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28.03.06

Il nuovo romanzo di Mario Desiati

desiati.jpg [Esce oggi in tutte le librerie il nuovo romanzo di Mario Desiati, Vita precaria e amore eterno, di cui qui la mia recensione in anteprima, pubblicata oggi su Il Giornale. lc]

L'incipit
Quando è iniziata la guerra eravamo tutti più sani, più calmi, più felici, anche più belli. È iniziata una guerra che non abbiamo voluto, molti di noi hanno scelto di stare sul fronte: stare sul fronte significa vivere dentro questa città. Qui dentro si sente più forte l’effetto della guerra. Per noi la guerra è questa, anche se è appena iniziata. Non ci sono sirene che annuncino il bombardamento imminente, non ci sono rombi di aerei sulle nostre teste, non ci sono tessere annonarie, file per la farina, l’acqua e la luce non vengono razionate. Eppure oggi hai la stessa paura dei tuoi nonni sotto i B52 che sorvolavano San Lorenzo. Oggi sei qui su un autobus semivuoto dove per la prima volta dopo mesi trovi posto a sedere: hanno tutti smesso di stare e vivere insieme. Anche questo è un segnale della guerra. Non è la nostra prima guerra, abbiamo vissuto anche quella fredda sul confine nato, visto le antenne e la grande base sotto cui abbiamo vissuto finché io non sono andato via. E quella volta il fronte era la provincia italiana militarizzata. Oggi è finita la guerra fredda ed è iniziata quella con il terrorismo. Passeremo anche questa, vedrete. I morti tornano sempre, noi italiani abbiamo bisogno di tragedie grandi per capire, siamo troppo piccoli per i fatti che accadono: i morti, per esempio, ci servono, e noi serviamo loro, i morti parlano come noi, hanno i denti brillanti e le laringi infuocate. I morti li sogno tutte le notti. Mi vengono sotto forma di eroi, fantocci di inchiostro e parole. I morti tornano nella mente ingiallita con le sembianze dei parenti mai conosciuti, tornano in carne e ossa nei corridoi di un ospedale di provincia, tornano nelle pellicole dei film al cinema. C’è chi è morto e non lo sa.

Pubblicato da , il giorno e l'ora: 28.03.06 16:12