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09.03.06

Lettura di una scrittura (un appunto lungo)

di giuliomozzi

Questo è un appunto che parla di "letture e scritture", come è scritto e si legge sotto il titolo di questo bollettino.
Ieri Annalisa Bruni ha pubblicato un appello di Umberto Eco, premettendovi queste parole:

Sono sempre più convinta che in questo momento storico sia doveroso, per gli intellettuali (e non solo, per tutti gli uomini e le donne di buona volontà, direi) prendere posizione. Perché non si tratta di sostenere questo o quel partito (non ho mai avuto alcuna tessera, nemmeno quella sindacale e mi ritengo uno spirito libero e libertario) qui si tratta di difendere la democrazia italiana, che mai come ora, nella storia recente (cioè dopo la Liberazione dal nazifascismo) è stata tanto messa in discussione.

Ora cercherò di leggere questo testo.

1. Annalisa dice esplicitamente che non si tatta di "sostenere questo o quel partito". Data questa premessa io mi aspetto, credo legittimamente, di trovare nel séguito un appello rivolto a tutti, ma proprio a tutti i cittadini italiani. Un appello, come si usa dire oggi, bipartisan. Un appello che potrebbero accogliere i militanti di Forza Italia come quelli della Lista Pensionati, quelli di Rifondazione Comunista come quelli della Lega Nord. Ma Umberto Eco, nel suo appello, stringi stringi, invita appunto a votare per "questo partito" piuttosto che per "quel partito".

2. Poi Annalisa dice: "Non ho mai avuto alcuna tessera". Io, che di tessere ne ho avute e ne ho, mi sento un poco turbato. Una affermazione come questa che Annalisa fa, mi sembra comportare un pensiero non esplicitato del tipo: "Chi ha, o ha avuta, una tessera, non può prendere la parola rivolgendosi a tutti", dove quel non può è sfumabile dal "non è in grado" fino al "non ha il diritto". Ma non è la sfumatura che mi interessa. Che mi si dica che, in quanto possessore di una tessera, io sono in qualche misura "invalidato" nel mio diritto o nella mia possibilità di prendere la parola, questo basta a turbarmi.

3. Ma Annalisa aggiunge: "Nemmeno quella sindacale". Qui mi sono incuriosito. Perché Annalisa sottolinea proprio il non avere la tessera sindacale? Perché non ha detto: "Nemmeno quella del tram" o "Nemmeno quella del codice fiscale"? Perché non ha detto: "Nemmeno quella di un partito" o "Nemmeno quella della massoneria"? Provo a rispondere: volendo sottolineare l'assoluta neutralità della sua posizione (della posizione dalla quale parla), Annalisa ha dichiarato di non possedere nemmeno quella tessera che, secondo lei, tutti, ma proprio tutti, hanno: cioè quella sindacale. Quindi io sono costretto a pensare che nella visione del mondo di Annalisa tutti, ma proprio tutti, con l'eccezione di pochi e poche uomini e donne di sprito "libertario", abbiano la tessera sindacale (be': in effetti, io ce l'ho; peccato che, per il fatto di avercela, mi tocchi sentirmi una mosca bianca).

4. Poi Annalisa dice: "Qui si tratta di difendere la democrazia italiana". Qui si dà per scontato che la difesa della democrazia (quantomeno la difesa della libertà nella competizione elettorale, visto che in prossimità delle elezioni la "democrazia" viene quasi esclusivamente percepita come "delega delle decisioni a rappresentanti liberamente eletti a suffragio pressoché universale") stia a cuore a tutti. E io credo che sia vero, che la democrazia, intesa come pratica elettorale, stia a cuore a tutti: quindi credo che davvero dicendo: "Qui si tratta di difendere la prtica elettorale", si possano radunare pressoché tutti gli italiani.
Ma la democrazia, prima di essere pratica elettorale, è un'altra cosa, mi pare: è quello che gli ateniesi chiamavano isagoria, cioè "l'uguale diritto di ciascuno a prendere la parola nell'assemblea". E proprio in questo uguale diritto, guarda un po', io mi sono sentito turbato, poco fa, riflettendo sull'affermazione di Annalisa: "Non ho mai avuto alcuna tessera".
Umberto Eco, peraltro, nel suo appello, parla di "messa a repentaglio delle istituzioni democratiche", e accenna "allo scempio che si è fatto delle leggi, della divisione dei poteri, del senso stesso dello Stato". Non mi sembra parli di isagoria. D'altra parte, Umberto Eco, lui, il problema dell'isagoria non ce l'ha: lui scrive quando vuole nel quotidiano La Repubblica (che è il perfetto specchio del "Giornale": è l'organo di battaglia di Carlo De Benedetti, avversario storico di Silvio Berlusconi - ricorderete almeno, spero, la contesa per il controllo di Mondadori - e da sempre sponsor di Romano Prodi -. E se posso sospettare che Umerto Eco difenda di fatto la causa di colui che, semplicemente, vorrebbe essere il padrone dell'Italia al posto di Silvio Berlusconi mi domando seriamente perché "l'impegno" di questo "intellettuale" - la cui buona fede non è in discussione - dovrebbe "essere anche il mio").

Due citazioni sul tema: la Sinistra parla a sé stessa

Adesso inserisco due citazioni, e poi chiudo. In un commento all'articolo, sempre di Annalisa, A margine di "Quando c'era Silvio", la persona che si firma abitualmente "Spettatrice" ha scritto:

[...]La cosa che invece mi preoccupa è che il dvd lo compreranno, vedranno e commenteranno i già convinti. [...]

Nella stessa sede Paola Borgonovo ha scritto:

[...]Mi sembra che questo dvd sia un prodotto assai inefficace. [...] Ha il grave difetto di non aver saputo decidere a chi rivolgersi. Da un lato vorrebbe dare informazioni a chi "non sa". [...] Dall'altro lato però chiama a raccolta il pubblico "naturale" di Diario, cioè chi in questi anni si è sempre tenuto informato [...] sulle questioni legate a berlusconi, al suo partito, alle sue aziende ecc. ecc. [...]

Dove io aggiungo: ma la distinzione tra "chi sa" (o "crede di sapere" o "sa di non sapere e se ne fa un problema" ecc.) e chi "non sa" (ed è "pacificato nel non sapere"), quanto è sovrapponibile alla distinzione tra chi vede in Silvio Berlusconi un serio pericolo (per sé, per l'Italia) e chi vede in Silvio Berlusconi una buona opportunità (per sé, per l'Italia)? Ci sono delle informazioni su questo? Qualcuno me le può segnalare?
(Nota. Una logica del tipo: "Basta far sapere perché Silvio Berlusconi perda consensi" è piuttosto dubbia. Io, che trovo orribile l'etica proposta da Silvio Berlusconi, preferisco pensare che chi gli dà il voto glielo dia proprio perché condivide questa etica. Di nuovo: ci sono informazioni su questo? Qualcuno me le può segnalare?).

Tentando di arrivare a una conclusione

Quand'ero ragazzo, al liceo (parlo degli anni Settanta), i ragazzi della Fgci (Federazione giovanile comunista italiana, organizzazione giovanile del Pci), ovvero i "figiciotti", che erano fortemente minoritari (benché ci fosse, in quel liceo, un leader naturale e di talento: Pietro Folena), avevano un gran daffare ad ammacchiarsi (parola di quei tempi per "stare alla macchia", ossia "nascondersi", "dissimulare la propria identità") e ad inventarsi "Comitati unitari", "Comitati democratici" per mandare avanti le loro iniziative. Ovviamente in quei comitati "unitari" e "democratici" chiunque non fosse d'accordo con i figiciotti veniva bollato di "fascista" ed espulso.

C'è una tendenza di fondo, mi pare, in tutta la comunicazione che viene dall'attuale "sinistra": che nell'esempio appena citato appare in tutta evidenza. Provo a descriverla:
- una propensione a parlare a nome di tutti, anziché a nome di una parte;
- una propensione a postulare sé stessi come difensori unici non solo dei propri valori, ma anche dei valori di tutti (la democrazia, l'equilibrio dei poteri dello stato, l'isagoria ecc.);
- una propensione, quindi, a proporsi come "neutrali", o a proporre le proprie descrizioni del mondo come "oggettive"
- di conseguenza, una propensione a usare parole che in certi contesti sarebbero tranquillamente neutre ("democrazia") in modo tale che non appaiano effettivamente neutre, bensì ambigue;
- una propensione, che in certi casi diventa strategia, a proporre il proprio discorso, in quanto "a nome di tutti", "unico che difende i valori di tutti", "neutrale" e "oggettivo", come l'unico discorso possibile. Meglio: come l'unico discorso esistente.
Queste cose - piuttosto banali - sono quelle che normalmente vengono dette sommariamente con la formula: "Il complesso di superiorità (morale, ma anche tecnica) della sinistra".

Qualche traccia di queste tendenze - mi pare di averlo mostrato - c'è anche nella breve nota con la quale Annalisa ha introdotta la pubblicazione dell'appello di Umberto Eco. E - attenzione! - è sulla base di queste tracce che io mi permetto di dire ad Annalisa:

Cara Annalisa, tu "non immaginavi di suscitare un tale vespaio su vibrisse", hai scritto. Non dubito che tu non lo immaginassi. Ma avresti dovuto immaginarlo. Perché nei tuoi tre interventi (Quando c'era silvio, A margine di "Quando c'era Silvio" e L'impegno di un intellettuale che dovrebbe essere anche il nostro) le tracce di questa tendenza tipica del "discorso di sinistra" sono evidentissime: soprattutto quando tu tenti (e dico: credo che tu tenti sinceramente) di proporre il tuo discorso come neutrale. Ed è proprio questo errore comunicativo (mi permetto, in amicizia, di dire che a me sembra proprio un errore) a generare il "vespaio" (che a me non sembra sintomo di "vivacità intellettuale", quanto di "inefficienza degli scambi comunicativi in corso"). Prendi questo appunto per quello che è: un veloce appunto; e, se m'inganno, fammi vedere dove e come. Ciao.

Proposta retorica finale per una chiarificazione del dibattito politico

Basta discorsi neutrali, ragazzi. Facciamo solo discorsi francamente di parte.

Pubblicato da giuliomozzi, il giorno e l'ora: 09.03.06 10:20

Interventi

Io vado bene, Giulio? Almeno in questo? Sono abbastanza di parte? Se vuoi posso esagerare! :)

Pubblicato da: angela scarparo - 09.03.06 10:36

beh, sul fatto che carlo de benedetti e silviuccio siano nemici ho i miei seri dubbi:

http://www.simplicissimus.it/2005/08/caso_de_benedettiberlusconi_ov.html

Pubblicato da: antonio - 09.03.06 10:36

Nell'articolo al quale rinvii, caro Antonio, vedo raccontate come se fossero state tenute nascoste le stesse informazioni che avevo lette in tutti i giornali. La mia domanda è: che cosa ha guadagnato Silvio Berlusconi in quell'operazione?

(Considerazione a latere: se serviva una prova del fatto che Repubblica sta a De Benedetti esattamente come Il Giornale sta a Berlusconi, quella vicenda la fornisce nitidissima).

Pubblicato da: giuliomozzi - 09.03.06 10:48

"La Repubblica (che è il perfetto specchio del Giornale"
Giulio è la frase più ambigua che abbia mai letto! può voler dire sia che Repubblica duplica le tendenze xenofobo-guerrafondaie del giornale, sia che Repubblica si pone sul versante opposto al Giornale, quello dell'integrazione e della pace.
Oppure, a te non importa su che versante si pone Repubblica, ma che tu giudichi "formalmente" che Repubblica è la costante di un discorso come anche il Giornale, senza essere di nessuna utilità approfondire il contenuto di quel discorso, dato che, esattamente come la letteratura, quel discorso é fiction.
Ma tu dici anche che la letteratura deve parlare della realtà qualunque sia il senso di questa parola. Allora la realtà stessa per te è fiction. Per me no, la mia parte intrattabile si ribella all'equazione: realtà=letteratura=fiction.
Ma magari non ho capito un cavolo e straparlo, può darsi.

Pubblicato da: andrea barbieri - 09.03.06 10:52

Giulio, La prima cosa che fa Annalisa Bruni nel suo discorso è invitare 'a prendere posizione', ovvero a 'essere di parte'.

La tua analisi è formalmente corretta, però credo che non tenga sufficientemente conto del fatto che essere di parte, fare discorsi di parte, non significa necessariamente difendere questo o quel partito politico (la tessera), questa o quella coalizione. Può significare anche prendere posizione su idee e forme dell'agire politico: democrazia, opportunità indipendenti dal censo, scuola pubblica, divisione dei poteri. In una parola: regole.

A me pare che il discorso di Eco e anche l'introduzione di Annalisa sottolineino proprio questo punto. E oggi sottolinearlo significa essere di parte, perché esiste un'altra parte che di quelle regole sta sistematicamente facendo carta straccia.

Secondo me Annalisa non è stata attaccata perché ha tentato di essere neutrale, ma perché è così chiaramente di parte da suscitare il risentimento degli avversari.

Pubblicato da: Luca Tassinari - 09.03.06 10:53

- una propensione a parlare a nome di tutti, anziché a nome di una parte;

- una propensione a postulare sé stessi come difensori unici non solo dei propri valori, ma anche dei valori di tutti (la democrazia, l'equilibrio dei poteri dello stato, l'isagoria ecc.);
- una propensione, quindi, a proporsi come "neutrali", o a proporre le proprie descrizioni del mondo come "oggettive"
- di conseguenza, una propensione a usare parole che in certi contesti sarebbero tranquillamente neutre ("democrazia") in modo tale che non appaiano effettivamente neutre, bensì ambigue;
- una propensione, che in certi casi diventa strategia, a proporre il proprio discorso, in quanto "a nome di tutti", "unico che difende i valori di tutti", "neutrale" e "oggettivo", come l'unico discorso possibile. Meglio: come l'unico discorso esistente.
Queste cose - piuttosto banali - sono quelle che normalmente vengono dette sommariamente con la formula: "Il complesso di superiorità (morale, ma anche tecnica) della sinistra".

Queste cose sono vere. Ma lo fa anche la destra. Insomma lo fa il politico. Il concetto di "missione" non è più volte tirato in ballo da Silvio Berlusconi?
Lo scontro delle parti distinte e delineate, che a me piacerebbe molto, non terrebbe conto della massa degli "scrutatori non votanti" per dirla alla Bersani. Possiamo chamarla strategia? Ma non mi stupisce, francamente. Mi delude semmai.

Pubblicato da: fm - 09.03.06 11:02

Caro Andrea, intendevo dire (mi spiace se non sono stato chiaro) che Repubblica "serve" a De Benedetti nello stesso modo in cui il Giornale "serve" a Berlusconi. La "linea" di entrambi i quotidiani mi pare funzionale agli interessi economici e politici del rispettivo "dominus".
Caro Luca, ma l'intervento di Annalisa (includendovi l'appello di Eco che lei riporta) è nei fatti un invito a votare per certi partiti piuttosto che per certi altri. Perché questi (da votare) sono i partiti che difendono le *buone regole*? Senz'altro: questa è la convinzione (presumo) di Eco, come di Annalisa. Ma che quelle "regole" siano *buone* è convinzione solo di una "parte", mi pare. E quindi si torna da capo.
Caro Flavio: hai ragione, mi pare, fino a un certo punto. Perché mi sembra che la destra non esiti a porsi come "parte".
Queste risposte sono sommarie. Ora sono in giro, non potrò seguire la discussione (se ci sarà) fino a domani.

Pubblicato da: giuliomozzi - 09.03.06 11:51

Giulio, mi limito a osservare che quello che descrivi è l'effetto, non la causa della 'partigianeria'. Ciò che divide oggi non è tanto l'appartenenza ideologica a questo o quel partito, quanto la sensibilità a determinati princìpi (o regole). Se questa sensibilità è interpretata meglio dal tal partito in un particolare momento storico, il 'partigiano' che ha già preso posizione sui princìpi sceglierà di votare quel partito.

In altre parole, oggi le prese di posizione ideologiche (comunisti-fascisti, per intenderci) non sono più linee di demarcazione efficaci, e mi sembra che a difendere la politica su basi ideologiche siano rimasti quattro gatti disposti sulle ali estreme degli opposti schieramenti: Diliberto da una parte e la Mussolini dall'altra.

A me sembra che la presa di posizione sollecitata da Eco e ripresa da Annalisa abbia per oggetto regole e princìpi, non ideologie.

Pubblicato da: Luca Tassinari - 09.03.06 12:16

Ultima, e scappo. Mi pare che "essere di parte" non sia la stessa cosa che "essere ideologici". Se io sono maschio, per dire, cosa che in effetti sono, parlerò "dalla parte del maschio", e se ne sarò consapevole sarà tanto meglio.

Pubblicato da: giuliomozzi - 09.03.06 12:25

Se avete visto il film Syriana, c'è un punto in cui Matt Damon incazzatissimo dice all'emiro illuminato (e "perdente" nella successione al vecchio padre) che lui & la sua cricca sono stati seduti col culo sulla più grande fortuna mineraria del pianeta, ma hanno costruito campi da golf e hotel a 5 stelle anziché infrastrutture, scuole ecc ecc.
L'arabo, convinto, gli risponde: voglio il cambiamento. Se salgo al trono costuirò strade e ponti. Farò questo e quello. CREERO' UN PARLAMENTO.
Matt Damon è contento. Il pubblico in sala esplode a ridere.

Un tanto per chiarire, che ora in Italia (ma in tutto l'occidente e non solo) ci stiamo occupando di cosmetica, e non di etica.
Siamo in una macchina che stritola le persone e il pianeta, e ci ballliamo dentro. Angela, per esempio, ci dà una prova di cosa vuol dire lottare per un diritto, da cittadina fra i cittadini, nella città di Veltroni e scontrarsi contro un potere grigio e forse inarrestabile. Un'altra macchina, più piccina.

Io credo nel valore dell'impegno, credo nella solidarietà, magari nella meritocrazia. Ma che armi ho per lottare veramente CONTRO i furbi, gli amici degli amici, quelli che parlano per gli altri ecc ecc? Il mio voto? ROTFL!
Lato B: ma se devo cominciare da qualche parte, beh, comunque, credo che la cabina elettorale non vada trascurata.
Sbaglio?

Pubblicato da: Paolo S - 09.03.06 12:31

L'analisi di Mozzi è puntuale ed esaustiva per quanto mi riguarda.

Preciso ad Annalisa Bruni che mi sono interessato di ciò che mi accade intorno molto di più di quanto tu immagini, anche dopo che mi sono ritirato in pensione. Quel Fazzi che ora lodo, io l'ho combattuto quando sbagliava e a Lucca non tutti sanno che certi provvedimenti che cadevano sulla povera gente (La tassa sulla spazzatura, ad esempio) sono stati cambiati grazie ad un mio intervento in Consiglio Comunale dove - su precisa mia richiesta - mi fu data la parola per sette minuti cronometrati.
Da giovane poi, ho già scritto ciò che ho fatto. Quando c'è stato un sopruso, giovane o vecchio che sia stato io, non sono mai stato con le mani in mano. La politica però mi ha nauseato, quella che si fa in Italia almeno.

Certo ho la passione per la letteratura, e con ciò. Giudica quello che a riguardo scrivo e lascia perdere il mio impegno nella vita, di cui sono fiero, anzi fierissimo; e in privato potrei dirti le battaglie che ho vinto e che portano il mio nome.

A Lucio, invece, ricordo che nelle dittature, anche quelle più sofisticate, la stampa è allineata coi governi di turno. La dichiarazione del Corriere della sera di ieri che si schiera con il centrosinistra è espressione di una dittatura presente in Italia, o non è forse vero che l'informazione non solo è e resterà libera, ma è libera di dire male di questo governo, che è tutto il contrario che vivere in una dittatura sofisticata e viscida?

Mi permetto di fare queste previsioni nell'ipotesi della vittoria della sinistra, e vi prego di rinfacciarmele se non si avvereranno.

1 - lL governo Prodi non arriverà alla fine della legislatura;

2 - i cittadini saranno gravati di manovre e manovrine di bilancio che li graveranno di ulteriori tasse.

3 - I contratti di lavoro saranno stipulati al minimo possibile;

4 non ci saranno più scioperi dei lavoratori;

5 - i giornali parleranno bene del nuovo governo di centrosinistra e ci nasconderanno la verità;

6 - Il debito pubblico accumulato dal pentapartito crescerà in una misura abnorme quale non è stato nemmeno sotto il governo di Berlusconi;

7 - la sanità peggiorerà con nuove tasse sui cittadini.

Mi fermo qui.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 09.03.06 12:32

Appunto, Giulio. (In realtà sto solo approfittando del fatto che devi scappare per far credere a tutti che mi stai dando ragione).

Pubblicato da: Luca Tassinari - 09.03.06 12:32

comincio dal posted di fm:il complesso di superiorità morale,culturale ecc.è -solo- della sinistra(tra l'altro più volte sbugiardata :unipol) e nello schieramento della destra italiana il dibattito degli ultimi anni verteva sull'assenza degli intellettuali di destra,sulla poco vistosità di quella cultura di destra che eppure ha avuto tantissimi fiori all'occhiello in italia.Quello della superiorità moerale poi non è tanto banale,come afferma mozzi,perchè è dal periodo di berlinguer che se la tirano mentre sotto sotto operazioni economiche dubbie,triangolazioni con le regioni rosse,portavano fiumi di denaro al pci che allora non lavorava per la patria ma per i comunisti sovietici contro l'america.Diario ed eco.Diario sarà credibile quando parlerà anche dei suoi amici con la stessa protervia giornalistica e la stessa ottusità e anche quel pizzico di serietà:a me che berlusca si sia fatto una tomba in villa non me ne frega niente.uno le inchieste se vuol considerarsi serio le fa a 360 gradi se vuol contribuire al "bene generale",e non partire dall'assunto che il capitalista debenedetti col suo guornale repubblica siano buoni e che il capitalista berlusconi col suo giornale è cattivo.stronzate.meraviglia invece che tanti intellettuali e spiriti liberi pensino che l'uno,berlusconi, faccia solo i suoi interessi e l'altro debenedetti distribuisce i suoi soldi ai poveri.che ci sia una lotta di quartiere nella finanza italiana ad accaparrarsi le prebende statali e di mercato, contribuisce la svolta chiara del corriere della sera e certo non stanno pensando al bene comune,come qualche illuso qui ci vuol propinare mandando proclami,falsi e faziosi,perchè ideologici.Attentato alle istituzioni?regime?
fin quando è assicurato il diritto di voto eco dice stronzate e fa terrorismo psicologico oltre che disinformazia.Se poi eco ,e altri/e,vogliono sostenere come hanno fatto durante questi cinque anni,che anche le elezioni non servono se vince la destra,bè questi sono discorsi eversivi,da br,da sovvertimento delle istituzioni democratiche come si tentò di fare con l'avviso di garanzia al premier a napoli o cambiando l'art.5 della costituzione con soli due voti in più mentre quando la fa lo schieramento di centro-destra con 80/100 deputati in più sono un attentato allo stato.disinformazia.sul vespaio suscitato e sul dibbbatttito successivo."doveva sapere...immaginare...il problema qui,caro mozzi,non è solo questione di avere una tessera in tasca o meno (e comunque nell'un caso o nell'altro non è da esecrare o da menar vanto),quanto è che la cara amica crede veramente che l'unico governo che dura cinque anni da cinquantanni a sta parte è da repubblica delle banane come dice la sinistra mentre tace quando il suo dura nella media di quelli repubblicani e ,più grave di tutto,si sostituisce il premier votato dagli italiani per beghe di palazzo,portando d'alema.questo è attentato alle istituzioni,questo è regime perchè la volontà popolare è stata travolta,distrutta.l'appello di eco è spazzatura mediatica e intellettuale.di tanti intelettuali.e non è questione di essere di destra o di sinistra (sui valori su cui daremo il voto c'è anche di che discutere)quanto il constatare che la sinistra nel suo dna occidentale ha in mente e la pratica solo di governare del regime:esempio lampante le regioni rosse.e tutti saremo contenti che al ministero del tesoro stanno pensando di mettere un banchiere di Intesa vicino alla sinistra,ma è pur sempre un banchiere che certo non penserà ai proletari...verso annalisa non è questione di avere risentimento come sostiene qualcuno, ma mi stupisco che lei pensi che gli interlocutori la "devono"pensare per forza come lei visto che ci propone eco,secondo lei il non plus ultra,e che vuol essere creduta perchè è senza tessera!
oppure l'altra che si dispiace quasi che tanti non leggeranno diario neanche fose la bibbia!ma vogliamo scherzare? veramente qui qualcuno crede che se la maggioranza vota berlusconi è fessa mentre quelli della sinistra sono intelligenti? E CHE NON SAPPIAMO GIUDICARE,ASSEGNARE VOTI FACENDOCI TURLIPINARE DALLE TELEVISIONI(CHE NON SONO IN MANO A BERLUSCA)? lA cosa preoccupante invece è non legere e sentire sempre le due campane e all'occorenza anche tre per farsi un'idea invece da farsi rincoglionire da 100 libri su berlusca,dvd,speciali televisivi ecc.questo dovrebbe essere la riflessione di un senza-tessera,non altro.

Pubblicato da: angelo cic - 09.03.06 12:44

Giulio,
quando dici che Repubblica serve gli interessi di De Benedetti come il Giornale quelli di Berlusconi, metti il dito nella piaga: De Benedetti non è il presidente del Consiglio. Berlusconi si.
Il succo sta tutto qui. Regole e princìpi, come dice Luca Tassinari nel post sopra.
E io dico anche "decenza".
In generale, nelle realizzazioni pratiche della democrazia in giro per l'Europa e gli USA, il capo del governo non può essere padrone (tra l'altro) di mezzi di informazione. Principio che ritengo giusto e sacrosanto. Una "buona regola".
Noi facciamo eccezione.

Dire che i magistrati sono delle persone "disturbate", quando sei il presidente del consiglio, è una cosa che non sta nè in cileo nè in terra. E che in un certo senso viola le regole di convivenza istituzionale.

Se essere preoccupati perchè questi esempi di regole vengano rispettati, significa essere "di parte", beh ok, sono di parte.
Ma vorrei conoscere quali sono le regole sostenute dalle altre "parti"

Vella

Pubblicato da: vella - 09.03.06 12:50

@ Bartolomeo Di Monaco

Che la Sinistra una volta al Governo non faccia miracoli questo lo so anche io.
Ma non è questo che chiedo a un Governo.
I miracoli li lascio volentieri ai forzisti, che in questi anni ne hanno proclamati tanti.
Quindi se Berlusconi una volta eletto darà a tutti la casa, compreso me, sarò ben felice.
"Tasse e manovrine": cosa crede che il bilancio si tira su senza sacrifici? Oppure crede che il sig. Tremonti abbia le "competenze" di "rilanciare l'economia?" Oppure crede che a Berlusconi non faccia piacere l'immobilismo interno della nostra economia?
Forse crede anche che sia dignitosa una campagna elettorale che dice che l'altra parte è un menagramo? Lei ha spiegato in Francia che da noi non esiste la dittatura. Certo non veniamo pestati con i manganelli e non ci somministrano olio di ricino, ma le sembra corretto che il Presidente del Consiglio possa apparire dove vuole sia nelle tv nazionali che regionali (che queste campano grazie alle sue pubblicità)? Che dica con senso cattolico "sono per la famiglia"? Mi può dire dov'è la sua prima moglie? Che fine ha fatto? Qualcuno ne sa qualcosa? Perchè non compare mai? Trova sia giusto che nella sua coalizione siano presenti Roberto Fiore e Tilgher? E non le fa paura il fatto che quest'anno scada il mandato di Ciampi e che il Centrodestra ancora al Governo potrebbe provare a a fare qualcosa di pericoloso dopo aver attentato alla Costituzione?
E poi Lei accennava al fatto che il Governo Prodi forse non arriverà alla fine della legislazione forse alludendo a una non coesione. Ma nella Destra la coesione non è data da una comune intesa politica ma dal fatto che c'è un Padrone, forte. La Lega in primis con il Bossi attuale si è vassallata. Casini sotto sotto vorrebbe scavallare Berlusconi. An è piena di poltronisti che pur di restare al Governo se ne fregano di perdere la propria identità. E stanno perdendo voti che vanno a Forza Italia...
E sul lavoro? Crede che la destra abbia nelle "corde" la voglia di tutelare in qualche modo il lavoratore?
Vede lei ha detto che è un pensionato. Si ritenga fortunato.

fm, schierato con L'Unione.

Pubblicato da: fm - 09.03.06 13:09

@ angelo cic

mi fai qualche nome di protagonisti della cultura di destra in letteratura, musica, cinema?

Pubblicato da: fm - 09.03.06 13:28

@ fm.

"Che la Sinistra una volta al Governo non faccia miracoli questo lo so anche io"

E, dunque, perché si richiede a Berlusconi di dare a tutti la casa in quattro e quatt'otto? Dove l'ha detto?

Nelle faccende personali dei politici non mi piace entrare, siano di destra che di sinistra, salvo che non abbiano ricevuto condanne passate in giudicato. Qualunque partito ospiti gente condannata definitivamente è da condannare.

Nelle mie previsioni, ho detto ciò che, secondo me, accadrà. Perché le parole le porta via il vento. A chiacchiere tutti sappiamo tirare l'acqua del mulino dalla nostra parte. Allora stiamo ai fatti, come ormai io faccio da qualche anno. Vedremo che cosa farà la sinistra se andrà al governo. Ti chiedo solo di stampare quelle mie previsioni per poternmele rinfacciare quando sarà il momento. Ma non credo che avverrà. Dovrai constatare che avevo ragione. La mia età e la mia esperienza mi aiutano.

Ricordati: mi troverai sempre dalla parte dei più deboli, ma non perché certi partiti dicono che stanno dalla loro parte, ma perché mi misuro sui problemi concreti.

Qualcuno ha parlato di angela scarparo che si batte a Roma per la casa contro un'amministrazione di sinistra. Se abitassi a Roma, andrei con lei a protestare. Credimi, sui problemi concreti non fa differenza se a guidare Roma ci sia Veltroni o Storace. Sono espressione entrambi di un potere lontano dalla gente. Chiedi a Veltroni dove trascorre le sue vacanze e quanto spende, per capire se, lui uomo di sinistra, ha qualcosa in comune con la povera gente. Lui ha il diritto di spassarsela, per carità, ma non mi venega a dire che ha qualcosa in comune con la povera gente. Tutti quelli che ci governano sono dei piccoli Berlusconi, è per questo che lo invidiano e cercano di scalzarlo, hanno la loro agiatezza che desiderano incrementare; hanno i loro circoli nei quali i poveri non possono entrare. Sembra un paradosso? No, è la realtà.
Ai fatti, fm, guardiamo ai fatti, e dobbiamo essere pronti a combattere contro qualunque partito, di destra o di sinistra, che non faccia l'interesse dei più deboli. Angela, lo sta facendo, anche se non sa ancora che votando Prodi si ritroverà a piangere un mare di lacrime :-)

Votare Prodi, per me, significherebbe cancellare il suo passato e ignorare il male che può fare a tutti noi. Questo sbaglio non lo voglio fare. Potrei anche astenermi, questa volta: certamente - l'ho detto - non voterò Forza Italia, per come si è comportata nella mia città. Ma è certo che guarderò bene che una briciola del mio voto possa favorire Prodi.
Prodi non sa governare: la sinistra non ha mai avuto di meglio, ormai dal 1994, che presentare un residuato bellico della prima repubblica? Non si vergogna di propinarci un Boiardo di Stato? Ci prende per imbecilli? Perché ingannare così i giovani, che non conoscono il passato di Prodi?

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 09.03.06 14:41

Non favorirai Prodi, ma favorirai il sig. Berlusconi.
Per quanto mi riguarda, questo è uno sbaglio ben più grave.

gm

Pubblicato da: giuseppe mauro - 09.03.06 14:43

Giuseppe, credo che di chiacchiere ne abbiamo fatte abbastanza. Vinca lo schieramento che voteranno gli italiani. Siamo in democrazia, e non in piena dittatura (sofisticata e nascosta che sia); chi vince ha diritto di governare. A me non fa, personalmente, né caldo né freddo, perché ho il massimo rispetto per la democrazia.

Se Prodi sia migliore di Berlusconi, non ci vorrà molto, dunque, a capirlo. Le mie previsioni sono lì anche per te. Me le rinfaccerai quando Prodi scenderà dalla poltrona di Palazzo Chigi e si potranno tirare le somme. Anche a te, ripeto, siano i fatti a parlare.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 09.03.06 14:52

Grazie Giulio per l'analitica lettura del mio breve testo. A me, dico la verità, non pare proprio di essermi proposta come neutrale. Anzi. Lo dice bene anche Luca Tassinari in un suo commento. Uso infatti l'espressione: "prendere posizione" (e neanche tanto tra le righe invito anche gli altri a farlo, fin dal titolo del mio post).
Dal momento che, alcuni dei commenti ai miei primi interventi, mi rimproveravano di fare propaganda "partitica", ho voluto sottolineare, nella frase in cui parlo di "tessere", che non sono legata ad alcuna formazione politica. Questo non vuol dire che non sia "di parte", Giulio. Voterò per l'Unione, ovvio.
Rispetto alla sinistra, pensa un po', sono convinta che abbia molte responsabilità in merito alla situazione attuale e ai guasti che il governo Berlusconi ha rovesciato sull'Italia. Se Prodi e D'Alema avessero fatto la legge sul conflitto d'interessi, ad esempio non ci troveremmo a questo punto. Ma vedi: per molti, troppi, me ne rendo conto, criticare Berlusconi, la sua politica, dire che ci sta pian piano togliendo molti diritti democratici (vedere, ad esempio le modifiche alla nostra costituzione, che fanno rabbrividire) significa un reato grave di lesa maestà. Io ho proposto dei testi da leggere e da far circolare, perché mi sembra che in questo momento ognuno dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza e difendere questo paese da un attacco inaudito alla democrazia e alla libertà (di parola, di pensiero) perché la libertà per me si dovrebbe usare al singolare, mentre "le libertà" del polo omonimo, assomigliano tanto alla "licenza", destinata a pochi, ai ricchi, ai potenti.
Certo io posso scrivere su vibrisse, ma non di questo si tratta quando si parla di limitazioni alla libertà d'espressione: ci siamo dimenticati che un giornalista come Enzo Biagi (non mi direte che è comunista???)è stato censurato e allontanato dalla RAI solo perché non era allineato (e nemmeno allineabile) e perché l'ha deciso il buon Silvio?
Per il resto: io credo che si debba cambiare rotta. Che non si possa lasciare più l'Italia in mano a chi dà responsabilità di governo a gente irresponsabile come Calderoli e Castelli, tanto per fare qualche esempio concreto. Non si può permettere che si snaturi una legge dello stato come la 194 con ipocriti distinguo. E potrei continuare. Ma forse è inutile. Sono molto amareggiata, Giulio, di ciò che ci circonda, dell'intolleranza che sovrasta ogni cosa. E forse ha ragione chi se ne va all'estero.
Non interverrò più su questo argomento, comunque. Questo è l'ultimo post.
Ringrazio chi ha capito ciò che volevo dire (perché qualcuno c'è stato), anche se forse l'ho detto in un modo poco efficace.

Pubblicato da: Annalisa Bruni - 09.03.06 15:03

Mi sembrava molto interessante il raffronto letterario tra testi di "destra" e di "sinistra" ma nessuno mi ha dato corda.

Faccio allora una breve considerazione prima di rispondere a fm al posto di angelo.
Mi sembra piuttosto falso e a conti fatti innegabile che dopo la piazzata di Mieli (anche se non è certo uno scoop) si possa ancora parlare di regime e preoccuparsi di monopolio dell'informazione da parte del Berluska.
Ma signori miei vi siete guardati in giro? Repubblica, il Corriere, La Stampa, L'Unità assieme detengono una quota di mercato ben maggiore rispetto ai vari Il Giornale, Libero, Il Foglio. Le televisioni sono tutte sbilanciate a sinistra. Su Mediaset imperversano Costanzo e Mentana (che di destra non sono) sulla Rai comici vicini alla sinistra, LA 7 è di De Benedetti. Telecom Italia è un azienda notoriamente controllata da certa finanza rossa, Tiscali pure (mi meraviglio non si parli del conflitto di interesse di Soru). Consorte, Bazoli, Profumo & C. dirigono le banche. Per non parlare delle case editrici! Dove sarebbe tutto 'sto regime?
E' possibile che per avere una percezione della realtà non condizionata io mi debba cercare le verità col lanternino? Non mi sento in uno stato libero personalmente, ma non è tutta colpa di Berlusconi. E' colpa di chi fa politica muovendo capitali (ancora: non solo Silvio da Arcore, ma un po' tutti).

@fm
"mi fai qualche nome di protagonisti della cultura di destra in letteratura, musica, cinema?"

non me ne vorrai se rispondo io al posto di angelo.

Beh, fm, i nomi sono noti ed arcinoti e ne citavo qualcuno in un precedente post.
Certo non è mai stato, quella della destra, un blocco monolitico e unico, soprattutto in italia. Piuttosto le diverse anime, frastagliate, della destra, contrariamente a quanto accadeva sul fronte compatto di una sinistra riunita sotto le insegne marxiste, hanno portato spesso a distruggere ogni possibile "cultura unitaria".
In letteratura comunque scrittori come Yukio Mishima, Louis Ferdinand Céline (ammesso che si possa definire "di destra"), Ezra Pound, Henri de Montherland, Pierre Drieu La Rochelle, credo abbiano lasciato il segno.
Ma si potrebbero citare anche le simpatie di Eliot e la sua amicizia con Pound, Tolkien e Lewis e certa fantasy (in italia abbiamo un personaggio come Gianfranco de Turris che è uno dei massimi esperti mondiali di fantasy). Poi c'è molta parte della cultura cristiana, e ciò che deriva dalla rivoluzione conservatrice.
Senza contare poi tutto ciò che riguarda la galassia "conservative-mind" amaericana.
Ti potrei citare anche intellettuali come Mircea Eliade, René Guénon, Julius Evola, Osvald Spengler, Ernst Junger, Martin Heidegger, l'ultimo George Simmel, Evola lo stesso Degrelle che intellettuale non era ma ha scritto un libro come Militia. Caso a parte è Junger che va oltre le classiche dicotomie.
Ma venendo all'oggi e all'italia:
In musica ti potrei citare, Enrico Ruggeri, Marco Masini, Gigi d'Alessio, Lucio Battisti (noto simpatizzante assieme a Mogol) oppure gruppi più impegnati come 270Bis, Massimo Morsello (il De Gregori nero scomparso a 40 anni nel 2001 causa un tumore ma che ha lasciato canzoni splendide), la Compagnia dell'Anello.
Per il cinema potrei citarti Zeffirelli tra i registi e Giorgio Albertazzi tra gli attori, ma anche Lino Banfi, Luca Barbareschi e tanti altri meno schierati.
Tra gli intellettuali a parte i vari Ferrara, Adornato etc, ti porei citare Franco Cardini, Adolfo Morganti, Giano Accame, Giovanni Monastra, Franco Giorgio Freda, Maurizio Blondet, Marcello Veneziani, Stefano Tarchi, Eduardo Zarelli (una voce fuori dal coro), Luisa Bonesio, Renato Brunetta, Giuseppe Sermonti, Maurizio Cabona, Piero di Vona, Pietrangelo Buttafuoco, Francesco Mario Agnoli, Stenio Solinas, Marcello de Angelis, Massimo Fini (il più coerente).
E per andare all'estero nomi come Aron o Alain de Benoist fanno sempre notizia.
Ma quanti altri ce ne sono?

P.S. non ho volutamente citato la cultura del ventennio perché sarebbe stato troppo scontato. D'Annunzio, Papini, Prezzolini, Marinetti etc.
Come non mi sono lanciato nell'elogio di Max Pezzali sul quale ovviamente, essendo mio conterraneo e tutt'altro che di sinistra potrei spendere lodi forse eccessive.
La critica che si pone a Max quando se ne parla con qualcuno di sinistra è: non ha fatto canzoni come Auschwitz, L'avvelenata, La locomotiva. Io adoro Guccini e dico: no, non le ha fatte.
Ha però raccontato con un pizzico di poesia e con un linguaggio assolutamente nuovo, la vita di provincia, le aspirazioni, i sogni di una generazione. Esattamente com ha fatto Guccini ai suoi tempi.

Pubblicato da: andrea.nobili - 09.03.06 15:45

@ Bartolomeo di Monaco

http://www.repubblica.it/2005/k/sezioni/politica/nuovacdl8/berlucase/berlucase.html

@andrea.nobili

mi riferivo all'Italia

per la letteratura mi hai fatto il solo nome di Gianfranco de Turris: e chi è?

"Lucio Battisti (noto simpatizzante assieme a Mogol)" Lo sapevo che arrivava la cazzata. Perchè non tiri fuori anche la storia della copertina de Il mio canto libero? Più volte Mogol ha ribadito il fatto che furono tacciati di essere di destra solo perchè chi non si schierava negli anni 70 faceva questa fine (vedi L'italia non canta più, di Oliviero Beha). Lascia stare questi maestri per favore e informati prima.


Max Pezzali, Gigi D'Alessio? E perchè non mi citi anche Dj Charlie (per chi non si ricordasse è quel tizio che cantava negli anni 80 "Pirla")

Su Enrico Ruggeri, da http://www.iltrillodeldiavolo.it/content/view/41/44/

Recentemente, Enrico Ruggeri è stato indicato come un "cantante di destra da ammirare" da Roberto Vecchioni, durante un'intervista alle "Iene" di Italia Uno: «Io mi sento principalmente un uomo libero e generalmente critico nei confronti del potere, qualsiasi esso sia - commenta Ruggeri - e credo che questa sia una delle funzioni di un artista anche perché oggi, definirsi di destra o di sinistra, sia decisamente antistorico: io non credo che Massimo D'Alema sia così tanto di sinistra o Gianfranco Fini sia così tanto di destra. Di volta in volta una persona che vive nel contesto civile prende delle posizioni, ha dei pareri, che possono essere considerati di destra o di sinistra a seconda delle contingenze».

Luca Barbareschi quale contributo ha dato al cinema italiano?

Pubblicato da: fm - 09.03.06 16:33

@ Andrea Nobili

Cioè, stringendo, intellettuale a 360° come Pasolini ed Eco; cantautori come De Gregori e De Andrè, fammi dei nomi di questo livello.
Perchè è logico che ci siano delle persone di destra in Italia che scrivono, suonano e recitano...

Pubblicato da: fm - 09.03.06 16:39

Quanta e quale libertà ci sia potenzialmente rimasta (dopo le leggi ad personam e le variazioni costituzionali -soprattutto queste ultime) oltre al pettegolezzo spiccio direi che le parole di Raniero la Valle ci possano dare qualche idea.
Lui scrive prima dell'approvazione della riforma costituzionale, ma i punti di questo esproprio (non di certo proletario) ai danni di noi tutti sono ben spiegati. In rete si trovano molti suoi articoli anche carichi di fede religiosa (che non condivido), ma sostenuti da un rigore morale e civile molto forte. Se fate una ricerca potete trovare sue utili opinioni sia in materia di politica nazionale che internazionale.

Vogliono scardinare la Repubblica
Raniero La Valle
20 marzo 2005
Mancato l'obiettivo che era stato fissato per l'8 marzo (le donne non avrebbero gradito) il Senato voterà la nuova Costituzione mercoledì prossimo, che una volta si chiamava mercoledì santo. Ciò facendo il Senato voterà non solo contro l'ordinamento della Repubblica, per dare vita a un nuovo regime, ma voterà anche contro se stesso; infatti nel nuovo sistema il Senato non avrà più alcuna funzione politica di controllo del governo del Paese, e perderà anche il suo ruolo nella formazione delle leggi, tranne di quelle che, attraverso un complicato gioco di competenze gli verrebbero ancora date in esame in quanto interessanti le regioni. Il Senato pertanto, benché col nuovo nome pretenzioso di "Senato federale", diverrebbe una "Camera muerta", come ha detto il sen. D'Amico della Margherita, alludendo al nome irriverente con cui è chiamata la seconda Camera spagnola.
Forse è per questa riluttanza al suicidio che i senatori hanno fatto mancare più volte il numero legale, provocando l'ira di Calderoli e facendo scattare l'ennesimo ricatto della Lega, che vuole a tutti i costi la riforma prima delle elezioni regionali, e perciò prima di Pasqua. Se dunque anche questa volta il ricatto funzionerà ("bastano cinque ore e mezzo di lavoro", ha detto Berlusconi), la nuova Costituzione completerà tra poche ore la sua prima lettura parlamentare, quella nella quale le storture più vistose della riforma potevano ancora essere corrette. Dopo il voto del Senato, o la nuova Costituzione, con la sua seconda parte interamente rifatta, arriverà fino in fondo in questa forma, o non ci arriverà affatto. Ma quando questo avverrà dipende esclusivamente dai calcoli elettorali del presidente del Consiglio (si chiama ancora così) che deciderà se accorciare o allungare i tempi della seconda lettura parlamentare, da tre mesi ad un anno, unicamente in base a quelle che ritiene le sue convenienze, come del resto accade per tutto il resto, truppe in Iraq, tasse, ponte sullo Stretto ecc., che andranno avanti o indietro a seconda dei sondaggi e dei supposti vantaggi elettorali per il cavaliere.
Così anche la Costituzione della Repubblica è pronta ad essere scambiata per un piatto di lenticchie; se sarà elettoralmente conveniente, il trofeo sarà consegnato a Bossi prima dell'estate, così che il referendum costituzionale si svolgerebbe prima delle elezioni politiche del 2006; altrimenti i tempi della seconda lettura saranno ritardati, e la Lega continuerà a minacciare sfracelli.
Questo gioco sui tempi, che agita le acque della maggioranza di governo, è molto significativo, perché vuol dire che l'illusione della destra di un cambio di regime indolore, fatto senza che la gente se ne accorga, senza rischiare l'impopolarità, sta tramontando. La tattica dell'occultamento, del silenzio, della dissimulazione del sovvertimento della Repubblica dietro la maschera della "devolution" e del federalismo, ha funzionato per mesi, per anni, grazie anche alla complicità, o alla trascuratezza, o alla incredulità dei giornali, della TV, e della stessa sinistra.
Ma basta che il velo si squarci, che la vera natura della riforma si venga a sapere, perché l'opinione pubblica si allarmi, chieda di essere informata, si accorga di avere nella Costituzione un bene che sta per perdere e si prepari a combattere nel referendum, come possono attestare tutti quelli che in questi giorni girano l'Italia per difendere la Costituzione, a cominciare dal presidente Scalfaro, gratificato dal più totale silenzio-stampa. E mentre la gente si sveglia, l'operazione coperta, clandestina, intrapresa dalla destra si rivela perdente e indifendibile.
Una clamorosa conferma di ciò si è avuta nelle reazioni furenti che si sono scatenate contro Prodi quando infine ha denunciato questo "assalto alle istituzioni" proprio perché "nessuno possa dire domani che non sapeva, che non vedeva, che non capiva". La virulenza delle contumelie rovesciate su Prodi, l'irrisione, la caricatura, la volontà di screditarlo e delegittimarlo, senza in nessun modo entrare nel merito della sua critica, da Berlusconi a Fini a Schifani, sono state così esacerbate e adirate da mostrare che non ce l'avevano con quello che Prodi aveva detto, ma col fatto che l'avesse detto, cioè che avesse rotto l'omertà, la finzione, l'inganno, e avesse detto: il Re è nudo.
Dunque è essenziale che si faccia chiarezza su quello che è il vero obiettivo della riforma: questo obiettivo è la Repubblica. Si è creduto o si è fatto finta di credere che la Lega avesse rinunziato al suo proposito di scardinare lo Stato, passando dal programma secessionista ai più miti consigli del federalismo. Ma il 12 marzo scorso Bossi ha detto al Corriere della Sera: "La devoluzione è la leva per scardinare il sistema. Fatto il federalismo politico, sarà difficile tornare indietro. Quando la gente potrà decidere i programmi, reclamerà i soldi per realizzarli". Il fisco come tessuto connettivo dello Stato moderno; distrutto il fisco, è distrutto lo Stato. E nella manifestazione leghista di Verona contro il giudice Papalia, una lapide in marmo celebrava insieme la morte metaforica del procuratore-capo Guido Papalia, "con la morte della Repubblica italiana".
Berlusconi invece non vuole dividere la Repubblica, ma unificarla sotto il proprio potere sovrano. Tale è la riforma che, proprio come ha detto Prodi, esautora il Presidente della Repubblica, umilia le Camere, limita il ruolo delle istituzioni di garanzia, espropria le opposizioni (perfino del voto in Parlamento), instaura la dittatura del primo ministro, e insomma trasforma la Repubblica parlamentare e rappresentativa nel feudo inalienabile di un monarca, benché ancora formalmente elettivo. Sicché non sarà nemmeno proponibile il paragone tra la nuova Costituzione e quella del '47 oggi vigente; il vero confronto dovrà farsi per analogia col precedente della legge 24 dicembre 1925 in cui venne istituito "il governo del re" esercitato dal "capo del governo, primo ministro, segretario di Stato", che sanciva la subordinazione del Parlamento al potere esecutivo, sicché il capo del governo, primo ministro e segretario di Stato (e Mussolini aggiunse di suo: duce del fascismo), poteva far di nuovo votare e approvare senza discussione una proposta di legge rigettata da una Camera; fu quello l'inizio del regime. Quando Brecht si chiedeva nel suo dramma come era potuta avvenire "la resistibile ascesa di Arturo Ui", ecco, era avvenuta così. E a chi non vuol sentir parlare di regime, basti dire che secondo la nuova Costituzione i poteri del primo ministro non incontrerebbero limiti istituzionali; e ciò è tanto vero che un difensore della riforma, il senatore di Forza Italia Vizzini, intervenendo al Senato ha esortato a non preoccuparsi per la "deriva bonapartista", perché in ogni caso a frenare "il potere governante" interverrebbero "altri fattori di natura extraistituzionale, quale ad esempio la cultura politica dominante nel Paese". Questo è dunque l'avversario nei cui confronti vuole affermarsi il nuovo potere, questo è l'antagonista contro cui la riforma è fatta: "la cultura politica dominante", cioè la cultura democratica del Paese.
E in effetti è proprio questa che deve salvare la Repubblica. Anche ricordando che c'è uno specifico divieto costituzionale che rende radicalmente illegittima la riforma in corso d'opera: è l'art. 139 della Costituzione, l'ultimo, il quale stabilisce che "la forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale". Ciò non riguardava i Savoia, a cui pensava un'altra norma, transitoria e finale, della Costituzione. Riguardava la forma repubblicana, cioè parlamentare e rappresentativa dello Stato, che è appunto quella che la riforma demolitrice, il cui obiettivo è la Repubblica, verrebbe a travolgere.

Pubblicato da: spettatrice - 09.03.06 16:47

@ Andrea Nobili. Costanzo fa i varietà e americanizza l'audience televisiva insieme a sua moglie. Di politica non ne fa più. E guarda caso da quando?
Mentana perchè non fa più il TG5? Perchè ci hanno messo Rossella al suo posto? Perchè Berlusconi all'Incudine di Martelli ha portato un suo regista personale? Perchè il sito di A.C Milan (la squadra per cui tifo) un giorno sì e uno no glorifica Berlusconi? E Fede? E quali sarebbero i comici che parlano male di berlusconi in Mediaset? Quelli di Zelig e quelli di Striscia? Quelli che hanno veramente alzato la voce e facevano paura non sono più in Tv. A proposito uno come Enzo Biagi, che certo comunista non è mai stato, dov'è?


Pubblicato da: fm - 09.03.06 16:53

©fm
Forse devi esser epiù attento quando leggi,prima di dare addosso agli altri con una arroganza che, quella sì è proprio di sinistra. Altrimenti pigli frische per frasche.
Altro che Dj Charlie!
Dj "Ddu chili de trippa!"
Ti ho fatto una sfilza di nomi che non finisce più! Giornalisti, scrittori, romanzieri. Tutti quanti italiani.
Pietrangelo Buttafuoco pergiunta, checché ne vada in giro a raccontare Tiziano Scarpa bazzica da un po' di tempo pure le classiche di vendita. E anzi, se vuoi aggiungo, dimenticavo Gabriele Marconi autore per Fazi di "Io non scordo". Questo per restare ai tempi nostri.
Su Ruggeri mi devi spiegare perché allora canta alle Feste del Tricolore assieme a Battiato:)
Battisti era figlio di un repubblichino convinto: qualcosa dentro se l'è portato. E, anzi, non ha mai rinnegato le sue origini.
Mogol l'ho conosciuto di persona nel corso di una conferenza, organizzata, proprio dai giovani di AN sui deportati italiani nei campi di concentramento in USA.
Liquidare Max Pezzali così un tot al chilo mi sembra piuttosto riduttivo o sei uno di quelli che preferiscono i 99 Posse:) Canzoni come "Se tornerai", "Come deve andare", "Gli Anni" mi sembrano ben più delle semplici minkiate.
L'unico che potrei assimilare a "Dj Pirla" è Gigi d'Alessio che francamente odio ma sembra che a qualcuno piaccia.
De Gregori mi fa cagare per via di quella sua simpatia innata: non a caso lo chiamano "er principe". Forse non ricordi quante volte la sinistra lo ha contestato!
E comunque Battiato mi sembra alla sua altezza se non di più. Così come Masini lo è e anzi, ha avuto una vita un pochettino più difficile e quindi riesce a catalizzare certi aspetti della vita che il borghesissimo De Gregori che fa tanto il radicl-chic non sa nemmeno dove siano di casa.
Eco e Franco Cardini sono intellettuali a 360°: uno è schiavo della sua immagine, l'altro non vende il culo a nessuno.
Può bastare?

Pubblicato da: andrea.nobili - 09.03.06 17:12

Ma leggete solo Repubblica?:)

Pubblicato da: andrea.nobili - 09.03.06 17:16

A me pare che la democrazia in questo paese sia seriamente in crisi, non già perchè Berlusconi abbia instaurato un regime oppure perchè la sinistra abbia, per contro, instaurato una "egemonia culturale". Qui il problema è molto più profondo, per quanto sfuggente. La politica ha dimenticato il popolo che pure, a quanto mi risulta, secondo la costituizione è il dedentore della sovranità.
Intendo dire, perchè nessuno parla della nuova legge elettorale? questa legge è stata approvata da entrambi gli schieramenti, con rarissima e piena concordia, e prevede le c.d. "liste bloccate" il che, tradotto piuttosto rozzamente, significa che le segreterie di partito, e cioè l'oligarchia dei notabili politici di professione, hanno esse sole la facoltà di indicare i candidati, nonchè di scegliere quale graduatoria assegnare a ciascun candidato in lista, con ciò praticamente decidendo chi sarà eletto e chi no. Tutto ciò ovviamente senza il meccanismo correttivo del sistema delle preferenze che ha sempre consentito all'elettore di scardinare questo potere partitico indicando direttamente il proprio candidato.
Questo porta ad alcuni effetti secondo me aberranti:
1. siccome è il capo del partito di turno a scegliere se il candidato potrà di fatto essere eletto o meno è evidente, da una parte, la rincorsa al sostegno della linea del capo, con conseguente svuotamento della dialettica democratica interna ai partiti, dall'altra la candidatura di amici, parenti, domestici del capo di turno che non hanno altro titolo per andare in parlamento che un ottimo rapporto personale con il suddetto capo.
2. acquisto delle candidature tramite generose elargizioni del candidato al partito sotto forma di contributo alla campagna elettorale "centralizzata".
Tanto per dire le prime due cose che mi vengono in mente. A questo punto, a costo di sembrare volgare e qualunquista, io credo fermamente che l'intera classe politica si sia dotata di questo potente mezzo (la legge elettorale) oltre che di altri (vedasi ad esempio la nuova legge sul finanziamento privato ai partiti) per costituirsi in una sorta di cittadella fortificata e completamente avulsa dal corpo elettorale.
Mi pare che tutti noi, semplici elettori, non siamo altro che dei burattini nelle mani di una oligarchia che gioca con i nostri peggiori istinti indicandoci un nemico contro cui scagliarsi (di volta in volta: Berlusconi, i comunisti, i fascicti eccetera) per poi comodamente spartirsi le spoglie del bottino elettorale. Oggi tutti parlano di cittadini ma dopo il 10 aprile siamo davvero sicuro che il nuovo parlamento, ed il governo che ne è espressione, si ricorderà ancora dei bravissimi ed intelligentissimi cittadini italiani?

Pubblicato da: riccardo - 09.03.06 17:30

@Andrea Nobili

Di Max Pezzali mi piace "Se tornerai", "Hanno ucciso l'uomo ragno". Anche Jolly Blue. Alcune sue cose le ascolto volentieri come l'ultima Me la caverò, ma non credo abbia dato un grosso apporto alla musica italiana. Devo essere sincero lo preferivo quando scriveva i testi Repetto. Insomma per dire che non ce l'ho con lui, però se me lo citi come esempio di artista di destra...

Poi un favore. lasciamo stare Battisti. Perfavore non affrontiamo questo argomento. non ci riesco. Non mi interessa niente della sua appartenenza politica, quale che fosse. è per me qualcosa di unico, che voglio rispettare. è stato una persona silenziosa, che non si è mai esposta. puoi farmi questo favore? Ho il magone, giuro.

Forse è in toto un discorso sbagliato il mio. Cercare nell'arte le appartenenze.
Ruggeri è di destra? Sai che ti dico? Chi se ne frega? "Sonnambulismo" l'adoro.
mi fermo qui. e non volevo essere arrogante. e la politica che mi infervora.

Ciao.

Buone cose.


Pubblicato da: fm - 09.03.06 17:33

No. la Repubblica quasi non la leggo, in compenso vado a pescare il peggio de il Giornale, del Foglio e affini, serve a vaccinarsi. Leggere quello che scrivono a volte mi fa desiderare anche la vecchia DC (chiaramente si tratta di incubi). Se uno è un minimo indeciso, ma sensibile, leggere certe apologie di fascismo, razzismo e quant'altro non può che essere decisivo per una svolta anche elettorale.

Pubblicato da: spettatrice - 09.03.06 17:42

Ohhh bravo!
il tutto ti fa molto onore.
E perché anch'io sono abbastanzo commosso sto ascoltando questa:

Dove vai quando poi resti sola?
Senza ali, tu lo sai, non si vola...
Io quel dì mi trovai per esempio
quasi sperso in un letto così ampio

Stalattiti sul soffitto i miei giorni con lei
io la morte abbracciai
ho paura a dirti che per te mi svegliai...
Oramai fra di noi solo un passo
io vorrei... non vorrei... ma se vuoi...


Come può uno scoglio arginare il mare?

E propongo un minuti di silenzio virtuale.
E fanculo la politica! Cerchiamo di godere di quel poco che ci resta. Letteratura, musica, poesia, cinema... vanno al di là.

Pubblicato da: andrea.nobili - 09.03.06 17:47

Strano però,
nessuno ha risposto al mio post sopra sulle regole.
Forse ho toccato un argomento spinosetto...


Vella

Pubblicato da: vella - 09.03.06 17:51

ma anche

Se c'è molto rumore di sera
non si sente il respiro;
come un ferro da stiro
nasconde le pieghe
che il vento ti fà
a guardare la stessa frontiera
mentre cambiano luci.
Sovrapponi le voci
di chi vuole troppo
ma niente ti dà.
Anna e il freddo che ha.

Pubblicato da: fm - 09.03.06 17:51

@ Riccardo Marini, scusa non capisco, la legge a cui ti riferisci è la legge 270 del 2005, quella sulla riforma elettorale?
Se sì, la sinistra ha votato contro.
http://www.openpolis.it/wiki/index.php/Proporzionale#DS

Pubblicato da: andrea barbieri - 09.03.06 18:04

Potremmo fare come Guccini:

Io tutto, io niente, io stronzo, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista,
SOL LA- MI7 LA- SOL7 MI
io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista!
FA DO Fa do sol
Io frocio, io perch� canto so imbarcare, io falso, io vero, io genio, io cretino,
DO SOL LA- MI7 LA- SOL DO
io solo qui alle quattro del mattino, l'angoscia e un po' di vino, voglia di bestemmiare!
Secondo voi ma chi me lo fa fare di stare ad ascoltare chiunque ha un tiramento?
Ovvio, il medico dice "sei depresso", nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento.
Ed io che ho sempre detto che era un gioco sapere usare o no ad un certo metro:
compagni il gioco si fa peso e tetro, comprate il mio didietro, io lo vendo per poco!
Colleghi cantautori, eletta schiera, che si vende alla sera per un po' di milioni,
*voi che siete capaci fate bene a aver le tasche piene e non solo i coglioni...*

Che cosa posso dirvi? Andate e fate, tanto ci sar� sempre, lo sapete, un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate!
Ma s'io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse farei lo stesso,
mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino, poi sono nato fesso
e quindi tiro avanti e non mi svesto dei panni che son solito portare:
ho tante cose ancora da raccontare per chi vuole ascoltare e A CULO TUTTO IL RESTO

Pubblicato da: andrea.nobili - 09.03.06 18:05

e tornando un po' indietro

E la chiamano estate (Bruno Martino)
Nel ristorante di Alice (Equipe 84)
A mano a mano (versione Rino Gaetano)
A cosa pensano (Alice)
Modena (Antonello Venditti)

Pubblicato da: fm - 09.03.06 18:10

Vella, secondo me hai perfettamente ragione sulle regole, esistono delle regole indiscutibili e necessarie, regole che consentono la democrazia, tant'è che il Presidente della Repubblica, organo costituzionale sopra le parti, ha proprio il compito di salvaguardarle.

Pubblicato da: andrea barbieri - 09.03.06 18:16

@ fm
sui nomi italiani ti risponderò più tardi perchè adesso ho altro da fare.certo fa sorridere pensare alla cultura solo contando sul recinto italiano...oppure parlare di martelli...sù datti una mossa.poi da quando avete arruolato pasolini?poi de andrè e de gregori...quali?quelli del primo periodo o quelli dell'ultimo quando hanno sparato a d alzo zero contro la sinistra?
@ vella e analisa
vedete continuate a basare le vostre analisi,chiamiamole così,guardando la pagliuzza nell'occhio dell'altro e non la trave nel vostro.questo non è solo pregiudizio ma anche faziosità;non è neanche quella -oggettività-tanto cara ai tanti rivoluzionari del 68, oggi tutti o quasi in ruolo di comando,che allora fallirono scopi e progetti e continuano a rimestare la solita minestra.parlate della lega e non vi accorgete dei residui dei groppuscoli di trenta e passi anni fa(per intenderci anch'io ne ho fatto parte)che continuano ad essere una spina nel fianco oggi come allora di ogni governo democratico.mieli nel suo progetto(con dietro i veri padroni che voi osannate)vuole un partito democratico senza ali estreme.mieli si auspica che crescono l'udc e i fascisti di An...mettetevi d'accordo se sono buoni se fanno il vostro sporco gioco e se sono cattivi,ancora fascisti se stanno col centrodestra.mi aspettavo da qualcuno di voi osannanti la democrazia,vestali della stessa che l'articolo di mieli vi procurasse qualche dubbio,ma siete così obnubilati per non dire altro.quando lo stesso attaccò fassino,mieli era di destra ora è un gladiatore della sinistra.Di che libertà state cianciando?
@ spettatrice
guarda che quella solfa di ranieri la potevi risparmiare.sono anni che eminenti giuristi di ogni colore,io l'ho studiato all'università,parlano di revisione costituzionale perchè quella è vecchia,frutto di un accordo tra forze politiche in un dato periodo storico.E il senato da anni viene considerato un doppione istituzionale inutile e costoso.Poi lo ripeto:chi attenta alla costituzione? coloro i quali che con solo due voti di scarto hanno modificato un articolo alla costituzione con l'assenso di quel campione di scalfaro o chi ha la stragrande maggioranza nei due rami del parlamento votati dal popolo italiano? e via discorrendo.poi ci offendi cara annalisa se dici che non ti abbiamo capito:abbiamo opinioni diverse che scaturiscono da analisi diverse a qualcuno piace un vecchio boiardo di stato riciclato(approvato dai verdi naturalmente) e ad altri piace l'imprenditore berlusca che lui a differenza di tanti altri(Fassino,d'alema...elenco lunghissimo) ha lavorato nel corso della sua vita e con le televisioni ha dato tanto lavoro ai rossi vedi costanzo,il suo regista pietrangeli di rifondazione anche qui elenco lunghissimo.la cosa che mi fa un pò rabbia è l'assenza totale di obiettività,la scarsa conoscenza di fatti e persone,neinte di niente.si direbbe -per partito preso-come vuole mozzi ma cristo santo leggete solo la repubblica di debenedetti,di cui tutti non sanno di tutto?

Pubblicato da: angelo cic - 09.03.06 18:18

Angelo cic,
che ci vuoi fare, si vede che l'evidenza della tua autoconclamata obiettività non è così evidente. Forse lo è solo per te e pochi altri, insistete, qualcosa nascerà, ma non lamentatevi se non è ciò che vi aspettate, potrebbero venir fuori mostri :-)

Pubblicato da: spettatrice - 09.03.06 18:30

Sse, bbuonanotte:)
Ti prego Angelo non tirare più fuori l'argomento! Ho già risposto io a fm e abbiamo convenuto, entrambi, che voteremo Paolo Conte for president:)

lontano, lontano oltre milano
oltre i chilometri oltre i gasometri e bianri del tram
lontano lontano molto lontano
oltre l'acqua corrente e l'elettricità...


P.S.

Modena di Venditti è splendida.
Ma non sottovaluterei nemmeno Fellini e Compagno di scuola.

Pubblicato da: andrea.nobili - 09.03.06 18:31

vada per paolo conte,ma solo per le canzoni.
i nomi.sotto il fascismo quasi tutti gli intellettuali italiani aderirono con convinzione.nel dopoguerra molti furono gli scrittori che nonostante lo strapotere dei marxisti,rivendicarono una propria indipendenza di idee e di giudizio:montale,berto,buzzati.flaiano,manganelli,malerba,fino a calvino e il primo eco.e anche le tematiche di ppp furono più vicine alla destra che alla sinistra.e infine autori di questi giorni come giuseppe conte,zeichen,valerio massimo manfredi,tamaro,fallaci veneziani,ecc.
Raboni,il poeta milanese una volta scrisse che moltissimi tra i protagonisti della letteratura del novecentto appartengono o sono comunque collegabili a una delle diverse culture di destra che si sono intreccciate,contrastate nel corso del ventesimo secolo:borges,ciolan,croce,eliot man,montale marinetti pirandello yeats ecc poi un'altra sfilza di nomi folgorati dai disastri e dai crimini comunisti:auden gide silone vittorini malraux e poi quelli perseguitati da stalin con code italiane:babel brodskji,bulgakov pasternak solzenicyhn...
ovvero, per ammissione di un insigne intellettuale della sinistra pare che negli ultimi 150 anni siano quasi tutti ,genericamente,di destra.
@ spettatrice
vedi anch'io alcune leggi,alcune insistenze fossi stato berlusca non le avrei fatto.però sentirmi dire che il falso in bilancio o i vari condoni siano state ad personam e poi i primi a beneficiarne sono stati tanti campioni a cominciare da prodi fassino l'unità consorte d'alema ad utilizzarle al meglio bè dimmelo tu cosa pensare.
sulla magistratura se ricordi poi ci fu un referendum che quasi al 100 per cento ne chiedeva la responsabilità civile e penale...vanificATO e se permetti una giustizia amministrata da violante e castelli fa paura,una magistratura con il collare che ha cercato di spazzare via non le tangenti visto che il pci che ha incassato miliardi di dollari sottobanco non è mai stato incriminato ma una classe politica ,la cosidetta via giudiziaria al comunismo,bè votateli;io amo la libertà anche di pensiero cosa che non viene garantita nelle regioni rosse,e ogni tanto ne escono di testimonianze di dirigenti epurati perchè fuori dal coro! votateli se credi che un ex boiardo ti garantirà svilupppo e democrazia.grida alleluja se l'ottanta per cento della stampa da addosso a berlusca mentre ai ladri di sinistra (prima portiamo a casa disse fassino della banca...e i 50 milioni di euro che fine hanno fatto me lo spieghi tu il silenzio?)ti gasrantiranno meno tasse quando al governo la prima cosa che fece prodi fu quelle di aumentarle e di non rewstituire più l'euro tax se non al sessanta per cento.il pericolo io lo vedo più a sinistra non solo per la riduzione costante degli spazi di dissenso e dei cori di allelluja molto sopsettosi,lo dico anche perchè l'ho vissuto sulla pelle quanto sia più pericoloso il razzismo ideologico della sinistra .non sono del centrodestra cara,politicamente mi definirei un liberal e se andrò a votare voterò il meno peggio.
ps
credimi c'è da soffrire che nonostante ancora dolce è nella testa il fragrore del crollo del muro di berlino noi annoveriamo nella nostra compagine politica quattro o cinque partiti comunisti e stanno con prodi.
sarà lunga la marcia diceva mao !

Pubblicato da: angelo cic - 09.03.06 19:56

@fm

Per la precisione: tu hai scritto:

"Quindi se Berlusconi una volta eletto darà a tutti la casa, compreso me, sarò ben felice."

Il titolo di Repubblica (che è tutto dire) già dice diversamente:

"Berlusconi: "Daremo una casa
a tutti gli italiani in difficoltà" "

Poi nell'incipit dell'articolo si scende ancora un po':
"Più case per gli italiani"

Credo che qualunque governo che conosca la realtà del nostro Paese (vedi la vicenda della Scarparo a Roma) deve porre nel programma attenzione al problema della casa.
Mi pare una ovvietà, e spero che anche la sinistra se ne occupi nel suo programma.

Dunque: nessuno ha mai parlato di dare la casa a tutti gli italiani. Né Berlusconi, né la sinistra perché è obiettivo impossibile da realizzare in poche legislature.

Vedi, fm, la tua frase, se qualcuno l'avesse creduta corretta, avrebbe provocato danni alla verità.

In politica, purtroppo, questo modo di fare è di mormale amministrazione.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 09.03.06 20:12

Il mio personalissimo e partigianissimo contributo, qui, è solo questo: appoggio in pieno quello che ha scritto Bart Di Monaco.
Paolo C.

Pubblicato da: Paolo C. - 09.03.06 21:10

Ritorno con la mia solita solfa: manca un metro di giudizio e si continua a confrontare opinioni. Ci provo, anche se non sposterà nulla (magari vi farà pensare un pochino) a buttare lì 4 numeri partendo dalla vicenda presentata da Angela Scarparo e relativa al comune di Roma: il Piano Regolatore Generale. Copio e incollo un pezzo del post di oggi che corregge alcuni commenti che avevo lasciato ad Angela nel suo post e che sono passati lisci come l'acqua.

Ecco i numeri: "Per ora vorrei solo segnalarvi un fatto evidenziato su www.vibrissebollettino.net da Angela Scarparo www.ilpostodeilibri.it: il nuovo piano regolatore di Roma emesso dalla giunta Veltroni. Riporto solo i numeri rimandandovi, per i commenti, ai post di Angela, e i numeri sono semplici: 50 milioni di metri cubi di nuove case approvati e nemmeno un accenno, con tutti questi metri cubi, a case di edilizia popolare. Oserei dire: la scelta migliore per una città come Roma che ha e avrebbe un bisogno disperato di case a prezzi accettabili.

Ma proviamo a trasformare questi 50 milioni di metri cubi in soldoni; magari il numero assumerà un valore diverso.
Al Nord le abitazioni sono costruite in modo diverso che a Roma, fa più freddo e i costi di costruzione, con un'impresa ben gestita, il ricorso ai cottimisti (quelli che sono pagati a metratura edificata) e macchinari appena appena moderni, oscillano, per abitazioni sicuramente non popolari, fra i 200 e i 300 euro a metro cubo (stima che mi ha fatto un'impresa che conosco per una casa che intendo acquistare e ristrutturare). Se considero le tecniche costruttive utilizzate a Roma credo di non sbagliare affermando che, in funzione del tipo di abitazione, questi prezzi possano essere dimezzati. Ovviamente è già compresa, in questo prezzo, una prima marginalità per il costruttore.
A questo punto provo a fare due conti. Immaginiamo un costo medio di 250 euro a metro cubo; per i 50 milioni di metri cubi fanno un costo finale di 12,5 miliardi di euro (con una prima marginalità per il costruttore già compresa e che possiamo stimare almeno al 30%). Se ora prendiamo questi 50 milioni di metri cubi, li dividiamo per 2,5 (la vendita si fa a metri quadri non a metri cubi) otteniamo circa 20 milioni di metri quadri vendibili. Moltiplichiamoli per 2.500 euro al metro quadro (mi sa che sto utilizzando un prezzo popolare per Roma...) e otteniamo 50 miliardi di euro alla vendita.
Un ricavo netto di altri 37,5 miliardi di euro (togliete voi il 3% destinato di solito alle Agenzie di intermediazione). Ridendo e scherzando sono 75.000 miliardi delle vecchie lirette e considerate che - io ne sono convinto - a giochi finiti, quei metri cubi, in un modo o nell'altro aumenteranno.
Per chiudere il ragionamento *economico* vorrei farvi notare come, tale differenza fra costo di costruzione e costo di vendita, si porti appresso un'altra "stortura" pesante: i palazzinari romani ricorrono sempre, per le loro realizzazioni, al sub appalto ad aziende artigianali e, tenendo basso il costo di costruzione, generano anche una distribuzione delle marginalità, a chi ha effettivamente lavorato, molto bassa. In questo modo ottengono il duplice effetto di aumentare i loro guadagni e impedire che altre imprese, costruendo e guadagnando il giusto, possano crescere, diventare competitive e fargli concorrenza.
E con questa ultima precisazione direi che il quadro è tristemente completo.
L'estate scorsa siamo stati "appestati" dai raid dei palazzinari romani e dai loro tentativi di entrare nella "finanzia seria" - non mi metto a ridere, ma una risata ci vorrebbe - e molti si sono inventati le teorie più strane per cercare di capire da dove questi Signori prendessero tutti quei soldi. Non ci voleva molto a capirlo, come sempre, bastava fare 4 conti della serva."

E' un Piano Regolatore Generale di sinistra? Qualcuno, magari di sinistra, ha tempo e voglia per andare a verificare quanto si è costruito a Roma con le Giunte di Sinistra e chi ha costruito?
Qualcuno mi sa dire perché questi numeri NON SONO stati pubblicati da NESSUN giornale?
Il Giornale li terrà probabilmente in cassaforte per le prossime amministrative ed è comprensibile, ma gli altri dove sono?

Buona serata. Trespolo.

Pubblicato da: Trespolo - 09.03.06 22:08

Ancora qualche numero poco pubblicato o MAI pubblicato.

1) Polemica Montezemolo/Berlusconi: da ridere. A titolo informativo: nel decennio 1990/2000 FIAT ha incamerato aiuti di Stato sotto varie forme per quasi 11.000 miliardi delle vecchie lire; sempre nello stesso periodo le casseforti della Famiglia Agnelli (IFI e IFIL) hanno distribuito utili e dividendi per 10.000 miliardi di vecchie lire e rotti. Mi sarei meravigliato se Montezemolo (che non ha mai avuto e non avrà mai la mia stima) fosse favorevole a un governo che NON ha concesso aiuti a pioggia e li obbliga a fare gli industriali come in tutto il resto del mondo.

2) Prospetto informativo di UNIPOL presentato a Banca d'Italia; me lo sono sorbito tutto (letto!) e questo è ciò che (a parte un paio di trafiletti sulla stampa economica specializzata, non è il Sole 24 Ore) NESSUNO ha pubblicato: "A pagina 124 del prospetto Unipol avverte del prestito da 350 milioni di euro, sotto forma di scoperto di conto (il nostro fido bancario per capirci) che Unipol ha concesso a Finsoe. Siamo al giochino delle 3 carte: Unipol, che è controllata da Finsoe che ne è la proprietaria (!!), presta soldi a chi la controlla perché comperi una delle attività che Unipol sta vendendo. Si tratta della compagnia assicurativa Aurora. In pratica Unipol che vende Aurora dà soldi a Finsoe (che è la proprietaria di Unipol e quindi anche di Aurora) perché Finsoe li utilizzi per comperarsi Aurora, che è di Unipol, che è di Finsoe. Bah, l’unica domanda che mi viene è: ma questi soldi esistono?
Pagina 139: stato patrimoniale di Unipol al compimento della scalata. E ora sedetevi perché viene il bello. Unipol dichiara un capitale patrimoniale di 6,8 miliardi di euro, ma di questi 6,8 miliardi di euro di capitale patrimoniale ben 4,8 sono valorizzazioni finanziarie di “attività immateriali”: cioè che non esistono. Di più: non si tratta di brevetti, invenzioni o altre cose simili che potrebbero fruttare molto, ma sono classificate alla voce “avviamento”. In pratica più del 70% del capitale patrimoniale di Unipol pare essere fatto… d’aria.
Da far tremare i polsi a tutti e se, come dicono gli esperti a fronte di questi numeri, nei tre anni successivi all’acquisizione di BNL gli utili non dovessero crescere alla velocità della luce sarebbero guai.
Pare che le esperienze negative legate alla bolla speculativa della “New economy” non abbiano insegnato nulla; e i parametri economici presentati da Unipol sono allo stesso livello dei peggiori tonfi e buchi economici delle peggiori società della “new economy” (leggi Finmatica)."

3) Se non ricordo male Eco e Compagnia avevano già millantato l'attacco alla democrazia e la volontà di abbandonare l'Italia 5 anni fa: sono ancora tutti qui a pascere le loro stanche menti e senza nemmeno provare ad alzare il culo dalla sedia. Ridicoli!

Un'ultima nota di colore, come mai se Tremonti è così scarso in economia, le Holding delle COOP e UNIPOL hanno affidato a lui e allo stesso Studio Finanziario che segue Chicco Gnutti il compito di valutare la scalata di UNIPOL a BNL e non, che ne so, a quel grandissimo esperto di economia che è Visco?

Io rimango dell'idea che, conoscendone i trascorsi, non affiderei MAI il governo a uno come Prodi: un vecchio Boiardo di Stato riciclato e con legami diretti con varie multinazionali dell'alimentare (Unilever e Nestlé) e banche d'affari (Goldman Sachs tanto per citarne una).
Possibile che la sinistra italiana si debba affidare a uno come Prodi e non sia in grado di esprimere un leader interno credibile?

Nessuno pensa mai a questo fatto? Nessuno ha mai provato a capire perché, un anno prima delle elezioni le COOP e UNIPOL (leggi DS) hanno tentato, sbagliando, di costruirsi una base economica solida? La tento io una risposta: per avere le palle di Prodi in mano perché non si fidano. Ora, dopo le primarie e, soprattutto, dopo il fallimento dell'OPA le parti si sono invertite: è Prodi che, col supporto di De Benedetti, ha le palle della sinistra in mano.
Scusate, ma io le mie preziose palline (sono le uniche che ho, capitemi) non le metto in mano all'accoppiata Prodi/De Benedetti: che la sinistra italiana si trovi prima un leader non invischiato e credibile e poi venga a farci la morale. E chissenefrega del parere, buono per tutte le stagioni, di Eco e Biagi; quelli firmano contratti miliardiri e se ne battono il "belin" di tutto il resto.

Buona serata. Trespolo.

Pubblicato da: Trespolo - 09.03.06 22:30

Cara Annalisa, mi spiace che tu dica: "Non interverrò più su questo argomento".

Pubblicato da: giuliomozzi - 10.03.06 06:53

Trespolo sei stupefacente.
E' proprio vero che i numeri "fanno tacere".
Ovviamente scherzo:) (ma non troppo)

Pubblicato da: andrea.nobili - 10.03.06 08:19

Trespolo. E dunque, a chi darai le tue palline? Puoi dirmelo anche in privato, se vuoi: lucioangelini presso infinito.it

Pubblicato da: Lucio Angelini - 10.03.06 09:23

@ Andrea Nobili

Su Venditti d'accordo. Ma anche L'uomo falco e Bomba su bomba.

e poi per in onore del "presidente"

Il giorno tropicale era un sudario
davanti ai grattacieli era un sipario
campa decentemente e intanto spera
di essere prossimamente milionario

L’uomo ch’è venuto da lontano
ha la genialità di uno Schiaffino
ma religiosamente tocca il pane
e guarda le sue stelle uruguaiane.

Ah Sudamerica…

E i ballerini aspettano su una gamba
l’ultima carità di un’altra rumba

Ah Sudamerica…

Era ancestrale il gesto tropicale,
un arco dal sereno al fortunale,
per dirti quanto è grande la questione
tra il danneggiato e l’assicurazione.

Si arrende il vento ai suoi capelli spessi
di Dio ti dice che sta li a due passi
ma mentre va indicando l’altopiano
le labbra fanno il verso dell’aeroplano.

Ah Sudamerica…

E i ballerini aspettano su una gamba
l’ultima carità di un’altra rumba…

Pubblicato da: fm - 10.03.06 09:34

i numeri e i fatti cari trespolo e andrea.
credo che la scelta del corrierone sia ormai il termometro o la carta velina per cercare di capire lo scontro in atto.
L'altro giorno il summit dei capi della sinistra avevano fatto il nome di un banchiere amico per il ministero del tesoro,se non ricordo male un certo bazoli.la scelta in campo del corrierone avviene nello stesso tempo.quasi concordato,mi verrebbe da dire, con i bancari per ridisegnare gli equilibri finanziari del belpaese.bazoli non ha nascosto l'interesse per capitalia,in un momento delicato e già sotto inchiesta con il suo presidente.l'acquisto di capitalia da parte
di banca intesa non solo darebbe vita a un gigante bancario ma consentirebbe di concentrare nelle mani di bazoli un pacchetto di azioni determinante nella società che detiene il corrierone e soprattutto il controllo della più grande compagnia di assicurazioni italiana,le generali.il professore bresciano,candidato probabile a ministro del tesoro,diventerebbe il più grande banchiere italiano,finanziatore di tutte le più grosse imprese,il più influente editore e anche il più importante assicuratore.
bazoli da tempo ha manifestato antipatia per berlusca e grande amico di prodi.ora,se questi progetti dovessero avverarsi con la vittoria del centro sinistra ,nei prossimi mesi ci ritroveremmo nell'incredibile condizione che allo stesso schieramento politico non solo farebbero capo il 75% DEGLI ENTI LOCALI ITALIANI
e circa il 7o% delle regioni italiane,il governo,la maggioranza dei quotidiani(sole 24ore,corrire,stampa e repubblica) ma soprattutto il sistema finanziario e gran parte del sistema industriale.Un potere enorme in mano a pochi oligarchi al cui confronto il conflitto d'interessi di cui si è discusso per anni appare una bazzecola.e qualcuno se la mena con umberto eco che se non sbaglio già cinque anni fa voleva espatriare ma lo ritroviamo ancora col culo incollato alla sua sedia a scrivere stronzate.

Pubblicato da: angelo cic - 10.03.06 09:41

http://it.wikipedia.org/wiki/Silvio_Berlusconi

Pubblicato da: fm - 10.03.06 09:51

Lucio: bella domanda, ma devo ancora decidere. Forza Italia non gode delle mie simpatie (a parte Tremonti e sarei disposto a votare centrosinistra lo riconfermassero all'Economia), Lega per "san parlò neanche mort" come dicono da noi, AN, bohhhh. Se penso che tengono in lista una come la Beccalossi mi viene da preoccuparmi. Personalmente mi manca un Partito Liberale vecchio stampo.
Dall'altra parte, eliminassero Prodi, potrei considerare un paio di opzioni, ma l'idea di votare per una coalizione che, oltre a Prodi, si porta appresso Caruso, Diliberto, Cossutta, Di Pietro e con De Benedetti (appoggiato dal Mieli del Corrierone, -21% per cento ieri le vendite su Milano) a tirare le fila, beh, non so a te, ma a me rovina l'appetito :-)

Buona giornata. Trespolo.

PS: c'è il rischio che, il giorno delle elezioni, mi prenda una giornata sabbatica e me ne esca per un giretto a vela sul Garda; è tanto che non riesco a trovare un momento tranquillo...

PPS: Lucio, ma l'hai letto il programma del centrosinistra? Io sì, e non commento per amor di patria, anche se ne avrei una gran voglia...

Pubblicato da: Trespolo - 10.03.06 09:53

Annalisa ti volevo invitare a occupare il I municipio con altri compagni e striscioni e tutto il resto, ma se ti demoralizzi così in fretta, ti lasciamo a casa :) (scherzo!)

Lo sai che più che su tutto il resto, si fa affidamento sulla nostra stanchezza, sulla nostra amarezza? sulle nostre incapacità (si fa per dire) di reggere. che risolvi se non intervieni più? se il confronto funziona, deve funazionare anche quando ti trovi davanti a un nemico, no? anzi, direi che può essere (salvo stanchezze che posso capire) più, il confronto, diciamo (...pensa se c'hai davanti calderoli...) 'stimolante', no?

Pubblicato da: angela scarparo - 10.03.06 09:58

Angelo, sono ipotesi che rilanciavo come fantaeconomia/fantapolitica sul mio modestissimo blog qualche mese fa riprendendole e puntualizzando alcuni dettagli a inizio febbraio. Il quadro che disegni mi pare un po' eccessivo da un lato e carente dall'altro. Il lato eccessivo è che enfatizza un po' troppo la possibile mescolanza fra interessi privati e Enti poubblici controlalti (tutta da verificare), il lato carente è che non considera De Benedetti: questo giro finanziario andrà in porto e l'obiettivo finale sono i DS da cannibalizzare.
Ma non è finita: tempo che si chiudano le elezioni amministrative a Siena, che il Sindaco nomini i nuovi componenti della Fondazione Bancaria MPS e San Paolo IMI e MPS si fonderanno. RIsultato: la finanza di sinistra andata definitivamente a rane.
Ovvio che nessuno ne parli: se ne parlerà dopo le elezioni :-)))

Buona giornata. Trespolo.

Pubblicato da: Trespolo - 10.03.06 10:01

Parlate tutti del boiardo di Stato e non dico che sia sbagliato. Accusate la sinistra di non sapere esprimere un leader credibile, non è esattamento così, ma io concordo con l'assurdità della rincorsa al democristiano, al moderato, come se non ci fosse altro modo per la sinistra di confrontarsi e di vincere elezioni e governo. Snocciolate numeri importanti, che indicano con chiarezza quanto poca sia la distanza tra destra e sinistra, oggi.
I punti però sono due.
Uno: tralasciate le cifre del berlusconismo, dei cinque anni di governo, dell'azione legislativa che (scusatemi: oggettivamente) si è occupata per una buona parte di risolvere i problemi degli amici degli amici. Io non voglio riportare qui dossier, numeri, denunce, fatti che, badate bene, non sono assimilabili a "stronzate". Potremmo tranquillamente mettere numeri contro numeri e vedere chi vince: non mi interessa, perchè la disputa si ridurrebbe a un confronto tra dati presi da fonti di informazione diverse e io di fondo sono convinto che un po' di verità sia dovunque. Facciamo che, date le mie fonti di approvvigionamento e data la mia impostazione culturale e politica, io ritengo che sia meglio un ex-boiardo di Stato che un ex-palazzinaro arricchitosi chissà (sappiamo) come che suole rappresentarsi come Gesù Cristo ridisceso in terra.
Due: da uomo di sinistra, mi ripeto, credo che la sconfitta (spero definitiva) di Berlusconi rimetterebbe in moto la democrazia italiana, costringerebbe la sinistra a scegliere finalmente la propria identità, i riferimenti sociali e culturali, cosa e chi rappresentare. Sono stanco di forze che si arrogano il diritto di rappresentare un compendio di tutta la nostra storia politica italiana, come se pretendere di mettere insieme liberalismo, socialsmo, laicismo, cattolicesimo politico e chi più ne ha più ne metta, fosse un esercizio serio e credibile.
Io sono convinto, magari a torto ma ci credo, che senza Berlusconi cominceremmo davvero a uscire dal pantano in cui annaspiamo dalla fine di Tangentopoli. Berlusconi è un'anomalia, la politica italiana ha bisogno di 'normalità', di discutere e confrontarsi sui problemi veri e reali delle persone, non certo sulla centralità strategica del falso in bilancio.

Pubblicato da: giuseppe mauro - 10.03.06 10:18

Scusatemi se sdrammatizzo.

@fm
C'era un periodo che stavo in fissa per una tipa. Quelle cotte che quando ci pensi ti vien da ridere. Anche il solo ricordo ti ricorda quanto sei stato cretino.
Non so nemmeno chi governasse all'epoca, ma non mi fregava sicuramente granché. Le cose non erano ancora così complicate.
Era l'estate dell'Uomo Ragno e qui in provincia di Pavia, ovviamente, si sentiva solo quello. Ma io, cotto com'ero, avevo un walkman rosso della Sony (che credevo fosse un azienda italiana) e oltre a Nothing else Matters, ci sentivo dentro una canzone di De Gregori:

Aspettami ogni sera
davanti a quel portone
e se verrai stasera
ti chiamerò per nome
chissà che occhi avremo
chissà che occhi avrai
ma se mi chiami amore
ti riconoscerò.

La cassetta l'avevo ciuffata al mio fratellino più grande, classe '69: Baglioni baglioni baglioni. Uno di quelli che a vedere "Notte prima degli esami" ci ha lasciato scappare qualche lacrimuccia. Un fondamentlaista delle timberland e del monclear.

Una volta quella canzone gliela scrissi in una cartolina alla bimba, che però non ebbi il coraggio di firmare. Era una cartolina da Levanto. Lo ricordo perché è stata l'ultima estate che ho fatto "vacanze all'italiana".
Lei mi scambiò per un altra persona e si misero assieme.

E non è fantascienza:)

Ora: io quella canzone non ricordo nemmeno come si chiama.
Non credo nemmeno di avere molta voglia di risentirla quella canzone.
Brutti ricordi.
...anche se la tipina, biondina da perderci la testa, meritava davvero una dedica del genere.
Ho solo la curiosità morbosa di sapere come si chiamava: la canzone ovviamente.

Il 9 di Aprile comunque io voterò chi mi farà reincontrare quella biondina:)

Tanto prodi o berlusconi, rimaniamo dei poveri cristi.

Pubblicato da: andrea.nobili - 10.03.06 10:41

Pane E Castagne

Mangiamo pane e castagne, in questo chiaro di luna,
le mani ben ancorate su questa linea.
Domani ce lo diranno dove dobbiamo andare,
domani ce lo diranno cosa dobbiamo fare.
Ci sta una terra di nessuno, da qualche parte del cuore,
come un miraggio incastrato la noia e il dolore.
Domani ce lo diranno come dovremo passare,
ma c'è una terra di nessuno e ci si deve arrivare.
Aspettami ogni sera davanti a quel portone,
e se verrai stasera ti chiamerò per nome.
Chissà che occhi avremo, chissà che occhi avrò,
ma se mi chiami amore, io ti risponderò.
Mangiamo pane e castagne, come una poesia,
perduta nella memoria dai tempi di scuola.
Domani ce lo diranno, cosa vorranno che sia,
ce lo diranno domani, prima di andare via.
Aspettami ogni sera davanti a quel portone,
e se verrai stasera ti chiamerò per nome.
Chissà che occhi avremo, chissà che occhi avrò,
ma se mi chiami amore, ti riconoscerò.

dovrebbe essere questa

Pubblicato da: fm - 10.03.06 10:53

Pane e castagne!
Finalmente!
Thanks
Ora possiamo tornare a parlare di Berluschini e di Mortadelle.
Io sono stao a sentire nell'arco di Febbraio sia Prodi che Berlusconi. Il pacioso professore Bolognese l'ho soprannominato "agonia" per quella sua vérve incalzante. Il Cavaliere di Arcore l'ho soprannominato "Durban's" perché sotto i riflettori i suoi denti ti possono pure accecare.
Fini e Rutelli mi sembravano scelte più umane, almeno sono credibili e presentabili.

Pubblicato da: andrea.nobili - 10.03.06 11:02

Prodi e la sua "verve comunicativa" sono il nostro tallone d'Achille. Però è persona capace. L'ideale sarebbe che la campagna elettorale la facesse un'altro, qualche piacione. E che poi Prodi governasse.
Rutelli non mi pare proprio tanto credibile. Te lo dice uno che vota Unione. Insomma il suo iter politico non è un esempio di coerenza... Lui e la moglie sono per me un'associazione a delinquere...
Il problema è questo; vogliamo un presidente del consiglio "presentabile", cioè aitante, comunicativo, e che ci faccia fare bella figura nelle cerimonie? Quale percentuale ha l'aspetto "comunicazione" quando scegliamo chi votare? E quanto il programma?

Pubblicato da: fm - 10.03.06 11:11

@ giuseppe mauro e @ fm

Solo per ricordare che prima del 1994 Berlusconi non esisteva se non come imprenditore. Invece esisteva Prodi che, con il consenso del famoso pentapartito, svendeva per quattro soldi le nostre aziende agli amici degli amici.

Chi credete che abbia accumulato l'ingente debito di cui soffre l'Italia? Berlusconi o D'Alema? No, sono i governi anteriori al 1994 che hanno questa responsabilità immane, con la quale tutti i governi futuri dovranno fare i conti. Gli interessi sul nostro debito pubblico sono così ingenti che si mangiano e si mangeranno gli sforzi du qualunque governo ci capiterà di sopportare. Ci vorranno alcune generazioni prima di poter tirare il fiato. Tutto sarebbe diverso (molto più facile) senza quel debito. Allo stesso modo che richiedono i Paesi poveri ai Paesi ricchi, anche l'Italia dovrebbe richiedere ai suoi creditori (tra cui tanti italiani che hanno investito in Bot) di rimettere una parte dei loro crediti. E' paradossale, ma è così. Ripeto, ci vorrà molto tempo per rimediare ai guasti dei governi che abbiamo avuto fino al 1994. Non ci potrà mai essere un presidente del consiglio che possa sanare la situazione in due o tre legislature. Impossibile! Il lavoro per la povera gente resterà un miraggio. Già ora una generazione sta saltando il lavoro, campando come può, spesso a carico dei genitori.

Bene, anzi male. Prodi appartiene al sistema che ha rovinato l'Italia. Guai a immaginare che sappia governare! E' un errore che si pagherà a caro prezzo. Chi non è più giovane come me, lo ha già visto all'opera; sa quanto vale (meno di un chiuino).

Del resto, una prova l'abbiamo già avuta quando è stato eletto dagli italiani, e la sinistra lo ha tolto dai piedi appena due anni dopo. Pare un mistero perché oggi - dopo averlo mandato via - lo ripropone. Trespolo ci ha spiegato perché. Io sono d'accordo con lui. E' ancora un Boiardo di Stato. Ha poteri nei meandri del sistema che conta. Solo attraverso di lui si può arrivare ad occupare un potere enorme, che, al confronto, quello che si suppone di Berlusconi, è una bazzecola. La sinistra, riproponendo Prodi, fa un secondo tentativo. Nel primo, si è accorta di aver sbagliato, cacciandolo in quel modo. Ora troverà una via più accettabile in modo che il professore sia accontentato con qualcosa di più che la presidenza dell'Europa, e il potere abbia tempo di concentrarsi sulla sinistra che conta, dopodichè - quando l'operazione sarà compiuta - ci si sbarazzerà del povero ciclista, lo si lascerà a godersi una specie di dorato pensionamento, e tutto sarà compiuto.

Fantascienza? Ripeto, vedremo i fatti. Vorrei proprio che la sinistra vincesse (ma non con il mio voto, s'intende), perché i giovani potessero constatare di persona. Io non sono più giovane, chissà quanto poco ancora mi resta da vivere. Posso resistere e sopportare per quei pochi anni che mi restano. Ma i giovani? I miei figli?

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 10.03.06 12:04

Bart, Berlusconi prima del 94 faceva i soldi con Craxi e contribuiva al mantenimento del suo sistema di potere. E a parte questo dettaglio, che non mi pare così irrilevante, tutti quelli che stanno nel suo partito facevano parte del sistema di potere di cui giustamente parli. Attenzione alla tentazione di personalizzare lo scontro politico: qui non si tratta di scegliere semplicemente tra Prodi e Berlusconi, si tratta di scegliere tra due sistemi di valori, di scelte, di idee.
A chi mi dice che questi sistemi non sono così lontani, rispondo: è vero. Ma io, per cultura e per formazione (non certo perchè sia verità assoluta) resto convinto che i valori che stanno a sinistra siano 'migliori' di quelli di destra. E resto convinto che, via Berlusconi, la sinistra riavrà la possibilità di ritrovare certi valori e la capacità di proporli senza scappatoie. E se non sarà così, perlomeno non avrà più l'alibi del berlusconismo.
E noi ci saremo tolti un pensiero.

Pubblicato da: giuseppe mauro - 10.03.06 12:15

vedi caro trespolo,tante mezze verità fanno una verità intera.e in questi mesi troppe coincidenze inducono a pensare che certo mieli -longamanus e debenedetti vogliono cannibalizzare i ds scegliendosi i -buoni- e dicendo papale papale come il partito democratico deve essere.poi c'è la magistratura che fiorani lo mette dentro e consorte no;il presidente di banca intesa allontanato dal fortino per assaltarlo meglio ecc.è un puzzle che si sta ricomponendo secondo un progetto preciso che ha scelto prodi che già anni addietro fu bravo a servire gli amici.siamo orami fuori dalla fanta politica .il fatto grave ,senza doverci ripetere,è che la disinformazia propalata da televisioni e giornali ormai schierati,
faccia dire a tanti che la vittoria ci farà uscire da un regime imposto in questi cinque anni da berlusca.quando si chiede in cosa consiste il regime o l'attacco alla democrazia
si bofonchia sulle ad-personam,utilizzate però benissimo anche dagli accusatori.e mi piace l'ingenuità di fm -fa quasi tenerezza- secondo cui è il salivare di prodi il loro tallone d'achille e non la compagnia dei musicanti di brema in cui si dice tutto e il contrario di tutto.e con un programma che sembra più un libro di magia che altro.
@ giuseppe mauro
il vicedirettore della stampa scrisse non molto tempo fa che gli intellettuali,i comici,gli scrittori una volta perso berlusconi(e non è tanto scontato visto che il corriere ha rotto gli indugi mettendo in conto anche la perdita di migliaia di copie)cadranno in crisi e dovranno rivolgersi ad uno psicologo per riaversi,altro che la ripresa e la marcia trionfale.
in quanto al leader prodi è stato riscelto perchè non ne avevano altri e per nascondere questa debolezza gli hanno organizzato le primarie votandoselo loro stessi.e credimi c'è molta differenza tra un voto popolare e un voto di partito per diventare premier!

Pubblicato da: angelo cic - 10.03.06 12:25

Mi state facendo passare la voglia di capirci qualcosa. Posso farvi una domanda? La posso fare a tutti quanti?
Quali sono le differenze tra destra e sinistra?
Sì, perché io, dal '96 ad oggi, mica ne ho viste!
Insomma perché dovrei votare e destra o a sinistra?
Se tutti si filano gli amici degli amici o le cooperative degli amici, perché io dovrei illudermi di essere davvero importante per qualcuno?
Non è più realistico dire che comunque vadano le cose a me, Andrea Nobili, non mi si filerà mai nessuno?
Lorsignori sono un po' troppo impegnati per stare dietro a tutti. E chi faccia politica interna senza fare prima politica estera... mi lascia il tempo che trova.
Io credo che in globalizzazione sia la politica estera il vero nodo. Posso promettere di alzare la pensione a chi mi pare, ma se poi l'Iran mi tira fuori l'atomica? Che cazzo me ne faccio della pensione? E ancora: Posso promettere il bonus per il primo figlio, ma se qualche sceicco Saudita decide bene di alzare il prezzo del brent? Se di lavoro faccio il rappresentate e di benzina ci campo... come posso pensare di far il primo figlio?
Altra ipocrisia: si fa tutto 'sto parlare di precariato ma chi ha buona memoria può solo ricordare che l'uomo che l'ha introdotto è stato Tiziano Treu, non certo una costale di Berlusconi.
Il precariato, purtroppo è sempre di più il nostro futuro. Immaginate cosa succederebbe se appena salito al governo Prodi, accartocciasse la Biagi. Io, piccolo imprenditore, il giorno stesso, trasferirei (come è già successo del resto, nel corso del suo governo) la mia azienda alle Cayman. Tanto costituire una società off-shore ed eludere le tasse costa 800 Euro all'anno. Ed è legale.

Pubblicato da: andrea.nobili - 10.03.06 12:38

caro angelo cic, gli intellettuali,i comici,gli scrittori esistevano e vivevano anche prima di Berlusconi e meno male, diciamo (scusate il dalemismo...), vivranno tranquillamente anche dopo, checchè ne pensi il vicedirettore della Stampa.
Per il resto, io sono molto realista, non mi aspetto marce trionfali. Mi aspetto però un chiarimento del quadro, una normalizzazione della politica. Perchè la politica è cosa troppo importante per lasciarla nelle mani di uno che si dice Gesù Cristo o Napoleone e che mette a posto amici e parenti per interposto Parlamento. Però è troppo importante anche per le ambiguità della sinistra, le sue scappatoie e io trovo preoccupante il collateralismo soft tra Confindustria e di una parte importante di certa finanza con quello schieramento. Lo ammetto, non ho difficoltà. Mi preoccupo. Ma parlo da uomo di sinistra e mi ripeto: sono convinto che, perlomeno, senza Berlusconi non ci saranno più alibi per fare i conti con se stessi.
Solo per dire: partito democratico? con chi? il socialismo europeo dove lo lasciamo? la parola 'sinistra' avrà ancora un senso nei partiti "di massa"? A voi queste cose e altre che tralascio interesseranno poco, a me premono parecchio. Sparito l'alibi, dovranno chiarirsi.
In caso contrario, mi ripeto, a sinistra ci saremo tolti un pensiero e anche noi, da questo lato, siamo bravi a trarre conseguenze, non crediate.

Pubblicato da: giuseppe mauro - 10.03.06 12:40

@ giuseppe mauro

Berlusconi era impelagato con i politici come tanti altri imprenditori, De Benedetti, Agnelli, la finanza di Cuccia, ad esempio, ma la lista si potrebbe allungare. Ciò continua anche oggi e continuerà sempre.

Quello in cui sbagli è credere che Berlusconi, prima del 1994, contasse più di Prodi!

Ma ci sono altri post (anche di altri) in cui puoi trovare abbondanti ed esaurienti risposte.

Bart

Pubblicato da: Bartolomeo Di Monaco - 10.03.06 12:48

Io vorrei avere cortesemente un'opinione da quelli che sembrano orientati a votare per la CdL sulla frase della Mussolini (da poco arruolata nelle fila di Berlusconi): "Meglio fascista che frocio", rivolta ieri sera nella trsmissione di Bruno Vespa a Vladimir Luxuria, candidata per Rifondazione.

Pubblicato da: fm - 10.03.06 14:06

Io vorrei avere cortesemente un'opinione, da quelli che sento orientati a votare per la CdL, sulla frase pronunciata ieri sera durante un dibattito televisivo da Alessandra Mussolini: "Meglio fascista che frocio".

Pubblicato da: fm - 10.03.06 14:08

Fm, secondo me perdi tempo, non farai cambiare idea a nessuno. Quanti esempi, quante foto, quante notizie sono diventate di dominio pubblico in questi anni, eppure non è successo nulla. Se una parte degli italiani ha accettato una guerra sulla base di prove scientemente false, il resto sono bazzecole no? Che vuoi che gliene importi della frase della Mussolini, o del "culattone" sulla carta intestata di un ministro.
Cerchiamo di avere fiducia nel buon senso della gente. Se li rivoteranno significa che doveva andare così, che l'Italia non può aspirare ad altro.

Pubblicato da: andrea barbieri - 10.03.06 14:29

Andrea, secondo me perdi tempo, non farai cambiare idea a nessuno. Quanti esempi di parte, quante foto contraffatte, quante notizie falsificate sono diventate di dominio pubblico in questi anni, eppure non è successo nulla. Se una parte degli italiani ha accettato che qualcuno definisse "una guerra" quella che è e resta una missione di pace, il resto sono bazzecole no? Che vuoi che gliene importi della frase della Mussolini, o del "culattone" sulla carta intestata di un ministro. Quisquilie rispetto a quelli che definiscono "ignoranti", "non capaci" o peggio ancora chi non vota come loro vorrebbero.
Cerchiamo di avere fiducia nel buon senso della gente. Se li rivoteremo significa che doveva andare così, che l'Italia può aspirare a qualcosa di meglio che non le false retoriche e le sterili propagande di parte.

Pubblicato da: Giorgio - 10.03.06 15:01

Una missione di pace, caro Giorgio, in cui si parla in codice. Per esempio "annichiliscilo" vuol dire in gergo "porta a quei bambini alcune caramelle e stecche di cioccolato"; "torturalo" significa "fa' in modo che quel buon uomo abbia un comodo giaciglio"; "bomba al fosforo" è una bomba che ammazza solo i cattivi, una bomba intelligente, e via dicendo...


Pubblicato da: andrea barbieri - 10.03.06 15:23

Riprendo un interessante scambio (dal blog di Georgia) tra la lettera di Boldi ai parroci (sempre la stessa con brossura) e un autentico parroco. Sto cominciando a recuperare una certa fiducia nel genere umano (quello della risposta, ovviamente :-)
lo posto sia fyi che per cultura personale.
FORZA PARROCI !
Sandro Boldi scrive ai parroci italiani.
"È, questo, il nostro modo di impegnarci per testimoniare la nostra fede. La prego di voler accogliere questo piccolo pensiero, la nostra semplice brochure, come un modo per condividere l'impegno difficile per l'affermazione della Verità Cristiana nella nostra società e nel tempo che ci è dato di vivere. Con questi sentimenti e pensieri voglia ricevere i miei più affettuosi saluti. Con viva cordialità. Suo devotissimo. Sandro Bondi".
Così si conclude la lettera allegata all'opuscolo "I frutti e l'albero. Cinque anni di governo Berlusconi alla luce della dottrina sociale della Chiesa" inviato da Forza Italia ai 25 mila parroci italiani. Si tratta di una brochure dove sono elencati tutti i provvedimenti in favore della Chiesa promossi in questi anni dalla maggioranza di centrodestra, fra cui la legge per la regoralizzazione degli insegnanti di religione, la legge per gli oratori, l'abolizione dell'Ici per gli enti ecclesiastici e non profit, la battaglia per il riferimento alle radici cristiane dell'Europa e la difesa del crocifisso nelle scuole.
Particolare enfasi è riservata alla legge sulla procreazione assistita "approvata dal governo", scrive Bondi, "e che la sinistra ha cercato di abrogare per mezzo di un referendum. La famiglia, cuore dell'attuale e fecondo lavoro pastorale di Benedetto XVI, e costante premura dell'indimenticabile Giovanni Paolo II, ha guidato la nostra politica facendoci scoprire sentieri nuovi e oggi ancor più fecondi per la società italiana".
Rispetto all'appoggio dato alla guerra in Iraq, che finora ha provocato più di 30mila vittime civili, il coordinatore nazionale di Forza Italia scrive: "Non ci siamo, altresì, tirati indietro per costruire la pace nella verità, come recentemente ha affermato anche Benedetto XVI, impegnandoci, nel contempo, nella lotta alla povertà e alle malattie nel Terzo Mondo e in numerose missioni di pace nei Balcani, in Afganistan, in Iraq, dove i nostri soldati si sono distinti per preparazione e per umanità".

Don Aldo Antonelli ha rispedito al mittente l'opuscolo
ed ha inviato a Sandro Bondi una lettera che di seguito riportiamo:
Signor Bondi,
sono abituato a dare alle parole il loro peso per cui a chiamarla "onorevole" dovrei coartare la mia coscienza.
Ho ricevuto l'inverecondo opuscolo che lei, immagino, ha inviato a tutte le parrocchie d'Italia.
Glielo restituisco senza nemmeno sfogliarlo e le ricordo che le parrocchie non sono discariche di rifiuti né postriboli nei quali si possa fare opera di meretricio.
Abbiamo una nostra dignità, noi sacerdoti, e non siamo usi a svendere per un piatto di fagioli il nostro patrimonio religioso, culturale, sociale ed umanistico che voi in cinque anni di malgoverno avete dilapidato.
Avete fatto razzia di tutto. Avete dissestato la finanza pubblica, avete ridotto alla fame gli enti locali da una parte e foraggiato, dall'altra, gli enti ecclesiastici cercando di comprarvi il nostro silenzio se non addirittura la nostra compiacenza.
Avete popolato il Parlamento di manigoldi, ladri e truffatori. Di 23 parlamentari condannati in via definitiva più della metà (13 per la precisione) fanno parte del vostro gruppo. Avete fornicato con il razzismo della Lega e con il fascismo di Rauti. Con voi i ricchi sono diventati più ricchi ed i poveri più poveri. Il vostro "Capo" in cinque anni ha quadruplicato il suo patrimonio, mentre le aziende del Paese andavano in crisi. Solo l'elettromeccanica, nell'ultimo quadrimestre del 2005, ha perso il 7,1% del suo fatturato.
I nostri pensionati, da qualche anno in qua, non solo non riescono più ad accantonare un soldo, ma hanno incominciato a rosicchiare il loro già risicati risparmi.
Avete speso energie e sedute-fiume in Parlamento per difendere a denti stretti le "vostre" libertà mentre il Paese rotolava al 41° posto quanto a libertà di stampa e pluralismo di informazione, dopo l'Angola.
Avete mercificato i lavoratori e ipostatizzato le merci.
Si tenga pure, signor Bondi, la sua presunzione di coerenza con la "dottrina sociale della Chiesa". Noi preti vogliamo tenerci cara la libertà di lotta e di contestazione contro la deriva liberista e populista della vostra coalizione.
Aldo Antonelli
(parroco)
Antrosano, 1 marzo 2006
Notizia tratta da ADISTA. sito di informazioni e documentazioni sulle realtà religiose.
postato da: arden alle ore 10:25
PrimumVivere

Pubblicato da: spettarice - 10.03.06 15:27

@ spettatrice
vedi anch'io alcune leggi,alcune insistenze fossi stato berlusca non le avrei fatto.però sentirmi dire che il falso in bilancio o i vari condoni siano state ad personam e poi i primi a beneficiarne sono stati tanti campioni a cominciare da prodi fassino l'unità consorte d'alema ad utilizzarle al meglio bè dimmelo tu cosa pensare.

vedi in una regione rossa io ci vivo e pur se non è perfetta la preferisco a posti come la sicilia o altri che rossi non sono. Queste regioni cercano con difficoltà di salvare un minimo di welfare e di non abbandonare i più deboli al loro destino. Mi correggoo, non sono gli amministratori a fare questo, ma l'attività e la pressione delle persone che li hanno votati e per i quali i più deboli non sono ancora pezzi di merda da calpestare come accade sempre più spesso e come una certa ideologia che non nomino propaganda vuoi a voce alta che velatamente. La differenza sostanziale tra destra e sinistra è proprio questa da una parte persone per cui i diritti sono del più forte e dell'altra persone per cui i diritti sono di tutti. Sugli amministratori poi si può discutere, ma i valori di base sono questi e sulla scelta non ho dubbi. Preciso anche che questa sinistra non mi piace in tutte le sue componenti, ma che pur di mandare a cas questo abominio in assenza di alternative avrei votato pure la dc (perchè quello che abbiamo davanti è ben peggio di tutte le dc -pessime- che hanno governato l'Italia)

Pubblicato da: spettatrice - 10.03.06 15:43

Non voglio far cambiare idea a nessuno. Chiedevo solo a chi vota per la coalizione di destra (di cui la Mussolini fa parte)un semplice giudizio. Insomma se la saranno fatta un'opinione no?
Aiutatemi a capire perchè continuate a votare per la CdL.

Per esempio il sig. Bartolomeo Di Monaco mi sembra una persona equilibrata, che apprezza la grande letteratura, credo persona per bene. Allora le chiedo e glielo chiedo da 27enne: Lei voterà a destra (così mi è sembrato, ma mi corregga se sbagli), bene, ma davanti alla frase della Mussolini Lei cosa pensa? Si tura il naso?
Mi aiuti almeno a capire perfavore

Pubblicato da: fm - 10.03.06 15:50

Dai spettatrice:)
Non farmi ridere!
Qualche settimana fa Don Gelmini ha chiuso il congresso di AN tra le ovazioni.
Embé? Che c'è di male?
Riportando un'opinione, un tot al kilo, non dimostri nulla. Anzi, mi confermi quanto dicevo qualche giorno fa qui e sul blog di babsi jones e cioè che la paventata sovrapposizione chiesta/politica è mera idiozzia.
So che vorresti dimostrare che anche la Chiesa è contro Berlusconi. Potevi citare allora don Gallo, don Vitaliano etc:) Almeno quelli sono più conosciuti.

Sulla seconda.

Ho abitato in Emilia Romagna sei anni.
Gli affitti costano il triplo rispetto a dove abito ora, in Oltrepò Pavese. Se non hai la tessera Coop in Emilia non lavori. Se sei imprenditore e non hai aderenze coi vari sindacati... puoi chiudere bottega. La vita costa il doppio che dalle altre parti. E gli stipendi... quelli rimangono sostanzialmente uguali. Ti basti questo: con 370.000 Euro, nel pavese compro una villa di 300 mq. A Vignola (Modena) o comunque nel comprensorio Terre dei Castelli ci prendo si e no un appartamento. Perché?
Non è perché ci sono i tortellini, i borlenghi, le ciliegie, gnocco fritto e tigelle:)
E' perché qualcosa non funziona.
Io se permetti in Lombardia ci sto assai bene.
Tant'è vero che ci sono tornato ad abitare.
E Pavia e