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15.03.06

Una banda di picchiatelle

Di Gabriella Imperatori

[Questo articolo di Gabriella Imperatori è apparso nei quotidiani veneti Mattino di Padova, Nuova Venezia e Tribuna di Treviso il 9 marzo 2006. gm]

annalisa_bruni.JPGTante storie di donne e un po’ meno di uomini, un “bestiario" di vita quotidiana osservata, ascoltata, immaginata, interpretata nelle fatiche, illusioni e delusioni, violente subite e restituite si concentrano negli undiciracconti del secondo libro di Annalisa Bruni Altri squilibri: che fan seguito ai primi squilibri esplorati dall’autrice nella raccolta d’esordio Storie di libridine.
Veneziana di Mestre la Bruni lavora alla Marciana, scrive radiodrammi, organizza corsi di scrittura creativa e cicli di letture. E in calce a quest’ultima silloge, al momento di raccontare qualche cosa di sé, afferma decisa di sentirsi adatta solo alla forma breve, alla short story, che del resto ha tanti e illustri campioni nel mondo della narrativa.

Che le donne siano affette da svariati “squilibri" non è una novità: li hanno illustrati magistralmente scrittori di ogni paese ed epoca, a volte con ironia crudele, altre volte con comprensione o pietà, creando, o ritraendo, anche personaggi destinati ad essere immortali.

Ma da quando la scena letteraria si è arricchita di molte e diverse voci femminili è cambiato - e non poteva essere altrimenti – il punto di vista. Non necessariamente quello della vittima, anzi. Le scrittrici sanno essere cattive non solo quando ritraggono gli uomini, ma anche quando descrivono se stesse e le loro simili nei loro rapporti famigliari, amicali, sentimentali. Quante madri insopportabili e figlie che gliela fanno pagare cara, quante mogli e amanti vendicative, quante amiche che si amano e si odiano nei nostri romanzi e racconti!

Annalisa Bruni non è da meno, anzi ci presenta, con gusto del paradosso, oltre a donne un po’ via di cervello, perfino simpatiche (ebbene sì) assassine o torturatrici. Come quella, confusa ma determinata, che nel racconto Sulla spiaggia, infligge una meritata tortura a un uomo nel quale riassume, in una sorta di delirio, quelli che nelle sue giornate le impartiscono soprusi più o meno sadici. Dall’autista della corriera che la vede arrivare di corsa e la lascia a terra, all’impiegato che le rimanda sempre indietro le pratiche perché manca un bollo o un timbro, fino al capoufficio che sfrutta il suo potere ricattandola con il miraggio della promozione.

O come Rosa, la donna innamorata e presa in giro in Amor comico, che mette in atto la fantasia omicida da quasi tutte almeno qualche volta coltivata, e lo fa con un sistema ingegnoso e stravagante che poi nessuno fra quelli a cui lo racconta - perché da brava squilibrata lo racconta a tutti - le crede. Altre, con modalità meno inconsuete, aggrediscono sé stesse: ma nella violenza autodiretta trovano finalmente una sorta di paradossale pacificazione, come la protagonista di Una donna magnifica.
Fra le tante, ce n’è anche qualcuna davvero intollerabile, come l’io narrante in La maestra di mio nipote, c’è la suora d’asilo che sembra dolce e paziente ma a voce bassa sibila perfidie...

Quanto agli uomini, non sembrano davvero un granché, da questi racconti. Sentimentalmente analfabeti anche quando sono raffinati e colti; egoisti, vanitosi, irresponsabili. Ma interessanti come personaggi di brevi trame (brevissima l’ultima, una delle più riuscite). Trame che ovviamente non si devono raccontare. La Bruni comincia spesso in modo pacato, semina indizi e alla fine conclude, come in un giallo, con una sorta di colpo di pistola" capace di illuminare a ritroso una tranche-de-vie, un frammento dell’oggi, cogliendo, senza bisogno di commenti, dettagli che fanno pensare e che ci fanno riconoscere, nonostante le estremizzazioni, i nostri purgatori quotidiani. Dove, se noi donne siamo non di rado perdenti, sappiamo rialzare la testa e ristabilire, in qualche modo magari discutibile, gli equilibri infranti.

Annalisa Bruni, Altri squilibri, Ed. Helvetia, p. 126, euro 10.

Il sito personale di Annalisa Bruni. Annalisa Bruni in vibrisse.

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 15.03.06 15:13

Interventi

Hai capito la Bruni?! Andrò a comprarmi il libro...

Pubblicato da: visitor - 16.03.06 07:20

Grazie Giulio, e soprattutto: grazie Gabriella!

Pubblicato da: Annalisa Bruni - 16.03.06 13:00

Annalisa, io credo che nel tuo libro ti perdi per strada (non le narri) le donne che non vivono: quelle che non amano, quelle che non scelgono, quelle che non sbagliano. Rimangono allora "quelle che sì": quelle che sulla faccia della terra ci sono veramente.

Pubblicato da: Monica - 16.03.06 22:55