi danno semplicemente fastidio, mi provocano prurito. ecco

d.

Pubblicato da: demetrio - 14.04.06 14:11

Ok, Giovanni: leggerò la Handler. Ma spero che non rimanga di nuovo fregato. La scorsa settimana ho speso 25 euro per due libri di Alan Warner, scozzese naturalizzato irlandese di cui avevo letto un racconto in British Blend, e ho trovato entrambi orripilanti, non ho riso mai, mi son chiesto come mai Guanda pubblichi questa robaccia e i critici inglesi cataloghino Warner fra "i migliori romanzieri della sua generazione". Anche l'ultimo Hornby, tanto per restare in tema: fermi là, non compratelo, adottate un bambino, piuttosto che spendere 15.50 euro: "Non buttiamoci giù" è una cagata immonda.

Pubblicato da: Livio Romano - 14.04.06 18:59

Raffi, avrei detto il contrario: trovo indigeribile Littizzetto, adorabile o meglio ripassabile (nel suo senso, cioè quello della botta e via, se appena si potesse) la Handler.
Livio, Handler è più divertente sia di Warner (ci vuol niente) sia di Hornby (ci vuole anche meno). Dopo di che, la scrittura e la letteratura stanno altrove, ma non è che uno possa vivere alla ricerca di quelle, come servissero sul serio a qualcosa.
Eio: speriamo piova ovunque. La terra è arida e senz'acqua, come nell'Antico Testamento.

Pubblicato da: giovanni - 14.04.06 21:42

Povera la mia ironia troppo sottile per essere compresa...
So che detesti la Littizzetto dapprima di questo post. Ironizzavo, appunto.

Pubblicato da: Raffi - 15.04.06 14:34

Ironia sottile quanto l'autrice dell'ironia medesima. Néanmoins, buona Pasqua, anche a questo post andato miseramente disèrto, vero.

Pubblicato da: giovanni - 16.04.06 07:17

più che di attrazione mi sembra che nella citazione l'autrice avrebbe dovuto parlare di attrito, ma credo che questo sarebbe stato più linguaggio da littizzetto....

Pubblicato da: olandesina - 17.04.06 10:18

Touché, Olandesina, gradita new entry di questo già molto e molto ben affollato wine bar (un tempo: vineria). Littizzetto dichiara tutto quello cui Handler, forte di un personale da urlo, può permettersi di sottintendere ed/od fingere, per converso, di urlare. Riconsiglio il suo librino nella misura in cui non è d'impegno epperò non è manco una totale perdita di tempo.

Pubblicato da: giovanni - 17.04.06 13:38

la littizzetto non fa ridere.
meglio milani.

Pubblicato da: diderot - 17.04.06 18:28

la littizzetto non fa ridere.
meglio milani.

Pubblicato da: diderot - 17.04.06 18:30

Milani nel senso della venerabile Milena Milani? Perché le patrie lettere sembrano averla dimenticata, salvo pelosissimi e irrilevanti premi e premiucci, tipo l'Oscar di Albisola (sic!) del 2004? "La ragazza di nome Giulio", Milano, Longanesi, 1964 è stata ristampata or non è molto da Es, senza che quasi nessuno s'accorgesse di quanto precorreva ogni sorta di Melisse e altri oggetti non identificati del genere: e con quanta più forza, poi.

Pubblicato da: giovanni - 17.04.06 20:13

maurizio milani.

Pubblicato da: diderot - 17.04.06 20:22

Carissimo Giovanni,
mi hai quasi letto nel pensiero!
Pensa, proprio nelle scorse settimane avevo riflettuto a lungo se comprare o meno la versione italiana di "My horizontal life" della Handler, dopo aver sfogliato a lungo il volume tra le varie librerie di Ventimiglia, e soprattutto dopo essermi fatto un esame delle foto (ufficiali e non) di costei.
Consultando anche il suo official web site, scopro con piacere che il prossimo 21 aprile debutterà su E! il "Chelsea Handler show".
Evviva!
Spero tanto che venga presto proposto anche in Italia, con i sottotitoli, come già avviene per Leno e Lettermann. Almeno avremo un'alternativa al Littizzetto show della domenica sera su Raitre!

Pubblicato da: Achille Maccapani - 17.04.06 20:49

Post scriptum: per chi non lo sapesse, E! è un canale di gossip e spettacolo contenuto nel pacchetto "Mondo Sky". Divertenti, ad esempio, sono i reportage dell'attrice Tara Reid ("American Pie") nei luoghi di vacanza e divertimento tra Saint Tropez, Montecarlo e la Sardegna di Costantino...

Pubblicato da: Achille Maccapani - 17.04.06 21:12

Achille, la sola cosa che mi addolora nella ricezione italiana di questo libro è che sia spiaciuto alla Danae delle patrie lettere, la divina Giovanna Zucconi. O forse non le è davvero spiaciuta, a lei che è in realtà una principessa von Thurn und Taxis rediviva; ma solo l'ha lasciata indifferente. Peccato. Non sai di che cuore (o lo sai) mi piacerebbe conversarne con lei.

Pubblicato da: giovanni - 18.04.06 06:47

Così, magari ok non c'entra molto con la Handler, però voi giocherelloni della letteratura avete mai letto le vignette di Shrigley (adesso in volume, escono sul Guardian). E mi sto rosicchiando il cervello per ricordarmi come si chiama quell'altro tizio tipo pakistano che alla tv inglese fa il fondamentalista turkmeno che intervista e imbarazza i teocon, oppure il rapper, oppure -delizia!- lo stilista frocione... vi risuluta che qualche tv italiana l'abbia mai mandato, magari sototitolato?

Pubblicato da: Livio Romano - 19.04.06 00:51

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