« Giro d'Italia con vibrisse / I matti di Porto Marghera | Main | Dichiarazione di voto & Chi non vota in realtà vota per chi vince »

09.04.06

Best Off 2006 / Gli Oscar delle riviste secondo Mozzi

di Massimiliano Parente

[Questo articolo di Massimiliano Parente è apparso con il titolo "gli Oscar delle riviste secondo Mozzi" nel settimanale Il domenicale di oggi domenica 9 aprile 2006. gm] [tutti gli articoli sul Best Off 2006]

Clicca qui per leggere la scheda editoriale di Best Off 2006In realtà non è vero che “le riviste letterarie sono off quasi per definizione", e che pertanto tutto si muove nella rete, come si evince da Best off 2006, la raccolta curata da Giulio Mozzi su “il meglio delle riviste letterarie italiane". Si è invece scelto il meglio di quanto è apparso in rete, mentre non troverete né un saggio apparso su Nuovi Argomenti, né su Pulp, né su La Rivista dei Libri, né tantomeno sul Domenicale. Quindi non troverete né un mio articolo né uno di Davide Brullo, per cui non può esserci il meglio. In particolare c’è il meglio della rete, o di quello che è finito in rete e magari è stato pubblicato su un quotidiano, come la stroncatura di Aldo Nove a Alessandro Piperno, apparsa su Liberazione, che, essendo basata sul concetto che Piperno è brutto perché è ricco e parla di ricchezza, mi fa diventare simpatico Piperno e perfino D’Orrico, cosa che non credevo possibile in questo mondo, e non credendo io in nessun altro mondo, non credevo possibile e basta.

Ci sono anche gli scambi di opinioni tra Carla Benedetti e Loredana Lipperini: la prima, teorica autorevole e autrice di importanti saggi, che giustamente stronca “il più grande scrittore italiano vivente" Faletti; la seconda, la Lippa, non autorevole ma intuitiva e giuliva e simpatica e detentrice del blog Lipperatura [un accenno di Loredana Lipperini a questo articolo], che lo difende perché popolare (“resto convinta che il popolare sia la sostanza prima con cui cimentarsi"). Al che la mia agguerritissima amica Carla, purtroppo, pungolata dalla Lippa, sente il dovere di puntualizzare di non voler attaccare il popolare ma il populistico, prodigandosi in una distinzione tra la zuppa e il panbagnato, perché“la sinistra subisce questa ideologia senza avere il coraggio di chiamare le cose con il loro nome" [vedi l'articolo intero], come se Faletti fosse un fatto di destra e a dirimere le questioni di cassetta c’entrasse la politica (e presto la Lippa, così fresca e così onomasticamente erotica, ci spiegherà, per restare sullo stesso piano o pianerottolo, che la Fallaci è populista e Faletti è popolare, e quindi è la solita ministrina riscaldata del vittorinese applicato: se vince la sinistra è una vittoria popolare, se vince la destra l’elettorato è populista).

Siccome la rete è democratica e vox populi, nessuno che dica che il pubblico è sempre stato coglione, punto, specie da quando è diventato di massa, e non è possibile citare i casi di Verne, o Salgari, o Balzac, perché le migliaia di copie che vendevano all’epoca testimoniavano casomai di un’alfabetizzazione di élite, e Dostoevkskij alla sua morte tirò tre edizioni dei Karamazov ma per un totale di seimila copie in qualche settimana, che oggi non entrerebbero neppure in classifica.

Comunque sia, andando avanti, c’è tale Franz Krauspenhaar, il cui nome incute soggezione almeno prima di leggere quello che scrive, che dice “il discorso è che secondo me non esistono più i generi in letteratura. Forse, azzardo, non sono mai esistiti" [articolo intero], e in effetti azzarda. Il concetto, non fosse chiaro, è questo: “la letteratura a mio avviso è soltanto un genere artistico. Come il cinema". Sul tema letteratura popolare ritorna invece Valerio Evangelisti, con un saggio su Emilio Salgari per cui varrebbe la pena comprare il libro, se il saggio di Evangelisti non si trovasse anche in rete, così come l’intenso e ormai storico j’accuse di Antonio Moresco all’industria culturale italiana intitolato La Restaurazione, con repliche interessanti e appassionate di Filippo La Porta e dello stesso Giulio Mozzi.

Ci sono acuti intereventi sulla poesia, il più degno di rilievo quello, intitolato Piccolo intervento sull’obitorio della poesia contemporanea e della “giovine critica", di Sandro Montalto, che dimostra anche un’analisi lucida e propositiva sullo stato della critica in Italia. Seguono le proposte di Raymond Federman, un testo del 1975 ripubblicato dal sito Re: Oltre lo zero, che partendo da considerazioni giuste sulla letteratura, che quando è vera è sempre sperimentale senza mai sapere di esserlo, approda a delle puttanate normative sul cosa deve essere il romanzo moderno, con proposte (sic) del tipo “mentre finge di star raccontando la storia della sua vita, o la storia di qualsiasi vita, lo scrittore può allo stesso tempo raccontare la storia della storia che sta raccontando, la storia del linguaggio che sta manipolando, la storia del metodo che sta usando...".

C’è un dialogo sulla fantasia tra Gianni Celati e Massimo Rizzante, dove si bazzica intorno al fantastico calviniano o giù di lì, anche qui con le solite ansie normative a favore della letteratura fantastico, nel senso che in rete, giustamente, ognuno prende parola per portare acqua al suo mulino, chi per il popolare, chi per il populistico, chi per il realistico, chi per il fantastico. Gregorio Vasta firma un’urbanistica spiegata agli innocenti, mentre un altro Vasta, Giorgio, va in palestra e scopre l’incubo dello spinning [vedi l'articolo, parte prima e seconda], e giustamente lo paragona a ciò che di più brutto e finto e orribile conosce nella sua vita intellettuale, cioè Berlusconi. Il parallelo è raffinatissimo, coltissimo, e la conclusione folgorante, lapidaria: “Lo spinning esiste in Italia dal 1995. Forza Italia dal 1994". Vabbè. Informato e utile, invece, l’intervento di Gianni Crespi sul mercato editoriale italiano, che racconta l’editoria dall’interno incluse le forche caudine della piccola editoria schiacchiata dalla distrubuzione dei grandi editori.

Resta, al margine di tutto, l’affidabilità e l’intelligenza del curatore Giulio Mozzi, scrittore e intellettuale che con passione si dedica all’editoria, curando una collana per Sironi Editore (quella che ha pubblicato il Perceber di Leonardo Colombati), e dedicandosi seriamente alla rete con pazienza e grande apertura e serenità mentale. Tra l’altro è stato il primo in Italia a aprire un blog letterario on line [*], e quanto a vitalità resta anche l’ultimo. Gestisce da anni www.vibrissebollettino.net (che se non incorporasse casalinghe della scrittura mancata come Angela Scarparo, alla quale più che un computer per farla scrivere avrebbero dovuto dare un barboncino o un vibratore per farla tacere [vedi la replica di Angela Scarparo], sarebbe un sito con giovani intellettuali laboriosi come il mantovano Davide Bregola, che attualmente sta conducendo una fervida indagine sul “romanzo del XXI secolo"), e cerca, senza paraocchi ideologici (cosa rara nelle rete degli uomini e no), di mettere insieme i discorsi, i pensieri, le reazioni intorno alla letteratura.

Mozzi, ne sono testimone in prima persona per esserne stato spontaneamente ospitato, pubblica effettivamente in Vibrisse ciò che gli pare, e non teme giudizi. Di questa antologia di ciò che Mozzi ha voluto salvare dall’oblio, malgrado gli alti e i bassi, e malgrado l’assenza di importantissime questioni sollevate da Brullo e da me nelle nostre innominabili catacombe, si potrebbe dire che se le riviste letterarie su carta stanno male anche la rete non se la passa poi così bene; ma alla fine, tirando le somme, questi pezzi, questi racconti, queste riflessioni, questi documenti risultano comunque più vivi, più caldi, più emozionati, più rappresentativi, più amabili di quello che sarebbe venuto fuori se si fosse cercato di pubblicare il meglio delle terze pagine italiane, che avrebbe prodotto un best of di morti viventi.

[*] Non mi pare proprio di essere stato il primo. gm

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 09.04.06 21:16

Interventi

Il Perfetto Parente, servendosi di esempi grotteschi ma eloquenti, non fa altro che cantare il solito ritornello.
Ma egli, coerente fino all’assurdo con se stesso, vuole farci credere che le opere perfette possono essere prodotte dagli intelletti migliori? Ingenuo uomo dogmatico: come faremmo noi “coglioni” (parola piena di significato traslato di questi tempi) a riconoscere il suo acume se non siamo Perfetti Parenti?
Dispiace costatare che alle parole di un Perfetto Parente non corrisponda sempre una buona pratica del Perfetto Parente. E’ una spia incontrovertibile quell’insulto sessuofobico alla scrittrice Angela Scarparo. Perfetto Parente è un uomo poco sicuro di sé, in fondo non tanto Perfetto.

Pubblicato da: Francesco Sasso - 10.04.06 00:39

"Angela Scarparo, alla quale più che un computer per farla scrivere avrebbero dovuto dare un barboncino o un vibratore per farla tacere".

Davvero di cattivo gusto.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 10.04.06 08:20

sì, Bart, è di pessimo gusto: ma che ci vuoi fare? senza queste cose finto trasgressive non si sentirebbe un maschietto...

Pubblicato da: La Mamma di Max - 10.04.06 09:23

Una battuta che è il concentrato del cattivo gusto!

Buona giornata. Trespolo.

Pubblicato da: Trespolo - 10.04.06 12:39

Esatto, il cattivo gusto, questo è il problema. Io sono per il buon gusto, per le ostriche, per il caviale, per i salottini. Non per queste battute da taverna, che potrebbe dire uno scaricatore di porto. Il bon ton è importante. Invece ci sono questi qui di Dell'Utri così anarchici che offendono. Con i barboncini. Con i vibratori. Come avrebbero fatto quei reazionari di Breton, o di Céline, o di Gadda, che si sa cosa diceva alle signore sugli autobus. Io desidero l'ordine. Consigliarmi un vibratore è un'offesa, implica il fatto che io abbia una sessualità, e che sia una donna. Implica una colpevolizzazione del fatto che io vibratori non ne uso, cazzi neppure, perché sono fallici. Implica la considerazione che se una donna è antifallica è una scema, e invece no. Le buone maniere, ci vogliono le buone maniere. Una volta dissero una cosa del genere anche alla Pivetti, il mio mito, e lei giustamente si offese. E pure io. Ci vuole una morale, e un'educazione. Come cresceranno mai i nostri figli. Nel mito di certi scrittori che usano certe parole e non rispettano il galateo. Speriamo abbiate votato contro questi bifolchi che credono ai vibratori e ai barboncini e a queste cose così sconvenienti per una ragazza perbene.

Pubblicato da: Angela Scarparo - 10.04.06 15:10

Questi non sono anarchici, questi sono poveretti, cara mia alter ego. queste non sono persone che non rispettano il galateo, queste sono persone che non sanno dove sbattere la testa. ed è molto diverso. queste non sono persone che parlano di sessualità. semplicemente denotano una pratica sessuale fallimentare. persone che parlano così, vivono così. chi parla male, vive male. è il caso di dirlo. io non sono una ragazza perbene. io sono una ragazza che non si fa dare soldi da persone di merda. è diverso. posso averci fatto altro, con persone sconvenienti, come dire. ma soldi no. specialmente quelli di dell'utri. io gli anarchici e gli scaricatori li frequento. loro, cara mia alter ego, vorrebbero frequentarli. ma sono gente difficile gli scaricatori. più facile arrivare alla tavola dei vari berlusconi, dove prendere le briciole, peraltro, che alla tavola di certi anarchici. e questo chi insulta lo sa. hai voglia a farsi i ricciolini in testa e fingere di essere diversi! gli scandali cercati ad arte puzzano da km di distanza. lo riferisse anche alle sue amiche finte femministe e finte rivoluzionarie, vai aleter ego, vai.

Pubblicato da: angela scarparo - 10.04.06 15:32

Angela, te lo dico adesso prima che altre notizie (per ora buone) facciano passare in secondo piano l'insigne elzevirista e la sua odorosa penna d'oca: cerca di capire il nervosismo e lo stato d'animo di chi lavora in una redazione nella quale può capitare, arrivando al lavoro, di trovare una testa di cavallo sulla scrivania.

Pubblicato da: girolamo - 10.04.06 15:32

mah, girolamo, sa più di noia. sa più di voler affermare, "Siamo tutti uguali! Siamo tutte Pivetti!" un atteggiamento così, che di altro.

lo dico perchè determinate esperienze forti (come potrebbe essere la paura della testa di cavallo sul tavolo) dovrebbero almeno insegnare a scrivere. qui siamo al grado zero invece. al vittimismo. (noi siamo gli scaricatori, noi siamo i rozzi (però hanno le scrivanie nell redazioni, seppure di merda: roba che gli scaricatori si vergognano)

comunque grazie girolamo.

Pubblicato da: angela scarparo - 10.04.06 15:37

Trespolo, Bart, Francesco, Mamma di Max, scusate. Volevo scrivere un'altra cosa, ma preferisco guardarmi gli exit poll. Grazie comunque.

Pubblicato da: angela scarparo - 10.04.06 15:42

Un gran signore, Parente. Davvero un uomo di gusto...

Pubblicato da: gianni biondillo - 10.04.06 16:57

Gianni, non lo diciamo troppo ad alta voce, per carità che sono uomini di gusto. Se no mo' riattaccano i pipponi: che loro sono tavernieri, camionisti anarchici, roba che ti fanno passare pure la voglia di fargli una denuncia. è come vincere giocando a tennis con uno che giochi da anni, e ancora non abbia imparato ("ma sei proprio negato!", ti viene da dire) nonché eredi della triade Céline-Breton (quet'ultimo notoriamente comunista, ma i tavernieri, camnionisti, anarchici, uomini di strada con la scrivania ornata da testa di cavallo, non lo sanno) Gadda. E mi raccomando di Gadda e Celine (di Breton non ne parlo perché è la prima volta che lo sento accomunare a Gadda e Celine, e non capisco quindi in base a che) imitare solo lo sberleffo fatto male, cioè la parte da poveretti (che tutti hanno) dei bravi scrittori. la bella scrittura no. per praticare quella serve qualcosa d'altro. qualcos' altro che questi non hanno.

Pubblicato da: angela scarparo - 10.04.06 17:11

è vero, pensa come adesso ci riempiranno di pipponi perchè troviamo miseranda la loro uscita: loro sono dadaisti, futuristi, marinettiani, d'annunziani, loro che hanno un filo diretto con l'assoluto, loro solo che possono passare sopra la nostra piccola borghese ripulsa dell'offesa, il nostro smidollato odio per la manganellata di classe, noi bacchettoni parrucconi moralisti che ci meritiamo questo nuovo governo noioso e serioso, mica come quello di prima telefascista che almeno ci faceva ridere con le sue performance situazioniste dalle corna nelle foto ufficiali a i coglioni ai saltelli in confindustria, ce lo meritiamo questo nuovo governo grigio e con la faccia da prete.
Beh, sai cosa ti dico: sì, ce lo meritiamo proprio GRAZIEADIO!
Perchè il loro nuovo candidato premier, tra cinque anni, non lo scelgono direttamente al bagaglino? perchè non fanno le primarie tra martufello e pippo franco? sai che exploit dadaista?

Pubblicato da: La Mamma di Max - 10.04.06 17:25

Oh mamma mia, che dispiaceri gravi.

Pubblicato da: elogiodelleccedenza - 10.04.06 19:50

Tale Parente incute la soggezione di un barboncino abbaiante affetto da tosse ovviamente canina.

Pubblicato da: Franz Krauspenhaar - 10.04.06 22:26

Quali elevati argomenti usa questo intellettuale per mostrarci quale sia la vera letteratura!
Mi chiedo come abbia avuto tanto credito e perchè mai si continui ad ascoltarlo, a riportarne le esimie opinioni.
Resta il fatto che utilizzare linguaggio casermiero per parlare di una donna capace di scrivere e di argomentare è quanto di più misero esista.

Pubblicato da: Isabella - 11.04.06 01:09

A me è piaciuto l'articolo di Parente: non ci ravviso niente di strano, o di casermiero. Direi che è provocatorio lo stile di Parente.

'Notte

g.

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 11.04.06 01:18

Credo che molto del parente sia racchiuso tra queste righe:
....né tantomeno sul Domenicale. Quindi non troverete né un mio articolo né uno di Davide Brullo, per cui non può esserci il meglio

caro Giulio Mozzi la prossima volta infila nei tuoi libri qualcosa del Domenicale e fai visita al Parente (screanzato, non lo tieni nella giusta considerazione, nella, di lui, considerazione), accattonagli due righe e così saremmo salvi dalle sue turbe sia infantili che adulte. Non si capisce infatti come l'universo mondo possa sottovalutare così facilmente la 'Famiglia' del Domenicale e i Parenti stretti. Da queste piccole, incivili e rozze disattenzioni potrebbero nascere guerre. Non ci si può stupire se mancanza della solita Elena si ripiega su chiunque abbia parvenza femmina e su di ella si appuntano occhietti da parente di 'Achille la Bestia'. Solo che non si tratta di parente di Achille, ma di una malferma tartaruga parente di scivanie con briglie e quindi spuntano fuori i barboncini e, con la bava del parente alla bocca, niente-popò-di meno che i vibratori. 'azz che sforzo di fantasia deve fare un povero Parente per riuscire a darsi solitario sollievo per tanta indifferenza del genere umano nei suoi confronti e, soprattutto, nei confronti della sua Famiglia.
Accattiamogli un barboncino, và, magari si sfoga. Il barboncino, non il parente.
besos

Pubblicato da: spettatrice - 11.04.06 02:09

"Ciò non è che un fatto, continueremo a parlarne dopo[...]" G. Bruno.

Che cos'ha di tanto particolare Parente?: qualche casalinga si chiedeva questo. Il problema è 'la lettura'(cioè la capacità di leggere a fondo un testo), e ovviamente la mancanza di talento (anche nel leggere) di chi ha scritto tutte queste piccole lagnanze nei post che precedono.
Ma leggete? Lo avete letto Parente? Intendo i suoi romanzi, il suo infinito talento? E'semplicemente quello che tutti voi non siete, cioè un genio. Il tempo a disposizione è abbastanza lungo. Vedremo. Vedrete.

Pubblicato da: elogiodelleccedenza - 11.04.06 12:44

Parente, sei solo un guappo. E te lo spiego sul mio blog.

Pubblicato da: Franz Krauspenhaar - 11.04.06 15:44

Perdonate l'intervento di un topo che di solito bazzica ambienti meno raffinati dei blog letterari, quindi non sa bene, in letteratura, dove stia il meglio.
Leggo disordinatamente ciò che mi piace, non leggo introduzioni e in genere poca critica, quindi non saprei nulla di questo libro e del breve pamphlet del Parente se non avessi letto il post di Franz sul suo blog.
Devo, per par condicio, stigmatizzare l'insolenza di cui è stata fatta oggetto Loredana Lipperini, che come Angela Scarparo, (anche se con meno viscida aggressività), è stata rinchiusa nella gabbia ideologica delle femmine necessitanti di attenzioni maschili o loro succedanei (che l'autore sembra prediligere), in virtù dell'erotismo onomastico del suo nick, che evidentemente il Parente considera un espediente di richiamo.
Franz, tirato in ballo con superficialità, gli da ragionevolmente del guappo, in effetti a Milano i guappi, quando apostrofano una donna, le dicono "vieni qua che ti adopero" (Qualcuno di madre lingua può riportarlo in originale), espressione che rende bene le profonde tenebre dell'immaginario sessuale che l'autore esprime in questo bel saggio critico.

Pubblicato da: rififi - 11.04.06 21:42

A me 'ste cosette di bisticci pseudo-culturali/politici fanno tanto ridere. Cioè poco in verità: alla fine annoiano.

In un ambito pienamente letterario, sì, Parente decisamente buono, più del tanto celebrato Piperno.

g.

Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 11.04.06 23:03

96258127235324404427542e031740e1 venditacadorna http://11.dilortrarresi.com/annuncioimmobile/ chatgratuitasenzaregistrazione viaggidierodoto http://7.dilortrarresi.com/lepiubellecasedelmondo/ menarcaprecoce agriturismocasellalurani http://6.cheportaulivo.com/donlurio/ lignanoappartamento venditafarmacobancoautostrada http://12.dilortrarresi.com/volantinaggiopalermo/ capellotagliocapello seggiolinoautomaxicosi http://15.dilortrarresi.com/offertaesclusive/ finanziamentoimpresa autosilversrlhotmailit http://19.tuttequante.com/concessionaribmwdipadova/ automatismotendasole bondipotecariomutuo http://10.dilortrarresi.com/scarpaingrosso/ incontrocherasco corsooperatorisocialesicilia http://20.tuttequante.com/spartitoafterhours/ viaggioneocaraibi 90edf346fa904623decd21cec2c84787

Pubblicato da: Luther - 12.09.06 02:00

c8538df0ed6604dfdf92e18136984177
hotelterrazzafirenze http://13.dnsnone.biz/vichinghi/ disegnidacolorae
ufficionovamilanese http://2.linuxsv20.biz/inserzionegabbiasadomaso/ offertahotelpalermo
scultorecontemporaneo http://13.springingcow.biz/pokemonrubinoevoluzioni/ manifestodelloccidentepera
araldicagratis http://8.springingcow.biz/calcioprobabiliformazioni/ natalevacanzaitalia
ricambiovespa http://12.springingcow.biz/landroverusati/ clinicadimagrire
giocotavolodownload http://13.anonnameserver.biz/innogmg/ batteriavideocamerasamsungego
giurdignano http://11.anicasoftware.biz/agenziadelleentrata/ volocimitile
stefanozamagni http://17.springingcow.biz/lgrc68221/ calcoloratainteressimutuo
c0a50f8273d46c58d82cd661215e2031

Pubblicato da: Elton - 26.02.07 03:00

Pubblica un intervento




Vuoi che mi ricordi di te?