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13.04.06

Facendo quell'ipotesi si ignora una parte della realtà

di Andrea Inglese

[Helena Janeczek ha ripreso in Nazione indiana il mio articolo Facciamo un'ipotesi. Tra i numerosi interventi in calce, mi pare particolarmente interessante quello di Andrea Inglese, che riprendo qui. gm] [tutti gli articoli della campagna post-elettorale]

Giulio Mozzi scrive: “Serve poi a pensare che sia utile a tutti, se non addirittura necessario, tentar di comprendere quali siano i veri interessi, i veri ideali, i veri desideri, i veri sogni, le vere speranze di questa e di quella metà della popolazione. E questo è possibile solo se tali interessi, ideali, desideri, sogni, speranze, vengono considerati veri."
Questa riflessione è da un lato sensatissima. E su di essa quasi tutti ci troviamo. Si potrebbe tradurre cosi: chi ha votato a destra, come a sinistra, lo ha fatto per dei motivi, e non senza motivo come sotto ipnosi. Quindi vale la pena di conoscere questi motivi. (Ma chi fa accurate indagini sul voto in rapporto al ceto, tipo quelle che abbozzava Sylos Labini nel suo Saggio sulle classi sociali del ‘75?).

Da un altro lato questa riflessione richiama una posizione profondamente conservatrice, quella che in poche parole si potrebbe definire “fine della critica dell’ideologia". Magari si tratta di un’impressione sbagliata, che nulla ha che vedere con l’intenzione dell’autore. Ma l’insistenza sull’aggettivo “veri", messo in corsivo, mi fa pensare a questo. Tutto quello che una persona pensa, sente e crede è “vero" per il semplice fatto che lo ha “veramente" pensato, sentito e creduto.

Accettare questo principio significa voler ignorare una parte della realtà. Significa ignorare il grado di manipolazione della realtà che puo’ essere perpetrato attraverso canali diversi. Non solo, ma significa voler ignorare, che tutti noi possiamo sbagliarci, quanto ai nostri desideri e ai nostri bisogni principali.

Esprimere una preferenza politica, significa delegare a qualcuno deliberazioni che riguardano i destini generali. Per prendere delle decisioni è necessario conoscere il più possibile la realtà “generale" nella quale si giocano i nostri destini.

Fintantoché colui che agisce per delega fa in modo di occultare una parte di quella realtà generale, sulla quale pretende agire in nome dei deleganti, si ha una forma di manipolazione. Da questo punto di vista, la manipolazione è presente tanto a sinistra quanto a destra. A destra è però più sistematica ed esasperata, per il potere che Berlusconi ha nei confronti dei media e per la sua radicale mancanza di scrupoli.

Detto questo, è del tutto assurdo pensare che Berlusconi manipoli “tutto" il suo elettorato. Egli ne manipola quella parte (una minoranza, probabilmente, ma decisiva dal punto di vista elettorale), che conoscendo meglio come stanno le cose, non lo voterebbe, in quanto si renderebbe conto che sarebbe controproducente.

Per tanti altri è più importante non pagare la tassa di proprietà sulla casa, che dare priorità al “diritto" alla casa. E questo è un motivo chiaro. Non c’è manipolazione. Al massimo c’è un generale concorso all’acciecamento nei confronti di certe contraddizioni. Indebolire il diritto alla casa significa aumentare la povertà dei già poveri. L’aumento di povertà porta come conseguenza un’aumento della violenza sociale. L’aumento della violenza sociale mette a rischio il “tranquillo" godimento delle proprie proprietà. Allora, il calcolo era davvero cosi giusto? La scommessa “politica" era davvero a lungo termine?

[Ad Andrea Inglese rispondo: certo, facendo l'ipotesi che ho fatta ho deciso di ignorare una parte dell'esperienza. Allo stesso modo, qualche secolo fa, chi sosteneva che la terra orbitasse attorno al sole, anziché il contrario, ignorava una parte dell'esperienza. Voglio dire: le ipotesi sono strumenti di lavoro; fare un'ipotesi è cosa diversa dal sostenere una tesi; non è necessario, per fare un'ipotesi, credere che quell'ipotesi sia vera (anzi, può essere deleterio); un'ipotesi si può fare per andare poi verificarla o falsificarla, ma si può fare anche per rendere possibile una conoscenza (esempio: si ritiene, per convenzione, che la velocità della luce sia rimasta costante dall'origine dell'universo a oggi; senza questa convenzione, che è un'ipotesi non verificabile né falsificabile, un bel pezzo della scienza fisica semplicemente non sarebbe possibile). gm]

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 13.04.06 08:56

Interventi

Credo che la correttezza di un'argomentazione non implichi la verità delle sue premesse né delle sue conclusioni.

Pubblicato da: La stagista - 13.04.06 10:16

Vorrei riprendere un commento tra i tanti lasciati al post che qui viene ancora richiamato. In quel commento si dice, più o meno, che discutere con "quelli di sinistra" sarebbe impossibile, perchè chi si sente appartenere a quello schieramento manifesterebbe nelle parole e nei toni la pretesa di una superiorità morale e culturale e via così(antropologica, direbbe forse Giulio).
Allora, io non nego che questa pretesa esista. Non ne sono immuni molti tra coloro che votano a sinistra e le ragioni sono molte, non raramente infondate perchè basate su pregiudizi e intolleranza. Lo ammetto, è così. Dico tutto ciò perchè, per quanto mi riguarda, ho il massimo interesse a discutere, a confrontarmi, a litigare seriamente con tutti quelli che argomentano seriamente appartenendo al campo avverso (e non sono pochi, faccio il nome di Bartolomeo Di Monaco, ma non è certo il solo). Col massimo interesse, e con il massimo del rispetto per le idee di chiunque, io vorrei sapere adesso, dagli elettori di destra e pregandoli di non utilizzare a loro volta argomenti pregiudiziali o, semplicemente, che prendano le mosse - che so - dall'incapacità o la litigiosità della sinistra, dall'inadeguatezza di Prodi, eccetera, cosa pensano del comportamento post elettorale di Silvio Berlusconi. Io credo, e temo, che certi toni siano estremamente pericolosi, che possano portare a esasperare gli animi già esacerbati da una campagna elettorale pessima (eufemismo) da entrambe le parti. Temo ulteriori toni e fatti e comportamenti da guerra civile. Temo una degenerazione pericolosissima e credo che tutti, dopo, ne sconteremmo le conseguenze. Credo sia il caso che tutti, da un lato e dall'altro, riconosciamo che le elezioni sono un momento importante della vita di un Paese ma non sono un dramma nazionale e che nessuno dovrebbe sentirsi minacciato nella propria liberà individuale e collettiva dalla vittoria dello schieramento avverso. Temo e penso, però chiedo a voi che avete votato a destra, perchè è importante, mai come in questo momento, che ci si ritorni a parlare con serietà, riconoscendosi.

Pubblicato da: giuseppe mauro - 13.04.06 10:43

@Inglese
"Per prendere delle decisioni è necessario conoscere il più possibile la realtà “generale” nella quale si giocano i nostri destini."
Se fosse necessario, il voto di un muratore non dovrebbe valere quanto quello di un professore universitario.
E poi io non ho un'idea cosi' alta della politica: i miei destini cerco di giocarmeli altrove, al di fuori della logica materiale della realta', anche politica; in questo senso, piu' la politica si tiene lontano dal mio destino, piu' sono contento.

"la manipolazione è presente tanto a sinistra quanto a destra. A destra è però più sistematica ed esasperata, per il potere che Berlusconi ha nei confronti dei media e per la sua radicale mancanza di scrupoli."
Non sono d'accordo, ma lo divento se mi giuri che tutto cio'lo senti vero.


"Per tanti altri è più importante non pagare la tassa di proprietà sulla casa, che dare priorità al “diritto” alla casa."
Magari c'e' anche gente che pensa che la casa non sia "un diritto".

"Indebolire il diritto alla casa significa aumentare la povertà dei già poveri."
Azzardo "un'ipotesi di lavoro": e se significasse invece qualcos'altro?

(posso credere che quello che penso sia vero?)

Pubblicato da: nonno for president - 13.04.06 10:46

@Giuseppe Mauro: vengo alla tua domanda: cosa ne penso dell'atteggimento di Berlusconi. Rispondo tracciando un elenco sequenziale:
1) prende atto del risultato che difficilmente offrirà possibilità concrete di governo
2) offre un accordo per affrontare con una Grande Coalizione la gestione del Paese anche se, dopo il NORMALE controllo dei verbali di voto, il risultato finale dovesse variare e dichiarandosi disponibile a farsi da parte
3) si vede rifiutare nettamente e senza alcuna possibilità di negoziazione l'offerta
4) prende atto del rifiuto
5) alza il tiro e si muove, a questo punto senza riguardo, per tutelare gli interessi di chi l'ha votato e, implicitamente, lo voleva ancora al Governo
6) si scatena la rissa e la ressa delle dichiarazioni sulla falsariga del refrain: Berlusconi spacca il Paese.

La mia considerazione finale è questa: ma chi sta cercando di spaccare il paese? chi rifiuta un accordo o chi lo offre? Il dilemma mi pare meriti qualche riflessione :-)

Buona giornata. Trespolo.

Pubblicato da: Trespolo - 13.04.06 11:17

C'è una cosa che non mi torna nella tua risposta ad Andrea Inglese. rispondi in termini di metodo scientifico. faccio fatica a capire come si possa avere una prova fattuale, una verificazione o falsificazione relativa a ciò che gli elettori italiani credono. piuttosto credo che l'ipotesi che porti sia invece su un piano logico (che sfocia in conclusioni etiche nel finale).

è da molto che non mastico logica, però mi pare che la tua ipotesi sia costituita da due proposizioni legate da un'implicazione:

se [A] gli italiani hanno votato responsabilmente, allora [B] ciò che gli italiani e le italiane hanno votato ... effettivamente assicura la tutela degli interessi, l'avvicinamento agli ideali, la soddisfazione di desideri, sogni e speranze.

ovvero:
non avviene che gli italiani abbiano votato responsabilmente e ciò che gli italiani e le italiane abbiano votato ... effettivamente assicura la tutela degli interessi, l'avvicinamento agli ideali, la soddisfazione di desideri, sogni e speranze.

ecco, considerando vera la prima proposizione [A],
se si riuscisse a dimostrare che la seconda proposizione [B] è falsa, come mi pare cerchi di fare andrea inglese, si dovrebbe arrivare all'assurdo.

comunque mi restano anche un bel po' di dubbi su quanto ho appena scritto. qualunque correzione è più che ben accetta.
saluti!

Pubblicato da: dada - 13.04.06 11:23

@Giulio: non ho commentato l'intervento di Inglese su Nazione Indiana perché mi pare il solito concentrato della solita, presunta "superiorità morale e culturale della sinistra".
Francamente mi sono rotto di sentirmi trattare, con la solita retorica, da cittadino di serie B, da sragionato, da condizionabile, etc... quasi come se la capacità di ragionare e autodeterminarsi correttamente fosse concentrata sempre e solo da una parte.

Non credo di avere altro da aggiungere e, a fronte di queste premesse è inutile, a mio parere, intavolare discussioni; manca uno degli elementi portanti per una discussine non fine a se stessa: la volontà di rimettere in discussione le proprie ipotesi e le proprie tesi a fronte di elementi diversi.

Buona giornata. Trespolo.

Pubblicato da: Trespolo - 13.04.06 11:24

Altro piccolo difetto, la memoria corta. Proprio su queste pagine, nel pieno della campagna elettorale è stato lincato un appello a firma di Sua Santità Umberto Eco, seguito da Enzo Biagi e (sia pur con qualche distinguo) da Claudio Magris. L'avete letto ? I toni erano quelli del 45, una chiamata alle armi, il paventare una minaccia concreta all'ordinamento democratico e costituzionale. Roba da chiedersi da quale sonno si fossero svegliati costoro, visto che fino adesso ognuno ha badato a pubblicare come e dove voleva ciò che voleva e sentiva.
L'altra, generale, indignazione per il "coglioni" dato dal "caimano" all'elettorato di sinistra. Anche qui, una bella cura di fosforo per tutti. Sempre Sua Maestà Umberto Eco, all'indomani della vittoria del cdx nelle scorse elezioni, diede, con estrema eleganza, questo si, dell'elettorato di cdx altrettanta definizione sprezzante. Non sono che due esempi. Non mi sento minacciato, da nulla e nessuno. Quello che tollero poco però, è che la cosidetta "intellighenzia" abbia sostanzialmente latitato, badando, ripeto, indisturbata (hanno continuato a pubblicare ciò che volevano, come e dove volevano), ai fatti propri, salvo svegliarsi, in zona cesarini, agitando fantasmi. Se un ruolo, dovrebbe avere la cultura, è stato abbondantemente abdicato, a fronte della sicurezza di una pagnotta. Pecunia non olet, dicevano i latini, e trovo non sbagliassero.

Pubblicato da: cletus - 13.04.06 12:10

x trespolo:
cosa diresti se giorgio panto "si muovesse, senza riguardo, per tutelare gli interessi di chi l'ha votato"?
cosa giustifica questa "mancanza di riguardo"?
cosa significa "senza riguardo"?

Pubblicato da: ciccio - 13.04.06 12:14

aggiungo: Sempre Eco, in quell'occasione, paventò la decisione di espatriare. Fantastico che tale possibilità sia concessa anche all'ultimo dei braccianti, a giornata, che so, di Battipaglia, ad esempio. Grande ! :)

Pubblicato da: cletus - 13.04.06 12:15

Ciao Trespolo,
m’interessa davvero conoscere il punto di vista del restante 50 per cento degli italiani, perché in questi giorni, visto quel che succede, me lo sto proprio chiedendo.

Permettimi di “commentare” la sequenza che hai ricostruito.

1) Berlusconi prende atto del risultato che difficilmente offrirà possibilità concrete di governo:
Verissimo, governare sarà difficile. E non ci si può nascondere che alla maggioranza di seggi non corrisponde una maggioranza di voti. Se Prodi fosse serio come dice, darebbe più evidenza a questo fatto.

2) B. offre un accordo per affrontare con una Grande Coalizione la gestione del Paese anche se, dopo il NORMALE controllo dei verbali di voto, il risultato finale dovesse variare e dichiarandosi disponibile a farsi da parte:
Ok. Quella di B. è una proposta che, anche se fatico a crederlo, potrebbe essere stata dettata da senso di responsabilità. E credo anch’io che la fase di controllo elettorale sia doverosa.

3) B. si vede rifiutare nettamente e senza alcuna possibilità di negoziazione l'offerta:
Anche se qui forse sei tu che fatichi a crederlo, il no di Prodi potrebbe essere stato dettato da altrettanto senso di responsabilità. La sinistra ha vinto, quindi ha il dovere di governare.

4) prende atto del rifiuto;
5) alza il tiro e si muove, a questo punto senza riguardo, per tutelare gli interessi di chi l'ha votato e, implicitamente, lo voleva ancora al Governo:
E qui vengono fuori le denunce di broglio.

6) si scatena la rissa e la ressa delle dichiarazioni sulla falsariga del refrain: Berlusconi spacca il Paese:
Ti confesso che l’enfasi di Prodi sull’operazione di spaccatura messa in atto da Berlusconi mi pare esagerata: se il risultato fosse stato 55 a 45 non era un paese spaccato lostesso?
Quindi chiedersi chi cerca di spaccare il paese, per me, non ha senso.
Preferisco chiedermi perché Berlusconi si è messo a parlare di “brogli unidirezionali” della sinistra (suscitando l’imbarazzo degli alleati) solo dopo il no di Prodi. Solo perché se n’è accorto dopo? Ma allora, partendo dal presupposto che nessuno governerebbe insieme con chi lo imbroglia, o è in malafede o ha parlato troppo presto. Se Prodi gli avesse detto di sì, cosa avrebbe fatto? Avrebbe cambiato idea e ritirato l’offerta dopo essersi accorto dei brogli?
Se l’esito dei controlli sarà (come spero) sfavorevole alla CDL, io vedo due possibili sviluppi:
a)
Berlusconi, sbandierando il suo senso di responsabilità (a cui, tanto per chiarire, io non credo minimamente), dichiarerà di non voler andare oltre “per il bene dell’Italia”. Rinuncerà alle vie giudiziarie sui brogli lasciando così vincere la sinistra, bontà sua.
b)
Berlusconi insiste e adisce le vie giudiziarie. E lo fa applicando un principio mediatico: riconoscere di aver perso oggi nuocerebbe alla sua immagine (e al suo sistema nervoso – oltre che al morale dei suoi elettori) molto di più che tra un po’ di tempo, quando il processo sarà finito.

Grazie, Trespolo, della tua attenzione, scusa la lunghezza, e scusate tutti se siamo andati un po’ off topic.
Ciao!
Luigi Ramenghi

Pubblicato da: luigi ramenghi - 13.04.06 12:20

Bene, continuiamo i toni da guerra civile, continuiamo a rinfacciare cose, fatti, parole, circostanze.
La colpa è vostra.
No è nostra.
Continuiamo così.
Tanto siamo bravi tutti a farlo, a ricordare ci vuole poco, caro Cletus. Sapessi quante ne ricordo io. Siamo bravi tutti a ricordare. E non credo ci voglia così tanta intelligenza, nè ci sia bisogno di aggrapparsi a chissà quale superiorità morale o immorale.

Pubblicato da: giuseppe mauro - 13.04.06 12:21

Gentile Giuseppe Mauro, la invito a ravvisare qualcosa, nel mio post, che somigli lontanamente ai toni da guerra civile cui lei allude. Cosi, si sa mai avessi in animo di dar seguito alla "dritta" di Eco...

Pubblicato da: cletus - 13.04.06 12:29

Quello che chi vota a destra non vede (o non vuole vedere probabilmente) è la figura di presunto super partes che B. si cuce addosso. Per lui non devono mai valere le regole che per gli altri devono valere. Chi ha votato CdL si è sempre soffermato sul portafoglio, le tasse, l'economia ecc. con gran dovizia di particolari. Non è mai uscita una parola però sulla figura ormai quasi ducesca ed antidemocratica (nessun vero democratico di destra -e penso ce ne siano- può negare questo) che B. ha via via assunto. Se vince è più o meno dio in terra; se perde l'hanno imbrogliato. E se qualcuno dei suoi fidi in un lampo di ragione gli fa notare ad es. che tutto si è svolto regolarmente o non in modo tale alla conoscenza dei fatti per poter parlare di brogli -gli chiede: da che parte stai (queste sarebbero le parole rivolte al ministro Pisanu)?
La Grande Coalizione poi... perchè non l'ha proposta in campagna elettorale?
Il paese va riunito. Il dialogo deve prendere il primo posto nella vita quotidiana. Ma per chè tutto questo accada B. se ne deve andare: e sopratutto per il bene della destra, se davvero ci tiene a voler essere una parte democratica dell'Italia.

@ trespolo

ti sarai rotto di sentir parlare di "superiorità" morale della sinistra (anch'io)-ma il mio sospetto è sempre più che questo fastidio provenga da una certa invidia cui si reagisce con un semplice rifiuto... ;-))

Pubblicato da: maline - 13.04.06 12:51

Esimio Cletus, sono obiettore di coscienza, anche volendo rispondere alla chiamata alle armi (Eco ha detto così? Ricordavo altro) proprio non potrei. Dovrà rivolgere a altri la sua delicata ironia...

Pubblicato da: giuseppe mauro - 13.04.06 13:36

Mr.Giuseppe Mauro, raccolgo il suo garbato invito a rivolgere altrove la mia "delicata ironia". Tuttavia, resta il fatto che è lei che "Temo ulteriori toni e fatti e comportamenti da guerra civile", non io. Quanto a ciò che Eco ha sentito il bisogno di regalare all'umanità tutta, qualora volesse ricordarne il senso, ecco il suo link: http://www.vibrissebollettino.net/archives/2006/03/limpegno_di_un.html

Pubblicato da: cletus - 13.04.06 14:54

Cletus, il mio scritto di prima voleva dire: perchè non sotterriamo l'ascia di guerra? Perchè non facciamo tutti una sorta di reset, azzerando o provando a farlo le polemiche sulle responsabilità incrociate e reciproche che ci hanno portato a questo clima? Lungi da me ogni tentazione all'ecumenismo (non ne ho la vocazione, e sono io stesso uno che la polemica la ama persino in quanto tale, ovvero fine a se stessa, certe volte), perchè non ricominciamo a discutere con la dovuta "ferocia" dialettica sui modi e sulle ricette per rimettere in piedi il Paese e noi stessi? La mia domanda su Berlusconi voleva dire questo, e poi: non pensate, voi che l'avete votato, che sia anche ora di riconquistare una dimensione politica della destra che prescinda - finalmente! - da Berlusconi? Suvvia, smettiamo per un poco polemiche astiose e dispettose, non credo facciano bene: che dici?

Pubblicato da: giuseppe mauro - 13.04.06 15:10

@ cletus e giuseppe mauro:

eco non è il presidente del consiglio, nè un politico. quindi lui e berlusconi non possono essere messi sullo stesso piano, nè confrontate le loro esternazioni. questo lo dico, ovviamente, non per difendere eco (chissenefrega) ma per sottolineare che un'uscita del genere gli esponenti della sinistra politica, per quanto indifendibili su TANTI altri fronti, non se la sono mai (in decenni di storia) concessa. neanche per legittima difesa.
se, che ne so, giuliano ferrara, avesse offeso gli elettori di sinistra, questi ultimi si sarebbero giustamente incazzati, ma sarebbe stato un altro paio di maniche: giuliano ferrara mica è un'istituzione!
a me questo sembra un fatto incontestabile.
ma l'elettorato forzista, di fronte a un fatto incontestabile e senza precedenti, ha voltato la testa dall'altra parte, quando è andata bene, e quando è andata male ha applaudito.
avrebbe dovuto dire, invece: chiaro che nel merito condividiamo la sottile analisi del nostro premier, ma condanniamo il metodo. perché noi da un politico di sinistra non siamo mai stati offesi.
mi dispiace ma da tutto questo io deduco che l'elettorato forzista o è in malafede o confonde un giornalista con un presidente del consiglio. lo stesso vale per gli alleati di berlusconi, che alle proteste della sinistra hanno risposto citando un articolo del quotidiano l'unità.

ciao a tutti,
luigi ramenghi

Pubblicato da: luigi ramenghi - 13.04.06 15:27

Caro Luigi, io quello che dici lo condivido, ma dico anche a te: non è ora di sotterrare l'ascia? Non è ora di smettere di considerare tutti quelli che sono altrove da noi (poilticamente? antropologicamente?) in malafede o stupidi perchè confondono? Non è ora di ripristinare la dialettica normale tra visioni diverse, il ruolo della polemica, la capacità della discussione di modificare anche solo in piccola parte le nostre idee, magari migliorandole? Io sono un po' stufo di difendere Prodi ricordando le cazzate di Berlusconi, credo che dall'altra parte siano stufi del "viceversa" almeno quanto me.
Facciamo punto e a capo, almeno noi dalla "base", come si diceva una volta?

Pubblicato da: giuseppe mauro - 13.04.06 15:41

Remenghi, m'aspettavo un distinguo del genere. Il che non cambia la sostanza del merito. Restano, entrambe, due pessime cadute di stile e aprono squarci significativi sul reciproco concetto di democrazia che hanno gli autori. Il loro citarli, era in ossequio ad un senso di memoria. Ma concordo che di questo passo sarebbero innumerevoli gli episodi (o le uscite infelici) da contrapporre, da una parte e dall'altra. Adesso provate a vederla in questa prospettiva: proprio per sollecitare gli inviti al "volemose bene", e metter da parte le presunzioni di superiorità, non credete che parte della responsabilità spetti proprio a chi agita se stesso nella cultura ? Non alludo ad una visione (del resto impossibile, almeno al momento) da clima da "mulino bianco", ma diobono, se le cose stanno a questo punto, converrete che qualcosa non ha funzionato ? La demonizzazione, da un lato, è stata un comodo alibi per farsi i cazzi propri, e tutte queste teste pensanti nel frattempo dov'erano ? Hanno cercato di rintuzzare in qualche modo "l'american way" scimmiottato all'italiana dalle reti mediaset (e, a ruota, da quelle Rai) ? Hanno seminato dubbi ? Le uniche certezze che mi sembra abbiano praticato sono state solo quelle del proprio (vacuo ?) prestigio personale (e relativo conto in banca), continuando ad editare in totale libertà, ma venendo meno ad un ruolo (è chiedere troppo ?) diciamo di guida, di proposizione, nel mondo della cultura italiana (dov'è un nuovo Pasolini, all'orizzonte ?). Questo Paese, questi comportamenti, non sono figli del caso. Proviamo a rifletterci.

Pubblicato da: cletus - 13.04.06 15:42

@Luigi: continuo con l'OT: a mio parere, una volta verificati i verbali di voto, farei i miei complimenti a Prodi e mi siederei all'opposizione. Sono convinto che, con l'attuale situazione parlamentare (vedi Senato), sia un suicidio pensare di poter governare da soli. Prodi si schianterebbe in pochissimo tempo (sono curioso di vedere cosa succederà a giugno quando dovrà rifinanziare la missione in irak...) e non durerebbe un anno.

Però questo anno di non governo mi preoccupa: dietro ci siamo noi!

Per questo motivo trovo inopportuno e pericoloso il rifiuto netto del centrosinistra. Non dovessero riuscire a governare da soli (e non hanno i numeri) finirebbero asfaltati dal centrodestra e sepolti politicamente, alle prossime elezioni nel 2007 (questa è la durata che gli concedo con questi numeri) e per qualche quinquennio a seguire, come capitò con la veccia DC.
Personalmente non mi piace l'idea; sono convinto che un paese serio ha bisogno di una maggioranza forte e di un'altrettanto forte opposizione.

Buona serata. Trespolo.

Pubblicato da: Trespolo - 13.04.06 15:46

@ciccio: traduco il "senza riguardo" (eh, ma quanto siete complicati e puntigliosi...); per me significa semplicemente: senza più cercare compromessi. Sufficiente?

@maline: non mi pare di aver mai rifiutato né il confronto, né la discussione aspra, ma te lo confesso e lo faccio pubblicamente: sono sempre stato invidiosissimo. Non di Prodi sia chiaro, io non sono un adone, ma quando lo guardo... mi sento tanto Robert Redford e quando ascolto i suoi ragionamenti economici... tanto intelligente.
Quasi un toccasana direi, se non fosse che ci governerà per qualche mese... ;-)))

Buona serata. Trespolo.

Pubblicato da: Trespolo - 13.04.06 15:53

La grande coalizione potrebbe meritare un pensierino -ma senza Berlusconi. Questa sarebbe, al di là di ogni analisi che potrebbe giustificarla (personalmente sono contrario) la conditio sine qua non. Come si possono fare coalizioni con uno che rifiuta la democrazia, che ha fatto di tutto in questi 5 anni per prenderla a mazzate e che mai si è posto la domanda se su alcune questioni avrebbe potuto esserci spazio per un confronto con l'opposizione (vedi la legge elettorale ad hoc, per non parlare delle varie Cirami, salva_Previti...) e che bolla quali coglioni metà (un po' di più per fortuna) dell'elettorato. Ma come vedi tu stesso il resto della destra è lì muto ad aspettare le parole e le mosse del capo -non avendo allo stato attuale senza di lui un'autonomia.
Un paese serio ha bisogno di democrazia seria: e senza persone che l'accettino diventa difficile. Smettila (se mi permetti un suggerimento che non deve suonare ad offesa -nel caso mi scuso sin d'ora) di essere polemico per amor di bandiera perchè finisce sempre che il vento se la porta via e rimane poi solo il bastone.

Pubblicato da: maline - 13.04.06 16:09

giuseppe, cletus,
grazie di avermi risposto.
sì, se berlusconi è stato il principale (l'unico?) collante culturale e politico della sinistra, vuol proprio dire che qualcosa non ha funzionato.
personalmente, non intendo rappacificarmi con nessuno: mi fan paura prodi & co., figuriamoci se nutro qualche speranza nella controparte!
però, proprio per tutti questi motivi, e per il mio bene, desidero che sia finalmente venuto il momento di andare oltre (non solo oltre berlusconi). e credo che ci vogliano degli strumenti culturali.
purtroppo, anche se lo stato della cultura in italia non mi sembra così degradato e meschino come cletus lo descrive, sono molto sfiduciato, anche perché sono uno di quelli che credono che il berlusconismo sia padre, e non figlio, di berlusconi.
ciao, grazie
luigi

Pubblicato da: luigi ramenghi - 13.04.06 16:10

PS: Il post precedente era rivolto (oltre che a tutti, come sempre) a Trespolo.

Pubblicato da: maline - 13.04.06 16:10

@ luigi

Esatto luigi. Berlusconi è proprio figlio del berlusconismo culturale che da una ventina d'anni imperversa in Italia.Berlusconi ed il Berlusconismo sono infatti sempre stati (ho già avuto modo di ripeterlo più volte) un problema prima culturale che politico.

Pubblicato da: maline - 13.04.06 16:14

Maline, estendi, estendi...e quindi ?

Pubblicato da: cletus - 13.04.06 16:18

Ringrazio Giulio Mozzi perché ha evidenziato questa mia risposta al suo pezzo. Avrei altro da dire sulla questione. Cerchero' di farlo, se riesco, su Nazioneindiana, dove ho lasciato altri commenti. Riassumo qui che cosa mi sembra interessante nel discorso di Mozzi. Ma lo traduco in termini miei. Il non considerare le persone "facilmente" manipolabili. E quindi considerare seriamente i motivi per cui è stato votato. Per me non c'è dubbio, pero', che Berlusconi abbia tentato di manipolare sistematicamente l'informazione, per assicurarsi il consenso degli italiani. Ma non mi è chiaro quanto sia riuscito nel suo intento per virtù propria, e quanto invece abbia già trovato predisposta una determinatà mentalità. Una mentalità, ad esempio, che non ha mai creduto nelle istituzioni, che non vuole confrontarsi con la complessità delle cose e gli incerti destini che ci stanno di fronte, che cerca di risolvere i problemi addossando tutte le colpe ora agli uni ora agli altri (immigrati, cinesi, comunisti, ecc.). Quindi, non è l'elettorato di destra ad essere malleabile creta nelle mani di Berlusconi, ma è Berlusconi che ha potuto vivere al di sopra delle regole e della legge con la benedizione dell'elettorato di destra (e l'ottuso tatticismo della sinistra istituzionale).

Pubblicato da: andrea inglese - 13.04.06 17:13

mi scuso con tutti se continuo con l'OT ma non mi
capita spesso di poter discutere senza perdere la pazienza con degli elettori della CDL (spero valga lostesso per costoro).

trespolo,
se vogliamo discutere di strategie e tattiche politiche, ok, la proposta di grande coalizione, come ti dicevo, è una proposta come un'altra: con dei pro (per esempio, allarga la maggioranza) e dei contra (se prodi inciucia col berlusca, il giorno dopo molti suoi alleati ed elettori lo abbandonano). secondo me, a parte che una coalizione prodi-bertinotti è tanto improbabile quanto una prodi-fini, una coalizione prodi-bertinotti-fini è impossibile.
l'argomento però era l'atteggiamento di berlusconi. e tu, anche se a denti stretti, hai ammesso di non condividerlo.
saluti a tutti,
luigi

Pubblicato da: luigi ramenghi - 13.04.06 17:19

Sono d’accordo con Inglese sul fatto che la politica di Berlusconi si caratterizzi per la mancanza di lungimiranza (non riesce a vedere più in là del “qui ed ora”): su questo ho letto tempo fa un interessante articolo di Evangelisti. Tuttavia la rimonta di Berlusconi non è dovuta tanto a quello che parte dell’elettorato di destra non ha visto (perché manipolata, perché inconsapevole dei suoi “veri interessi” ecc.), ma purtroppo, a mio avviso, agli errori di Prodi. Santomassimo, nell’articolo che compare oggi sul Manifesto (“Destra profonda”), afferma a tale proposito: “In una situazione come quella italiana, dove l’intreccio tra stipendi, pensioni familiari, piccole rendite e piccolo risparmio è oramai costitutiva dei bilanci delle famiglie e costituisce fattore di sopravvivenza e di rifugio precario sotto i colpi della crisi, ci vuole la massima precisione nell’indicazione delle proposte. Da fare, possibilmente, all’inizio e non alla fine delle campagne elettorali, e mettendosi d’accordo su cosa dire”. Non solo non si è fissato il tetto di tassazione delle rendite finanziarie, ma si è anche proposta la reintroduzione della tassa di successione senza fissarne il tetto: in “un paese a ricchezza diffusa ma oramai precaria e minacciata”, l’effetto di tale evanescenza nelle proposte è stato quello di spaventare l’elettorato. Per inciso, lo stesso Prodi ha affermato che per lo Stato i proventi della reintroduzione della tassa di successione saranno irrisori. Prosegue Santomassimo: “Non si può, neppure per sbaglio, trovarsi nella condizione per cui la proposta, sacrosanta, della redistribuzione del reddito a favore dei ceti più deboli … possa rischiare di venire intesa come spoliazione di chi ha poco e a maggior ragione difende quel poco che ha”. Ricordo, infine, che la proposta di eliminare l'ICI sulla prima casa fu originariamente di Bertinotti. Prodi, forse a ragione (nel senso che non ce lo possiamo permettere), ha lasciato questa carta a Berlusconi; tuttavia Prodi ha proposto anche le “revisioni delle rendite catastali che, giuste in sé, hanno assunto inevitabilmente il significato di un inasprimento di una tassa fondamentalmente ingiusta e avvertita come tale”.
Sono stata prolissa, scusate.

Pubblicato da: rossella - 13.04.06 17:51

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