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08.04.06

Giro d'Italia con vibrisse / Lucca: Il Volto Santo

di Bartolomeo Di Monaco

[tutte le tappe del Giro d'Italia] [tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco]

Volto_Santo.jpgVoi non ci crederete, ma Lucca, sebbene abbia un sindaco come tutti gli altri comuni d’Italia, si differenzia da questi ultimi perché ha pure un Re. Avete letto bene, un Re! Il Re dei Lucchesi, come viene chiamato. Ma prima che qualche forestiero che abbia deciso di trascorrere una vacanza a Lucca si metta a girare la città in cerca di una reggia, sarà bene avvertirlo subito che non una reggia deve cercare ma il Duomo di San Martino, che è la cattedrale di Lucca.

Entrando, a sinistra si nota un tempietto ottagonale, opera del XV secolo dello scultore Matteo Civitali. Lì dentro sta il Re. Non è una persona ma un crocifisso. Non c’è Lucchese che non lo conosca, e non c’è Lucchese che non gli abbia rivolto una preghiera. Venne a Lucca probabilmente nel 742 portatovi, secondo una leggenda, da un carro trainato da una coppia di buoi. Fu custodito nella Basilica di San Frediano, ma il mattino dopo non c’era più. Si cerca per la città e finalmente lo si rinviene in una piazzetta dove è eretta una piccola chiesa. Si riporta in San Frediano, ma al mattino dopo, stessa scena, e così per vari giorni, finché si capisce che il crocifisso vuole che, lì dove è ritrovato ogni mattina, si costruisca una chiesa più grande, la nuova cattedrale ossia di Lucca. Così la piccola chiesa intitolata a San Martino cominciò ad essere via via ampliata fino ad assumere la forma attuale nell’XI secolo.
Si dice che l’attuale Volto Santo non sia più quello originale dell’VIII secolo - che una leggenda attribuisce a Nicodemo, discepolo di Gesù -, andato distrutto a causa di un incendio, ma sia dell’XI secolo.
Il Volto Santo ha visto inginocchiarsi dinanzi a lui papi e re e un numero illimitato di pellegrini che, nel corso del viaggio che compivano dai loro paesi fino alla Terrasanta, non mancavano di rendere omaggio a questo Re celebre in tutto il mondo. Guglielmo il Conquistatore giurava sul Volto Santo di Lucca.
Sono stati pubblicati molti libri che parlano del Volto Santo, detto anche (ma con minore diffusione) la Santa Croce; mi limito ad indicarne solo due: Il Volto Santo di Lucca di Mons. Pietro Lazzarini, edito da Maria Pacini Fazzi, Lucca, nel 1982, e Il Volto Santo – Storia e Culto, curato da Clara Baracchini e Maria Teresa Filieri, e edito, sempre nel 1982, dalla medesima Casa editrice.

Durante i secoli il Volto Santo è stato ornato di gioielli preziosissimi, che si possono ammirare nel Museo della Cattedrale, di fianco al Duomo, al piano terra. Essi vengono indossati soltanto in occasione della festa della Santa Croce, che si celebra ogni anno il 14 settembre. La festa è preceduta la sera della vigilia dalla solenne processione che attraversa la città, ripercorrendo il tragitto dalla Basilica di San Frediano all’attuale Cattedrale che il crocifisso compì in quei lontani giorni. È una processione millenaria, credo la più antica d’Italia. Vi accorre una folla numerosa, proveniente dalle zone limitrofe e anche da lontano. In quella occasione partecipano delegazioni di emigrati Lucchesi sparsi nel mondo. Essi reggono i loro labari indicanti i luoghi di provenienza e quando passano in processione ricevono il caloroso applauso dei cittadini riconoscenti. Molti emigrati, infatti, hanno onorato e onorano all’estero il nome della città.
Al Volto Santo si attribuiscono molti miracoli, uno dei più famosi riguarda un povero che si recò a pregare davanti al crocifisso. Ad un certo punto il Volto Santo lasciò cadere una delle sue scarpette dorate, come dono al povero. Questi raccolse la scarpetta e si apprestava a lasciare la Cattedrale quando fu visto e arrestato. Inutile che dicesse la verità, nessuno gli credette. Soltanto quando si andò a rimettere la scarpetta al Volto Santo, ci si accorse che essa veniva immancabilmente respinta. Allora lo si lasciò libero. La scarpetta è ancora là, ben visibile, sorretta da un calice, giacché senza quel sostegno cadrebbe di nuovo.

Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco, il giorno e l'ora: 08.04.06 12:04

Interventi

Caro Bart, come già sai a Pasqua sarò in Toscana e visiterò Lucca. Andrò al Duomo, ammirerò il Volto, e insieme quel simbolo di rinascita umana e culturale che è la tomba di Ilaria del Carretto. Mi auguro sia una Pasqua diversa, che rassereni gli animi (come dovrebbe essere naturale) e funga da pacificatrice sociale. Chiedo troppo?

Saluti

Pubblicato da: Carlo Capone - 08.04.06 14:17

Il 15 aprile alle ore 16, avrò il piacere di sentire suonare il campanello. Mi affaccerò alla porta e domanderò: "Sei Carlo Capone?"

Finalmente ci conosceremo.

Se questa sezione dedicata ai viaggi di vibrisse in giro per l'Italia, avrà un seguito con altre persone che parteciperanno, scriverò ancora qualcosa sulla mia città, e anche su Ilaria del Carretto, ma pure su altre cose, come quel gioiello unico al mondo che sono le mura di Lucca.

La campagna elettorale è stata spietata, non ne ricordavo una così aspra. Spero che ciascuna delle parti accetti il risultato serenamente, evitando di accendere gli animi e di provocare qualche disastro.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 08.04.06 14:45

Mi associo alla tua speranza di pace e arrivederci a sabato.
Carlo

Pubblicato da: Carlo Capone - 08.04.06 16:27