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25.02.06
La Torta Storta di Veltroni il Buono (con Tavola degli Orrori)
Se pensate che sia inevitabile - o a causa di un conradiano destino avverso - che le nostre città si sviluppino come torte malfatte. Se pensate che faccia parte della kafkiana modernità, il fatto che i quartieri trasbordino in modo indigeribile sia per l'occhio che per lo stomaco. Se inorridite all'idea che le ciliegine-ipermercatone siano sempre messe dove non le avevamo previste. Se notate che la glassa palazzesca è sempre troppa, e messa in modo che nessuno sia disposto a digerirla, a rischio di restare disgustati, tutte le volte che la si guardi, pensateci.
Pensateci, e sostuite adesso come si fa con quei libri plastica-su-plastica (Roma come era, Roma come è) alla torta, la città di Roma, e alle escrescenze e ciliegine, nuovi ipermecati, nuovi grandi parcheggi che li riguardino, nuovi palazzi, e avrete un'idea di quella che sarà Roma (o che potrà essere) dopo l'approvazione del Nuovo Piano Regolatore. Inevitabile non è, dicevamo. E allora? Perché? Che fa la famosa Bontà Veltroniana per impedire la Torta Storta?
Da che dipende se Roma (speriamo di no, ma pare proprio di sì!) continuerà a svilupparsi come un entità blobbiana e piena di cementifere escrescenze, non perché faccia parte del destino, o perché sia un discorso che appartenga alla modernità? Beh, sarà solo perché la Giunta Comunale, proprio come un cuoco (non incapace) semplicemente indifferente alla sorte del proprio manufatto, ha deciso di non rispettare alcuna regola (per cucinarla).
Chi stabilisce che regole una Giunta Comunale deve rispettare? In questo caso, vista l'eccezionalità della situazione e l'autonomia sempre maggiore che si sono guadagnati i comuni, molte delle regole se le è stabilite la giunta stessa. Allora, voi penserete non dovrebbe essere difficile: se io mi do delle regole, poi sto anche attenta a seguirle. Cacchio, me le sono date io!
No, in questo caso non è così. Io mi do delle regole, le sottopongo pure, per farmi bella, tramite diffusione giornalistica ai cittadini. Annuncio (il primo annuncio sul futuro rinnovamento della Capitale fu dato da Morassut nel maggio del 2002, mi pare, ma specifichiamo per i più pignoli, l'idea del Piano è di Rutelli ) che sto rinnovando la città e che (udite udite!) lo sto facendo (caso raro in un paese come l'Italia in cui le leggi sono sempre imposte dall'altro, e quindi spesso eluse dai cittadini) con la PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI, dei movimenti, dei comitati di quartiere, delle varie organizzazioni sparse qua e là per il territorio.
Magari il linguaggio che uso è arzigogolato quanto basta perchè chi legga capisca e non capisca (un po' come un impasto troppo dolce, per intendersi, così che dopo un po' chi legge rinuncerà a mangiare). Poi in fase operativa, (con le mani nell'impasto, cioé) cambio tabella di marcia. Cambio regole. Di solito va così: se devo fare un favore a un costruttore, che ne so, devo regalare 70.000 metri cubi di roba a uno che si chiama Bonifaci, me ne frego che la mia torta verrà fuori come una torta nuziale tutta sghemba per via di 'sti 70.000. Prendo e 'sti metri cubi glieli svendo. Tanto, che me frega?
Ma no, direte voi, come, che me frega? Non si può! E le regole che la Giunta si era date? Appunto. Invece delle regole verranno applicati gli Accordi, che non sono regole, o meglio sono regole improvvisate, che è diverso. Differenza fra regola e accordo: la regola è quella cosa che una volta stabilita non si potrà cambiare e a cui si dovrà adeguare il comportamento. (Anche se l'interesse dei costruttori non sarà soddisfatto? Certo. Anche in quel caso.) E l'accordo? L'accordo è quella cosa per cui, se io mi rendo conto che applicando la regola, non faccio l'interesse del costruttore, prendo e cambio la regola. L'accordo è quindi, e scusate il gioco di parole, una regola che cambia le regole. Uno sgambetto. Qualcosa che interviene mentre tu sei in corsa.
E il Comune, chiederete voi, in cambio che ci guadagna? Ci guadagna potere politico. Ci guadagna voti. Ci guadagna adesioni da parte di gruppi di potere economico, ci guadagna l'allargamento del bordieiano (da Pierre Bordieu) campo di potere. Si sistema, come un Imperatore in Gondoletta. E come un Imperatore Vero, a me Cittadina, mi ha pure fatto sapere tramite editti scritti, che c'è stata Partecipazione dei Cittadini. Non è colpa mia se il tutto assomiglia a un fumetto di Enzo Biagi.
Un'altra cosa: il Piano Regolatore che dovrebbe essere definitivamente approvato a breve dal Cosiglio Comunale e che prevede molto cemento in più (la famosa glassa indigesta), a fronte di un incasinamento esponenziale del traffico, e a un ingolfamento di varie zone di entrata alla città (detto piatto piatto), va a sostituire un piano regolatore che era stato fatto nel 1962. Tanti anni, eh?
Roma si meritava di più? Si meritava che le microcittà (i quartieri) che esistono all'interno della grande città fossero tenute, come Città Piccoline, (non come satelliti del centro), in maggiore considerazione? Un altro esempio. Questo delle Città Piccoline (o microcittà). Se uno disegna su un foglio tanti cerchiolini chiusi, autonomi, e li collega con delle semplici linee, il disegno sarà bello liscio e chiaro come quello di un bambino. Se uno invece disegna un grande cerchiottone a centro del foglio, a cui tutti i cerchiolini devono per forza (vi ho già detto che non è per destino: per forza degli accordi, diciamo così!) fare riferimento, come cacchio sarà alla fine il nostro povero foglio? Peggio di un astratto di Pollock, no? Ed è un peccato.
E' un peccato, perché a questo punto voglio dire una cosa che ho notato di Roma. Una cosa che me la fa amare tanto. C'è una cosa buffa, antica e bella in questa città. Quando tu vai a vivere in un quartiere, anche se decentrato, dopo un po' ti affezioni. Non lo so. Lo difendi, anche se è un po' (lo vedi), un po' brutterello. Ci litighi pure se qualcuno te lo attacca! Sarà che in una bella domenica d'aprile, il clima è bello sia che tu ti trovi a Tor Bella Monaca, sia che tu ti trovi sotto Piazza Navona, o al Tufello o a Fidene? Chissà. Forse è così. Comunque, dopo un po' a Roma (io ho vissuto anche a Milano, ma lì non è mai capitato), capita che tu conosci il barista sotto casa e la vicina di casa, e le signore che stanno ai giardinetti, (che qualche volta come giardinetti sono piccoli) e i gattoni che dormono sulle macchine, e i signori che stanno sdraiati per terra e gli vai pure a chiedere se hanno bisogno di qualche cosa. Non solo tu, pure le signore dei giardinetti. Insomma le ho sentite io con le mie orecchie, le signore e i signori (dei giardinetti) dire, "Oh, insomma non sarà un granché ma a me piace! Io ci sto bene! E non lo cambierei col centro!".
Domanda alla Giunta Comunale: se queste signore, questi signori (questa risorsa di Roma) - che abbiamo detto, stanno bene nel loro quartiere, e si accontentano: non vivono cioé il loro decentramento come un limite, ma come un vivere in una Piccola Città di fianco a un'altra Piccola Città - se queste persone chiedono al Comune stesso di non non costruire più; o se gli chiedono di non togliere quell' area verde; o se gli chiedono di migliorare la palestra, o di non mettere un supermercatone gigante in più, perchè quello presuppone un parcheggio, oltre che traffico da fuori...ecco. Cittadini così, meritano o no di essere ascoltati?
Se una Giunta ha la fortuna di avere dei cittadini così presenti e capaci, così tranquilli, ma non sonnolenti, così rilassati, ma non oziosi, perchè non diventa una Giunta Contenta? E come Giunta Contenta perchè non ascolta i cittadini, che sono la sua vera risorsa, non come la risorsa fasulla, (perché pensa solo a ingigantire i propri capitali) dei costruttori?
Perchè non diventa orgogliosa della Partecipazione dei Cittadini, la Giunta Contenta? Tanto più che se i cittadini organizzati intervengono, lo fanno sulla base di regole, leggi, obblighi (che l'amministrazione comunale ha) non favori che la Giunta fa ai Cittadini. La possibilità per i cittadini di Partecipare, di esprimere i propri desideri e bisogni, è legge, disposizione giuridica, (questa sì, modernità! e ben venga! qualcosa di buono, finalmente! la smettessero le prefiche di gridare al nuovo medioevo!) non atteggiamento civico regalato (a noi) dalla ormai arcinota bontà veltroniana.
Perché insiste allora la Giunta Veltroniana con gli interessi di chi si vuol pappare Roma? Perchè favorisce costruttori, costruttrici e costrutterie? La Giunta (che, ripetiamo, dovrebbe essere Contenta e pensare a fare delle Buone Torte) non si rende conto che la sua Credibilità sarà diminuita da questi suoi comportamenti? Che dai e dai aumenterà (ancora non basta?) il famoso Conflitto Sociale? Conflitto che a proposito di torte significa una sola cosa: le torte che questa giunta fa prima o poi qualcuna o qualcuno gliele sbatterà in faccia. E nessun Cuoco potrà dire poi "Ach. Io non lo sapevo!".
(Per avere conferma di quello che dico, cliccate pure sotto, la TAVOLA DEGLI ORRORI, compilata dalla Rete per Il Piano Regolatore Partecipato, che aggiorniamo mano a mano che ci arriva il materiale!).
Pubblicato da Angela Scarparo, il giorno e l'ora: 25.02.06 11:42
Interventi
Gentile Signora Scarparo,
Ribadendo che non è questa la sede (piuttosto, provato a vedere se qui -http://viteincolonnate.splinder.com -c'è qualcosa d'attinente al tema di questo post ?), voglia cortesemente prendere atto di quanto segue.
Lo strumento del PRG del comune di Roma è fermo dal 1962. Credo che nel frattempo gli assessori (quale ne fosse l'appartenenza politica-partitica) che si sono succeduti hanno percepito regolare remunerazione (dalla collettività, cioè noi tutti) per la carica e i compiti che ci si aspetti che svolgano nelle proprie pertinenze. A fronte della qualità del loro lavoro, in qualsiasi altro paese civile del mondo, con l'uso del semplice codice civile alla mano, ci sarebbe da che richichiedere indietro gli stipendi impropriamente percepiti. Un'azione legale, INUTILE (lo voglio dire io per prima) ma fortemente propagandistica. La coscienza civile dei cittadini che si ribella a fronte dell'incuria e della cattiva qualità del lavoro di questi signori. Non ci si fa nulla di una monovolume, di una tv al plasma da 32 pollici, di qualche pelliccia delle rispettive consorti sequestrata da qualche zelante ufficiale giudiziario. Ma, mi creda, si da un segnale, forse più incisivo di tante manifestazioni di piazza. Roma soffoca nel traffico. Continuano ad esser concesse licenze per edificare nuovi quartieri, dentro e fuori il GRA. Nessuno, di questi signori, (ma dove si sono laureati, diplomati ?) si è premurato di adeguare le infrastrutture. Morale, spostarsi, in questa metropoli è diventata un'esperienza bibblica. La qualità della vita, le polveri sottili, una continua disattenzione al potenziamento dei mezzi pubblici, in luogo del ricorso all'utilizzo a mezzi privati, ha provocato, a tutt'oggi questa situazione. Dubito che il nascituro PRG possa dare risposte concrete a quest'emergenze, figlio com'è (a dire dello stesso popolo d'appartenza politica dell'attuale giunta) di un patto scellerato fra la lobby dei costruttori e della criminale compiacenza (o indolenza o interessata incapacità) del ceto politico. Tragga ella stessa le sue debite conclusioni. Con deferenza.
Cletus
Pubblicato da: cletus - 25.02.06 15:01
Scusi, Cletus a quel che ne so io, è dalle feste estive del 2002, che la Giunta Veltroni si sta occupando del nuovo piano regolatore (bisogna almeno dargliene atto per non cadere in un facile quanto inutile qualunquismo!), e che associazioni di cittadini, movimenti, associazioni stanno discutendo, ne stanno parlando, stanno perdendo ore di lavoro, (e si stanno anche divertendo!). Se lei che vive a Roma ne parla in termini così astratti dovrò dedurre che la opera di (non) informazione da parte del comune sia pienamente riuscita? :)
http://www.altremappe.org/PianoRegolatorePartecipato.htm
Pubblicato da: angela scarparo - 25.02.06 15:14
mi perdoni, mi individua cosa c'è di astratto (e qualunquistico) nel mio commento ? Con anticipati ringraziamenti
Pubblicato da: cletus - 25.02.06 15:18
Non ho detto che lei è un qualunquista, cletus!:) ho detto che la volontà politica di dare un volto nuovo alla città di roma, da parte della giunta veltroni c'è. e forse tutti dovremmo essere informati su questo. o dovremmo informarci di più. ( non tutti sanno per esempio, che una città può anche non averlo, il piano regolatore. non è obbligatorio. Milano per esempio, a quel che so io, non ce l'ha) Ma la mia domanda è: perchè si fa un piano regolatore? Per favorire interessi, o per migliorare la famosa qualità della vita dei cittadini? E' quindi cosa fortemente pericolosa per una giunta: diventa una specie di banco di prova.
in quanto all'astratezza: tutti sappiamo che fare (per es.)il tragitto Flaminio-Trastevere a Roma alle 5 del pomeriggio di una giornata feriale è un incubo (traffico, polveri, e quant'altro). perchè non ce ne occupiamo (seriamente) invece di lamentarci? le leggi che ci permettano di occuparci della città in cui viviamo, astrattamente (anche se non abbiamo Zapatero!) ci sono. sta a noi farle diventare realtà.
Pubblicato da: angela scarparo - 25.02.06 15:28
Le ho appena scritto che in qualsiasi altro paese moderatamente civile, con l'utilizzo del semplice codice civile ci sarebbe da che richiedere indietro gli stipendi ingiustamente percepiti da chi era stato preposto (nel tempo) a dirimere siffatte questioni. Venga a percorrere la Cristoforo Colombo (ormai anche NON in orario di punta, e NON solo di feriale, anzi) da Ostia verso l'Eur (e viceversa) e ne riparliamo.
Pubblicato da: cletus - 25.02.06 15:34
sono andata a vedere viteincolonnate. è bellino:) niente da dire. domanda: è importante fare una vita di merda per poter scrivere dei buoni racconti? (e dei buoni spunti li ho trovati). Sono incompatibili, un atteggiamento più o meno (per quel che la propria personale goffagine e storia personale permette, chiaro) impegnato e uno letterario? O quello letterario vale solo se individua nemici, vuol rifare processi, portare alla gogna, alla fogna, alla rogna (ma non si preoccupa mai di leggerli i processi, poi, perchè ha altro da fare; o non si preoccupa mai di indivuiduare un interlocuore reale, nè per stabilirci complicità, nè per attaccarlo)? Non è polemica. Sono domande.
Pubblicato da: angela scarparo - 25.02.06 15:39
Non deve richiedere stipendi indietro, Cletus, non è nel suo diritto, e le assicuro che non esiste neanche l'oggetto per una denuncia fondata. Gli amministratori (ripeto) mentre lei percorreva la Colombo lavoravano al NPR. La domanda è un'altra: come lavoravano? Quale sarà il risultato del loro lavoro?
Pubblicato da: angela scarparo - 25.02.06 15:41
Angela, non sono così convinto che non esistano gli estremi per avere indietro, non solo gli stipendi, ma anche qualcosa d'altro da chi ha gestito le aree edificabili di Roma. E' una città che mi piace, l'unica grande città d'Italia nella quale mi trasferire - e non è scluso che succeda dato che passo la maggior aprte del mio tempo lavorativo a Roma - e la descrivi bene quando racconti delle persone. Però non si può maltrattarla a quel modo.
La giunta Veltroni ha responsabilità pesanti tanto quanto sono pesanti le tonnellate di cemento armato che ha autorizzato senza un piano.
Ha armato di denari i palazzinari che costruiscono case leggerissime (che da noi nessuno comprerebbe) vendendole a prezzi da strozzinaggio e spopositati.
Mi fermo che altrimenti mi brucia la lucanica in umido e gli ospiti potrebbero arrabbiarsi :-)
Buona domenica. Trespolo.
PS: complimenti per il post, piaciuto assai
Pubblicato da: Trespolo - 26.02.06 12:24
Be', Trespolo se ci sono i termini, muoviamoci! :)
Pubblicato da: angela scarparo - 26.02.06 14:01
Che poteri reali ha una Giunta di intervenire veramente sul territorio, per esempio con un Piano Regolatore? Cioè, che poteri reali ha di invertire una tendenza, di ribaltare un trend? In teoria molti, in pratica poche. Poco più che dettagli. Quello che veramente conta è la tendenza dominante del Mercato. E' la richiesta forte di nuove costruzioni, diciamo pure speculazione edilizia. Come diceva Tolstoj nel lungo finale di Guerra e Pace, non era Napoleone che vinceva le guerre, era la forza brutale che aveva alle spalle, era la migrazione di interessi da Occidente a Oriente che ne faceva il mitico condottiero. Ma lui come persona contava poco. Così è per i sindaci, per le Giunte. In fondo anche per i governi. C'è una continuità che passa indenne dalla Destra alla Sinistra, perché non esiste Sindaco, credimi Angela, per quanto forzuto, che possa fermare la corsa all'edilizia. Il Mercato, la domanda, sono più forti della Politica. La Politica resta una funzione di servizio all'Economia, non può modificarla alla radice, può solo tentare di regolarla, condizionarla, indirizzarla. Ma non può invertire il trend. Oggi i Comuni non hanno le risorse per procedere con interventi strutturali sulle città, devono per forza adeguarsi alla cosiddetta "urbanistica concertata", cioè regalare fette di territorio ai privati per ottenere in cambio risorse. Non si sfugge a questa regola, perché è alla base del Mercato, che regola la nostra vita. E' triste, è minaccioso, ma non c'è via d'uscita per ora.
Pubblicato da: Baldrus - 27.02.06 10:24
Ovvero:
un potere piccolo piccolo l'Amministrazione può usarlo nelle piccole questioni, per esempio gli interventi privati, l'autorimessa, la cantina, la tavernetta, il balcone coperto, la palazzina singola; ma i palazzoni-monstre, cioè i cosiddetti Piani Particolareggiati, i Piani di Recupero ecc., cioè sberle enormi, complessi edilizi di migliaia di metri quadrati, non sono procrastinabili. Troppo vorace è il Mercato, e questa voracità è determinata dalla richiesta enorme di case per investire i soldi, così come la fioritura abnorme di antenne per telefonia mobile è determinata dalla richiesta di tutti noi, che pure contestiamo, di avere il nostro bel telefonino nuovo. Quello che può fare una Giunta durante le trattative per un Pianto Particolareggiato che si mangia ettari di territorio è di strappare al pool di costruttori qualche metro quadrato in più per realizzare un'area verde o un pezzo di scuola. E sarà già un rispettabile risultato, coi tempi che corrono.
Pubblicato da: Baldrus - 27.02.06 10:49
Scusa, Baldrus, se non rispondo è perché per un paio d'ore non ci sono. Il discorso è un po' più...non lo so, diciamo complesso, per Roma. :)
Pubblicato da: angela scarparo - 27.02.06 10:54
Angela, scusa la scomparsa, ma ho praticato un paio di giorni di disintossicazione.
Gli estremi esistono eccome, si tratta di capire, politicamente, come fare per stanarli dall'erba alta: non è semplice, ma se ne può parlare.
@Baldrus: l'Amministrazione non ha mai un potere piccolo e il potere diventa immenso quando si parla di Piani Regolatori. Non solo può condizionare il mercato dell'edilizia, ma può anche confrontarsi ad armi pari con il capitale e decidere quale capitale favorire.
Dici che non è così? Beh, questione di opinioni e spesso di numeri: quelli delle dichiarazioni dei redditi (dirette o indirette) di molti che si sono occupati di Piani Regolatori. Non sarebbe male se qualcuno decidesse di dare un'occhiata a questi numeri.
Buona giornata. Trespolo.
Pubblicato da: Trespolo - 27.02.06 13:54
Trespolo, ciao! :) a dopo!
Pubblicato da: angela scarparo - 27.02.06 14:40
Trespolo, il potere dei PRG è grande, IN TEORIA. Ci sono le leggi nazionali e regionali che regolano la materia, ma sono sempre interpretabili. Il problema è che una Giunta, attraverso il PRG non può ribaltare un sistema capitalista globale che supera, in potere, in prepotenza, in avidità, una piccola città come Roma, o Milano, o Bologna. Perché ha alle spalle la spinta del Mercato, che è il vero padrone. Se una Giunta volesse avventurarsi nell'eroismo, nel bolscevismo, semplicemente sarebbe spazzata via, oppure non potrebbe agire perché il meccanismo si incepperebbe. Si sta nel Mercato capitalista globale, si cerca di indirizzarlo attraverso piccoli passi. Per ora è così.
Pubblicato da: Baldrus - 27.02.06 21:49
Baldrus brevemente: il Mercato non è un mostro a tre teste invincibile. E' sufficiente che l'istituzione pubblica faccia la sua parte. parte che non consiste nel controfirmare le scelte dei potentati economici. per adesso a roma è andata così.
Trespolo, il problema è politico, non giuridico, ed è quello di cui si parla su. Gli amministratori comunali hanno lavorato anche troppo in termini di ore, a questo NPRG.
Volete ridere? Vi ricopio il volantino del comitato parco delle betulle
comitato parco delle betulle
che mi è arrivato oggi:
L’urbanistica last minute
la tua tessera atac
non serve più…
(foto di una tessera)
diventa vip anche tu
e risolvi finalmente
il problema della mobilità!
(foto di un aereo in volo)
www.lastminuteurbanistic.it
comitato parcodellebetulle
pensate sia una battuta? No. Si parla di riaprire come scalo VIP (ma che cagata, signora mia! che cagata! ci mancava lo scalo VIP!) l'aereoporto che si trova fra i palazzi di via salaria. A onor del vero c'è da dire che per adesso il comune smentisce. il prsidente del IV municipio, però (municipio cui l'aeroporto appartiene vedrebbe di buon occhio la cosa! ) speriamo che questo pubblicizzare la loro opera serva un poco anche a farli desistere, no?
Pubblicato da: angela scarparo - 27.02.06 21:50
Baldrus quello che tu dici a proposito della globalizzazione è vero. Volevo aggiungerlo. Ma è anche vero che ci sono amministrazioni che si muovono per agevolare questa 'globalizzazione' e amministrazioni che si danno una mossa per favorire chi la città la usa, chi nella città vive, e non chi ci specula nella città. e magari ci vive anche poco, no?
Pubblicato da: angela scarparo - 27.02.06 21:54




