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29.04.06

Giro d'Italia con vibrisse: il Ponte del Diavolo

di Bartolomeo Di Monaco

[tutte le tappe del Giro d'Italia] [tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco]

Ponte_del_Diavolo.jpg (Questo dovrebbe essere l’ultimo mio articolo del breve viaggio nella mia città, che spero possa essere stato utile e di gradimento. Dico dovrebbe, perché se altri racconteranno dei loro paesi, delle loro città, delle loro esperienze nei luoghi dove vivono, potrei anch’io riprendere a percorrere le strade antiche della mia bella Lucca e raccontare...)

Chissà quanti ponti del diavolo ci sono nel mondo, ma sono certo che pochi, se non nessuno, possano eguagliare il fascino del Ponte del Diavolo che si trova nella provincia di Lucca. Per arrivarci, bisogna prendere la strada che conduce verso la Garfagnana (località denominata, per la sua bellezza, la Svizzera italiana) e, giunti a Borgo a Mozzano, distante una trentina di chilometri dal capoluogo, eccolo lì il ponte, che si staglia in tutta la sua magnificenza.
Fermatevi nel piccolo piazzale situato sulla riva sinistra del fiume Serchio e ammirate, ora, il gioco dei suoi archi che, riflettendosi nell’acqua, formano dei cerchi perfetti.
Fu fatto costruire dalla contessa Matilde di Canossa (1046 – 1125), “veramente virtuosa e donna bellissima"; “nata di Bonifazio lucchese e di Beatrice, discesa dagli imperatori", come narra lo scrittore lucchese del XV secolo Nicolao Tegrimi, che fu anche il primo autore a scrivere una biografia sul condottiero più famoso della città: Castruccio Castracani.
Il ponte fu edificato per consentire l’attraversamento del fiume Serchio ai viaggiatori che desideravano recarsi a Bagni di Lucca, nota ancora oggi per le sue Terme. Castruccio Castracani provvide al suo restauro agli inizi del Trecento. Subì altri maneggiamenti, tra i quali l’apertura di un nuovo arco per il passaggio della linea ferroviaria. Si chiamò dapprima Ponte di Chifenti, poi, non più tardi del 1526, fu chiamato Ponte della Maddalena, nome suggerito da un oratorio dedicato alla Santa, situato sulla sponda sinistra del fiume, ma non più esistente.
Tutti, però, lo conoscono come Ponte del Diavolo, perché la sua leggenda è più forte della storia.
Ponte_del_Diavolo1.jpg
Si narra che il costruttore ad un certo punto non si raccapezzasse più a concludere in tempo l’opera, così invocò l’aiuto del diavolo, al quale non parve vero di offrire la sua collaborazione, prestata, però, sempre alla stessa condizione che ormai tutti conosciamo, ossia che gli fosse venduta l’anima. Patteggiarono e il furbo costruttore riuscì ad ottenere dal diavolo che si prendesse non la sua anima, ma quella del primo essere che attraversasse il ponte, una volta terminato. Si racconta che l’oscurità avvolse all’improvviso la valle e quando si ripresentò la luce il ponte era bell’e finito. Non restava che attendere, dunque, il primo passante, e il diavolo era lì, nascosto, pronto ad agguantare la preda per portarsela all’inferno. Ma che cosa escogitò il nostro smaliziato costruttore? Ponte_del_Diavolo2.jpg Vide passare un cane (qualcuno dice un maialino) ed ebbe l’idea. Prese un pezzo di focaccia e lo gettò in cima al camminamento, invitando il cane ad andarselo a prendere. Così fece infatti la bestiola, che fu la prima, perciò, a percorrere il ponte. Figuratevi la rabbia del diavolo quando lo vide comparire! Un cane, anziché un cristiano, come aveva invece sperato! Si accese, perciò, di una tale ira che, abbrancato il cane, lo scaraventò con tutta la sua forza sul lastrico del ponte. Tanta fu la violenza del gesto che nel punto in cui fu sbattuto il cane, si aprì una buca e l’animale sprofondò dritto dritto all’inferno.
Si racconta che il diavolo sia ancora lì, nascosto nell’acqua del fiume in attesa di prendersi quell’anima che gli fu negata dall’astuzia di quel lontano architetto.
Ma questa seconda parte riguarda un’altra leggenda, che potete trovare qui, uscita dalle mie mani: http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=1&c=USB3IZ06A6XUG

Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco, il giorno e l'ora: 29.04.06 08:41

Interventi

O.T. Bart, che ne sai tu dell'arbereshe? Temevi per caso che la poesia fosse morta? Ma no, sciocchino. Leggi il mio blog e capirai che essa è viva e lotta insieme a noi...

Pubblicato da: Lucio Angelini - 29.04.06 10:00

Posso dire una banalità - fra le tante? - Lucca è veramente una città meravigliosa.
ciao,
ezio

Pubblicato da: Ezio - 29.04.06 11:13

@ Lucio

"Bart, che ne sai tu dell'arbereshe?"
Ti basta il nome di Carmine Abate?:-)

Sono andato a vedere il tuo blog, che visito regolarmente, anche se non sempre intervengo.
(ieri sera mi è arrivata la bozza del mio prossimo libro che raccoglie le mie letture. Il terzo. Ho visto che ha 502 pagine! e me le devo leggere tutte. Sarà una settimana, la prossima, di fuoco:-) )

@ Ezio

Sì, Lucca è davvero splendida. Spero che la visiterai, un giorno.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 29.04.06 12:06

Allora c'è da fare un altro giro. Un altro bel ponte del diavolo è a Civita in Calabria nel Parco del Pollino... Mapi :)

Pubblicato da: Mapi - 29.04.06 20:41

In realtà la leggenda sul ponte del diavolo è una leggenda molto diffusa nel folclore italiano. In modo molto simile è raccontata anche in altre località, per esempio a Campoverde vicino a Salò (BS) e a Pont-Saint-Martin ad Aosta.
E' comunque una leggenda sempre molto molto affascinante!

Pubblicato da: Simona Cremonini - 29.04.06 22:25

Mapi e Simona, è vero: le leggende si ritrovano pressoché simili non solo in Italia, ma nel mondo. Sono il segno di una fantasia che ci accomuna tutti, soprattutto quando si ha a che fare con il diavolo o con qualche vizio, come è il caso di Lucida Mansi.

Si pensi, ad esempio, alla famosa chioccia con i dodici pulcini d'oro che a Lucca si dice sia nascosta in molte località della nostra zona, ma, in realtà, è diffusa un po' dappertutto, e forse anche dalle vostre parti.
Dietro casa mia ci sono i resti di Castel Passerino, davvero pochi muri non più alti di un metro. Si dice che anche lì sia stato nascosto il tesoro sotto la forma della chioccia e dei suoi pulcini.

Perché non provate anche voi a raccontare qualcosa della vostra terra, come ha fatto qualche giorno fa un'altra "vibrissina" di Mazara del Vallo?

Potete mandare il pezzo a Giulio Mozzi, ma anche a me o agli altri che hanno l'accesso diretto alla rivista.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 29.04.06 22:51

Bartolomeo, l'ho visitata, e per questo ho detto che è meravigliosa. Pioveva da matti, quel giorno, ma non ci siamo persi niente.
ciao

Pubblicato da: Ezio - 29.04.06 23:00

Mi dispiace per la pioggia, Ezio. Col bel tempo, specialmente la passeggiata sulle Mura è uno spettacolo.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 30.04.06 07:04

Grazie, Bart!
Contribuisco volentieri!
Ti scrivo privatamente per i dettagli!

Pubblicato da: Simona Cremonini - 02.05.06 21:19

Ok, Simona. Attendo. Se hai anche qualche foto, inviamele in email.
La mia email la trovi nel mio sito, ma è questa
bartolomeo.dimonaco|chiocciola|tin.it

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 02.05.06 23:02