« Sironi / Ma tu lo conosci Joyce?, di Giuseppe Braga | Main | La stagista in casa editrice [25] »

11.04.06

Facciamo un'ipotesi

di giuliomozzi

[Questo articolo è stato ripreso in Nazione indiana. gm]

[tutti gli articoli della campagna post-elettorale]

La prima pagina della Gazzetta dello SportFacciamo un'ipotesi.
Le italiane e gli italiani hanno votato responsabilmente. Non è vero che chi ha votato per il centrosinistra è o un coglione masochista che vota contro il proprio interesse o un comunista mangiabambini che si nasconde dietro il faccione cattolico del mordadella Prodi. Non è vero che chi ha votato per il centrodestra è o un rincoglionito teledipendente che vota secondo quel che gli dice la pubblicità o un neo-teo-con assetato di sangue che si nasconde dietro il sorriso liftato dell'unto dal signore Berlusconi.
No: gli italiani e le italiane hanno votato responsabilmente. Ciascuno ha fatte le sue due brave croci votando per quella coalizione (e, dentro la coalizione, per quel raggruppamento politico) che effettivamente più gli assicura la tutela dei suoi interessi, l'avvicinamento ai suoi ideali, la soddisfazione dei suoi desideri, dei suoi sogni, delle sue speranze. Tutti hanno votato, e nessuno si è sbagliato. Chi non ha votato, sia che ritenesse lasciare ad altri il disbrigo di un compito per il quale, al momento, non provava interesse o disposizione, sia che ritenesse dichiarare la sua complessiva scarsa o nulla fiducia nel sistema, ha ugualmente agito con senso di responsabilità e convinto, in tal modo, di tutelare i propri interessi, l'avvicinamento ai suoi ideali, la soddisfazione dei propri desideri, dei propri sogni, delle proprie speranze.
In somma: tutte le cittadine e tutti i cittadini italiani sono intelligenti, responsabili, liberi e autonomi.

Il risultato di questo voto è una parità quasi perfetta. Al di là dei meccanismi elettorali che potranno assegnare a una parte o all'altra una maggioranza formale, il risultato di questo voto è una parità quasi perfetta. Possiamo anche augurarci che una qualche maggioranza venga assegnata a una parte o all'altra (magari con il lancio della monetina, come nelle partite di calcio), se non altro per garantire il mero funzionamento delle istituzioni, eventualmente per organizzare una partita di spareggio (magari con regole cambiate, tanto per vedere se il risultato cambia): fattostà che il risultato di questo voto è una parità quasi perfetta.

L'ipotesi è: ciò che gli italiani e le italiane hanno votato, è vero. E' vero, è proprio vero, che la coalizione di destra è bene per metà della popolazione; ed è vero, è proprio vero, che la coalizione di centrosinistra è bene per l'altra metà: dove, dicendo "è bene", intendo dire: che effettivamente assicura la tutela degli interessi, l'avvicinamento agli ideali, la soddisfazione di desideri, sogni e speranze.

A che cosa serve questa ipotesi?

Serve a considerare le italiani e gli italiani come persone libere e in grado di esercitare con piena consapevolezza e capacità di giudizio il fondamentale diritto del voto. Serve, in somma, a rimuovere la categoria del disprezzo e il razzismo ideologico.

Serve poi a pensare che la divisione in due della popolazione non è una divisione meramente elettorale: è una divisione, come oggi è di moda dire, antropologica. E non è sulle differenze nei voti espressi che dobbiamo interrogarci, ma sulle differenze profonde, e vere ("vere", cioè: non rimovibili con mezzi retorici) tra questa e quella metà della popolazione.

Serve poi a pensare che sia utile a tutti, se non addirittura necessario, tentar di comprendere quali siano i veri interessi, i veri ideali, i veri desideri, i veri sogni, le vere speranze di questa e di quella metà della popolazione. E questo è possibile solo se tali interessi, ideali, desideri, sogni, speranze, vengono considerati veri.

In campagna elettorale, la retorica è tutto. Ma il voto, poi, è una cosa vera.

Se sto dicendo cose insensate, avvertìtemi.

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 11.04.06 09:09

Interventi

questa è la riflessione più sensata che abbia sentito di recente.

Pubblicato da: La stagista - 11.04.06 10:08

Giulio, io porrei l'accento su un aspetto nuovo.
Il fallimento dei sondaggi, per sovrastima della percentuale dell'Unione.
E' evidente che gli elettori di Berlusconi, a domanda dell'intervistatore "Lei per chi vota?", hanno risposto il falso.
Questo pudore è un germe positivo o negativo ?
Ti dò ragione : il voto è una cosa vera. Ma dovrebbero esserlo anche le intenzioni, anche le affermazioni ideologiche.
Chi ha votato Berlusconi dovrebbe intervenire e spiegarci il perché. Basta nascondersi.
Sono spaventato. Nascondersi non equivale forse ad un'ammissione di colpevolezza ?

Pubblicato da: Federico - 11.04.06 10:08

Potessi rispondere con il titolo di un libro, citerei "Bonjour tristesse":- (

Pubblicato da: Lucio Angelini - 11.04.06 10:14

Caro Federico, secondo me non "è evidente che gli elettori di Berlusconi, a domanda dell'intervistatore 'Lei per chi vota?', hanno risposto il falso". E' evidente invece che gli exit poll sono, come recitava una scrittina in basso nello schermo televisivo, "informazioni soggette ad errore" (come se esistessero informazioni non soggette ad errore; vabbe'). Le ragioni del fallimento di una previsione possono essere tante.
Inoltre, secondo me non è vero che "nascondersi equivale ad un'ammissione di colpevolezza". Ci si nasconde anche se ci si sente in pericolo, o se si vuole fare uno scherzo, o per tattica, ecc. (e nel caso specifico penso che qualcuno potesse sentirsi in pericolo, voler scherzare, voler fare tattica ecc.).

Pubblicato da: giuliomozzi - 11.04.06 10:21

E' bizzarro però che un paese così numeroso sia così perfettatemente spaccato in due.
A proposito di nascondersi, se il centro-sinistra avesse avuto le palle di candidare un uomo espressione del suo partito di maggioranza (aveva lì un Veltroni pronto all'uopo) e non si fosse nascosto dietro un Prodi che non è espressione di nessun partito, di nessuna idea, di nessuna passione, se non dell'antiberlusconismo, avrebbe sfruttato meglio la crisi di consensi di centro-destra.
A questo punto, onore al Berlusca che non molla mai, comunque la si pensi sul personaggio.

Pubblicato da: Mario Incandenza - 11.04.06 10:22

non capisco tutto questo entusiasmo per un'Italia "spaccata in due", che è sinonimo di ingovernabile e instabile agli occhi del resto d'europa. non è il trionfo della democrazia: è solo il risultato di una campagna elettorale feroce e basata sull'offesa personale, che ha portato gli italiani a schierarsi pro o contro un personaggio. era forse l'ultima carta che rimaneva a berlusconi, e bisogna ammettere che se l'è giocata bene. la penultima era questa spassosa legge elettorale, che presumo piacerà molto a tutti i cuori democristiani d'italia, ma che paradossalmente ha finito per favorire l'unione. come dire: non tutto il male...

Pubblicato da: matteo - 11.04.06 10:26

La riflessione è sensata.
Il problema però è un altro e resta tutto in piedi. Fino a quando resiste, sulla scena politica italiana, questa divisione 'antropologica' tra gli ultras berlusconiani e gli ultras anti (perchè di questo parliamo), credo sia davvero difficile pensare che gli uni e gli altri possano riconoscere legittimità negli ideali e nelle aspirazioni altrui.
E questo, lo ripeterò fino alla noia, è colpa dell'anomalia Berlusconi.
Vedi, ieri ho incontrato un conoscente che sbarca il lunario facendo lavoretti in giro, un po' il facchino, un po' il falegname. Mi ha chiesto: chi sta vincendo. E io, sull'onda degli exit poll: bè, è in vantaggio Prodi. Lui ha risposto: ah, mò tolgo i soldi dalla banca, che quello ci toglie pure quel poco che abbiamo.
Allora di che parliamo?
Io non demonizzo, nè ho mai demonizzato, chi vota a destra. Però continuo a ritenere che Berlusconi, in quanto personalità forte in grado di dettare modi e tempi dell'agenda poltica, in quanto impolitico, in quanto esasperatamente convinto delle proprie ragioni come superiori e sacre rispetto a quuelle dell'avversario (nemico), in quanto assolutamente indifferente all'importanza di una qualsiasi dimensione 'istituzionale', sia un problema serio e reale della politica italiana. Serio e reale.
Berlusconi è l'uomo che cavalca una fase di transizione che sembra non finire mai, sono ormai quindici anni e la politica italiana non ne vuol sapere di rimettersi in moto, di ritrovare certe caratteristiche che io ritengo necessarie. Fino a quando c'è, fino a quando c'è come capo riconosciuto di uno schieramento e di una metà 'antropologica' della popolazione, sarà difficile - se non impossibile - quella legittimazione reciproca di sogni, idee e di tutto il resto che qui si auspica.

Pubblicato da: giuseppe mauro - 11.04.06 10:34

Giulio, c'è da chiedersi perché gli exit poll non solo sono sballati e di molto, ma così marcatamente a favore dell'Unione.
Il mio dubbio (e quindi non certezza) nasce anche dalla mia esperienza quotidiana : i Berlusconiani ci sono, mi circondano, eppure non si manifestano come tali. Per quale motivo ?
Pensi che "qualcuno potesse sentirsi in pericolo, voler scherzare, voler fare tattica ecc." : perché ?
Io avrei bisogno di conoscere l'altra metà dell'Italia. Vorrei vederla in faccia, parlarle, confrontarmi con lei, avviare una dialettica.
Vorrei capire perché un operaio disoccupato entri nella cabina elettorale e voti per Berlusconi, ad esempio.
Suvvia, almeno su questa piccola isola di libertà - almeno in Vibrisse -, che si manifestino, questi forzisti!

Pubblicato da: Federico - 11.04.06 10:34

Caro Matteo, non so dove lo vedi "tutto questo entusiasmo" per "un'Italia spaccata in due".
(Quanto ai cuori democristiani d'Italia: io, che sono uno dei tre veri democristiani ancora esistenti al mondo, trovo che questa legge elettorale sia, come l'ha definita il suo primo firmatario, "una porcata").

Pubblicato da: giuliomozzi - 11.04.06 10:38

Caro Federico: [a] tra avere un "dubbio" e dire "è evidente che", ci passa una bella differenza. Se parli di dubbio, ce l'ho anch'io.
[b] Se "i berlusconiani ci sono, ti circondano", ma non li vedi, propongo questa spiegazione: poiché la differenza è veramente antropologica, tu semplicemente i "berlusconiani" non li incontri mai. Tu e loro frequentate vie diverse, città diverse, bar diversi, negozi diversi, cinema diversi, parchi pubblici diversi, compagnie diverse, luoghi di lavoro diversi, eccetera. E' proprio vero, che non vi incontrate mai.

Pubblicato da: giuliomozzi - 11.04.06 10:41

Come dall'epiteto sferico usatissimo a fine campagna elettorale, c'è stata una perfetta divisione fallica. Una torta a forma di scroto. Così, tanto per dire una cazzata... su cui meditare.

Pubblicato da: Giancarlo Tramutoli - 11.04.06 10:44

Nella tua ipotesi - in cui mi piacerebbe credere - tu dici che ciascuno schieramento "effettivamente assicura la tutela degli interessi, l'avvicinamento agli ideali, la soddisfazione di desideri, sogni e speranze" di chi lo vota.
Dunque chi ha già governato, avrebbe garantito agli elettori che lo hanno rivotato (e ha convinto i neovotanti) questo "bene". Gli altri, che non si sono sentiti appagati, vorrebbero assicurarselo votando altrimenti.
Vorrei sapere, dalle chiacchiere che tu hai sentito al bar, sui treni eccetera quante persone in percentuale ti sono sembrate INFORMATE su quello che sta accadendo, al di là della scorza ideologica/retorica.
Io reputo che ogni voto di "credenza" e non informato, da una parte o dall'altra, sia un voto superficiale, e corrisponda a un'idea superficiale di "bene".
A questo punto, però, condivido il tuo invito all'analisi dei bisogni, desideri, sogni. E' qui che entra in gioco la letteratura, no?

Pubblicato da: Paolo S - 11.04.06 10:44

Caro Giuseppe Mauro, hai scritto: "Fino a quando resiste, sulla scena politica italiana, questa divisione 'antropologica' tra gli ultras berlusconiani e gli ultras anti (perchè di questo parliamo)". No, non parliamo di questo: non di "ultras". E se ci parliamo della differenza "antropologica" tra "una metà e l'altra della popolazione", non parliamo della "scena politica", che è un'altra cosa.

Poi ti faccio notare che è difficile accusare qualcuno di essere convinto di ciò di cui è convinto. Se si potesse fare questa accusa, allora sarebbe giusto non essere convinti di ciò di cui si è convinti: il che non è possibile.

Pubblicato da: giuliomozzi - 11.04.06 10:48

Giulio,
la tua risposta [b] mi ha fatto ridere di cuore. Grazie (ne avevo bisogno).
E' che mi sto sforzando di accettare il fatto che metà degli italiani realmente creda in Berlusconi. Si tratta di un'ammissione dolorosissima. Gioverebbe vederli concretamente, mi aiuterebbe ad accettare lo stato reale delle cose. Ho bisogno che qualcuno, anche solo su questo sito, dica che ha votato per Berlusca. :)

Pubblicato da: Federico - 11.04.06 10:50

Sinceramente, caro Giulio, fosse anche il caso di tirar la monetina per decidere, l'importante è liberar l'Italia per poi cantar in libertà la speranza d'una ritrovata libertà partigiana.
C'è una Italia a metà: di ricchi troppo ricchi, di poveri troppo poveri. E' giusto che i poveri abbiano qualcosa, almeno la speranza di arrivare a domani. Con la Destra berlusconiana il domani è di tomba sicura.

g.

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 11.04.06 11:02

Federico, guarda, che da qui dove sto (sportello di banca), si vedono benissimo i berlusconiani. E' una categoria antropologica precisa e riconoscibilissima. Mai trovato scandaloso o sorprendente che sono stati benissimo rappresentati in questi ultimi anni.

Pubblicato da: Giancarlo Tramutoli - 11.04.06 11:02

Giancarlo,
a domanda "Per chi hai votato?", rispondono fieramente a tono ?
In caso affermativo : dove stai ?

Pubblicato da: Federico - 11.04.06 11:08

Federico, veramente non ti sei accorto che metà della popolazione italiana sta bene? Credi che la battuta di un'italia piena di telefonini, automobili, ballerine e fiction non sia invece la realtà per metà degli italiani (e ciò gli basta)?
Credi anche che nell'altra metà non ci sia qualcuno convinto di poter fare il salto dall'altra parte grazie a Berlusconi?

Pubblicato da: Alberto - 11.04.06 11:09

META' mi pare tantino, Alberto.

Pubblicato da: Paolo S - 11.04.06 11:10

Ammetto che il voto sia spaccato a metà, ma non credo che a metà sia la divisione tra ricchi e poveri. Mi piacerebbe pensarlo, però.
Anche i piccoli borghesi (ceto medio tendente al basso) non se la passano benissimo. Non a caso Berlusconi ha sparato - con successo - la cartuccia dell'ICI.
E' tristemente vero quello che dici sulla convinzione di fare il "salto" sul carro dei ricchi. Non redistribuzione delle risorse, bensì accaparramento di quelle disponibili.

Pubblicato da: Federico - 11.04.06 11:16

Caro Paolo Stanese, tu sei informato? Io, ad esempio, mi ritengo insufficientemente informato.

Ma, a parte questo, un'ipotesi serve a formulare delle proposte di ricerca. "Credere" in un'ipotesi è sbagliato.

Pubblicato da: giuliomozzi - 11.04.06 11:17

Io credo, caro Iannozzi, che non tutti i poveri abbiano votato Prodi e non tutti i ricchi abbiano votato Berlusconi. Io per esempio non sono ricco né di famiglia né di mio. Certe boutade e certe facilonerie sono un po' di cattivo gusto in un momento come questo. C'é qualcuno che dice che il 50% composto interamente di coglioni, qualcun'altro che pensa - paradossalmente - che quell'altro cinquanta lo sia altrettanto. Il risultato? Siamo tutti quanti dei gran coglioni. Mi sembra francamente inaccettabile. Molto più verosimilmente credo che gli italiani, comunque si siano espressi vadano rispettati.

Pubblicato da: andrea.nobili - 11.04.06 11:19

Federico, ma la mia risposta [b] è seria.

Pubblicato da: giuliomozzi - 11.04.06 11:19

Giulio, ma anche la mia risata.

Pubblicato da: Federico - 11.04.06 11:23

L'Italia è spaccata (e non divisa) in due perchè non c'è dialogo. E non c'è dialogo anche perchè, come già fatto notare, troppo speso chi vota a destra si nasconde. Inutile nasconderlo, la destra italiana è sempre stata pavida. Nessuno dice "sto con Berlusconi", così come nessuno prima diceva "voto DC". E alla fine vinceva la DC -e Berlusconi arriva oggi ad un pelo dall'affermazione (sconfitto però purtroppo -almeno per me- non è).
Ora, si possono muovere molti rilevi e critiche a "quelli" di sinistra, ma non di non far mistero del proprio modo di essere e di pensare: cultura (di questo si tratta) che manca alla destra nostrana: questo marca l'Italia come arretrata rispetto al resto d'Europa. È davvero la differenza tra chi pensa col portafoglio e chi ritiene che la vita sia anche qualche cosa d'altro. Scambio in primo luogo. Paradigmatiche le cose dette poche giorni prima del voto da Berlusconi: sarebbe "sceso in campo" (sport o guerra?) per difendere e per lavorare per (nell'ordine) sè, i suoi figli, la sua famiglia, il suo partito e per i cittadini... Capito le priorità? Senz'altro si può giustificare tutto -e tutti. Ognuno può avere ragioni per fare quello che fa; votare come vuole ecc. Ma: è questo il senso della libertà e della democrazia? È segno di libertà -ma non quella astratta, bensì quella che ha a che fare col vivere e convivere civile- il "me ne frego" (uno degli slogan di più successo della destra)? La convivenza sociale e civile, la nascita e lo sviluppo culturale di un paese non dovrebbe basarsi sul dialogo, sul confronto, sulla battaglia si, ma delle idee? E dov'è? Come è possibile che questo possa nascere di fronte al nascondersi di una parte della popolazione? Questo nascondersi è piccolo cabotaggio, regressione, incapacità di prendersi delle responsabilità, stare accucciato in attesa di potere fregare qualcuno. Come è possibile vivere tra gente che nasconde il proprio essere? Come può nascere fiducia (e confronto)? Troppi pensano di vivere solo in una metà del paese.
Per questo penso l'Italia sia arrivata alla frutta. Sarà dura -per tutti.

Pubblicato da: maline - 11.04.06 11:25

caro nobili, credo sia sempre utile avere il dubbio (almeno) di esserlo. Un po' di sana autoironia impara a capire (e a non sottovalutare come è successo) l'altro 50%. Poi, non essendo ancora scoppiata la guerra civile, (ogni tanto)"lasciatemi divertire", per piacere....Anche le persone serie, (ogni tanto) ridono...e di tutto.
Ciao ciao

Pubblicato da: Giancarlo Tramutoli - 11.04.06 11:30

158 seggi al Senato contro 156 della Cdl

un passo, uno ancora, e si potrà metter la LAPIDE sul governo berlusconi

poi, giorno dopo giorno, ci si penserà, col sudore della fronte, a chiuderla e ad OSCURARE anche l'epitaffio del peggior governo che l'Italia abbia mai avuto negli ultimi 50anni

g.

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 11.04.06 11:31

Giulio, non saremo mai informati abbastanza. Mi impegno per informarmi, comparo, provo a vagliare le fonti, leggo la stampa estera e invito chi conosco a fare altrettanto. Tento anche davanti a un caffè di usare argomenti, apprezzo che gli interlocutori facciano altrettanto. *Credo* (e lo dico alla Vattimo, in senso debole) di non avere la verità in tasca, e non applaudo agli slogan. Statisticamente, mi sembra che chi fa così - indipendentemente dallo schieramento - non sia la maggioranza delle persone che conosco, un campione vario, non enorme e forse non statisticamente significativo.
Evitando di credere in un'ipotesi: scommetto che una buona parte delle persone che ha votato ha un'idea di "bene" non sufficientemente basata sulle informazioni. Pecco di arroganza?

Pubblicato da: Paolo S - 11.04.06 11:35

giornata magnifica: hanno arrestato Provenzano...........

Pubblicato da: Francesco Sasso - 11.04.06 11:38

"Il guaio è che dal 1994, quando per la prima volta, caduta la Prima Repubblica, fu chiesto agli elettori di decidere quale, tra le opposte coalizioni, dovesse governare, l'Italia non si è avvicinata di un millimetro alla precondizione di un bipolarismo moderno e civilizzato, che consiste in un minimo di legittimazione reciproca tra le forze in lotta. Sono 12 anni e passa, da quando, come dice lui, scese in campo, che la sinistra, e non solo per il conflitto di interessi, considera in cuor suo Silvio Berlusconi un usurpatore, e quella metà degli italiani che lo votano, nel migliore dei casi, degli sprovveduti. Sono 12 anni e passa che Berlusconi e i suoi elettori considerano il campo avverso, l'altra metà degli italiani, un orrendo conglomerato di post, vetero e neo comunisti, di poteri forti e di utili idioti. Questa campagna elettorale ha, se possibile, peggiorato le cose. Sempre meno proposte, programmi, idee per un Paese che declina davvero."
Paolo Franchi, sul Corriere.
Va da sè, considerando ciò che ho scritto prima, che condivido parola per parola quanto da lui scritto.

Pubblicato da: giuseppe mauro - 11.04.06 11:45

@Iannozzi: risultato strepitoso. Mi fa piacere sapere che tu voglia mettere la lapide sul 50% degli italiani. Ottima prova di democrazia. Se dovesse stare alle tue premesse il nascente governo Prodi sarebbe la provo del 9 di "democrazia imperfetta". Molto finianamente (massimo) mi pongo sempre più il kafkiano interrogativo:"La ragione aveva torto?"

@Maline. Basta con questo "mito" della destra che pensa solo al portafoglio e manca di cultura... Se andiamo a vedere quali sono le culture di sinistra, dove trovano posto gli opposti e pure i contrari, scopriremo che parlare di cultura e di "culture" è alquanto evanescente. Cultura è una parola né di destra né di sinistra. Concordo con Paolo S.: non abbiamo mai la verità in mano.

2:A cosa serve prendersela con gli exit-poll? E con chi non dichiara "la verità"? La verità non è la scheda? E allora amen no? Non è la prima volta che ci troviamo di fronte a risultati stravolti no? Succede, è successo anche in altri paesi europei. Allora la domanda che mi pongo io è se i sondaggisti e gli istituti demoscopici siano sufficientemente liberi dalle ingerenza dei CDA e dei Patti di Sindacato.

3:Lo strasuccesso dell'UDC è l'exploit di una cultura di destra, cristiana, identitaria, liberale che esiste, è viva e vegeta e (perfortuna) è condivisa dal 50% degli italiani. Vedremo quanto durerà questo governo-farsa (ammesso che riesca ad insediarsi).

P.S. A conti fatti avevano ragione i vituperati "espertoni" americani.

Pubblicato da: andrea.nobili - 11.04.06 11:54

Esprimersi necesse est. Altrimenti si implode. Semplicemente penso che i luoghi comuni (non belli perchè comuni e assolutamente lontani da fascismi e comuni-smi) sono la spinta dell'elettorato italiano. Non c'è cultura del voto, nessuno studio, niente libri, nulla che possa aprire menti e anime. La popolazione italiana è semi analfabeta. Non è informata, non legge, però vuole esserci, farsi conteggiare le emozioni primordiali, i sogni e le speranze. Manca il sapere a questa nostra povera Italia e vincono le fazioni, i faziosi e i giocatori.

Pubblicato da: elisabetta bucciarelli - 11.04.06 11:59

Giuseppe, tu parli di lapide, ma t'immagini una votazione al senato in quelle condizioni?
Quanto potrà durare?

Pubblicato da: Alberto - 11.04.06 12:01

Io non ho votato Prodi, né potevo votarlo, ricordandomi chi è e chi è stato. Non faremo molta strada con lui.

Poiché mancano poche ore, forse, per conoscere il risultato dello scrutinio dei voti espressi dagli italiani all'estero, e visto che la nuova legge elettorale tanto bistrattata da Prodi ha favorito proprio lui (io sono per il maggioritario, che non è mai giunto a perfezione qui in Italia) e il centrosinistra ha già la maggioranza (assicurata dal premio di maggioranza) alla Camera dei deputati, voglio augurarmi che i voti degli italiani all'estero consentano a Prodi di avere la maggioranza anche al Senato. La situazione di stallo nuoce a tutti, come nuoce a tutti una riproposizione del compromesso storico che tanti danni fece al paese e soprattutto alla classe dei lavoratori.

Augurandomi, quindi, una vittoria piena del centrosinistra (riferita al numero dei seggi conquistati con questa legge elettorale, mentre le percentuali esprimono, come dice Mozzi, una parità perfetta), come male minore, preferibile all'inciucio o allo stallo, voglio anche dire che ho un vivo interesse a vedere come Prodi opererà al governo ora che gli italiani gli hanno dato una seconda possibilità, dopo che era stato cacciato via. Secondo il mio modesto parere, egli farà assai peggio di Berlusconi, perché non sa fare bene il suo mestiere, come non lo ha saputo fare in passato, quando era all'Iri o quando è stato Presidente del consiglio. Se gli elettori del centrosinistra saranno onesti - come credo - di fronte ai risultati deludenti che avremo, mi auguro che facciano sentire la loro voce (sindacati compresi), perché l'alternanza è utile al Paese alla condizione che i cittadini mantengano la capacità obiettiva di saper vigilare e protestare se occorra.

Solo per ragioni legate alle vicende politiche lucchesi non ho votato Berlusconi, che votai nel 2001. Questa volta il mio voto è andato a Casini.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 11.04.06 12:07

Metà id quà e metà di là, è successo anche negli USA, è successo anche in Germania, succederà sempre più spesso, la cosa sta diventando strutturale.
Solo una legge elettorale che è una "porcata" (Calderoli dixit) ha permesso l'impasse. Voluta dal centrodestra, by the way.
Il problema sta tutto lì, ci vuole un nuovo sistema (tipo quello che c'era prima, ma con più maggioritario se possibile). Tanto siamo e saremo ancora per parecchio tempo nela socità del 50/50.

Pubblicato da: vella - 11.04.06 12:13

...e se avessimo votato con la legge elettorale del 2001? Sarebbe venuta fuori l'Italia spaccata, divisa, ecc.?

Pubblicato da: stefano manca - 11.04.06 12:17

Gli italiani all'estero hanno votato Unione. Gli italiani all'estero non vedono canale 5.

Pubblicato da: peppe - 11.04.06 12:19

Un mio amico appena tornato da Barcellona ha detto che sulla tivù di stato Spagnola (o Catalana), le sparate dei politici italiani (ma principalmente UNO) meritano una rubrica a parte sul tg. Non politica estera, ma COSTUME. Aggiungo altro?

Pubblicato da: Paolo S - 11.04.06 12:36

a me pare che la "porcata" (legge) elettorale "voluta dal centrodestra" non sia stata poi tanto criticata e combattuta dalla sinistra. o no?
e dunque?

Pubblicato da: pina - 11.04.06 12:43

Una domanda.
E se invece che pensare che gli elettori di F.I. siano restii a dichiarare il loro voto pensassimo che gli exit poll recano un errore strutturale? Cioè, da una primissima (ma proprio imberbe!) analisi parrebbe che i grandi centri abbiano dato la vittoria al centrosinistra e le altre realtà al centrodestra (questo spiegherebbe perché all'arrivare dei voti delle province si assottigliava il vantaggio iniziale del centrosinistra). Potrebbe, quindi, essere che le grandi case statistiche non abbiano campionato una tendenza sempre più all'"americana" dove nei grandi centri (es. NY) si è più progressisti e nelle altre realtà (es. Midwest) si è più conservatori?

Pubblicato da: fernando coratelli - 11.04.06 12:51

significa che la legalità e l'onestà non fanno parte degli "ideali, desideri, sogni e speranze" della metà degli italiani per cui è bene la coalizione di centrodestra, cioè per cui la coalizione di centrodestra "effettivamente assicura la tutela degli interessi, l'avvicinamento agli ideali, la soddisfazione di desideri, sogni e speranze"?

Pubblicato da: allora? - 11.04.06 12:56

vado fuori tema, rispetto agli altri (ma sono d'accordo con elisabetta: troppa disinformazione).
l'italia è orfana della democrazia cristiana.
berlusconi fingeva: lui non aveva paura dei comunisti; sa che quella è una palla che fa presa su un ceto medio benestante,
lui ha paura che casini e rutelli e magari formigoni un bel giorno si accordino.
casini ha avuto un buon risultato, la margherita, a prescindere da quel che dicono, meno. speravano nei transfughi di forza italia, nel richiamo insomma della dc. ora come come ora tanta dc è ancora in forza italia.
la margherita sperava di far man bassa, e invece così non è stato.
comunque. io non credo sia stato un buon affare vincere. ilvo diamanti, che di politica ne mastica più di me, ha dichiarato che in queste elezioni avrebbe perso chi avrebbe detto la verità. e che cioè nei prossimi anni son cavoli amari.
prodi dovrà cercare di accontentare le (legittime) richieste di rifondazione, su precariato e pensioni minime; allo stesso tempo deve riconoscenza a confindustria e al ceto medio (quello orfano della dc). difficile accontentare tutti, credo.

Pubblicato da: remo bassini - 11.04.06 13:12

Io "rispetto" le opinioni di chi, come Bart., ritiene che Prodi non sia in grado di governare. Si dice così, no? Si rispetta l'avversario nell'esercizio della sua manifestazione della propria opinione.
Quello che però mi sfugge e continua a sfuggirmi è la sottovalutazione del fenomeno Berlusconi a prscindere dal suo avversario politico: il suo portato sottoculturale, che ha condotto il paese nello stato in cui visibilmente è. Non è il caso di ripercorrere questi ultimi, tristi, cinque anni. Tralasciando le scelte prettamente politico-economico-sociali, vale almeno la pena ricordare lo sprezzo di quest'uomo per i valori condivisi (una cosa che mi ha sempre colpito: non ha mai festeggiato il 25 aprile, trasformandolo in una festa di una parte contro un'altra); per le istituzioni (la magistratura, la Corte Costituzionale...), per gli avversari in genere; l'ostentazione francamente offensiva della propria ricchezza. Il palpabile dispetto per la cultura (dimostrato nella totale assenza di sostegni). Ha condotto il paese verso questa spaccatura oggi quasi paradossale. Ha fomentato l'odio sociale, fungendo da spavaldo catalizzatore del dissenso (come sempre accade con i caudilli).
Tutto questo ha convinto quella che chiamo l'Italia profonda: quella che ha paura del'altro, dell'immigrato, delle tasse... quella indifferente, che non vuole pensare, che non legge, che non avverte Berlusconi come un pericolo.
Immaginiamoci questi 5 anni con Berlusconi senza Ciampi dall'altra parte. Cosa sarebbe rimasto della Costituzione, del rispetto delle cosa pubblica? E il discredito internazionale? La "scenetta" del kapò io NON LA VOGLIO PIU' VEDERE: non è folklore, non è un incidente secondario.

Prodi mi garantisce questo.
Poi, una volta liberato da Berlusconi, lo valuterò sui fatti.

Pubblicato da: Ezio - 11.04.06 13:25

breaking news:
ARRESTATO BERNARDO PROVENZANO PER SOLI 26MILA VOTI!

Pubblicato da: antonio - 11.04.06 13:28

e poi, completo o cerco di completare il discorso di ezio, c'è la loro arroganza-aggressività.
io non ho festeggiato per la vittoria di prodi. ma mi son detto finalmente.
oggi non si vota più "per", ma "contro", mi pare.

Pubblicato da: remo bassini - 11.04.06 13:31

Ezio... forse viviamo in due paesi diversi.
Quello che vedo è un 50% degli italiani che ha ritenuto di tornare di nuovo a votare per Berlusconi. Probabilmente questo 50% ha vissuto assieme a me in un paese diverso da tuo. Oppure, appunto, sono tutti coglioni che hanno scelto che il Paese allo sfascio - come dici tu - è il paradiso in terra.

Pubblicato da: andrea.nobili - 11.04.06 13:39

Di arroganza poi...
non so se avete visto la festa a lungo attesa di tolkeniana memoria di P.zza San Giovanni...
Una vittoria schiacciante davvero.
Anche le facce lasciavano trasparire un entusiasmo traboccante! Fassino sembra(va) Learch della famiglia Addams e Prodi Gigi la trottola. Complimenti alla neocompagine governativa che al primo voto in Senato sarà costretta ad ammettere di non poter governare. Il voto sui PACS sarà davvero curioso.

Pubblicato da: andrea.nobili - 11.04.06 13:48

Condivido l'intervento di Mozzi. Ora appare urgente che si ricostruisca la "politica" come affare di popolo.
Ergo, che la destra (aziendale - propaggine legittima di Publitalia) eserciti la sua capacità egemonica, ovunque collocata.
E che la sinistra riformista sia capace di reinventare un proprio riformismo radicato nella società e nei corpi sociali, il tanto atteso (più di Godot) "partito democratico", per dare risposte nuove a domande antiche (v. gli interventi di Reichlin nel volumetto "il silenzio dei comunisti"- Einaudi)...

Pubblicato da: enrico de lea - 11.04.06 14:09

Quest'anno NON sono andato a votare, ma, fossi andato, non avrei sicuramente votato il centrosinistra guidato da Prodi. Le motivazioni le avevo già spiegate e coincidono, per grandi linee, con le motivazioni portate da Bart.

Personalmente ritengo opportuno, a questo punto, che il centrosinistra ottenga la maggiornaza anche al Senato e riesca a sbloccare la situazione di stallo: rimanere con un finto governo sarebbe un danno pesantissimo per tutti.

Detto questo alcune considerazioni su argomenti precedenti:
1) discutere con persone orientate politicamente verso il centrosinistra è, normalmente, quasi impossibile: hai sempre l'impressione di discutere con un oracolo che, indipendentemente da fatti e conoscenze, risponde con la verità in tasca. Questo è, a mio parere, uno dei motivi che rende difficile il confronto e anche l'incontro su alcune posizioni che potrebbero essere condivise

2) Exit poll errati. Ho avuto modo di dare un'occhiata ai sondaggi (derisi da tutti) che Berlusconi aveva commissionato alla società americana e i risultati sono IN TUTTO e PER TUTTO simili a quanto è successo. Addirittura era presente un'indicazione che dava vincente la CDL se il numero dei votanti avesse superato l'84%. Questo mi porta a dire che i dati elaborati da Nexus non fossero errati per reticenza degli elettori del centrodestra, ma per un errore nel loro modello di raccolta dei dati e, più in generale, nel modello di raccolta dei dati utilizzato da quasi tutte le società di sondaggi italiane (erano tutte allineate sul medesimo livello di errore e da almeno due mesi).
La controprova è data dal fatto che, quando Nexus si è trovata a "proiettare" i dati partendo da un campione reale (i dati scrutinati) è arrivata esattamente al numero di voti, centesimi esclusi, delle due coalizioni: 49,8%.

3) Personalmente non sono mai stato convinto di quel margine ipotetico attribuito al centrosinistra ed era un bel po' di tempo che paragonavo questa tornata elettorale a quella Kerry-Bush; ovviamente deriso da tutti :-)

4) L'unico errore (commesso da entrambe le coalizioni) è stato quello di non valutare correttamente il peso, determinante al senato se la tendenza sarà confermata, dei voti degli italiani all'estero.

5) Ora partirà l'inevitabile (dato l'esiguo vantaggio alla camera) riconteggio dei dati di voto e, forse, delle stesse schede elettorali. Sarà sufficiente recuperare UNA scheda nulla ogni due sezioni per ribaltare la situazione. Spero che il conteggio sia effettuato velocemente: non possiamo permetterci di rimanere in sospeso.

6) Questa tanto bistrattata legge (a me non piace e sono da sempre un fautore del maggioritario puro con premio di maggioranza) non ha comunque alterato i risultati del voto, al di là delle battute poco eleganti di Fassino, e, se sarà possibile un governo a fronte dei risultati di voto, sarà solo a fronte di questa bistrattata legge: ci fosse stato un premio di maggioranza su base nazionale anche al senato (osteggiato dalla sinistra) ora avremmo le due camere irrimediabilmente ingestibili.

7) Continuo a ritrovare, fra le righe di chi ha votato centrosinistra (non tutti fortunatamente), quella "certezza" di superiorità morale, culturale, etc... che è, a mio parere, il vero motivo di questa "divisione" politica.

8) C'è un dato che, a mio parere, emerge da queste votazioni, e mi preoccupa: la divisione netta tra voto al nord e voto al centro sud. Conferma una "divisione" di pensiero e di visione della politica e dello stato antitetica. Potrebbe essere fonte di problemi.

9) Ora manca solo lo "scoglio" della rielezione del Presidente della Repubblica: toccherà al Presidente sciogliere le Camere e firmare il mandato per il nuovo Governo. Spero sia una scelta rapida.

10) Mi stanno sempre più sulle "palle" quelli che prendono le "cosniderazioni" sull'Italia fatte in paesi esteri come metro per giudicare il nostro livello di civiltà e di coscienza civile. Con questo loro comportamento, apparentemente leggero e giulivo, ci fanno apparire TUTTI dei coglioni. Sarebbe ora che, quando all'estero ci trattano male alzassimo la testa e li mandassimo a espletare qualche bisogno fisiologico.

Sono alcune delle riflessioni che mi sono venute di getto; ora torno a lavorare: a volte mi tocca.

Buona giornata. Trespolo.

Pubblicato da: Trespolo - 11.04.06 14:33

Ritorno a Prodi.

Non vi ha fatto "senso", quando Striscia la notizia ha mostrato Prodi che distrattamente ha inciampato contro la cassetta delle elemosine di un povero che stava lì, appoggiato al muro in attesa di qualche offerta?
Prodi si è accorto di aver spostato con il suo inciampo la cassetta, si è piegato e l'ha rimessa davanti al poveretto. Ma si è ben guardato dall'offrirgli un obolo. Eppure è straricco. Si è girato e si è rimesso a chiacchierare coi suoi compagni, come se quel povero non esistesse. Quel povero, ossia, che fa parte di quel popolo italiano che ha bisogno di aiuto.

Non vi ha fatto "senso" che Prodi, che vuole ripristinare la tassa sulle successioni e sulle donazioni (in pratica ricalcando la vecchia legge, secondo Bertinotti), abbia approfittato della legge del governo Berlusconi, che le ha abolite, per fare ricche donazioni ai suoi figli nel 2003?
Io credo che un uomo che abbia un minimo di coerenza e di pudore dovrebbe fare i calcoli di quanto ha risparmiato (poiché è favorevole alla tassa sulle donazioni e sulle successioni) e offrire il corrispettivo a qualche ente benefico. Lo farà? Non credo proprio. Prodi è questo, e il suo governo sarà espressione di questa doppiezza.

Non si può votare un uomo così. Per me è peggiore di Berlusconi. Non ho dubbi in proposito. Sono sicuro quanto sono sicuro che Scalfaro è stato il peggior Presidente della repubblica e Dini il peggiore Presidente del consiglio. Non gli presterei un euro per paura che trovasse una qualsiasi scusa per non restituirmelo.

Comunque, l'Unione ha vinto le elezioni ed ha la maggioranza anche al Senato. Tutto il risentimento, lo metto da parte, e starò a vedere se l'Italia uscirà migliore o peggiore di quella che in questi cinque anni si è dipinta.

Mi auguro migliore, ma non sarà così. Se ne avremo voglia, ne torneremo a parlare fra qualche tempo.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 11.04.06 14:34

Per Maline, che ha scritto: "la destra italiana è sempre stata pavida". Domanda: serve a qualcosa (a prescindere dalla verità della cosa), pensare che "la destra italiana è sempre stata pavida"?

Pubblicato da: giuliomozzi - 11.04.06 14:35


Caro Bart,
essere a capo di una coalizione non significa essere una persona da santificare.
Non sono nemmeno un Prodiano, ma la tua considerazione sul povero lascia un po' il tempo che trova. Vedi, ieri sera Prodi ha distribuito pacchi pasquali ai senza tetto del centro, qui a ROma. Non per questo è stato un Santo ieri o un Diavolo in quell'occasione che tu mi citi.
Dici che Prodi è peggio di Berlusconi...Fai un discorso di moralità, di interesse privato ottenuto con l'abuso del potere, e mi citi Prodi ?
Chi ha raddoppiato il suo capitale nei cinque anni di governo appena trascorsi ? Chi ha fatto cadere in prescrizione certi reati, per salvarsi le penne ? Allora vedi, se imposti la tua argomentazione su certe questioni, cadi in contraddizione.
Forse sarò un nostalgico, ma credo che dovremmo scegliere un programma da votare e non una persona.
Per quale motivo hai votato il centro-destra ? Quali punti del loro programma (esiste?) ti hanno convinto ? Te lo chiedo senza polemica. Sono sinceramente interessato a capire i perché dell'altra sponda.

Pubblicato da: Federico - 11.04.06 14:55

Alle domande di Bartolomeo, che voglio considerare non retoriche, rispondo:
1) No. Berlusconi vi avrebbe infilato un centone, sorridendo alla telecamera. Di come Prodi faccia la carità (non l'elemosina) non so nulla e non mi permetto di giudicare.
2) No. Prodi ha fatto tutto secondo la legge: avrebbe potuto dividere i soldi della vendita di una casa sui conti correnti dei figli senza dire niente a nessuno. Invece è andato dal notaio, pagandolo profumatamente. La donazione, tra l'altro, anche con questa legge, non è affatto aggratise. Il fatto, come giustamente hai sottolineato, è avvenuto nel 2003. Cosa avrebbe dovuto fare secondo te?

Per il resto. A chi accusa la sinistra di saccenteria e di arroganza culturale io non so proprio che dire: finché la destra è questa l'unico modo per non "vantare" la propria superiorità culturale è tacere.
Con ciò ho avvalorato l'idea di ostentare la mia arroganza culturale, lo so: ma non se ne esce.
E' un bell'inghippo logico che azzera la dialettica. Ma ci sarà pure un giudice a Berlino!
Ezio

Pubblicato da: Ezio - 11.04.06 14:57

Trespolo, condivido appieno il tuo punto 7.
Quanto al punto 10, "cosnidero" anch'io fastidioso farmi prendere da tergo da un portoghese. E anche il fatto che abbia avuto (e avrà nuovamente) motivo di farlo...

Pubblicato da: Paolo S - 11.04.06 15:08

Io sto con Berlusconi, a quanto pare non da solo. E gli faccio i complimenti. Complimenti Presidente! Lei e’ un campione. Di uscite scomposte, di manifestazioni ridicole, comunque un campione.

Due settimane fa… che dico? ieri pomeriggio solo uno stupido le avrebbe dato credito.
Solo uno stupido avrebbe creduto che gli scenari prefigurati dai “suoi” sondaggi erano verosimili, che lei sarebbe sopravissuto, che Forza Italia avrebbe continuato ad essere il primo partito.
Fino a ieri pomeriggio chiunque avesse dimostrato una qualche forma di simpatia per lei, leader impomatato, sarebbe stato a sua volta considerato un illuso, stupido, ignorante, “rincoglionito teledipendente” - e poi ci si stupisce per i risultati degli exit polls.

Ieri pomeriggio tutti la davano per spacciato; gli avversari, gli elettori del centrosinistra e anche i suoi alleati - che neanche l'hanno fatta per davvero la campagna elettorale. Anche “l’informazione” la dava per spacciato. L’INFORMAZIONE! Ma non la controllava lei “l’informazione”?

Pubblicato da: Carlo - 11.04.06 15:15

@pina:
la nuova legge elettorale il centrosinistra NON l'ha votata: mi sembra sufficiente

@Bartolomeo:
Prodi peggio di Berlusconi? Alcune cosucce: Mangano, mafia, Dell'Utri, Banca Rasini (che dopo Sindona è diventata Popolare di Lodi), società fatte da scatole cinesi chiamate Finivest 1... fino a 23 domiciliate in Lussemburgo
leggi Mammì varie, intervista a Borsellino mai trasmessa in Italia
Conflitto di interessi, monopolio TV
Tessere P2
Possesso di giornali di fratelli e mogli che per legge un editore TV non può avere
Decoder prodotti da una società del fratello
Prodotti di Mediolanum distribuiti dalle Poste Italiane
Bart, sono io ora a dire che non si può votare un uomo così!
Non che Prodi sia uno stinco di santo, non mi entusiaisma neanhce un pò, ma vivaddio una qualche differenza c'è!

Mi ha fatto senso il srvizio di Prodi su Striscia, certo, per il fatto che il "padrone" Berlusconi abbia usato qualsiasi trasmissione delle sue TV per fare campagna elettorale. Non era un editore che non si interessava minimamente della linea editoriale delle sue TV? Da cui la non sussistenza del conflitto di interessi? Ci prendiamo in giro?

Io non sono a priori di sinistra, e avrei votato a destra in questo particolare momento storico. Non questa destra però, o meglio, non la destra di Forza Italia.

P.S. Scusate per il minestrone di argomenti

Pubblicato da: vella - 11.04.06 15:48

Caro Trespolo, forse i sondaggi americani non sono stati proprio derisi da tutti-tutti. L'altro giorno ho fatto qui in vibrisse un articoletto che diceva: "Suvvia, andate a votare!".
http://www.vibrissebollettino.net/archives/2006/04/dichiarazione_d_1.html
Nel giro di cinque minuti mi ha telefonato un amico che lavora nei Ds. "Ma che sei matto?", mi ha detto. "Per noi, meno votano e meglio è".
(O forse solo il ragazzo è intuitivo).

Pubblicato da: giuliomozzi - 11.04.06 16:04

@ giuliomozzi

"Domanda: serve a qualcosa (a prescindere dalla verità della cosa), pensare che "la destra italiana è sempre stata pavida"?"

Vedi il problema è il coraggio delle proprie azioni e del proprio pensiero. È difficile vivere e lavorare assieme a qualcuno che si nasconde, che è insincero. Che rapporto di fiducia può mai sorgere? Discutere con qualcuno che ti dà ragione magari sulle critiche a chi ci governa e che poi nell'urna vota l'opposto -ecco questo: ha senso?
Questo intendo con pavidità; con mancanza di dialogo; quello che intendo con battaglia culturale. Questo il tendere la mano -e l'orecchio.
L'analfabetismo politico in Italia è enorme e non c'entra qui la destra (forcaiola storicamente e razzista) o la sinistra (ancora per certi versi troppo ideologica, la sua peggiore malattia). In Italia si legge poco: libri, giornali... Continuiamo a discutere di troppe cose solo in termini calcistici: il nostro vocabolario è povero in questo -e molto (guarda il vocabolario dei politici). La TV è praticamente l'unica forma di sguardo sul mondo: da nessun altra parte in Europa si guarda così tanta TV -sarà un caso? Dove sono gli spazi non di dibattito (no! il dibattito no!) ma di confronto? Quei pochi che ci sono hanno la stessa struttura dei programmi d'intrattenimento con le veline scosciate ed i moderatori/presentatori che assomigliano sempre più a pescivendoli (è serio uno come Ferrara che in qualità di giornalista, di conduttore, si imbavaglia davanti alle telecamere? Che segnale si lancia in questo modo?). Tutto diventa sempre e solo spettacolo. Questa è la grettezza del portafoglio.
Io non chiedo mai l'appartenenza politica se devo discutere: solo la franchezza. Non devo convincere nessuno, solo esprimere il mio parere e ascoltare quello dell'altro -se solo me lo dicesse.
Finisco con una citazione di Rosa Luxemburg (comunista ahimé...): "Libertà è sempre la libertà di coloro che pensano altro". E senza che per questo siano coglioni, aggiungo.

PS: Devo complimentarmi con te comunque: sei il primo che conosco, nella mia vita, che si è dichiarato democristiano ;-) - E come vedi stiamo parlando.

Pubblicato da: maline - 11.04.06 16:20

Vorrei tornare all'ipotesi iniziale di giulio.

Queste ore di angosciosa attesa post-elettorale spingono molti, da una parte e dall'altra, sopra e sotto, a rifugiarsi in spiegazioni di tipo antropologico per la clamorosa spaccatura italiana.
Io credo invece che si debba rifuggire da tale ipotesi. Io, che sono, senza esitazioni, di sinistra, non voglio credere di essere "antropologicamente" diverso da un elettore/cittadino di destra. Si tratta, a mio modo di vedere, di un vero e proprio fenomeno di razzismo (da entrambe le parti, ovviamente), che, come tutti i razzismi, si alimenta dell'ignoranza.

Ha ragione giulio: vi sono mondi, ceti, classi, luoghi in Italia che oggi non si incontrano mai, non si conoscono, si ignorano. E ovviamente hanno una fottuta puara l'uno dell'altro.

Qui dalla Germania, dove vivo e lavoro, ho passato gran parte del mio tempo libero nelle ultime settimane a cercare di capire che aria tirasse in Italia alla vigilia del voto. L'ho fatto come meterialmente ho potuto, asclotando la radio e navigando in rete, errando. Soprattutto sono stato attratto dai molti blogger schierati a destra. E vi ho trovato, come ci si potrebbe aspettare, in dosi uguali partigianeria, idiozia, acume, visioni politiche discutibili, ma serie, o analisi infantili e ipocrite. Insomma, quello che piu' o meno troverei/trovo leggendo i bloggers "di sinistra", dei quali condivido spesso le idee, ma non certo un'esclusiva antropologica.

Ho cercato, insomma, di colmare un poco questo abisso, che per me oggi e' politico, sociale, culturale, ma che spacca in due il paese. Una ricerca di conoscenza, uno "studi del nemico" certo, ma anche un modo di esorcizzare il timore. Perche' in questa ricerca, la paura mi prende quando anche io mi sento squadrato, temuto, non compreso, immigrato (l'Italia si e' riempita di "padroni a casa loro", purtroppo).

Provate anche voi a leggere i commenti/invettive che ci si e'scambiati con violenza e accanimento unici tra destra e sinistra nella campagna elettorale come fossero i giudizi su gente lontana, diversa, mai vista. Neri, cinesi, ebrei, marocchini. Ecco per me ci si insultava cosi', in Italia, da ignoranti.

PS
credo che un po' ignoranti lo siano stati anche i molti sondaggisti all'opera. Il fallimento degli exit-poll, per quel che ho capito leggendo qua e la', potrebbe spiegarsi con due fattori: 1) vi e' una parte dell'elettorato italiano letteralmente "invisibile", di cui le case di sondaggi non sono riuscite a tenere conto. Ovvero, non sono rientrati nella mappa sociale in base alla quale vengono di solito "calibrati" i risultati grezzi dei sondaggi. Nella mappa usata dai sondaggisti c'era un buco. Chi viva in questo buco (poveri? anziani? emarginati? non-consumatori? abitanti di piccoli paesi? non-internauti? lettori di libri? non-lettori?...) non so. Pero' anche loro bisognera' andarli a conoscere. 2) Piu' prosaicamente, quando le leggi elettorali cambiano spesso, le varie mappe di calibrazione dei sondaggi vanno rifatte ex-novo, e temo che spesso, per convincersi della bonta' di una nuova mappa, i sondaggisti si affidino piu' alle loro stese aspettative e ai risultati di altri sondaggi "rivali", che a nuovi dati. Insomma, si crea un circolo vizioso che recinta e nasconde il buco nella mappa.

Pubblicato da: andrea - 11.04.06 16:20

ero a milano, festival dell'unità.
da ragazzo i festival dell'unità servivano per acquistare libri e dischi a buon prezzo; ora non più: la feltrinelli è cara come il peccato.
comunque.
mentre giravo per libri era il momento conclusivo dei comizi: fassino e prodi.
il popolo diesse applaudiva (io mi sarei toccato) mentre i due dicevano che avrebbero vinto.
così sembrava. dalla swg e da tanti sondaggi qualificati.
berlusconi, però, in pochi mesi è riuscito nel miracolo: a far dimenticare agli italiani che 5 anni fa si stava peggio. dare del coglione agli altri era comunque funzionale.
berlusconi conosce meglio della sinistra la retorica del voto.
doveva acuire lo scontro: noi salveremo il paese, loro lo daranno in pasto ai gay e ai musulmani.
sul pezzo che ha scritto mozzi: sono d'accordo.
ci sono varianti. ma sono d'accordo.
vivo in una delle città più berlusconiane del nord. sono voti di ex dc anticomunisti, sono i voti delle periferie dove, evidentemente, i linguaggi intellettualoidi radical chic della sinistra non fanno breccia, anzi.
quando berlusconi fa il superuomo fa un favore a casini (o alla margherita)perché spaventa i buoni borghesi, ma, allo stesso tempo, piace tanto tanto a certe persone che vivono ai margini.
belusconi sì che è un figo e comunisti di merda: sono messaggi vuoti che hanno riempito comunque le bocche. e le teste.
certo, mozzi ha ragione: non c'è un popolo bue che si fa lavare il cervello dalla tivu. Ce n'è una parte, però.

Pubblicato da: remo bassini - 11.04.06 16:21

Caro Maline, scrivi: "È difficile vivere e lavorare assieme a qualcuno che [...] ti dà ragione magari sulle critiche a chi ci governa e che poi nell'urna vota l'opposto". Quali informazioni hai sul voto delle persone che "vivono e lavorano" assieme a te? E in che modo ti sei assicurato che queste informazioni siano "non soggette ad errore"?

Caro Andrea di Germania, scrivi: "Queste ore di angosciosa attesa post-elettorale spingono molti [...] a rifugiarsi in spiegazioni di tipo antropologico per la clamorosa spaccatura italiana. Io credo invece che si debba rifuggire da tale ipotesi. [...] Ha ragione giulio: vi sono mondi, ceti, classi, luoghi in Italia che oggi non si incontrano mai, non si conoscono, si ignorano. E ovviamente hanno una fottuta puara l'uno dell'altro". Ma questa non è appunto una spiegazione di tipo antropologico? E che "razzismo" c'è, a pensare che Tizio sia diverso da Caio? (Ho il sospetto che ci sia un'incomprensione di parole, in somma, non di sostanza).

Caro Remo, scrivi: "mozzi ha ragione: non c'è un popolo bue che si fa lavare il cervello dalla tivu. Ce n'è una parte, però". Per sicurezza (e per i lettori distratti) preciso che questa tua chiusa è evidentemente ironica: la mia ipotesi (che, tra parentesi, rispecchia parecchio anche una mia immotivata convinzione) è appunto che nessuno in Italia si faccia lavare il cervello dalla televisione.

Pubblicato da: giuliomozzi - 11.04.06 16:34

Vedo alcuni post che mi interpellano. Ora devo uscire. Al mio rientro, cercherò di rispondere. Scusate.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 11.04.06 16:39

caro giulio,
vorrei chiarire la mia ironia.
quando si vota si respira un po' il clima dei mondiali di calcio quando tutti, o quasi, diventano esperti.
in realtà la gente (un po': non so dire quanta) si disinteressa di politica.
per poi interessarsene, improvvisamente.
berlusconi, quando scocca l'ora del voto sa che la spettacolarizzazione rende di più.
allora, io non dico qualcosa per sentito dire o letto; dico qualcosa che ho visto e sentito. Ho frequentato per anni, e ho ancora contatti con loro, dei ragazzi difficili, della periferia.
guardavano il gran premio e striscia la notizia.
canticchiavano "eh forza italia".
forse quello che ho visto, anni fa (tempi della prima repubblica) non sarebbe successo: quando i preti facevano della sana o insana propaganda per la dc nei loro oratori, quando esistevano le sezioni del caro vecchio pc (con le vendite domenicali, porta a porta, dell'Unità: giornale che oggi non compra nessuno).
non ho certezze, comunque.
solo sensazioni

Pubblicato da: remo bassini - 11.04.06 16:53

Caro Giulio, non so se e' un'incomprensione di parole o di sostanza. Semplicemente non credo che esista l'"homo berluscones" antropologicamente diverso da me. Credo che esistano molti uomini e donne che in un determinato momento storico (ieri, cinque anni fa, negli ultimi dieci anni) hanno investito la destra berlusconina della rappresentanza dei loro interessi, valori, timori. La differenza tra me e loro e' prima di tutto politica (certo, poi tra me e ognuno di loro ci sara' anche una diffrenza, di volta in volta, culturale, sociale, fisica, geografica, etc.), non antropologica. Sono i loro interessi, valori, timori che sono diversi dai miei, non loro.
Sbaglio a dire che le calssificazioni politiche mutano in anni, magari decenni, mentre quelle antropologiche in generazioni forse secoli?

Quanto al razzismo, uso la parola solo come analogia: troppo spesso ci si confronta tra uomini e donne di destra e sinistra come tra tribu' mai venute in contatto tra loro, con la diffidenza e la paura che derivano dall'ignoranza. Un po' come il razzista si pone eni confronti di chi e' diverso da lui. E' chiaro poi che si possono, si devono, riconoscere le differenze anche senza essere razzisti. Sono il primo a battermi per quello in cui credo!

Pubblicato da: andrea - 11.04.06 16:55

@ giulio

Non sono un poliziotto. E non mi piace diffidare -ma mi è spiaciuto accorgermi di come ciò (mi) sia capitato, nella realtà. Negare che quanto dicevo avvenga invocando prove è continuare un gioco a nascondino che non serve se vogliamo finalmente andare oltre e capirci. O torniamo al: "nell'urna dio ti vede, stalin no"?

Pubblicato da: maline - 11.04.06 17:16

Caro Giulio, non fare il modesto: siete ancora numerosissimi, purtroppo, sia nella cdl che nell'unione che fuori:-)
Ho parlato di "entusiasmo" per "l'Italia spaccata in due", non riferimendomi solo al tuo post ma a un clima generale che mi è sembrato di avvertire tra ieri e oggi. Magari sono io ad aver capito male, ma ho questa impressione: è come se molti vedessero in questa perfetta spaccatura un segno di vitalità e grande salute della nostra democrazia. Anche tu, nel tuo intervento, parli di una dimostrazione di responsabilità da parte degli italiani. Ecco: questo mi sembra davvero un eccesso di ottimismo.
Dopo le ultime sparate berlusconiane su coglioni, bambini bolliti, ecc., mi ero convinto che il premier avesse definitivamente buttato via le elezioni. Invece, col senno di poi, mi sono convinto che solo grazie a quelle abbia dato tanto filo da torcere all'unione. Insomma: gli italiani hanno votato in tanti e tanto responsabilmente perché avevano le idee chiare, o perché in questa polarizzazione si è fatto leva sugli impulsi più beceri di chi di solito non vota?
Insomma, sono abbastanza contento del risultato finale, sia di coalizione che del partito che ho votato (rosa nel pugno), ma non vedo tanto senso di responsabilità in giro.


Pubblicato da: matteo - 11.04.06 17:26

non entro nel merito elettorale, è troppo deprimente, per quanto mi riguarda, per pensarci. comunque concordo, è un'analisi di grande buon senso, e inquanto tale verrà ignorata da chi dovrebbe invece prestarle orecchio. che dire? un conto è la retorica elettorale un conto sono i problemi, culturali e anche no, del paese, me n'ero reso conto anche negli ultimi 5 anni. penso che nessuno seriamente sostenga che metà del paese è formato da idioti.

Pubblicato da: mattia - 11.04.06 18:15

Bravissimo Giulio!!! Sottoscrivo.

Pubblicato da: Paolo Di Paolo - 11.04.06 18:29

@Bartolomeo
se ti riferisci al mio post, ti pergo lascia stare.
L'ho riletto e il furore mi aveva preso la mano, il tono non è quello che sento mio.
So come vanno a finire queste discussioni e lo sbaglio è stato mio nel modo di pormi e nelle parole sbagliate (non rinnego il contenuto ovviamente)
Usiamo tempo ed energie per qualcosa di più proficuo.

Un saluto
Vella

Pubblicato da: vella - 11.04.06 18:37

Vella, mi piace chiarire perché non ho votato centrosinistra. Non devi rammaricarti di nulla, è mio forte desiderio di rispondere a te come a Ezio e a Federico, e vi ringrazio per l'attenzione.

La mia antipatia per la sinistra (qualche volta prima di quegli anni ho votato per partiti di sinistra e infine per la democrazia cristiana) nasce nel 1992 quando Giuliano Amato (un altro che non voterò mai, e spero che non ci sia un accordo per eleggerlo Presidente della Repubblica. Ha vissuto e studiato a Lucca, e un po' mi dispiace) una mattina fece trovare agli italiani la bella sorpresa di una tassa straordinaria sugli immobili e sui depositi bancari e postali. Se non sbaglio era nella misura del 2°%. Questo accadeva, mi pare, a luglio. Passano due mesi e a settembre la lira, già traballante, affronta una sua fase acutissima di crisi. Gli italiani temono la svalutazione. Allora Amato si presenta in tv la sera e dichiara che non ci sarà nessuna svalutazione e manda a letto gli italiani rassicurati. Bene, anzi male, al mattino (come due mesi prima) ecco che gli italiani si svegliano con un altro regalino della befana, ossia il governo Amato ha svalutato la lira!
In questi due fatti, che cosa mi irritò? La doppiezza, la ipocrisia. Promettere per fare poi il contrario; oppure sorprendere gli italiani con una tassa straordinaria, quella sui depositi, che non aveva precedenti, e che usciva dalla fantasia perversa di un uomo di sinistra.
Ma non è finita, sempre nel 1993 ecco l'invenzione di una nuova tassa: quella sul medico di famiglia. Si promette che verrà restituita, ma non sarà così: si restituirà, mi pare, solo l'85%.

Sono anche gli anni di Mani Pulite. Gli italiani (io tra questi) restano esterrefatti del ladrocinio a man bassa dei soldi dei cittadini, perpetrato da tutti i partiti, senza alcun riguardo per la crisi in cui versava il Paese. Rimasi davvero sorpreso e sui giornali locali feci pubblicare un mio intervento in cui auspicavo che i colpevoli fossero (proprio per il loro cinismo affaristico) richiusi in celle di due metri per due metri e alte non più di un metro e mezzo, in modo che vi stessero in ginocchio a scontare la pena.

Siamo agli inizi del 1994 e Berlusconi decide di scendere in campo. A me (ma non solo a me)parve questa una novità da sperimentare, visto che non c'era uomo politico di un certo rilievo che non avesse le mani sporche o che non fosse investito da qualche diffidenza o sospetto. Non vi dico quello che successe da parte della sinistra. Cominciò allora la campagna di aggressione contro Berlusconi. Si diceva che Berlusconi entrava in politica perchè le sue aziende erano vicine al fallimento. Alcuni miei amici si fecero convincere da questa balla e mi cantavano continuamente la stessa canzone. Avevo voglia di dire che le aziende di Berlusconi andavano come tutte le altre aziende italiane, Fiat compresa, e che la notizia di un imminente crollo finanziario era destituita di fondamento. Questa tesi passò e molti cittadini ne furono convinti. Comunque, come si sa, vinse Berlusconi.

Poi a fine 1994 arriva il Corriere della sera che con una puntualità svizzera e pelosa dà la notizia dell'avviso di garanzia imminente per Berlusconi mentre sta presiedendo a Napoli un importante riunione internazionale. Scalfaro (quell'uomo acido e intrigante, che mandò a morte un uomo da giovane magistrato, senza battere ciglio) chiama Bossi e gli dice di uscire dal governo perché Berlusconi è ormai un uomo finito. Bossi esegue (riconoscerà poi di avere sbagliato) e appoggia insieme con la sinistra il governo Dini, che poi, qualcuno ricorderà, trovava ogni scusa (suggerita da Scalfaro) per non andare alle elezioni, come richiedeva il centrodestra e richiedeva anche Rifondazione comunista. Finchè Rifondazione comunista, stufa del balletto orchestrato da Scalfaro, dà l'aut-aut e intima che se per Natale (1995) Dini non si dimette, uscirà dalla maggioranza. Intanto Scalfaro e il centrosinistra che sostengono Dini, e lo stesso Dini, non aprono bocca per condannare la Lega Nord che nell'estate del 1995 ha costituito a Mantova un parlamento con tanto di deputati, alternativo al parlamento italiano. Scalfaro dirà che si trattava di ragazzate. (Pensate se lo avesse detto Berlusconi!)
Dini temporeggia ancora, finchè dà le dimissioni, facendo tirare un sospiro di sollievo a gra parte dell'Italia, poiché durante il suo mandato non aveva fatto un bel niente.
Le elezioni del 1996 dànno la vittoria a Prodi, il quale ad un certo punto ha una pensata che ricorda il suo illustre predecessore, Giuliano Amato, e s'inventa la famosa Tassa sull'Europa, promettendo che sarebbe poi stata restituita. Promessa disattesa, perchè ne sarà restituita una parte (mi pare il 60%).

Dunque, riguardo alle promesse non mantenute, gli uomini della sinistra (grazie ad Amato e a Prodi) hanno preceduto di gran lunga Berlusconi.

Passano due anni, e D'Alema si convince che Prodi non combina nulla di buono, e decide di farlo cadere e di prendere il suo posto. Sarà con il governo D'Alema che la sinistra approverà l'intervento nei Balcani.

Si arriva al 2001 e gli italiani votano una larga maggioranza al centrodestra. Apriti cielo! Ricomincia l'aggressione a Berlusconi! Si comincia a riparlare del conflitto di interessi, dopo che i governi Prodi e D'Alema non avevano fatto un bel nulla durante il loro mandato di ben 5 anni!

Il mio sospetto è ancora quello che ci sono altre persone che sarebbero colpite da un provvedimento di questo tipo, non di centrodestra. Ma oggi la sinistra torna a governare e non mancherà l'occasione di verificare su questo punto se ci saranno risultati, che non siano però quelli di punire una persona sola. Mi ricordo quando, mi pare D'Alema, alla vigilia delle elezioni del 2001, disse che la vittoria del centrosinistra avrebbe costretto Berlusconi a scappare dall'Italia. Dichiarazione che possiamo imparentare a quella recente di Prodi quando ha trattato la formazione di centrodestra come una formazione di delinquenti. Che cosa è mai la parola coglioni (gergalmente diffusa) a confronto con la parola delinquenti, che ha ben altro peso?

Veniamo alle pendenze di Berlusconi. Se il suo governo ha fatto qualche legge per scansare eventuali condanne, la sinistra ha oggi il modo di rimediare con leggi appropriate, perché taluni procedimenti sono ancora in corso. Credete che si farà qualcosa? Non credo.

Ha raddoppiato il patrimonio, si dice, con leggi ad hoc. Questa è una cavolata. Berlusconi è un imprenditore capace, questo è il punto. Le leggi valgono per tutti, e se lui ha fatto meglio di altri imprenditori, ciò conferma le sue qualità di valido imprenditore. Insomma, non è proprio come Della Valle, che preferisce impiantare aziende all'estero e lasciare in Italia le briciole. Molte delle aziende che fanno riferimento a Berlusconi danno lavoro a italiani e investono i propri capitali qui nel nostro Paese. Dare occupazione a 56.000 persone non è cosa da poco, ove si aggiunga anche che non sono mai stati richiesti - come invece fa continuamente la Fiat - aiuti dallo Stato (Berlusconi sulla rottamazione disse di no a Agnelli, e Prodi disse di sì).

Prodi ha fatto le donazioni perché la legge glielo consentiva, nel 2003, si dice. Non ho sostenuto, infatti, che ha commesso un illecito, ma che ha approfittato anche lui della detassazione sulle donazioni. Che doveva fare? Niente, usufruirne. Però non può mettersi alla testa di una coalizione che vuole ripristinare la tassa sulle donazioni e sulle successioni. Credete che Prodi abbia fatto le donazioni ai figli, perchè aveva già deciso di disporle nel 2003? Non vi bevete questa panzana. Prodi le ha fatte perché sapeva bene che il bengodi sarebbe durato poco, tant'è che da più di un anno il centrosinistra ha depositato in parlamento un disegno di legge mai ritirato per il ripristino della tassa di successsione e di quella sulle donazioni, così come era prima della abrogazione. Ha fatto esattamente come con quel povero, ossia un gesto ipocrita. La distribuzione dei pacchi pasquali ai poveri è ben altra cosa (una lodevole ma interessata esibizione collettiva) rispetto alla coscienza individuale di chi si trovi a confronto diretto con una persona bisognosa e non la soccorra. Ci corre, eccome! Non sono gesti paragonabili. L'episodio di Prodi e del povero è molto più semplicemente una smascheratura della natura ambigua di questa persona, che ora chiamiamo a governare.

Berlusconi controlla i media e i giornali. Allora si deve dire che è come quel marito che per far dispetto alla moglie decida di castrasi, perché io che le televisioni e i giornali siano in maggioranza schierati con Berlusconi non riesco a vederlo proprio.

Si dece che durante il governo Berlusconi si respirava aria di regime. Beh, non mi pare che i media e i giornali se ne siano accorti, e mi pare che le elezioni di ieri, con il cambio del governo, dimostrino che il nostro Paese gode ancora di buoni margini di libertà, e che si è colpevolmente fatto male all'Italia diffondendo la voce che qui vigeva il regime.

Il bello dell'alternanza è che ora molte cose le potremo verificare con un governo diverso e fare così dei raffronti che saranno perciò - lo spero - chiarificatori.

Veniamo ora ad alcune promesse di Berlusconi che mi hanno interessato direttamente e che quindi ho potuto verificare, considerandole mantenute, compatibilmente con i problemi gravi del paese. Dico in anticipo che condivido quanti affermano che Berlusconi a volte le spara grosse, ma la giustificazione che io do a questa esibizione di sé è quella che Berlusconi non ha fatto la gavetta del politico come l'hanno fatta gli uomini della sinistra, e nel centrodestra Fini e Casini. Non ha tatto, non ha prudenza, mentre un politico dovrebbe tenere per sé certe cose, soprattutto se ricopre cariche istituzionali. Ma ciò non toglie che alcune promesse le ha mantenute e per me è persona credibile, assai più di Amato e di Prodi, per esempio, o di Dini o di Scalfaro.

- Ho usufruito dell'abolizione della tassa di successione. La successione, per rispondere a uno di voi, comporta il pagamento di altre tasse (di registro, eccetera) che nessuno ha mai tolto e quindi si pagano. Anche per le donazioni. Ma la parte grossa di tassa è stata tolta, sia per le successioni che per le donazioni.

- Ho usufruito della riduzione delle tasse, ben due volte sulla mia pensione e mia moglie sul suo stipendio.

- Mia moglie è insegnante (andrà in pensione a giugno) e l'aumento di stipendio avuto da qualche mese, è uno dei più dignitosi degli ultimi anni.

Ho già scritto che in un mio libro stampato a mie spese intitolato "Cencio Ognissanti e la rivoluzione impossibile" do conto di alcune autentiche aberrazioni accadute durante il governo Dini sostenuto dalla sinistra e di come il protagonista Cencio Ognissanti si sia trovato costretto a votare Berlusconi. E' la cosa più bella che ho scritto. Ne sono fiero. E' una specie di testamento politico. Si può scaricare gratuitamente dal mio sito.

La mia città. E' amministrata dal centrodestra. L'attuale sindaco dott. Pietro Fazzi nei due mandati ricevuti ha fatto cose egregie per la città dandole un volto all'altezza della sua storia. Chi viene a Lucca e vi è stato in passato può vedere la differenza.

Non so se ho toccato tutti i punti richiesti e se la cronistoria con cui ho iniziato possa rivelarsi utile per capire la mia scelta. Lo spero. In ogni caso, io mi ritengo un democratico, senza se né però, e non temo nessuno. Perciò accolgo il nuovo governo augurandogli di ben governare nell'interesse dell'Italia che amo tanto. Io ho qualche dubbio che, per le notevoli differenze interne, lo possa fare utilmente. Temo, anzi, che il governo non reggerà a lungo e getterà il Paese in una situazione peggiore.
Allora, vorrò leggere qui e altrove le stesse critiche che con accanimento sono state rivolte al centrodestra. Altrimenti ci meriteremmo davvero il recente e già celebre epiteto di Berlusconi che tanto ci ha scandalizzato.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 11.04.06 21:42

Dimenticavo di dire che ora assisteremo ai balletti del dopo voto e alla corsa per salire sul carro del vincitore.

C'è sempre qualcuno - sia da destra che da sinistra - che non ha un briciolo di dignità.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 11.04.06 22:26

Gli elettori hanno votato bene, interpretando tutti i loro interessi e ideali ecc. esattamente, senza lasciarsi irretire ecc. Il risultato è una spaccatura a metà. Due metà realmente diverse. Mi domando se con questa ipotesi la conseguenza non sia che l'Italia, come nazione una che abbia un vero interesse condiviso che sia preminente sugli interessi delle sue due parti, semplicemente non esiste. Questa ipotesi serve a molte cose, ma non è detto che serva a costruire una vera comunità politica.
(Oppure: almeno uno tra i veri interessi degli italiani dal voto non sarebbe rappresentato dall'esito elettorale, che è appunto quello di costruire le condizioni del reciproco riconoscimento dei rispettivi interessi e dunque di una vera e reale comunità: cioè, mi par di capire, quello che vuoi ottenere con la tua ipotesi).

Pubblicato da: massimo - 11.04.06 22:49

Caro Bart,
da quanto affermi, sembrerebbe che il tuo è un voto contro la sinistra, e non "a favore" della destra.
C'è anche un altro aspetto della tua discussione che non mi piace. Quello di guardare nel proprio personale portafoglio. Hai usufruito di alcuni "sconti" perché erano concepiti per un certo ceto sociale.
I soldi tolti da una parte vengono presi da un'altra. Non credi che pagando una tassa in più potresti, tu benestante, rafforzare i fondi per rendere l'Italia migliore ? E' giusto solamente ciò che è buono per il nostro orticello ?

Pubblicato da: Federico - 11.04.06 22:55

No, Federico, della riduzione delle tasse hanno usufruito tutti i cittadini. Della abolizione della tassa di successione hanno usufruito quelli, degli 87% degli italiani, che si sono trovati a succedere nella proprietà del de cuis fino al terzo grado di parentela.
Gli esempi che ho portato - l'avevo precisato - sono personali perché li ho vissuti e non me li sono sentiti raccontare. Rappresentano quelle verità che si è cercato di nascondere da parte della Unione e che dimostrano che alcune promesse sono state mantenute, sempre nei limiti delle compatibilità di bilancio. Ho portato anche l'esempio del rinnovo del contratto di mia moglie, perché ho visto l'aumento sulla busta paga, e ho potuto constatare che erano anni che gli insegnanti non venivano economicamente gratificati come questa volta.
Mi piace parlare di cose che conosco. Non ho parlato delle mie tasche. Ho parlato di fatti che hanno riguardato la stragrande maggioranza dei cittadini, e quindi anche me e mia moglie. Sono un testimone reale, e non fasullo.
Mi ricordo sempre quando si disse di Berlusconi che aveva ridotto le pensioni. Il suo governo stava per cadere per le manovre di Scalfaro che ho raccontate nel precedente commento. Berlusconi invitava i pensionati (si era nel dicembre 1995) a verificare a gennaio se le pensioni avrebbero subito una riduzione. Io verificai la mia pensione e quella di mia madre. Aveva ragione. Non c'era stata la riduzione nemmeno di una lira.
Eppure passò presso il grosso pubblico il convincimento che Berlusconi aveva ridotto le pensioni. La propaganda a base di falsità non posso sopportarla. Ci si deve confrontare onestamente. Guarda che cosa è successo per la parola coglione pronunciata da Berlusconi. Si è ingigantita questa cosa e si fa passare per una cosetta da nulla la parola delinquenti pronuncita da Prodi contro gli avversari politici. Vedi bene che sulla bocca di molti c'è il dispregio per la parola usata da Berlusconi, mentre nessuno stigmatizza quella lanciata da Prodi.
Sono comportamenti che - convinto che i confronti devono essere leali - non posso accettare.

Non ho votato contro la sinistra. Ho votato per quella parte che ritengo il male minore non per me, ma per il Paese. Anche la destra ha i suoi difetti, ma ne ha assai meno della sinistra, perché la sinistra è ambigua. Ho citato nel precedente commento degli esempi che riguardavano Amato, Prodi, Dini, Scalfaro, D'Alema. Ho parlato non per sentito dire ma di fatti verificati e verificabili.

Non ho paura di criticare chi si comporta così. Nella mia città ho criticato sui giornali il comportamento di Forza Italia (e non gli ho dato il mio voto) perché ha espulso dal partito uno dei sindaci migliori che la città abbia mai avuto, per il solo fatto che si è scontrato con il presidente del Senato Marcello Pera, lucchese e dententore qui a Lucca di un enorme peso politico.
Come pure criticherò la destra se comincerà a prospettare al Paese degli inciuci, dei compromessi storici anni '70.
Chi vince ha il diritto-dovere di governare da solo. Bisogna che i cittadini abbiano modo di verificare la sua capacità di governo e decidere se rinnovargli alla scadenza la fiducia o mandarlo a casa. L'inciucio non consente un giudizio di verità.
Ripeto anche a te ciò che scrissi qui qualche tempo fa circa le mie previsioni sul governo Prodi che sta per insediarsi:
1 - ll governo Prodi non arriverà alla fine della legislatura;
2 - i cittadini subiranno manovre e manovrine di bilancio che li graveranno di ulteriori tasse.
3 - I contratti di lavoro saranno stipulati al minimo possibile;
4 - non ci saranno più scioperi dei lavoratori;
5 - i giornali parleranno bene del nuovo governo di centrosinistra e ci nasconderanno la verità;
6 - Il debito pubblico accumulato non da Berlusconi ma dalle ruberie del vecchio pentapartito crescerà in una misura abnorme quale non si è verificata nemmeno sotto il governo di Berlusconi;
7 - la sanità peggiorerà con nuove tasse sui cittadini.

Come si dice dalle mie parti: le chiacchiere le porta via il vento. Potremmo stare a discutere per delle ore e rimanere sulle nostre posizioni. Allora io mi sono fatto avanti con le mie previsioni concrete. Staremo a vedere, dunque, non a base di chiacchiere, ma di fatti. L'importante sarà che tu Federico resti vigile e pronto alla critica se questo governo andrà avanti a sole ciance, oppure durerà il tempo di un respiro. In entrambi i casi, ti avrebbero ingannato ben più di quanto credi abbia fatto il centrodestra.

Per un vecchietto come me, è tempo ora di andare a dormire.
Nel caso, ti risponderò domattina.

Dimenticavo. Benestante è Prodi, non il sottoscritto. Quello che ho l'ho guadagnato con il mio lavoro e con i miei sacrifici. I miei genitori erano di condizione assai modesta, venuti dal sud. Prodi non ha sentito il dovere di aspettare che fosse ripristinato la tassa di successione - da lui auspicata - per dare il suo personale contributo "per rendere l'Italia migliore". Non ha nemmeno offerto un euro di obolo al povero a cui ha pestato la cassettina delle elemosine.

Un caro saluto.

Bart



Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 12.04.06 00:14

@ bartolomeo

Perdonami, ma leggendo i tuoi interventi trovo il corrispettivo dei numeri, numeri, numeri di Berlusconi nei confronti TV... Tu parli di cose reali e concrete: reali e concrete perchè tue. Ma qui sta uno dei punti di frizione: non riesco a liberarmi dalla sensazione che tu (di cui non metto in dubbio l'onestà) ti stia guardando solo l'ombelico. Vedi, anche le guerre portano benessere: sono fatte apposta, per trasferire dei soldi da una parte all'altra. Ed anche i partiti che la sosterrebbero hanno dunque (sic) diritto di esistenza e di parola... Ma è mai possibile però che tutto si debba ridurre all'economico? Che la nostra vita sia contenuta in un portafoglio? Dov'è la gioia della conoscenza, per la cultura, per un vivere che allarghi i nostri orizzonti -che non sia solo il conteggio dei danée e dei benefici dell'oggi? Forse mi è sfuggita ma non ho trovato nei tuoi interventi una sola parola su qualche cosa che non riguardasse il denaro. Non è un po' gretto?

Pubblicato da: maline - 12.04.06 00:55

Maline,
scusa, maline, ho parlato di tasse soprattutto perché è una delle manie del centrosinistra, e con le tasse (aumenti o nuove tasse) dovremo care i conti in futuro. Devi sapere che le tasse incidono, eccome, sulla libertà dell'individuo. La maggiore disponibilità di denaro consente all'individuo di ricercare obiettivi che vadano più in là del mero vivere quotidiano, di ricercare quegli obiettivi che non siano limitati al mangiare e dormire. Per esempio, comprarsi dei libri, andare al cinema, e così via, che nutrono lo spirito piuttosto che il corpo.
Io davo per scontato tutto ciò. Parlare di soldi con riferimento alle classi sociali meno privilegiate significa, anche, aprire orizzonti nuovi, consentire di realizzare qualche sogno che non sia "gretto". Una cosa "gretta" come il denaro, in una società basata sull'economia, che comanda più della politica, consente - ti sembrerà paradossale, ma non lo è affatto - di raggiungere qualche traguardo e ambizione di valore spirituale.

Poi c'è il lavoro. Aprire i cantieri per realizzare le grandi opere infrastrutturali, non è importante soltanto perché si tratta di opere rilevanti al servizio della collettività, quando siano fatte nel rispetto ambientale - ovviamente - (abbiamo anche a Lucca una contestazione al riguardo), ma significa dare lavoro a molte famiglie e per qualche anno almeno.

Dunque: la nostra vita non è affatto "contenuta in un portafoglio", ma quando si governa un Paese si deve sapere che imporre nuove tasse per andare a finanziare gli sprechi (perché quasi sempre si tratta di questo) significa ridurre le possibilità all'individuo di programmare una vita migliore, non solo per il suo corpo ma anche per il suo spirito.
Poi: un uomo senza lavoro, è un nuovo disperato, perché senza sogni e senza speranze.
L'economia - in una società occidentale - ha a che fare con questi valori, eccome! Guai a crederla una cosa che non ci riguarda.

La cultura. La cultura dipende molto anche da noi, e non tanto dai governi. Certo c'è chi le dedica più attenzione di altri, ma ciò non esclude che sono i singoli i veri motori della cultura.
Se ricordi, ieri sono uscito per qualche ora. Sono andato ad un incontro che si tiene tutti i martedì, da oltre dieci anni (vi partecipo non sempre, per altri impegni) da settembre fino a giugno (pensa quante riunioni!). Li tiene una Associazione culturale intitolata ad un poeta lucchese vernacolare scomparso nel 1993 che ha lo stesso nome di un poeta vivente: Cesare Viviani. Questa Associazione, che ho contribuito a fondare, si riunisce tutti i martedì per offrire l'opportunità ad autori in erba di leggere i loro manoscritti (racconti e poesie) o di presentare i loro libri pubblicati da Case editrici sconosciute ad un pubblico che oscilla sempre tra le 15 e le 20 persone. Di più, in certe circostanze. Il pubblico ovviamente commenta e rivolge domande all'autore. I primi anni ho faticato molto personalmente per metterla in piedi, e per ottenere una sede fissa. Oggi tutto scorre senza più difficoltà. Io - gli anni trascorrono - sono diventato da presidente che ero, presidente onorario, e l'Associazione ha un presidente molto dinamico, Vittorio Baccelli, e dei collaboratori anch'essi molto attivi, tra i quali uno davvero molto bravo, Marco Vignolo Gargini. Una sezione è dedicata al vernacolo e in estate un gruppo di autori vernacolari, guidati da Domenico Bertuccelli, va nei paesi e nelle corti a leggere lavori in vernacolo, divertendo il pubblico. Per sette anni, quando ne avevo le forze necessarie, ho stampato un periodico quadrimestrale intitolato "Racconti e poesie" in cui ospitavo molti lavori che provenivano dalla provincia di Lucca. Andavo con l'auto a distribuire personalmente in tutta la provincia le 1000 copie che stampavo. La raccolta dei numeri si può trovare presso la Biblioteca Statale di Lucca.

Qualche volta otteniamo finanziamenti da Associazioni e Enti locali per stampare il libro di un autore, o per tenere iniziative particolari (abbiamo ospitato Giorgio Saviane, Mario Luzi, e altri).
Ho portato questo esempio personale, per dire che per fare cultura non si devono soltanto aspettare i soldi dall'alto, che in un'Italia disastrata come è quella di oggi, è come andare a chiedere l'ombra di campanile, ma ci si deve rimboccare le maniche e strizzare il cervello per avere delle idee utili agli altri.
Se capiti a Lucca, e sei in un martedì, vai sulle Mura nella Casermetta sopra la Porta Santa Maria (detta Porta Giannotti) e immancabilmente, sia bello o cattivo tempo, alle ore 17,15, troverai le porte aperte e dentro alcune persone che parlano di letteratura. Ripeto: tutti i martedì. Pensa che il prossimo martedì e il giorno dopo Pasquetta, ebbene si tiene ugualmente l'incontro. Leggerà i suoi lavori un medico, il dottor Dino La Selva. Ieri ho assistito alle letture di una donna trentenne, che ancora non sa distinguere quando la ha del verbo avere vuole l'acca, ma scrive delle favole così belle e leggere, che io sfido qualcuno di noi a riuscire a fare altrettanto. Vorrei aiutarla in qualche modo. Si chiama Giusi Piccinini e qui puoi leggere qualcosa (è il sito dell'Associazione): http://viviani2005.interfree.it/

Mi fermo qui.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 12.04.06 08:15

Sono andato a prepararmi la colazione e mi è venuto in mente di mettere a fuoco anche il seguente aspetto, appena accennato in uno dei miei precedenti interventi. Quindi rieccomi qui.
Ho cercato fin ora di spiegare le mie personali ragioni che mi hanno spinto a votare il centrodestra. Non voglio convincere nessuno, ma solo scambiare dei punti di vista con persone che non la pensano come me. Credo che sia una delle più belle cose che si possono fare tra persone. Sarebbe facile e davvero noioso e senza senso e senza personale crescita confrontarsi con chi la pensa esattamente come noi!
Ecco il punto.
Nella metà che ha votato centrodestra c'è stato anche questo convincimento, che può aver pesato nella decisione sul chi votare: che il centrosinistra sia composto da una coalizione non affatto amalgamabile e le cui contraddizioni sono destinate a scoppiare, forse anche troppo presto. La coalizione di centrodestra è apparsa invece più coesa, e quindi in grado - come ha già fatto - di condurre a termine la legislatura.

Posta di fronte a questa questione, la coalizione di sinistra ha tenuto a ribadire sempre (da ultimo Prodi nella conferenza di ieri mattina, e la notte precedente) che la coalizione è unita sul programma e governerà per tutta la legislatura.

Bene, mettiamo ora a fuoco il punto.
Io non credo a questa assicurazione. Mi auguro di sbagliare la mia previsione, ma se indovino? Che cosa significherebbe, quando l'altra metà, quella del centrodestra, ha sempre dichiarato che la coalizione di sinistra è etereogenea e non in grado di governare e la sinistra ha puntualmente smentito? Significherebbe che l'Unione ci ha venduto menzogne, e ciò nonostante che la previsione era facilissima e sulla bocca di metà degli italiani. Ossia, l'Unione avrebbe ingannato i suoi lettori, perché sapeva bene sin dal principio che la ingovernabilità era presente al suo interno, nonostante le apparenze di un programma sottoscritto da tutti.
Gli italiani di sinistra, eleggendo Prodi, avrebbero, così, mandato dei soldi al macero, ingannati dalla coalizione che hanno votato credendole, perché si dovrebbe tornare a votare, a meno che non si trovi qualche altro maaneggione (di destra o di sinistra, si sentono già discorsi nell'aria) he si metta a favoleggiare di un nuovo compromesso storico, che sarebbe una scelta deprecabile e indegna.

Dunque si tratterebbe di una menzogna spacciata coscientemente per verità agli elettori per accaparrarne il voto non in vista degli interessi del Paese, ma per la conquista del potere e di poltrone personali.

Concludo: sono propenso a credere (ma mi piacerebbe, ripeto, essere smentito dai fatti, perché si tratterebbe di cosa gravissima e priva di correttezza almeno morale) che gli elettori di sinistra siano stati bellamente ingannati.

Ma staremo a vedere, ovviamente.

Ora vado a fare colazione:-)

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 12.04.06 08:52

Caro Bartolomeo mi scuso pubblicamente con te se non rispondo alla tua lunga argomentazione. Non ne ho il tempo materiale. Dovrei oltretutto controbattere punto per punto senza alcuna speranza di convincerti, il che rende inutile la mia fatica che dovrei sottrarre al mio lavoro.
Un'unica osservazione: nessuno è diventato più povero per le (odiose, d'accordo) tasse di Amato che salvarono l'Italia dalla bancarotta (non c'erano fisicamente i soldi in cassa per pagare gli stipendi).
Molti sono diventati più poveri negli ultimi 5 anni. (fonte: EURISPES, http://tinyurl.com/s8scg)
Ezio

Pubblicato da: Ezio - 12.04.06 09:53

Caro Bartolomeo,
purtroppo non hai toccato neanche una delle questioni che avevo citato. Me ne dispiace.

Solo un paio di cose.
Quando dici che il governo Amatao ha svalutato la lira nel 92, affermi una cosa non vera. Semplicemente non è successo così, è stato un attacco speculativo indipendente da ogni possibilità di controllo di un presidente del consiglio nè della banca centrale (che si ripeterà con la Sterlina).

Il debito pubblico, dal 93 al 2004, è stato stabile come percentuale sul PIL. Nel 2005 e 2006 ha ripreso e riprenderà a crescere (fonte Banca d'Italia).
Il rapporto deficit/PIL nel 2001 era al 3.2%. Nel 2005 4.2% (stessa fonte).

Questo per quanto riguarda le cose che conosco bene e a cui non ho aggiunto alcun commento personale.

A presto

Vella

Pubblicato da: vella - 12.04.06 10:22

Bart, mi perdoni, vediamo se ho capito bene:

Lei ha votato per il centrodestra perché temeva la possibilità che un giorno, chissà quando e se e come, il centrosinistra avrebbe potuto dividersi su un qualsiasi e potenziale argomento? Non ha votato il centrosinistra per salvare il suo elettore da un ipotetico imbroglio? Sono commossa. E quindi ha preferito votare per il centrodestra cosciente del suo REALE operato, con cui ha REALMENTE creato sfaceli e ricoperto il nostro paese di ridicolo?

Questo conferma gran parte delle mie idee sull'elettorato di destra, in particolare di quello che ha riconfermato Berlusconi. Perché una cosa è essere di destra, credere in una certa ideologia o semplicemente sposare una certa visione dell'economia e della sicurezza sociale e civile - che sono i campi su cui sembra si giochino il potere e il governo in ogni democrazia matura, (e dunque la cosa non ci riguarda) - e un'altra è votare per riconfermare al potere Berlusconi, vergognandosi poi di averlo fatto. E su questo Giulio mi spiace ma non sono d'accordo con te, cosa che non ti leverà di certo il sonno :-)
Ma quando dici che le italiani e gli italiani sono "persone libere e in grado di esercitare con piena consapevolezza e capacità di giudizio il fondamentale diritto del voto" faccio un salto sulla sedia. Poco meno della metà dei nostri connazionali hanno votato per una coalizione che esprime come suo leader un uomo che non ha rispetto della maggioranza degli elettori, che è impresentabile sulla scena internazionale, che ci ha portati sull'orlo di diverse crisi diplomatiche, che non ha tenuto fede ai 5 punti del suo contratto con gli italiani, che parla di massaie improvvide e donne che preferiscono stare a casa col marito e per questo non si candidano. E così andando. Dove sarebbe la maturità e la coscienza critica di questi italiani ed italiane? Vedo solo un deprimente processo di specchiamento in qualcuno che riassume tutti i nostri peggiori difetto, in un sistema di preferenza che riprende l'ammirazione per chi le spara più grosse e si crede più furbo perché elude la legge e le regole e rifiuta il rispetto per chi non la pensa come lui, per le istituzioni, per la democrazia.

Pubblicato da: seia - 12.04.06 11:43

Amato avrebbe potuto, caro Ezio, risparmiarsi di venire alla televisione per dichiarare una cosa contraria alla sua intenzione. Non mi rispondere che tutto è precipitato nella notte. E' la doppiezza il punto che io vorrei che emergesse dalle cose che sto scrivendo. Significa, ossia, che nessun ostacolo si frappone quando uomini della sinistra vogliono fare qualcosa, come mettere una tassa straordinaria sui risparmi degli italiani. Se la stessa cosa fosse stata fatta da un uomo di destra, che cosa sarebbe successo? Sinceramente, avresti scritto le stesse cose che ora scrivi a me? L'avresti giustificata, allo stesso modo in cui giustifichi quelle due manovre fatte da uomini della sinistra, sia chiaro non tanto per la loro eventuale necessità, ma per il modo in cui sono state adottate? Perché è questo il punto che desidero sottolineare. Più che la sostanza, sulla quale si può discutere a lungo, e si potrebbe anche convenire, è il metodo che è stato adottato che vorrei ci trovasse d'accordo. Perché se non è così succederebbe che alla destra si è pronti a contestare ogni cosa, alla sinistra no: le si farebbero talune concessioni che aprirebbero la strada a comportamenti incontrollabili e ad una licenza che in democrazia è bene non concedere a nessuno.
Ti ricordo il caso clamoroso che avvenne il 4 ottobre del 1995 al tempo del governo Dini sorretto da una coalizione di sinistra + la Lega Nord: l'apposita giunta per le elezioni dichiarava che due deputati appartenenti all'area di centrosinistra, Nichi Vendola e Italo Reale, eletti il 27 marzo 1994, in realtà avevano ricevuto meno voti di altri due candidati, Felice Trotta e Giuseppe Galati, del centrodestra, e quindi chiedeva la sostituzione dei primi. Ma la Camera, con una propria votazione, rifiutava la sostituzione. Scalfaro approvò dicendo che il Parlamento è sovrano (bada: non gli elettori, ma il parlamento è sovrano). Nessuno ricorda più quel fatto, che fu gravissimo; sembra cancellato dalla memoria. Ma non si deve dimenticare. Questa è un'altra colpa di come si snaturi la democrazia quando fa comodo e senza battere ciglio. Che cosa sarebbe successo se il parlamento avesse avuto una maggioranza di destra e avesse respinto la elezione di due parlamentari di sinistra? Sarebbe scoppiata come minimo, e giustamente, anch'io sarei sceso in piazza, la rivoluzione. Invece passò tutto sotto silenzio. I cittadini della sinistra tacquero. Solo l'opposizione si trovò a protestare. Poi venne il silenzio. Il silenzio della memoria. Ma io i fatti che ho ricordato non li dimenticherò mai per quel poco da vivere che ancora mi resta.
Un'ultima cosa: io sono per il maggioritario, ma desidero ricordarti (sempre per sottolineare la doppiezza della sinistra) che la legge con cui si è votato è stata fatta passare dalla stessa sinistra oggi vincente come una legge per garantire la vittoria del centrodestra. Spero che tu ricorderai queste sceneggiate rappresentate ad ogni istante in questi mesi. Hai visto come è andata a finire? E' una legge che ha favorito nientepopodimenoche l'opposizizione. Dunque, niente legge elettorale tesa a imbrigliare l'opposizione, ccome si sbandierava ai quattro venti.
_________
vella, tu hai sollevato questioni dibattute e note su cui le mie risposte sono scontate e le avresti potuto ben leggere nell'insieme dei miei commenti. Ma torniamoci su, seguendo il tuo tracciato.

"Prodi peggio di Berlusconi? Alcune cosucce: Mangano, mafia, Dell'Utri, Banca Rasini (che dopo Sindona è diventata Popolare di Lodi), società fatte da scatole cinesi chiamate Finivest 1... fino a 23 domiciliate in Lussemburgo"

- Le questioni sono in mano della magistratura. Ora avremo il governo Prodi e non si potrà più sospettare che Berlusconi imbavagli la magistratura. Vedremo quindi come va a finire. Vorrei ricordarti il caso Andreotti, e il caso di tanti altri che si sono suicidati e poi sono stati riconosciuti innocenti dopo vari anni dalla loro morte. Su queste cose non si deve giocare, perché sono ultraserie. Facciamo camminare la magistratura. Ora credo che tu non possa dire che non ci siano le condizioni. Vedremo meglio quando ci saranno le sentenze passate in giudicato.

"leggi Mammì varie, intervista a Borsellino mai trasmessa in Italia
Conflitto di interessi, monopolio TV
Tessere P2
Possesso di giornali di fratelli e mogli che per legge un editore TV non può avere
Decoder prodotti da una società del fratello
Prodotti di Mediolanum distribuiti dalle Poste Italiane
Bart, sono io ora a dire che non si può votare un uomo così!"

- Su ciò che distribuscono le Poste italiane, non rivolgerti a me, ma alle stesse Poste che sono, se non sbaglio, diventate una società privata, e quindi potrebbero fare di tutto e con tutti. Ora c'è Mediolanum? Domani ci potrebbe essere Unipol e così via.

Riguardo alla stampa e alle televisioni, il discorso è trito e ritrito. Tu mi devi dire, anche in occasione di questa campagna elettorale, se i giornali e le televisioni (salvo pochissime eccezioni e di minor peso) fossero schierati con Berlusconi. Non credo che ti trovassi all'estero in questi mesi.

La tessera della P2. La massoneria ha impestato l'Italia da qualche secolo, il suo potere è occultato oggi da altri meccanismi che fanno capo al potere economico, di cui - non ho le prove s'intende, ma sono convinto di fare centro - fa parte tanto la sinistra che la destra. Benedetti non è un uomo che gestisce una piccola trattoria di campagna e non è uomo super partes.

"Non che Prodi sia uno stinco di santo, non mi entusiaisma neanhce un pò, ma vivaddio una qualche differenza c'è!"

- C'è, eccome, la differenza. Berlusconi è stato un imprenditore capace, ha realizzato nella sua vita molte cose per sé ma procurando lavoro anche agli altri. In politica è indubbiamente meno abile, come ho già scritto, ma resta di molte lunghezze avanti a Prodi, il quale ha un passato terrificante, ha svenduto aziende di Stato ad amici, ha avuto la possibilità di governare una prima volta e ha fatto un clamoroso fiasco, tanto che la stessa sua coalizione lo ha mandato a casa.
Se hai letto gli altri miei interventi, saprai quello che prevedo per questo governo. Quindi potrai smentirmi quando sarà il tempo.

Ora lasciamo parlare i fatti. Cerchiamo tutti insieme di evitare ciò che si sta profilando, un inciucio, come ai vecchi tempi. Chi ha vinto deve governare da solo, assumersi le sue responsabilità, in modo che gli elettori a fine mandato possano giudicarlo. L'inciucio serve a nascondere le responsabilità, o meglio a scaricarsele l'uno sull'altro, se le cose si mettessero al peggio.

Tu Ezio, tu vella, tu maline, e quanti hanno votato questo nuovo governo, state sul chi va là e se ci saranno gli stessi errori che ha fatto il centrodestra, non statevene zitti, ma fate sentire la vostra voce. E' sempre successo che la sinistra, pur facendo cose da pazzi, è riuscita coi suoi tentacoli a soffocare il dissenso. Spero che non sia più così. Se c'è qualche giovane tra voi, voglio che non irrida a questa mia lunga esperienza di vita, ma ne tragga profitto per il bene della democrazia, non quella che sparge vento, ma quella che guarda davvero agli interessi dei cittadini e del Paese.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 12.04.06 12:17

Anche io, come i miei illustri colleghi blogger, non posso, per motivi di tempo, dilungarmi troppo.
Bart, anche Berlusconi si è fatto da sé, ma non per questo non possiamo definirlo "ricco sfondato". Non c'è nulla di male ad essere benestanti.
Quello che voglio dire è che l'Italia è in ginocchio ed i benestanti (dei quali faccio parte anche io) sono una minoranza.
Temo che ti sfugga la situazione drammatica di molte famiglie. Situazione che si è aggravata negli ultimi anni.
Credo sia innegabile che, da un punto di vista programmatico, le due coalizioni esprimano gli interessi di ceti sociali differenti.
Probabilmente è giusto, egoisticamente, da parte tua votare per chi ti consente di risparmiare sulla successione. E' evidente che tu abbia dei beni da ereditare o da far ereditare.
E' inutile rispondere che te li sei guadagnati. C'è tanta gente che meriterebbe, per quanto ha fatto, ben più di noi.
Il discorso è un altro. La redistribuzione delle risorse è un punto focale che distanzia le due coalizioni.
Ti avevo chiesto quali punti del programma di centro-destra (esiste?) ti avessero convinto a votare quella coalizione. Cosa non condividi del programma della sinistra ?
Parliamo di contenuti. Parlare delle persone, e soprattutto di Berlusconi, mi fa venire l'orticaria :)
In buona sostanza, ho capito che votare a destra ti conviene, ma ti chiedo : la tua convenienza è la convenienza di tutti ?

Pubblicato da: Federico - 12.04.06 12:27

seia, leggo ora il tuo intervento, e provo un po' di raccapriccio a pensare che ho scritto tante cose, anche troppe, sul perché io ho votato centrodestra e tu mi vieni a dire che ho votato centrodestra, perché so che questo governo dura poco!

Seia, seia, non voglio pensar male di te, che ho letto qualche volta in commenti un po' più seri.
Il fatto che questo governo dura poco è una semplice logica conseguenza del pastiche in cui la coalizione di centrosinistra si trova sin dalle sue origini. Poi c'è un passato che faccio risalire al 1992. Non posso riscrivere tutto quanto ho scritto sin qui.

Se vuoi dirmi qualcosa, prima devi avere la cortesia di leggere tutto quanto ho scritto (è troppo? non te la senti? Allora rimanda la discussione con me a quando avrai letto tutto ciò che ho scritto). L'ho scritto per spiegare tutte le ragioni che mi hanno spinto a votare per il centrodestra, e tu le salti senza alcun ritegno. No, non fare come certa sinistra che prende ciò che gli fa comodo.

Se ne hai voglia, sono pronto a ricominciare, rispondendo alle tue domande precise. Io non mi sottraggo giacché la mia convinzione di aver fatto il meno peggio è consistente.
Se tu hai argomenti precisi da oppormi, e non chiacchiere e propaganda, eccomi qui, a disposizione.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 12.04.06 12:27

Bart. Destra e sinistra non sono la stessa cosa (va di moda dire il contrario). Credo sia per questo che tu abbia votato destra, nonostante gli scempi del governo degli ultimi cinque anni.
E' lo stesso motivo per cui io non voterò mai la destra. Esistono dei valori di riferimento e delle ideologie. Non significa essere acritici.
Faccio un esempio : se un prete è un pedofilo, bisogna condannarlo ed attaccarlo, ma non per questo motivo si smette di credere nella Chiesa e si diventa musulmani.

Pubblicato da: Federico - 12.04.06 12:33

Federico, sono convinto che la mia convenienza è la convenienza di tutti.
Voglio ricordarti che al tempo del compromesso storico, quando la sinistra gestì il potere insieme con la Democrazia Cristiana, io ero segretario provinciale della mia categoria all'interno della Cisl, e posso dirti, per averle vissute, che i lavoratori hanno avuto le batoste più grosse durante quel periodo. Nemmeno si poteva protestare, perché l'ordine che arrivava da Roma era di non disturbare i due macchinisti. All'interno della Cisl ero, in quel tempo, un dissidente e alle riunioni di Roma facevo sentire la mia debole voce, come ho sempre fatto nella mia vita.
Se c'è una cosa che posso dirti con grande sicurezza è questa: che quando c'è la sinistra al governo, i lavoratori sono i più tartassati, e devono tacere, perché la sinistra per perpetuare il governo va a caccia e lusinga i poteri forti, e per raggiungere questo obiettivo ha bisogno di una cosa: la tranquillità sociale, il silenzio dei sindacati. Con la sinistra al governo, le bandiere rosse restano a muffire nei magazzini.

Io ho questa convinzione: che i lavoratori restano meglio tutelati quando c'è la destra al governo. Non perché la destra li tuteli in qualche modo speciale, ma perché resta intatto il loro potere di mobilitazione e forte la loro voce di protesta. Lo abbiamo visto nel corso del governo Berlusconi, mentre dal 1996 al 2001 nessuno è sceso in piazza a protestare contro il governo della sinistra, eppure le cose non andavano certo meglio.

Ma dico anche a te, Federico, che ora abbiamo il nuovo governo. Io ho le mie idee, e ho il massimo rispetto per la democrazia. Non potrei vivere dentro un regime sia esso di destra che di sinistra. Vecchio come sono scenderei in piazza come ai tempi della mia giovinezza. Il mio spirito non è ancora fiaccato, dentro mi sento ancora giovane e pieno di ideali.
Dunque, guardiamo le cose che saprà fare questo governo.

Intanto, devo ringraziarvi per il confronto garbato che tenete con me. Spero anch'io di avervi dimostrato la mia sincerità e l'onestà dei miei convincimenti.
Spero di affrontare qualche altro commento, ma non esagerate, perché comincio ad essere stanco (stamani mi avete "impedito" di leggere-:)).

Con affetto.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 12.04.06 12:44

caro bartolomeo,
anch'io ero un cislino ai tempi del compromesso storico.
hai ragione: quello che dichiarava Lama faceva piacere al grande capitale, mica alle tute blu.
ero nei metalmeccanici, e quando sostenevo che per la qualità della vita era giusta la riduzione dell'orario di lavoro quasi rischiavo le botte dai compagni della Cgil.
ma non sono d'accordo sul fatto che oggi i lavoratori siano tutelati dal governo di centrodestra.
qui dalle mie parti forzaitalia vanta di aver creato 1000 posti di lavoro: un call center, dove guadagni dai 400 ai 600 euro al mese.
su berlusconi un quesito piccolo piccolo.
lui dice che la sua fortuna è iniziata grazie a un'eredità di un centinaio di milioni, mi pare.
risulta invece da indagini della Guardia di finanza che, quando inziò, avesse disposnibilità ben più ampie. come mai, quando gli è stata chiesta l'origine di questa disponibilità in sede penale, si è sempre avvalso della facoltà di non rispondere?
(così almeno sostiene Travaglio)
caro bartolomeo, comunque mi piace il tuo modo di porti, pur non codividendoti

Pubblicato da: remo bassini - 12.04.06 12:57

Caro Bart,
beato te che se non avessi dovuto scrivere qui avresti potuto leggere!!
e.

Pubblicato da: Ezio - 12.04.06 13:02

@ bart

Scrivi: "sono convinto che la mia convenienza è la convenienza di tutti."
Hai ascoltato troppo Berlusconi: cose del tipo "Premesso che ho ragione..."
Di fronte a queste frasi mi chiedo che senso abbia stare a replicare.

Pubblicato da: maline - 12.04.06 13:25

Grazie, remo, anche per aver vissuto quegli anni insieme a me, nella Cisl, anche senza conoscerci. Ricordo il motto di Carniti di cui anch'io ero convinto: lavorare meno lavorare tutti. Ero pronto a sacrificare un po' del mio stipendio perché qualcun altro trovasse lavoro.
Riguardo al centrodestra, se leggi bene, io non ho detto che il centrodestra tutela meglio i lavoratori, ma che con il centrodestra i lavoratori possono esprimere più gagliardamente le loro proposte e difenderle. Questo è quanto ho scritto: "i lavoratori restano meglio tutelati quando c'è la destra al governo. Non perché la destra li tuteli in qualche modo speciale, ma perché resta intatto il loro potere di mobilitazione e forte la loro voce di protesta. Lo abbiamo visto nel corso del governo Berlusconi, mentre dal 1996 al 2001 nessuno è sceso in piazza a protestare contro il governo della sinistra, eppure le cose non andavano certo meglio."
Sulle fortune di Berlusconi, come le abbia fatte, soprattutto ai suoi inizi, posso dirti quello che è voce comune, che lo ha aiutato il governo Craxi, ossia il vecchio CAF, ma io difendo solo le affermazioni di ciò che conosco. Quello che dice Travaglio non lo so, perché non posso leggere tutto, e non lo leggo. Se ci sono accuse contro il modo illecito che ha usato Berlusconi di fare soldi, avrà certamente presentato i suoi risulati alla magistratura. Sarà questa a valutare e decidere.

Vorrei far notare che mi si pongono delle domande, ma nei miei tanti interventi qui, ne ho poste anch'io, di precise, e documentate, perché anche vissute direttamente. Però, devo dire, con tutta amicizia, che risposte dai miei interlocutori non sono venute. Se tornate a leggere, vedete quanti quesiti ho posti:-)

Sì, Ezio, oggi, nel tardo pomeriggio (se il nipotino non mi farà il capriccio di volermi accanto a lui a seguire i suoi giochi), spero di potermi dedicare alla lettura. Mi restano, a consolarmi, poche cose: la famiglia, la lettura e lo scrivere. Mi bastano e mi fanno felice. In questo, l'ho già detto, sono stato fortunato, e da cattolico (molti si vergognano, ahimè, di dichiararlo) ringrazio non dico tutti i giorni, ma molto spesso, Dio. A volte, nel corso della giornata, o la sera prima di addormentarmi, mi rendo conto di una felicità interiore che mi pervade e mi rasserena. E' il momento in cui sorge spontanea la pregheiera e il ringraziamento a Dio.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 12.04.06 13:31

Caro Bart, ho saltato le altre "giustificazioni" mi conceda il termine, al suo voto, perché l'ultima la trovavo più divertente e si prestava all'ironia, le altre invece mi appaiono deprimenti: lei ha votato Berlusconi perché ha avuto dei vantaggi personali dall'orribile politica del suo governo, ma poi dice che ha scelto quello che è meglio per il nostro paese. Potrei farle una lunga lista di esperienze personali e di esempi che dimostrano come questo