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30.04.06
Vibrisse di carta?, 2 / Bravura e generoso ardimento bisogna temperarli a ferire
[tutti gli articoli sul progetto "vibrisse di carta"] [l'articolo con la proposta]
Vibrisse di carta, mumble mumble...
Secondo me vibrisse ha uno specifico che se sta bene nel web sta meno bene in edicola, perché vibrisse non è tipo da sgomitare, pur non essendo un'entità anonima. vibrisse offre molto a molti, ma offre "beni" che moltissimi non sanno di desiderare, e son fior di bisogni che possono passare per la lettura o la scoperta di questa.
Ora: cosa ha a che fare un'edicola con tutto ciò? Secondo me poco.
Come veicolo per mostrarsi è un po' rischioso - il rischio è di perdersi, specularmente al rischio di non riuscire a farsi vedere in una Feltrinelli per gli immaginabili, opposti motivi.
Quindi, perché non provare a pensare insieme linea editoriale e distribuzione? Se la proposta “mensile in edicola" è rigida temo che non se ne esca, ma...
Un mese potremmo fare un vibrisse da distribuire nelle carceri minorili. Un altro da dare negli stadi. Un altro nelle metropolitane delle grandi città. Un altro nei mezzi pubblici delle piccole città. Un altro in più lingue nelle città dove i turisti stranieri abbondano. Un altro lo spediamo nelle caserme. Ogni numero pensato per un pubblico diverso, insomma (un pubblico al quale parlare, non dire: te carcerato, te pendolare fai questo leggi quello), facilmente raggiungibile se si pensa ad una distribuzione mirata (distribuzione gratuita: le copie verrebbero acquistate dalle carceri, dalle società di calcio, dalle società di trasporti e così via - tutta gente che queste cose in genere le fa volentieri, se può). Poi si riunisce tutto in un book in progress.
Sono d'accordo con chi dice che tutto ciò sia un lavoro immane (lo sarebbe comunque), ma almeno ci sarebbe la possibilità di allargare per bene interessi e conoscenze di tutti, perché ovviamente ci sarebbe da prendere contatti diversi, si scriverebbe in modo dedicato per molte persone diverse, e se si riuscisse a star lontani dal fare proselitismo, didattica o lanci di coriandoli dentro l'arcobaleno ci si potrebbe divertire e fare qualcosa di valido.
Tutto sta a pensare in grande e a osar fallire, come si dice tra i podisti di lunghissima lena.
[Tengo a ricordare che Mauro, sodale fin dall'inizio dell'impresa, è addirittura l'inventore del nome vibrisse. gm]
Pubblicato da Mauro Mongarli, il giorno e l'ora: 30.04.06 14:46
Interventi
posso dire che questa proposta di mauro mi piace assai. veramente.
d.
ps.
è comunque, volevo dire che comunque appoggerò la vibrisse cartacea.
Pubblicato da: demetrio - 30.04.06 16:15
@ GIULIO
Caro Giulio,
ti ho risposto nel post di cui sotto.
Qui aggiungo: l'idea di Mauro è buona, ma in concreto non so quanto sia realizzabile.
I problemi da risolvere sono immani: ne ho fatto comunque un accenno nella risposta che ti ho dato da basso.
g.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 30.04.06 17:09
Oh Giulio, a me pare una buona opportunità e l'idea di vedere Vibrisse anche su carta non mi dispiacerebbe affatto.
Non ho idea dei "casini" che una simile attività potrebbe comportare, ma mi pare che, se l'editore ha intenzioni serie, all'interno di Vibrisse ci siano tutte le competenze per realizzare qualcosa di serio che potrebbe anche supportare l'idea messa sul piatto da Mauro - a me piace assai - magari abbinandola a una distribuzione "più normale".
Che dire; non è il mio settore, ci capisco poco, ma un in bocca al lupo ci sta. E dovesse servirti di crittografare gli articoli... fammi sapere ;-)
Buona serata. Trespolo.
Pubblicato da: Trespolo - 30.04.06 18:18
Oddio, Tresp, gli articoli vorrei che fossero il più leggibili possibile...
Pubblicato da: giuliomozzi - 30.04.06 21:44
L'idea della free press è stimolante, molto. Vi immaginate qualcosa che può assomigliare a Vibrisse web fra le mani dei lettori abituali di Libero o del Giornale o anche della Repubblica, la mattina, nel metrò, con questa roba in mano che parla di libri e di scritture?... interessante, molto interessante... qui nel profondissimo sud ci sono diversi esperimenti di riviste, anche molto ben fatte -sia da un punto di vista dei contenuti che graficamente- e distribuite gratuitamente in un grandissimo numero di copie. Un esempio su tutti, la rivista muicale Coolclub, che una volta ho visto in mano al mio vicino, il pensionato di Livorno ex venditore di stoffe.
Pubblicato da: livio - 30.04.06 21:54
Giulio, beh, oltre a crittare... si può anche decrittare :-)
Buona notte. Trespolo.
Pubblicato da: Trespolo - 01.05.06 01:03
Caro Livio, forse hai equivocato il discorso di Mauro, o forse ti è sfuggita una parola impropria. Nel dubbio, faccio il pedante. "Free press" è il nome con cui si indicano quelle riviste a distribuzione gratuita che si sostentano con la sola pubblicità. Mauro ha scritto: "le copie verrebbero acquistate dalle carceri, dalle società di calcio, dalle società di trasporti e così via". Quindi non si tratta di "free press": si tratta di pubblicazioni che vengono acquistate in certi quantitativi da Enti e Istituzioni, che poi le distribuiscono senza farle pagare.
Pubblicato da: giuliomozzi - 01.05.06 09:11
io vibrisse la seguo, ovunque vada, a priori.
e l'idea di mauro mi sembra molto stimolante. bellissima. mi piace davvero.
detto ciò, se vibrisse se ne andasse dal web mi mancherebbe. non so se l'intenzione di giulio sia quella di fare un vibrisse cartaceo che escluderebbe vibrissebollettino.net. se così fosse, mi sentirei orfana, ancora una volta. vibrisse è la prima cosa che guardo quando accendo il computer. e la forza di vibrisse è anche data dai rimandi intertestuali.
Pubblicato da: silvana rigobon - 01.05.06 09:46
Giulio, la via free press è comunque un'alternativa in qualche modo considerabile, credo. Fa parte della parte pratica della questione che dovrà al più presto capire quali sono vincoli ed opportunità al momento offerti. Speriamo che l'incontro di cui scrivi porti buone nuove.
Pubblicato da: Mauro Mongarli - 01.05.06 10:10
ho riletto per bene il post anteriore sull'argomento. mi era sfuggita la frase "Sia chiaro: fare un vibrisse di carta non significa interrompere questo vibrisse qui, che state leggendo ora. Magari significherà cambiarlo."
mi sento meglio.
Pubblicato da: silvana - 01.05.06 10:25
Ma se ho capito bene il Vibrisse bollettino sul web non si tocca, vero? Altrimenti ritirerei tutto quello che ho scritto nei commenti qui sotto...
Io l'iniziativa la vedo bene soltanto se si cerca di fare qualcosa di carta che possa dialogare con quello che già esiste in internet. Mi spiego meglio: c'è una fascia di lettori affezionati a Vibrisse perché usano abitualmente il pc e internet. C'è anche una fascia di potenziali lettori che non usano ancora abitualmente questi strumenti. Si tratta di mettere insieme queste due tipologie, offrendo alla prima un Vibrisse che sia complementare a quello che già conosce, alla seconda un Vibrisse che trasferisca in qualche modo su carta la vita del web: secondo me la sfida è questa. Cioè, che non sia una rivista tradizionale, ma lasci almeno intravedere la partecipazione non soltanto degli autori, ma anche dei lettori. Certo, non si possono trasferire brutalmente su carta i commenti, ma occorrerebbe dedicare loro qualche attenzione, che so, sceglierne alcuni che sembrano significativi, oppure sintetizzare qualche discussione, oppure studiare qualche rubrica da commentare sul web...
Oddio, devo correggere compiti e invece sono qua che sogno come al solito... certo, progettare è molto stimolante! Molto più che fare segnetti con la penna rossa...
Rosanna
Pubblicato da: VitaDaProf - 01.05.06 10:32
Ho già espresso il mio pensiero nel post di Giulio. Carlo Capone (là) e Rosanna (qui) mi trovano d'accordo. Ossia: posto che il vibrisse cartaceo raggiunge un pubblico diverso, e visto che la novità dei blog, e quindi del vibrisse telematico, è quella di accogliere i commenti, che in tanti casi sono veri e propri contributi all'articolo, io resto ancora più convinto che il vibrisse cartaceo dovrebbe selezionare per il nuovo pubblico gli articoli più interessanti apparsi sul vibrisse telematico nel mese precedente, e accoglierli insieme ai commenti più interessanti.
Bart
Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 01.05.06 12:06
se vi può servire. ho il preventivo per un free press (locale).
23 mila copie, carta Perlen, quadricromia, 16 pagine formato repubblica.
1800 euro.
di sola tipografia.
il prezzo può scendere con carte spagnole, riciclate, a basso costo.
(per ora leggo e non intervengo. forse perché vedo troppi problemi pratici: distribuzione, trasporto, sistema editoriale... E poi: da quanto ne so gli inserzionisti pubblicitari difficlmente sono attratti da "cose culturali"; e storcono il naso di fronte alla carte riciclata: le loro inserzioni si stropicciano)
scusate per l'involontario disfattismo
remo
remo
Pubblicato da: remo bassini - 01.05.06 13:42
rettifica:
23 mila copie, 2200 euro carta eslusa (ed è una delle tipogrfie più ecnomiche del nord; per intederci, oltre al mio giornale stampava il Manifesto)
remo
(i 1800 euro erano riferiti a una tiratura inferiore con quadricromia ssolo su 4 pagine), sempre carta esclusa.
Pubblicato da: remo bassini - 01.05.06 13:46
Voglio abbonarmi.
Non ho altro da aggiungere alla faccenda.
Pubblicato da: tonino pintacuda - 01.05.06 14:17
in effetti l'abbonamento sostenitore non sarebbe una brutta idea.
Pubblicato da: silvana - 01.05.06 15:22
Ho letto tutti i commenti fino a qui espressi e ben poco mi rimane da aggiungere. Se non la mia piena aderenza al progetto. Premetto che non ne capisco nulla di dati tecnici, di editoria e similari. Io sono solo innamorata dell'idea che Vibrisse possa raggiungere un numero ancora maggiore di individui. Conosco persone che amano la letteratura ma per vari motivi non possiedono il computer. A qualcuno ho parlato di vibrisse e ho toccato con mano il suo desiderio di poterla leggere... Non so se e come si potrà realizzare, ma di certo è una bellissima idea. Mi chiedo solo: anche ai lettori cartacei sarà concesso di partecipare, volendo e potendo?
Pubblicato da: ramona - 01.05.06 19:32




