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27.03.06
Roma città aperta (alla racchiaggine)! La Scarparo scassa su Carta.org!
Qualcuno dice che nel nuovo piano regolatore di Roma manchi un’idea di città. Altri dicono che è un’idea di politica a mancare. Entrambe le cose sarebbero gravi. E se la cosa fosse peggio di quel che sembra? Se questo piano regolatore ce l’avesse un’idea di città, e ce l’avesse racchia? Proviamo a descriverla.
Da una parte i ricchi. Ma quando dico ricchi non lo dico in senso volgarmente dickensiano (i ricchi perfidi). No, dico ricchi e intendo quelli che vengono definiti il motore dello sviluppo produttivo. Dico ricchezza e intendo base per produrre altra ricchezza. Dico ricchi quindi, come quelli senza i quali è impossibile fare investimenti, per mancanza di capitali. I ricchi come un’opportunità di cui Roma deve andare fiera, quindi. Quelli che, guai se mancano. Ricchi che starebbero da una parte. Non per forza in zone centrali o residenziali. Potrebbero anche non stare proprio a Roma. Dall’altra i poveri. Anche qui non in senso volgarmente dickensiano (non i buoni e stracciati col moccio al naso). Poveri come portatori di disagio. Non di rivendicazioni immediatamente politiche. Di semplice disagio. Poveri come portatori di richieste (casa, lavoro, reddito). I poveri. Che sono spesso quelli che chiedendo manifestano, che sono quelli che si mostrano. Anzi, che per andare a manifestare attraversano tutta Roma. Quelli che, se non tacitati, impediscono o rallentano lo sviluppo. Una città divisa in due quindi, o in tre, o in quattro (non in senso immediatamente spaziale, ma a seconda dei diversi gradi di ricchezza e di povertà). Se fosse così, se questa fosse l’idea di città che hanno in mente i politici e gli amministratori che hanno portato a termine questo piano regolatore, quale sarebbe la loro idea di politica? Un’ attività di mediazione. La politica come amministrazione di un reale che sostanzialmente va bene così come è. La politica come (ad andar bene) agevolazione dello sviluppo. Sviluppo che è e sarà sempre legato all’iniziativa imprenditoriale del privato, o dei grandi gruppi (privati) o delle società (private). Una politica in cui l’unico vero, reale problema - non sono i soldi sottratti alla comunità attraverso i sistemi di evasione fiscale dei grandi proprietari di immobili, o le grandi rendite finanziarie che non vengono reinvestite, e quindi col cavolo che producono sviluppo – sono i corpi di quelli che chiedono. I corpi di quelli che manifestano. I protagonisti di un film di solito intitolato Emergenza. E che può essere Abitativa o Sociale a seconda dei tempi e dei modi. Però, aggiungiamo noi, ci sta che quelli che manifestano non sono solo poveri. O meglio, ci sta che questi poveri, a volte sono poveri di mezzi, ma non di idee o di conoscenza. Ci sta che fra i poveri ci sono universitari, precari, insegnanti, diplomati, uomini e donne (persone cioè che proprio in virtù delle variegate posizioni che rappresentano, si ritrovano sotto il generico nome di Movimento) e non la solita massa di diseredati insipienti che si aspetta dai poveri chi Dickens non l’ha mai letto. Questo, non perché il Movimento sia fatto di buoni e saggi che preferiscono studiare invece di sfruttare il prossimo come fanno i ricchi. No. Solo perché fra quelli del Movimento magari ci sta chi alla ricchezza preferisce il benessere. Che, se è parente della prima, non ne è però parente strettissimo. Perché presuppone il possesso di beni, come dire immateriali, quali ad esempio la conoscenza, o l’uso di certe pratiche (politiche e non) che danno gioia, alimentano desideri, passioni, e non solo il consumo di cose, private e pubbliche.
(questo articolo dovrebbe uscire su Carta.org il 3 aprile
Pubblicato da Angela Scarparo, il giorno e l'ora: 27.03.06 22:04
Interventi
Angela, sai cosa mi meraviglia di questa storia del PRG di Roma? L'ASSOLUTA mancanza di interesse da parte della stampa ufficiale (tutta) e il gran tempo che tutti gli "intellettuali di sinistra" (o presunti tali) sprecano con grandi seghe mentali attorcigliando questioni di lana caprina in vista delle prossime elezioni.
Poi, esaurite le seghe per le elezioni, torneranno, fra un paio d'anni, a parlare dei palazzinari ricchi - troppo ricchi - e della loro capacità economica di condizionare il mercato finanziario italiano; e come sempre si dimenticheranno chi li ha creati.
Vabbé, vado a dormire che sono fuso oggi e mi sono esaurito tentando di fare i conti in tasca alla triste vicenda dello scrutinio elettronico: solo vil denaro, dicono, e liquidata da TUTTI, destra e sinistra, con due battute. O battutacce, fai tu.
Buona notte. Trespolo.
Pubblicato da: Trespolo - 27.03.06 23:42
L'ho scritta oggi e poi ho letto il tuo intervento.
La dedico anche a te, e spero ti piaccia.
raffaele
Se in questa notte che resta
sento figuranti veloci di lodi
a braci di lune scure,
m’appare il tuo volto che ride
qua vicino, come un’allegria
senza falsità di censo o borie di casta.
Se questa notte che sta
ciondola tra nebbie di freddo,
penso a caldi di libertà
e rimugino fuochi di donna
come gesti di lana
nati dentro a te
in inquietudini di picchi
ostinati contro il legno
a far nidi a far crescere vite.
Ma questa notte che ancora dura
nel montare di geli viscidi
se sempre avanza mire di vite semplici
per sacrificarle al troppo bene di pochi,
so che ci sono mestieri di pietà
ignorati da sapienze maschie
e vivi nel farsi donna della tua vita,
bel melograno affacciato di rosso
lungo le brevi estati dei miei inverni
che sarà ancora capace di un altro canto
al sole alto nella differenza che la luce
costruisce potente
contro così tanti bassi vermi di male.
ciao
raffaele
Pubblicato da: raffaele ibba - 28.03.06 00:01
Be', Raf sui vermi ci siamo. Sul resto fammici pensare e ti so dire. Comunque grazissime:)
Pubblicato da: angela scarparo - 28.03.06 00:50
riesco finalmente a leggere il tuo post.
mi è venuta un'idea, te l'ho mandata. :-)
daldivano
Pubblicato da: daldivano - 28.03.06 16:39
Grazie della comunicazione... e facciamoci visita anche se virtualmente!
Pino Ammendola
Pubblicato da: Pino Ammendola - 30.03.06 23:57
Ohi, ciao Pino. Hai fatto outing!
Pubblicato da: angela scarparo - 31.03.06 13:44




