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26.04.06

Il motivetto politico di quelli(e) che abitano: racconti.

di Angela Scarparo

roma_arcobaleno.jpgOggi, alle 18 alla Casa Internazionale delle Donne, a Roma, a via della Lungara 19, un gruppo di persone (coordinate dagli interventi di Edda Billi, Gaija Cenciarelli, Silvia Macchi, mio e di Monica Soldano) si incontrerà e parlerà di abitare. Ne parlerà riferendosi alla letteratura. Un esempio: se la Roma di venti, venticinque, anni fa somigliava a una grande capitale europea, mettiamo Londra, degli stessi anni; se le persone pensavano alla città in termini di autorecupero e di convivenza giovanile come percorso di crescita, non come fenomeno forzato; se la vita vi si svolgeva quasi come in un romanzo di Iris Murdoch (Under the net, nello specifico), con le sue leggerezze e le sue imprevedbilità; se c'era la possibilità di fare l'equo canone (ohi, che devo 'ffa, ve lo giuro: ho amato la parole equo canone, il suo suono, più di qualsiasi amante, perchè a lui era legata la mia sopravvivenza, non a quella dell'amante, e senza colpa per l'amante; e forse solo la bellezza di un'altra parola, quale consultorio eguaglia nella mia testa l'altra, come potenza di suono e di ricordi, la prima) e di autoridursi l'affitto (oltre alla possibilità, che se una voleva esercitava, se no, no, di denunciare il padrone esoso) oggi, Roma, per quanto riguarda l'abitare somiglia a una grande città russa, all'epoca degli zar: convivenze forzate, prezzi inaccessibili, persone per strada.

Donne con in testa le coperte, davanti a un fuoco, con in braccio un bambino, qui come altrove, non sono scene da romanzo, quando fa freddo. E' impossibile dire che nelle nostre vite ci sia stato un miglioramento. Eppure, non è dalle accuse, dalle cause, che si vuole specificatamente partire. Consideriamo importante la prospettiva di lettura dei femnomeni, più che le singole cause. Per aiutarci a capire il fenomeno sempre complesso del qui-e-ora vorremmo poter usare i romanzi e i racconti che amiamo, o che abbiamo amato. La letteratura, gli spazi che ci offrono le sue piazze inventate, eppure ferme lì nella nostra memoria, i suoi appartamenti inesistenti, eppure veri e indimenticabili, le sue persone mai nate e però reali, vere, ci fanno essere più consapevoli, più pronti, più preparati. Ci aiutano a chiedere, a migliorare i nostri bisogni, i nostri obbiettivi. Ci migliorano la consapevolezza, ci alleggeriscono dal peso del quotidiano. La letteratura come prospettiva politica radicale, quindi. Una prospettiva, quella letteraria, che nasce dal buio delle ossessioni, dal nulla (e ogni lettore lo sa), un modo di essere che si fa strada a poco a poco. A poco a poco trova vita propria. Una prospettiva, quella letteraria, che in questo suo creare senza avere niente con sé, se non un desiderio incessante di continuare a esserci, sembra invitare ognuno di noi, a imitarla. Se il movimento rivoluzionario (ogni storia che prima non c'era e poi esiste, è una piccola rivoluzione) che ogni racconto compie per l'immaginario, se questo movimneto apparentemente inutile eppure così forte, così importante, sarà imitato da noi, sarà preso come riferimento per le nostre esistenze, tante piccole rivoluzioni (per l'abitare, come per il lavoro, per la vita in comune come per la consapevolezza individuale) saranno possibili anche per noi.

Pubblicato da Angela Scarparo, il giorno e l'ora: 26.04.06 13:33

Interventi

L'abitare è legato sicuramente più a fattori economici che non letterari.
Mi viene in mente l'abitare nei racconti di Katrin Mansfield,un abitare un po' estraneo
forse c'è un racconto dove proprio si parla di un appartamento,devo rileggerli

Pubblicato da: Vilma Viora - 26.04.06 15:43

Certo Vilma sono d'accordo con te. L'abitare è più legato a fattori economici che non letterari, ma la nostra lotta (le nostre lotte) per affermare e distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato (come intendono farci abitare? che possibilità abbiamo coi nostri stipendi di abitare civilmente?) è più legata all'immaginazione che all'economia. che parole trovo, che modi, che efficacia posso e cerco di dare alle mie parole? e anche, come voglio abitare? (non solo un tetto sulla testa) sono tutte domande, per rispondere alle quali devo far ricorso all'immaginazione. e se lo faccio (anche) attraverso i libri, non è meglio? che dici? la mansfield per esempio, quel suo girovagare di pensione in pensione, che la rende libera e soggetta al tempo stesso.

Pubblicato da: angela scarparo - 26.04.06 16:46

O queste sue, sempre la Mansfiedl, proprietarie (Felicità) di case che in realtà più che donne che hanno, sono vittime delle case che abitano, vittime come sono anche delle morali degli uomini con cui stanno. Per carità. Può valere anche per gli uomini. Billy Budd. E' un caso che la suprema e ingiusta sopraffazione ai danni di Billy si compia su una nave? Forse è un caso.

Pubblicato da: angela scarparo - 26.04.06 16:48

"...oggi, Roma, per quanto riguarda l'abitare somiglia a una grande città russa, all'epoca degli zar: convivenze forzate, prezzi inaccessibili, persone per strada.". Domanda: E hai anche intenzione di ridargli il tuo voto ? (per la cronaca, e per i non romani, è dal '75 che governano, le cosidette giunte-rosse). Chiedi al tuo sindaco, cosi contiguo alla narrativa, se ha mai letto "Under the net". A fronte di quanto racconti, ci sarebbe da credere che al massimo abbia trovato il tempo (fra l'inagurazione di una Casa del chachacha e l'altra) per leggere un più consono "Under the wc-net".

Pubblicato da: cletus - 26.04.06 21:53

No, Cletus, che lo devo dare ad Alemanno? alemanno che dice che i centri sociali seminano violenza in città? almeno veltrons (che sia per furbizia o meno) coi centri sociali ci dialoga. e anche in questo, oltre che per la casa, direi che a Milano stanno messi peggio, (visto che il tempo è pure 'na cacca di colombino) per non parlare di Como. Così tanto per dire. Poi under the wc net può anche essere bellina come battita, ma tu sei sempre il solito. mi fai dire tranquillamente delle cose di sinistra? visto che tu spari solo cose di destra?

Pubblicato da: angela scarparo - 27.04.06 00:58

Ragazzi, si dice "de destra" o "de sinistra", siamo moderni o no? Comunque, cara Angela, tiro un sospiro di sollievo, perché dai tuoi articoli e racconti e pamphlet sul PRG, e gli attacchi alla giunta ecc, mi era venuto il dubbio atroce che fossi salita sul carro funebre di Alemanno.

Pubblicato da: Baldrus - 27.04.06 09:50

Cletus carissimo e sodale in progetti presenti e spero futuri,
rompo il silenzio che mi ero imposto sulle faccende di bassa o alta politicanza, per ricordare a te e al mondo non-romano che tra il sindaco del 1975 (il prof. Giulio Carlo Argan - o tempora! -) e l'attuale Water (visto che siamo in tema di battute parascatologiche) vi sono state le luminose e illuminate parentesi di Signorello Sig. Nicola, Giubilo sig. Pietro (non Gianfranco, il simpatico giornalista sportivo) al quale fece seguito il commissario ad acta Barbato che ne prese forzosamente il posto giacché il suddetto ebbe a dimettersi per non ricordo più quali scandali), Carraro dott. Franco (pentapartito, già presidente di Milan e CONI),un nuovo commissario prefettizio, nella persona di Voci dott. Alessandro.
Questi soggetti verranno ricordati in modo imperituro per aver tentato in ogni modo di rinverdire gli antichi fasti dei governi capitolini dei vari Rebecchini, Darida e compagnia cantante.
(qui la coronologia completa: http://www.cronologia.it/mondo15d.htm)
I miei rispetti
Ezio

Pubblicato da: Ezio - 27.04.06 09:53

Baldrus, ma te lo ricordi il ruolo della sinistra extraparlamentare? Non foss'altro che per poter rinverdire, e rinnovare questo termine - anche lui a me altamente caro - che sono (siamo, anzi. tutti gli altri non li vedi, sai no, perché ho appena parlato di fantasmi, letteratura, buio, ossessioni, rivoluzioni, perversioni, ma qua c'è gente che ha militato nella Rivolzuione Francese per età e per gradi) ancora qui. Che voi dì fijo bello la sinistra extraparlamentare era de destra? No, vero?

Pubblicato da: angela scarparo - 27.04.06 10:34

Per la verità avrei voluto farvi il resoconto della giornata di ieri: ma sono un po' in difficoltà. Come è spesso nei posti di donne (qualcuno dice che sia una sfortuna, per me è il contrario, anche se relatrice ero io, non vedo la scomodità), quella che doveva essere una discussione in qualche modo preparata, sull'abitare, e bla bla, si è trasformata in un'assemblea su una signora (cattolica) amante delle buone maniere e abbastanza ipocrita su fecondazione assitita e altro, e i suoi rapporti col Veltrons. Cioè, diceva Edda Billi, è giusto che il signor Veltrons faccia uscire sul suo bollettino pubblicitario (La Repubblica) le dichiarazioni di appoggio della bunueliana signora alla sua lista? (questo era successo) A noi che mazza ce ne frega? Questo gridava Edda alle 18 e 30 mostrando alla platea i ritagli del pubblicitario giornale. Da lì si è scatenata una sarabanda di interventi. Io ho moderato, tirando fuori un'anima da Madre Superiora (vedi Sister Act) che non mi conoscevo ma che mi ha dato gran gusto. (Credo di avere una carriera vera a disposizione, altro che recensioni e cazzate varie. potere! chiesa!) Non ho detto una beata mazza di tutto quello che mi ero preparata sull'abitare (nelle prime due ore) ma ho detto nel solito modo esagerato che, "Anche se non dovessi più entrare in questa casa, perché qualcuno me lo impedisse! Anche se non dovessi più pubblicare un libro, perché nessun editore mi volesse! Anche se fossi sfrattata a vita, lo dico: doabbiamo rifiutare i servizi della chiesa! I suoi asili, le sue mense, dove trattano pure male le persone. E abbasta co sta trasversalità Abbasta che un po' facciamo gli illumninisti e un po' pensiamo che i cattolici portano voti! Abbasta!" la mia amica Gahhjiia Cenciarelli, come è stata di volta in volta chiamata nel corso di questa lodevole ultima nostra avventura era allibita. non riporto le sue dichiarazioni perchè non ha detto niente. l'allibimento lo riporto. eccolo. :0. Ancorché io abbia cercato di candidare pure lei, non le è rimasta una sola parola da dire. Molte donne sono intervenute sull'affare Veltrons-Bunueliana. Ci si è divise (per quello cito il mio intervento per il lungo) su: trasversalità chiesa sì, chiesa no; rappresentanza istituzionale, urlo lapidario, e anche ruolo della casa delle donne: che fare? dove mettersi? quando gahhiura cenciarelli poi se ne è dovuta andare abbiamo finalemnte parlato dell'abitare. cioè (riprendo qui un atteggiamento molto diffuso sul blog) molte hanno palrto ma le mejjio eravamo: Rossella Marchini (stracandidata lista arcobaleno) Silvia Macchi (ultracandidata nella lista arcobaleno) e io (non c'è motivo di ricordarvi chi sono e me ne compiaccio, azzarola! guardate che scherzo, la vita è dura, fra due anni mi scade il contratto), ragione per cui, sul prossimo numero de ilpostodeilibri troverete sia l'intervento di gahjuuta cenciarelli che il mio. oggi, invece venite numerosi all'assemblea dell'ambra jovinelli alle 19 (fino alle 24) presentiamo (ci) candidati, programmi, e prendiamo il the, anche se non siamo bunueliani.

Pubblicato da: angela scarparo - 27.04.06 11:09

Ciao,
scusate, non c'entra niente col post...
Mi piacerebbe leggere la bottega di lettura, ma i caratteri del sito sono minuscoli,infinitesimali,inesistenti...
è un problema mio? Del mio pc? C'è un modo per risolvere i problema?
O il sito è così e così rimane?
Grazie

Paolo

Pubblicato da: paolo - 27.04.06 15:45

ciao paolo, credo sia un problema tuo. credo nel senso che da me si legge benissimo. poi, non so. giulio!!!!

Pubblicato da: angela scarparo - 27.04.06 16:02

Ezio, prendo atto della tua precisazione. Ciò non toglie che i problemi che lamenta la Scarparo, siano, a tutt'oggi, per buona parte, irrisolti. Nessuno, come al solito è responsabile di questa situazione ? o è comunque un fatto che, indisturbata al governo di questa città, la parte politica cui fa riferimento la stessa, si sia, in buona parte, girata i pollici almeno da dieci anni in qua ? Hai idea di quante costruzioni di edilizia economica e popolare si possano fare nel frattempo ? Vedo solo favori al solito pool di palazzinari (per realizzare quartieri residenziali e/o edilizia commerciale) e creazioni di Agenzie (out.sorcing) per la gestione degli affitti delle insufficienti (queste si) case popolari. Non dico altro. Trai tu le tue conclusioni.

Pubblicato da: cletus - 28.04.06 09:49

cletus, generalizzi. e non è un complimento. forse la situazione è ancora peggio di quella che descrivi tu. e allora forse è la prospettiva che va cambiata.

Pubblicato da: angela scarparo - 28.04.06 10:07

Angela, miseriaccia ladra, tutte le volte che passo da Roma non riesco a trovare un attimo per presentarmi a qualche incontro (mi fai entrare?); sempre infognato con i finmeccanici e i bancari e...
Vabbé, vedrò di rimediare. Nel frattempo confermo: la situazione è molto peggio dello scenario dipinto da Cletus.
Ci sarà da divertirsi. Nel frattempo manterrò casa a Brescia e sul Lago di Garda; che non si sta poi così male ;-)

Buona serata. Trespolo.

Pubblicato da: Trespolo - 28.04.06 17:27

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