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23.03.06

Mujeres, una società narrata dalle donne

di Marino Magliani

mujeres.JPGPer capire chi è un politico argentino, per quantificare la sua integrità morale, e farci un'idea del concetto che ha delle istituzioni, esiste un solo modo: un'immersione rapida in quella che è considerata la filosofia di vita di un argentino, una sorta di manuale segnato a fuoco, a cui si è dato il nome di viveza criolla. Provo a tradurre come Borges ha descritto il suo popolo: "L'argentino è privo di condotta morale, ma non di quella intellettuale; passare per immorale gli importa meno che passare per sprovveduto. La disonestà, si crede, gode di venerazione generale e si chiama viveza criolla".
Vivo, o piola, è quella persona che conosce ogni metodo per non lavorare, non studiare, e non pagare. Vivos lo si è dunque a scapito del prossimo, poiché el vivo crede che l'interesse proprio giustifichi e legalizzi il tutto. Questa è la regola su cui politici e militari argentini hanno scritto il loro codice. E ci sono libri che tutto questo tentano di spiegarlo come un racconto, libri che affrontano la tragedia argentina e si calano nell'infezione, e ci raccontano l'operazione chirurgica (ci mostrano cosí come la destra in Argentina e in Sudamerica abbia "operato senza anestesia") spalancandocene poi davanti le conseguenze, i postumi, l' invalidità permanente. Nell'ottimo reportage Mujeres, di Riccardo De Gennaro (manifestolibri), il progetto di confrontare presente e passato è sicuramente ben riuscito.

L'autore, attraverso la voce di alcune donne, ci racconta la coscienza di una nazione grande quasi quanto l'Europa, e con le sue vene aperte (Las venas abiertas de America Latina), la nazione con le sue banche prosciugate, la sua terra svenduta e affamata, i suoi contrasti anche eclesiastici.

L'io narrante, nell'introduzione, come a creare un racconto nel racconto, e a dar forza anche alla sua di coscienza, ci confessa un'intenzione. Era andato in Sudamerica per conoscere e scrivere storie del presente, di un'Argentina di oggi, a trent'anni dal golpe del '76. Presto però si è reso conto che "ogni discorso, reale o mancato, incrociava inevitabilmente il dramma dei desaparecidos e che, bene o male, ogni storia era costretta ad confrontarsi con quell' immensa ferita del corpo sociale". Pure, ammette a se stesso che una parte di sé, in realtà era andata laggiù per sperare che in realtà tutto ciò che è successo, fosse ancora presente, fosse nelle parole, nell'aria, nella faccia della gente: "In quel momento, nell'aeroporto, con le valigie in mano, elemosinavo con gli occhi un cenno, un particolare, che costituisse una pur piccola prova che gli argentini non avevano dimenticato e che continuavano a lottare perché i responsabili, a qualunque livello, dei 30mila desaparecidos fossero catturati e condannati".

Poi De Gennaro ha lasciato parlare le donne, avendo capito che è la parte migliore del paese. Pagine di incontri, di mujeres luchadoras. Donne che sono di diverse età, ma anche di diversa estrazione sociale. Si va dalle "Madres di Plaza de Mayo", anziane ormai, alcune morte, che si oppongono ogni giorno al tentativo di revisionismo, alle ragazze morte nell'incendio della discoteca "Republica Cromanon", dove emerge con tutta la sua virulenza la viveza criolla, la corruzione politica, il mancato controllo di sicurezza nei locali. E altre storie di donne, esili, minuscole.

Mariela, leader di un gruppo di piqueteros a Santa Fe, che vive nella sua baracca di lamiera. Nel suo quartiere di baracche di lamiera, "Villa miseria" come chiamano laggiù le baraccopoli. Villa miseria... In Argentina anche le parole si accaniscono contro i poveri.

Silvia, ha scelto di vivere da hippy in una Patagonia dove a poca distanza, a Bariloche, hanno vissuto indisturbati e protetti criminali di guerra come l'ex colonello delle Ss, Erich Priebke. Per altro, terra incontaminata solo più per poco, veniamo a sapere, perché da un po' di tempo un tal Lewis, socio di Silvester Stallone nella catena di locali Hard Rock Caffé, ha fatto irruzione in quell'angolo di Patagonia con una borsa piena di dollari, compra terreni a qualsiasi prezzo, e vuole costruire un aeroporto e chissà cos'altro ancora.

hilda.jpegHilda Adriana Fernandez, desaparecida il 21 gennaio del 1977 ha fatto conoscere la sua voce e la sua storia a De Gennaro attraverso la sua foto sul quotidiano Pagina 12. L'ultima volta che era stata vista era alla "Esma", la scuola di meccanica della Marina, il più grande campo di detenzione e tortura di Buenos Aires.

Gioia Fiorentino, attrice, la sua è una storia del cine independiente argentino. Il ritrovamento dei negativi, il restauro della pellicola. The players vs. àngeles caidos racconta lo scontro tra sette attori e un gruppo di giovani ribelli, emarginati dalla scena, che - come i sessantottini - vorrebbero assumere un ruolo centrale nel film. Ambientato in uno studio cinematografico che assomiglia a un teatro abbandonato, il fim è una metafora dei rapporti di potere. "Gli attori, come dice uno degli àngeles in apertura, sono i buoni, mentre 'noi siamo i cattivi'. I players sono costretti a studiare, provare e recitare parti scritte da altri, privati di qualsiasi autonomia. Sono marionette agli ordini di un regista e deus ex machina che ne detta i movimenti sulla scena come nelle pause di lavoro". E ancora: "E' qui, tra i giovani più impegnati e colti, che la giunta golpista composta da Videla, Massera e Agosti ha colpito con maggiore ferocia. Il progetto politico era quello di cancellare dalla faccia della terra la generazione di coloro che volevano cambiare il mondo". De Gennaro quel film l'ha visto e ci racconta i suoi tormenti:

"Gioia Fiorentino è una delle attrici del film, non so neppure quale, ma non importa. Non so se sia la bruna slanciata o la biondina rotondetta che fanno parte dei players, né se viceversa appartenga al gruppo degli àngeles caídos, che vivono nell'ombra e non sono mai degni... Quello che so è che Gioia Fiorentino ha interpretato questo film e poi più nulla. Forse ha smesso di recitare, forse non ha trovato, negli anni della dittatura, un copione valido... O forse Gioia è scomparsa per sempre... Si sarà salvata, oppure è scomparsa anche lei e ora giace in una fossa comune? Sorride ancora, o il ricordo delle torture, nel caso fosse tra i pochi sopravissuti, ha rivoluzionato la topografia dei suoi sentimenti e delle sue emozioni al punto di non sapere più esattamente che cos'è ridere e che cos'è piangere, perché si ride e perché si piange?".

Una volta terminato il film, De Gennaro ci racconta d'essersi precipitato in un café internet per scoprire dunque quali altri film Gioia avesse girato. Nessun altro. Anche per Marta Campana, sua collega, era l'unico film della carriera. Lo stesso Nestor Dario. Uno degli attori principali invece, Luis Barron, aveva lavorato nel cimena fino al '73, partecipando a Operacion masacre, tratto dal romanzo di Rodolfo Walsh, scrittore e giornalista, ucciso dai militari il 25 marzo del '77, il giorno dopo aver scritto una lettera aperta alla giunta golpista con la quale denunciava la situazione di permanente violazione dei diritti umani.

Seguono altre storie, altre vite, altri destini, altre mujeres, impresarie che ci parlano di finanza e di leggi truffa, di privatizzazioni che gridano vendetta: l'Argentina è passata da un debito di 65.000 milioni di dollari prima delle privatizzazioni a a un debito di 115.000 milioni di dollari dopo. Oppure storie come quelle delle madri minorenni, e la vicenda del vescovo militare Antonio Baseotto che ha giudicato nefasto l'operato del ministro della salute Ginez Gonzales Garcia che il 18 febbraio 2005 ha proposto la distribuzione dei preservativi tra i giovani, sostenendo che, Gonzales Garcia, meriterebbe di essere gettato in mare con una pietra di mulino al collo. Riferendosi naturalmente ai "voli della morte" con i quali la giunta militare eliminava i desaparecidos gettandoli vivi nel rio de la Plata o in mare.

Mujeres è un reportage che si legge come una raccolta di racconti di ottima fattura, che narra una grande terra, ma che lascia troppo el sabor amargo della storia. Un libro che chiede (se ancora gli si consente, anche a chi scrive questa nota, dalle strade mattonate del nord dove vive, quando un accalcarsi di persone con le bandierine arancioni gli indicheranno che passa un carro o una macchina con sopra la futura regina di Olanda) un grido, senza esitazione: "Trentamila desaparecidos, presente!".

Mujeres è pubblicato da Manifestolibri. Riccardo De Gennaro (Torino 1957), dopo gli studi di economia, ha lavorato come giornalista al Sole/24 ore e per sedici anni a Repubblica. Ora fa il free-lance internazionale e dirige la rivista di racconti Maltese narrazioni. Ha pubblicato inoltre il romanzo I giorni della lumaca (Casagrande 2002).

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 23.03.06 10:07

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Pubblicato da: Barry - 26.02.07 02:51

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