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03.03.06

Una teoria inflazionaria delle opere-mondo?

di Giorgio Tesen

[Questo pezzo che Giorgio Tesen ha pubblicato qualche giorno fa nel suo blog è poco più che un appunto; tuttavia mi pare che proponga qualche idea piutosto interessante. gm]

[...] Quest’estate ho letto La macinatrice [di Massimiliano Parente], il mio sodale senza il quale sarei un pugile suonato, ovvero Diderot, mi aveva consigliato in un commento "prima leggiti Roth, poi ti leggi quello", e questo perché i due libri li avevo acquistati assieme. Negli stessi giorni su Vibrisse è stato pubblicato un articolo di Gabriele Dadati che presenta una lettura sinottica del suddetto romanzo, di Perceber (Leonardo Colombati) e Neuropa (Gianluca Gigliozzi). Tre romanzi che, a dire il vero, reputo più accomunati dal fatto di essere tre forti singolarità, più che per il fatto di appartenere ad un genere. Ottimo tuttavia è stato questo periodo delle lettere, a mio parere, nel quale le singolarità sono ricoperte della dignità che meritano. Ma come ogni modello fisico che si rispetti ha il suo opposto, così accade anche nelle lettere. Meglio ancora se non c’è solo un opposto ma tanti opposti, tante direzioni, tanti flussi. Come nella teoria del Big Bang l’universo nasce da una singolarità, ecco che altre teorie giustificano la nascita dell’universo da "inflazioni", ecco, a me piacciono le teorie inflazionarie, minime, detrazioniste; accompagnate alle altre danno una possibilità di conoscenza in più. [...]

Leggi tutto l'articolo nel blog di Giorgio Tesen.

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 03.03.06 10:57