« Dopo Carosello – Up with 7 Up (parte prima) | Main | Livio Romano: Porto di mare (2002) »
17.03.06
Quando Tilli sta zitta
Bene. Ho deciso (per oggi) di star zitta. Li limito a consigliarvi 10 romanzi (o raccolte di racconti), e questo (se ci riuscirò) farò nei miei prossimi 10 interventi. 10 libri, per 10 volte: 100 storie. Non è una gara, non è un concorso, non una recensione. E' un modo personale di affrontare il difficile gioco della convivenza civile. Una roba tipo il Monopoli, bravi. Questi sono dieci libri che bisogna leggere per forza se si vuole imparare a giocare.
Perchè parlano di
(1. Alba de Cespedes, Il rimorso) amicizie, amori, rancori e affetti in un gruppo di disincantati e per nulla santificati, intellettuali di sinistra, nell'Italia del dopoguerra.
O delle difficoltà materiali del dopoguerra in Italia, (2.Fausta Cialente, Un inverno freddissimo) in una famiglia 'normale' (una famiglia cioé in cui ci sono dei personaggi femminili, non delle macchiette), o del terrorismo, in Italia (3. Luce D'Eramo, Nucleo Zero).
O libri che parlano, ancora della scuola. Delle dinamiche, delle difficoltà, delle piacevolezze e delle perfidie che si instaurano quando a qualcuno che insegna corriponde qualcuno che apprende (4. Ivy Compton Burnett, Padroni e maestri).
Libri che parlano di adolescenza (5. George Eliot, Il mulino sulla Floss, 6. Dacia Maraini, L'età del malessere) e dei rapporti fra fratelli e coetanei durante la prima giovinezza, senza inutili esagerazioni o/e sdolcinaterie. (siamo a 6?)
E ancora, (7.Hedaya Yahel, Animali domestici: tre storie d'amore) che cosa lega gli esseri viventi (umani, canini, e gattini) fra loro? Si possono spiegare razionalmente certi destini?
Storie di persone che vivono in quartieri operai del Nord America (8. Grace Paley, Piccoli contrattempi del vivere) e storie di persone che fuggono dagli stessi quartieri, per capitare in altri simili, forse, ma che intanto sono andate, (9. Alice Walker, Meridian).
E visto che abbiamo parlato di operai parliamo anche di quelli che degli operai e delle operaie hanno bisogno per vivere: i ricchi (10. Rebecca West, Il sale della terra)
(Parlo per argomenti. Qualcuno potrebbe giustamente dire, "Che c'entra l'argomento? Uno, una può raccontare di qualsiasi cosa senza esserne capace!". Qualcuno potrebbe cioè giustamente dire, la forma. Le autrici, gli autori che ho scelto hanno la capacità di dare forma adeguata agli argomenti scelti. Secondo me, è chiaro. Buona lettura)
Pubblicato da Angela Scarparo, il giorno e l'ora: 17.03.06 10:02
Interventi
Angela,posso aggiungere un titolo?
Piccole Donne, della Alcott.
Con quelli che suggerisci ci sta bene, perchè insegna (se la ricordo bene)che al mondo si è in molte forme, diverse, complesse ed autonome, e non in una forma dominante soltanto.
Ed è stato scritto nell'ottocento, ed è passato per decenni come un libro per signorine.
ciao
raffaele
Pubblicato da: raffaele ibba - 17.03.06 12:20
Grazie Raffaele, hai fatto bene ad aggiungere Piccole Donne. Perché non era fra i 100 che ho scelto. Non perchè non mi piaccia, ma perché ad arrivare a 100 si fa in fretta.
Pubblicato da: angela scarparo - 17.03.06 12:36
Angela, ne avessi letto uno... Per un attimo, ma solo un attimo però eh, mi sono sentito tanto pirla :-)
Buona giornata. Trespolo.
Pubblicato da: Trespolo - 17.03.06 13:19
Avrei preferito che ne avessi letto almeno uno piuttosto che ti sentissi pirla. :) ma se ti sei sentito pirla per non averne letto neanche uno, è già un buon segno.
Pubblicato da: angela scarparo - 17.03.06 13:46
Piccole Donne vale? Se sì, mi tolgo almeno un pezzetto di pirlaggine :-) Buona giornata. Trespolo.
Pubblicato da: Trespolo - 17.03.06 14:00
Per quel poco che ti conosco, leggerei Il sale della terra (Rebecca West) o Luce D'Eramo (Nucleo Zero) al posto tuo. P
articolare: sono tutti e due fuori commercio. :) Vedi come viene fuori la fama di dispettosa, o provocatrice, per certe persone?
Pubblicato da: angela scarparo - 17.03.06 14:24
Era ora che la tilli stesse zitta!
Pubblicato da: pinocchio - 17.03.06 19:21
A me Tilli stava simpatica, ma Tilli. Peter Pan per niente: era così spocchioso.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 17.03.06 19:58
Jannozzi, quella era Trilli.
Pubblicato da: angela scarparo - 17.03.06 20:17
Appunto: c'era qualcosa che non mi suonava bene. Trilli e non Tilli. Ma chi cavolo è 'sta Tilli... ^____^ Secondo me ti sei persa una "r". :-D E poi, comunque, Trilli, povero Peter, gli faceva 'na capa tanto. :-D
E perché quella "J". Prima mi chiamavi Giuseppe, adesso Jannozzi.
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 17.03.06 20:42
Su Jannozzi ho sbagliato, Giuseppe, ma non ho cambiato per non sentire proteste.
Pubblicato da: angela scarparo - 17.03.06 20:53
Angela, Angela mia... ma i refusi, quelli, li puoi cancellare: ma le cosine te le leghi al ditino. :-)
Mi sento buono: un bacione, eterna Trilli. :-) E vedi di non stare troppo zitta, perché ti preferisco quandi mi riempi la testa... E non scherzo.
Buona serata, Trilli.
Giuseppe
Pubblicato da: Giuseppe Iannozzi - 17.03.06 21:08
No, Iannozzi, nella vita adesso, a differenza che quando ero giovane, cerco di fare tutto quello che le persone cui voglio bene mi chiedono (se sia il loro bene o no non lo so. non mi frega di convincerle. penso che abbiano ragione sempre) che è l'esatto contrario che legarsela al ditino :) una deve pure avere un punto di riferimento, no?
Io ho questo: fare quello che mi chiedono le persone a cui tengo. Giuro.
Pubblicato da: angela scarparo - 17.03.06 21:15
ot: scusi dottoressa scarparo, le volevo ancora ringrazià per i consigli. ho chiesto a rinaldo der giornalista, ma ovviosamente nun sa scrivere, vabbè che oggicomeoggi trovatemi n'gionrnalista che sa scrive, però rinaldo è troppo. ce provo io. sto mettendo in piedi un pezzo sulla crisi dell'euro. magari lei è introdotta dottoressa, anche n' giornale de sinistra andrebbe bene, basta che accettano. non che pagheno perchè mi disceva egidio lanzone l'amico mio che a sinistra non pagheno perchè è volgare.
tanti cari auguroni e complimentoni e scusi l'ot a lei e al dottor giulio mozzi che tiene i fili del discorso interesantissimo di questo sito/o/blog.
suo
luciano
Pubblicato da: lucianone freud - 17.03.06 22:48
'Questi sono dieci libri che bisogna leggere per forza se si vuole imparare a giocare.'
che proselitismo inaudito
io continuo a leggere con una grande nausea solo di persone che dicono ad altre persone di fare così e di fare cosà.
imperativamente. pochissima umiltà. molta sciorinatura di numeri in quest caso di numeri di conferenze.:-)
il bello è che credono anche di essere tutte la fata turchina proprio perchè hanno un indirizzo dal quale parlare e mi tocca constatare che purtoppo è così. e allora i migliori e i più umili, nel mucchio ci perdono.
anche de sade ad esempio a mio parere ha tutte le carte in regola per poter insegnare a giocare. voltaire.
amelia pozzi.
rodari.
celine.
bukowski
alcuni narratori giapponesi
cechov
e altri.
non si deve leggere ma ci dovrebbe piacere leggere.
non importa cosa, per cominciare-
buongiorno
paolina (das)
Pubblicato da: paolina (dell'abate suicidato) - 18.03.06 09:14
Posso proporre anch'io qualcosa, tanto per cominciare (sono di corsa)?
1. Katherine Mansfield, Tutti i racconti (Adelphi)
2. Dorothy Parker, Tanto vale vivere (La tartaruga, sono racconti, poesie, recensioni)
3. Sylvia Plath, le poesie
4. Dawn Powell, Angeli a colazione (ma anche altri romanzi)
Pubblicato da: Annalisa Bruni - 18.03.06 10:39
Annalisa, mi hai 'tolto' 3 carte o 4, perchè di Silvia Plath avrei comunque citato La campana di vetro. :) che faccio? sostituisco? vediamo.
Pubblicato da: angela scarparo - 18.03.06 14:22
No, no, La campana di vetro lasciala!!
Pubblicato da: Annalisa Bruni - 19.03.06 16:44




